Università degli Studi di Brescia Dottorato di ricerca in Neuroscienze XXVII° ciclo Anno accademico 2012-2013 Dottoranda: Michela Zaltieri Coordinatore: Prof.ssa Cristina Missale Tutor: Dott.ssa Arianna Bellucci Relazione dell’attività svolta durante il secondo anno di corso: Alfa-sinucleina e Sinapsina III: nuovi scenari nella sinapsi dopaminergica INTRODUZIONE La malattia di Parkinson (MP) è il disordine neurodegenerativo a sintomatologia motoria più diffuso. Da un punto di vista istopatologico il cervello dei pazienti affetti da MP è caratterizzato dalla perdita dei neuroni dopaminergici nel sistema nigro-striatale e dalla presenza di inclusioni proteiche intraneuronali e intraneuritiche denominate rispettivamente Corpi di Lewy (CL) e neuriti di Lewy (NL), il cui principale costituente proteico è alfa-sinucleina (α-sin) (Spillantini et al., 1998). Questa proteina è implicata nella regolazione di numerosi processi neuronali attraverso l’interazione con componenti citosolici, citoscheletrici, sinaptici e di membrana (Bellucci et al., 2012a). In condizioni fisiologiche α-sin non assume una struttura terziaria definita ma si trova in forma “unfolded” e possiede pertanto un’elevata plasticità conformazionale (Weinreb et al., 1996). Alterazioni quali mutazioni puntiformi o modificazioni post-traduzionali come fosforilazione, nitrosilazione, ubiquitinizzazione e taglio C-terminale rendono α-sin maggiormente propensa ad assumere una conformazione a foglietto β (Smith et al., 2005; Uversky et al., 2005; Tofaris et al., 2003; Liu et al., 2005; Bellucci et al., 2012b), una struttura che induce e/o favorisce l’aggregazione di α-sin in forma patologica fibrillare. Recenti studi, che hanno dimostrato che il “core” dei CL è costituito da α-sin tronca a livello C-terminale (Prasad et al., 2012), suggeriscono che il taglio Cterminale di α-sin rappresenti una alterazione patogenetica fondamentale per la formazione di queste inclusioni che potrebbero essere alla base dell’induzione dei processi neurodegenerativi che caratterizzano la MP. In linea con questa ipotesi è stato osservato che mutazioni o moltiplicazioni del gene di α-sin sono correlate all’insorgenza di forme familiari di MP ad esordio giovanile (Polymeropoulos et al., 1997; Singleton et al., 2003). Inoltre, è stato osservato che α-sin è in grado di interagire e regolare l’espressione, l’attività e la distribuzione subcellulare di numerose proteine nei neuroni dopaminergici sia in condizioni fisiologiche che patologiche (Bellucci et al., 2012b) e in particolare di quelle coinvolte nella modulazione delle sinapsi tra cui il trasportatore della dopamina (DA) (DAT) (Bellucci et al., 2008). In linea con questi studi è stato osservato che topi knockout (ko) o che presentano un delezione spontanea del locus di α-sin (null) (Spech and Schoepfer, 2001) mostrano sia una diminuzione dell’espressione del DAT sia una diminuzione della ricaptazione di DA a livello striatale (Chadchankar et al., 2011). Inoltre, topi che overesprimono la forma tronca a livello C-terminale di α-sin presentano una marcata ridistribuzione dei complessi DAT/ α-sin nelle terminazioni striatali (Bellucci et al., 2011). I risultati di studi condotti su topi ko e null per α-sin indicano che questa proteina può funzionare da modulatore negativo del rilascio di DA (Abeliovich et al., 2000; Yavich et al., 2004). Il metilfenidato, una molecola che regola il rilascio di DA modulandone i pools vescicolari e bloccandone il reuptake, attenua il rilascio di DA in topi null e ko per α-sin, suggerendo che la proteina sia implicata in vari meccanismi che controllano il pool di riserva di DA (Chadchankar et al., 2012). L’α-sin dunque regola non solo la ricaptazione sinaptica di DA, ma gioca anche un ruolo nel controllo del riciclo delle vescicole sinaptiche e nel mantenimento dei diversi pools vescicolari. Inoltre, α-sin modula la formazione del complesso delle proteine della famiglia soluble NSF Attachment Protein Receptor (SNAREs) a livello sinaptico sia in condizioni fisiologiche che patologiche (Garcia-Reitbock et al., 2010; Sharma et al., 2011). Queste proteine sono coinvolte nei meccanismi di rilascio di neurotrasmettitori in quanto modulano il legame