Bisogni Educativi Speciali
• di un allievo
• di due o tre
• di tanti
• di
TUTTI !!!!!!!!
Sono UN’ESIGENZA EDUCATIVA SPECIALE …
perché sono SPECIALE?
SIAMO TUTTI SPECIALI!
Incidenza percentuale
(fascia 4-21 anni)
Tipo di difficoltà
Basso rendimento scolastico
Maschi
Femmine
13
7
DSA
4,5
3,5
1,5
5
1
1
0,15
0,1
1
1,25
1
1
0,15
0,1
Disturbi del linguaggio
DDAI (Dist. Attenz. e iperatt.)
Ritardo mentale
Disturbi di personalità
Disabilità plurime
Sordità e ipoacusia
La realtà ormai non è più così
semplice … alcuni dati statistici …
Qual è l’entità
del fenomeno
DSA
in Italia ?
INCIDENZA di STUDENTI con DSA
nelle
SCUOLE SECONDARIE di 2° grado
• 2,6% negli istituti professionali
• 1,3 % negli istituti tecnici
• 0,7% nei licei
EVOLUZIONE DEI SOGGETTI CON DSA
• RECUPERATI: circa il 20% viene recuperato
completamente (presumibilmente aveva forme molto
lievi che si sono attenuate al punto da non dare più nessun
segno);
• COMPENSATI: circa il 45% raggiunge un grado
buono di compenso;
• PERSISTENTI: il 35% mantiene disturbi che
rendono difficile il proseguimento degli studi dopo
l’obbligo scolastico.
Inoltre, anche se i DSA
sono “compensati”,
possono essere presenti
diverse difficoltà residue
che possono rendere la
vita scolastica
particolarmente
difficoltosa … E NON
SOLO.
L’anomalia italiana
La conoscenza del fenomeno
dislessia è stata a lungo
limitata ad una ristretta cerchia
di specialisti.
La consapevolezza del
problema è assente dal
bagaglio culturale medio delle
persone che svolgono
professioni intellettuali.
Grave è la carenza di
informazione e conoscenza
specifica nella scuola sui
DSA.
PEER EDUCATION
QUADRO NORMATIVO
UNA OPPORTUNITÀ PER UNA
• LEGGE 170/2010
DIDATTICA INCLUSIVA
• DM 12 luglio
2011 DI UN ALUNNO DSA
A FAVORE
• LINEE GUIDA per il diritto allo studio degli alunni
e
degli studenti con DSA
• DPR 122/2009 Regolamento sulla valutazione (Art.10)
• OM Esami Stato 2012
• Direttiva Bisogni Educativi Speciali 27 /12/2012
• CM n 8 del 6 marzo 2013
• LINEE GUIDA
per la predisposizione di protocolli regionali
per individuazione precoce casi sospetti di DSA 24 /01/2013
LEGGE 170/2010
Art. 1
"Riconoscimento e definizione
di dislessia, disgrafia, disortografia,
discalculia"
DSA :
DISTURBO – DISABILITA’ – CARATTERISTICA
DISTURBO
approccio diagnostico e
specialistico
necessità di approfondire gli
studi scientifici
DISABILITÀ
approccio sociale
richiede riabilitazione e
abilitazione
si usa per una rivendicazione
CARATTERISTICA
adatto all’ambiente scolastico
evoca condotte di
adattamento e flessibilità
dei soggetti e del contesto
richiede una
DIDATTICA INCLUSIVA
dalle slides di Cristina Devecchi Convegno USRL La scuola è aperta a tutti Milano 25 marzo 2013
Ora la legge
si rivolge non solo
agli allievi con DSA,
ma a tutti gli
studenti con BES.
E per tutti occorre
preparare un PDP
e un PAI
(Piano Annuale
dell’Inclusione)
Perché parliamo di BES ?
Perché c’è una normativa ben precisa:
•
•
•
•
•
Unesco 2000 (Educazione per tutti entro il 2015)
Direttiva 27 dicembre 2012
Circolare Min. n. 8 del 6 marzo 2013
Nota USR Piemonte del 19 aprile 2013
Nota 21 agosto 2013 Emilia Romagna
…che ci fa capire che è ora di attuare una
SCUOLA INCLUSIVA
SI È PASSATI …
• PRIMA DEGLI ANNI ‘60: dall’esclusione alla
medicalizzazione
• NEGLI ANNI ‘60/’75: dalla medicalizzazione
all’ inserimento
• NEGLI ANNI ‘70/’90: dall’inserimento
all’ integrazione
• DOPO GLI ANNI ’90: dall’INTEGRAZIONE
all’
INCLUSIONE
NON SOLO STUDENTI CON DSA
Direttiva del 27 dicembre 2012
“ Strumenti d’intervento per alunni con bisogni
educativi speciali e organizzazione territoriale per
l’inclusione scolastica”
Contiene indicazioni su strumenti d’intervento per tutti
gli alunni che, con continuità o per determinati
periodi, possono manifestare BISOGNI EDUCATIVI
SPECIALI (BES) “… per motivi fisici, biologici, fisiologici o
anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario
che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta”.
L’insieme delle nostre classi…
Problemi relazionali
Deficit neurologico
Problemi familiari
Deficit cognitivo
Danni cerebrali
acquisiti
Deficit visivo
Deficit uditivo
Non adeguate opportunità
sociali
B. Testone - I BES nel quotidiano in aula - 7
maggio 2013
[email protected],[email protected],
[email protected]
“Il problema dell’insegnante oggi non
è più la gestione del singolo,
ma la valorizzazione dell’eterogeneità,
della diversità,
in una classe di diversi”
(M. Comoglio)
Chi sono i BES
Dalla direttiva 27 dicembre 2012
«… ogni alunno, in continuità o per determinati
periodi, può manifestare
Bisogni Educativi Speciali:
o per motivi fisici, biologici, fisiologici
o anche per motivi psicologici, sociali,
rispetto ai quali è necessario che le scuole
offrano adeguata e personalizzata risposta.»
SARÒ UN BES?
BES…?
Secondo l’OCSE gli alunni con BISOGNI
EDUCATIVI SPECIALI sono:
• DISABILI (ex L.104/92)
• alunni con DIFFICOLTA’ (emotive,
comportamentali, di apprendimento – DSA-, ecc.)
• alunni con SVANTAGGIO
(culturale,
socioeconomico, sociolinguistico, ecc.)
DIAGNOSI
FUNZIONALE con
SOSTEGNO
(insegnante di sostegno
per X ore)
DIAGNOSI D.S.A.
(no insegnante di sostegno,
ma strumenti
compensativi/dispensativi)
DIAGNOSI
FUNZIONALE senza
SOSTEGNO
(no insegnante, ma
B.E.S.)
BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI
COMORBILITÀ
• DISPRASSIA (deficit di esecuzione di un gesto intenzionale)
difficoltà soprattutto rispetto alla capacita di pianificazione,
programmazione ed esecuzione di un atto intenzionale finalizzato a
uno scopo
• DISTURBO DA DEFICIT DI
ATTENZIONE/IPERATTIVITÀ (ADHD) disturbo
evolutivo dell’autocontrollo che include difficoltà di attenzione e
concentrazione, di controllo degli impulsi e del livello di attività.
Le difficoltà di attenzione possono essere associate all’iperattività
(ADHD) o essere isolate e riguardare uno o più processi di controllo
AIUTO !!!!
Come posso farcela
????????
Dilemma del
PLURALISMO EDUCATIVO
Come coniugare i differenti bisogni educativi
(individuali, sociali, culturali, religiosi, etnici)
degli allievi e delle loro famiglie?
Costruendo pensieri e azioni mirati e
condivisi che si traducono in un nuovo modo di
pensare e fare scuola.
Elaborando un progetto formativo comune
coerente con il contesto territoriale.
L’art. 34 della Costituzione recita...
«La scuola è aperta a tutti»
Occorre, quindi, escludere ogni forma di
discriminazione nell'accesso dei saperi
e nel diritto all'istruzione.
Occorre attivarsi per garantire
l'inclusione sociale dei BES in
ottemperanza alla
«Convenzione dei diritti del fanciullo»
I ragazzi e la scuola
“ … guardiamoci bene dal sottovalutare
l’unica cosa sulla quale possiamo agire ….:
la solitudine del ragazzo che non capisce,
perso in un mondo in cui gli altri
capiscono.[…]
Gli insegnanti che mi hanno salvato- e che hanno fatto di
me un insegnante- non erano formati per questo.
Non si sono preoccupati dell’origine della mia “infermità
scolastica”.
Erano adulti di fronte ad adolescenti in pericolo. […] Si sono
buttati. […]
Alla fine mi hanno tirato fuori. E molti altri come me.
Ci hanno letteralmente ripescati.
Dobbiamo loro la vita.”
Daniel Pennac (Diario di scuola)
Nel POF occorre precisare
• L'ACCOGLIENZA si qualifica come postulato di base
dell'azione educativa di tutta la scuola, e intende porre
particolare attenzione all'ingresso nella Scuola
dell'Infanzia, ai momenti di passaggio dalla Scuola
dell'Infanzia alla Scuola Primaria e dalla Scuola
Primaria alla Scuola Secondaria di primo grado.
• La scuola si impegna a creare un “CLIMA OTTIMALE”,
affinché ciascuno trovi stimoli ed incentivi per
apprendere, attraverso molteplici occasioni di
socializzazione e di gioco.
