Sintesi del saluto di Sua Eminenza il Cardinale Angelo Bagnasco Vice Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE) Al IV Convegno Europeo di Pastorale Giovanile Roma, 11-13 dicembre 2014 Insieme ai vescovi delle Conferenze episcopali d’Europa sono grato che abbiamo potuto organizzare questo convegno insieme al Pontificio Consiglio per i Laici. Il Papa ci ha detto che c’è un grande bisogno e desiderio di un messaggio gioioso di speranza che è Cristo. Senza dimenticare che ci troviamo nel cammino verso le GMG. Voglio fare tre passi, servendomi di Evangelii Gaudium. 1. Il n. 64 di Evangelii Gaudium definisce contesto nel quale ci troviamo tutti quanti, specialmente voi giovani che avete la parabola della vita davanti. “Il processo di secolarizzazione tende a ridurre la fede e la Chiesa all’ambito privato e intimo. Inoltre, con la negazione di ogni trascendenza, ha prodotto una crescente deformazione etica, un indebolimento del senso del peccato personale e sociale e un progressivo aumento del relativismo, che danno luogo ad un disorientamento generalizzato, specialmente nella fase dell’adolescenza e della giovinezza, tanto vulnerabile dai cambiamenti”. Il Papa dipinge il contesto sociale nel quale noi, voi giovani, siamo chiamati a vivere con fiducia. Al n. 80 Papa Francesco specifica il concetto si relativismo: “Questo relativismo pratico consiste nell’agire come se Dio non esistesse, decidere come se i poveri non esistessero, sognare come gli altri non esistessero, lavorare come se quanti non hanno ricevuto l’annuncio non esistessero”. 2. Al n. 24 il Santo Padre invita ad essere una Chiesa in uscita “La Chiesa “in uscita” è la comunità di discepoli missionari che prendono l’iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano”. Basta questo per richiamare l’insegnamento del Papa: essere chiesa in uscita nel mondo di oggi, marcato dalla secolarizzazione e dal relativismo. L’uomo è in costituzione creato per stare con l’altro. Se taglia questo legame con l’altro nega se stesso, vive in tristezza, non all’altezza della sua bellezza e minaccia la comunione della società. La società rischia di diventare una moltitudine multiforme e isolata. 3. L’aspetto missionario. Vorrei citare al riguardo il n. 120 dell’esortazione apostolica: “Ciascun battezzato, qualunque sia la sua funzione nella Chiesa e il grado di istruzione della sua fede, è un soggetto attivo di evangelizzazione e sarebbe inadeguato pensare ad uno schema di evangelizzazione portato avanti da attori qualificati in cui il resto del popolo fedele fosse solamente recettivo delle loro azioni”. L’Evangelizzazione è una vocazione globale che riguarda tutto popolo di Dio. Non ci sono specialisti di evangelizzazione. Lo specialista è il battezzato. “Se uno ha realmente fatto esperienza dell’amore di Dio che lo salva, non ha bisogno di molto tempo di preparazione per andare ad annunciarlo, non può attendere che gli vengano impartite molte lezioni o lunghe istruzioni.” Spesso sentiamo “non sono capace, non sono preparato, etc.” (cf. Profeti), comprendiamo queste proteste, ma il Papa dice che non è necessario avere paura. Non un lungo insegnamento, ma Cristo. “Il tuo cuore sa che la vita non è la stessa senza di Lui, dunque quello che hai scoperto, quello che ti aiuta a vivere e che ti dà speranza, quello è ciò che devi comunicare agli altri.” (n.121). Questo ci porta al centro della dimensione missionaria: andare sulla strada e sui tetti per annunziare il Vangelo. Grazie.