delle vescicole sinaptiche alla membrana e la loro successiva fusione. L’overespressione della forma tronca di α-sin determina una ridistribuzione delle SNAREs nei neuroni dopaminergici nigro-striatali a cui si associa una riduzione del rilascio di DA (GarciaReitbock et al., 2010). Tutti questi risultati indicano che a livello dei terminali sinaptici dopaminergici α-sin interagisce con numerose proteine modulandone la localizzazione e la funzionalità. Pertanto, alterazioni conformazionali di α-sin e la sua conseguente perdita di funzione e aggregazione patologica porterebbero ad una ridistribuzione delle proteine sinaptiche compromettendo così la funzionalità dei neuroni dopaminergici. In particolare, diversi studi suggeriscono che l’aggregazione e la deposizione di α-sin a livello sinaptico potrebbe determinare specifiche modificazioni patologiche che, partendo dalla sinapsi causerebbero in via retrograda prima degenerazione assonale nello striato e infine perdita neuronale nel mesencefalo (GarciaReitbock et al., 2010; Stoica et al., 2012; Lundbald et al., 2012). Recentemente è stata identificata un’altra proteina sinaptica che, in modo simile ad α-sin, agisce come regolatore negativo del rilascio di DA a livello striatale: Sinapsina III (Kile et al., 2010). Le sinapsine sono una famiglia di fosfoproteine neuronali che legano reversibilmente le vescicole sinaptiche al citoscheletro di actina e ne mediano l’ancoraggio, la fusione e il riciclo regolando così il rilascio di neurotrasmettitori nei terminali pre-sinaptici (Cesca et al., 2010). Tutti questi processi sono mediati dalla penetrazione della porzione C-terminale delle sinapsine nel doppio strato lipidico e dalla regione di omoeterodimerizzazione che promuove il clustering di vescicole sinaptiche dimerizzando con altre molecole di sinapsina (Benfenati et al.,1993; Stefani et al., 1997). Le vescicole sinaptiche infatti sono organizzate in clusters nei terminali nervosi, i principali sono: il pool di riserva, il pool di riciclaggio e il pool di rilascio (Betz et al., 1993). Quest’ultimo è composto da vescicole in grado di rilasciare neurotrasmettitori in seguito ad uno stimolo e comprende tutte le vescicole coinvolte nelle vie di eso-endocitosi. Infine il pool di riserva include vescicole che vengono mobilizzate solo in seguito a stimolazione intensa. La transizione tra questi pools e il loro mantenimento dinamicospaziale sono regolati dalle sinapsine (Fornasiero et al., 2012; Vasileva et al., 2012). Queste, nella loro forma defosforilata, trattengono le vescicole alla matrice citoplasmatica, mentre la stimolazione nervosa comporta la dissociazione delle sinapsine dalle vescicole seguita dalla mobilizzazione di queste verso la zona attiva del terminale nervoso (Greengard et al., 1993). La fosforilazione delle sinapsine (da parte di CaMKII oltre a PKA, MAPK e tirosina chinasi Src) ne comporta un cambio conformazionale e diminuisce l’affinità sia per le vescicole (Schiebler et al, 1986) che per l’actina (Bahler et al., 1987). Infine le sinapsine sono coinvolte nei meccanismi di crescita assonale, di formazione delle sinapsi e delle dimensioni dei coni di crescita nei neuroni in via di sviluppo (Ferreira et al., 2000). Infatti, nei topi ko per Sinapsina III la neurogenesi è notevolmente alterata suggerendo un ruolo della proteina nei primi stadi dello sviluppo neuronale (Feng et al., 2002). La Sinapsina III durante lo sviluppo neuronale è altamente concentrata nei coni di crescita e non co-localizza con marker sinaptici (Ferreira et al., 2000) mentre nei neuroni maturi si localizza nei terminali neuronali e la sua distribuzione è simile a quella delle proteine delle vescicole sinaptiche (Pieribone et al., 2002), sebbene sia primariamente localizzata al di fuori delle sinapsi nel cervello adulto (Porton et al., 2011). A differenza di Sinapsina I e II, che sono localizzate esclusivamente a livello dei terminali pre-sinaptici, Sinapsina III è presente anche nel corpo cellulare. Topi ko per Sinapsina III mostrano un aumento del rilascio di DA senza presentare deficit della sua ricaptazione (Kile et al., 2010) suggerendo quindi che questa proteina possa essere un regolatore negativo del rilascio di DA e sia