1. I rappresentanti dei consigli economici e sociali e delle istituzioni

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VERTICE EUROMEDITERRANEO
DEI CONSIGLI ECONOMICI E SOCIALI
E DELLE ISTITUZIONI ANALOGHE
Valencia, 18 e 19 novembre 2004
DICHIARAZIONE FINALE
1.
I rappresentanti dei consigli economici e sociali e delle istituzioni analoghe dei paesi del
partenariato euromediterraneo, a cui si associano i rappresentanti delle organizzazioni
socioprofessionali dei paesi in cui tali consigli o istituzioni non esistono, riuniti a Valencia
(Spagna) il 18 e 19 novembre 2004 ringraziano sentitamente il Consiglio economico e sociale
del Regno di Spagna, il Governo della Comunità di Valencia e il Sindaco di Valencia per la
loro ospitalità ed il loro contributo al successo del vertice.
I partecipanti:
1.1
considerando la necessità di incrementare gli sforzi di tutte le parti interessate al fine di
creare condizioni sociali, economiche e culturali che favoriscano l'instaurazione della pace,
della sicurezza e della stabilità nella regione euromediterranea;
1.2
considerando che le loro azioni per promuovere il dialogo, lo scambio e la cooperazione tra
le organizzazioni rappresentative degli interessi economici e sociali integrano, tra i valori
fondamentali, il rispetto della vita umana, il rifiuto incondizionato di qualsiasi forma di
terrorismo, violenza, intolleranza e prevaricazione, e contribuiscono a creare condizioni
favorevoli ad una risoluzione pacifica e negoziata di qualsiasi controversia o conflitto;
1.3
considerando l'urgenza di garantire o di rafforzare la partecipazione della società civile
organizzata alla modernizzazione dell'economia affinché le trasformazioni in atto avvengano
con l'equità indispensabile per impedire l'emarginazione degli strati più poveri della società e
per contribuire a garantire la coesione sociale, il benessere delle popolazioni, il rispetto dei
principi di una corretta gestione della cosa pubblica e una maggiore democrazia;
1.4
considerando l'importanza di creare condizioni favorevoli per garantire dei flussi
d'investimento più importanti nei paesi partner del Mediterraneo (PPM);
1.5
considerando con soddisfazione la conclusione dei negoziati per definire un Accordo di
associazione con la Siria e i progressi nelle relazioni con la Libia in vista di una sua
integrazione nel partenariato euromediterraneo;
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IT
-2-
2.
si impegnano a:
2.1
moltiplicare gli sforzi per promuovere il dialogo tra i partner dei diversi paesi, a livello sia
regionale sia infraregionale;
2.2
favorire il potenziamento delle capacità e l'autonomia delle organizzazioni dei datori di lavoro
e dei lavoratori onde contribuire, in particolare, alla promozione del dialogo sociale e alla
libera negoziazione tra le parti sociali;
2.3
sviluppare adeguate iniziative d'informazione e di formazione, al fine di coinvolgere più
attivamente i membri delle diverse organizzazioni rappresentate nei CES e le organizzazioni
socioprofessionali in generale nella presa delle decisioni che riguardano la collettività;
2.4
approfondire, insieme, alcuni grandi temi di attualità, in particolare il rafforzamento e la
migliore copertura dei regimi di previdenza sociale, lo sviluppo di politiche attive a favore
dell'occupazione e la protezione dei più poveri;
2.5
sostenere la crescita economica e favorire un incremento degli investimenti, sviluppando in
particolare fattori essenziali della competitività quali l'istruzione, la formazione e la ricerca.
3.
Chiedono:
3.1
ai 35 Ministri degli Affari esteri che si riuniranno a L'Aia il 29 e 30 novembre 2004 di
riconoscere il ruolo svolto dai consigli economici e sociali e dalle organizzazioni della società
civile nell'attuare la strategia di partenariato;
3.2
a questi stessi Ministri di rafforzare gli strumenti per il dialogo e la rappresentanza della
società civile, ad iniziare dai consigli economici e sociali e dalle istituzioni analoghe, affinché
