Storie di successo I primi dieci anni di costruzione della componente del Servizio Marino di GMES per il Mediterraneo di Nadia Pinardi LE ESISTENZE DI MILIONI DI PERSONE CHE VIVONO LUNGO LE COSTE DIPENDONO DAL MONITORAGGIO DEL MARE AL FINE DI PREVENIRE POSSIBILI DANNI PROVOCATI DALL’INQUINAMENTO, DALLO SFRUTTAMENTO DELLE RISORSE ITTICHE, DALL’EUTROFIZZAZIONE1 COSTIERA E DALLA PERDITA DI HABITAT NATURALI. NEL MARE MEDITERRANEO E’ OPERATIVO UN SISTEMA DI MONITORAGGIO E PREVISIONI OCEANOGRAFICHE, DENOMINATO MFS, I CUI PRODOTTI SONO A DISPOSIZIONE DI UNA VARIETA’ DI UTENTI FINALI ED INTERMEDI. MFS E’ LA COMPONENTE DEL SERVIZIO MARINO DI GMES PER IL MEDITERRANEO. IL SISTEMA E’ CONTINUAMENTE SOTTOPOSTO A CONTROLLI DI QUALITA’ E HA DIMOSTRATO DI ESSERE UN AUSILIO IMPORTANTE ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE DI TUTTE LE ATTIVITA’ ECONOMICHE CONNESSE AL MARE, ALLA SICUREZZA MARITTIMA E ALLA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE. Perché le previsioni oceaniche? Gli oceani, come l’atmosfera, sono un fluido turbolento che si evolve su scale veloci, dai giorni alle ore. A scopi pratici, la stima dello stato dell’oceano tramite osservazioni del passato non assicura una buona pianificazione delle attività a mare, sia che si tratti di attività di salvataggio e recupero a mare sia che si debba accertare lo stato di salute dell’ecosistema. Come la meteorologia, le previsioni oceaniche si concentrano sul “tempo del mare”, cioè sulla variabilità a breve termine delle correnti e della temperatura che incidono sulla nostra capacità di gestire il mare e le attività che vi si dispiegano. L’oceanografia operativa ha sviluppato un sofisticato sistema integrato di osservazioni e modelli in grado di ridurre l’errore nella stima dello stato del mare fino al punto di essere in grado di fornire una condizione attendibile per le previsioni, riducendo in tal modo l’incertezza per le applicazioni. Osservazioni e modelli sono combinati tramite tecniche statistiche di assimilazione delle osservazioni che producono serie temporali di dati chiamati ‘analisi’: l’oceanografia operativa ha sviluppato il sistema capace di produrre queste analisi in modo standardizzato secondo regole scientifiche comuni e internazionali. Queste lunghe serie di analisi forniscono le informazioni più attendibili sul cambiamento climatico e rappresentano la valutazione ottimale dello stato passato degli oceani, un dato utilizzato da molte comunità di utenti. Nel Mare Mediterraneo, la comunità di ricerca nel campo dell’oceanografia operativa è nata negli anni Novanta al fine di sviluppare un sistema integrato di monitoraggio e previsione delle condizioni marine, dal mare aperto alle zone costiere. Lo scopo è ancora una volta quello di produrre un monitoraggio continuo e le previsioni del mare, dall’idrodinamica alle componenti biochimiche per ridurre l’inquinamento e salvaguardare la salute dell’ecosistema marino. Prima e dopo l’avvio dell’iniziativa 1 L’eccessivo accrescimento degli organismi vegetali marini che si ha per effetto della presenza nelle acque costiere di quantita’ troppo elevate di nutrienti derivanti da sorgenti terrestri. W INDOW ON GMES 1 Storie di successo La bellissima spiaggia di Nizza, situata nel sud della Francia, dove i 6 Km di lungomare sono un’attrazione turistica da diversi secoli (immagine: tutti i diritti riservati) GMES (1998), specifici progetti di ricerca hanno sviluppato i prodotti e il servizio nel Mediterraneo, assieme a diverse applicazioni che si discuteranno in seguito. Dieci anni di storia Nel 1998, la comunità di ricerca oceanografica del Mediterraneo iniziò a sviluppare le componenti principali del Mediterranean ocean Forecasting