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Scrivi una relazione sull’origine della vita sulla Terra

Scrivi una relazione sull’origine della vita sulla Terra
e della società umana secondo gli atomisti
In ogni secolo che passa insorgono nuovi problemi, cambiano mentalità, l'una più diversa
dell'altra; non si può dire che ciò sia influenzato solamente dal tempo: nel gioco compare anche lo
spazio, che si interpone fra popoli di culture diverse. Quando pensiamo a quel che è stato, anni,
decenni, millenni prima di noi, a stento riusciamo ad immaginare il mondo così come lo
conosciamo; tutto ci sembra tanto distante da non darne poi tanta importanza. Ma se ci fermiamo a
riflettere, ci possiamo accorgere che, in fin dei conti, c'è stato, c'è, e molto probabilmente continuerà
ad esistere un tormento, un intrigante quesito che ha fatto diventare ogni essere su questo pianeta, a
un certo punto della sua vita, un filosofo: ”Chi siamo noi? Da dove proveniamo? Che cos'è questa
vita che velocemente viene, e altrettanto rapida se ne va?” Tutte le civiltà, senza eccezione, hanno
provato nel modo che ritenevano più appropriato a dare un senso al proprio mondo; Assirobabilonesi, Sumeri, Fenici, Romani, Celti, Greci...
Col passare degli anni i pensieri si sono alternati, intrecciati, annullati reciprocamente, fino ad
arrivare a ciò che oggi chiamiamo scienza moderna. Scienza che si basa su teorie ormai radicate
nelle mentalità attuali, insieme ad altre due convinzioni (Creazionismo – una forma sovrannaturale
posta all’origine del mondo; Esobiologia – Mondo alieno giunto sulla Terra dà inizio alla vita),
come quella proposta da Charles Darwin nel 1859, la teoria dell'Evoluzione. Ma già molto prima di
allora studiosi di ogni tipo hanno contribuito ad arricchire il bagaglio culturale a disposizione
dell’umanità. Affine per certi aspetti a ciò che è il darwinismo in effetti è l’ipotesi circa la nascita
del mondo secondo gli atomisti. Essi ritenevano che al principio terra e cielo fossero una cosa sola
ma che con la separazione dei corpi, con il moto dell’area e con le componenti ignee presenti si
sono venute a formare delle bolle di umidità con intorno putredini. Chiaramente questa ipotesi
potrebbe avere nella teoria più attuale dell’Evoluzionismo un riscontro, usato infatti anche da
Richard Dawkins nel suo libro ”Il gene egoista”, nel capitolo 1, a partire dalla pagina 17, per
argomentare la sua teoria: supponendo i possibili elementi presenti sulla Terra prima dell'inizio della
vita, alcuni chimici hanno cercato di riprodurre in laboratorio quello che si ipotizzava fosse
l'ambiente in cui ha avuto origine la vita, simulando, per esempio, scariche elettriche o raggi
ultravioletti. Dopo una settimana hanno trovato ”un brodo marroncino (chiamato brodo
primordiale) che conteneva un gran numero di molecole più complesse di quelle introdotte in
origine. [...] A un certo punto per caso si è formata una molecola particolarmente notevole che
chimeremo il replicatore (antenato del DNA; dalle spiegazioni di R. Dawkins - sono delle molecole
in grado di creare repliche, copie, di se stesse)”.
Il passaggio successivo viene spiegato dagli atomisti con l’introduzione del nuovo concetti di
atomo, particella indivisibile costituente tutte le materie.
Anche gli evoluzionisti legano l’origine dei corpi e delle materie a piccole particelle quali i
replicatori. (Citando sempre il libro “Il gene egoista” di R. Dawkins, capitolo 1, pagina 19), “ora
dobbiamo parlare di una proprietà importante di ogni processo di copiatura, il fatto che non è mai
perfetto, ma è soggetto a errori.” Perciò, man mano che i replicatori creavano copie di se stessi,
avvenivano mutazioni che, a seconda delle circostanze e dell'ambiente più o meno favorevole,
tendevano ad aumentare o a diminuire nel brodo marroncino. Tuttavia nel momento in cui i
replicatori furono diventati troppo numerosi nel cosiddetto brodo primordiale, cominciarono le lotte
per la sopravvivenza: ogni errore che portava a un grado superiore di stabilità, o riduceva quella dei
replicatori rivali, tendeva a conservarsi e quindi anche a moltiplicarsi; ciò portò alcuni replicatori,
quelli che furono sopravvissuti, a cercare metodi per difendersi: si unirono in “macchine da
sopravvivenza”, sempre più grandi e più elaborate. Da allora, la natura ha cominciato a selezionare i
più abili ad adattarsi, i più forti. Anche qui, ci sono varie teorie della selezione naturale, come quella
della selezione naturale del gruppo, quella dell'individuo o anche quella del gene egoista, sostenuta
da R. Dawkins nel suo libro citato di sopra, in cui a “dettare le regole” non sono né le comunità,
ovvero i gruppi, né gli individui in sè, ma i geni, altrimenti chiamati replicatori, che viaggiano di
corpo in corpo mandando avanti le loro informazioni genetiche e, in un certo senso, manipolando il
comportamento dei loro “mezzi di trasporto” a seconda del possibile vantaggio; i geni quindi
sopravvivono anche per l'eternità...).
Umano vuol dire comportamento, psiche; e proprio per questo motivo gli atomisti offrono una
loro ipotesi che include questi due aspetti fondamentali della vita: secondo loro infatti, con la
nascita degli esseri umani, questi vivevano separati, in una continua lotta con l’ambiente esterno che
temevano; e la paura li spinse a unire le proprie forze per difendersi. Gli atomisti sostenevano
quindi che in questo modo siano comparse le prime comunità, che hanno automaticamente
implicato la creazione di un codice adatto per comunicare, il linguaggio, vario tanto quanto i ‘centri’
formatisi.
Infine, le condizioni scarse di vita e dunque la necessità, hanno obbligato gli umani, nella
mentalità atomistica, ad adattarsi e a far adattare l’ambiente esterno al proprio volere, ‘grazie al
possesso delle mani, della ragione e di un’anima versatile.’
FONTI:
 Diodoro Siculo, frammento sull’origine della vita sulla Terra e della società umana secondo
gli atomisti
 Il genio egoista, Richard Dawkins
Roma, 17/11/2019
Isabella Tokos, 3A