Sistemi sensoriali Trasformano energia fisica in informazione nervosa ! Sistemi motori Trasformano informazione nervosa in energia fisica Funzione dei sistemi motori Controllo del movimento e della postura A tal fine essi devono: • essere intimamente correlati con l’informazione sensoriale: essi sono funzionalmente dipendenti da essa • essere organizzati gerarchicamente Classificazione dei movimenti Movimento riflesso I riflessi posturali ci aiutano a mantenere la posizione corporea mentre siamo in piedi o camminiamo – sono integrati dal tronco encefalico – richiedono continue informazioni sensoriali da: sistema visivo, vestibolare e muscoli stessi Movimento volontario Corrisponde al tipo più complesso di movimento – richiede integrazione corticale – può essere iniziato anche in assenza di stimoli esterni – può anche diventare involontario come i riflessi (ad es. andare in bicicletta) Movimento ritmico È una combinazione di movimenti riflessi e volontari (ad es. camminare, correre) – deve essere innescato da comandi corticali ma, una volta iniziato può continuare senza ulteriori influssi cerebrali Organizzazione gerarchica dei sistemi motori • 1° livello: midollo spinale Responsabile dei comportamenti automatici e stereotipati: riflessi spinali. • 2° livello: tronco dell’encefalo, formazione reticolare e cervelletto Responsabile: • dell’integrazione dei comandi motori discendenti dai livelli superiori • dell’elaborazione dell’informazione proveniente dagli organi di senso e midollo spinale: elaborazione dei segnali per stabilizzare la postura Organizzazione gerarchica dei sistemi motori • 3° livello: corteccia motoria Responsabile del movimento volontario e del controllo dei centri motori del tronco e del midollo spinale • 4° livello: aree corticali pre-motorie Responsabili di: • Identificazione dei bersagli nello spazio • Scelta del decorso temporale dell’azione motoria • Programmazione del movimento I diversi livelli di controllo motorio hanno un’organizzazione in parallelo Regioni corticali premotorie e motoria suppl. Caratteristiche comuni dei vari livelli di controllo: Corteccia motoria • Presentano mappe somatotopiche • Ricevono informazioni dalla periferia (afferenze sensoriali) Tronco dell’encefalo • Controllano le informazioni ricevute permettendo o sopprimendo la ritrasmissione dei segnali. Midollo spinale Le quattro componenti gerarchiche sono a loro volta controllate da: Segnali di uscita ai muscoli Cervelletto: opera un aggiornamento del controllo del movimento mediante confronto dei segnali discendenti responsabili della risposta motoria con i segnali sensitivi dovuti alle conseguenze dell’azione motoria Nuclei della base: ricevono afferenze da tutte le aree corticali e agiscono sulle aree premotorie della corteccia cerebrale Movimenti volontari Richiedono una coordinazione tra corteccia cerebrale, cervelletto e gangli della base Si distinguono tre tappe: Decidere e progettare il tipo di movimento Iniziare il movimento (corteccia cerebrale) Eseguire il movimento Informazioni necessarie all’esecuzione del movimento - Conoscenza della posizione del corpo nello spazio (dove mi trovo?) Decisione su quale movimento eseguire (cosa voglio fare?) Progetto su come eseguire il movimento (come voglio farlo?) Capacità di poter mantenere in memoria il progetto per il tempo di attuazione È richiesto un feedback sensoriale continuo La giunzione neuromuscolare La prima sinapsi ad essere studiata nel dettaglio è stata la giunzione neuro-muscolare, sia perché si trova nel SNP ed è quindi facilmente raggiungibile sia per altre sua caratteristiche come la dimensione. ! Di conseguenza il meccanismo d’azione dell’Acetilcolina (Ach), il NT della giunzione neuro-muscolare, è stato il primo ad essere compreso La Giunzione neuro-muscolare è la sinapsi tra i motoneuroni e le fibre dei muscoli scheletrici Si tratta di un tipo di sinapsi molto particolare. L’assone dei motoneuroni si ramifica dando luogo origine ad una serie di bottoni pre-sinaptici ravvicinati in una struttura chiamata placca L’ Ach viene liberata dalla cellula pre-sinaptica in prossimità delle zone attive in corrispondenza delle quali si trovano nella cellula post-sinaptica delle pieghe giunzionali tapezzate dai recettori