Gravità, una forza invisibile La rivoluzione di Albert Einstein La teoria della relatività ristretta Albert Einstein (1879-1955), fisico tedesco, formulò una teoria più generale capace di spiegare fenomeni che male si accordavano con la gravitazione universale di Newton. Einstein rivoluzionò la concezione di spazio e tempo assoluti che aveva accompagnato la fisica sino ad allora, e che tuttora accompagna la nostra visione comune. Noi pensiamo allo spazio ed al tempo come grandezze intuitivamente indipendenti ed uguali per qualsiasi osservatore. Nel lavoro di Einstein spazio e tempo sono considerati dimensioni equivalenti dell’Universo in cui viviamo. Come viaggiamo e ci muoviamo nello spazio, così potremmo viaggiare e muoverci nel tempo. All’età di 26 anni Einstein aveva demolito le fondamenta della meccanica newtoniana! Il principio di equivalenza einsteiniano Una delle affermazioni più importanti nella pubblicazione della relatività ristretta fu quella secondo la quale non è possibile distinguere tra uno stato di quiete e quello di moto rettilineo uniforme, con alcun tipo di esperimento. In pratica, se siamo a bordo di un’astronave, non saremo mai in grado di sapere se ci stiamo muovendo con velocità costante o siamo fermi. Qualsiasi esperimento dovessimo inventare, darà sempre lo stesso esito, sia che siamo fermi, sia che ci muoviamo con la stessa velocità. Astronauti in esercitazione di assenza di peso in caduta libera Einstein e la gravità Einstein si occupò di gravità nella sua teoria della relatività generale. La base di questa teoria risiede nella considerazione che la gravità non sia una forza, ma una conseguenza della curvatura dello spazio-tempo. Per meglio comprendere questo concetto, cercate di pensare allo spazio non come una entità vuota dove i corpi risiedono, ma come un impasto preparato per una torta, o dell’argilla, che possiamo modellare a nostro piacimento. La forma che assume l’impasto viene decisa da noi. La forma o per meglio dire la curvatura dello spazio (e dell’altra dimensione, il tempo) viene creata localmente dalla presenza di materia e di energia. La geometria è così parte della fisica. Viviamo in un “Universo” a quattro dimensioni: Spazio (3) + Tempo (1). 3+1=4! La massa di ogni oggetto esistente si muove all’interno di questo ambiente a quattro dimensioni, il nostro spazio-universo. Lo spazio-tempo decide come la massa si muoverà localmente in ogni suo punto, mediante la sua curvatura. La massa o l’energia decideranno come lo spazio-tempo sarà curvato. Insomma: lo spazio modifica il moto della massa, la massa modifica lo spazio. La gravità in questo modo è una conseguenza delle proprietà dello spaziouniverso, cioè lo spazio-tempo. Il legame tra la gravità e lo spazio-tempo è la geometria. Pensiamo ad un telo di materiale elastico, deformato dalla presenza di un corpo con massa posto su di esso. Ogni altro corpo che dovesse trovarsi su questo telo, vedrebbe il suo moto determinato, distorto ed influenzato dalla presenza di questa deformazione. Non è una forza che fa sì che questo corpo in transito tenda a cadere nella cavità determinata dalla presenza del primo corpo: è la forma del telo; in ultima analisi, è la geometria dello spazio su cui il corpo si muove. La massa “curva” lo spazio. La curvatura dello spazio determina il moto delle masse L’immaginazione precede la prova Una delle cose più incredibili della teoria della relatività generale di Einstein, è che la teoria ha preceduto di vari anni le sue prove sperimentali. Quindi Albert Einstein ha dovuto lavorare soprattutto di immaginazione. Questo è sì dovuto al fatto che le sue teorie sono relative ad entità astronomiche e non riproducibili in laboratorio; ma è anche dovuto al fatto che ci sono voluti anni prima che la tecnologia offrisse strumenti in grado di osservare anche un minimo effetto!