System (MFS) “Sistema di previsione oceanica del Mediterraneo” e da allora non ha mai interrotto le sue attività. Il Mare Mediterraneo fu immediatamente scelto come una delle aree di maggiore sviluppo del servizio oceanografico da EuroGOOS (http://www.eurogoos.org/) e nel 1998 fu sviluppato un Piano Strategico e Scientifico per la realizzazione del sistema di osservazione e modellistica di MFS. Fin dal 1998 più di 30 Istituzioni di ricerca e monitoraggio, residenti nei 13 paesi bagnati dal Mare Mediterraneo, lavorano all’attuazione del Piano e mantengono il sistema operativo. Nel corso degli ultimi 2 W INDOW ON GMES dieci anni, tre progetti della Commissione Europea (IV, V e VI Programma Quadro) hanno contribuito ad elaborare una base scientifica internazionale per lo sviluppo del sistema di previsione a scala di bacino efficiente e accurato, usato oggigiorno da 31 Istituti/Agenzie operative e di ricerca del Mediterraneo. E’ stato istituito un nuovo consorzio - il Mediterranean Operational Oceanography Network (MOON: Sistema Operativo Oceanografico del Mediterraneo, http://www.moon-oceanforecasting.eu/) per coordinare l’MFS e le sue applicazioni. Parte del consorzio MOON è ora impegnato nella preparazione del Marine Core Service (Servizio Marino) del GMES, che sarà sviluppato dal progetto MyOcean dal 2009 al 2011. Il Sistema di Previsione del Mare Mediterraneo (MFS) MFS è un sistema integrato di osservazioni e modelli che calcola lo stato dell’oceano e la sua possibile evoluzione a breve termine. Esso include tre componenti principali: Temperatura della superficie del mare dal satellite [°C] per il 30 Giugno 2008. L’immagine è stata prodotta dal Gruppo di Oceanografia da Satellite dell’ISAC-CNR di Roma che è responsabile per la produzione in tempo reale dei dati da satellite per i modelli oceanografici (immagine: http://gos.ifa.rm.cnr.it/) a) il sistema di osservazione in tempo reale; b) i modelli idrodinamici e di ecosistema per la previsione; c) il servizio per utenti intermedi e finali. Il sistema di collezione dei dati osservativi è una componente essenziale dell’MFS, in quanto fornisce i dati necessari per la correzione delle condizioni iniziali dei modelli di previsione. Il modello a scala di bacino, può descrivere e prevedere il “tempo” dell’oceano con una risoluzione di circa 6 km e giornalmente sono prodotti 10 giorni di previsioni oceaniche attraverso l’uso delle previsioni atmosferiche dell’ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts, Reading, UK). Recentemente l’MFS ha anche sviluppato l’accoppiamento con un modello di previsione dell’ecosistema marino che al momento fornisce settimanalmente 10 giorni di previsioni dello stato dell’ecosistema pelagico. Il servizio rivolto agli utenti intermedi è sviluppato attraverso i membri di MOON che ricevono ogni giorno gli output di MFS per fare la previsione nelle aree costiere di loro interesse. Sono stati sviluppati altri servizi applicativi che considerano il supporto per gli incidenti a mare con versamenti di petrolio, il supporto al Search and Rescue per le guardie costiere e la gestione integrata delle aree costiere. Le osservazioni Le componenti del sistema osservativo di MFS sono: 1) i dati da satellite; 2) i dati in situ da navi di opportunità (Ship Of Opportunity Programme, SOOP); 3) i dati in situ dalle boe derivanti e profilanti ARGO; 4) i dati in situ delle piattaforme fisse di osservazione del Mediterranean Moored Multidisciplinary Array (M3A). La raccolta dei dati da satellite in tempo reale e la loro analisi è alla base del sistema di previsione. I più importanti tipi di dati usati sono: 1) l’Anomalia del livello del mare (Sea Level Anomaly, SLA) restituita dagli altimetri