notizie sui membri del cese - EESC European Economic and Social

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ISSN 1830-6349
Marzo 2010/3 IT
CESE info
Comitato economico
e sociale europeo
un ponte tra l’Europa e la società civile organizzata
EDITORIALE
Caro lettore,
l’Europa ha fatto molto per le donne.
Migliaia di pagine di legislazione nonché
numerose campagne e iniziative per semplificare la loro vita. Malgrado gli innegabili progressi e i risultati promettenti,
la parità di genere è un obiettivo ancora
molto lontano, e rimangono problemi che
necessitano di interventi urgenti.
Innanzitutto, dal momento che le
donne rappresentano la metà dell’elettorato europeo, se vogliamo una democrazia
autenticamente rappresentativa, è giusto
che esse occupino la metà delle cariche elettive, di quelle decisionali più importanti
e dei ruoli chiave. Una democrazia rappresentativa senza parità fra uomo e donna si
può definire, nella migliore delle ipotesi, imperfetta e, nella peggiore, intrinsecamente
contraddittoria.
In secondo luogo, tutti dobbiamo impegnarci per sfatare il mito che vede l’uomo
più adatto della donna a ricoprire determinate posizioni. Le mentalità sono frutto
di motivazioni complesse, e quindi potenzialmente molto difficili da cambiare; per
questo gli stereotipi sono duri a morire. Dobbiamo sfruttare tutti gli strumenti non
vincolanti (soft tools) a nostra disposizione — istruzione, formazione, campagne di
sensibilizzazione, messaggi mediatici — per favorire un reale cambiamento.
In terzo luogo, le donne guadagnano in media il 15 % in meno rispetto agli uomini
che svolgono la stessa professione. Nonostante il diritto alla parità retributiva sia sancito dal trattato che nel 1957 ha istituito la CEE, e malgrado i continui sforzi a livello
europeo per trasformare questo principio in realtà, la missione è tutt’altro che compiuta. Senza una mobilitazione più energica per ridurre il divario retributivo, ci vorranno ancora più di cinquant’anni prima di poter garantire un’uguale retribuzione
a parità di lavoro svolto.
In quarto luogo occorre promuovere l’imprenditorialità femminile. Attualmente
solo un terzo degli imprenditori europei sono donne. La crisi economica e le sfide
demografiche rendono più che mai urgenti incentivi a favore della costituzione di
imprese da parte delle donne. La crisi rappresenta un’opportunità per promuovere
l’imprenditorialità femminile anche perché i governi stanno riesaminando le loro tradizionali politiche.
Infine, bisogna rispettare l’equilibrio tra vita professionale e vita privata. Nella
nostra società attuale le strutture per l’assistenza all’infanzia devono essere sempre
più accessibili a tutti e sempre meno un servizio di lusso. Esistono diverse misure, dal
lavoro condiviso e il telelavoro alla parità nei congedi di maternità e paternità, che
consentono alle donne di avere un bambino senza compromettere la propria carriera.
Le strutture per l’assistenza agli anziani vanno inoltre sviluppate e sostenute, perché
anche in questo caso sono molto spesso le donne a occuparsi dei genitori anziani. Si
tratta di un’esigenza imprescindibile in un continente caratterizzato da un costante
invecchiamento della popolazione. Ad ogni modo, la scelta di chi decide di dare la
priorità al lavoro casalingo di cura dei figli e della famiglia per tutta la vita o parte di
essa non deve essere sottovalutata, sminuita, o penalizzata.
Le istituzioni europee devono assolutamente impegnarsi di più sul fronte della
comunicazione se vogliono sensibilizzare le donne. I sondaggi indicano infatti che
queste ultime si sentono più distanti dall’UE rispetto agli uomini: si interessano meno
della politica europea, sono meno europeiste, più negative nei confronti dell’euro e tendono ad essere meno informate rispetto alla controparte maschile.
È chiaro che il divario uomo-donna influisce sull’atteggiamento nei confronti
dell’UE, e la nostra politica di comunicazione deve tenerne conto. La campagna
a favore del trattato di Lisbona svolta in Irlanda ha dimostrato che ne vale la pena. Nei
referendum irlandesi i «sì» delle donne sono aumentati in maniera vertiginosa passando dal 44 % del 2008 al 66 % del 2009. Se paragonato all’aumento dei «sì» in altri
gruppi socio-demografici, quello registrato tra le donne è uno dei più significativi.
Concludo con un sogno, che poi era anche quello di mia nonna, e che spero non
sarà più soltanto un sogno per mia figlia: sogno il giorno in cui non si dovrà più parlare
di un divario uomo-donna, in cui tutti i bambini e le bambine del mondo potranno
andare a scuola, in cui ragazze e donne potranno decidere liberamente del proprio
futuro e in cui non ci sarà più bisogno di «quote rosa». Le quote rosa sono uno strumento importante, ma come donna le trovo degradanti e per di più discriminatorie
nei confronti dei colleghi uomini. Insomma, sogno il giorno in cui la parità fra uomo
e donna sarà accettata nel rispetto di una diversità che è anche complementarietà!
Irini Pari
Vicepresidente del CESE e responsabile della comunicazione
CESE info — Marzo 2010/3
Parità tra i sessi per un’economia intelligente
Lo Small Business Act (SBA), una normativa adottata dall’UE per semplificare
la vita delle piccole e medie imprese,
sottolinea che in Europa troppo poche
persone sono in grado di far decollare
un’impresa. Se è vero che si tratta di un
problema generale, esso interessa però
soprattutto le donne: per questo lo SBA
insiste sulla necessità di offrir loro un
sostegno particolare. Grazie alle presidenze svedese e spagnola, che hanno
posto la promozione dell’imprenditorialità femminile tra le loro principali
priorità, la questione è stata portata alla
ribalta e ha ottenuto una notevole attenzione da parte dei media.
La necessità di adottare misure positive che incitino le donne a entrare nel
mondo dell’imprenditoria conferma
chiaramente un fatto che suscita preoccupazione da molti anni: in Europa
le donne imprenditrici sono troppo
poche. Secondo le statistiche fornite
dalla Commissione europea, esse oggi
rappresentano soltanto il 30 % degli
imprenditori. A donne imprenditrici
fa capo il 30 % circa delle start-up. In
termini di preferenze, soltanto il 39,4 %
delle donne sceglierebbe il lavoro autonomo rispetto al 50,2 % degli uomini.
Le ricerche documentano ampiamente
che il divario tra i generi si traduce in
un minor numero di imprenditrici:
rispetto alle donne, infatti, gli uomini
hanno il doppio delle probabilità di
essere coinvolti in una qualche attività
imprenditoriale.
Questo fenomeno complesso è
dovuto a una serie di fattori. In primo
luogo, per quanto inesatte possano
essere alcune delle caratteristiche culturali e sociologiche associate (a torto o a
ragione) ai due sessi, esse contribuiscono
talvolta a spiegare alcuni aspetti illogici,
ad esempio il fatto che, malgrado le statistiche sulle perdite di crediti e i man-
cati pagamenti indichino che è meno
rischioso finanziare imprese gestite da
donne, le donne incontrano maggiori
difficoltà di accesso ai finanziamenti.
In secondo luogo, un chiaro ostacolo in più è rappresentato dal basso
>>> pagina 2
La grande importanza della parità
fra uomini e donne
Intervista con Leila Kurki, presidente della sezione SOC
Leila Kurki
Leila Kurki, membro del CESE e presidente della sezione specializzata Occupazione, affari sociali, cittadinanza,
passa in rassegna la situazione riguardante la parità e le discriminazioni di
genere nei confronti delle donne in
Europa evidenziando gli aspetti che
richiedono ancora degli interventi.
CESE Info: a che punto è la
parità di genere in Europa,
e quale dovrebbe essere la
priorità per l’UE?
Leila Kurki: sostanzialmente, in questi ultimi anni non è cambiato molto.
Stando all’ultimo studio di Eurofound
sulle condizioni di lavoro in Europa,
la percentuale delle donne nella forza
lavoro è aumentata, ma il loro tasso di
occupazione è cresciuto solo di poco
e non ha raggiunto l’obiettivo del 60 %
previsto dalla strategia di Lisbona. Non
solo permane il divario fra i sessi, ma per
di più le donne tendono a figurare più
degli uomini nelle fasce inferiori di reddito e a occupare posti di lavoro precari.
Ad esempio, l’occupazione femminile
(oltre la metà dei posti di lavoro) prevale nei settori sanitario, dell’istruzione,
alberghiero e della ristorazione: si tratta
di settori che non offrono condizioni
ideali sotto il profilo delle prospettive di
carriera e della sicurezza occupazionale.
Per l’occupazione femminile sarebbe
molto utile se si potessero migliorare
le condizioni di lavoro, e soprattutto
le retribuzioni in questi settori. Per di
più, persino le donne con un impiego
a tempo parziale finiscono in realtà per
lavorare un numero di ore complessivo
superiore rispetto agli uomini, specie se
hanno figli. Gli uomini vanno incoraggiati ad assumersi le loro responsabilità
riguardo alle mansioni domestiche.
sociale per le donne. Proprio perché tendono ad avere posti di lavoro precari, le
donne li perdono più facilmente. Sono
vulnerabili alla povertà soprattutto le
famiglie monoparentali, in genere rette
da donne. Un problema supplementare è costituito dall’istruzione: attualmente le donne, pur avendo un livello
d’istruzione superiore agli uomini, non
ne beneficiano in termini salariali o di
carriera. In pratica, ci sono competenze
e talento che non vengono sfruttati.
È importante ricordare che la parità
di genere ha un forte impatto sull’economia in termini di maggiori livelli
occupazionali, un maggiore contributo
al PIL, maggiore gettito fiscale e un
migliore equilibrio nella vita familiare.
Vuol dire che malgrado tutto
le disparità fra uomini e donne
permangono?
Pensa che il principio della
parità di genere sia rispettato
al CESE?
Le donne continuano a guadagnare
meno degli uomini, anche se hanno
più di frequente dei ruoli manageriali
e nell’imprenditoria. Taluni Stati membri prevedono un’età pensionabile più
bassa per le donne che per gli uomini,
e questo può essere uno svantaggio
per le prime: spesso significa infatti
pensioni inferiori, il che di frequente si
traduce in condizioni di povertà per le
donne anziane. A ciò si aggiunge il fatto
che l’attuale crisi economica globale
ha diffuso il fenomeno della povertà
femminile, e indebolito la protezione
Come membro del CESE posso dire
che il Comitato sta facendo molto per
garantire la parità di genere. D’altro
canto, però, dei 26 presidenti del CESE
solo 4 erano donne. Questo non mi stupisce, perché rispecchia la percentuale
delle donne fra i membri del CESE:
attualmente solo il 23,6 % del totale.
Logicamente, quando le donne saranno
più numerose fra i membri, aumenterà
>>> pagina 2
www.eesc.europa.eu
1
Tutti in azione per salvare il clima!
Intervista con János Tóth, presidente della sezione TEN del CESE
CESE potrebbe fare sentire di più
la propria voce in questo campo?
János Tóth
CESE Info: l’efficienza energetica
e le scelte in materia di energia
costituiscono delle sfide
quotidiane per tutti i cittadini
dell’UE. Con le modifiche
introdotte dal trattato di Lisbona
e un commissario per l’Energia
fresco di nomina, in che modo il
János Tóth: la Commissione europea ha
recentemente adottato una serie di decisioni volte a fare concretamente il necessario a livello organizzativo. Sono state
create due nuove direzioni generali: Energia e Azione per il clima. Günther Oettinger, il nuovo commissario all’Energia,
è responsabile di controllare la sicurezza
dell’approvvigionamento energetico e di
promuovere l’uso di tecnologie più pulite
per proteggere il clima. Nello scorso mandato abbiamo intrattenuto un’ottima cooperazione con il suo predecessore Andris
Piebalgs, e occorre ora fare lo stesso con il
nuovo commissario. Dobbiamo continuare
a lavorare sulle richieste di pareri esplorativi, in modo da essere in prima linea nella
definizione delle politiche dell’UE.
La forza del CESE risiede nel
suo status di forum per la
democrazia partecipativa e nella
sua funzione di ponte tra le
istituzioni dell’UE e la società
civile. In che modo il CESE può
mobilitare tutti i settori della
società civile, in particolare
gli individui e le famiglie, per
far sì che siano più coinvolti
e responsabili rispetto agli sforzi
intesi a promuovere l’efficienza
energetica?
Dobbiamo certamente continuare a promuovere i nostri pareri, ma anche organizzare eventi, agire a livello locale e coinvolgere un gran numero di cittadini, così come
abbiamo fatto lo scorso anno con l’evento
«SAVE It», incentrato sul Global Overshoot
Day, che è stato un grande successo. In tale
occasione abbiamo riunito tutti i settori
della società civile, dai principali decisori
politici fino ai semplici cittadini, per spiegare che cosa tutti e ciascuno possiamo
fare per realizzare l’efficienza energetica.
Ritiene che il CESE possa ispirare
i giovani a dare un piccolo
contributo ogni giorno? Può
Affari sociali e un’autentica politica
occupazionale: massime priorità
della futura strategia UE 2020
piena occupazione associata alle strategie globali.
La strategia UE 2020 è in cima
all’agenda del CESE: lo confermano
diverse iniziative del suo presidente
Mario Sepi e il parere sul futuro della
strategia di Lisbona dopo il 2010 che il
Comitato ha adottato lo scorso mese di
novembre.
Nel corso di un intervento alla riunione informale dei ministri europei
del Lavoro e degli affari sociali tenutasi a Barcellona dal 27 al 29 gennaio
2010, il presidente del CESE ha salutato
il consenso raggiunto sulle questioni
sociali e su un’autentica politica occupazionale nella strategia UE 2020 come
«un’ottima base di lavoro per il futuro».
Tra i principali risultati della riunione,
organizzata dalla presidenza spagnola,
rammentiamo il riconoscimento
dell’importanza di adottare una strategia UE 2020 dotata di un importante
capitolo sociale e di una politica di
«Il consenso permetterà
di rispondere all’esigenza di
adattare gli ammortizzatori
sociali per la durata della
crisi, nel quadro del patto
sociale proposto dalla presidenza spagnola» ha sottolineato il presidente Sepi,
che ha anche evidenziato
l’urgenza di risolvere le contraddizioni
relative all’accesso al credito in Europa,
particolarmente per le PMI che hanno
grosse difficoltà a ottenere crediti. Il
presidente Sepi ha quindi chiesto un
maggiore coordinamento fiscale tra gli
Stati membri, definendolo essenziale
per far fronte al rimborso del debito
pubblico. «È fondamentale trovare
risorse che incidano in modo marginale sull’occupazione, perché non ci
possiamo permettere di appesantire
l’onere che grava sui lavoratori e sulle
imprese» ha concluso il presidente del
CESE.
Nella sua dichiarazione alla sessione
plenaria del CESE di dicembre, Sepi ha
illustrato una serie di misure intese ad
avviare e accompagnare i cambiamenti
che si rendono adesso necessari per
costruire uno sviluppo sostenibile in
Europa. Si tratta di misure incentrate sul
2
Su richiesta del Comitato economico
e sociale europeo e di altri strenui fautori
della lotta contro le disparità tra i sessi,
la Commissione europea ha avviato una
serie di misure e adottato strumenti ad
hoc intesi a modificare questo stato di
cose.
La crisi economica rende ancor più
urgente sfruttare al massimo le possibilità di crescita esistenti. L’Europa deve
Potremmo pensare ad un contributo «in
natura», ad esempio: «Dona 15 minuti
del tuo tempo ogni giorno!». Per quanto
riguarda i giovani, la via da seguire per
raggiungerli è senz’altro l’autostrada della
società dell’informazione, ossia Internet.
Dovremmo agire insieme con le organizzazioni della società civile nazionali
ed europee. Si potrebbero lanciare dei
progetti legati alla cittadinanza UE, ma
anche all’efficienza energetica o all’Anno
europeo del volontariato 2011.
Lei è stato presidente
dell’Aicesis. Nel mese di
dicembre è andato a Parigi
per parlare dell’esperienza
ungherese dinanzi a una platea
di rappresentanti della società
civile, principalmente di paesi
in via di sviluppo. Esiste un
modello ungherese/europeo
a cui ispirarsi?
L’Aicesis è un’organizzazione globale di
consigli economici e sociali e istituzioni
analoghe. Il mio intervento era inteso
a spiegare in che modo coinvolgere la
società civile, i soggetti interessati e i
cittadini nella preparazione di un piano
di sviluppo nazionale. Nel quadro della
strategia di Lisbona rinnovata, la Commissione ha chiesto agli Stati membri di
presentare un piano di sviluppo inteso
a conseguire gli obiettivi della strategia.
Si tratta di un compito stimolante per
tutti i paesi: esso rispetta la sussidiarietà
ma è coordinato a livello dell’UE. Grazie
al metodo aperto di coordinamento, alla
valutazione annuale dei progressi e alle
raccomandazioni della Commissione, in
Europa abbiamo inventato e stiamo mettendo in atto un quadro per la crescita
sostenibile e l’occupazione. È un modello
europeo innovativo per lo sviluppo e la
cooperazione multilaterale del quale
possiamo andare fieri.
●
NOTIZIE SUI MEMBRI DEL CESE
Rafforzamento della democrazia
nella regione Euromed
carattere urgente dell’innovazione, che
rientrano in larga misura nelle priorità
esposte dalla Commissione nella strategia UE 2020: la transizione verso un’economia verde in quanto asse centrale del
rilancio dell’economia e del lavoro, il
sostegno a nuove competenze e la creazione di nuovi posti di lavoro, l’innovazione, la ricerca, l’efficienza energetica, il
potenziale delle PMI e il mercato unico.
Nel novembre 2009 il CESE ha anche
adottato un parere sul tema La strategia
di Lisbona dopo il 2010, in cui afferma
chiaramente che le sfide attuali, per
esempio la crisi finanziaria ed economica e i problemi sociali che ne derivano, la globalizzazione dell’economia,
un migliore funzionamento del mercato
interno, la politica energetica e il cambiamento climatico, le tendenze demografiche e la migrazione, richiedono
una nuova strategia di carattere globale
a livello europeo. Tali misure dovrebbero essere capaci di affrontare queste
sfide, di correggere i difetti a livello di
attuazione, dovrebbero essere sorrette
dal senso di una responsabilità comune
europea ed essere in grado coniugare in
modo coerente tutte le strategie dell’UE
(strategia di ripresa economica, strategia
di Lisbona, sviluppo sostenibile, lotta al
cambiamento climatico). (mp)
●
Continua da pag. 1
Parità tra i sessi per un’economia intelligente
livello di protezione, in particolare per
quanto riguarda i diritti di maternità,
che impedisce alle donne di esercitare attività di lavoro autonomo. Premiare la maternità è necessario in un
momento in cui l’Europa deve affrontare la sfida demografica. Occorre pertanto introdurre e applicare una serie
di misure che consenta alle donne di
diventare madri senza preoccuparsi
della carriera.
fornirci qualche esempio al
riguardo?
attivarsi con decisione e sfruttare appieno
il potenziale inutilizzato dell’imprenditorialità femminile, poiché questo non
potrà che contribuire positivamente al
superamento dell’attuale crisi finanziaria. Le condizioni sembrano favorevoli
a un’evoluzione di questo tipo, perché cresce la consapevolezza che (parafrasando
il titolo di una relazione della Banca
mondiale) la parità tra i sessi contribuisce
●
a un’economia intelligente. (mb)
Nella nostra ultima sessione plenaria abbiamo
discusso del ruolo dei consigli economici
e sociali (CES) e delle istituzioni analoghe in seno
all’Unione per il Mediterraneo (UPM), alla presenza dei presidenti dei CES e dei rappresentanti
dei paesi partner dell’UE nell’UPM.
Ritengo che sia essenziale attribuire un ruolo centrale all’azione della società
civile nell’UPM, perché questo rappresenta l’unico modo per risolvere i problemi reali di questa regione e impedire che l’UPM si trasformi in un ennesimo
esercizio diplomatico.
Per ulteriori informazioni: http://www.eesc.europa.eu/organisation/president/
/
Sepi/blog/index.asp
Il CESE Info presenterà presto maggiori informazioni in merito al convegno biennale
sull’importanza dell’istruzione come strumento di lotta contro l’esclusione sociale
che si svolgerà a Firenze a fine maggio.
Continua da pag. 1
La grande importanza della parità fra uomini e donne
anche il loro numero alla presidenza del
Comitato. Il nostro obiettivo dovrebbe
essere quello di arrivare ad almeno il
40 % del sesso sottorappresentato fra
i membri del Comitato, delle sezioni
e dei gruppi di studio. Dovremmo ricordare agli Stati membri, e naturalmente
alle organizzazioni dei nostri rispettivi
paesi, di nominare un numero pari di
uomini e di donne: il CESE dovrebbe
essere un modello per le altre istituzioni.
Qual è il valore aggiunto del
CESE su questo fronte?
In questi ultimi dieci anni il CESE ha
emesso 15 pareri su temi connessi alla
parità di genere. Il nostro messaggio
chiave è che la parità di genere va tenuta
presente nelle politiche riguardanti il
mercato del lavoro. La parità fra uomini
e donne è cruciale, ed è legata al rispetto
dei diritti fondamentali e della giustizia
sociale. Quest’anno è particolarmente
importante perché celebriamo il trentesimo anniversario della convenzione
delle Nazioni Unite sull’eliminazione
di tutte le forme di discriminazione
contro le donne, e il quindicesimo anniversario della Piattaforma di azione di
Pechino. Dobbiamo comunque attivarci
per realizzare progressi maggiori e più
celeri. Il Comitato ha ora all’esame il
parere sul tema Tabella di marcia per la
parità tra donne e uomini (2006-2010)
e strategia di monitoraggio, preparato
dalla relatrice Laura González (gruppo
Lavoratori, Spagna), con cui il Comitato
intende aiutare la Commissione europea ad adottare la nuova strategia sulla
parità di genere nel contesto della strategia UE 2020. Le donne devono forse
imparare qualcosa d’importante dagli
uomini, specie la loro grande capacità
di lavorare in squadra e di networking.
Dobbiamo però fare di più per aiutarci
●
reciprocamente. (ds, mp)
CESE info — Marzo 2010/3
La parità di genere: un tema in cima all’agenda del CESE
Non è la prima volta che il tema della
parità di genere è all’ordine del giorno
dei lavori del CESE. Negli ultimi dieci
anni, infatti, il Comitato ha formulato
oltre 15 pareri in materia, evidenziando i legami tra parità di genere,
crescita economica e tassi di disoccupazione. Inoltre, nella sede del CESE
sono stati organizzati dei seminari
per affrontare la questione del divario
salariale tra donne e uomini. In questo
momento il Comitato sta preparando
un parere esplorativo sulla parità tra
i sessi, allo scopo di valutare la tabella
di marcia 2006-2010 per la parità di
genere preparata dalla Commissione
europea e di aiutare la Commissione
a mettere a punto la relativa strategia
di follow-up.
Il CESE dovrà indicare le sfide future
e le principali priorità politiche per la
parità di genere. In particolare, esso ha
già evidenziato che la parità tra donne
e uomini non costituisce soltanto un
obiettivo in sé e per sé, ma rappresenta
anche un presupposto per raggiungere
i traguardi dell’UE in termini di crescita, occupazione e coesione sociale.
Inoltre, il CESE ha anche sottolineato
l’importanza di adottare un’impostazione globale nell’affrontare questa
problematica. La politica dell’UE non
dovrebbe soltanto puntare a raffor-
zare la partecipazione delle donne
in tutti i campi, ma dovrebbe anche
essere esplicitamente diretta a ridurre
le disparità nella distribuzione delle
responsabilità — in famiglia, a casa
e nell’assistenza ai familiari — tra
uomini e donne in particolare e, più in
generale, tra tutti i soggetti sociali.
La tabella di marcia della Commissione, adottata nel marzo 2006,
si concentrava su sei aree strategiche: pari indipendenza economica
tra donne e uomini, equilibrio tra
attività professionale e vita privata,
pari rappresentanza nel processo
decisionale, sradicamento di tutte le
●
Beatrice Ouin in visita a Quimper (Francia)
NOTIZIE SUI MEMBRI DEL CESE
Gran galà dei leader dell’imprenditoria polacca
Jerzy Buzek, presidente
del Parlamento europpeo
forme di violenza fondate sul genere,
eliminazione degli stereotipi sessisti
e promozione della parità tra i generi
nelle politiche esterne e di sviluppo. Al
CESE era già stato chiesto (nel 2006)
di elaborare un parere sulla tabella di
marcia, e la Commissione lo ha nuovamente invitato ad esprimere la posizione della società civile organizzata
sull’argomento. Il CESE ha discusso il
nuovo parere nella sessione plenaria
di marzo, e si prevede che la Commissione adotterà la strategia di follow-up
per la tabella di marcia nel giugno
2010. (mp)
Nel gennaio scorso si è svolto a Varsavia il gran galà 2010 del Business
Centre Club (BCC), l’organizzazione degli imprenditori polacchi, che conta
due suoi rappresentanti al Comitato economico e sociale europeo. Il gran
galà annuale del BCC è il più importante evento di questo genere che si
svolge in Polonia. Alla sua edizione del 2010, che ha visto riuniti politici,
diplomatici, imprenditori di primo piano, accademici e altri intellettuali,
hanno partecipato il presidente della Repubblica polacca Lech Kaczyński,
il primo ministro polacco Donald Tusk, il commissario europeo Janusz
Lewandowski e il presidente del Parlamento europeo Jerzy Buzek, anch’essi
polacchi.
Nel corso dell’evento è stato assegnato a Jerzy Buzek il premio speciale del BCC 2010, che è inteso a promuovere l’imprenditoria e l’economia di mercato in Polonia. Infine, sempre nel corso del gran galà il BCC ha
insignito della «medaglia alla solidarietà sociale» una imprenditrice e due imprenditori polacchi distintisi per il
loro impegno nel promuovere e nell’instillare il concetto di responsabilità sociale delle e nelle imprese. (mb)
Beatrice Ouin con studenti
e insegnante a Quimper (Francia)
In linea con l’iniziativa La vostra Europa, la vostra opinione, la quale prevede visite dei membri del CESE in scuole dei rispettivi paesi, Beatrice
Ouin ha visitato un grande istituto che ospita 3 000 alunni e che è stato
sorteggiato per rappresentare la Francia. La sua caratteristica peculiare
è che si trova ai confini dell’Europa, nella punta più occidentale della
Bretagna, sulla costa europea dirimpetto all’America. Il primo incontro
di Beatrice Ouin è stato con l’insegnante e i tre allievi selezionati, due
ragazze e un ragazzo.
In base a quali criteri sono stati selezionati? «La scelta è caduta su di loro perché sono ragazzi impegnati
e parlano bene l’inglese», ha risposto l’insegnante: una di loro rappresenta il liceo al Consiglio regionale
della gioventù, l’altro partecipa a un progetto Comenius e la terza gestisce un’associazione.
I tre ragazzi erano entusiasti dell’evento e dell’opportunità loro offerta con questo incontro. Hanno
chiesto il permesso di realizzare un video reportage sulla giornata in modo da poterlo mostrare ai compagni. Sono seguiti dibattiti con varie classi sul processo di costruzione europea: i ragazzi hanno formulato
diverse domande esprimendo anche dubbi su questa Europa «che non rispetta i risultati dei referendum».
In memoria di Antoine Laval
L’Ungheria vista da un uomo d’affari
È con grande dolore che annunciamo la scomparsa di Antoine Laval (1921-2010) avvenuta il 5 febbraio
2010. Fervente sostenitore degli Stati Uniti d’Europa, Laval è stato vicepresidente del Comitato economico e sociale europeo dal 1980 al 1982.
Il 26 gennaio, il presidente del Consiglio imprenditoriale europeo,
Ungheria (HEBC), Tamás Ferenczi ha presentato la relazione annuale
della sua organizzazione per il 2009, intitolata Intervenire a livello locale.
Ferenczi ha colto l’opportunità per presentare i punti forti dell’Ungheria dal punto di vista degli investitori: in particolare il capitale umano
competitivo, ma anche altre risorse dell’economia ungherese. (bg)
Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo conserverà il ricordo di una persona generosa, sensibile e attenta
ai bisogni e ai sentimenti altrui. RIP. (mb)
Tamás Ferenczi
LA SESSIONE PLENARIA IN SINTESI
Mediterraneo: dove fallisce la politica,
può riuscire la società civile
I prodotti lattiero-caseari non possono essere lasciati
alla mercé delle forze del mercato
Occorre rafforzare la cooperazione per combattere
le frodi in materia di IVA
La sessione plenaria di febbraio ha
ospitato un dibattito tra il CESE e i
presidenti dei consigli economici
e sociali (CES) di tutta la regione
euromediterranea. L’obiettivo era
individuare le priorità e porre le basi
per una più salda cooperazione tra
le organizzazioni della società civile
delle due sponde del Mediterraneo,
nel quadro dell’Unione per il Mediterraneo.
«L’alimentazione in generale
e il latte in particolare sono
troppo importanti per il
benessere dei cittadini perché
vengano lasciati alla mercé
di un sistema di mercato
libero e non regolamentato»,
ha affermato Frank Allen
(gruppo Attività diverse, Irlanda) relatore del parere sul futuro della
strategia UE per i prodotti lattiero-caseari, adottato nel corso della
sessione plenaria del 17 febbraio.
Il CESE appoggia con decisione
il rafforzamento della cooperazione amministrativa per
combattere le frodi in materia
di IVA. Le frodi fiscali nell’UE
ammontano al 2-2,5 % del PIL,
ossia una cifra compresa tra
i 200 e i 250 miliardi di euro. Nel
suo parere sulla lotta alla frode in materia di IVA, predisposto dal
relatore Umberto Burani (gruppo Datori di lavoro, Italia) e adottato
dalla sessione plenaria del CESE il 17 febbraio, il CESE afferma che
l’applicazione dell’attuale regolamento è stata insoddisfacente.
Nei loro interventi, i presidenti dei consigli dei paesi del Maghreb
e del Mashrek, tra cui la Palestina e Israele, hanno insistito sull’urgenza di lottare contro l’inquinamento e affrontare i problemi
derivanti dalla migrazione, nonché sull’importanza di rafforzare
la cooperazione economica tra l’UE e la regione. Yehuda Talmon,
presidente del CES israeliano, ha esortato a superare le barriere culturali dichiarando «La scarsa conoscenza reciproca, da ambo i lati,
può essere superata grazie alla partecipazione della società civile».
Filip Hamro-Drotz, presidente della sezione Relazioni esterne del
CESE, ha ricordato che il successo del partenariato mediterraneo
dipende proprio dal suo «saldo radicamento nella società civile».
Nello stesso spirito, il presidente del CESE Mario Sepi ha ribadito
l’importanza del dialogo tra i rappresentanti della società civile al
fine di «ridimensionare quei problemi che, per i politici, sono insormontabili». (mb)
Poiché la produzione lattiera costituisce il motore del futuro di
molte regioni europee, la deregolamentazione rappresenta, secondo
il CESE, una grave minaccia per il patrimonio culturale e per lo sviluppo di un’agricoltura multifunzionale nelle zone rurali dell’UE.
In proposito il Comitato fa riferimento all’abolizione definitiva
del sistema delle quote latte, che alcuni temono possa avvenire nel
2015.
Il Comitato sottolinea la minaccia di una crescente concentrazione del settore della distribuzione, che ha dato a quest’ultimo un
potere negoziale senza riscontro in altri settori e che ha fatto sì che
i produttori agricoli subiscano i prezzi e non li fissino. Il CESE mette
infine in risalto l’importanza cruciale di prezzi stabili e di un reddito
equo per i produttori di latte, al fine di garantire l’approvvigionamento di prodotti lattiero-caseari di alta qualità e di salvaguardare
un ambiente rurale dinamico in Europa. (mb)
La proposta rifusione del regolamento modifica l’approccio alla
protezione del gettito IVA, poiché fornisce agli Stati membri gli
strumenti per instaurare una stretta cooperazione e scambiare le
informazioni più rapidamente. Burani esprime tuttavia perplessità
riguardo ad una norma che prevede la partecipazione di funzionari
di altri Stati membri interessati alle indagini, anche fuori dagli uffici
dello Stato ospitante. «Il CESE non ritiene opportuna questa norma
per un evidente motivo di protezione di informazioni riservate
e sensibili», ha dichiarato.
La creazione di una struttura comune per la lotta alla frode in
materia di IVA (Eurofisc) è forse l’innovazione più significativa. Il
CESE richiama l’attenzione su un aspetto sul quale si batte da tempo:
la «necessità di istituire un collegamento e una cooperazione con gli
altri organismi che si occupano della lotta alla criminalità organizzata e al riciclaggio». (ds)
Per ulteriori informazioni: http://www.eesc.europa.eu/documents/opinions/avis_en.asp?type=en
CESE info — Marzo 2010/3
3
Prossimamente al CESE
Formazione — Investire nelle persone
© Matjaz Kacicnik
©Ulla Kimmig/www.ullakimmig.de
Come si configura lo sviluppo dei lavoratori nei diversi paesi europei? Che cosa
dovrebbe offrire una «buona» scuola? Come rendere proficua la formazione? Ricercatori e imprese condivideranno esperienze e scambieranno opinioni su questi argomenti e su altri temi connessi nel corso di un’audizione organizzata dal CESE sul
tema «Formazione, apprendistato e nuove competenze per nuovi lavori». L’evento,
che avrà luogo il 31 marzo, è inteso a dar seguito al parere del CESE sulla comunicazione della Commissione Nuove competenze per nuovi lavori. Nel corso dell’audizione si tratterà dei programmi di formazione e apprendistato elaborati in ogni parte
d’Europa, dei rapporti con le istituzioni educative e degli incentivi già disponibili per
le imprese che investono in programmi di formazione. (ek)
2003 — Gita scolastica alle piramidi di Giza
Per celebrare l’8 marzo, Giornata internazionale della donna 2010, il CESE ha
ospitato dall’8 al 16 marzo una mostra
di fotografie di donne presso il Foyer
6 dell’edificio JDE. La mostra comprendeva due diverse serie di ritratti,
raffiguranti rispettivamente donne in
Egitto e in Iran. I due fotografi, autori
delle opere esposte, erano la tedesca Ulla Kimmig e lo sloveno Matjaž
Kačičnik.
Entrambi mostrano donne in situazioni della vita quotidiana e offrono un
●
Iran: in un istituto di bellezza
vivace ritratto dei molteplici ruoli femminili nella società.
La vicepresidente del CESE Irini Pari
ha scelto la celebrazione della Giornata
internazionale della donna per pronunciare il suo intervento di inaugurazione
della mostra, le cui fotografie più di una
volta trascendono i confini tra modernità e tradizione.
Uno degli obiettivi principali della
politica europea è quello di promuovere la parità di genere e di migliorare
il ruolo delle donne in tutto il mondo.
Questa mostra ha offerto un’opportunità straordinaria per dimostrare in
che modo la cultura possa servire come
strumento di riflessione per superare
problemi ancora aperti. Le fotografie
esposte mostrano che non esiste un
ruolo o un’immagine standardizzata
delle donne, né in Iran né in Egitto. Al
contrario, i confini tra vita moderna
e tradizionale sono diventati permeabili e superano anche le frontiere tra
i paesi. (sb)
●
IN BREVE
Arte e cambiamento climatico
Rinnovo parziale dei membri del CESE — Ottobre 2010
biamento climatico», svoltesi con il
metodo open space il 25 e 26 gennaio.
L’obiettivo principale era quello di
stimolare la riflessione e di sviluppare
idee creative sui modi per diffondere
il messaggio relativo al cambiamento
climatico.
I 130 partecipanti sono stati suddivisi in tre gruppi di pari dimensioni:
artisti, scienziati e responsabili politici. Molte le personalità di spicco, tra
le quali l’attrice britannica Susannah
York.
Il Comitato economico e sociale europeo, in collaborazione con l’organizzazione TippingPoint, il British
Council, la Rete EUNIC (European Network of National Cultural Institutes — Istituti di cultura nazionali
dell’Unione europea) e il Kaaitheater ha organizzato due
giornate di sessioni miste dedicate al tema «Arte e cam-
L’idea di affrontare un tema politico ponendo l’accento sulla cultura ha avuto successo ed è stata una
novità assoluta per il CESE, che i partecipanti e i partner
hanno giudicato «la sede perfetta per un evento di que●
sto genere». (ja)
Le donazioni dei membri del CESE
presto ad Haiti
L’Ufficio di presidenza del Comitato ha comunicato i nomi
dei beneficiari delle donazioni effettuate dai membri del
CESE a favore delle vittime del terremoto di Haiti. Metà
della somma raccolta sarà destinata all’organizzazione
Pastoral da Criança, che si occupa di salute e alimentazione per l’infanzia haitiana, oltre che del miglioramento
della qualità della vita dei bambini e delle loro famiglie in
quella regione. L’altra metà della somma sarà devoluta alla
Croce rossa internazionale, la quale utilizzerà questi fondi
per acquistare protesi da applicare a uomini e donne di
ogni età rimasti vittima del disastro e per portare avanti
appositi programmi per gli anziani ad Haiti.
Nel corso dell’ultima sessione plenaria, il presidente
Mario Sepi ha comunicato a tutti i membri del CESE la
decisione dell’Ufficio di presidenza circa la destinazione
dei fondi, sottolineando come questa iniziativa del Comitato per Haiti abbia dimostrato la capacità dei membri del
CESE di «agire insieme in maniera tempestiva ed efficace»
e ringraziando tutti i membri per l’impegno dimostrato
attraverso il loro personale contributo a favore della
società civile haitiana. (mce)
CESE info
Capo redattrice
Indirizzo
Barbara Gessler
Comitato economico e sociale europeo
Tomasz Jasiński, rappresentante dei Edificio Jacques Delors
membri del CESE nel comitato edi- Rue Belliard 99
toriale (gruppo Lavoratori, Polonia) 1040 Bruxelles
BELGIO
Redattori
Tel. +32 25469396 o 25469586
Vincent Bastien
Fax +32 25469764
Maciej Bury
E-mail: [email protected]
Isolde Juchem
Internet: http://www.eesc.europa.eu/
Marco Pezzani
Hanno collaborato a questo numero:
Daria Santoni
Jakob Andersen, Sylvia Binger, Dauphinelle Clément,
Coordinamento
generale Ana-Cristina Costea, Mariachiara Esposito.
4
Agnieszka Nyka
Ewa Kaniewska, Beatrice Ouin
●
Il segretariato del Consiglio ha scritto alle 27 rappresentanze permanenti dei paesi dell’Unione
europea chiedendo di comunicargli il nome dei
futuri, potenziali membri del CESE, il cui mandato
dovrebbe avere inizio con la sessione plenaria del
20 e 21 ottobre 2010. L’elenco dovrebbe pervenire
entro la fine del mese di maggio 2010. Il Consiglio
deciderà in merito all’elenco definitivo nel mese di
luglio 2010; l’ultima sessione plenaria dell’attuale
mandato del CESE si terrà il 15 e 16 settembre
2010. (dc)
●
Dichiarazione del 30 novembre 2009 sul rispetto dei
diritti sociali fondamentali: firma anche tu!
In occasione del 20° anniversario della
Carta comunitaria dei diritti sociali
fondamentali, il CESE e l’associazione
«Notre Europe» hanno adottato una
dichiarazione che invita le competenti istituzioni europee a legiferare in modo tale da garantire ai diritti sociali
fondamentali dei lavoratori parità di trattamento con le
regole di concorrenza e le libertà economiche. I primi firmatari della dichiarazione sono stati l’ex presidente della
Commissione europea Jacques Delors e il presidente del
CESE Mario Sepi. Con l’entrata in vigore del trattato di
Lisbona, la dichiarazione ha assunto la forma simbolica
di una «iniziativa della società civile»: essa è infatti aperta
alla firma sia di organizzazioni della società civile — a
livello locale, regionale, nazionale ed europeo — sia di
singoli cittadini. Anche tu puoi firmare la dichiarazione
e partecipare al dibattito: basta cliccare sul link
http://www.eesc.europa.eu/documents/declarationCharter-Fundamental-Social-Rights/index_en.asp ●
CESE info in 22 lingue: http://www.eesc.europa.eu/activities/press/eescinfo/index_en.asp
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CESE info viene pubblicato nove volte l’anno in occasione delle sessioni plenarie del CESE.
Marzo 2010/3
Le versioni a stampa di CESE info in tedesco, inglese e francese possono essere ottenute gratuitamente presso
il servizio Stampa del Comitato economico e sociale europeo.
CESE info è inoltre disponibile in 22 lingue, in formato PDF, sul sito Internet del Comitato:
http://www.eesc.europa.eu/activities/press/eescinfo/index_en.asp
CESE info non può essere considerato come un resoconto ufficiale dei lavori del CESE. A tal fine si rimanda alla Gazzetta ufficiale
dell’Unione europea o ad altre pubblicazioni del CESE.
La riproduzione, con citazione della fonte, è autorizzata (a condizione di inviarne una copia alla redazione).
Tiratura: 15 500 copie.
Il prossimo numero uscirà nel aprile 2010.
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CESE info — Marzo 2010/3
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