Mini Dossier Prevenzione N. 06/09

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Mini Dossier Prevenzione N. 06/09
ESTATE IN SALUTE
LA PELLE AL SOLE
Nel corso degli ultimi anni si è fatta strada una maggiore consapevolezza
dell’importanza di una corretta protezione nei confronti delle radiazioni UVA e UVB.
Tuttavia spesso ci si espone ai raggi solari senza le adeguate precauzioni, sottovalutando i fattori di rischio legati soprattutto al fototipo genetico.
Con il termine fototipi si classifica la predisposizione degli individui ad avere una maggiore o minore risposta eritematogena all’esposizione solare.
Fototipo I – Capelli rossi, occhi chiari, lentiggini, carnagione chiara e di aspetto lattiginoso. Non si abbronza mai e necessita sempre della protezione massima.
Fototipo II – Capelli biondi, occhi chiari, carnagione chiara. Si abbronza con difficoltà ed
è spesso soggetta a scottature.
Fototipo III – Capelli biondi o castani, occhi marroni o chiari, carnagione chiara o moderatamente scura. Si abbronza gradualmente e può scottarsi.
Fototipo IV – Capelli castano scuri, occhi scuri, carnagione piuttosto scura. Si scotta di
rado e si abbronza con facilità.
Fototipo V – Capelli bruni, occhi scuri, carnagione scura olivastra. Si scotta molto raramente e si abbronza intensamente e in tempi rapidi.
Fototipo VI – Capelli neri, occhi neri, carnagione nera. Non si scotta mai.
LO SPETTRO SOLARE
Il sole emette sulla terra una serie di radiazioni elettromagnetiche sotto forma di raggi,
alcune dei quali sono assorbiti dall’atmosfera e non la oltrepassano, come i raggi gamma, raggi X e UVC; altri, gli UltraVioletti di tipo A, UltraVioletti di tipo B, InfraRossi e la luce
visibile, arrivano fino a noi.
Gli UVB rappresentano solo il 2% degli ultravioletti che arrivano al suolo. Molto energetici, penetrano facilmente nella pelle e una parte di essi, compresa tra il 10 e il 20%, arriva
fino al derma. Gli UVB sono responsabili dell’eritema e, insieme con i raggi UVA, della
pigmentazione ritardata.
Gli UVA rappresentano invece il 98% dei raggi ultravioletti che arrivano al suolo.
Meno energetici degli UVB, possiedono un superiore potere di penetrazione della pelle:
il 30% arriva fin dentro al derma. Ossidando i precursoni della melanina, sono responsabili
della pigmentazione immediata e collaborano a quella ritardata. Inoltre, agendo sulle
strutture collageniche ed elastiche del derma, sono responsabili del fotoinvecchiamento.
Al contrario degli UVB, non esiste nel caso degli UVA il segnale d’allarme dell’eritema:
ne consegue che, anche a basse dosi, possono indurre alterazioni più insidiose degli
Uvb.
Per quanto riguarda i raggi InfraRossi, si sa che sono responsabili dello stato di calore ed
aggravano il fotoinvecchiamento.
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LA PROTEZIONE
L’organismo umano ha alcune difese naturali per proteggersi da questa aggressione:
un film idrolipidico superficiale che forma una pellicola protettiva;
lo strato corneo cutaneo che assorbe gli UVB, ma lascia passare gli UVA;
la pigmentazione melaninica, che diminuisce di circa il 10% ogni 10 anni di età. La
melanina si dispone come uno scudo protettivo sui nuclei delle cellule ed è in
grado di assorbire 2/3 degli UVB, più potenti ma meno penetranti e circa il 70%
degli UVA, in grado di attraversare l’epidermide arrivando fino al derma.
La maggior parte delle lesioni foto-indotte può essere riparata dal nostro organismo,
ma esposizioni intense e frequenti possono mettere in crisi i meccanismi di autoriparazione.
La protezione dai danni causati dall’esposizione ai raggi UltraVioletti e InfraRossi deve
essere una preoccupazione sanitaria prioritaria in Italia, ove è in aumento l’incidenza di
patologie dermatologiche anche gravi.
Per “fattore di protezione solare” (FP Protection Factor) si intende il rapporto tra la dose
minima di UV necessaria per indurre eritema su pelle protetta dall’antisolare e quella su
pelle non protetta.
