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5.-2-Schema-Sintesi-Indicazioni-nazionali

Indicazioni nazionali 2012
Premessa
E’ il documento ufficiale cui tutte le programmazioni della scuola italiana dovrebbero ispirarsi
Le indicazioni sono suddivise in 3 sezioni fondamentali
1. Cultura scuola persona
2. Finalità generali
3. Organizzazione del curriculo
Comprende 4 capitoli:
 La scuola nel nuovo scenario
Comprende 2 capitoli:
 Scuola e costituzione
Comprende 9 capitoli:
 Dalle Indicazioni al curriculo
 La centralità della persona
 Profilo dello studente
 Aree disciplinari e discipline
 Per una nuova cittadinanza
 Continuità e
 unitarietà del curriculo
 Per un nuovo umanesimo
 Traguardi per lo sviluppo delle
 Competenze
 Obiettivi di apprendimento
 Valutazione
 Certificazione delle competenze
 Una scuola di tutti e di ciascuno
 Comunità educativa, comunità professionale,
cittadinanza
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Indicazioni nazionali 2012
1.
Cultura scuola persona
Comprende 4 capitoli:
l’apprendimento dei saperi e dei linguaggi culturali di base
 La scuola nel nuovo scenario
Riconosce la complessità della nostra società che deve essere gestita
attraverso:
e degli strumenti che consentono di continuare ad apprendere per
tutta la vita e selezionare informazioni
 di metodi di lavoro
 di saperi che partano da concreti bisogni formativi
 La centralità della persona
lo studente debba essere messo al centro dell’azione educativa
Afferma con forza il fatto che
 Per una nuova cittadinanza
Sottolinea che sempre più compito della scuola deve essere quello
 Per un nuovo umanesimo
Fa riflettere sul fatto che la scuola debba educare alla consapevolezza
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di far apprendere le regole del vivere e del convivere
nella logica di una collaborazione con i genitori
di come il mondo possa influenzare la vita dei singoli
e di come i singoli siano responsabili verso l’umanità
Indicazioni nazionali 2012
2. Finalità generali
Comprende 2 capitoli:
 Scuola e costituzione
La scuola deve essere il luogo in cui
 Profilo dello studente
In questo capitolo si afferma con convinzione che al termine del
primo ciclo di istruzione
si insegnano e si perseguono i principi della Costituzione italiana e della tradizione
culturale europea
nel rispetto delle diversità individuali
ogni studente dovrebbe essere in grado di iniziare ad affrontare in autonomia e responsabilità le
situazioni della vita tipiche dell’età e di rifletterci esprimendo la propria personalità
applicando in modo unico e originale le otto competenze chiave di cittadinanza
1. Comunicazione nella madrelingua
 Le otto competenze chiave di cittadinanza
Il 18 dicembre 2006 la Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea ha
pubblicato la Raccomandazione del Parlamento Europeo e del
Consiglio relativa a competenze chiave per l’apprendimento
permanente o life long learning
2. Comunicazione nelle lingue straniere
Le competenze chiave sono quelle di cui tutti hanno bisogno
per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva,
l’inclusione sociale e l’occupazione:
5. Imparare ad imparare
3. Competenza matematica
4. Competenza digitale
6. Competenze sociali e civiche
7. Senso di iniziativa e imprenditorialità
8. Consapevolezza ed espressione culturale
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Indicazioni nazionali 2012
3. Organizzazione del curriculo
Comprende 9 capitoli:
1. Dalle Indicazioni al curriculo
Afferma che il presente testo deve essere contestualizzato dagli insegnanti dei singoli istituti, quindi deve essere rivisto, organizzato ed applicato in modo critico e
responsabile.
Non è il curriculo dell’istituto, ma il curriculo cui ogni istituto di deve ispirare.
2. Aree disciplinari e discipline
Afferma che in tutte e 3 gli ordini di scuola, dall’infanzia alla primaria fino alla secondaria, l’attività didattica è orientata alla qualità dell’apprendimento di ciascun
alunno e non ad una sequenza lineare di contenuti.
I docenti devono trovare l’essenziale delle loro discipline partendo dall’esperienza di ciascun alunno ponendosi la domanda: “ Che senso ha per il docente, per gli
studenti e per la società ciò che si insegna ?”