per l’acetilcolina La quantità di acetilcolina liberata è molto maggiore che nelle altre sinapsi e infatti ad ogni PdA del motoneurone segue un PdA nella fibra con conseguente contrazione Un muscolo è un organo effettore che, se opportunamente stimolato da una terminazione nervosa è in grado di contrarsi e quindi di compiere un lavoro Un muscolo scheletrico e’ costituito da tante fibre muscolari disposte in parallelo. Fibre muscolari Ciascuna fibra muscolare costituisce una unità cellulare Un muscolo scheletrico e’ costituito da tante fibre muscolari disposte in parallelo. Fibre muscolari assone placca motrice Ciascuna fibra muscolare e’ innervata da un motoneurone (placca neuromuscolare) motoneuroni alfa e gamma i motoneuroni alfa generano la forza con la quale il muscolo si contrae. ! sono i neuroni impiegati nella giunzione neuromuscolare e sono responsabile dell’eccitazione del muscolo ! ricevono tre afferenze motoneuroni alfa e gamma interneuroni spinali lunghezza del muscolo contratto (dai fusi muscolari) corteccia motoria (avvio del movimento) Una fibra muscolare e’ a sua volta costituita da tante miofibrille disposte in parallelo A loro volta le miofibrille sono organizzate in maniera modulare: i sarcomeri, costituiti da miofilamenti di actina e miosina linea Z actina miosina linea Z Struttura dei miofilamenti Filamenti sottili (actina) Tropomiosina Complesso della Troponina § 2 filamenti ad elica costituiti da unita’ globulari in serie § 2 filamenti di tropomiosina § complessi globulari di troponina Struttura dei miofilamenti Filamenti spessi (miosina) Molecola di miosina testa coda Filamento di miosina Teste della miosina Ciascun filamento e’ costituito da 2 catene polipeptidiche ad α-elica Ciascuna catena comprende: § una coda § una testa Piu’ filamenti di miosina si aggregano a formare un fascio bipolare in cui le teste sono sfasate tra di loro Durante la contrazione muscolare la miosina si lega all’actina reversibilmente sarcomero miosina linea Z RILASSAMENTO actina CONTRAZIONE linea Z Un’estremita’ dei filamenti di actina e’ ancorata alla linea Z. Durante la contrazione i filamenti di actina e miosina scorrono gli uni sugli altri senza accorciarsi. Durante la contrazione muscolare la miosina si lega all’actina reversibilmente Il movimento di scorrimento e’ guidato dalle teste di miosina che si muovono verso l’estremita’ ancorata alla linea Z del filamento di actina adiacente. Ruolo del Ca2+ nella contrazione miosina testa tropomiosina troponina sito di legame actina In assenza di Ca2+ la tropomiosina blocca i siti attivi sull’actina Quando il Ca2+ si lega alla troponina: •Il complesso della troponina cambia configurazione •La troponina sposta la tropomiosina, esponendo i siti dell’actina per la miosina •L’actina e la miosina possono interagire Ruolo del Ca2+ nella contrazione Ciclo della contrazione 1) Fibra a riposo: la testa della miosina non è attaccata all’actina 5) La testa della miosina ritorna al suo orientamento originale Ca2+ 2) Legame della testa della miosina all’actina ATP 4) Rilascio della testa della miosina dall’actina 3) Scorrimento dei filamenti di miosina e actina Da dove arriva il Ca2+? Tubulo a T Sarcolemma Reticolo sarcoplasmatico Triade Rete di cisterne intracellulari che immagazzinano e rilasciano Ca2+ Filamento sottile Filamento spesso Cisterna terminale Da dove arriva il Ca2+? il PdA modifica la conformazione della proteina di membrana e il calcio viene liberato dai tubuli T riassumendo: stato del muscolo: eccitazione - contrazione - rilasciamento eccitazione •PdA in motoneuroni alfa •liberazione ACh •sarcolemma depolarizzato •apertura canali VD per Na su tubuli T •rilascio di Ca contrazione •Ca si lega a troponina •legame miosina-actina •scorrimento •actina e miosina si separano •filamenti pronti per altra contrazione rilasciamento •sarcolemma e tubuli T a riposo •Ca riassorbito •troponina blocca i siti per il legame actinamiosina I circuiti che presiedono ai riflessi I neuroni di norma fanno parte di circuiti più o meno complessi che elaborano l’informazione e svolgono funzioni specifiche. ! I circuiti motori più semplici sono quelli relativi ai riflessi spinali i quali sono costituiti da un un neurone sensoriale connesso con un motoneurone ! La funzione dei riflessi spinali è quella di permettere una reazione comportamentale quanto più rapida possibile in seguito a stimoli che segnalano situazioni potenzialmente pericolose per l’organismo Riflesso di ritrazione ! Se ad esempio i recettori per la temperatura segnalano che un nostro dito è in contatto con una superficie ad alta temperatura, è importante che i muscoli del braccio si contraggano quanto più rapidamente possibile per sottrarre i tessuti al danno. Se l’informazione fosse inviata all’encefalo per l’elaborazione e la decisione, si perderebbero parecchi millisecondi importanti. ! Il circuito del riflesso permette una ritrazione automatica estremamente rapida dell’arto dalla fonte dello stimolo nocivo 32 In alcuni casi tuttavia è utile che il riflesso venga inibito a livello centrale. I circuiti che presiedono ai riflessi ricevono sempre afferenze dal SNC. Queste afferenze possono modulare e anche inibire del tutto la risposta riflessa Il circuito del riflesso patellare ! Tra gli stimoli che segnalano situazioni potenzialmente pericolose c’è lo stiramento passivo di un muscolo a causa di un agente esterno. Il sistema muscolare è costruito in modo da opporsi con una contrazione ad ogni forza esercitata sul muscolo non proveniente dall’organismo stesso. ! Questa caratteristica è resa possibile dall’esistenza di circuiti spinali simili a quelli descritti sopra. Il circuito del riflesso patellare Il circuito è costituito da un recettore di stiramento (fuso neuromuscolare) connesso con un motoneurone che fa contrarre la fibra Quando il medico batte col martelletto sul ginocchio, il muscolo riceve uno stiramento che causa per riflesso la contrazione del muscolo stesso ! Un’altra caratteristica del sistema motorio è che i muscoli antagonisti si inibiscono a vicenda (quando si contrae il quadricipite, il bicipite deve essere rilassato) ! Un’altra parte del circuito presiede a questa funzione. Un collaterale dell’assone della fibra sensoriale fa sinapsi su un interneurone inibitorio il quale a sua volta fa sinapsi sui motoneuroni che comandano il muscolo antagonista, inibendolo Sinapsi diretta eccitatoria del SNC Giunzione neuro-muscolare Recettore (fuso neuromuscolare) Motoneurone Interneurone inibitorio Il circuito del riflesso patellare (riflesso spinale ) Sinapsi diretta inibitoria del 36 SNC nei muscoli scheletrici si trovano i fusi muscolari detti anche recettori di stiramento. questi fusi sono specializzati nel rilevare variazioni di lunghezza e funzionano come propriocettori Gli assoni che troviamo a livello del fuso sono i più grossi assoni mielinizzati di tutto il nostro organismo il riflesso patellare è un riflesso miotatico (muscolo +stiramento) quando il muscolo è stirato i fusi si allungano e questo porta a depolarizzazione dei terminali assonici con la conseguente apertura di specifici canali meccanosensibili il risultato è che il motoneurone si depolarizza a sua volta e provoca la contrazione del muscolo La localizzazione dei fusi muscolari Fibre intrafusali Fibre extrafusali I fusi muscolari sono localizzati in parallelo con le normali fibre muscolari. vanno incontro alle stesse variazioni di lunghezza del resto del muscolo. I fusi muscolari contengono: Fibre muscolari intrafusali in parallelo con fibre extrafusali Dalle fibre intrafusali dipartono fibre nervose afferenti sensibili alla velocità di stiramento (fibre Ia) del muscolo e al grado di allungamento del muscolo ! le fibre intrafusali sono innervate dai motoneuroni gamma motoneurone alfa Fibre muscolari intrafusali Fibre muscolari extrafusali motoneuroni gamma Spazio subcapsulare Fibre Ia Capsula del fuso Il sistema nervoso centrale controlla direttamente la sensibilità dei fusi neuromuscolari tramite il ciclo gamma Quando c’è una contrazione attiva causata dai motoneuroni alfa, ma non dai gamma, le fibre extrafusali si accorciano, quelle intrafusali no, e il fuso è ko Il sistema nervoso centrale controlla direttamente la sensibilità dei fusi neuromuscolari tramite il ciclo gamma Quando c’è una contrazione attiva causata da motoneuroni alfa e gamma, sia le fibre extrafusali che quelle intrafusali si accorciano e la sensibilità del fuso viene mantenuta La localizzazione degli organi tendinei