coinvolta nel controllo del pool di rilascio del neurotrasmettitore condividendo così una funzione simile a quella di α-sin. Sinapsina III sembra essere l’unica sinapsina rilevante per la regolazione dei pool vescicolari di DA in quanto, seppur Sinapsina I sia stata dimostrata essere uno dei membri del proteoma del DAT, Sinapsina I e II mislocalizzano con il trasportatore vescicolare per le monoamine di tipo 2 (VMAT2) nello striato (Bogen et al., 2006). In funzione del fatto che il DAT è in grado di interagire con Sinapsina I e α-sin (Maiya et al., 2007) e Sinapsina I condivide una forte omologia strutturale con Sinapsina III, è ipotizzabile prevedere una specifica interazione di quest’ultima con il DAT che non è però ancora nota. Sinapsina III potrebbe dunque essere un altro membro del proteoma sinaptico di α-sin che quindi ne regolerebbe la localizzazione e la funzionalità. Inoltre α-sin e Sinapsina III regolano similmente le sinapsi dopaminergiche nigro-striatali in senso inibitorio, quindi un accumulo o un’alterazione di α-sin potrebbe a sua volta alterare la funzionalità di Sinapsina III, modificando i suoi livelli e la sua distribuzione. In particolare, un aumento e una ridistribuzione dei complessi αsin-Sinapsina III nelle sinapsi dopaminergiche striatali potrebbero essere associati alla deregolazione del rilascio di DA dato che entrambe queste proteine sono regolatori negativi di questo evento. Recenti studi hanno dimostrato che la cocaina è in grado di indurre un aumento dei livelli di DA extracellulare attraverso meccanismi che sono indipendenti dalla sua azione inibitoria sul DAT, ma che comportano la mobilitazione di un pool di rilascio di DA che è sinapsina-dipendente (Venton et al., 2006). Inoltre, è stato osservato che la cocaina è in grado di contrastare la ridistribuzione indotta da α-sin del DAT in aggregati intracellulari (Bellucci et al., 2008). Ciò porta a supporre una reciproca interazione modulatoria tra α-sin, DAT e le sinapsine nei terminali dopaminergici. Perciò a livello dei terminali pre-sinaptici un’alterazione della Sinapsina III dovuta all’aggregazione patologica di α-sin potrebbe essere un evento chiave nella compromissione delle funzioni sinaptiche così come dei corretti meccanismi di rilascio delle vescicole portando ad alterazioni della funzionalità dei neuroni dopaminergici. SCOPO DEL LAVORO Lo scopo delle ricerche effettuate in questo studio è stato identificare i meccanismi molecolari attraverso i quali α-sin modula l’assetto sinaptico dei neuroni dopaminergici valutando come la mancanza di α-sin possa influenzare l’espressione e la distribuzione subcellulare di diverse proteine sinaptiche quali DAT, Sinapsina III e Sinapsina I durante lo sviluppo neuronale e in neuroni dopaminergici maturi. Inoltre abbiamo voluto valutare se le eventuali alterazioni nei livelli e nella localizzazione delle suddette proteine riflettano una particolare organizzazione delle vescicole sinaptiche a livello dei terminali dopaminergici con conseguenze sulla funzionalità neuronale. In particolare gli obiettivi specifici sono stati: Studiare la distribuzione ed espressione di Sinapsina III, del DAT e di Sinapsina I in colture primarie di neuroni mesencefalici dopaminergici preparate da embrioni di topi di controllo C57BL/6J e null per α-sin quali C57BL/6J Ola/Hsd. Valutare se il silenziamento del gene codificante per α-sin e insulti in grado di indurre la sua aggregazione quali la deprivazione di glucosio (GD) fossero in grado di alterare l’espressione di Sinapsina III, del DAT e di Sinapsina I in colture primarie di neuroni mesencefalici. Studiare la distribuzione di Sinapsina III e del DAT a livello dello striato in sezioni coronali di topi C57BL/6J Ola/Hsd e C57BL/6J di 12 mesi tramite tecniche di immuno-istochimica. Valutare se le alterazioni della distribuzione delle suddette proteine determinassero modificazioni della risposta locomotoria al trattamento con cocaina o con il composto 1(2(di(4-fluorophenyl)-methoxy)-ethyl)-4-(3-phenyl-propyl)piperazine (GBR-12935) valutate mediante l’utilizzo del test dell’ “open field”. Studiare la funzionalità dei neuroni dopaminergici attraverso la valutazione dei livelli extracellulari di DA e dei suoi