Documento - Giuseppe Di Bella

annuncio pubblicitario
02lug 13 dal Blog di Gioia Locati de il Giornale.it
Un altro studio sui retinoidi anticancro, ignoreremo anche
questo?
È stato pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences ( PNAS ) l’ultimo
lavoro dedicato ai retinoidi e ai tumori. La molecola, derivata dalla vitamina A, in vitro e sulle
cavie, ha rivelato le sue proprietà antitumorali. Provoca l’apoptosi ( ossia la distruzione ) delle
cellule maligne del tumore al seno e della prostata.
Tumori solidi, dunque. Ricordiamo che – a parte Luigi Di Bella che, dagli anni Cinquanta aveva
compreso le potenzialità immense dei retinoidi e il figlio Giuseppe che cura i tumori anche con
l’acido retinoico – la medicina tradizionale impiega questa molecola solo nella cura della leucemia
promielocitica acuta. Non dimentichiamoci neppure che una variante sintetica dei retinoidi (
fenretinide ), secondo ampi studi, dimezzerebbe i tumori al seno ma non viene nemmeno presentata
come possibilità di cura alle donne che si ammalano. Al contrario viene loro diffusamente proposta
la chemioterapia quando si sa che non ha alcun effetto sulle cellule maligne da tumore al seno (
come afferma, lo leggerete nelle righe qui sotto, Carlo Maria Croce, direttore del Cancer Center di
Colombus nell’Ohio che abbiamo intervistato perchè cofirmatario dello studio appena pubblicato).
Lo studio è stato condotto dall’Università La Sapienza di Roma in collaborazione con il Cancer
Center di Columbus, nell’Ohio.
I ricercatori hanno dimostrato che stimolando un particolare recettore presente nelle cellule
cancerose, il TLR-3, si innesca la produzione di specifici microRNA che rendono le cellule sensibili
all’azione dell’acido retinoico. È quest’ultimo poi a provocare la morte delle cellule cancerose.
“È la prima volta che indaghiamo sui retinoidi – ha detto Elio Ziparo, ordinario di Istologia ed
embriologia a La Sapienza di Roma – ma ci siamo già occupati del TLR-3: è un gene che regola lo
sviluppo dei moscerini e che, negli umani, controlla il sistema immunitario di base. Questo gene,
stimolato da una molecola sintetica ( poly 1: C) induce le cellule a produrre i recettori per l’acido
retinoico, è come se aprisse le toppe per le serrature su ogni cellula. A questo punto c’è il via libera
per l’acido retinoico, capace di far morire le proliferazioni maligne. Anche nel topo da laboratorio,
divenuto immunosoppresso per poter sviluppare il cancro, il tumore si è ridotto”.
Ziparo presenta un’altra interessante conseguenza: “Ad Anatomia abbiamo analizzato i campioni di
tessuti umani malati e abbiamo osservato, sia nel caso del tumore mammario che in quello alla
prostata, che le parti di tessuto esenti da tumore hanno i recettori per l’acido retinoico accesi, quelle
cancerose hanno gli stessi recettori spenti ( significa che quando il corpo è sano, l’acido retinoico è
assimilabile dall’organismo, quando è malato no), per questo stiamo valutando di estendere la
nostra ricerca”.
Vi occuperete ancora di acido retinoico?
“Sicuramente”.
A Carlo Maria Croce abbiamo inviato le domande via mail, per ovviare alla linea telefonica
disturbata.
1. Professore, che direzione sta prendendo la ricerca sul cancro? In Italia gli oncologi
dimostrano di non allontanarsi mai dal binario tracciato dalla chemioterapia, neppure
quando possono usare un “farmaco mirato, di ultima generazione“. Cosa pensa dello studio su
Nature, molto critico verso la chemioterapia?
1. “Mentre la chemioterapia, anche se tossica, è riuscita ad avere un grande impatto nel trattamento
di malattie molto gravi come le leucemie acute o i tumori del testicolo , portando a remissione
completa ed anche guarigione, non si puo’ dire altrettanto per quanto riguarda i tumori maligni piu’
comuni, come quelli del polmone, del seno e del colon/retto. Adesso sta avvenendo uno shift dalla
chemoterapia alle terapie “targeted”, che implicano meno tossicita’ e piu’ probabilita’ di remissione
completa.
I progressi sono considerevoli e continueranno. Non credo sia vero che nel futuro i tumori saranno
sempre trattati con la chemoterapia. Questa idea mostra una scarsa comprensione dei meccanismi
patogenetici del cancro e di come affrontarli.”
2. I retinoidi, per le loro capacità “differenzianti” e apoptotiche, e per la loro non tossicità (
fatta eccezione per il periodo della gestazione ) non possono rappresentare un’ottima
alternativa alla chemioterapia?
2. “Purtroppo la ‘Differentiation Therapy’ puo’ essere applicata solo a poche malattie neoplastiche,
per esempio nel caso della leucemia promielocitica acuta, dove il trattamento con retinoidi ed
arsenico riesce persino a curare il cancro”.
3. Molte mie lettrici ( compresa la sottoscritta ) si illusero quando Umberto Veronesi annunciò
i risultati di uno studio multicentrico condotto su 2.867 donne. Fu dimostrato che assumere
fenretinide ( derivato di sintesi dei retinoidi) in premenopausa dimezza il rischio di recidive
alla mammella, in tutti i tipi di tumore mammario. L’ annuncio venne fatto nel 2006 e noi
stiamo ancora aspettando il farmaco.. Ecco lo studio.
3. No comments
4. Che terapia suggerirebbe a una donna operata due anni fa di tumore al seno con recettori
ormonali positivi, nessun linfonodo intaccato, che fece dopo intervento radioterapia,
chemioterapia e blocco ormonale più tamoxifene e che ora ha 14 metastasi? Di rifare tutto
quello che ha fatto anche se non le è servito a nulla?
4. “Come le ho detto prima la chemoterapia/radiation therapy non curano la paziente, ma possono
rallentare la malattia. Nel futuro, quando ulteriori targets saranno identificati, la terapia sara’ molto
piu’ efficente e meno tossica. La chemoterapia sara’ dimenticata.”
5. Visto che il Metodo Di Bella contempla i retinoidi cosa ne pensa di questa terapia?
Il figlio del professore, Giuseppe, ha pubblicato i seguenti lavori. Cliccate qui e qui e qui.
Non pensa che con la sperimentazione del 1998 ( durata 3 mesi e su malati terminali )
l’Oncologia si sia giocata una chance di cura sufficientemente buona?
5. “Di Bella era un ciarlatano ed il metodo Di Bella non funziona.Amen!”
6. Perchè lo definisce ciarlatano ( aveva 4 lauree ), perchè il ministero italiano ne bocciò la
terapia? E se lei vedesse i malati in remissione ( dopo cartelle cliniche e istologico )
cambierebbe idea?
6.”Perche’ la sua cosiddetta terapia era campata in aria e senza alcuna base scientifica!!! Avere
qualche laurea non significa molto!!! guardi ai politici italiani! Ha fatto molto danno. Molti pazienti
hanno abbandonato terapie validate per le puxxxxxte di Di Bella. Avrebbero dovuto mandarlo in
galera insieme a quelli che lo hanno fatto sperimentare”.
Scarica