del Golgi fibra Ib muscolo tendine Gli organi tendinei del Golgi sono localizzati a livello dei tendini dei muscoli, in serie con le fibre muscolari. Qui essi vengono stirati quando il muscolo si contrae. Pertanto essi risentono della forza con cui il muscolo si contrae. organo tendineo del Golgi organo tendineo del Golgi Riflesso miotatico neurone sensoriale fuso midollo spinale motoneurone muscolo Aggiunta di un carico al muscolo Il muscolo e il fuso si allungano quando il braccio si abbassa La contrazione riflessa innescata dal fuso ripristina la posizione iniziale dell’arto Il riflesso da stiramento monosinaptico (riflesso miotatico) è generato da fibre nervose afferenti di tipo Ia Esso è scatenato da uno stiramento del muscolo, quando ad es. esso è sottoposto a un carico. Questo riflesso regola la lunghezza cioè, cerca di mantenere la lunghezza del muscolo costante. ! Questo riflesso è monosinaptico e utilizza grosse fibre (Ia) Il riflesso da stiramento monosinaptico (riflesso miotatico) provoca la contrazione del muscolo agonista Quando il muscolo si allunga, sia le fibre extra che intrafusali vengono stirate. Fibra Ia Ciò aumenta l’attività delle fibre nervose afferenti, E a sua volta aumenta l’attività dei motoneuroni alfa. Muscolo agonista Motoneurone α Il muscolo si contrae e la sua lunghezza diminuisce Il riflesso da stiramento monosinaptico (riflesso miotatico) provoca la contrazione del muscolo agonista La contrazione del muscolo causata dal riflesso fa accorciare le fibre extrafusali. grazie al sistema gammaefferente, anche le fibre intrafusali si accorciano. Il riflesso da stiramento monosinaptico (riflesso miotatico) provoca il rilassamento del muscolo antagonista Il riflesso al muscolo antagonista è reciproco. ! Interneurone inibitorio il muscolo antagonista si rilassa. ! Il riflesso è mediato da fibre afferenti di tipo II, che sono più piccole e quindi anche un po’ più lente. X Motoneurone α Muscolo antagonista azione riflessa mediata dall’organo tendineo del Golgi (riflesso miotatico inverso o tendineo) Questo riflesso regola la tensione, ovvero mantiene una tensione costante a livello delle strutture tendinee. Quando la tensione generata dal muscolo in contrazione è moderata, le fibre nervose afferenti Ib NON vengono attivate e il riflesso miotatico inverso NON parte. Fibra Ib Muscolo agonista Motoneurone alfa azione riflessa mediata dall’organo tendineo del Golgi (riflesso miotatico inverso o tendineo) Quando la tensione generata dal muscolo in contrazione aumenta, le fibre nervose afferenti Ib vengono attivate. Esse, attraverso un interneurone inibitorio inibiscono i motoneuroni alfa. Ciò riduce la contrazione e quindi la tensione del muscolo. Significato funzionale: tenuto conto che la soglia di tale riflesso è elevata, esso diventa dominante sul riflesso miotatico solo quando la tensione meccanica sui tendini diventa elevata. neurone sensoriale fuso Riflesso miotatico midollo spinale motoneurone aggiunta del muscolo carico Aggiunta di un carico al muscolo il muscolo si contrae interneurone inibit. motoneurone org. tend. del Golgi La contrazione del muscolo allunga l’organo tendineo del Golgi Il muscolo e il fuso si allungano quando il braccio si abbassa La contrazione riflessa innescata dal fuso ripristina la posizione iniziale dell’arto Riflesso tendineo del Golgi 1 Il neurone sensoriale dall’organo tendineo del Golgi scarica 2 Il motoneurone è inibito 3 Il muscolo si rilassa 4 Il carico è lasciato cadere Se il carico è eccessivo viene attivato il riflesso miotatico inverso che causa rilassamento esercitando un’azione protettiva sul muscolo via laterale movimento volontario (controllo dalla corteccia) via ventromediale controllo postura (controllo dal tronco) Le vie motorie discendenti ! –Vie motorie dorsolaterali: decorrono lungo la porzione dorsolaterale del midollo spinale ! ! – Vie motorie ventromediali: discendono lungo la regione ventro-mediale del midollo spinale dorsolaterali vie dorsolaterali Inserire 7.9 vie dorsolaterali Cortico-spinale dorsolaterale (crociato) Possiede il 70-90% delle fibre, che originano: 1/3 dalla corteccia premotoria 1/3 dalla corteccia motoria primaria 1/3 dalla corteccia somatosensoriale. ! Si incrocia alla decussazione