ACCOGLIENZA
“L’insegnante professionista
come il medico o l’ingegnere nei loro campi specifici
è colui che insegna non solo perché sa,
ma perché sa insegnare.
E sapere insegnare vuol dire essere specialista della
complessa capacità di mediare e trasformare le
conoscenze curricolari di contenuto […] attraverso
l’assimilazione dei processi di accesso e utilizzo delle
conoscenze, allo scopo di adattarle alle conoscenze del
soggetto e del suo contesto e rendendole coerenti alle
procedure, in maniera che l’alchimia dell’apprendimento
abbia luogo nel discente; …/…
L’Insegnante è
MEDIATORE DIDATTICO
Competenze
da
raggiungere
Strumenti e
TIC
Sistema
classe
BES /DSA
Singolo
alunno
Setting didattico
B.. Testone
B
Testone - I BES
BES nell quotidiano
quotidiano in
in aula
aula - 7
m
aggio 2013
2013
maggio
Anche gli STRUMENTI sono
MEDIATORI DIDATTICI :
Essi possono essere
1. ATTIVI (fanno ricorso all'esperienza diretta) es. l'esperimento scientifico
2. ICONICI (utilizzano le rappresentazioni del linguaggi grafico e spaziale)
fotografie, carte geografiche, schemi, diagrammi, mappe concettuali ….
3. ANALOGICI (si rifanno alle possibilità di apprendimento insite nel gioco e
nella simulazione) es. gioco di ruolo
4. SIMBOLICI (utilizzano i codici di rappresentazione convenzionali e
universali, come quelli linguistici)
E' ovvio che sia necessaria
la loro INTEGRAZIONE
I BES
nel quotidiano lavoro
d’aula
Occorre riconcettualizzare i BES
(anche alla luce delle teorie sui processi di
insegnamento/apprendimento)
Occorre pensare alla classe come a un tutt’uno
(sistema classe) in cui sono presenti elementi di
uguaglianza e di diversità
Ciò inevitabilmente implica dei cambiamenti
sul piano dell’organizzazione scolastica e didattica
DAL
POF … al PAI attraverso
il GLI …
per una
didattica
inclusiva
Secondo la
C.M. n 8 del 6/03/13
“ Tali tipologie di BES dovranno essere individuate sulla base di
elementi oggettivi, ad es. una segnalazione degli operatori dei
servizi sociali, ovvero di ben fondate considerazione
pedagogiche e didattiche».
A rilevare le criticità presenti in ciascuna classe sarà, oltre al
GLI
Consiglio di classe/team docenti, il
(Gruppo di lavoro per
l’inclusione), che rileverà anche i BES presenti in tutta la scuola
ed elaborerà un Piano Annuale per l’inclusione , in modo da
“accrescere la consapevolezza dell’intera comunità educante sulla
centralità e la trasversalità dei processi inclusivi in relazione alla
qualità dei risultati educativi” e fare il punto sull’efficacia degli strumenti messi
in atto nell’anno scolastico.”
Il GLH di istituto diventa
Gruppo di lavoro per l’inclusione
(GLI)
E’ composto dal DS, dalla Funzione
strumentale e/o referente DSA, da docenti
sostegno, rappresentanti dell’ AEC
(Assistenza Educativa Culturale), assistenti
alla comunicazione, docenti curriculari,
coordinatori, genitori, esperti sanitari, esterni
convenzionati,
Compiti del GLI e della scuola
• Rilevazione dei BES presenti nella scuola
• Documentazione degli interventi didattico-educativi già attuati
positivamente che diventano le buone prassi della Scuola.
• Focus/confronto su casi, consulenza e supporto ai colleghi su
strategie/metodologie di gestione delle classi
• Rilevazione, monitoraggio e valutazione del livello di
inclusività
• Elaborazione di una proposta di Piano Annuale per
l’Inclusività (PAI) entro il mese di settembre 2013
• Approvazione del Piano da parte del Collegio Docenti
• Adattamento del Piano alle nuove situazioni
• Assegnazione definitiva risorse funzionali
INSOMMA: si vuole garantire gli stessi diritti
a tutti gli studenti con BES
“Con determinazioni assunte dai Consigli di classe/team docenti , risultanti
dall’esame della documentazione clinica presentata dalle famiglie e/o
sulla base di considerazioni di carattere psico-pedagogico e didattico, le
scuole devono avvalersi anche per tutti questi alunni degli strumenti
compensativi e delle misure dispensative previste dalle disposizioni
attuative contenute nella Legge 170/2010 e nelle Linee guida per poter
attuare un valido intervento pedagogico-didattico.
“Un approccio educativo, non meramente clinico (…) dovrebbe dar modo di
individuare strategie e metodologie di intervento …, nella prospettiva di
una scuola sempre più inclusiva e accogliente, senza bisogno di ulteriori
precisazioni di carattere normativo. Al riguardo, la legge 53/2003 e la
legge 170/2010 costituiscono norme primarie di riferimento cui ispirarsi
per le iniziative da intraprendere con questi casi.”
Nella
DIRETTIVA PROFUMO viene
riconosciuta la …
« … necessità di elaborare un percorso
individualizzato e personalizzato per tutti gli
allievi che manifestano necessità speciali, anche
attraverso la redazione di un Piano Didattico
Personalizzato (PDP), individuale o anche
riferito a tutti gli studenti con BES della classe,
ma articolato … e di una progettualità
complessa, da parte di tutti i docenti (curriculari
e di sostegno), da articolare attorno ai processi
di INDIVIDUALIZZAZIONE e di
PERSONALIZZAZIONE.»
L’ alunno con
DSA utilizza
un diverso modo di imparare che richiede:
la conoscenza dei DSA da parte dei docenti
un’organizzazione scolastica flessibile
una metodologia didattica personalizzata
MA SI PUÒ
FARE?
SI DEVE FARE !!!
Art. 3 Costituzione Italiana
“… E’ compito della Repubblica
rimuovere gli ostacoli di ordine
economico e sociale che, limitando
di fatto la libertà e l’uguaglianza
dei cittadini, impediscono il pieno
sviluppo della persona umana …”.
La NORMATIVA sui DSA
si muove in linea con questi principi ed ora è
applicata a tutti gli studenti con BES
in quanto …
TUTTI hanno diritto
a pari opportunità di apprendimento,
siano essi normodotati, diversamente abili,
con disturbi visivi, uditivi …
QUADRO NORMATIVO
PEER EDUCATION
UNA OPPORTUNITÀ PER UNA
• LEGGE 170/2010
DIDATTICA INCLUSIVA
• DM 12 luglio
A 2011
FAVORE DI UN ALUNNO DSA
• LINEE GUIDA per il diritto allo studio
degli alunni e
degli studenti con DSA
• DPR 122/2009 Regolamento sulla valutazione (Art.10)
• OM Esami Stato 2012
• Direttiva Bisogni Educativi Speciali 27 /12/2012
• CM n 8 del 6 marzo 2013
• LINEE GUIDA per la predisposizione di protocolli regionali
individuazione precoce casi sospetti di DSA 24 /01/2013
per
E’ IMPORTANTE
CONOSCERE
la normativa
sui DSA
La Legge è uno strumento che
genitori, educatori e
insegnanti devono conoscere
per poterlo utilizzare con
efficacia per tutelare
i
DIRITTI dei minori.
LEGGE n. 170/2010 e DECRETO 5669 :
assegnano alle scuole il compito di individuare le forme
didattiche e le modalità di valutazione più adeguate
affinché gli studenti con DSA possano raggiungere il successo
formativo
LINEE GUIDA : indicano il livello essenziale delle prestazioni
richieste alle scuole per garantire il diritto allo studio
degli alunni e degli studenti con DSA
LINEE GUIDA per la predisposizione di protocolli
regionali per l’ individuazione precoce dei casi
sospetti di DSA: compito assegnato alle Regioni e agli USR
Da queste norme scaturiscono
DIRITTI e DOVERI per TUTTI:
docenti, dirigenti scolastici, referenti,
ma anche studenti e famiglie
CHI SONO I PROTAGONISTI ?
La scuola ha il
ruolo principale
“…La segnalazione da parte
degli insegnanti vede come
primo interlocutore la famiglia
per un successivo invio ai
servizi sanitari per l’età
evolutiva eventualmente
mediato dal pediatra….”
Consensus conference, 2007
www.dislessiainrete.org
52
La SCUOLA, insieme alla FAMIGLIA,
è sicuramente l’ambiente in cui i ragazzi
trascorrono la maggior parte del proprio
tempo e il luogo dove fanno esperienze
significative di socializzazione e di
apprendimento.
La scuola deve, quindi ,trovare tutti gli
strumenti per promuovere
l’apprendimento per TUTTI.
CERTO!!!
SICURAMENTE!
E PRIMA
TUTTO CIÒ NON SI POTEVA
FARE?
Carlo Muzio Università di Pavia Claudia
Cappa ISAC-CNR Torino
Legge 517/77
(legge sulla programmazione educativa)
INTERVENTI INDIVIDUALIZZATI IN RELAZIONE
ALLE ESIGENZE DEI SINGOLI ALUNNI
“… La programmazione educativa può
comprendere attività scolastiche
organizzate per gruppi … allo scopo di
realizzare interventi individualizzati in
relazione alle esigenze dei singoli alunni ….”
