Comunicato stampa congiunto CESE-CdR - PR-COP21

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COMUNICATO STAMPA n. 70/2015
20 novembre 2015
"Abbiamo bisogno di un accordo sul clima che sia ambizioso e
vincolante"
Gli enti locali e la società civile esortano i negoziatori della COP-21 a non
fallire
Alla vigilia della COP-21, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) e il Comitato
delle regioni (CdR) hanno esortato i negoziatori a Parigi a non fallire, inviando loro un
messaggio chiaro: le azioni reali in materia di clima e per la transizione verso
un'economia a basse emissioni di carbonio vengono messe in atto al di fuori del processo
decisionale politico, ed è giunto il momento di inquadrare il contributo dei soggetti della
società civile e degli enti locali e regionali in un sistema di governance multilivello.
I due Comitati hanno organizzato un convegno congiunto il 19 novembre a Bruxelles per garantire
che il loro potenziale di contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici sia riconosciuto nei
negoziati internazionali sul clima della COP-21 che inizieranno alla fine di novembre a Parigi.
In apertura dei lavori, il Presidente del CESE Georges Dassis ha ricordato ai leader nazionali che
parteciperanno alla COP-21 che i cittadini dell'Europa e del resto del mondo si aspettano "un
accordo vincolante, ambizioso e universale come anche un sistema strutturato per coinvolgere la
società civile, il che è indispensabile per il buon esito della conferenza". Dassis ha invitato i
negoziatori a non perdere il contatto con i cittadini: "i capi di Stato non devono dimenticare che
saranno i cittadini a guidare il cambiamento".
Da parte sua, Karl-Heinz Lambertz, vicepresidente del CdR, ha dichiarato: "in materia di politica
climatica, noi, le regioni e le città, abbiamo spesso un livello di ambizione superiore a quello degli
Stati. Conosciamo le opportunità di sviluppo e le carenze delle nostre città e delle nostre regioni, e
siamo ormai pronti a fare di più nell'azione per il clima. Ma abbiamo bisogno di un sostegno
adeguato, di una governance climatica che funzioni e che trovi in sintonia tutti i livelli di governo e
di un accordo che faccia esplicito riferimento ai governi locali."
I due organi dell'UE hanno allineato le loro posizioni in merito a molte delle principali questioni sulle
quali i leader nazionali che parteciperanno al summit saranno chiamati a decidere e che dovrebbero
sfociare in un accordo globale di lungo periodo su come combattere i cambiamenti climatici ormai
sempre più disastrosi.
La transizione verso un'economia e una società a basse emissioni di carbonio è già in atto al livello
più vicino ai cittadini, e molte comunità hanno assunto un ruolo guida, soprattutto grazie a
partenariati tra governi subnazionali e organizzazioni della società civile. Talvolta i governi nazionali
non danno riconoscimento alle iniziative che partono dal basso e non conferiscono loro i poteri
necessari, ma il successo dell'azione internazionale sul clima dipenderà dalla capacità di mettere a
frutto le idee, le conoscenze e l'energia degli imprenditori, dei consumatori, dei sindacati, delle
ONG e degli enti locali e regionali.
Rue Belliard/Belliardstraat 99 – 1040 Bruxelles/Brussel – BELGIQUE/BELGIË
Tel. +32 25469779 – Fax +32 25469764
E-mail: [email protected] – Internet: www.eesc.europa.eu
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Il CdR e il CESE stanno intensificando gli sforzi intesi a garantire che l'accordo che sarà raggiunto a
Parigi riconosca esplicitamente il ruolo dei cittadini e degli enti locali e regionali nella lotta ai
cambiamenti climatici, mettendoli in grado di agire e dando loro maggiori possibilità di tradurre le
decisioni prese a livello mondiale in materia di clima in azioni concrete, significative e innovative.
Unità stampa del CESE:
Silvia Aumair
E-mail: [email protected]
Tel. + 32 25468141
Unità stampa del CdR:
Andrew Gardner
E-mail: [email protected]
Tel. +32 4738439814
______________________________________________________________________________
Il Comitato economico e sociale europeo rappresenta le diverse componenti economiche e sociali della
società civile organizzata. È un organo istituzionale consultivo, istituito nel 1957 dal Trattato di Roma. La
funzione consultiva del Comitato permette ai suoi membri, e quindi alle organizzazioni che essi rappresentano,
di partecipare al processo decisionale dell'Unione. Il Comitato si compone di 350 membri, provenienti da tutta
l'UE, nominati dal Consiglio dell'Unione europea.
Il Comitato europeo delle regioni è l'assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell'UE, provenienti da
tutti i 28 Stati membri. Istituito nel 1994 con il Trattato di Maastricht, ha il compito di coinvolgere nel processo
decisionale dell'Unione europea gli enti regionali e locali e di informarli sulle politiche dell'UE. Il Parlamento
europeo, il Consiglio e la Commissione europea consultano il CdR in relazione alle politiche europee che possono
avere un'incidenza sulle regioni e sulle città.
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