metaboliti in condizioni basali e in seguito a depolarizzazione a livello striatale in topi C57BL/6J Ola/Hsd e C57BL/6J di 12 mesi attraverso la tecnica della microdialisi verticale accoppiata a dosaggi in HPLC. Valutare se le alterazioni osservate tramite immunocito- ed immunoisto-chimica fossero associate ad un modificato assetto delle vescicole sinaptiche. In particolare sono state utilizzate le tecniche dell’immunogold e della morfometria associate all’utilizzo di un microscopo elettronico a trasmissione per fare un’analisi ultrastrutturale della localizzazione delle diverse proteine e delle vescicole a livello dei terminali pre-sinaptici dopaminergici. MATERIALI E METODI Animali da esperimento Come modelli “in vivo” sono stati utilizzati topi wilde type C57BL/6J (Charles River, Margate, UK) e topi C57BL/6J Ola/Hsd (C57BL/6J Ola/Hsd, Harlan, Udine, Italia) che presentano una delezione spontanea del gene che codifica per α-sin. I topi del ceppo C57BL/6J Ola/Hsd sono fenotipicamente comparabili a topi ko per α-sin (Chadchankar et al., 2011;2012) e rappresentano dunque un modello ottimale per la valutazione degli effetti ascrivibili alla mancanza di -sin nei neuroni dopaminergici e in generale nelle sinucleinopatie. I topi sono stati stabulati presso lo stabulario del Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale dell’Università degli Studi di Brescia e mantenuti in gabbie di plexiglas dove avevano libero accesso ad acqua e cibo con un ciclo luce/oscurità di 12 h e temperatura costante di 23°C. Tutti gli esperimenti sono stati eseguiti in accordo con le linee guida del European Community’s Council for Animal Experiments (DL 116/92) e adottando ogni accorgimento per rendere minima la sofferenza animale. Colture cellulari Per gli studi “in vitro” sono state utilizzate colture primarie di neuroni mesencefalici preparate secondo il protocollo descritto in Bellucci et al., (2008) con minime modificazioni. In breve, il mesencefalo ventrale è stato prelevato da embrioni murini al tredicesimo giorno e mezzo di gestazione e posto in terreno di coltura completo composto da Neurobasal Medium (Gibco, Milano, Italia) contenente glutammina 2 mM, Penicillina/Streptomicina 100 μg/mL e B27 1X (Gibco, Milano, Italia). In seguito alla dissociazione meccanica eseguita con micropipette sterili, le cellule sono state risospese in terreno completo e centrifugate. Il test del Trypan Blue è stato utilizzato per valutare la conta cellulare e il saggio di vitalità. Le cellule sono state piastrate in terreno completo su coating di Poly-D-lisina a diverse concentrazioni (80000 cell/well in piastre multi pozzetto da 24 e 800000 cell/dish 3 cm ø) e sono state mantenute ad una temperatura di 37°C in un’atmosfera caratterizzata dal 5 % CO2 e 95% O2. Le colture cellulari utilizzate per i trattamenti sono state fissate o pellettate all’undicesimo giorno in vitro (DIV 11). Analisi di immuno-citochimica hanno dimostrato che le colture primarie di neuroni mesencefalici erano composte per il 99.1 % da neuroni, di cui il 10 % dopaminergici e per il restante 0.9 % da astrociti. Deprivazione di glucosio (GD) La deprivazione di glucosio (GD) è un insulto in grado di indurre l’aggregazione di α-sin e la formazione di inclusioni intracitoplasmatiche in colture primarie di neuroni mesencefalici murini (Bellucci et al., 2008). I neuroni primari mesencefalici (DIV 9) sono stati incubati per 1 h a 37°C con una soluzione di HBSS (Sigma Aldrich, Milano, Italia) addizionata con glutammina 2 mM e 1 % B27. In seguito questo terreno è stato rimosso e sostituito con terreno completo. Per eseguire esperimenti di immuno-citochimica o western blot le cellule sono state pellettate o fissate dopo 48 h dal trattamento di GD. Per valutare gli effetti delle semplici sostituzioni di terreni i neuroni di controllo sono stati sottoposti ai medesimi cambi di terreno ma utilizzando sempre quello completo. Silenziamento genico di α-sin Il silenziamento genico di α-sin è stato effettuato con la tecnica di “RNA interference” al DIV 7 utilizzando una sequenza di RNA silenziante (siRNA) (Dharmacon-Thermo Scientific, Chicago, USA). Una sequenza scramble non silenziante (SCR) è stata inoltre utilizzata in ogni