i paradossi della meccanica quantistica ed i fenomeni paranormali

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I PARADOSSI DELLA MECCANICA QUANTISTICA ED I FENOMENI
PARANORMALI
di Bruno Severi
INTRODUZIONE
Il presente articolo intende descrivere certi fatti assai strani che sono comparsi nello studio dei
fenomeni quantistici o atomici. La presenza di queste stranezze ha costretto gli scienziati a
formulare leggi fisiche che valgono solo per il mondo atomico, essendo le leggi della fisica classica
inadeguate a descrivere i fenomeni dell'infinitamente piccolo.
La loro stranezza ha indotto qualcuno ad ipotizzare una certa analogia tra essi ed i fenomeni
paranormali. In altre parole, mentre nel mondo macroscopico osserviamo i fenomeni paranormali, a
livello ultramicroscopico troviamo analoghi fenomeni altrettanto inspiegabili e strani, i cosiddetti
paradossi della Meccanica Quantistica (MQ), appunto. Con questo non voglio affermare che in
entrambi i casi si tratti della medesima ed identica cosa.
Mi limito soltanto a dire che se la scienza e' costretta, suo malgrado, ad accettare la presenza di
fenomeni inspiegabili e che si pongono al di fuori di ogni logica corrente nel mondo atomico, non
vedo perche' faccia tanta opposizione ad accettare simili fenomeni anche a livello macroscopico, sia
pure in linea di principio.
Scopo di questo articolo e' appunto quello di descrivere alcuni dei paradossi della MQ e nel
richiamare la loro stretta somiglianza con i fenomeni paranormali.
Ho accennato prima che questi paradossi quantistici sono in contraddizione con i principi basilari
della logica corrente. Vediamo ora su cosa e' basata questa logica che viene riconosciuta
fondamentale ed indiscutibile dalla Scienza, quella Scienza con la S maiuscola.
Principi fondamentali:
Realismo Afferma, in breve, che esiste una realta' oggettiva indipendentemente da noi.
Inferenza induttiva Afferma che da fatti certi si possono ragionevolmente ricavare o dedurre altri
fatti da considerarsi certi.
Causalita' Ogni fenomeno in natura e' provocato da una causa che lo precede nel tempo.
Riduzionismo Ogni sistema fisico e' equivalente alla somma dei suoi componenti. Di conseguenza,
anche i sistemi biologici ed i processi mentali sono riducibili esclusivamente ai meccanismi
biochimici e biofisici che li sostengono.
Recentemente e' stata aggiunto, ai precedenti principi, quello riguardante la Velocita' della luce, la
quale non puo' assolutamente essere superata, come stabilito da Einstein nella teoria della
RELATIVITA'. Ricordo che in Fisica se un qualcosa riuscisse mai a superare la velocita' della luce,
esso andrebbe indietro nel tempo, dal futuro al passato, almeno in certe condizioni.
Questi principi, ma anche altri che non illustro, sono stati messi in seria discussione dalla MQ. Il
mondo, per essa, non e' affatto come sembra e come abbiamo sempre pensato che dovesse essere. E'
al contrario, costituito da relazioni e da comportamenti che ci appaiono in buona parte in disaccordo
con quelle leggi della natura che la scienza ha creduto fossero universali ed eterne, sia a livello
macroscopico, sia a livello microscopico. In altre parole, la MQ non e' soltanto una formidabile
teoria che ha avuto numerosissime conferme sperimentali, ma rappresenta anche un nuovo modo di
concepire la realta' ponendoci al di la' di quegli schemi che da sempre hanno retto il pensiero
scientifico e filosofico occidentale. Ancora oggi troviamo notevoli difficolta' ad adeguarci a questa
nuova logica e ad abbandonare modelli di pensiero profondamente radicati negli strati piu' profondi
della nostra psiche.
IL MONDO PROBABILISTICO
Principio di Indeterminazione
Nel mondo dell'atomo si e' scoperto che le cose non avvengono in modo deterministico, il principio
di causa-effetto e' un vago ricordo, 1+1 non fa necessariamente 2 anzi, il risultato di questa
semplice addizione puo' variare ampiamente entro un certo intervallo di valori.
Si dice, sostanzialmente, che la conoscenza intima della natura, a questi livelli ultramicroscopici,
non puo' essere raggiunta con assoluta precisione.
Concetti semplicissimi, come quelli di velocita', posizione ed energia di un corpo, a livello subatomico cambiano completamente il loro significato ed il loro grado di conoscibilita'. Non c'e' piu'
una particella che si trova qui, con una certa velocita' ed una precisa energia in un dato momento.
