Il cervello come una mappa La prima attività del cervello umano è stata quella di organizzare gli spostamenti nello spazio. Che le api organizzassero il loro spazio in maniera esagonale lo sapevamo tutti. Non sapevamo che lo fanno anche i topi e pure gli esseri umani, come risulta confermato dagli studi dei tre premi Nobel 2014 per la fisiologia e la medicina, esattamente i dottori O’Keefe e i coniugi May-Britt ed Edward Moser. Dopo lunghi anni di studio, i tre scienziati, di cui il primo è il Maestro degli altri due, hanno individuato attraverso elettrodi applicati ai neuroni dei cervelli dei topi, che si formano delle mappe mentali nella corteccia entorinale che guidano i percorsi, per cui dai primi movimenti in uno spazio ignoto, gli animali, come le persone, sapranno orientarsi successivamente in base ai collegamenti mentali generati dalle “placecells” secondo O’Keefe o “cellule griglia”, come scoperte dai Moser, che riproducono gli spostamentie i relativi collegamenti sul terreno. Le mappe riflettono moduli perfettamente regolari a base esagonale. Da questo si deduce che un danno ai processi delle sinapsi dei neuroni produce un deterioramentodella capacità di gestione dello spazio, come avviene ai malati di Alzheimer, la cui prima manifestazione deficitaria è collegabile alla perdita di orientamento. Questa fondamentale scoperta è stata realizzata grazie agli ingentifinanziamenti che il governo norvegese elargisce ai due studiosi all'Università di Trondheim,situata in una zona corrispondente al circolo polare Artico. Qui alle ricerche viene lasciata un’ampia libertà, che ha creato un ambiente culturale estremamente fertile, visitato da scienziati di tutto il mondo, che mantengono viva la linfa vitale del laboratorio dei Moser. MayBritt ed Edward hanno trovato l'ambiente ideale dopo aver lasciato altre università che non avevano percepito l'utilità di tali studi. Un ambiente climaticamente repulsivo è divenuto un sito accogliente per ricercatori di ogni disciplina, grazie ad un governo che finanzia gli istituti di ricerca come nessun altro in Europa, in virtù delle ingenti entrate generate dal petrolio. Le scoperte non avranno solo effetti positivi sulla medicina, ma anche sulla tecnologia in generale, poiché anche le metodologie standard di rilievo territoriale dei cartografi, e il conseguente disegno di carte geografiche, sono basati sulla componente di base dell'esagono, cioè il triangolo. I cartografi, in effetti, usano la triangolazione, che entra come componente in altre figure geometriche, tra cui l'esagono. Solo attraverso la triangolazione a passi successivi è possibile traslare la rotondità della terra sulla superficie piana delle carte. Adriana Prof.ssa Galvani – Mediterranea Libera Università Popolare -