Lo sancisce
il REGOLAMENTO
dell'AUTONOMIA scolastica
D.P.R. 275/1999
L’autonomia delle istituzioni
scolastiche si sostanzia nella
PROGETTAZIONE e nella
realizzazione di interventi adeguati
alle caratteristiche specifiche …
degli studenti.
(Regolamento dell’autonomia - DPR 275/99 )
AID Torino
Legge n. 53/2003
e
D.Lgs. 59/2004
Centralità della PERSONA che apprende anche
attraverso
percorsi personalizzati e flessibili
CONCETTO DI PERSONALIZZAZIONE
Legge 53/2003 (riforma Moratti)
“la scuola è chiamata a realizzare
percorsi formativi sempre più
rispondenti alle inclinazioni personali
degli studenti nella prospettiva di
valorizzare gli aspetti peculiari della
personalità di ognuno”
Con la personalizzazione
…
“… si vogliono raggiungere i medesimi obiettivi
attraverso itinerari diversi.
Ciò …. implica la messa a punto di nuove forme
di organizzazione didattica e la trasmissione
dei processi del “sapere” e del “saper fare”,
in modo da predisporre piani di apprendimento
coerenti con le capacità,
i ritmi e i tempi di sviluppo degli alunni
”.(G. Chiosso, La personalizzazione dell’apprendimento)
COSA è RICHIESTO ALLA SCUOLA?
RICONOSCERE …
ACCOGLIERE
le "diversità“
…
VALUTARE
IN MODO
DIVERSO !
COSA SI PUÒ E SI DEVE FARE IN PRESENZA DI
RAGAZZI CON DSA/BES?
Le due dimensioni fondamentali
sono
ACCOGLIENZA e INTEGRAZIONE
L’ACCOGLIENZA “cammina su due binari ”.
1) ACCETTAZIONE profonda, empatia, capacità di
capire il disagio del ragazzo ( si spera che i ragazzi con D.S.A.
arrivino già segnalati, magari avendo già fatto un percorso di logopedia) …. già
nella vostra mission
…… ma anche cose concrete
2) SCELTE OPERATIVE ben precise
SCELTE OPERATIVE BEN PRECISE
3. ACCOGLIENZA ANCHE X I GENITORI:
incontro con i genitori degli allievi con DSA/BES, in cui
il DS e/o il Referente spieghino il livello di conoscenze
sul problema da parte della scuola, dichiarandosi
disponibili per interventi di formazione e/o mediazione
con gli insegnanti.
Anche i genitori hanno bisogno di accoglienza, …
soprattutto dopo anni di fatica alle spalle!
INTEGRAZIONE
CIÒ CHE FUNZIONA PER I DISLESSICI
FUNZIONA ANCHE PER TUTTI GLI ALTRI
SERVE UN CAMBIO DI MENTALITÀ
Occorre PUNTARE sulla
INDIVIDUALIZZAZIONE
e sulla
PERSONALIZZAZIONE,
anche per chi rientra
nell’eccellenza.
Occorre che i docenti trovino insieme le strategie per evitare che i vari
strumenti compensativi dati al ragazzo non diventino marcatori di
disabilità.
Es NON FAR USCIRE LO STUDENTE DALLA CLASSE PER USARE IL PC.
Il computer deve essere in classe (portatile), oppure tutta la classe deve avere delle
ore in aula di informatica: COMPUTER SI MA PER TUTTI, anche con il correttore
ortografico. Se funziona per i dislessici, perché non farlo usare agli stranieri?
Ma soprattutto occorre «vederli»
SCUOLA OSSERVATORIO
“La scuola deve diventare l’osservatorio
per eccellenza, dove è possibile
individuare precocemente le difficoltà
specifiche di apprendimento.
Ciò significa che gli insegnanti devono
osservare e segnalare
tempestivamente i problemi”.
(LINEE GUIDA pag 6 -9)
LINEE GUIDA, pag 17
4.3 Scuola secondaria di I e di II grado
“La scuola secondaria richiede agli studenti la piena
padronanza delle competenze strumentali (lettura,
scrittura e calcolo), l’adozione di un efficace metodo
di studio e prerequisiti adeguati all’apprendimento di
saperi disciplinari sempre più complessi; elementi,
questi, che possono mettere in seria difficoltà l’alunno
con DSA, inducendolo ad atteggiamenti demotivati e
rinunciatari.
Tali difficoltà possono essere notevolmente contenute
e superate, individuando opportunamente le
strategie e gli strumenti compensativi nonché le
misure dispensative.”
Per uno studente con dislessia
“… gli strumenti compensativi sono primariamente quelli
che possono trasformare un compito di lettura (reso
difficoltoso dal disturbo) in un compito di ascolto.
A tal fine è necessario fare acquisire allo studente
competenze adeguate nell’uso degli strumenti
compensativi.
Si può fare qui riferimento: alla presenza di una persona
che legga gli items dei test, le consegne dei compiti, le
tracce dei temi o i questionari con risposta a scelta multipla;
alla sintesi vocale, con i relativi software, anche per la
lettura di testi più ampi e per una maggiore autonomia;
all’utilizzo di libri o vocabolari digitali.” (Linee guida, pag 18)
Anche l’Università …
…
dovrà svolgere un ruolo importante, trovando soluzioni all’interno delle
metodologie didattiche e di valutazione e favorendo l’uso di strategie
e risorse, in particolare attraverso le nuove tecnologie. …
Si pone, pertanto, … , la necessità di interventi idonei ad individuare i
casi sospetti di DSA negli studenti (art. 3.3) come per tutti gli altri
gradi di scuola. …
La presentazione della certificazione diagnostica, al momento dell’iscrizione,
permette di accedere anche ai test di ammissione con le seguenti modalità:
· la concessione di tempi aggiuntivi, …, ritenuti congrui dall’Ateneo in relazione alla tipologia di
prova e comunque non superiori al 30% in più;
· la concessione di un tempo aggiuntivo fino a un massimo del 30% in più rispetto a quello
definito per le prove di ammissione ai corsi di laurea e di laurea magistrale programmati a
livello nazionale o dalle università ….
· in caso di particolare gravità certificata del DSA, gli Atenei – nella loro autonomia possono valutare ulteriori misure atte a garantire pari opportunità nell’espletamento delle
prove stesse. ” (Dalle LINEE GUIDA pag 26 - 27)
INCLUSIONE
DIRITTO ALLO STUDIO DI TUTTI
attraverso una didattica che tenga conto di alcuni
principi …. e non solo perché ce lo dice la legge,
ma perché altrimenti perdiamo i nostri alunni e
la scuola ne esce sconfitta!
1. Alcuni principi da non dimenticare
RISPETTO
dei DIVERSI STILI
DI APPRENDIMENTO
Secondo Cornoldi e De Beni
sono 5 + 1: normalmente accoppiati,
•
•
•
•
•
verbale/visuale,
sistematico/intuitivo,
analitico/ globale,
riflessivo/impulsivo,
autonomo/conforme
+
• ottimista/pessimista
2. Alcuni principi da non dimenticare
UNA GIUSTA VALUTAZIONE
“La peggiore ingiustizia è trattare in
maniera uguale situazioni differenti”.
( Don Milani)
Voler trattare tutti ugualmente
è un “falso problema”
Teniamone conto
quando assegniamo dei compiti,
quando valutiamo.
Le conseguenze
I soggetti con DSA accumulano almeno un anno
di ritardo nel corso di studi prima del termine
della scuola media inferiore.
È altissima la correlazione tra la dispersione
scolastica e l’incidenza di DSA.
(Biancardi e Stella; 1992)
3.Alcuni principi da non dimenticare
Didattica
laboratoriale
Laboratorio è:
• Un modello di insegnamento e apprendimento
• Il Laboratorio non è inteso solo come luogo fisico: è
un insieme di attività strutturate in modo da
prevedere fasi di esplorazione, osservazione, raccolta e
interpretazione dei dati, descrizione, previsione,
costruzione, correzione di errori, formulazione di
ipotesi , elaborazione di tesi attraverso la verifica
sperimentale dell’ipotesi formulata (ricerca-azione)
• Laboratorio inteso come luogo e come modo, come
“abito mentale”
Da uno studio di Grenci
“ Le aquile sono nate per volare”
Si impara così:
ESPERIENZA DIRETTA (FARE) 90%
PARLARE E SCRIVERE 70%
ASCOLTARE E VEDERE (INSIEME) 50%
VISTA 30%
UDITO 20%
LETTURA 10%
4. Alcuni principi da non dimenticare
La metodologia “preferita” è quella del
“COOPERATIVE LEARNING”,
che permette una “costruzione comune”
di “oggetti”, procedure, concetti.
79
Cos’è il Cooperative Learning?
L’espressione non significa genericamente «lavorare
in gruppo» , ma si fa riferimento ad un insieme di
principi, tecniche e metodi di conduzione della classe,
in base ai quali gli studenti affrontano
l’apprendimento delle discipline curricolari (o altro)
lavorando in piccoli gruppi in modo interattivo,
responsabile, collaborativo, solidale e ricevendo
valutazioni sulla base dei risultati ottenuti
5.
Alcuni principi da non dimenticare
Coniugare sapientemente
Individualizzazione
Personalizzazione
L’INDIVIDUALIZZAZIONE
prevede che l’organizzazione
scolastica adegui
l’insegnamento alle differenti
caratteristiche cognitive di
ciascun alunno, per garantire
a tutti il diritto alla diversità
dei bisogni e all’uguaglianza
dei traguardi formativi.