Esiste invece una particella (ed anche su questo termine la MQ avrebbe molto da discutere) che e'
piena di incertezze riguardo al suo stato fisico.
Se arriviamo con i nostri strumenti a determinare con precisione uno di questi parametri, nello
stesso tempo proiettiamo tutti gli altri in un cono d'ombra pieno di incertezze. Il massimo che
possiamo ottenere e' una comprensione molto parziale di questi fenomeni; non ci e' possibile avere
una fotografia di una particella elementare in cui siano evidenti tutti i suoi dettagli nello stesso
tempo.
Sul piano scientifico e sul piano filosofico ne deriva che in virtu' di questo Principio di
Indeterminazione non e' possibile, e non lo sara' mai, avere una esatta conoscenza della natura.
La cosa importante e' che questa mancanza di precisione nel descrivere questi fenomeni quantistici
non dipende tanto da limitazioni tecniche e concettuali che in futuro potranno essere superate. Al
contrario, questa indeterminatezza e' inerente alle leggi della natura, una sorta di divieto divino che
ci impedisce, e ci impedira' sempre, di arrivare ad una descrizione assolutamente precisa della
realta'. Einstein non si rassegno' mai ad accettare una teoria che non fosse in grado di fornire delle
descrizioni e delle previsioni esatte dei fenomeni. Ma la storia ci ha dimostrato che la sua posizione
era difficilmente sostenibile ed egli si e' trovato sempre piu' isolato nella sua battaglia contro la MQ
di cui, fra l'altro, fu uno dei fondatori.
Contraddice: il REALISMO, la CAUSALITA', il RIDUZIONISMO e L'INFERENZA
INDUTTIVA.
Analogia paranormale: L'ELUSIVITA' dei FENOMENI PARANORMALI.
Funzione d'onda
I parametri fisici che caratterizzano una particella atomica o subatomica sono rappresentati dalla
velocita', dalla posizione, dalla quantita' di moto, dalla carica elettrica, dallo spin, etc., e sono
raccolti in un'unica equazione detta funzione d'onda. Essa e' in grado di descrivere il
comportamento attuale e futuro di una particella elementare, ma lo fa su base probabilistica.
Vediamo il grafico in (Fig.1).
Abbiamo detto che ogni particella subatomica
vive in un mondo pieno di incertezze, ovvero vive
in una costante e profonda crisi d'identita'.
Consideriamo un suo parametro fisico (posizione,
velocita', energia, etc).
Prima che ne facciamo una misura, la MQ ci dice
che esso non avra' un valore ben definito, bensi'
un ampio spettro di valori che si distribuiscono
secondo una curva a campana. I valori piu'
probabili sono al centro della curva e, man mano
che ci allontaniamo dal centro troveremo valori
sempre meno probabili. Quando mettiamo in
funzione i nostri strumenti per misurare questo suo parametro e ne facciamo la lettura, nello stesso
istante delle tante possibilita' esistenziali che aveva quella particella se ne presenta, o meglio, se ne
concretizza una sola, mentre tutte le restanti svaniscono nel nulla. Otteniamo finalmente un valore
unico che ci indica, ad esempio, dove si trova esattamente quella particella. Per riassumere, prima
della misurazione (osservazione), la particella si trova in uno stato indefinito (ovvero, la sua
funzione d'onda ha un valore probabilistico molto aperto); con l'osservazione essa assume valori
estremamente precisi, quelli e non altri.
Contraddice: IL REALISMO, L'INFERENZA INDUTTIVA, LA CAUSALITA', IL
RIDUZIONISMO.
Analogie paranormali:la MATERIALIZZAZIONE, L'UBIQUITA', L'ELUSIVITA' dei
FENOMENI PARANORMALI.
Effetto Tunnel
Una conseguenza di questo comportamento probabilistico delle particelle sub-atomiche e'
rappresentato dall'effetto tunnel (Fig. 2).
Consideriamo una particella che si trova in
vicinanza di uno schermo ad essa impenetrabile e
ne vogliamo determinare l'esatta posizione ad un
dato istante. Vedremo, analizzando la curva che
esprime la sua funzione d'onda, che una
piccolissima porzione della curva si estende al di
là dello schermo.