delle piramidi (bulbo). ! Proietta al corno ventro laterale e si connette ai motoneuroni dei muscoli distali. Decuss. delle piramidi ! Permette ad es. i movimenti indipendenti e fini delle dita. Non è completamente sviluppato alla nascita. È massimamente sviluppato nei primati. Lawrence e Kuypers Resezione del tratto corticospinale dorsolaterale ! Capacità mantenute stare in piedi, camminare, arrampicarsi ! Capacità perdute difficoltà nel raggiungimento di oggetti, incapacità di muovere le dita in modo indipendente e di aprire le dita per lasciar cadere un oggetto ! Resezione anche del tratto corticorubrospinale dorsolaterale ! Capacità mantenute stare in piedi, camminare, arrampicarsi Capacità perdute in posizione seduta: braccia flosce, durante i movimenti di raggiungimento le dita sono usate a rastrello vie ventromediali (A) COLLICULOSPINAL TRACT (B) RUBROSPINAL TRACT Superior colliculus orientamento spaziale. orientamento foveale Cervical spinal cord (C) RETICULOSPINAL TRACT (D) VESTIBULOSPINAL TRACTS Red nucleus Cervical spinal cord vie ventromediali (C) RETICULOSPINAL TRACT (D) VESTIBULOSPINAL TRACTS riflessi antigravitari/ liberazione muscoli antigravitari posizione del capo rispetto alle spalle. equilibrio Pontine and medullary reticular formation Cervical spinal cord Lateral and medial vestibular nuclei vie ventromediali Cortico-spinale ventromediale (diretto) Non incrocia fino al midollo spinale. ! Qui si formano connessioni bilaterali e con motoneuroni dei muscoli assiali/prossimali, usati principalmente per la postura. Le vie dorsolaterali e ventromediali a confronto ! Somiglianze morfologiche Entrambe composte da due tratti principali: ! In un fascio gli assoni provenienti dalla corteccia terminano nel midollo spinale ! In un fascio gli assoni provenienti dalla corteccia fanno sinapsi nel tronco encefalico, da cui proiettano nel midollo spinale Le vie dorsolaterali e ventromediali a confronto ! Differenze morfologiche I due tratti dorsolaterali sono più diffusi ! I tratti ventromediali proiettano su motoneuroni che innervano muscoli prossimali del tronco e degli arti (es. spalle), i tratti dorsolaterali proiettano su motoneuroni che innervano muscoli distali (es. dita) Le vie dorsolaterali e ventromediali a confronto ! Somiglianze funzionali I tratti motori originano dalla corteccia motoria ed innervano motoneuroni ! La loro funzione presunta è quella di controllo del movimento volontario ! Le vie dorsolaterali e ventromediali a confronto ! Differenze funzionali I tratti ventromediali hanno la funzione di controllare la postura e dei movimenti del corpo intero ! I tratti dorsolaterali (cortico-spinale e cortico-rubro-spinale) controllano i movimenti di raggiungimento degli arti ! ! Lawrence e Kuypers Resezione dei tratti ventromediali ! Capacità perdute gravi anomalie posturali: incapacità di camminare e rimanere seduti ! Perdita del controllo delle spalle: alimentazione con movimenti del gomito e a mano intera Organizzazione della corteccia cerebrale La corteccia cerebrale è costituita da sei strati. Le afferenze talamiche arrivano al IV strato. Le fibre efferenti (motrici) partono dal V e VI strato Tutti i movimenti volontari del corpo sono controllati dal cervello. Una delle aree più coinvolte nel controllo è la corteccia motoria. ! Per realizzare i movimenti diretti verso una meta, la corteccia motoria deve prima ricevere diversi tipi di informazione dai vari lobi del cervello: - l’informazione circa la posizione del corpo nello spazio, dal lobo parietale; - circa la meta da raggiungere e una appropriata strategia per realizzarla, dalla porzione anteriore del lobo frontale; - circa la memorizzazione delle strategie passate, dal lobo temporale. premotoria associative prefrontali motoria primaria somatosens. primaria somatosens. di ord. sup. associative parietali Gerarchia sensoriale Gerarchia motoria Anatomia e gerarchia delle aree sensoriali e motorie corticali solco centrale cort. prefrontale M1 = cort. motrice primaria SMA = area motoria supplementare PMA = area premotoria cort. parietale posteriore Un esempio di circuiti corticali che contribuiscono ad afferrare una tazza solco centrale cort. prefrontale • la cort. parietale (area 5) integra il tatto e la