Il progetto “Lo spartito dell`Inclusione” n asce dall`esigenza di dover

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Progetto di distacco dall’insegnamento
“Bisogni educativi speciali e progetto di Vita”
a.s. 2015/16
prof.ssa Isabella Lettini
Gli allievi portatori di Bisogni Educativi speciali nel nostro istituto costituiscono oltre il 20% dei
frequentanti divisi, per problematiche specifiche, in Disabili, D.S.A., portatori di Svantaggio
socio-economico, psico-relazionale, linguistico-culturale. Si tratta, dunque non solo di un
problema quantitativo di rilevanza numerica, ma soprattutto qualitativo per le criticità da
affrontare e per la varietà degli interlocutori. Infatti il carattere problematico dei casi richiede
un’interazione costante tra scuola, famiglie, enti territoriali in ambito psicosociale e medico,
tanto da rendere necessaria una figura unica di riferimento che funga da raccordo tra i vari
contesti e che ne conosca le dinamiche in modo da dare continuità ad un lavoro che si protrae da
oltre un decennio con difficoltà crescenti.
Anche la formazione specifica e continua, essendo laureata in lettere ad indirizzo
psicopedagogico e in Servizi sociali, può costituire un valore aggiunto, unitamente all’esperienza
trentennale su Disabilità, Disagio e Dispersione scolastica, Educazione alla legalità, sia in qualità
di coordinatrice che di formatrice, in quanto membro di gruppi provinciali in rete.
Il progetto, dunque, si colloca in continuità con quelli degli anni precedenti, purtroppo ampliato
con la presa in carico di nuove fragilità generate dalla dipendenza dal web, dal gioco d’azzardo e
dal cyberbullismo, dunque dall’esigenza di dare risposta ai bisogni di un’utenza che, soprattutto nel
biennio, evidenzia delle criticità che richiedono una particolare attenzione e una diversificazione
d’interventi. In particolare gli studenti appartenenti all’area dello Svantaggio evidenziano un
portfolio negativo già dalla scuola primaria e relativa demotivazione indotta, situazioni
socioeconomiche precarie e/o appartenenza a famiglie multiproblematiche o di altre nazionalità con
difficoltà d’inserimento in Italia per visioni religiose e politiche molto radicate.
Il trend da un anno all’altro palesa la necessità che la scuola assuma appieno la sua responsabilità
pedagogico-didattica da esercitare soprattutto nel pianificare metodologie per rendere accattivante e
coinvolgente la quotidianità scolastica. La risorsa che l’istituto mette in campo sugli allievi B.E.S. è
sicuramente il modello ICF che non legge l’alunno in chiave di malattia o di deficit, ma in chiave di
funzionamento con limitazioni nella sfera didattica e/o della relazione e comunicazione, a carattere
transitorio o permanente. La mancanza di autostima, di senso di sé, di autonomia oppure il conflitto
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con i pari e/o con i docenti sono gli unici aspetti conosciuti e praticati da molti studenti, per cui è
necessario agire su preconcetti, pregiudizi e visioni personali rispetto alla scuola, spostando l’ottica
di lettura, da “cosa fa la scuola”, a “ come la fa” per includere, per essere la scuola che valorizza la
risorsa, più che stigmatizzare il bisogno, il limite, il rifiuto, modificando nel tempo e con opportuni
interventi la qualità della vita scolastica.
Una didattica inclusiva deve necessariamente strutturarsi coniugando forme metacognitive e
laboratoriali, le uniche in grado di favorire l’individualizzazione e la personalizzazione dei percorsi
nell’ottica non di fare “cose diverse”, ma di “fare diversamente le stesse cose”.
Diventa pertanto compito primario della referente dell’area dei B.E.S. quello di essere depositaria
della normativa specifica, del background degli studenti per condividerlo con i consigli di classe,
con il personale tutto della scuola, con gli enti territoriali e del mondo produttivo in modo da
agevolare l’inserimento, l’accoglienza, il confronto dialettico, le intese collaborative finalizzate allo
sviluppo di un insieme di abilità trasversali che hanno, a loro volta, una positiva ricaduta sull'intero
processo evolutivo di ogni studente. Partendo dall'approccio autoregolativo, gli allievi vengono
aiutati nel processo di riconoscimento del valore di se stessi, delle abilità necessarie allo
svolgimento di compiti di apprendimento ed incoraggiati nella scelta e nella produttiva applicazione
di adeguate strategie operative,
attraverso il significativo contributo di professionalità e di
esperienza dei docenti e l’attivazione delle rispettive risorse personali. La modifica dei contesti
all’interno della scuola offre agli studenti efficaci occasioni per ripensare e rileggere luoghi ritenuti
ostili, respingenti, punitivi in una chiave nuova, passando da un iniziale sospetto, alla curiosità fino
a una progressiva appartenenza che permetta la costruzione di un efficace e personalizzato progetto
di vita.