Cio' significa che la particella ha una
piccolissima, ma reale, possibilita' di trovarsi al di
la' dello schermo anche se cio' e' vietato dalle
leggi della fisica classica. Se invece abbiamo
numerose particelle che si muovono verso lo
schermo, l'effetto tunnel ci riserverà un'altra sorpresa. Sempre in virtu' delle strane proprieta' della
funzione d'onda e del fatto che la curva della funzione d'onda si estende parzialmente anche al di la'
dello schermo, una piccolissima parte delle particelle riuscira' a superare lo schermo. In questo
secondo caso si e' visto (in esperimenti) che la fase di attraversamento dello schermo avviene ad
una velocita' superiore a quella della luce.
Contraddice: IL REALISMO, LA CAUSALITA', IL RIDUZIONISMO, L'INFERENZA
INDUTTIVA, IL LIMITE della VELOCITA' della LUCE.
Analogie paranormali: la PK, la MATERIALIZZAZIONE e la SMATERIALIZZAZIONE,
L'UBIQUITA'.
L'Osservazione
Una proprieta' ancora più paradossale, sempre per il nostro comune buon senso, si presento' ben
presto alla ribalta lungo la storia della MQ. Questo fatto ha costretto a passare notti insonni ad intere
generazioni di fisici. Si tratta del fatto che, secondo la formulazione classica di questa teoria, non e'
possibile formulare le leggi della MQ in modo esaustivo senza fare riferimento alla coscienza.
Quando uno scienziato misura con qualche strumento le caratteristiche fisiche di una particella,
modifica, in modo sostanziale, le proprieta' della sua funzione d'onda o, meglio, la costringe ad
uscire dal suo limbo probabilistico per dare un risultato oggettivo. A questo proposito,
l'interpretazione classica della MQ afferma che la misurazione di un sistema fisico o di una
particella raggiunge il suo scopo finale quando l'informazione data dagli strumenti di misura e'
entrata nella coscienza dell'osservatore. Con le parole di uno dei piu' famosi fisici teorici, il premio
Nobel Eugene P. Wigner: " Non e' possibile fornire una soddisfacente descrizione dei fenomeni
studiati dalla MQ senza fare riferimento alla coscienza "
C'e', ed era prevedibile, chi si spinge a sostenere qualcosa ancor di piu' radicale, sino a ritenere che
la realta' verrebbe in un certo modo creata dall'uomo. Uno di questi e' un altro eminente fisico,
Pasqual Jordan, che ritiene che l'osservazione non solo modifichi cio' che stiamo misurando, ma che
anche lo crei.
Contraddice: IL REALISMO, L'INFERENZA INDUTTIVA, la CAUSALITA', il
RIDUZIONISMO.
Analogia paranormale: la PSICOCINESI (PK)
La Non Localita'
La nostra capacita' di comprensione, così come la nostra immaginazione, ci rappresenta le particelle
sub-atomiche come sferette materiali infinitamente piccole che interagiscono l'una con l'altra
attraverso delle forze che si ritiene siano note. Ma come era d'aspettarsi, le cose non sono cosi'
semplici. Queste particelle hanno dimostrato di possedere alcune caratteristiche davvero inquietanti,
prima fra tutte il fatto di manifestare una qualche sorta di connessione reciproca anche se separate
da distanze infinitamente grandi (i fisici
definiscono questa proprieta' " non localita' "). Ad
esempio (Fig.3), due particelle nate da una stessa
sorgente e che si allontanano, rimangono unite da
un misterioso legame che le accomuna al di là di
ogni barriera spazio-temporale che si interponga
tra esse. Se agiamo in qualche modo su una delle
due, anche l'altra ne risentira' istantaneamente
nonostante le notevoli distanze che le separano.
Recenti esperimenti estremamente sofisticati
hanno confermato la veridicita' di questo
fenomeno. Questa sorta di azione a distanza ha sconvolto le menti dei fisici ed in primo luogo
quella di Albert Einstein. Che cosa sia questa misteriosa connessione che tiene legate le due
particelle non ci e' ancora dato di sapere. Einstein definiva sprezzantemente questo fenomeno, per
lui impossibile, " azione fantasma a distanza "
Alcuni fisici di spicco ritengono che alla base di questo bizzarro comportamento ci sia il fatto che
due particelle, che si siano incontrate ad un certo momento della loro esistenza, o che abbiano avuto
origine dallo stesso processo fisico, non possano avere due destini assolutamente distinti.