3. Continuità e unitarietà del curriculo
Afferma che l’itinerario scolastico, dai 3 ai 14 anni, è progressivo e continuo, quindi ci deve essere una costante relazione tra i docenti dei i tre ordini di scuola per
identificare gli obiettivi e i traguardi più specifici e irrinunciabili per lo sviluppo delle competenze
4. Traguardi per lo sviluppo delle Competenze
Afferma che è indispensabile una costante relazione tra gli insegnanti dei tre ordini di scuola per identificare i traguardi per lo sviluppo delle competenze
5. Obiettivi di apprendimento
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Afferma che è indispensabile una costante relazione tra gli insegnanti dei tre ordini di scuola per identificare gli obiettivi più specifici e irrinunciabili per lo sviluppo
delle competenze
6. Valutazione
Attraverso una valutazione formativa per l’apprendimento e non dell’apprendimento che precede accompagna e segue i percorsi curriculari
7. Certificazione delle competenze
Afferma che al termine del percorso di studi il docente deve saper dire se l’alunno ha sviluppato una determinata competenza che non è il prodotto di una media
matematica dei voti .
Per questo bisogna sviluppare strumenti di osservazione, documentazione e valutazione per arrivare ad una vera certificazione delle competenze
8. Una scuola di tutti e di ciascuno
Afferma i principi dell’Inclusione delle persone e dell’ integrazione delle cultura, mettendo al centro il principio dell’accoglienza
9. Comunità educativa, comunità professionale, cittadinanza
Tutto ciò può essere realizzato solo se ogni istituto è vissuto come una comunità professionale che apprende, studia, si forma, ricerca e cresce in continuazione
Il capitolo si conclude con l’affermazione che l’elaborazione del curriculo è dinamico, aperto, che non si forma una volta per tutti, ma continua a crescere con la vita
dell’istituto
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Dalle finalità generali dipendono le due sezioni dedicate ai due differenti livelli scolastici:
1. la scuola dell’infanzia
2. la scuola del primo ciclo
1.
La scuola dell’infanzia
Comprende 4 capitoli:
I bambini, le famiglie, i docenti
 E’ un ambiente protettivo, capace di accogliere le diversità e di promuovere le potenzialità di tutti
i bambini,
 Promuove lo star bene e un sereno apprendimento attraverso la cura degli ambienti, la
predisposizione degli spazi educativi, la conduzione attenta dell’intera giornata scolastica
 I BAMBINI
 I bambini sono il nostro futuro e sono portatori di speciali e inalienabili diritti che la scuola per
prima è chiamata a rispettare.
 I bambini giungono alla scuola dell’infanzia con una storia
 Ogni bambino è diverso ed unico e riflette anche la diversità degli ambienti di provenienza
 LE FAMIGLIE
 I bambini sono alla ricerca di legami affettivi e di punti di riferimento, di conferme e di serenità



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
e, al contempo, di nuovi stimoli emotivi, sociali, culturali.
Le famiglie sono il contesto più influente per lo sviluppo affettivo e cognitivo dei bambini.
Nella diversità di stili di vita, di culture, di scelte etiche e religiose, sono portatrici di risorse che
devono essere valorizzate nella scuola
Per i genitori che provengono da altre nazioni, la scuola si offre come uno spazio pubblico per
costruire rapporti di fiducia e nuovi legami di comunità.
Le famiglie dei bambini con disabilità trovano nella scuola un adeguato supporto capace di
promuovere le risorse dei loro figli, attraverso il riconoscimento delle differenze e la costruzione
di ambienti educativi accoglienti e inclusivi.
I DOCENTI
 Devono essere motivati, preparati, attenti alle specificità dei bambini e dei gruppi
 Stile educativo ispirato a criteri di ascolto, accompagnamento, interazione partecipata,
mediazione comunicativa
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 Continua capacità di osservazione del bambino, di presa in carico del suo “mondo”, di lettura
delle sue scoperte, di sostegno e incoraggiamento all’evoluzione dei suoi apprendimenti verso
forme di conoscenza sempre più autonome e consapevoli.
 La progettualità si esplica nella capacità di dare senso e intenzionalità all’intreccio di spazi,
tempi, routine e attività, promuovendo un coerente contesto educativo, attraverso
un’appropriata regia pedagogica.
 La professionalità docente si arricchisce attraverso il lavoro collaborativo, la formazione continua
in servizio, la riflessione sulla pratica didattica, il rapporto adulto con i saperi e la cultura.
 La costruzione di una comunità professionale ricca di relazioni, orientata all’innovazione e alla
condivisione di conoscenze, è stimolata dalla funzione di leadership educativa della dirigenza e
dalla presenza di forme di coordinamento pedagogico.

