Welfare e solidarietà: come promuovere la coesione

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 Welfare e solidarietà: come promuovere la coesione
sociale in un’epoca di risorse scarse. 30 settembre, Palazzo Marino (Sala Alessi), ore 9:30 – 13:00 Le ragioni che ci hanno indotto ad organizzare il convegno “Welfare e solidarietà: come promuovere la coesione sociale in un’epoca di risorse scarse”, e in particolare la tavola rotonda Quale possibile cooperazione tra gli attori sociali per fronteggiare la scarsità di risorse? sono, per così dire, autoevidenti: sono crollate le risorse a disposizione dello stato sociale, delle forme di welfare altrimenti sussidiate, delle opere sociali frutto di compassione e di solidarietà. Almeno quattro le cause: la crisi economica globale che ha obbligato gli Stati a dirottare altrove queste risorse; la speculazione finanziaria che ha colpito l’Italia, inducendo il Governo a ulteriori tagli drastici; la crisi di crescita che impegna le imprese nella sopravvivenza, riducendo quella consapevolezza della responsabilità sociale di impresa che si andava diffondendo negli ultimi anni; per ultima aggiungeremmo una certa propensione ideologica che alcuni intellettuali, economisti e politici hanno adottato quale dottrina sociale – o in qualche caso come razionalizzazione a posteriori – che interpreta ogni bisogno di assistenza pubblica di un individuo come il chiaro segno del suo fallimento esistenziale, invocando una inesorabile responsabilità individuale davanti a tutti gli eventi della vita. C’è una antropologia che separa alla radice le ricette: tra lo stato sociale come l’abbiamo conosciuto nel secondo dopoguerra e l’individualismo liberista della società americana c’è un divario profondissimo dal quale soluzioni e programmi di governo partono per divergere inesorabilmente. Ciò che invece ci proponiamo di fare, a partire da questo incontro, è sollecitare una pragmatica riflessione sul reperimento delle risorse, provando – davanti all’urgenza – ad accantonare momentaneamente la divergenza di visioni per concentrarci su prassi di dialogo e confronto che – nel medio periodo – possano aiutarci ad affrontare il cambiamento mantenendo livelli accettabili di coesione sociale. La nostra previsione è che – condivisibile o meno – il taglio delle risorse dallo Stato centrale non sia reversibile nel breve periodo; che la crisi economica non consentirà alle imprese un incremento significativo delle donazioni liberali nei prossimi 24 mesi; che la crisi colpirà le fasce più deboli della popolazione e quindi che la domanda di assistenza (per la salute, per le incombenze quotidiane, per cercare o reinventare un lavoro, per l’inclusione sociale di coloro che hanno vincoli e limitazioni fisiche) crescerà rapidamente. Davanti a questo quadro la nostra ipotesi di lavoro è che si debbano cercare nuove forme di cooperazione tra i soggetti che operano nella società, con l’obiettivo di configurare scambi dove la dimensione finanziaria non sia centrale e sinergie con le quali mettere a frutto risorse diverse (umane, manageriali, infrastrutturali) e potenzialmente sotto-­‐utilizzate. Ecco perché al convegno abbiamo invitato rappresentanti di tutti coloro che in qualche misura possono esprimere queste risorse: il mondo imprenditoriale, l’informazione specializzata del Terzo settore, la finanza etica, fondazioni bancarie e corporate foundation, la pubblica amministrazione. Tutti chiamati a un esercizio di ingegno per sopperire alla carenza di risorse, pena la rinuncia all’esercizio del proprio ruolo nella società. THE SHINY NOTE S.R.L.
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