Formerebbero, in definitiva, un unico sistema che le tiene unite e le comprende anche se le due
particelle si vanno a collocare su due galassie diverse nell'universo. Il misterioso legame che le
unisce rappresenterebbe una sorta di connessione telepatica che, per l'istantaneita' con la quale si
verifica, abbatterebbe la famosa barriera della velocita' della luce sostenuta dalla teoria della
Relatività di Albert Einstein. A prima vista, questo superamento della velocita' della luce potrebbe
sembrare un fatto interessante ma senza eccessive conseguenze. Dal punto di vista teorico, tuttavia,
ha un'importanza enorme perche', se cosi' fosse, il futuro potrebbe influenzare il passato ed il
principio di causa-effetto sarebbe completamente ribaltato. E fenomeni, a livello quantistico, che
sembrano dar forza a questo incredibile paradosso, si stanno pian piano accumulando. Proprio in
questi ultimissimi mesi, su alcune delle piu' prestigiose riviste scientifiche sono apparsi degli
articoli che riportano i risultati di esperimenti che confermerebbero il superamento del limite della
velocita' della luce. Un gruppo americano sarebbe riuscito a superarlo addirittura di 300 volte,
mentre un gruppo italiano del CNR sarebbe andato oltre questo limite del 25 per cento. In
definitiva, nulla in natura potrebbe essere completamente isolato e sottili e misteriosi rapporti
unirebbero tutto il creato al di la' di ogni separazione sia nello spazio che nel tempo. Concetti di
questo genere, dal forte sapore metafisico, se non esoterico, stanno diffondendosi a macchia d'olio
all'interno della comunita' scientifica e gia' diversi fisici di grosso calibro ne stanno discutendo con
piena convinzione e serenita'.
Contraddice: il REALISMO, L'INFERENZA INDUTTIVA, il RIDUZIONISMO, la
CAUSALITA', la VELOCITA' DELLA LUCE.
Analogie paranormali: la TELEPATIA, la CHIAROVEGGENZA, la PRECOGNIZIONE, la
PSICOCINESI.
La dualita' onda-particela: esperimento delle due fenditure
Fu Newton a ipotizzare, anche su base sperimentale, che la luce fosse formata da corpuscoli. Ma, ai
primi dell'800, un classico esperimento di un altro fisico inglese, Thomas Young, convinse quasi
tutti gli scienziati che la luce aveva una natura ondulatoria e non corpuscolare.
(Fig.4)
Il fisico J.J. Thomson ricevette il premio Nobel
per avere dimostrato che la luce consiste di
particelle, mentre suo figlio George, alcuni anni
dopo, vinse il premio Nobel per la dimostrazione
che la luce e' fatta di onde. Nell'esperimento di
Young, un fascio luminoso viene diretto su un
schermo con due sottili fenditure, dietro il quale si
trova uno parete fluorescente. Se la luce avesse
natura corpuscolare, sullo parete dovrebbero
comparire due sottili strisce illuminate, mentre in
realta' si forma una serie di bande chiare e scure.
(Fig.5) Figura d'interferenza.
E questo fenomeno si puo' spiegare solo
supponendo che la luce si propaghi sotto forma di
onde. Esperimenti piu' recenti indicano pero' che
anche Newton aveva ragione. Grazie ai moderni
fotorivelatori si possono individuare i singoli
fotoni, le particelle di luce, che attraversano le
due fenditure, uno ad uno, e istante per istante.
Ora, per cercare di fare un minimo di chiarezza,
proviamo a ripetere noi stessi un simile
esperimento. Per nostra comodita' supponiamo di
avere dei piccoli fori al posto delle fenditure.
(Fig.6)
Partiamo con la condizione nella quale e' aperto un unico foro e spariamo verso di esso un fotone
alla volta, in rapida successione. Sulla parete fluorescente comparira' prima un punto luminoso, poi
un secondo, sino al formarsi di una macchia luminosa circolare. A questo punto, apriamo anche il
secondo foro e vedremo questa volta sulla parete due macchie luminose, come era da aspettarsi
(Fig.7)
Sempre con i due fori aperti, continuiamo a
mandare un fotone alla volta e la situazione, ad un
certo punto, subisce un inaspettato cambiamento.
Sopra ed al di la' delle due macchie luminose,
cominciano a comparire anche delle bande chiare
e scure.
(Fig.8) Figura d'interferenza.
Contro voglia siamo costretti a pensare che stiano
passando sia onde, sia particelle. Continuando
l'esperimento, osserveremo la graduale
scomparsa delle due macchie luminose sostituite
da una figura d'interferenza sempre piu' delineata
(Fig.9).
