Strutture di Astrazione - Società Italiana di Filosofia Analitica

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Strutture di astrazione
Gianluca Paronitti1,2, Luciano Floridi3,2,4, Jeff W. Sanders5,2
1
Dipartimento di Logica ed Epistemologia, Università di Roma “La Sapienza”.
Information Ethics Group, Oxford University. 3 Dipartimento di Scienze Filosofiche,
Università degli Studi di Bari. 4 Faculty of Philosophy, Oxford University.
5
Programming Research Group, Oxford University Computing Laboratory.
2
Indirizzo per comunicazioni: [email protected]
Uno dei principali problemi nello studio della mente e della sua
“collocazione” consiste nell’identificazione del corretto Livello di
Astrazione a cui le varie descrizioni fenomeniche e le corrispondenti
ipotesi esplicative possono essere sviluppate e confrontate. L’articolo
contribuisce all’attuale dibattito metodologico in filosofia della mente
analizzando due nozioni fondative, quella di modello e quella di
simulazione, sulla base del concetto di Livello di Astrazione.
L’ambito è quello del Metodo delle Astrazioni, proposto in Floridi e
Sanders [2003]. Il Metodo delle Astrazioni si basa su una particolare
branca dell’informatica teorica, quella dei Metodi Formali (Roever e
Engelhardt [1998]; Woodcock e Davies [1996]), dove la matematica
discreta è utilizzata per descrivere analiticamente le specifiche del
comportamento di sistemi che elaborano informazioni. I sistemi sono
descritti in termini di osservabili e regole di transizione, cioè come
sistemi di transizione. Le descrizioni comportano l’utilizzo di variabili
che rappresentano osservabili nella realtà, astraendo da altri eventuali
osservabili. L’idea di fondo del Metodo delle Astrazioni è che tale
processo di filtraggio sia ineliminabile in qualsiasi accesso alla realtà. Il
tentativo di sondare un sistema in maggiore profondità produce una
maggiore astrazione delle teorie e degli oggetti teorici che descrivono
tale sistema. Il Metodo delle Astrazioni si presenta quindi come uno
strumento per organizzare e chiarificare le varie teorie che intendono
fornire una spiegazione della realtà o della conoscenza.
La principale tesi dell’articolo è che “modello” e “simulazione” non
possano essere pensati come nozioni a sé stanti, ma che la loro natura
possa essere chiarita nei termini di tipi di relazioni tra sistemi di
transizione. Nello specifico, si argomenta che la relazione di
simulazione è una relazione tra gli osservabili di sistemi di transizione,
mentre il modello è una relazione tra le regole di transizione di questi
sistemi.
Dati questi due nuovi tipi di relazioni, è possibile arricchire con
ulteriori strutture di analisi il Metodo delle Astrazioni, estendendo la
sua applicabilità. Queste strutture sono discusse nell’articolo come
“Reti di Astrazione”.
Le Reti di Astrazione permettono di (i) confrontare e organizzare in
maniera rigorosa teorie diverse, (ii) risolvere interpretazioni di sistemi
apparentemente contraddittorie, (iii) affrontare alcuni difficili problemi
concettuali in ambito filosofico e cognitivista come quello delle
proprietà emergenti.
L’articolo è strutturato in quattro sezioni:
1. Introduzione: Spiegazione e Descrizione
Vengono presentati brevemente i termini del dibattito sulla nozione di
spiegazione e di descrizione. Si evidenzia il ruolo dei Livelli di
Astrazione in tale dibattito, mostrando come diverse concezioni degli
osservabili e delle regole di transizione producano diverse nozioni di
spiegazione o di descrizione (Sellars [1963], McCulloch [1989]).
2. Livelli di Astrazione
2.1. La nozione di interfaccia: la costruzione di osservabili e regole
Il concetto di interfaccia è introdotto per comprendere il modo di
accedere alla realtà e di costituire insiemi di osservabili, che
rappresentano la prima nozione costituente dei Livelli di Astrazione. La
nozione di regola di transizione viene quindi introdotta per connettere
dinamicamente gli osservabili.
2.2. Livelli di Astrazione e Reti di Astrazione: prime strutture
La nozione di Rete di Astrazione, come insieme di relazioni tra Livelli
di Astrazione, viene utilizzata come difesa per la possibile obiezione di
relativismo.
3. Relazioni e Livelli di Astrazione
3.1. La relazione di simulazione: come le descrizioni emergono
dall’utilizzo dei livelli di Astrazione
La simulazione è analizzata come una relazione tra gli osservabili di un
sistema simulato e quelli di un sistema simulatore. Data la differenza
tra la descrizione di sistemi matematici e quella di sistemi fisici si
devono specificare due tipi di relazione di simulazione, una
matematica, l’altra sinestetica.
3.2. La relazione di modellizzazione: spiegazioni e livelli di astrazione
Il modello è definito come la relazione tra le regole di transizione di
due sistemi di transizione. Il modello così concepito diviene l’elemento
fondativo della nozione di spiegazione.
3.4. Immersione e rarefazione: il senso della realtà
Viene spiegato come, costruendo Reti di Astrazione, si possa
giustificare l’intuizione di gerarchie tra Livelli di Astrazione. Questa
porta con sé l’idea errata di una realtà o di una struttura ultima che
invece l’uso del Metodo delle Astrazioni evita.
4. Conclusioni
Molte scienze fanno uso dei Livelli di Astrazione, anche se non
utilizzano la stessa terminologia. Importare nella discussione filosofica
sulla mente (ma non solo) questo strumento permette di analizzare con
notevole rigore alcune delle questioni più controverse. Nelle
conclusioni si offre una panoramica sugli sviluppi che il Metodo delle
Astrazioni potrebbe avere.
Riferimenti
Floridi, L. and Sanders, J. W. (2003) The Method of Levels of
Abstraction, Yearbook of the Artificial. Nature, Culture and
Technology. Models in Contemporary Sciences (M. Negrotti,
ed.) Peter Lang, Bern.
McCulloch, G. (1989) The Game of the Name: Introducing Logic,
Language, and Mind, Clarendon Press, Oxford.
Roever, W.-P. d. and Engelhardt, K. (1998) Data Refinement: ModelOriented Proof Methods and their Comparison, Cambridge
University Press, New York.
Sellars, W. (1963) Science, Perception and Reality, Routledge &
Kegan Paul, London.
Woodcock, J. and Davies, J. (1996) Using Z: Specification, Refinement,
and Proof, Prentice Hall, Oxford.
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