convenzione dott. claudio panico oculista

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Torino, 08 gennaio 2014
Prot.: NEWS: 6_14
Agli associati
CONVENZIONE
DOTT. CLAUDIO PANICO
OCULISTA
FABI Plus vi ricorda la convenzione con l’oculista Dott. Claudio Panico, Primario
dell'Ospedale Oftalmico di Torino.
Affidandovi alla professionalità e alla competenza del Dott. Claudio Panico potrete
prendervi cura dei vostri occhi e della vostra vista ed affrontare al meglio qualunque
patologia oftalmica.
Direttore sia del Reparto di Oculistica Generale, sia del Reparto di Traumatologia
dell'Ospedale Oftalmico di Torino, il Dott. Panico si interessa da sempre di grandi
traumi oculari ed è specializzato nel trapianto di cornea e nel distacco di retina
complicato, anche trattati contemporaneamente nella stessa seduta operatoria. Fautore
della chirurgia microincisionale della cataratta, adotta un metodo che non
richiede né punti di sutura, né anestesia, né ricovero.
Esperto nel campo della chirurgia della retina, il Dott. Claudio Panico è in grado di
trattare con ottimi risultati l’intera gamma delle patologie maculari: dagli edemi ai
pucker maculari, fino ad arrivare ai fori maculari con vitrectomie mininvasive.
Presentando la Card FABI Plus sconto del 10%
su ogni tipo di prestazione, sia diagnostica che chirurgica
non coperta da assicurazione
(alleghiamo articolo pag. 32-35 Plus Magazine - settembre 2013)
Dott. Claudio Panico - Oculista
C.so Vittorio Emanuele II 62
10121 - TORINO (To)
Tel. 011 542593
Fax. 011 9112810
www.oculistapanico.it
[email protected]
Cordiali saluti.
FABI Plus – Via Guarini 4 – 10123 Torino – tel. 0115611153 – fax 011540096
www.fabiplus.org - [email protected]
MEDICINA E SALUTE
di Emanuela Truzzi (foto A. Lercara)
Il Dr. Claudio Panico
è Primario di due reparti all’Ospedale
Oftalmico di Torino: Traumatologia Oculare
e Oculistica Generale.
La Traumatologia oculare è una disciplina
altamente specialistica di cui esistono solo due
Reparti in Italia, a Torino e a Napoli.
Nuove tecnologie nella chirurgia refrattiva:
FEMTOLASIK
Dr. Panico, racconti ai nostri lettori la
sua storia professionale.
Professionalmente sono nato nel reparto di traumatologia dell’Oftalmico
di Torino e sono sempre rimasto interno da oltre trent’anni. Qui affrontiamo
tutta la chirurgia oculare, dal trapianto
della cornea alla cataratta, dalla correzione dei difetti di refrazione, fino
alla chirurgia della retina con i corpi
estranei, i distacchi di retina, la rottura
del bulbo. Sono titolare di un corso di
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Pronto Soccorso e Chirurgia Traumatologica presso la Scuola di Specialità in
Oftalmologia dell’Università di Medicina di Torino.
Con il passare degli anni, oltre a continuare il nostro aggiornamento internazionale, ho iniziato ad essere invitato come chirurgo a corsi e congressi
di chirurgia in diretta. Ad esempio al
congresso inglese svoltosi a Windsor e
trasmesso via satellite a una platea di
400 oculisti riuniti a più di 300 miglia
di distanza. In quell’occasione eseguii
due interventi di microchirurgia della cataratta praticata attraverso due
piccolissimi fori, tecnica che nel 2004
era poco diffusa in Gran Bretagna. Più
recente è stato l’invito ad eseguire in
diretta una chirurgia combinata, cioè
un intervento di cataratta associato
ad una chirurgia della retina con una
tecnica mininvasiva a piccolo taglio al
congresso internazionale SOI svoltosi a
Milano, nel maggio 2012.
Ultimamente abbiamo operato i tre
ragazzi della Val di Susa a cui è scoppiata una bomba a mano alcuni mesi
fa. Li abbiamo soccorsi una domenica,
aprendo due sale operatorie contemporaneamente e operando dalle sette
del mattino alle cinque del pomeriggio.
Il ragazzo più grave ha perso anche
una mano e dopo 4-5 ore di intervento chirurgico di ricostruzione del bulbo
oculare ci siamo dovuti arrendere e abbiamo dovuto asportarlo. L’altro occhio
percepiva ancora la luce, quindi abbiamo effettuato il trapianto della cornea,
ricostruito il bulbo, asportato la cataratta, riaccollato il distacco di retina e
fermato l’emorragia. I 2 ragazzi più colpiti sono stati rioperati tutti e due per
tre volte nel giro di un mese e mezzo
e adesso hanno un residuo di capacità
visiva e confidiamo che possano recuperare ancora. Il terzo ragazzo ha subito un solo intervento ed ha un’ottima
MEDICINA E SALUTE
visione in entrambi gli occhi. Arrivano
spesso casi molto gravi in quanto gestiamo l’unico pronto soccorso regionale oculare aperto 24 ore al giorno per
365 giorni.
Ci parli delle nuove tecnologie utilizzate per trattare casi meno disperati e
garantire un miglior benessere.
L’oculistica è una delle scienze mediche che ha avuto lo sviluppo più rapido
negli ultimi anni. L’evoluzione tecnologica degli strumenti diagnostici e terapeutici è stata tale da rendere rapidamente obsolete le proprie attrezzature
nell’arco di pochissimi anni.
Abbiamo effettuato investimenti importanti per comprare i nuovi laser con
cui trattare i difetti di refrazione come
la miopia, l’astigmatismo, l’ipermetropia e adesso anche la presbiopia.
Oggi siamo in grado di trattare anche
i pazienti oltre i 40 anni riuscendo a far
portare meno gli occhiali da vicino.
L’ultimo laser è stato acquisito l’anno
scorso e abbiamo maturato un followup di un anno e mezzo. Ogni quattro
anni sostituiamo i nostri laser, alla scadenza del leasing d’acquisto, in modo
da contare sempre sul massimo della
tecnologia. Questo per quanto riguarda la professione privata, mentre il sistema sanitario nazionale in tempi di
spending review non può gestire investimenti così importanti che superano
il milione di euro. Anche se avessimo
accesso a tali risorse sarebbero destinate a risolvere patologie più complesse.
La chirurgia refrattiva si può assimilare
parzialmente alla chirurgia estetica e
quindi non è così indispensabile, anche
se ci sono dei difetti di vista importanti,
per i quali non è soltanto un mero desiderio di migliorare il proprio aspetto
estetico ma una reale necessità. Con un
difetto grave che comporti l’uso di lenti
troppo forti, la visione diventa scarsa
anche con gli occhiali, mentre grazie al
trattamento laser o l’utilizzo delle lenti
a contatto la visione migliora molto.
Quali sono stati i progressi più recenti
in tal senso, Dr. Panico?
Per molti anni abbiamo utilizzato i
laser a eccimeri, mentre ora ci sono
un brand conosciuto al grande pubblico che produce ottiche per cannocchiali, lenti per occhiali, obiettivi fotografici, lenti per telescopi astronomici con
una reputazione elevatissima da oltre
duecento anni e costantemente al top
dell’industria ottica mondiale. Di questi laser a femtosecondi ce ne sono due
in Piemonte ma di questa qualità con
piattaforma Zeiss ce ne sono solo tre
in tutta Italia.
quelli a femtosecondi, come il modello che abbiamo acquisito di recente.
Il femtosecondo è un’unità di misura
di tempo uguale a un miliardesimo di
milionesimo di secondo ed è il tempo
impiegato da un elettrone per passare
da uno stato ad un altro. Utilizzando
impulsi così brevi questo laser può applicare un’energia molto piccola con un
bassissimo effetto termico e provocare
un traumatismo praticamente irrilevante, pur essendo terapeuticamente
molto efficace e molto sicuro. Il nostro
appartiene già alla 4ª generazione. Abbiamo acquisito una piattaforma Zeiss,
il marchio migliore e più innovativo che
opera in questa tecnologia. Si tratta di
Come si svolge questo intervento?
Il paziente non si accorge assolutamente di nulla e anche dopo l’intervento
non prova alcun dolore, il recupero
della vista è pressoché istantaneo. Se i
pazienti vengono operati il venerdì noi
promettiamo di poter andare a lavorare già il lunedì. Con il laser a eccimeri
il primo giorno e la prima notte erano
dolorose, si doveva rimanere al buio
tre o quattro giorni e tenere le lenti a
contatto per cinque, mentre prima di
poter stare al computer per tutta una
giornata lavorativa dovevano passarne
quindici; con il femtolaser il recupero è
immediato. Gli interventi vengono effettuati presso la Clinica Fornaca dove
abbiamo una sala operatoria dedicata
che utilizziamo in esclusiva e i laser
sono di nostra proprietà, non della clinica. Avevamo bisogno di poter contare
su un ambiente sterile che non venisse
utilizzato da nessun altro.
settembre 2013 | Plus Magazine | MEDICINA E SALUTE
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MEDICINA E SALUTE
sivo matura fino ai 18 anni e bisogna
considerare che esiste un intervallo di
variabilità individuale per cui per avere
la garanzia della massima stabilità del
risultato è consigliabile attendere fino
ai 22/23 anni. La nostra esperienza ventennale ci conferma che il difetto che
andremo a correggere non peggiorerà
più, a meno che sia in atto una malattia
miopica evolutiva, destinata a peggiorare durante tutto il corso della vita. In
questi casi bisogna chiarire bene al paziente che si resetta la miopia e dopo
due o tre anni ci sarà un nuovo peggioramento. Se i criteri di selezione sono
corretti i casi di un nuovo intervento
sono rarissimi. Il mio consiglio è quello
di farsi regalare l’intervento per la laurea. È un bel regalo!
Oggi siamo in grado di correggere tutti i quattro tipi di difetti di refrazione,
intervenendo su miopia, astigmatismo,
ipermetropia e presbiopia.
Dr. Panico, ci sono dei limiti di età da
rispettare per effettuare l’intervento?
Noi consigliamo di attendere i 22/23
anni e interveniamo solo a quell’età.
Prima operiamo soltanto coloro che
devono effettuare un concorso che richieda il massimo della capacità visiva
come per entrare nei carabinieri o in
alcuni reparti specializzati dell’esercito o per gli allievi piloti. Il sistema vi-
Quali sono gli esami da affrontare
prima di sottoporsi a questo intervento?
Individuare un difetto di vista che sia
compatibile con quello trattabile con il
laser e quindi non estremo. I casi più
complessi si possono correggere meglio con la chirurgia o con delle lenti
intraoculari. Inoltre il difetto non deve
essere progressivo. Si misura lo spessore della cornea con la pachimetria e
si esegue una topografia corneale per
rilevare irregolarità della superficie corneale. Se la cornea è regolare il laser
effettua un ottimo lavoro altrimenti,
come nel caso del cheratocono che
rappresenta un criterio di esclusione
assoluta, preferiamo non intervenire.
Il criterio ispiratore di questa chirurgia
è di essere una tecnica a complicanze
tendenti a zero. Tutti quei casi che possono comportare un minimo rischio li
escludiamo.
Per quanto riguarda la cataratta, intervenite sempre con il femtolaser?
Stiamo valutando di utilizzarlo ma la
nostra tecnica tradizionale ad ultrasuoni è eccellente, non necessita di anestesia, si pratica una fessura di 1,8 mm
nella cornea attraverso cui viene infilata
una lente pieghevole, arrotolata come
una foglia di sigaro e il paziente va a
casa con le sue gambe, senza bendaggi
e dopo 24 ore vede bene. È un intervento che effettuiamo con la stessa tecnica
anche in ospedale. L’altro nostro cavallo di battaglia sono gli interventi sulla
retina. Una chirurgia mininvasiva senza punti con un recupero molto rapido
che comprende tutta la chirurgia della
macula e la terapia della degenerazione maculare senile. Siamo stati uno dei
cinque centri specialistici in Italia ad
aver condotto queste sperimentazioni.
Gli interventi maculari li associamo sovente alla cataratta. Eseguiamo anche
la chirurgia del distacco di retina, una
chirurgia molto complessa che richiede
un training lunghissimo e pochi oculisti sono in grado di affrontare.
Diversamente dalle molteplici strutture
low cost sorte negli ultimi anni, possiamo paragonare l’equipe del Dr. Panico al team Ferrari di F1, un’eccellenza
italiana inimitabile dove tecnologia e
capitale umano si coniugano allo stato
dell’arte!
Dr. CLAUDIO PANICO - Oculista
C.so Vittorio Emanuele II 62 - Torino
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