satellitari; W INDOW ON GMES 3 Storie di successo 2) la temperatura della superficie del Mare (Sea Surface Temperature, SST) rilevata da radiometri nell’intervallo spettrale dell’infrarosso e delle microonde; 3) il colore del mare (Ocean Color, OC) rilevato da radiometri nell’intervallo spettrale del visibile; 4) I venti alla superficie del mare rilevati da scatterometri montati su satelliti. Tutti questi dati, ad eccezione dei venti, sono attualmente analizzati e messi a disposizione in tempo reale per MFS, seguendo un protocollo di controllo di qualità ben consolidato. Il sistema di dati da SOOP (si avvale di navi mercantili e da crociera in varie parti del bacino) e ARGO (le boe derivanti che nel Mediterraneo si muovono alla deriva delle correnti alla profondità di 350 metri e misurano un profilo di temperatura e salinità da 700 metri e 2000 metri di profondità ogni 5 giorni o 50 giorni) è stato organizzato negli scorsi dieci anni. Molte delle boe ARGO vengono messe a mare dalle navi di opportunità. Ci sono due tipologie di dati che vengono scambiati, uno in tempo reale e l’altro in tempo differito. Le boe fisse del Mediterranean Moored Multisensor Array (M3A) rispondono alla necessità di avere osservazioni multidisciplinari in situ. Il sistema è usato per osservare l’alta variabilità temporale del termoclino e le variabili biochimiche nella zona eufotica e le interazioni aria-mare. Le variabili misurate sono: la temperatura dell’aria e la temperatura del punto di rugiada, la pressione atmosferica, i venti, le precipitazioni, la radiazione solare incidente, la temperatura e conducibilità, ossigeno, fluorescenza, torbidità e nitrati a profondità selezionate. Su queste boe è stato sperimentato un sistema acustico di telecomunicazione tra le catene strumentate che le compongono, uno dei primi sistemi al mondo ad usare tale tecnologia con successo. MOON ha costruito anche un sistema regionale di gestione dei dati, sia per la disseminazione in tempo reale che per la disseminazione in tempo differito. Questo si è reso necessario in quanto i dati regionali hanno una risoluzione più alta rispetto a quelli equivalenti per l’oceano globale e richiedono procedure dedicate di controllo di qualità. La struttura regionale di gestione dei dati si basa su Centri Tematici Posizioni campionate dalle boe ARGO e lungo le rotte SOOP dal 30/04/2007 al 17/06/2008 (immagine: INGV, Bologne, Italia) 4 W INDOW ON GMES (Thematic Expert Data Centres, TEDC) che si occupano ciascuno delle tre componenti del sistema in situ (vedere ad esempio, http://moon.santateresa.enea.it/ http:// poseidon.ogs.trieste.it/sire/medargo/ active/index.html). I dati collezionati in tempo reale sono anche trasmessi alla comunità meteorologica attraverso il Global Teleconnection System – GTS (Sistema di Teleconnessione Globale). I modelli di previsione del tempo del mare Le previsioni marine delle correnti sono possibili solamente se le condizioni iniziali e al contorno del modello sono conosciute con sufficiente accuratezza. A tal fine il sistema MFS a scala di bacino ha implementato uno schema raffinato di assimilazione delle osservazioni che produce condizioni iniziali accurate tutti i giorni dalle quali parte una previsione di dieci giorni. MFS sarà la componente di base del futuro Servizio Marino del GMES (htttp://www.myocean. org.eu/). Altri modelli a scala di bacino, PAM di Mercator Océan (Francia) e POM dell’Hellenic Centre for Marine Research (Grecia) producono anch’essi previsioni a scala di bacino ma a più bassa risoluzione. Nel futuro, essi saranno usati per stimare Modelli di previsione MOON Nome modello MFS (scala di bacino) OGS-OPATM (scala di bacino) PAM (scala di bacino) POSEIDON (scala di bacino) Bacino Occidentale Istituto INGV Paese Italia Risoluzione Portale 5-6 km http://gnoo.bo.ingv.it/mfs OGS Italia 10-12 km Mercator Francia 6-7 km http://poseidon.ogs.trieste.it/cgi-bin/ opaopech/mersea http://www.mercator-ocean.fr/ HCMR Grecia 8-10 km http://www.poseidon.ncmr.gr/ Modelli del bacino Nord-occidentale Stretto di Sicilia Ifremer Francia 3 km CNR-IAMC Italia 3 km ADRICOSM (Mare Adriatico) POSEIDON (Mar Egeo) ALERMO (Mar Egeo e Levantino) ROSARIO (Modello della piattaforma di Malta) CYCOFOS (Modello dell’area costiera di Cipro) Modelli del Nordest Levantino INGV Italia 2 km http://www.eseoo.org/servicios/oceano/ eng/ESEOMED.html http://www.previmer.org/en/previsions/ courants http://www.imc-it.org/progetti/mfstep/ mfs_SCRMresults.htm http://gnoo.bo.ingv.it/afs HCMR Grecia 2 km http://www.poseidon.ncmr.gr/ UAT Grecia 3 km http://pelagos.oc.phys.uoa.gr/mfstep/ bulletin/ IOI-MOC Malta 1.5 km http://www.capemalta.net/MFSTEP/ results.html Oceanogr. Cipro Centre Cyprus 1.5 km http://www.oceanography.ucy.ac.cy/ cycofos/forecast.html IMS Turchia 1.5 km SELIPS (Modello del Sudest Levantino) IOLR Israele 1.5 km http://linux-server.ims.metu.edu.tr/kilikya/ http://linux-server.ims.metu.edu.tr/ klevant/ http://isramar.ocean.org.il/ShelfModel/ default.asp IMEDEA-CSIC Spagna 5 km W INDOW ON GMES 5 Storie di successo l’incertezza delle previsioni attraverso tecniche multi - modello. Il Mare Mediterraneo è l’unica area dell’oceano mondiale dove non solo le attività di previsione sono iniziate prima che nelle altre aree oceaniche, ma ove anche l’annidamento di modelli di piattaforma o costieri ad alta risoluzione orizzontale è già stato sperimentato e implementato a livello operativo. Diverse Istituzioni partecipanti a MOON ricevono ogni giorno gli output a scala di bacino di MFS, per dare le condizioni iniziali e al contorno ai modelli ad alta risoluzione, che risolvono meglio le dinamiche costiere. Così modelli di piattaforma e costieri sono annidati dinamicamente nei prodotti di MFS, fornendo loro stessi previsioni ad una risoluzione che in alcuni casi arriva ad 1 km di risoluzione. I sistemi a scala di bacino e di sottobacino operativi in MOON sono elencati nella Tabella riportata qui a lato. Gli utenti di MFS I problemi ambientali che potrebbero essere affrontati tramite l’uso dei dati di MFS e del modelli di MOON sono: - Il cambiamento climatico ed in particolare il cambiamento del ciclo idrologico; - La dispersione e trasformazione di idrocarburi e contaminanti in mare aperto; - La dispersione di contaminanti e altri materiali disciolti provenienti da sorgenti di terra; - La sicurezza della navigazione e il soccorso a mare; - Le attività di pesca e maricoltura/ acquacoltura; - Le variazioni delle condizioni biotiche e idrodinamiche nelle aree costiere (anossia, eutrofizzazione, alghe tossiche, torbidità, ecc.); - L’erosione costiera; - I cambiamenti dell’ecosistema a scala di bacino e le specie invasive. Tutte queste problematiche necessitano di una comprensione dei processi sulla base di dati scientifici continui e di qualità, dalle scale del bacino a quelle delle coste. L’MFS è la risposta moderna alle necessità di monitoraggio del mare poiché produce una 6 W INDOW ON GMES parte consistente dei dati che sono alla base della conoscenza scientifica dell’ambiente marino. Nei prossimi anni tali dati potranno espandersi anche alle variabili di stato biotiche e alla zona costiera in generale. Le previsioni e le analisi sono disponibili in tempo reale sia per la comunità di utenti interni a MOON che per quella esterna. La comunità interna è composta dai centri di previsione dei diversi paesi che si affacciano sul Mare Mediterraneo. La