Il fattore di protezione dei prodotti solari si riferisce di solito alle proprietà filtranti di un
prodotto rispetto ai raggi UVB, perché sono ritenuti i più pericolosi per le scottature.
Negli ultimi anni, però, è cresciuta l’attenzione anche agli UVA, che sono in grado di
danneggiare le strutture di sostegno (collagene ed elastina) della pelle e, per questo,
sono responsabili dell'
invecchiamento cutaneo (rughe).
Le scale per valutare la protezione dai raggi solari sono:
SPF (sunburn protection factor) - valuta la protezione UVB
PPD (persistent pigment darking) - valuta la protezione UVA
SCALA BOOTS - valuta la protezione totale tramite un indice a 5 stelle che nasce
dal rapporto fra la protezione UVA e UVB :
da 0,2 a < 0,4
*
protezione minima
da 0,4 a < 0,6
**
protezione moderata
da 0,6 a < 0,8
***
protezione buona
da 0,8 a < 0,9
****
protezione superiore
oltre 0,9
*****
protezione massima
CONSIGLIARE I SOLARI
L’importanza della prevenzione è evidente: un nevo preesistente che cambia colore, si
accresce o sanguina può essere la fase iniziale di un melanoma e può durare anche
anni: la percentuale di guarigione diminuisce quanto più tarda è la diagnosi. Se non asportato, il melanoma evolve nella fase invasiva, se tempestivamente riconosciuto, guarisce al 100%.
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Oggi il melanoma mostra una incidenza in crescita costante in tutto il mondo, addirittura raddoppiata negli ultimi 10 anni.
In Italia la stima dei melanomi si aggira attorno a 7.000 casi l’anno, e nelle regioni settentrionali la mortalità per melanoma cutaneo è circa il doppio di quella registrata nelle
regioni meridionali.
Alla diffusione di una corretta “cultura dell’abbronzatura” sono chiamati soprattutto i
farmacisti, impegnati ad insegnare a conciliare il desiderio di tintarella con un uso attento di prodotti solari.
Oltre al fototipo, il consiglio del farmacista sul protettivo solare deve tener presenti anche altri fattori, quali:
l'
orario in cui ci si espone
la durata dell'
esposizione
il luogo dell’esposizione (latitudine, altitudine)
la presenza di superfici riflettenti come mare, neve, sabbia, ecc.
Inoltre il cliente deve essere informato che:
le parti del corpo non sono tutte uguali: occhi, naso e labbra sono più sensibili;
i bambini e gli anziani sono più sensibili degli adulti;
chi assume determinati farmaci (antidiabetici, tetracicline, contraccettivi, antiaritmici, ecc.) corre qualche rischio in più.
I PRODOTTI PROTETTIVI SOLARI
Anche il migliore dei prodotti da solo può NON bastare: è importante, infatti, che abbia
caratteristiche adatte al singolo individuo e che sia applicato correttamente. Ad esempio, è da rimarcare che la quantità di prodotto che ognuno applica sulla pelle è di solito
inferiore a quella utilizzata nei test per determinare il fattore di protezione; ciò può portare ad una diminuzione di circa il 30% del potere protettivo del prodotto, quindi sempre
meglio consigliare un fattore protettivo più alto.
Anche la forma cosmetica può rivestire una certa importanza: se il prodotto non è gradito, infatti, verrà applicato malvolentieri, e quindi più raramente. Per questo i prodotti in
commercio sono disponibili in una vasta gamma di lavorazioni: creme, latti, gel, oli, stick,
ognuno con diverse caratteristiche di spalmabilità e di resa sulla pelle.
Discorso a parte merita la protezione dei bambini: è ormai scientificamente accertato
che le scottature in età infantile sono uno dei principali fattori di rischio neoplastico.
Inoltre è opportuno segnalare che, indipendentemente dal fattore di protezione scelto,
un filtro solare è in grado di mantenere le promesse soltanto ad alcune condizioni, che
devono essere ricordate tutte le volte che ci si accinge a consigliare un prodotto:
frequenza d’applicazione - l’acqua e il sudore diluiscono la concentrazione dei filtri, di conseguenza abbassano il potere protettivo: è importante rinnovare
l’applicazione frequentemente, almeno ogni 2 ore;
filtri alti - consigliare sempre un indice di protezione più elevato per i primi 4/5 giorni: se è difficile convincere il consumatore ad acquistare due prodotti con diversi
indici di protezione, si può comunque ricordare che l’esposizione al sole deve es-
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sere graduale, cominciando con un quarto d’ora per i primi giorni e mai nelle ore
centrali della giornata.
