1 - G. MARCONI"

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SCHELLING
Anche per Schelling, come per Fichte, compito della filosofia è costruire il SISTEMA
DELL’ASSOLUTO, raggiungere il sapere non solo riguardo a qualche singolo aspetto della realtà,
ma del principio infinito che la anima nella sua interezza.
Contro il carattere soggettivo dell’idealismo di FICHTE ( = il sistema filosofico dell’assoluto, che
Fichte chiama “Dottrina della scienza” è l’articolazione dell’ATTIVITA’ DELL’IO), Schelling
percorre una strada diversa, in quanto CONCEPISCE L’ASSOLUTO COME IDENTITA’ DI
SOGGETTO ED OGGETTO. Si tratta allora, per lui, di seguire e ripercorrere i DUE SVILUPPI
COMPLEMENTARI attraverso cui si manifesta l’assoluto (=il principio infinito che anima l’intera
realtà): 1) quello che va DAL SOGGETTO ALL’OGGETTO ; 2) quello che va DALL’OGGETTO
AL SOGGETTO. In quanto è presente in questo movimento complementare, l’assoluto non è
perciò NE’ SOLO SOGGETTO (= sviluppo dell’Io), NE’ SOLO OGGETTO (= sviluppo della
natura materiale).
La filosofia di Fichte non è dunque sbagliata, ma PARZIALE ed UNILATERALE, perché ha
saputo cogliere e sviluppare solo il primo dei due movimenti. Occorre perciò integrare
l’IDEALISMO TRASCENDENTALE con la FILOSOFIA DELLA NATURA.
Al compito fichteano di mostrare come dal soggetto derivi l’oggetto (la fichteana “dottrina della
scienza”) si deve aggiungere la considerazione del passaggio opposto, studiando e dimostrando
come dall’oggetto emerga il soggetto (questo è appunto il compito della “filosofia della natura”)
MOVIMENTO
DALLA
NATURA
ALLO
SPIRITO
=
Filosofia
della
natura
>->->->->->->>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>->->->>->->
NATURA ----- ASSOLUTO = IDENTITA’ DI SOGGETTO ED OGGETTO ----(oggetto)
SPIRITO
(soggetto)
<-<-<-<-<-<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<-<-<-<-<-<-<-<
MOVIMENTO DALLO SPIRITO ALLA NATURA =Filosofia dell’Io, Idealismo trascendentale
Come Fichte aveva “corretto” KANT, analogamente opera Schelling nei confronti del sistema fichteano: la
sua parzialità soggettiva deve essere integrata con una filosofia della natura che svolga sul versante del nonIo la medesima dialettica attribuita da Fichte all’Io.
L’Assoluto (=Dio) , infatti, si manifesta già, secondo Schelling, nel processo della natura che va dalla
materia inorganica (fisica, chimica) alla vita organica (=organismi viventi), processo culminante nell’uomo,
cioè nell’emergere dell’AUTOCOSCIENZA E DELLA RAGIONE, punto esatto da cui parte e procede la
costruzione complementare della filosofia dell’Io.
Va notato il significato che assume la filosofia della natura di Schelling in rapporto alla sviluppo, tipico
dell’età moderna, delle SCIENZE NATURALI.
La filosofia schellinghiana della natura intende CONTRAPPORSI alla spiegazione scientifica della natura di
stampo newtoniano, caratterizzata dalla concezione meccanicistica ed attenta a spiegare i fenomeni naturali
senza alcuna attenzione all’Assoluto, vale a dire al significato della natura come TOTALITA’.
E’ esplicito il richiamo di Schelling al PANTEISMO RINASCIEMENTALE, ed in particolare al pensiero di
GIORDANO BRUNO: Dio e natura coincidono, la natura è manifestazione diretta della vita divina.
Sono importanti in tale prospettiva questi due aspetti:
1)
che la natura è un PROCESSO, cioè uno SVILUPPO CONTINUO E GRADUALE
ORIENTATO TELEOLOGICAMENTE (= la natura ha un fine nel suo sviluppo, un punto finale che ne
orienta le diverse fasi).