LA PERSONALIZZAZIONE
è volta a valorizzare i talenti
dell’alunno e a far emergere le
potenzialità naturali nelle varie
forme di intelligenza.
Richiede una particolare cura
nella realizzazione di un’offerta
formativa ricca e differenziata
per valorizzare le differenze
individuali.
Individualizzazione
L’organizzazione scolastica adegua l’insegnamento alle differenti
caratteristiche dell’alunno per garantirgli il successo formativo
ATTRAVERSO
• Osservazione e valutazione iniziale delle competenze degli alunni
• Definizione degli obiettivi specifici di apprendimento a partire
dalle Indicazioni Nazionali
• Organizzazione di contesti didattici ricchi e stimolanti
• Uso di metodologie differenziate ( lezione frontale, cooperative
learning, tutoring, didattica laboratoriale)
• Pianificazione dei tempi di insegnamento apprendimento
• Verifica
• Analisi qualitativa dell’errore
• Feedback formativo
Personalizzazione
Valorizzazione dei talenti degli alunni per far emergere le
potenzialità naturali delle varie forme di intelligenza …
ATTRAVERSO:
• Attenta osservazione degli interessi e dei comportamenti degli
alunni
• Una rete di obiettivi in cui ciascuno potrà individuare i propri
traguardi
• Attività da svolgere prevedendo percorsi interdisciplinari ( per
contesti, sfondi, situazioni)
• Didattica laboratoriale che privilegi l’autonomia degli allievi
• Stile d’insegnamento non direttivo
• Valutazione come riflessione comune e condivisa che metta in
risalto impegno, partecipazione attiva, motivazione
6.Alcuni principi da non dimenticare
USO CONSAPEVOLE
degli STRUMENTI
• Significa che bisogna sapere quali sono
quelli a disposizione
• Bisogna saperli usare in modo
mirato/differenziato
TIC
Libri
Strumenti
compensativi
Misure
dispensative
Laboratori
Fotocopie
Che uso ne facciamo??
B. Testone - I BES nel quotidiano in aula - 7
maggio 2013
Cosa ne facciamo?
Strumenti compensativi:
TIC, Calcolatrice, Registratore,
Ma anche :
q Tavole
q Mappe
q Immagini
q Software
SONO DEI FACILITATORI
NON SOLO PER I DSA
Misure dispensative
Anche queste sono dei facilitatori:
•
•
•
•
Attenuano le difficoltà
Intervengono sui tempi ( tempi più lunghi)
Intervengono sulla quantità ( meno esercizi)
Indispensabili per le situazioni di difficoltà (BES)
Cosa ne facciamo?
7.Alcuni principi da non dimenticare
L’insegnante non deve essere sola con questa
complessità
Come possiamo fare?
B. Testone - I BES nel quotidiano in aula - 7
maggio 2013
Tutto il team/consiglio di classe
deve farsi carico di questa
DIFFERENZIAZIONE della DIDATTICA
di questa
PROGETTUALITA’ COMPLESSA
Tutti devono rivisitare la propria didattica alla luce dei nuovi
contesti sociali e scolastici
Tutti devono progettare un approccio didattico unico
(ma non uniforme) valido per tutta la classe
Gli insegnanti non devono variare tante
didattiche quanti sono gli allievi con BES ,
ma devono sperimentare un nuovo modello
didattico inclusivo, adeguato alla
complessità della classe che contempli
differenti modalità e strumenti per tutti.
DIRETTIVA PROFUMO
La Mission della scuola e quindi
di TUTTI gli insegnanti
è quella di portare
TUTTI gli studenti
al
SUCCESSO FORMATIVO
Con la legge 170/2010 è finalmente
riconosciuto il diritto della FLESSIBILITÀ
della didattica per garantire le stesse
possibilità di apprendimento anche ai ragazzi
con DSA attraverso
STRUMENTI
COMPENSATIVI
LAVORI di GRUPPO e
MEDIAZIONE con i PARI
MISURE
DISPENSATIVE
PEER EDUCATION
Nella prima parte sono fornite indicazioni alle scuole per la
presa in carico di tutti gli alunni/ studenti con
Bisogni Educativi Speciali
“Vi sono comprese tre grandi sotto-categorie: quella
della disabilità; quella dei disturbi evolutivi specifici
e quella dello svantaggio socioeconomico,
linguistico, culturale.
Per “disturbi evolutivi specifici” intendiamo, oltre i disturbi
specifici dell’apprendimento, anche i deficit del linguaggio,
delle abilità non verbali, della coordinazione motoria,
ricomprendendo – per la comune origine nell’età evolutiva
– anche quelli dell’attenzione e dell’iperattività,
mentre il funziona-mento intellettivo limite può
essere considerato un caso di confine fra la disabilità
e il disturbo specifico.”
Ora si vuole garantire gli stessi diritti a
tutti gli studenti con BES
Con determinazioni dei Consigli di classe, risultanti dall’esame della
documentazione clinica presentata dalle famiglie e sulla base di
considerazioni di carattere psicopedagogico e didattico, le scuole
possono avvalersi anche per tutti questi alunni degli strumenti
compensativi e delle misure dispensative previste dalla Legge
170/2010 e dalle Linee guida.
“Un approccio educativo, non meramente clinico – (…) – dovrebbe
dar modo di individuare strategie e metodologie di intervento
correlate alle esigenze educative speciali, nella prospettiva di
una scuola sempre più inclusiva e accogliente, senza bisogno di
ulteriori precisazioni di carattere normativo. Al riguardo, la
legge 53/2003 e la legge 170/2010 costituiscono norme primarie
di riferimento cui ispirarsi per le iniziative da intraprendere con
questi casi.”
INCLUSIONE
DIRITTO ALLO STUDIO DI TUTTI
dalle slides di Cristina Devecchi Convegno USRL La scuola è aperta a tutti Milano 25 marzo 2013
COME?
Con una DIDATTICA INCLUSIVA!
Fondamentale è la necessità di adottare una didattica che sia
denominatore comune per tutti gli alunni e che non lasci
indietro nessuno.
In particolare il MIUR evidenzia la necessità di elaborare un
percorso individualizzato e personalizzato per tutti gli alunni
e studenti con bisogni educativi speciali, anche attraverso la
redazione di un PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO,
che serva come strumento di lavoro in itinere per gli
insegnanti ed abbia la funzione di documentare alle famiglie
le strategie di intervento programmate.
Il PDP
contempla tutte queste azioni
Attività di
recupero
Individualizzato
Misure
dispensative
Forme di
verifica e
valutazione
PDP
Strumenti
compensativi
Modalità
didattiche
personalizzate
PERCHE’COMPILARE IL PDP?
Perché permette di:
•Ripensare alla didattica
•Riflettere sull’importanza dell’osservazione sistematica
dei processi di apprendimento dell’alunno
•Documentare per decidere e/o modificare le strategie
didattiche
•Condividere la responsabilità educativa con la famiglia
101
CHE COSA È
RICHIESTO
ALLA SCUOLA ?
CONOSCERE I DSA
IMPARARE AD INDIVIDUARLI
(ad es. attraverso screening e/o
questionari)
INVIARE GLI STUDENTI ALL’ASL PER DIAGNOSI,
PRESA IN CARICO, RIABILITAZIONE
... USARE
UNA DIDATTICA ADEGUATA
ESSERE UN’ORCHESTRA DI STRUMENTI
PEDAGOGICI
COMPITO DELLA SCUOLA
non è solo insegnare a leggere e scrivere
MA
sostenere i talenti di ogni ragazzo,
evitando di far sentire inferiore agli altri
chi ha particolari
DISTURBI DI APPRENDIMENTO.
GLI INSEGNANTI, osservando bene il gruppo classe,
hanno la possibilità di rilevare le difficoltà di
apprendimento, i comportamenti anomali e gli
scostamenti dagli altri studenti.
QUINDI:
• dovrebbero evitare di parlare solo di “pigrizia”,
perchè la pigrizia può essere la spia di un malessere
da indagare
• non accanirsi nel richiedere alcune prestazioni per
loro molto difficili
L’accanimento educativo e didattico per gli alunni
con dislessia può solo acuire meccanismi di
evitamento del compito e delle prestazioni
richieste a scuola.
L’esercizio non basta.
(Farci e Orrù, 2007
OBIETTIVI DEGLI INSEGNANTI :
• ridurre il deficit funzionale
• ridurre sofferenza e disagio che accompagnano il
deficit funzionale
I soggetti con DSA non
chiedono SCONTI
chiedono di apprendere
attraverso metodologie
diverse, ma comunque di
APPRENDERE
DOBBIAMO
garantire anche a loro
IL SUCCESSO FORMATIVO
Avere difficoltà nella lettura, scrittura e calcolo
oggi costituisce una barriera importante.
Non solo rende lo studio più difficile, ma può
influire sul comportamento e sull’autostima.
Predisporre specifiche
attività di potenziamento e
recupero
È importante continuare a lavorare per migliorare o
quanto meno mantenere le abilita di lettura acquisite
... MA ...
giunti alla secondaria di primo grado, più che cercare
di aumentare la velocita o diminuire gli errori
(soprattutto se c‘è stato un buon lavoro di potenziamento gli
anni precedenti) è importante concentrarsi sul
METODO DI STUDIO,
in modo da fornire all'alunno degli strumenti che lo
rendano sempre più autonomo.