visione e focalizza l’attenzione sulla tazza • la memorizzazione di dove si trovano gli oggetti, nella cort. prefrontale, aiuta a pianificare l’atto di afferrare la tazza cort. parietale posteriore Un esempio di circuiti corticali che contribuiscono ad afferrare una tazza solco centrale cort. prefrontale • le aree somatosensoriali contribuiscono ad una ricognizione della forma e della struttura dell’oggetto toccando la tazza cort. parietale posteriore Un esempio di circuiti corticali che contribuiscono ad afferrare una tazza solco centrale cort. prefrontale § l’area somatosensoriale segnala la posizione delle dita dalle afferenze muscolari e segnala la pressione delle dita sulla tazza § l’area motoria primaria 4: fa contrarre i singoli muscoli cort. parietale posteriore L’omunculo della corteccia motoria primaria è una mappa dei movimenti del corpo Caratteristiche: -Speculare alla mappa somatosensoriale; -La rappresentazione è distorta come nella mappa somatosensoriale ! La grande rappresentazione della mano permette un fine controllo dei singoli muscoli Organizzazione colonnare della neocorteccia Funzionalmente, la neocorteccia è organizzata in varie aree all’interno delle quali si riconoscono moduli funzionali, le colonne. ! Ogni colonna rappresenta un’unità funzionale. Organizzazione colonnare della neocorteccia ! (+) A. neurone piramidale B. cellula eccitatoria C. cellula inibitoria 1. fibra afferente 2. fibra efferente 3. fibra corticotalamica (-) All’interno di una colonna i neuroni piramidali si eccitano reciprocamente determinando un’attivazione globale della colonna stessa. Ogni colonna eccita debolmente le colonne limitrofe e inibisce quelle più distanti tramite interneuroni inibitori. La corteccia motoria primaria è una mappa dei movimenti del corpo ed è organizzata in colonne Cellule nella stessa colonna influenzano muscoli comuni sinergici. colonna I muscoli sinergici sono quelli che agiscono assieme, cooperando al movimento. Un esempio di muscoli sinergici sono quelli che contraggono i muscoli delle dita richiesti per trattenere una bottiglia. motoneuroni dei muscoli La corteccia motoria primaria è una mappa dei movimenti del corpo ed è organizzata in colonne Un singolo muscolo può essere attivato dalla stessa colonna. Ciò perché un singolo muscolo può essere sinergico in una varietà di movimenti diversi. Ad es., per afferrare una bottiglia il pollice può essere usato assieme al dito 1 oppure assieme alle dita 1 e 2. La corteccia motoria primaria è una mappa dei movimenti del corpo ed è organizzata in colonne Un singolo muscolo può essere attivato da colonne diverse. Ciò perché un singolo muscolo può essere sinergico in una varietà di movimenti diversi. Ad es., per afferrare una bottiglia il pollice può essere usato assieme al dito 1 oppure assieme alle dita 1 e 2. gangli della base nucleo caudato - putamen - globo pallido - nucleo subtalamico - substantia nigra i gangli della base costituiscono un circuito motorio • Input da corteccia • Output a corteccia frontale via talamo • Funzione: stimolare l’inizio ed il mantenimento di movimenti finalizzati; inibire quelli indesiderati mes Parkinson (1755-1828) Morbo di Parkinson • Malattia degenerativa a causa ignota • Degenerazione delle cellule dopaminergiche della sostanza nera compatta anatomia del sistema nervoso centrale SNC Il cervelletto è connesso al ponte mediante fasci di fibre detti peduncoli ! •riceve informazioni dal midollo spinale e dalla corteccia e ritrasmette alla corteccia motoria ! •modula la forza, l’ampiezza e la precisione dei movimenti ed è implicato nell’apprendimento di programmi di abilità motoria. – Raffinamento e coordinazione dei movimenti – Regolazione del tono muscolare e mantenimento dell’equilibrio – Apprendimento dei movimenti Anatomia del cervelletto È diviso orizzontalmente in tre lobi. 1. Lobo anteriore. 2. Lobo posteriore. 3. Lobo nodulare. Anatomia del cervelletto È diviso verticalmente in tre regioni. 1.Verme. 2. C. intermedio. 3. C. laterale. La superficie del verme e dei lobi è percorsa da solchi trasversali concentrici che delimitano la massa cerebellare in lamelle. Le lamelle del cervelletto sono disposte orizzontalmente e sono più piccole di quelle della corteccia cerebrale.