Questo fatto testimonia che siamo dinanzi
all'inconsueto fenomeno che ogni singolo fotone
attraversa contemporaneamente entrambi i fori,
comportandosi come un'onda o, meglio, come un
fotone che paradossalmente attraversa i due fori nello stesso tempo per poi fare interferenza con se
stesso. Fatto questo inconcepibile per la fisica classica. Inoltre, se si chiude un foro per individuare
il percorso seguito da ogni singolo fotone, ecco che la figura d'interferenza scompare
immediatamente sostituita da una macchia luminosa
(Fig.10).
Ricapitolando, siamo passati da una fase con solo
particelle (un solo foro aperto), seguita da una
fase mista (due fori aperti), seguita a sua volta da
una fase con solo onde (due fori aperti), per poi
tornare a vedere solo delle particelle (un solo foro
aperto).
Tutto questo sembra indicare che esista una sorta
di rapporto telepatico tra le particelle (o onde)
della luce che permetterebbe loro di comunicarsi
la presenza di un solo o di due fori aperti. Nel
caso di un solo foro aperto, i costituenti la luce
(onde o particelle che siano) si mettono d'accordo
per comportarsi come particelle. Se invece gli stessi costituenti della luce si accorgono che ci sono
due fori aperti, dopo un momento d'incertezza, si accordano per comportarsi come onde. Davanti
all'alternativa sulla natura corpuscolare o ondulatoria della luce, c'e' chi crede che essa sia entrambe
le cose insieme. Molto probabilmente la luce non e' nessuna delle due. Potrebbe essere qualcosa di
indefinito che si manifesterebbe in un senso, o nell'altro, a seconda di cosa decide di fare, sul piano
sperimentale, la coscienza dello sperimentatore. Lo stesso strano comportamento visto per la luce e'
seguito dalle altre particelle sub-atomiche: elettroni, protoni, neutroni, ed anche atomi interi
possono manifestare questa duplice e capricciosa natura di onda e particella.
Contraddice: il REALISMO, la CAUSALITA', il RIDUZIONISMO, L'INFERENZA
INDUTTIVA e la VELOCITA' DELLA LUCE.
Analogie paranormali: la BILOCAZIONE, la MATERIALIZZAZIONE, la
CHIAROVEGGENZA, la TELEPATIA, la PRECOGNIZIONE, etc.
Inversione temporale
E' stato suggerito che buona parte, se non tutti, dei paradossi della MQ potrebbero essere annullati
solo ammettendo la possibilita' che il tempo possa procedere anche all'indietro, dal futuro al
passato. In effetti, questa affermazione non e' poi tanto strampalata. Infatti, tutte le leggi e le
equazioni principali della fisica sono invarianti rispetto al tempo. Cio' significa che ogni processo
fisico puo' andare nei due sensi, con il tempo che procede dal presente al futuro, e viceversa, con il
tempo che procede dal futuro verso il passato. Non c'e' nessuna legge fisica che lo vieti. Si dice che
questi processi con il tempo invertito siano possibili, ma altamente improbabili. L'esistenza di
processi fisici che procedono indietro rispetto al tempo e' stata dimostrata anche sperimentalmente.
Ad esempio, in un sistema sperimentale, che non sto a descrivere nei dettagli, si e' visto che un
segnale mandato da un punto verso un sistema ricevente viene preceduto da un altro debole segnale
(chiamato potenziale anticipato) proveniente dal sistema ricevente.
(Fig. 11)
In pratica, vediamo prima l'effetto, poi la causa.
Altro esempio. Ogni particella possiede una
controparte piuttosto evanescente (antiparticella)
con caratteristiche fisiche invertite. C'e' chi ritiene
(R. Feynman, E. Wheeler, entrambi premi Nobel
per la fisica) che non occorra postulare la
presenza di questo secondo mondo di
antiparticelle, che quelle che ci sono normalmente
in natura siano del tutto sufficienti. Il mondo delle
antiparticelle scomparirebbe completamente solo
se ammettiamo che esse siano particelle normali
che procedono a ritroso nel tempo. Anche in
questo caso non c'e' nulla che teoricamente lo possa impedire.
Contraddice: il REALISMO, la CAUSALITA', L'INFERENZA INDUTTIVA, il
RIDUZIONISMO e la VELOCITA’ DELLA LUCE (Inversione temporale)
Analogie paranormali: la PRECOGNIZIONE, la PK(?)