È meglio privilegiare nel consiglio prodotti che indichino il rapporto tra i filtri UVA e UVB,
perché altrimenti si rischia una sovraesposizione alle radiazioni UVA che, sul momento,
non provocano i classici arrossamenti e scottature ma sono molto pericolose.
Nel canale farmacia i consumi sono più spostati verso le protezioni medio/alte, poiché
il target “pelle sensibile” acquista prevalentemente prodotti a piùm alto profilo.
Il mercato risulta molto concentrato su poche marche, anche se si contano oltre 60
produttori, e le prime 5 aziende detengono il 50%:
1 Vichy - 2 Avene - 3 PSN – 4 Angstrom - 5 La Roche Posay
LE ASPETTATIVE DEI CONSUMATORI
La scala dei prezzi in farmacia risulta molto limitata, poiché le principali aziende fanno
una politica di prezzo medio molto simile, sostanzialmente intorno a 15€.
Il prezzo medio delle profumerie è di poco superiore 18€, mentre la GDO ha un prezzo
per i prodotti più funzionali che arriva a 12€.
In ogni caso in farmacia il prezzo non è il primo fattore di scelta del protettivo solare,
poiché prevalgono le aspettative di sicurezza ed il consiglio del farmacista.
Le motivazioni di consumo si identificano infatti con aspettative di protezione tecnologica, non dissociate però dall’aspetto estetico-edonistico dell’abbronzatura.
In particolare le motivazioni di fondo per chi acquista un protettivo solare sono tre:
ottenere un’abbronzatura in tempi brevi
ottenere un’intensità del colorito percepibile dal sociale mediante il non filtraggio
dei raggi buoni che stimolano la produzione di melanina
ottenere una protezione sicura dai raggi solari dannosi (UVB) che provocano arrossamento e scottature.
In base al peso, che ogni singolo utilizzatore di protettivi solari attribuisce alle tre motivazioni di fondo, si possono individuare 4 gruppi di consumatori:
1) Persone che privilegiano l’aspetto estetico: giovani e/o adulti che desiderano abbronzarsi rapidamente senza eccessivi danni: sono sensibili ad un prezzo adeguato, alla praticità delle confezionie ed alla loro dimensione.
2) Persone che privilegiano l’aspetto sicurezza: donne che comprano per sè e per i
propri famigliari, attente alla salute della pelle, che vogliono abbronzarsi in tutta
sicurezza e quindi sono disposte a tempi più lunghi.
3) Persone sensibili all’estetica ma anche sensibili al foto-invecchiamento.
Sono donne fra 35/50 anni disposte a spendere pur di ottenere i 2 effetti desiderati.
4) Persone con problematiche particolari e bambini: adulti con problemi dovuti alla
pelle sensibile, che soffrono di particolari allergie, che soffrono di foto-dermatosi,
che sono in cura con farmaci foto-sensibilizzanti (cortisone, antistaminici), donne in
gravidanza, o mamme che vogliono prodotti specifici per bambini, con altissime
protezioni e schermi total block.
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I PRODOTTI DOPO SOLE
L'
esposizione prolungata alle radiazioni solari sottrae alla pelle un'
ingente quantità di liquidi, che vanno ripristinati per evitare fenomeni di secchezza e di desquamazione.
I prodotti dopo-sole hanno quindi funzioni restitutive e lenitive, per idratare e conferire
elasticità alla pelle, lasciando una piacevole sensazione dopo una giornata di intensa
esposizione al sole.
Contengono sostanze dotate di proprietà rinfrescanti (ad es. achillea, calendula, aloe,
tiglio, jojoba, ecc.) e idratanti (ad es. allantoina, acido ialuronico, ecc.).
Spesso a questi componenti sono associati sostanze ad azione anti-radicali liberi, per
contrastare il "fotoinvecchiamento" causato dall'
esposizione ai raggi solari.
Sono presenti in commercio in diverse forme (emulsione, gel, crema ecc.), tutte caratterizzate da una elevata presenza di acqua e tali da soddisfare le preferenze individuali.
Fonte:
Ministero della Salute – Direz. Gen. Prevenzione
www.paginesanitarie.it
www.farmasalute.it
www.saninforma.it
www.dica33.it
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