MONTE SION

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MONTE SION
Il più antico documento datato (8 gennaio 1561) che riguarda il convento si riferisce alla vendita di una cascina, sita in
Pontestura, da parte di questo in favore dei fratelli Bacino. In base a questo documento si può ritenere che la sua
fondazione risalga, almeno, ai primi anni del XVI sec., sebbene sia possibile che il primo nucleo del convento sia stato il
priorato di Santa Maria della Rocca, nella seconda metà del XIV secolo.
In una lettera del 4 maggio 1600 gli eredi dell’Abate Vallaro, avendo citato in giudizio gli eredi di Giovanni Maria Savio
per un credito a proprio favore, si rivolgono al Vicario Episcopale per la soluzione della controversia, essendo alcuni
terreni dei debitori in possesso del convento di Monte Sion. La richiesta non è accolta e viene rinviata al Tribunale
secolare.
La chiesa del convento era intitolata alla Beata Vergine dell’Assunta ed era stata consacrata, il 20 settembre 1619, dal
Vescovo di Casale Monferrato, Mons. Pascale.
Un decreto di Papa Innocenzo X, emesso a Roma il 10 febbraio 1654, stabilisce la chiusura dei conventi con un numero di
frati inferiori a 12, di quelli costituiti dopo il 21 giugno 1625 e, comunque, la sottomissione all’Ordinario (Vescovo) del
luogo.
DECRETO DI INNOCENZO X
Il convento di Monte Sion non fu comunque chiuso anche se, da una Visita Pastorale di Mons. Miroglio, datata 3 maggio
1664, sappiamo che i frati presenti erano 3 sacerdoti e 3 laici.
La soggezione all’Ordinario locale no doveva essere molto gradita, tanto che in una lettera del Cardinale Cafanato, inviata
da Roma il 20 settembre 1685, l’Alto Prelato, ricordando che il convento non era stato chiuso, a suo tempo,”per grazia”,
ribadisce l’obbligo di essere soggetti alla giurisdizione del Vescovo.
Intorno al 1720 nacque, fra il feudatario di Mombello, Marchese Alessandro Guerriero, ed il convento una disputa a
proposito di terreni, passaggio sui ponti ed i fossi di scolo. Il contenzioso, come dimostrato da numerosi documenti, era di
difficile soluzione. Tutto fu risolto da Mons. Radicati, Vescovo di Casale Monferrato, nel 1722, mediando fra le posizioni
di Monte Sion e del Marchese Guerriero, rappresentato dal cognato Conte Giovanni Picco Pastrone. Di questa felice
soluzione dà testimonianza una lettera inviata dal Marchese ai Padri del convento, datata Mantova 22 novembre 1722.
Durante la Visita Pastorale del rappresentante del Vescovo, avvenuta il 10 maggio 1725, a questo non fu consentito di
entrare in tutte le parti del convento, in particolare della zona della Clausura, e ciò porto alla scomunica immediata dei
Padri Francesco Antonio Calligari, Carlo Giuseppe Cellebrino e dei frati laici presenti, scomunica in seguito annullata.
Nella medesima occasione si fa visita alle reliquie dei Santi Lucillo e Saturnino, autenticate dall’Arciprete Delfino da
Giovanni il 5 aprile 1702.
Nello stesso anno viene richiesto, da parte del Vescovo, l’elenco delle proprietà del convento: queste si trovano nei territori
di Mombello, Cerrina, Varengo, Gabiano, Camino, Castel San Pietro, Pontestura, Serralunga, Fontaneto, Palazzolo, le
Grange, l’Abbazia di Lucedio, Solonghello, Rocca delle Donne e Brusaschetto e risultano essere state acquisite, quasi
totalmente, per donazioni e permute fra il 1643 e il 1719.
La Lettera Apostolica di Papa Benedetto XIV concede all’Ordine dei Frati Minori di San Francesco una particolare
indulgenza per le Messe per tutti i defunti celebrate sull’Altare Maggiore, da qualunque sacerdote, e di tale concessione
viene investito anche Monte Sion, il 9 gennaio 1753.
LETTERA APOSTOLICA DI BENEDETTO XIV
PAGINA RELATIVA A MONTE SION
In seguito alla emanazione della Legge Napoleonica relativa ai Benefici Ecclesiastici (1801-Concordato-Subordina clero e
cattolici allo Stato, compresa la nomina dei Vescovi, la congrua e il giuramento dei sacerdoti)il convento viene chiuso nel
1802 ed il fabbricato è posto in vendita. Con Decreto del Prefetto di Alessandria (29 luglio 1804-30 Messidoro anno XIII)
ciò che resta dell’arredamento viene assegnato al parroco di Ilengo che, nel 1807, riferisce che lo stato della chiesa di
Monte Sion, pur privo di arredi sacri, è tale da poter essere utilizzata per celebrarvi la Messa. Intorno al 1810 l’edificio
viene venduto e trasformato in cascina.
La struttura del convento di Monte Sion, in una descrizione del 1725, era composta di una parte anteriore con la chiesa e di
una parte posteriore che, partendo da levante e sviluppandosi verso ponente, comprendeva una corte rustica, il refettorio, i
chiostri, la dispensa, un atrio davanti al refettorio, la cucina ed una parte superiore con le celle.
Dell’edificio originario oggi restano le tracce della facciata della chiesa, trasformata nel muro laterale di una stalla e,
probabilmente, una parte delle cantine.
TRACCE DELLA FACCIATA
TRACCE DELLA FACCIATA
Copertina originale della lettera Apostolica di Benedetto
XIV.
PANORAMA VERSO MOMBELLO
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