CONCLUSIONI
Con quanto sopra esposto, ho cercato di evidenziare le strettissime analogie riscontrabili tra i
fenomeni paranormali ed i paradossi della MQ. In particolare, nell'ambito dei fenomeni quantistici,
tra le stranezze piu' inquietanti, ho segnalato la possibilita' che gli eventi futuri (effetti) possano
influenzare quelli che li precedono (cause) o, perlomeno, che il tempo presenti proprieta' molto piu'
complesse di quanto comunemente si ritiene e che su di esso non ci dobbiamo meravigliare piu' di
niente. Cio' richiama l'analogia con quei fenomeni paranormali che sembrano abbattere le note
limitazioni del tempo, come nel caso della precognizione, della retrocognizione, o della PK
retroattiva.
Inoltre, secondo l'interpretazione classica della MQ, che e' quella piu' largamente accettata dai fisici,
l'osservatore, o piu' propriamente la sua coscienza, puo' condizionare la manifestazione di
determinate realta' fenomeniche, proprio come avviene nella fenomenologia della psicocinesi o PK
(azione della mente sulla materia).
Abbiamo constatato come nella MQ certi fenomeni possano influenzare altri fenomeni al di la' non
solo dei limiti temporali, ma anche di quelli spaziali (non localita'), analogamente a quanto accade
nella fenomenologia paranormale sia di tipo cognitivo (ESP), sia di tipo fisico (PK).
Si e' parlato anche di quei fenomeni quantistici che sembrano comportare processi di
smaterializzazione e di rimaterializzazione, come nel caso dell'effetto tunnel. Le analogie con alcuni
fenomeni paranormali sono piu' che evidenti. Mi preme soltanto precisare che l'effetto tunnel non e'
un qualcosa di astratto o di teorico, bensi' rappresenta un fenomeno consolidato e largamente
impiegato dalla tecnica moderna. Vedi, ad esempio, i microscopi elettronici ad effetto tunnel.
Ed, infine, ricordo il problema dell'elusivita' che, a mio parere, e' uno dei caratteri maggiormente
rappresentativi dei fenomeni parapsicologici. Esso trova un sorprendente parallelismo con il
principio d'indeterminazione e con le proprieta' probabilistiche del mondo sub-atomico. Nel
complesso, tutte queste analogie riconoscibili sia nel mondo submicroscopico, sia in quello del
paranormale appaiono estremamente suggestive e stimolanti tanto da suscitare facili entusiasmi e
speranze.
Dovremmo dunque concludere che i fenomeni parapsicologici possono trovare un'origine o un
terreno comune con lo strano mondo della Meccanica Quantistica? Ossia, che le bizzarre regole del
mondo dei quanti siano responsabili dei fenomeni paranormali? Alcuni scienziati, tra cui anche dei
premi Nobel per la Fisica, ne sono convinti o, perlomeno, sostengono che i fenomeni paranormali
possono essere benissimo compresi nel formalismo della Meccanica Quantistica. A loro parere, non
c'e' alcuna legge fisica che lo vieti. Naturalmente, questo non e' sufficiente per affermare che la MQ
sia in grado di spiegare, tutti o in parte, i fenomeni paranormali. Per poterlo affermare con
sicurezza, dobbiamo aspettare il frutto di nuovi studi e di nuove intuizioni, anche in campi di studio
completamente diversi da quelli qui considerati.
Di particolare rilievo, al riguardo, c'e il crescente interesse che rivestono i fenomeni quantistici per
spiegare la coscienza, e viceversa. Le proposte in tal senso sono sempre piu' pressanti e numerose e
se ne sta discutendo ai piu' disparati livelli (esistono gia', al riguardo, alcune interessanti teorie).
Ricordiamo che la coscienza rappresenta un elemento di primaria importanza anche nel mondo del
paranormale.
A tutti noto come certi stati modificati di coscienza (stato di trance, di reverie, sogno, ganzfeld,
ipnosi, rilassamento psichico, meditazione, alterazioni mentali indotte da droghe, etc.) siano spesso
ritenuti necessari perche' certi fenomeni psi si producano con maggior frequenza o con maggior
intensita'. Di conseguenza ritengo, e spero, che se si scoprira' un nesso tra il mondo della coscienza
ed il mondo dei quanti, tanti ostacoli (culturali, teorici, pregiudiziali, etc.) che troviamo nei
confronti dei fenomeni paranormali quasi per incanto di riflesso si attenueranno ed il paranormale
potra' acquistare un piu' ampio, se non definitivo, riconoscimento da parte di tutti i settori della
Scienza.
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