L’INTERVENTO
MESSA A FUOCO DELLE POTENZIALITÀ E NON DELLE DIFFICOLTÀ
La ricerca del miglioramento della padronanza delle
abilità strumentali deve essere condotta nei limiti di ciò
che è modificabile attraverso l’insegnamento e
l’apprendimento
Ciò che non è modificabile, va “aggirato” con l’adozione di
strumenti e misure di tipo compensativo e dispensativo
È SEMPRE più DIFFICILE!!!!
Molti insegnanti manifestano forti preoccupazioni nel
condurre una classe in modo da rispondere ai bisogni
di tutti e di ciascuno.
Ecco perché occorre utilizzare
modalità di
DIDATTICA INCLUSIVA
“L’insegnamento ci chiede l’impossibile,
ci chiede di creare legami con ogni
studente, non di creare legami con tutti i
ragazzi come se fossero un unico
studente…perché non lo sono…
La verità è che non faremo mai tutto ciò
di cui ha davvero bisogno un ragazzo .
Ma è altrettanto vero che questo non è
un buon motivo per smettere di fare del
proprio meglio”
C.A.Tomlinson, 2005
DIDATTICA INCLUSIVA
Le scelte didattiche e i cambiamenti
metodologici e di gestione che si devono
fare per aiutare un alunno con DSA
si rivelano utili a tutti gli allievi, perché
rendono più efficace la pratica didattica,
più consapevole il metodo di studio, più
duraturi e profondi gli apprendimenti.
(dal documento congiunto della convenzione AID – Giscel)
Cosa deve concordare
il CONSIGLIO di CLASSE per svolgere una
DIDATTICA INCLUSIVA?
•
•
•
•
•
•
come gestire le relazioni nella classe
come gestire la comunicazione /lezione in classe
come incrementare i lavori di coppia e di gruppo
come presentare le conoscenze
quali mediatori didattici usare
come intervenire per insegnare / rinforzare abilità /
metodo di studio
• come verificare i processi e gli apprendimenti
TUTTO SCRITTO NEL PAI
La normativa sui BES
chiede la
costruzione di un PAI
PIANO ANNUALE per l’INCLUSIONE
Ufficio III – Diritto allo studio. Istruzione non statale
Dirigente: Stefano Versari
Alle Istituzioni Scolastiche
dell’Emilia-Romagna
Loro Sedi
Oggetto: Bisogni Educativi Speciali. Approfondimenti in
ordine alla redazione del piano annuale per l’inclusività
nell’ottica della personalizzazione dell’apprendimento.
Materiali per la formazione dei docenti a.s. 2013-2014.
«La nota ministeriale prot.1551/2013 sottolinea che il
Piano annuale per l’inclusività non va “interpretato come
un piano formativo per gli alunni con bisogni educativi
speciali” ma come uno “strumento di progettazione”
dell’offerta formativa delle scuole “in senso inclusivo, è lo
sfondo ed il fondamento sul quale sviluppare una
didattica attenta ai bisogni di ciascuno nel realizzare gli
obiettivi comuni”.
Viene inoltre confermato che la redazione del PAI non
deve fornire l’occasione per categorizzare le persone ma
per individuare le situazioni problematiche e le strategie
per farvi fronte, qualificando le modalità di
insegnamento.»
NON PER CATALOGARE PERSONE,
MA PER
INDIVIDUARE PROBLEMI
ED
ELABORARE STRATEGIE DI SOLUZIONE
PIANO ANNUALE PER L’INCLUSIVITA’ (PAI)
• Scopi del PAI
• Punti essenziali da trattare tra POF e PAI
• Il PAI e le risorse professionali della scuola (o
delle scuole in rete)
• Il PAI e la razionalizzazione dell’uso delle
risorse (anche economiche)
• I piani personalizzati e l’adattamento dei
curricoli
5) Scopi del PAI
Appurato dunque che il PAI non è un documento burocratico ma uno strumento di
auto riflessione delle scuole nell’ottica del raggiungimento del successo formativo
degli allievi e del benessere psicologico nei contesti scolastici, si può cercare di
suggerire alcune, più dettagliate, piste di lavoro.
Il piano annuale per l’inclusività è il coronamento del lavoro svolto in ciascun anno
scolastico e costituisce il fondamento per l’avvio del lavoro dell’anno scolastico
successivo.
La redazione del PAI e l’assunzione collegiale di responsabilità in relazione alla sua
stesura, realizzazione e valutazione, ha lo scopo di:
- garantire l’unitarietà dell’approccio educativo e didattico dell’istituzione scolastica
- garantire la continuità dell’azione educativa e didattica anche in caso di variazione
dei docenti e del dirigente scolastico (continuità orizzontale e verticale)
- consentire una riflessione collegiale sulle modalità educative e sui metodi di
insegnamento adottati nella scuola, arrivando a scelte basate sull’efficacia dei risultati
in termini di comportamento e di apprendimento di tutti gli alunni
3) L’insegnante inclusivo
Può essere interessante riprendere un documento elaborato dalla European Agency for
Development in Special Needs Education “Profilo
dei docenti inclusivi”
2012, in cui tale profilo viene puntualizzato
in quattro valori, ciascuno dei quali
declinato in un interessante elenco di indicatori, sui quali le scuole potrebbero aprire
una attenta riflessione, proprio in relazione alla stesura del PAI.
I quattro valori di riferimento condivisi dai docenti inclusivi sono:
I. (Saper) valutare la diversità degli alunni – la differenza tra gli alunni è una risorsa
e una ricchezza
II. Sostenere gli alunni – i docenti devono coltivare aspettative alte sul successo
scolastico degli studenti
III. Lavorare con gli altri – la collaborazione e il lavoro di gruppo sono approcci
essenziali per tutti i docenti
IV. Aggiornamento professionale continuo – l’insegnamento è una attività di
apprendimento e i docenti hanno la responsabilità del proprio apprendimento
permanente per tutto l’arco della vita.
6) Punti essenziali da trattare tra POF e PAI
E’ necessario che le scuole inclusive definiscano nei loro documenti di
programmazione (POF e PAI) almeno i seguenti punti:
- la definizione, su base scientificamente validata e collegialmente condivisa,
delle modalità di identificazione delle necessità di personalizzazione
dell’insegnamento
- la definizione dei protocolli per la valutazione delle condizioni individuali e
per il monitoraggio e la valutazione dell’efficacia degli interventi educativi e
didattici
- I criteri di stesura dei piani personalizzati, della loro valutazione e della
modifica
- la definizione del ruolo delle famiglie (dalla valutazione alla
programmazione) e delle modalità di mantenimento dei rapporti
scuola/famiglia in ordine allo sviluppo delle attività educative/didattiche
personalizzate; una forte alleanza educativa con le famiglie è condizione
essenziale per la riuscita dei percorsi di personalizzazione (così come
dell’educazione e dell’insegnamento tout court)
7) Il PAI e le risorse professionali della scuola (o delle scuole in
rete)
I documenti ministeriali sui bisogni educativi speciali invitano le scuole alla
valorizzazione delle risorse professionali di cui le scuole stesse dispongono
(in termini di competenza, … affinché possano essere adeguatamente valorizzate e
messe a disposizione di tutto il corpo docente. …
Le scuole possono avvalersi di tali docenti e delle loro competenze chiedendo
direttamente il “prestito professionale” attraverso il portale on-line dell’anagrafe
(http://www.icozzanoemilia.it/joomla/index.php?option=com_content&view=article&i
d=82&Itemid =103).
Lo scambio di docenti può avvenire soltanto per via istituzionale, tra scuola e scuola;
l’intervento dell’insegnante esterno avviene a supporto alla programmazione e non
comporta alcun intervento diretto sugli allievi. Il tempo è aggiuntivo a quello di
insegnamento ed è a carico finanziario della scuola che lo richiede.
Questo esempio, attivato nella più vasta provincia dell’Emilia-Romagna, ha
caratteristiche che lo rendono replicabile sia a livello di altre province sia di reti di
scuole.
C] I PIANI PERSONALIZZATI E L’ADATTAMENTO DEI CURRICOLI
Nella scuola italiana dovrebbe esservi ormai una
consolidata tradizione di stesura di piani personalizzati.
Nella pratica effettiva, tuttavia, si riscontrano notevoli
discrepanze tra scuola e scuola e tra piano e piano.
Le difficoltà che le scuole stanno incontrando nella
stesura di piani didattici personalizzati per gli allievi con
disturbi specifici di apprendimento, sono una
testimonianza indiscutibile del fatto che la capacità di
lavorare sul singolo allievo e di descrivere puntualmente il
processo educativo e didattico non è ancora acquisita
dalla generalità degli insegnanti e dei consigli di
classe.
PERSONALIZZAZIONE DEL CURRICOLO
Nella riflessione collegiale che gli insegnanti devono effettuare per la
personalizzazione del curricolo è innanzi tutto necessario:
- identificare i contenuti essenziali delle discipline per garantire la validità del
corso di studi e del diploma rilasciato alla fine della scuola secondaria di II
grado (ovviamente se non si tratta di piano differenziato di cui alla Legge
104/92);
- scegliere obiettivi realistici (cioè che l’alunno possa effettivamente
raggiungere);
- scegliere obiettivi significativi (cioè che abbiano rilevanza per lui, anche in
vista della vita adulta);
- scegliere obiettivi razionali, di cui l’alunno possa comprendere e condividere
il significato e la rilevanza;
- definire un curricolo funzionale, cioè che miri ai diritti educativi essenziali,
per la qualità della vita presente e futura dell’allievo
CAPACITÀ DI VEDERE
Il primo consiglio è che gli insegnanti affinino la
propria “capacità di vedere” i comportamenti e di
interpretare le modalità relazionali nelle classi;
esiste uno sguardo pedagogico “uno sguardo e un
ascolto attivi, loquaci, interroganti, comprendenti,
partecipanti, non giudicanti, non intrusivi, non
"captivi", non capziosi, non repulsivi”
(www.pedagogia.it) che va coltivato attraverso la
formazione continua dei docenti (che è dovere
personale di ciascuno).
Conclusione
Si confida che quanto fornito con le note di questo Ufficio risulti utile per sostenere e
indirizzare la riflessione sulla redazione dei piani educativi e del piano annuale per
l’inclusività, così come le revisioni dei POF.
In estrema sintesi … si spera di aver chiaramente evidenziato che l’espressione
Bisogni Educativi Speciali:
- non è una diagnosi
- non è una certificazione
- non è uno stigma
è il riconoscimento del fatto che alcuni alunni possono richiedere, nel corso della loro
carriera scolastica, per tempi più o meno lunghi, una particolare accentuazione della
personalizzazione didattica, che resta fondamentale per ciascuno.
TUTTO SCRITTO NEL PAI
La normativa sui BES
chiede la
costruzione di un PAI
PIANO ANNUALE per l’INCLUSIONE
dove dimostriamo di applicare la legge
Esempi di didattica
inclusiva …
LETTURA
Le difficoltà di lettura nel DSA derivano da mancata
automatizzazione, cui si sommano difficoltà nella
memoria di lavoro, carenza del magazzino lessicale
La lettura resta un compito cognitivo e assorbe
gran parte delle energie che Interessano
trasversalmente tutte le discipline
• Meno evidenti nella pratica didattica in classe
nella scuola secondaria
• Molto invalidanti perché la lettura è la base
dello studi
LETTURA
DIFFICOLTÀ PER TUTTI
Lunghezza dei periodi
Complessità della struttura
testuale, sintattica e
grammaticale
Frasi passive, implicite,
impersonali
Presenza di espressioni poco
chiare (metafore)
Presenza di termini specialistici
Registro non riferibile all’italiano
standard
COSA FARE INSIEME
• Favorire l’apprendimento
collaborativo
• Valorizzare l’oralità e i
momenti di dibattito
(brainstorming, discussioni, analisi
collettiva di testi e immagini…)
• Promuovere momenti di
lavoro in coppia
• Programmare con frequenza
lavori di gruppo
• Costruire insieme un valido
metodo di studio
La lettura nel lavoro di gruppo
Permette di ...
• valorizzare i testi brevi e conclusi
• diversificare ampiezza, complessità, tempi…
• sviluppare cooperative learning e peer education
• sviluppare la didattica di laboratorio, lo studio
di casi, la didattica per modelli
Il lavoro di gruppo è, per un allievo con DSA, un
importante fattore di protezione
Promuovere l’apprendimento collaborativo
• Partire dall’oralità e valorizzare i momenti di
dibattito (brainstorming, discussioni, analisi
collettiva di testi, problemi, quadri,
immagini…)
• Programmare regolari momenti di lavoro in
coppia
• Programmare con frequenza lavori di gruppo
• Integrare nell’attività didattica la costruzione
di un valido metodo di studio
Lettura e lezione: cosa cambiare
• Esplicitare scopi e tipologia dei testi che si leggeranno
• Creare aspettative, favorire operazioni di anticipazione
• Sommario o mappa con poche parole chiave alla lavagna
• Facilitare l’attenzione
• Dare spazio alla discussione, all’elaborazione collettiva
(“lezione partecipata” )
• Facilitare la rielaborazione del testo
Far conoscere modelli testuali
(es. generi letterari...)
• Integrare con linguaggi visivi, il film,
l’esperienza...
• Favorire i diversi stili cognitivi e i canali di
accesso, stimola operazioni di confronto
• Integrare la lettura nella lezione (anche da parte
del docente)
• Trasmettere il gusto, il piacere della lettura
• Scegliere testi reperibili anche come audiolibro
• Esonero dalla lettura ad alta voce per DSA
Come studiano i nostri allievi?
•
•
•
•
•
•
IN GENERE …
Eseguono per prima cosa i
compiti scritti
Leggono più volte il testo
A volte evidenziano e/o
riassumono
Ripetono a voce alta da soli
o a qualcuno
Studiano per le lezioni per
il giorno dopo
Studiano per le verifiche
COSA DICONO GLI ESPERTI …
« … un metodo di studio che tenga
conto della scarsa efficienza di
lettura deve essere considerato un
fondamentale strumento
compensativo eventualmente da
affiancare a tutti gli altri, tecnologici
e didattici, indicati nei documenti
citati . …uno studente con dislessia…
non può permettersi… di leggere più
volte il materiale da studiare…»
(Cornoldi, Tressoldi, Vio : Il primo strumento compensativo
per un alunno con Dislessia. Un efficiente metodo di studio –
Dislessia N.1 gen- 2010 - Erickson ] )
SECONDO CORNOLDI
OCCORRE COSTRUIRE
UN EFFICIENTE METODO DI
STUDIO
In classe durante la spiegazione:
“La lettura per studiare massima attenzione ed eventuali
deve essere […] una
domande
ricerca predefinita di
Nel pomeriggio stesso:
informazioni e non una
rielaborazione degli “appunti” e
esplorazione senza meta
primo studio (preparazione domande)
alla fine della quale
cercare, con successive Prima della lezione successiva:
letture, di individuare cosa revisione e autoverifica della
è più importante e cosa comprensione
Prima delle verifiche: ripasso dei
non lo è.”
materiali sintetici preparati in
precedenza …
COSA DEVE FARE L’INSEGNANTE
PER TUTTI GLI ALLIEVI
• Leggere prima le parti più
importanti in classe
• Supportare i testi con film,
video, visite, schemi, tabelle,
ecc.
• Far sperimentare diversi modi
di rielaborare i testi da
studiare
• Integrare nella didattica la
costruzione del metodo di
studio
PER GLI STUDENTI CON DSA
•
•
•
•
Suggerire testi nel formato digitale
Concordare paragrafi e capitoli
indispensabili
Proporre gli stessi esercizi di lettura
assegnati alla classe, con l’uso del PC
Esaminare con attenzione i capitoli
ed eventualmente ridurli e/o
semplificarli
• Concordare con la famiglia
Audiolibri / Libri digitali - Programmi
con sintesi vocale - Chi lo aiuta a casa per
eventuali semplificazioni, riduzione...)
RIASSUMENDO
• i DSA sono disturbi dello sviluppo
• possono trovarsi (più frequentemente) in comorbilità
• sono definiti disturbi evolutivi
QUINDI
a) possono migliorare grazie a meccanismi compensativi, ma
anche peggiorare, se si ha un’esposizione ad ambiti più
complessi che richiedono di padroneggiare contemporaneamente più variabili.
b) riguardano inevitabilmente la didattica
c) possono investire ambiti specifici o anche ambiti trasversali
alle varie discipline
142
Per ottemperare alla normativa occorre:
elaborare un PDP che tenga conto di
misure dispensative
strumenti compensativi
e
strategie compensative
UN CAMBIAMENTO DELLA DIDATTICA
143
G. A. Bodner afferma:
“insegnare e apprendere non sono sinonimi:
possiamo insegnare - e insegnare bene - senza
che gli studenti imparino”.
LA SCELTA METODOLOGICA DEVE RIGUARDARE
L’INTERO GRUPPO CLASSE E NON SOLO L’ALUNNO CON
CERTIFICAZIONE
DA EVITARE …
•
•
•
•
MAPPE
SCHEMI
MEDIATORI DIDATTICI
COMPUTER
rivolti solo all’alunno/a con DSA?
I MEDIATORI SONO OPPORTUNI PER
IMPOSTARE IL LAVORO DI TUTTA LACLASSE
STRATEGIE DIDATTICHE ALTERNATIVE E COMPENSATIVE
Didattica laboratoriale
Cooperative learning, Peer education e Tutoring
Utilizzo di multimodalità/multicanalità
147
LA DIDATTICA LABORATORIALE
• pone al centro del processo lo studente
• valorizza le competenze pregresse
• costituisce uno strumento di personalizzazione
148
DIDATTICA LABORATORIALE
• Uso dei libri digitali da parte dello studente con DSA (dopo aver
appreso come fare)
• Lo studente, se maggiorenne, o un genitore, se lo studente è
minorenne (purché socio AID e fornito di diagnosi), può iscriversi alla
piattaforma di LibroAID (http://www.libroaid.it/) e scaricare le
versioni digitali (pdf) dei suoi libri di testo, che già possiede in
formato cartaceo
• I file digitali possono essere letti da una sintesi vocale
regolarmente acquistata.