questi ultimi possano potenziare le loro attività a favore di una cultura della pace, del
progresso e della partecipazione; in tale contesto, è essenziale sviluppare le reti di operatori
non statali le quali, oltre a promuovere il dialogo e la comprensione reciproca, sono in grado
di condurre attività e ricerche comuni;
3.3
che gli Stati membri dell'Unione europea accelerino tutte le procedure di ratifica degli accordi
di associazione;
3.4
che i consigli economici e sociali dispongano di un quadro giuridico che definisca
chiaramente il loro ruolo e le loro competenze, nonché dei mezzi per portare avanti la
funzione consultiva in piena autonomia ed efficienza;
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-33.5
che i rappresentanti delle organizzazioni socioprofessionali siano pienamente coinvolti
nell'attuazione dei piani d'azione previsti nell'ambito della Politica europea di prossimità,
soprattutto considerando che non sono stati associati alla loro elaborazione;
3.6
che vengano pienamente sfruttate le nuove condizioni in vigore in Medio Oriente al fine di
rilanciare il processo di pace rispettando la tabella di marcia e favorendo la ricerca di una
giusta e duratura risoluzione del conflitto israelo-palestinese con la necessaria partecipazione
della società civile di entrambe le parti, e che le prossime elezioni nei Territori si svolgano nel
rispetto della trasparenza e della democrazia, in modo da consentire ai palestinesi che ne
hanno diritto (tra cui i palestinesi di Gerusalemme Est, conformemente alle precedenti
elezioni del 1996) di parteciparvi. Tutte queste condizioni mirano a garantire quanto prima
l'esistenza di due Stati vicini in un clima di pace e di sicurezza;
3.7
che i governi europei, le istituzioni europee e i paesi partner del Mediterraneo si mobilitino
ancora maggiormente per promuovere la pace e la sicurezza nella regione e si impegnino
anche a sostenere tutti gli sforzi per garantire la democrazia e l'autonomia in Iraq,
contribuendo in particolare al successo della prossima conferenza di Sharm El Sheikh.
I partecipanti al vertice dei consigli economici e sociali e delle istituzioni analoghe hanno
inoltre adottato le seguenti conclusioni e raccomandazioni:
4.
"Agricoltura e sicurezza alimentare nel quadro del partenariato euromediterraneo"
I partecipanti al vertice:
4.1
osservano che i paesi mediterranei rappresentano, per ordine d'importanza, il secondo mercato
di esportazione dei prodotti agricoli e alimentari, soprattutto cereali e prodotti lattiero-caseari.
Le importazioni UE riguardano essenzialmente circa 20 prodotti, i più importanti dei quali
sono gli ortofrutticoli;
4.2
ritengono che il processo di Barcellona, per sfociare in una significativa liberalizzazione del
commercio dei prodotti agricoli, debba anche integrare la presenza, nello sviluppo agricolo, di
una dimensione sociale per quanto riguarda gli agricoltori ed i lavoratori;
4.3
sottolineano il valore strategico di una politica agroalimentare concertata tra UE e i paesi
partner mediterranei, per affermare la diversificazione e la complementarietà dell’offerta e dei
consumi agroalimentari mediterranei su di una soglia elevata di biodiversità, sostenibilità,
sicurezza e qualità. Questo presuppone uno sviluppo rurale più equilibrato, la riduzione dei
divari esistenti nei diversi sistemi socioeconomici e l’orientamento delle produzioni alle
esigenze dei mercati locali oltre che all’export;
DI CESE 159/2004 fin FR/EN/ES/IT-PON/RES/SOR/cd/vdn/fb
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-4-
4.4
raccomandano di assegnare all'agricoltura una maggiore importanza politica nel quadro del
processo di Barcellona, in modo che i diversi strumenti finanziari a disposizione permettano
anche di creare i presupposti per lo sviluppo agricolo, la sicurezza e l'indipendenza
alimentare;
4.5
al fine di promuovere lo sviluppo della produzione e la sicurezza alimentare, raccomandano
di identificare e analizzare i seguenti aspetti:
5.