2) che nella spiegazione del processo di sviluppo della natura dai suoi livelli elementari di organizzazione
primitiva della materia non è sufficiente descrivere l’apparenza esteriore (cosa che fanno le diverse scienze
empiriche della natura), ma bisogna arrivare a cogliere il PRINCIPIO PROFONDO che anima il suo
dinamismo. Tale principio è INCONSCIO, cioè orientato verso un la sua meta finale senza che, nei singoli
stadi, esso appaia esplicitamente. Il principio è allora presente come INCESSANTE ATTIVITA’, come
VITA NON ANCORA CONSAPEVOLE DI SE STESSA, e dunque come un IMPULSO, un CIECO
VOLERE. La vita è non solamente un episodio particolare nell’organizzazione della materia (idea che ha il
naturalismo materialista) , ma “l’universale respiro della natura”: l’essere della natura è ATTIVITA’ e le sue
singole e determinate manifestazioni (= le singole cose naturali) sono forme determinate (limitazioni finite)
della sua originaria infinita attività.
La natura è quindi AUTONOMA, perché dà a se stessa le leggi, ed è AUTARCHICA, perché basta a se
stessa, in quanto tutto ciò che accade in essa si può spiegare con i suoi stessi principi. Tutte le singole cose
soono gradi diversi di sviluppo di un’UNICA ORGANIZZAZIONE ASSOLUTA, ma come singoli prodotti
attraverso cui la natura realizza la sua vita infinita, mezzi rispetto allo scopo cui l’intera vita della natura
tende. Questo scopo è la MANIFESTAZIONE DELLO SPIRITO, cioè dell’autocoscienza, della
COSCIENZA DI SE’.
Natura e spirito non sono dunque CONTRAPPOSTI, come li intendeva Fichte: non c’è natura che sia
puramente natura (non-Io) e spirito che sia puramente spirito. Dunque, da questo punto di vista, la natura può
essere considerata come la PREISTORIA INCONSCIA della COSCIENZA, ossia dello spirito.
Questo concetto di ATTIVITA’ INCONSCIA è l’autentica novità introdotta da Schelling anche nella sua
rielaborazione della fichteana FILOSOFIA DELL’IO.
Si è detto come per Fichte il primato tra le attività umane (= ciò che esprime l’autentico significato della
vitra dell’uomo) stia nella VITA MORALE. E’ chiaro che non può esserci attività morale senza
consapevolezza, senza un SAPERE CHE COSA SI DEVE FARE.
Al contrario, secondo Schelling, nella ricostruzione filosofica dello sviluppo interno dell’IO è importante
riconoscere la presenza essenziale di una COMPONENTE INCONSCIA: l’attività dell’io non si riduce alla
coscienza, cioè, come già indicava la concezione schellinghiana della natura , anche nello spirito umano
l’attività cosciente va vista come l’EMERGERE FINALE di un processo inconscio.
Vi è in tal senso una MANIFESTAZIONE PRIVILEGIATA dello spirito nella sola attività umana capace di
integrare
ed
armonizzare
impulso
inconscio
ed
elaborazione
consapevole:
l’ARTE.
L’opera dell’artista è infatti sintesi di ISPIRAZIONE, ciò che Schelling chiama “POESIA” (impulso che si
manifesta spontaneamente, che non può essere “attivato” a piacere) ed ELABORAZIONE, ciò che Schelling
chiama “ARTE” (= padronanza dei mezzi e delle regole attraverso cui si realizza la specifica opera artistica,
ad esempio, un quadro, una composizione musicale, ecc.).
Dunque
l’ATTIVITA’
ARTISTICA
rappresenta
la
PIU’
ELEVATA
MANIFESTAZIONE
DELL’ASSOLUTO nello spirito umano, e l’opera degli artisti ha qualcosa di divino.
Lo stesso vale per ogni opera d’arte , la quale realizza l’unificazione del conscio e dell’inconscio.
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