comunità esterna è composta dalla EEA (European Environment Agency), REMPEC (Regional Marine Pollution and Emergency response Center for the Mediterranean Sea), UNEP/MAP (United Nations Environment Programme/Mediterranean Action Plan), Ministeri, agenzie di protezione ambientale, Istituti di ricerca e compagnie private. Nel seguito si parlerà di alcune applicazioni per gli utenti finali che comprendono la previsione dello spostamento delle macchie di petrolio versate a mare, l’assistenza alla Ricerca e Salvataggio a mare (Search And Rescue) e i modelli di Rapid Environmental Assessment. P re v i s i o n i d e l l o s p o s t a m e n t o e trasformazione delle macchie di petrolio L’IMO (International Maritime Organisation) e UNEP/MAP hanno formato il REMPEC che è ora assistito dai centri di previsione MOON e dal GMES Marine Core Service. Il supporto consiste nel rendere disponibili i dati meteo-oceanografici al REMPEC in caso di incidenti o rilasci operativi dalle navi, seguendo protocolli stabiliti e consolidati da un accordo da poco firmato tra MOON e REMPEC. I membri MOON, hanno sviluppato fino a cinque modelli di fuoriuscita di petrolio accoppiati alle previsioni di corrente che forniscono entro alcune ore informazioni al REMPEC riguardo alla direzione possibile dell’olio alla deriva o spiaggiamento. L’incidente di fuoriuscita di petrolio accaduto in Libano nel Luglio 2006, ha dimostrato la capacità del sistema nell’essere un supporto effettivo nelle operazioni di riduzione (a) 18 Luglio 2006 (8:20): immagine MODIS. La terra e le nuvole sono nere. E’ evidente il fumo (marrone) e il petrolio (verde) che emanano dalla costa libanese. (b) 19 Luglio 2006 (10:35): immagine MODIS. Il fumo (blu) emana ancora dalla centrale elettrica e il petrolio (giallo) ha raggiunto il Golfo di Beirut e la città di Byblos. (c) La simulazione della fuoriuscita di petrolio per il 18-19 Luglio 2006. Le macchie verdi di petrolio nel mare sono sovrapposte alle correnti locali. La simulazione è iniziata il 13 Luglio 2006. L’incidente del Libano, avvenuto al seguito di un bombardamento della centrale di Yehaa nel luglio 2006, è stata seguita dal satellite con a bordo il MODIS (Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer) e dai radar satellitari chiamati SAR. L’MFS e il sistema di previsione CYCOFOS, erano funzionanti in tempo reale con un modello di previsione per la fuoriuscita di petrolio (MEDSLIK) e la dispersione di tale liquido venne catturato correttamente, come mostrato nella figura (c). (Immagine: ISAC-CNR, Roma, Centro Oceanografico Italiano, Uni. di Cipro, Cipro e INGV, Bologna, Italia) del danno. Previsioni in tempo reale delle fuoriuscite di petrolio lungo le coste del Libano e della Siria vennero rilasciate nel giro di poche ore da quando le informazioni raggiunsero i centri di previsione di Cipro e dell’Italia e le previsioni del movimento del petrolio furono spedite al REMPEC e ad altre agenzie governative. La previsione dello spostamento del petrolio si dimostrò corretta e la dispersione venne monitorata per un mese intero dopo l’accaduto. dell’imprevedibilità delle singole traiettorie in un fluido turbolento come quello marino e alla difficoltà di ottenere precise informazioni sulla dimensione dell’oggetto, le caratteristiche del suo galleggiamento, ecc. Ancora una volta, i modelli di previsione MOON si sono dimostrati di aiuto nel suggerire possibili direzioni di ricerca a mare sulle rotte più probabili conoscendo le correnti con un grado di precisione mai disponibile prima. Accertamento Marino Ambientale Rapido Ricerca e soccorso a mare Le Guardie Costiere italiane sono responsabili per le operazioni di Ricerca e Soccorso a mare. La previsione