statuto dei servizi di consulenza e formazione per agricoltori e lavoratori,

attività di ricerca, in cooperazione con il GFAR1 e la sua rete di organizzazioni,

sostegno finanziario e di credito allo sviluppo per le imprese agricole e l'industria di
trasformazione,

servizi di consulenza e formazione nel settore dei trasporti, della trasformazione e della
distribuzione,

consulenza in materia di produzione e commercializzazione dei prodotti organici,

promozione e sviluppo delle organizzazioni dei consumatori e delle informazioni per i
consumatori;

maggiore collegamento in rete (cluster) tra le imprese alimentari per uno scambio di
buone pratiche.
"Immigrazione e cooperazione tra i paesi della regione euromediterranea"
I partecipanti al vertice:
5.1
osservano che le migrazioni nella regione euromediterranea rappresentano un processo che
risale a vari decenni ma la cui intensità è aumentata negli ultimi anni. Esse sono pertanto una
componente strutturale di primaria importanza delle relazioni attuali e future nella zona del
Mediterraneo. L'immigrazione, se correttamente gestita, può rappresentare un'opportunità per
arricchire e rendere più dinamiche le relazioni e gli scambi tra le due sponde con conseguenze
che potrebbero essere globalmente positive per la realizzazione degli obiettivi condivisi del
processo di Barcellona;
5.2
propongono di riequilibrare le strategie seguite dall’UE dal Consiglio europeo di Siviglia del
giugno 2002 che hanno attribuito una attenzione particolare alle politiche di sicurezza e di
1
Global Forum on Agricultural Research - Forum mondiale per la ricerca agricola.
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-5controllo, con la strategia definita nelle conclusioni del Consiglio europeo di Tampere
dell’ottobre 1999. Suggeriscono a tal fine un coordinamento ad alto livello tra le politiche
della immigrazione e l’azione esterna dell'UE articolata intorno alla cooperazione, alle
relazioni economiche e commerciali e alla politica estera. Tale impostazione deve altresì
promuovere relazioni di tipo inclusivo con i paesi del sud e dell’est del Mediterraneo.
5.3
I partecipanti raccomandano:
5.3.1
di definire un approccio globale delle politiche dell'immigrazione, che tenga conto in modo
equilibrato di tutti gli aspetti che le compongono, ad esempio l'integrazione sociale e
professionale degli immigrati e delle loro famiglie, la gestione dei flussi migratori, la lotta
contro le cause che alimentano l'immigrazione clandestina e illegale;
5.3.2
di intensificare il dialogo e la cooperazione nel quadro del partenariato euromediterraneo e
della politica europea di prossimità, al fine di facilitare l'integrazione degli immigrati e delle
loro famiglie, promuovendo il reale esercizio dei diritti e dei doveri da parte di questi ultimi,
nonché la loro piena partecipazione alla vita economica, sociale e culturale;
5.3.3
di consolidare le politiche volte a consentire l'accesso degli immigrati e dei loro figli ai vari
livelli dei sistemi d'istruzione e formazione, fattori determinanti per il miglioramento della
cittadinanza attiva e delle pari opportunità;
5.3.4
di favorire modelli aperti di integrazione all'interno dei quali la libertà e il diritto di preservare
la propria identità, attraverso il riconoscimento del pluralismo culturale, devono conciliarsi
con il rispetto dei valori e dei doveri propri dei paesi di accoglienza;
5.3.5
di proseguire gli sforzi volti ad accelerare lo sviluppo economico e sociale nei paesi d'origine
degli immigrati, innalzando il tenore di vita dei cittadini, di instaurare condizioni di buon
governo ed il rispetto dei diritti umani. In tale prospettiva si invitano i responsabili politici di
tutti i paesi mediterranei del nord e del sud a promuovere il consolidamento di quadri di
sviluppo economico e di coesione sociale, coinvolgendo i soggetti economici e sociali
attraverso le loro organizzazioni rappresentative;
5.3.6
di considerare l'immigrazione uno dei grandi aspetti delle relazioni presenti e future tra i paesi
del Mediterraneo; a tal fine è opportuno rafforzare considerevolmente il quadro finanziario e
incrementare le risorse necessarie per raccogliere le complesse e notevoli sfide economiche e
sociali alle quali fanno fronte i paesi partner nel quadro del processo di Barcellona.
5.4
Le organizzazioni socioeconomiche partecipanti al vertice si impegnano a ricercare formule
che consentano un regolare monitoraggio delle questioni riguardanti l'immigrazione e delle
politiche di cooperazione. Intendono dunque adottare, successivamente al vertice, una linea di
lavoro che presti costantemente attenzione a questa preoccupazione comune.
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-66.
"Attuazione del programma di lavoro 2003-2004"
6.1
Sulla base delle conclusioni del vertice di Malta tenutosi nel novembre 2003, il comitato di
monitoraggio si è adoperato per incoraggiare attivamente la creazione e il consolidamento
delle organizzazioni della società civile nei paesi partner del Mediterraneo (PPM) e ha
contribuito a rafforzare le relazioni con i consigli economici e sociali dei paesi partner e con
le società civili di quei paesi che invece non dispongono di un CES.
6.2
Allo sviluppo degli organismi consultivi ha contribuito una serie di iniziative, in particolare le
diverse missioni organizzate nei PPM che non dispongono di un CES, tra cui Giordania, Siria,
Egitto e Marocco.
6.3
Il comitato di monitoraggio si è anche adoperato per rafforzare le relazioni con i responsabili
politici, in particolare il Consiglio, la Commissione, l'Assemblea parlamentare
euromediterranea e il Comitato delle regioni.
6.4
I partecipanti raccomandano che il comitato di monitoraggio:

sviluppi contatti con i vari interlocutori, nell'ambito del partenariato euromediterraneo,
non solo su base multilaterale complessiva, bensì anche su base infraregionale,

incoraggi la creazione di strutture volte al dialogo e al consolidamento delle strutture
esistenti, promuovendo in particolare la nascita di un Consiglio economico e sociale
giordano,

aiuti e incoraggi le organizzazioni socioprofessionali di altri paesi, quali Egitto e Siria, a
istituire organi consultivi autonomi,

sia tenuto informato dei contatti che il CESE avvierà eventualmente con le organizzazioni
socioprofessionali libiche,

sviluppi contatti con i responsabili politici, in particolare con l'Assemblea parlamentare
euromediterranea, e approfondisca la cooperazione con il Comitato delle regioni
dell'Unione europea,

sviluppi i contatti con le reti delle organizzazioni socioprofessionali, ad esempio il Forum
sindacale euromediterraneo, l'Unione mediterranea delle Confederazioni dei datori di
lavoro, la Rete euromediterranea dell'economia sociale, e con le organizzazioni della
società civile, ad esempio il Forum civile euromediterraneo, la Piattaforma della
gioventù, la Fondazione Anna Lindh per il dialogo tra le culture.
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-7-
7.
I partecipanti
Informati delle realizzazioni dei progetti:
8.

salutano con soddisfazione la fine del progetto Tresmed 1 e l’avvio del progetto
Tresmed 2 e si impegnano a continuare la cooperazione con il Consiglio economico e
sociale del Regno di Spagna per la riuscita delle iniziative che saranno prese dagli
organizzatori,

prendono atto con soddisfazione dei risultati positivi del progetto "Dialogo sociale e
sistemi sociali" e auspicano che il lavoro già effettuato possa continuare, in particolare
verificando con le Istituzioni europee la possibilità di avviare la costituzione di un
Osservatorio sociale euromediterraneo,

raccomandano di proseguire le riflessioni circa la creazione di un Osservatorio del debito
pubblico estero dei paesi partner del Mediterraneo, decisa nel corso dei vertici di Atene e
Malta, e di ampliare, su base volontaria, l'apposito gruppo di lavoro; raccomandano
inoltre di seguire con attenzione e di continuare ad analizzare questa problematica
attraverso i contributi dei consigli o con l'organizzazione di convegni e di tenere informati
i prossimi vertici.
I rappresentanti dei consigli economici e sociali e delle istituzioni analoghe propongono che il
vertice del 2005 si svolga nel Regno Hashemita di Giordania. Il comitato di monitoraggio sarà
pertanto composto, per il prossimo periodo, dal Comitato economico e sociale europeo, dal
Consiglio economico e sociale del Regno di Spagna e dai rappresentanti degli ambienti
socioeconomici di Giordania.
I temi delle relazioni da discutere durante il vertice del 2005 saranno i seguenti:

"Il ruolo degli organi consultivi e delle organizzazioni socioprofessionali nell'attuazione
degli Accordi di associazione e nel quadro della politica europea di prossimità", a cura
del Comitato economico e sociale europeo, in collaborazione con il Consiglio economico
e sociale di Grecia (OKE), il Consiglio economico e sociale di Tunisia, il Comitato
economico e sociale di Israele e i rappresentanti degli ambienti economici e sociali del
Marocco.

"La lotta alla povertà nei paesi euromediterranei" a cura del Consiglio economico e
sociale del Portogallo in collaborazione con il Consiglio economico e sociale di Francia,
il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro d'Italia (CNEL), il Consiglio economico
e sociale di Tunisia e la delegazione turca del CCM UE-Turchia.
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-8
"La cooperazione industriale e tecnologica e le delocalizzazioni nella regione
euromediterranea" a cura del Consiglio economico e sociale del Regno di Spagna in
collaborazione con il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro d'Italia (CNEL) e
con il Consiglio economico e sociale di Francia.
_____________
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