149
COOPERATIVE LEARNING,
PEER EDUCATION E TUTORING
prassi che favoriscono un’istruzione individualizzata e
personalizzata e consentono di sviluppare passaggi di
esperienze, competenze e partecipazioni anche in contesti
in cui siano presenti allievi con DSA
150
Si moltiplicano le esperienze di PEER EDUCATION, strategia didattica in cui
sono i ragazzi a diventare prof e a trasmettere conoscenze e informazioni ai loro
coetanei o a “colleghi” più piccoli.
Una modalità di apprendimento attiva, giocosa ed efficace.
STUDENTI IN CATTEDRA
http://magazine.linxedizioni.it/tag/peer-education/
MOLTI PEDAGOGISTI CONDIVIDONO L’IDEA CHE BAMBINI E RAGAZZI
APPRENDANO PIÙ FACILMENTE DA UN COETANEO CHE NON DA UN
ADULTO.
«La peer educazione si basa sulla finzione, sul giocare a essere
professore», sottolinea anche Pera: «L’aspetto ludico è fondamentale
perché nessuno impara mai realmente qualcosa per dovere, ma sempre per
piacere. In questi casi, l’impatto emotivo sorregge l’esperienza didattica e
la rinforza. Perché, allora la scuola non dovrebbe giovarsene?». In effetti,
il gioco è considerato il migliore sistema inventato dalla natura per favorire
l’apprendimento.
http://magazine.linxedizioni.it/tag/peer-education/
Patto con la famiglia … e con
lo studente
È fondamentale il raccordo con la famiglia, che può comunicare alla
scuola eventuali osservazioni su esperienze sviluppate dallo studente
anche autonomamente o attraverso percorsi extrascolastici.
M. E. Bianchi e V. Rossi
Il PDP è un contratto fra
Docenti, Istituzione
Scolastiche, Istituzioni
Socio-Sanitarie e Famiglia
per individuare e
organizzare un percorso
personalizzato nel quale
devono essere definiti i
supporti compensativi e
dispensativi che possono
portare alla realizzazione
del successo scolastico degli
alunni DSA.
RICORDIAMO che PDP
significa
PIANO:
studio mirante a predisporre un'azione in
tutti i suoi sviluppi”: programma, progetto, strategia
DIDATTICO:
•
•
scopo della didattica è il miglioramento dell’
efficacia e dell’efficienza:
dell’insegnamento
dell'apprendimento dell‘allievo.
PERSONALIZZATO:
indica la diversificazione delle
metodologie, dei tempi, degli strumenti nella progettazione del lavoro
della classe
04/09/2013
TUTTO
SCRITTO
NEL
AGLI ESAMI
PDP
DAL PDP
M. E. Bianchi e V. Rossi
LE INDICAZIONI NEL PDP DEVONO
ESSERE:
•SIGNIFICATIVE
•REALISTICHE
•COERENTI
•CONCRETE E VERIFICABILI
157
MISURE DISPENSATIVE:
“Le misure dispensative sono […] interventi che
consentono all’alunno o allo studente di non svolgere
alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano
particolarmente difficoltose e che non migliorano
l’apprendimento”
(Linee guida cit., art. 1.4., p.7)
158
O PIUTTOSTO
Vediamo insieme alcuni esempi …
159
L2 èDISPENSA..ESONERO..??
CONCETTI DIVERSI, contenuti nella Legge 170/2010:
DISPENSA è dalle prove scritte, temporanea o permanente
ESONERO è dallo studio della disciplina = NON VIENE
RILASCIATO IL DIPLOMA
ATTENZIONE!
Si devono realizzare 3 condizioni:
1. indicazioni contenute nella DIAGNOSI
2. richiesta scritta della FAMIGLIA
3. ratifica del CONSIGLIO di CLASSE
Paola E. Fantoni, “Quando la dislessia entra in classe”,
Torino, maggio 2012
160
DISPENSA DALLA VALUTAZIONE DELLE PROVE SCRITTE IN
LINGUA STRANIERA
“In caso di disturbo grave e previa verifica della presenza delle condizioni previste
all’Art. 6, comma 5 del D.M. 12 luglio 2011, è possibile in corso d’anno dispensare
l’alunno dalla valutazione nelle prove scritte e, in sede di esame di Stato, prevedere
una prova orale sostitutiva di quella scritta, i cui contenuti e le cui modalità sono
stabiliti dalla Commissione d’esame sulla base della documentazione fornita dai
Consigli di Classe.” dalle Linee Guida, 2011, pag. 20
La totale dispensa dalla forma scritta è in genere sconsigliata, anche se
disposta dall’art. 6, comma 5 del DM 5669/2011. E’ preferibile una didattica
basata sull’ascolto e su supporti visivi sostenendo, però, l'approccio attraverso
il testo scritto, anche in forma ridotta o semplificata, con l’ausilio di strumenti
compensativi .
PRIVILEGIARE LA FORMA ORALE
• Privilegiare sempre la comunicazione orale e ridurre al
minimo quella scritta.
• Privilegiare la comunicazione orale senza rinunciare a
quella scritta.
• Privilegiare la comunicazione orale rispetto alla scritta.
• In caso di difficoltà, privilegiare la comunicazione orale
rispetto alla scritta.
• Verificare sempre che l'alunno non sia penalizzato dalla
comunicazione scritta ed eventualmente privilegiare l'orale.
STRUMENTI COMPENSATIVI
SPECIFICI:
FUNZIONALI:
Sostituiscono in modo diretto e
specifico una abilità: lettura,
scrittura, grafia, ortografia, calcolo,
numero, ecc.:
•Sintesi vocale
•Calcolatrice
•Correttore ortografico
•Lettore esterno
•Penne con impugnatura speciale
•Quaderni specifici
Supportano alcune funzioni (come la
memoria procedurale, gli automatismi,
l’organizzazione delle informazioni,
ecc.:
•Tavola pitagorica
•Promemoria con le regole e le
formule
•Sequenza dei mesi
•Testi con carattere più leggibile
•Audiolibri
•Mappe concettuali
163
Uso del registratore:
Uso del traduttore elettronico:
“PC in the corner”
164
165
Utilizzo di supporti per il calcolo (non tecnologici):
PARTE INTERA
k
h
PARTE DECIMALE
da
u
,
d
c
m
,
,
,
Ex. Tabella per l’incolonnamento delle addizioni
(su carta o lucido)
Ex. Misure di Lunghezze
chilometri
ettometri
decametri
METRI
decimetri
centimetri
millimetri
km
hm
dam
m
dm
cm
mm
166
E la valutazione?
Dalla normativa …
La valutazione deve concretizzarsi in una prassi che
espliciti concretamente le modalità di differenziazione
a seconda della disciplina e del tipo di compito,
discriminando fra ciò che è espressione diretta del
disturbo e ciò che esprime l’impegno dell’allievo e le
conoscenze effettivamente acquisite.”
( L. G., pagg. 18 e 28)
“GIUSTIZIA
non significa dare a tutti le stesse
cose, ma dare a ciascuno ciò che a lui
è necessario.
Per essere giusti bisogna quindi trattare
diversamente.”
(Lavoie)
E L’ESAME DI STATO?
C. M. n. 48 - Roma, 31 maggio
2012
ESAME di STATO conclusivo del PRIMO CICLO di istruzione.
Istruzioni a carattere permanente
Possiamo riassumere così gli accorgimenti per gli
studenti con DSA:
• Uso di tutti gli strumenti compensativi di cui hanno fruito
durante il corso dell’anno scolastico ed esplicitati nel proprio PDP
• Per la decodifica del testo si possono scegliere percorsi diversi,
sempre nel pieno rispetto delle esigenze di ogni singolo studente:
sintesi vocale, lettura dei testi delle prove scritte da parte di
un componente la commissione.
• Tempo aggiuntivo per lo svolgimento delle prove scritte.
• Valutazione attenta al contenuto piuttosto che alla forma.
Di rilievo sono le disposizioni contenute nel D.M. n.
5669 del 12 luglio 2011 ed, in particolare,
gli
artt. 4, Misure educative e didattiche e
6, Forme di verifica e valutazione:
L’art. 4 – Misure educative e didattiche – richiama le
Istituzioni scolastiche ad “(..) attuare i necessari
interventi pedagogico-didattici (..) attivando percorsi di
didattica individualizzata e personalizzata (..). I percorsi
didattici individualizzati e personalizzati articolano gli
obiettivi, compresi comunque all’interno delle indicazioni
curricolari nazionali (..) sulla base del livello e delle
modalità di apprendimento dell’alunno (..), adottando
proposte di insegnamento che tengano conto delle abilità
possedute e potenzino anche le funzioni non coinvolte nel
disturbo”.
Art. 6 -
Decreto attuativo
3. Le Commissioni […] tengono in debita considerazione le
specifiche situazioni soggettive, le modalità didattiche e
le forme di valutazione individuate nell’ambito dei
percorsi didattici individualizzati e personalizzati.
Sulla base del disturbo specifico, anche in sede di
esami di Stato, possono riservare ai candidati tempi
più lunghi di quelli ordinari. Le medesime Commissioni
assicurano (…) l’utilizzazione di idonei strumenti
compensativi e adottano criteri valutativi attenti
soprattutto ai contenuti piuttosto che alla forma, sia
nelle prove scritte, […] prove nazionali INVALSI […], sia
in fase di colloquio.
In data 24 aprile 2013 è stata promulgata l’ Ordinanza
ministeriale n. 13 per lo svolgimento degli esami di Stato
conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di
secondo grado nelle scuole statali e non statali.