del movimento di un oggetto a mare, in modo tale che le ricerche siano effettive e arrivino in tempo, è un problema difficile da confinare alla previsione deterministica in ragione Il sistema si riferisce a metodiche che si basano sul raffinamento dei modelli e delle osservazioni solo in certe zone. A tale proposito è stato sviluppato un modello rilocabile che è in grado di fornire previsioni ad alta risoluzione (risoluzione orizzontale da 1 km a scendere) entro alcune ore in arbitrarie regioni del Mediterraneo coperte W INDOW ON GMES 7 Storie di successo dal modello a scala di bacino MFS e/o altri modelli ad alta risoluzione operativi. I primi risultati mostrano che rilevanti miglioramenti nella previsione possono essere ottenuti grazie ai suddetti sistemi rilocabili. Questo può essere utile in caso di emergenze come fuoriuscite di inquinanti a mare e per operazioni navali di varia natura. Conclusioni Le previsioni a breve termine MFS e le analisi associate hanno dimostrato di essere strumenti utili per un nuovo approccio scientifico alla protezione e gestione del mare e delle sue risorse. Il GMES integrerà l’MFS in un sistema pan-europeo con analoghe capacità per l’oceano globale e gli altri mari europei. Il sistema GMES per il Mediterraneo permetterà di sviluppare nuove applicazioni per utenti finali, costruite sulle informazioni di base del sistema MFS che produrrà in maniera operativa le informazioni di base sullo stato passato, presente e futuro dell’ambiente marino. Tale serie continua di dati di qualità standard, verrà resa accessibile a livello europeo ed internazionale attraverso il GMES Marine Core service (Servizio marino). Nadia PINARDI possiede un PhD in Fisica oceanografica conseguito presso L’Università di Harvard, MA, US, ed è professore associato di Oceanografia all’Università di Bologna, sede di Ravenna. I suoi interessi spaziano dai modelli numerici, ai sistemi di assimilazione dei dati, alla modellistica di ecosistema e delle interazioni fisico-biologiche. Ha inoltre pubblicato più di ottanta articoli su riviste di carattere specialistico. L’ultimo argomento della sua ricerca è la comprensione dell’incertezza nella previsione oceanica sviluppando tecniche di insieme, anche attraverso una rete di calcolo distribuita. Sin dalla metà degli anni Novanta, ha coordinato lo sviluppo e l’implementazione del Mediterranean Operational Oceanography Network la cui componente MFS fa parte del servizio europeo marino. Pinardi è membro dell’European Environment Agency Scientific Steering Committee e dell’European Research Council for Earth Sciences. Nadia Pinardi è stata insignita nel 2007 dall’European Geosciences Union della medaglia Nansen per l’Oceanografia. Questo articolo è stato scritto in collaborazione con: G. Coppini, S. Dobricic, C. Fratianni, S. Lyubartsev, P. Oddo, M. Tonani (INGV, Italia), M. Capaldo e S. Pasquini (USAM, Italia), A. Crise, P. Lazzari e P. Poulain (OGS, Italia), M. De Marte (Istituto Idrografico della Marina) G. Manzella e F. Reseghetti (ENEA, Italia), M. Ravaioli, R. Sorgente, R. Bozzano, A. Griffa, F. Raicich e R. Santoleri (CNR, Italia), G. Larnicol, (CLS, Francia), K. Nittis, G. Triantafyllou e G. Korres (HCMR, Grecia), P. Bahurel, D. Obaton (Mercator, Francia), E. Alvarez-Fanjul (Puertos del Estado, Spagna), J. Tintore e A. Cruzado (CSIC, Spagna), G. Zodiatis (OCUCY, Cipro), A. Drago (IOI, Malta), S. Sofianos e G. Kallos (Univ. di Atene, Grecia), P.Y. Le Traon, L. Petit-dela-Villon, J. Legrand e J.F. Cadiou (Ifremer, Francia), I. Gertman (IOLR, Israele), S. Brenner (Bar-Ilan Univ., Israele), E. Oszoy (IMS-METU, Turchia), V. Malacic (NIB-MBS, Slovenia), F. Lalli e S. Corsini (ISPRA, Italia) 8 W INDOW ON GMES