Il potenziamento muscolare

advertisement
POTENZIAMENTO MUSCOLARE
OBBIETTIVI E PRINCIPI DELL’ALLENAMENTO CON SOVRACCARICO
Condizione necessaria per il corretto svolgimento di qualsiasi attività sportiva, nel rispetto
e salvaguardia della salute, votata al miglioramento delle funzionalità fisiche è la
preparazione atletica.
Importante è stabilire una corretta metodica, prestando particolare attenzione alle
peculiarità dell’atleta che si appresta a svolgere il lavoro di allenamento, in particolare:
- La fascia d’età, Bambino, adolescente, adulto o anziano;
- Il sesso, Maschio o Femmina;
- La generale conformazione fisica, eventuali condizioni negative esterne( abuso di alcool,
Fumo, droghe, Farmaci);
- Il livello di preparazione fisica e le eventuali pregresse esperienze sportive;
- Le aspettative e i traguardi che si intendono raggiungere.
Ciò per poter predisporre un programma personalizzato, mirato a far si che l’attività di
allenamento abbia solo ed esclusivamente valenza positiva e benefica, escludendo ogni
possibile conseguenza inutile o addirittura dannosa.
Il programma di allenamento deve prevedere una parte di carattere generale, atta a un
miglioramento generalizzato delle capacità motorie ed una parte di carattere specifico, che
vada a cercare il miglioramento a livello tecnico ed il miglioramento di una sola capacità
motoria.
Uno degli errori più comuni in questa fase è quello di STRAFARE, con la vana speranza di
ottenere prima del previsto i risultati auspicati, rischiando non solo di danneggiare il
proprio fisico sottoponendolo a stress inusuali e anti fisiologici, ma anche di incorrere in
situazioni di disagio fisico che si possano rivelare frustranti anche a livello Psicologico.
Una delle caratteristiche principali dell’allenamento è la Specificità , si va a potenziare
sostanzialmente una sola funzione, andando però purtroppo a penalizzare la funzione
diametralmente opposta.
Un semplice esempio, chi compie un lavoro di potenziamento atto all’incremento della
forza fisica, con il conseguente sviluppo di massa muscolare, si vedrà sicuramente
penalizzato nell’agilità;
Ugualmente, un maratoneta, che si sottopone ad un allenamento atto a sviluppare la
funzione aerobica, con la conseguente capacità di resistere e recuperare in tempi brevi, ad
uno sforzo medio ma prolungato nel tempo, si ritroverà a dover sacrificare la funzionalità
anaerobica, la pura potenza, esplosa e dissipata nel giro di pochissimi istanti( 100 metri).
Uno dei concetti più importanti dell’ allenamento è il Sovraccarico, cioè sottoporre il fisico
ad un allenamento più impegnativo rispetto al normale.
Assolutamente scontato come tale incremento debba essere progressivo, sulla base della
fisiologia dell’atleta tenendo sempre ben presente che l’obbiettivo deve essere realistico e
raggiungibile, proprio per evitare gli inconvenienti pocanzi descritti.
Il processo di allenamento è direttamente chiamato al miglioramento dei sistemi
metabolici atti alla produzione e rilascio dell’energia necessaria al lavoro muscolare .
La protagonista di questi processi è una molecola organica conosciuta come ATP (
ADENOSIN TRIFOSFATO ), principale responsabile del rilascio dell’energia necessaria
alle cellule muscolari per poter funzionare.
La disponibilità di ATP è alquanto ridotta ed è naturalmente sufficiente per supportare un
lavoro muscolare di massimo 5/10 secondi, che definiremo puramente ANAEROBICO o
ANAEROBICO ALATTACIDO, poiché non si registra la produzione di acido Lattico ed in
questo caso la contrazione muscolare avviene grazie a reazioni chimiche che non
prevedono la presenza dell’ossigeno e sono riconducibili a sforzi di notevole entità protratti
per un brevissimo arco temporale, Uno scatto, uno strappo, un assalto di Kumitè .
Per situazioni di sforzo comprese tra 10 e 90 secondi si entra in una fase di calo della
potenza, poiché le scorte di ATP si avvicinano all’esaurimento con la produzione di Acido
Lattico, principale responsabile della sensazione di stanchezza, tale fase è detta
ANAEROBICA LATTACIDA, una corsa sui 200 / 400 metri, l’esecuzione di un Kata.
Per esercizi di durata superiore a 90 secondi, iniziamo a parlare di Fase AEROBICA, un
allenamento mirato sui Kata con molteplici ripetizioni, un corsa dagli 800 metri in su.
Man mano che lo sforzo si protrae nel tempo, le attività devono necessariamente
trasformarsi in AEROBICHE, poiché vista la formazione di Acido Lattico, il fisico richiede
l’ossigeno da potergli combinare chimicamente al fine di contrastarne gli effetti negativi.
Per tali motivi risulta tanto importante la specificità dell’allenamento, per poter andare a
proporre allenamenti mirati al raggiungimento dell’obbiettivo prefissato.
Giovanni Betta
C.N. 3° Dan
Aspirante Istruttore.
Scarica