esperimento come controllo negativo. I siRNA e lo SCR sono stati risospesi in H2O RNAsi free (20 µM concentrazione finale) e agitati per 30 min a temperatura ambiente (R.T.). La concentrazione dei siRNA e la loro purezza è stata saggiata grazie alla misura della loro assorbanza a 260 nm. Tutte le sequenze di siRNA sono state testate a diverse concentrazioni per identificare i parametri sperimentali più opportuni per limitare i fenomeni di tossicità e ottenere contemporaneamente un silenziamento genico elevato. I risultati ottenuti ci hanno portato a determinare che la concentrazione ottimale di siRNA da utilizzare per i nostri esperimenti era di 25 nM (dati non mostrati). Sono stati veicolati 25 nM di siRNA (Bellucci et al., 2011) diluiti in Optimem (Gibco, Milano, Italia) fino alla concentrazione desiderata. In breve, è stato aggiunto INTERFERin (Polyplus-transfection, Illkirch, Francia) alle concentrazioni indicate dalla casa produttrice che sono state stimate in rapporto al volume totale di terreno usato in pozzetto e in dish da 3 cm Ø. La mix ottenuta è stata immediatamente sottoposta ad agitazione tramite vortex per 10 sec e incubata per 10 min a R.T.. Il terreno delle cellule è stato parzialmente sostituito con terreno fresco e dei quantitativi standard della suddetta mix sono stati aggiunti in dish o pozzetto secondo le istruzioni della casa produttrice. Dopo 4 h di incubazione il terreno è stato parzialmente sostituito con terreno fresco per limitare i fenomeni di cito-tossicità. Gli effetti del silenziamento genico sull’espressione proteica sono stati saggiati dopo 96 h di trattamento tramite western blot. Anticorpi L’α-sin è stata visualizzata usando l’anticorpo monoclonale SYN-1 (BD-Bioscence, Milano, Italia) che riconosce i residui 91-99 della forma umana e murina (Perrin et al., 2003) della proteina. Gli anticorpi policlonali anti-Sinapsina Ia-b (Merck Millipore, Darmstadt, Germany ) e anti-Sinapsina III (Abcam, Cambridge, UK) sono stati utilizzati per visualizzare i rispettivi substrati. Il DAT è stato visualizzato tramite l’anticorpo policlonale anti-DAT che riconosce i residui 541-620 del trasportatore (Santa Cruz Biotecnology, Santa Cruz, CA, USA). Gli anticorpi secondari utilizzati negli esperimenti di immuno-citochimica sono anti-mouse coniugato con Cy3 (Jackson ImmunoResearch, Baltimore, USA), anti-rabbit coniugato con fluoresceina FITC (Jackson ImmunoResearch, Baltimore, Usa). Per analisi di western blot sono stati utilizzati anticorpi secondari coniugati con la horseradish peroxidase (Santa Cruz Biotecnology, Santa Cruz, CA, USA). Immuno-citochimica (ICC) Al termine degli esperimenti le cellule sono state fissate grazie all’incubazione per 10 min in una soluzione 4% paraformaldeide / 3% saccarosio preparata in tampone fosfato salino (PBS) 1 M pH 7.4 e poi conservate in PBS 1 M contenente 0.05% di Na-azide. I vetrini sono stati incubati per 10 min in una soluzione permeabilizzante contenente metanolo al 20% e in seguito incubati per 30 min in una soluzione di blocco contenente 3% (w/v) di BSA (albumina serica bovina) con 2% (v/v) di NGS (normal goat serum) (Sigma-Aldrich, Milano, Italia) in PBS 1 M + TritonX-100 0.1%. I vetrini sono stati mantenuti over night (O.N.) a 4°C con l’anticorpo primario opportunamente diluito in soluzione di blocco. Il giorno seguente le cellule sono state incubate per 1 h a R.T. con l’anticorpo secondario fluorescente diluito in PBS 1 M TritonX-100 0.1% con l’aggiunta di 1% (w/v) di BSA. Per i protocolli di doppia marcatura alla fine di questa incubazione le cellule sono state sottoposte ad un secondo ciclo di marcatura con un ulteriore anticorpo primario. I nuclei cellulari sono stati infine contro colorati con HOECHST 2495 (Sigma Aldrich, Milano, Italia). I vetrini sono stati infine montati su vetrini coprioggetto mediante l’utilizzo del montante specifico per fluorescenza vectashield (VECTOR Laboratories, Burlingame, CA, USA) e osservati tramite un microscopio confocale Zeiss (Carl Zeiss S.p.a., Milano, Italia). Immuno-istochimica (IHC) Gli animali sono stati anestetizzati con cloralio idrato (350 mg/kg, i.p.) e successivamente perfusi per via transcardiaca con paraformaldeide fredda al 4% in PBS 1 M pH 7.4. