Mini Dossier Prevenzione N. 09/09

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Mini Dossier Prevenzione N. 09/09
RITORNO A SCUOLA ED AL LAVORO
Se si considera il cambiamento al quale il fisico viene sottoposto con il cambio di stagione (meno ore di luce, temperature più basse, adeguamento del proprio stile di vita e
della propria alimentazione) ed il fatto che il cambio di stagione stesso giunge solitamente alla fine di un lungo periodo di vacanze estive, risulta fondamentale, soprattutto per i
più piccini ma non solo, un aiuto per affrontare in piena forma il ritorno a scuola ed al lavoro, ed anche per prepararsi all’avvicinarsi dei mesi freddi.
I bimbi sono più soggetti a rivelarsi insofferenti ai nuovi orari scolastici e manifestare la
loro “sofferenza” con difficoltà nell’addormentarsi, con inappetenza, svogliatezza e ribellione.
In queste situazioni, un’alimentazione sana e bilanciata tra i vari nutrienti, basata sui cereali, ricca di frutta, verdura e con un corretto apporto di proteine e grassi, è sempre
consiglio migliore: vista la facile irritabilità che i bambini possono avere in questo periodo,
il primo consiglio è quello di far sparire tutti quei cibi che svolgono un’azione eccitante,
ovvero quelli contenenti il cioccolato, bibite quali il tè o bevande tipo cola.
ENERGIA E VITALITA’ – VIGORE E SOSTEGNO
Tuttavia questo può non bastare, può essere necessario consigliare terapie di supporto
a base di vitamine e minerali, che regolano le funzioni metaboliche fisiologiche e favoriscono le reazioni enzimatiche dell’organismo e del sistema nervoso centrale, risultando
utili anche nella crescita, nel mantenimento, nella riparazione e nella salute dei tessuti e
delle ossa.
In particolare le vitamine idrosolubili:
la vitamina C per il suo ruolo immunostimolante, quindi adatte a “coprirsi” dalle
prime affezioni virali;
quelle del gruppo B (dalla B1 alla B12) indispensabili per superare stati di affaticamento psichico, ridare energia ed aiutare il cervello.
Molto completi sono anche alcuni preparati che uniscono alle vitamine le proprietà di
minerali ed oligoelementi.
Infine per tutti coloro che necessitano di un’azione ricostituente nei periodi di impegno
fisico e mentale, i bambini e i ragazzi nelle loro attività quotidiane e nel cambio di stagione e gli adulti per affrontare con maggiore lucidità i periodi di lavoro pesante o le attività sportive, sono da consigliare i fitocomplessi vegetali che apportano principi attivi,
oligoelementi, minerali e altre sostanze biologicamente attive che, in sinergia tra loro, sono utili per attivare i processi energetici dell’organismo.
Per gli adulti invece il nemico al rientro è più identificabile nello stress, dovuto alla necessità di ricalarsi nei problemi quotidiani ed alla ripresa dei ritmi di lavoro.
Recenti indagini hanno rilevato che, mentre gli uomini riescono meglio a tenere a bada la negatività, le donne, indipendentemente dall’età, dalle condizioni di salute e dall’estrazione sociale, denotano un grado di malessere di gran lunga superiore a quello del
maschio.
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Risulta poi che chi ha studiato sta meglio di chi ha un grado di istruzione inferiore e,
come previsto, che i soldi rendano felici, così come la salute.
Le variabili più importanti sono quindi lo stato di salute, il sesso e il reddito, ma significative risultano comunque anche l’età (tendenzialmente il benessere diminuisce con gli
anni), la professione (i lavori manuali sembrano stressare di più rispetto a quelli intellettuali), la scolarità e lo stato civile (sposati e vedovi sembrano meno sereni di celibi-nubili e
divorziati).
Un quadro poco tranquillo, sul quale il farmacista può intervenire con la sua competenza e la conoscenza del proprio cliente, anzitutto dal punto di vista psicologico.
Spesso il supporto rassicurante ed il consiglio di blandi tranquillanti, oltre che di rimedi
naturali ed integratori alimentari, può essere utile per facilitare il ritrovamento della serenità perduta.
RIPOSO TRANQUILLO
I disturbi del sonno sono piuttosto frequenti; si stima infatti che ne sia colpito il 20% circa
degli italiani adulti, con prevalenza del sesso femminile e delle persone anziane. L’insonnia è una condizione che si riferisce ad un riposo notturno inadeguato, sia da un punto di
vista qualitativo che quantitativo.
Chi si sveglia 3/4 volte per notte e ha qualche difficoltà ad addormentarsi, non è detto
che soffra d’insonnia: difficilmente si dorme per 8 ore di fila senza risvegli.
Si può parlare di insonnia quando invece viene riportata una frequente difficoltà di
addormentamento, risvegli notturni ripetuti e risveglio precoce al mattino con impossibilità a riprendere sonno; queste condizioni possono poi condurre a un peggioramento della vita di relazione, del lavoro e in generale delle attività quotidiane.
La necessità di ore di sonno varia da persona a persona ed è regolata dai ritmi circadiani di circa due ore, dove si alternano fasi di sonno profondo a fasi di sonno superficiale (fase REM).
Dal punto di vista fisiologico, con l’avanzare dell’età, si assiste a una diminuzione della
necessità di ore di sonno: questa è massima nell’infanzia e nell’adolescenza e comincia
a declinare dopo i 60 anni.
In rapporto alla presenza o meno di cause scatenanti, si possono distinguere 2 tipi di insonnia:
primaria, quando l’insonnia è l’unico disturbo in una sostanziale situazione di benessere fisico e psichico e non si riconosce una causa apparente;
secondaria, quando il disturbo è legato a cause note come depressione, ansia,
stress, uso di caffeina, nicotina, alcool ad alte dosi, o a cambio di fuso orario o dei
turni di lavoro.
In rapporto alla frequenza, si possono distinguere invece 3 tipi di insonnia:
occasionale, con una durata media di 2/3 giorni generalmente correlata a situazioni stressanti acute, come ad esempio il cambiamento di lavoro o un esame
imminente, oppure alla presenza di un dolore fisico. Solitamente questo tipo di in-
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sonnia non richiede un trattamento specifico, in quanto tende a scomparire spontaneamente;
transitoria, l’insonnia che persiste da alcune settimane. Deve essere affrontata
con tempestività, perché l’ansia di non riuscire a riposare può aggravare la situazione. Anche l’insonnia transitoria è generalmente correlata ad eventi stressanti
(ad es. eventi luttuosi, problemi familiari), ma in questo caso si tratta di situazioni
prolungate che mantengono il soggetto in stato di continua allerta.
cronica, quando il disturbo persiste da più di 3 settimane, sembra non avere una
causa apparente. Risulta spesso facilmente riconducibile a comportamenti di una
cattiva “igiene del sonno”, ossia il non rispetto di abitudini favorenti il sonno, o a disturbi psichici o una malattia fisica.
In linea generale l’impiego di farmaci risulta essere raccomandabile quando il problema sia tale da influenzare negativamente la vita di tutti i giorni. Il farmaco dovrà essere
assunto al più basso dosaggio efficace per un breve periodo, al termine del quale la sospensione del farmaco dovrà avvenire con gradualità per evitare la comparsa di un’insonnia di rimbalzo.
È inoltre buona norma durante la terapia farmacologica evitare di assumere contemporaneamente alcolici o altri farmaci che possano potenziare l’effetto deprimente sul sistema nervoso centrale.
Accanto alle terapie farmacologiche convenzionali quali le benzodiazepine, esistono
numerosi rimedi naturali offerti dalla cosiddetta “medicina alternativa”: valeriana, camomilla, passiflora sono quelli che più frequentemente rientrano nei prodotti impiegati
nell’insonnia.
La melatonina, disponibile come integratore dietetico, viene proposta soprattutto
quando l’insonnia è riconducibile a fenomeni di alterazione del ciclo sonno-veglia.
Questi prodotti, vista la minore incidenza di effetti collaterali, potrebbero inizialmente
rappresentare una buona alternativa alle terapie farmacologiche o essere utilizzati nella
fase di progressiva riduzione del dosaggio.
DIFESE IMMUNITARIE
Sonno ristoratore vuol dire tante cose, alle quali se ne aggiunge una: potenziare la risposta immunitaria. Quindi, si può senza dubbio rivalutare la saggezza popolare che attribuisce ai periodi di privazione del sonno, e all’insonnia vera e propria, anche la maggiore propensione alle malattie infettive.
Anche recenti studi lo confermano.
È noto che il sistema immunitario è il sistema di difesa di cui è dotato l’organismo umano.
È vero anche che il sistema immunitario di un adulto è in genere più resistente ad un
eventuale aggressione, o meglio, in quanto più esperto e più maturo e pure vaccinato,
un adulto sano dovrebbe essere sempre in grado di reagire. Bambini ed adolescenti sono sicuramente più esposti ai rischi di infezioni, specialmente dopo il rientro dalle vacan-
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ze quando riprendono a frequentare asili o scuole. Ma non solo i giovani, pure gli adulti e
gli anziani soffrono in questo di frequenti episodi infettivi.
È opportuno quindi, oltre che effettuare laddove necessario le vaccinazioni del caso,
stimolare il proprio sistema immunitario per prevenire gli stati influenzali o quelli dovuta al
raffreddamento.
Si possono consigliare preparati omeopatici di comprovato successo, che non comportano alcun rischio collaterale e possono essere assunti con sicurezza.
Fonti:
Ministero della Salute – Direz. Gen. Prevenzione
www.paginesanitarie.it
www.farmasalute.it
www.saninforma.it
www.dica33.it
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