La sessione degli ESAMI DI STATO inizia il giorno 19 giugno 2013
Art.18
ESAME DEI CANDIDATI CON DSA
ESAME di STATO
OM n 13 del 14/04/13 - art.18 Esame dei candidati con DSA
Commissione d’esame – (….) - considerati eventuali
elementi forniti dal Consiglio di classe, terrà in debita
considerazione le specifiche situazioni soggettive,
adeguatamente certificate, relative ai candidati affetti da
disturbi specifici di apprendimento (DSA), in particolare, le
modalità didattiche e le forme di valutazione individuate
nell’ambito dei percorsi didattici individualizzati e
personalizzati. A tal fine il Consiglio di classe inserisce nel
«1. La
documento del 15 maggio … il Piano Didattico
Personalizzato o altra documentazione predisposta ai sensi
dell’art.5 del DM n. 5669 del 12 luglio 2011.»
./…
« Per i candidati che utilizzano la sintesi vocale, la
Commissione può provvedere alla trascrizione del testo su
supporto informatico. In particolare, si segnala l’opportunità
di prevedere tempi più lunghi di quelli ordinari per lo
svolgimento della prove scritte, di curare con particolare
attenzione la predisposizione della terza prova scritta, con
particolare riferimento all’accertamento delle competenze
nella lingua straniera, di adottare criteri valutativi attenti
soprattutto al contenuto piuttosto che alla forma.
Al candidato potrà essere consentita la utilizzazione di
apparecchiature e strumenti informatici nel caso in cui siano stati
impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti
giovevoli nello svolgimento dell’esame, senza che venga pregiudicata la
validità delle prove.»
E LE LINGUE STRANIERE ?
PERCORSO ORDINARIO CON SOLA DISPENSA DALLE PROVE
SCRITTE DI LINGUA STRANIERA
«3. Per quanto riguarda i candidati con diagnosi di DSA, che (…) hanno seguito
un percorso didattico ordinario, con la sola dispensa dalle prove
scritte ordinarie di lingua/e straniera/e, la Commissione, nel caso
in cui la lingua straniera sia oggetto di seconda prova scritta, dovrà
sottoporre i candidati medesimi a prova orale sostitutiva della prova
scritta.
La Commissione, sulla base della documentazione fornita dal Consiglio di
classe, stabilisce modalità e contenuti della prova orale, che avrà luogo
nel giorno destinato allo svolgimento della seconda prova scritta, al
termine della stessa, o in un giorno successivo, …. Il punteggio, in
quindicesimi, viene attribuito dall'intera commissione a maggioranza,
compreso il presidente, secondo i criteri di conduzione e valutazione
previamente stabiliti in apposita o apposite riunioni …»
PERCORSO DIDATTICO DIFFERENZIATO, CON ESONERO DALL’INSEGNAMENTO
DELLA/E LINGUA/E STRANIERA/E
2. I candidati con diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento
(DSA), che, ai sensi dell’art.6, comma 6, del DM n.5669 del 12 luglio 2011,
hanno seguito un percorso didattico differenziato, con esonero
dall’insegnamento della/e lingua/e straniera/e, e che sono
stati valutati dal consiglio di classe con l’attribuzione di voti e di
un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale
piano possono sostenere prove differenziate, coerenti con il
percorso svolto finalizzate solo al rilascio dell'attestazione di cui
all'art. 13 del D.P.R. n. 323/1998.
Per detti candidati, il riferimento all’effettuazione delle prove
differenziate va indicato solo nella ATTESTAZIONE e
non nei tabelloni affissi all’albo dell’istituto.
RIASSUMENDO: LINGUE STRANIERE
DISPENSA o ESONERO?
DISPENSA DALLE PROVE SCRITTE
temporanea o permanente
= VIENE RILASCIATO
IL DIPLOMA
PERICOLO:
se solo orale, i dislessici non
avranno alcun gancio a cui
“appendere” il loro
apprendimento.
ESONERO DALLO STUDIO DELLA
DISCIPLINA
= NON VIENE
RILASCIATO IL
DIPLOMA
Si ricorda che per ottenere la dispensa o
l’esonero sono necessarie tre condizioni:
1. la presenza dell’indicazione scritta nella
diagnosi,
2. la richiesta scritta della famiglia e/o dello
studente, se maggiorenne,
3. la ratifica del Consiglio di Classe
TERZA PROVA SCRITTA CON LINGUE
STRANIERE
Qualora la lingua o le lingue straniere siano coinvolte nella
terza prova scritta, gli accertamenti relativi alla lingua o alle
lingue straniere sono effettuati dalla commissione per mezzo
di prova orale sostitutiva nel giorno destinato allo svolgimento
della terza prova scritta, al termine della stessa, o in un
giorno successivo, purché compatibile con la pubblicazione del
punteggio complessivo delle prove scritte e delle prove orali
sostitutive delle prove scritte nelle forme e nei tempi previsti
nell’art. 15, comma 8. I risultati della prova orale relativa alla
lingua o alle lingue straniere coinvolte nella terza prova scritta
sono utilizzati per la definizione del punteggio da attribuire alla
terza prova scritta.
IN SINTESI all’esame:
Gli studenti con diagnosi di DSA possono utilizzare tutti gli strumenti compensativi indicati
nel proprio PDP.
L’accesso alla decodifica delle consegne delle prove scritte può avvenire in due modi :
- Sintesi vocale
- Lettore umano, cioè un componente della commissione che legge i testi delle prove
Hanno diritto a tempi aggiuntivi per l’espletamento delle prove
Hanno diritto a una particolare attenzione nella predisposizione della terza prova scritta (si
ricorda che i quesiti per la 3^ prova devono essere di numero uguale a quelli dati alla
classe, ma possono essere ridotti in termini di complessità, come prevede il dm
429/2000: ad es. Con quesiti a risposta multipla, oppure con parole chiave o
schemi/guida prodotti nel corso dell'anno e debitamente indicati nel PDP . Inoltre gli
studenti con DSA non dovrebbero essere tenuti a rispettare il numero di righe previsto
per gli altri studenti, ma possono fornire risposte più brevi.)
Nella fase del colloquio, la commissione terrà conto, in ordine alle modalità di interrogazione
usate anche in corso d’anno, delle capacità lessicali ed espressive del candidato con DSA ,
adeguando le richieste alle complessive capacità del candidato e adottando criteri
valutativi attenti soprattutto al contenuto piuttosto che alla forma.
Nelle lingue straniere la prova di colloquio avrà carattere compensativo nel caso in cui l'esito
delle prove scritte non sia ritenuto soddisfacente
Nel DIPLOMA FINALE
rilasciato al termine degli esami
non viene fatta menzione delle modalità di
svolgimento e della differenziazione delle
prove”.
Dove
dimostriamo
di applicare la
legge?
Scrivendo tutto
nel POF
nel PDP
nel PAI
per tutti gli
studenti con BES
Quali rischi corriamo se non
compiliamo il PDP?
M. E. Bianchi e V. Rossi
TORINO, 6 NOVEMBRE 2012
Circ. Reg. n. 547 Prot. N.12563/U
OGGETTO: Diritto allo studio degli alunni/e e degli
studenti/studentesse con disturbi specifici di apprendimento:
ricognizione delle più recenti pronunce giurisprudenziali.
DISPENSA/ESONERO LINGUE STRANIERE
“Se in presenza di un alunno con disturbi specifici di apprendimento
la scuola non rispetta le indicazioni studiate da esperti del
settore e trasposta in leggi, regolamenti e circolari e note
ministeriali, per sopperire a tali difficoltà con misure di sostegno
individualizzate, che sicuramente implicano un maggior impegno
per gli insegnanti, la valutazione finale del consiglio di classe è
“inutiliter data”, perché non supportata da quel percorso
pedagogico specifico che consente all’alunno in questione di far
emergere le proprie competenze ed agli insegnanti di valutarlo
con l’ausilio degli strumenti appropriati”.
(Sentenza n. 122/2011)
TAR TOSCANA
Sentenza N.346 /2013
Annullamento del giudizio di non ammissione alla classe
seconda per alunno di prima secondaria di primo grado.
La scuola non ha posto in essere gli adempimenti ritenuti
necessari per far fronte alle necessità scolastiche di un alunno
affetto da DSA, quindi
è annullato il giudizio di non ammissione alla classe successiva
NON CONFORMITÀ DEL PDP E MANCATO
MONITORAGGIO DEGLI INTERVENTI EFFETTUATI
DURANTE L’ANNO
TAR Friuli Venezia Giulia - Sez. I –
Sent. 12/01/2012 n. 9
“Ove sia dimostrato che la scuola ha posto in essere gli
adempimenti ritenuti necessari per far fronte alle
necessità scolastiche di un alunno affetto da DSA, è
legittimo il giudizio di non ammissione alla classe
successiva che abbia riportato una grave
insufficienza a seguito della verifica di recupero del
debito formativo nella materia caratterizzante l’indirizzo
di studio; infatti la legge 170/2010 è finalizzata a
garantire il successo formativo e non a garantire
sempre e comunque la promozione alla classe
successiva”.
RICORDATE CHE:
Iniziare un nuovo cammino spaventa.
Ma dopo ogni passo che percorriamo ci
rendiamo conto di come era pericoloso
rimanere fermi.
Benigni
GRAZIE PER L’ATTENZIONE