7
L’ambiente di apprendimento
 Equilibrata integrazione di momenti di cura, di relazione, di apprendimento, dove le stesse
routine (l’ingresso, il pasto, la cura del corpo, il riposo, ecc.) svolgono una funzione di regolazione
dei ritmi della giornata e si offrono come “base sicura” per nuove esperienze e nuove
sollecitazioni.
 L’apprendimento avviene attraverso l’azione, l’esplorazione, il contatto con gli oggetti, la natura,
l’arte, il territorio, in una dimensione ludica, da intendersi come forma tipica di relazione e di
conoscenza. Nel gioco, particolarmente in quello simbolico, i bambini si esprimono, raccontano,
rielaborano in modo creativo le esperienze personali e sociali.
 L’organizzazione degli spazi e dei tempi diventa elemento di qualità pedagogica dell’ambiente
educativo e pertanto deve essere oggetto di esplicita progettazione e verifica. In particolare:
 lo spazio dovrà essere accogliente, caldo, ben curato, orientato dal gusto estetico, espressione
della pedagogia e delle scelte educative di ciascuna scuola.
 il tempo disteso consente al bambino di vivere con serenità la propria giornata, di giocare,
esplorare, parlare, capire, sentirsi padrone di sé e delle attività che sperimenta.
 L’osservazione, nelle sue diverse modalità, rappresenta uno strumento fondamentale per
conoscere e accompagnare il bambino in tutte le sue dimensioni di sviluppo, rispettandone
l’originalità, l’unicità, le potenzialità attraverso un atteggiamento di ascolto ed empatia.
 La pratica della documentazione va intesa come processo che produce tracce, memoria e
riflessione, negli adulti e nei bambini, rendendo visibili le modalità e i percorsi di formazione e
permettendo di apprezzare i progressi dell’apprendimento individuale e di gruppo.
 L’attività di valutazione nella scuola dell’infanzia risponde ad una funzione di carattere formativo,
che riconosce, accompagna, descrive e documenta i processi di crescita, evita di classificare e
giudicare le prestazioni dei bambini, perché è orientata a esplorare e incoraggiare lo sviluppo di
tutte le loro potenzialità.

I campi di esperienza:
il sé e l’altro
3. il corpo e il movimento
4. immagini, suoni, colori
5. i discorsi e le parole
6. la conoscenza del mondo
2.

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Dalla scuola dell’infanzia alla
scuola primaria
Al termine del percorso triennale della scuola dell’infanzia, è ragionevole attendersi che ogni bambino
abbia sviluppato alcune competenze di base che strutturano la sua crescita personale:
• Riconosce ed esprime le proprie emozioni, è consapevole di desideri e paure, avverte gli stati
d’animo propri e altrui.
• Ha un positivo rapporto con la propria corporeità, ha maturato una sufficiente fiducia in sé, è
progressivamente consapevole delle proprie risorse e dei propri limiti, quando occorre sa
chiedere aiuto.
• Manifesta curiosità e voglia di sperimentare, interagisce con le cose, l’ambiente e le persone,
percependone le reazioni ed i cambiamenti.
• Condivide esperienze e giochi, utilizza materiali e risorse comuni, affronta gradualmente i conflitti
e ha iniziato a riconoscere le regole del comportamento nei contesti privati e pubblici.
• Ha sviluppato l’attitudine a porre e a porsi domande di senso su questioni etiche e morali.
• Coglie diversi punti di vista, riflette e negozia significati, utilizza gli errori come fonte di
conoscenza.
• Sa raccontare, narrare, descrivere situazioni ed esperienze vissute, comunica e si esprime con una
pluralità di linguaggi, utilizza con sempre maggiore proprietà la lingua italiana.
• Dimostra prime abilità di tipo logico, inizia ad interiorizzare le coordinate spazio-temporali e ad
orientarsi nel mondo dei simboli, delle rappresentazioni, dei media, delle tecnologie.
• Rileva le caratteristiche principali di eventi, oggetti, situazioni, formula ipotesi, ricerca soluzioni a
situazioni problematiche di vita quotidiana.
• È attento alle consegne, si appassiona, porta a termine il lavoro, diventa consapevole dei processi
realizzati e li documenta.
• Si esprime in modo personale, con creatività e partecipazione, è sensibile alla pluralità di culture,
lingue, esperienze.
2. La scuola del primo ciclo
Primaria e Secondaria di 1^ grado
Comprende 4 capitoli:
 Il senso dell’esperienza educativa
 L’alfabetizzazione culturale
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 La scuola propone situazioni e contesti in cui gli alunni riflettono per capire il mondo e se stessi, diventano
consapevoli che il proprio corpo è un bene di cui prendersi cura, trovano stimoli per sviluppare il pensiero
analitico e critico, imparano ad imparare, coltivano la fantasia e il pensiero originale, si confrontano per
ricercare significati e condividere possibili schemi di comprensione della realtà, riflettendo sul senso e le
conseguenze delle proprie scelte.
 Favorisce lo sviluppo delle capacità necessarie per imparare a leggere le proprie emozioni e a gestirle, per
porsi obiettivi non immediati e perseguirli. Promuove inoltre quel primario senso di responsabilità che si
traduce nel fare bene il proprio lavoro e nel portarlo a termine, nell’avere cura di sé, degli oggetti, degli
ambienti che si frequentano, sia naturali sia sociali
 La scuola primaria mira all’acquisizione degli apprendimenti di base, come primo esercizio dei diritti
costituzionali. Ai bambini e alle bambine che la frequentano offre l’opportunità di sviluppare le dimensioni
cognitive, emotive, affettive, sociali, corporee, etiche e religiose, e di acquisire i saperi irrinunciabili. Si
pone come scuola formativa che, attraverso gli alfabeti caratteristici di ciascuna disciplina, permette di
esercitare differenti stili cognitivi, ponendo così le premesse per lo sviluppo del pensiero riflessivo e critico.
Per questa via si formano cittadini consapevoli e responsabili a tutti i livelli, da quello locale a quello
europeo.
 Cittadinanza e costituzione
 L’ambiente di apprendimento
Curare l’ambiente di apprendimento vuol dire:
1. Valorizzare l’esperienza e le conoscenze
2.
3.
4.
5.
6.
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degli alunni
Attuare interventi adeguati nei riguardi
delle diversità
Favorire l’esplorazione e la scoperta
Incoraggiare l’apprendimento
collaborativo
Incoraggiare la consapevolezza del
proprio modo di apprendere
Realizzare attività didattiche in forma
di laboratorio
 Obiettivi irrinunciabili dell’educazione alla cittadinanza sono la costruzione del senso di legalità e lo sviluppo
di un’etica della responsabilità, che si realizzano nel dovere di scegliere e agire in modo consapevole e che
implicano l’impegno a elaborare idee e a promuovere azioni finalizzate al miglioramento continuo del proprio
contesto di vita, a partire dalla vita quotidiana a scuola e dal personale coinvolgimento in routine
consuetudinarie che possono riguardare la pulizia e il buon uso dei luoghi, la cura del giardino o del cortile, la
custodia dei sussidi, la documentazione, le prime forme di partecipazione alle decisioni comuni, le piccole
riparazioni, l’organizzazione del lavoro comune
 Accanto ai valori e alle competenze inerenti la cittadinanza, la scuola del primo ciclo include nel proprio
curricolo la prima conoscenza della Costituzione della Repubblica italiana
 Parte integrante dei diritti costituzionali e di cittadinanza è il diritto alla parola (articolo 21) il cui esercizio
dovrà essere prioritariamente tutelato ed incoraggiato in ogni contesto scolastico e in ciascun alunno,
avendo particolare attenzione a sviluppare le regole di una conversazione corretta
 Una buona scuola primaria e secondaria di primo grado si costituisce come un contesto idoneo a
promuovere apprendimenti significativi e a garantire il successo formativo per tutti gli alunni.
 L’acquisizione dei saperi richiede un uso flessibile degli spazi, a partire dalla stessa aula scolastica, ma
anche la disponibilità di luoghi attrezzati che facilitino approcci operativi alla conoscenza per le scienze, la
tecnologia, le lingue comunitarie, la produzione musicale, il teatro, le attività pittoriche, la motricità.
 Particolare importanza assume la biblioteca scolastica, anche in una prospettiva multimediale, da
intendersi come luogo privilegiato per la lettura e la scoperta di una pluralità di libri e di testi, che sostiene
lo studio autonomo e l’apprendimento continuo; un luogo pubblico, fra scuola e territorio, che favorisce la
partecipazione delle famiglie, agevola i percorsi di integrazione, crea ponti tra lingue, linguaggi, religioni e
culture.
 Le discipline
Ciascuna è declinata in :
 I traguardi per le competenze
 Gli obiettivi specifici di apprendimento
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Italiano
Lingua inglese e seconda lingua comunitaria
Storia
Geografia
Matematica
Scienze
Musica
Arte e immagine
Educazione fisica
Tecnologia
Competenze chiave 2006