L’ Inclusione, dunque, presuppone alcuni passaggi fondamentali e si esplica attraverso una rigorosa
applicazione dell’ICF da parte del Consiglio di classe, un’azione sinergica scuola, famiglia e
territorio, interventi a carattere continuativo sui temi della Cittadinanza, della Legalità e della
Sicurezza, potenziamento dell’alternanza scuola-lavoro e dell’orientamento in uscita.
Percorso d’Inclusione per gli alunni con Disabilità (L. 104/92 e succ.), con D.S.A. (L. 170/10 e
succ.) e con B.E.S.(C.M. 8/13 e succ.):
-
preaccoglienza di alunni e famiglie attraverso la somministrazioni di questionari e interviste
di impianto sistemico,
-
incontri con eventuali enti territoriali di riferimento,
-
rilevazione dei bisogni e delle aspettative che troveranno, nel biennio della scuola
2
secondaria di secondo grado, la loro sistematizzazione,
-
monitoraggio dei punti di forza e di debolezza attraverso un’adeguata osservazione delle
strutture e funzioni corporee, dell’attività e partecipazione, dei fattori contestuali per la
definizione dei curricoli didattico-formativi,
-
predisposizione del Profilo di Funzionamento e del Progetto Educativo/progetto di vita
(P.E.I.) secondo l’ICF,
-
implementazione di strategie, metodologie, verifiche semplificate e personalizzate,
-
linee-guida per la stesura del Piano didattico personalizzato (P.D.P.),
-
utilizzazione di strumenti compensativi e/o misure dispensative,
-
individuazione di percorsi valutativi in itinere e finali adeguati alla tipologia dei casi,
-
monitoraggio degli apprendimenti e dei comportamenti, attraverso schede di misurazione e
verifica,
-
supporto alla predisposizione dell’iscrizione all’anno scolastico successivo, alle procedure
per l’alternanza scuola/lavoro,
-
accompagnamento nella realtà aziendale attraverso tirocini orientativi ed esperienze di
alternanza scuola/lavoro,
-
preparazione agli esami di qualifica, diploma e maturità, attraverso simulazioni di verifiche
scritte e orali e stesura di tesine.
Obiettivi per alunni portatori di ADHD e di altre problematiche psicologiche :
-
contenimento delle manifestazioni di aggressività verbale e fisica,
-
superamento progressivo dell’apatia, dell’indifferenza, del disinteresse, della demotivazione,
-
promozione di comportamenti più corretti e rispettosi nei confronti di figure adulte, di
coetanei, delle strutture scolastiche,
-
canalizzazione delle energie auto o eterolesioniste in attività socialmente accettabili,
-
lettura del percorso scolastico come parte di una formazione educativa e professionale più
ampia.
Obiettivi per i docenti :
-
individuazione delle situazioni di disagio relazionale, socio-emotivo e di demotivazione,
-
condivisione dei casi di difficile gestione con la Dirigenza, la coordinatrice, il c.d.c., le
famiglie,
-
interiorizzazione e applicazione delle metodologie più idonee all’inclusione.
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Obiettivi per le famiglie :
-
accettazione di una genitorialità “difficile”,
-
contenimento dei livelli di ansia e d’impotenza,
-
riconoscimento della valenza educativa della scuola,
-
assunzione dell’impegno a condividere con la scuola il percorso formativo.
Destinatari :
-
alunni segnalati dalle scuole precedenti e/o dai Servizi sociali,
-
alunni segnalati dai c.d.c.,
-
alunni segnalati dai genitori.
Azioni:
-
comunicazione da parte di singoli docenti e/o dei c.d.c. dei casi gravi di demotivazione,
d’infrazione delle norme d’istituto e del vivere civile ( disturbo “sistematico” delle lezioni
che pregiudichi il proprio percorso scolastico (apatia, disinteresse, …) e l’attività della
classe ( litigi violenti, risse, furti, danni gravi alle strutture, detenzione di droga e armi ecc.),
-
colloqui del presidente del c.d.c con le famiglie per concordare, attraverso un protocollo
d’intesa, la contrazione di orario e/o i percorsi più adeguati al recupero della motivazione,
della relazione e di comportamenti socialmente accettabili,
-
costruzione di percorsi attivi rimotivanti e aggreganti ( laboratori – officina, alternanza
scuola-lavoro),
-
corsi di formazione per genitori, docenti e personale A.T.A.,
-
restituzione dei risultati ai genitori, ai consigli di classe, al G.L.I., al collegio docenti e al
consiglio d’istituto.
Monitoraggio:
-
ingresso : numero e tipologia dei casi,
-
itinere: contenimento delle criticità del 20%,
-
uscita: risoluzione dei casi del 20%, contenimento delle criticità del 40%.
Bergamo, 8 giugno 2015
Prof.ssa Isabella Lettini
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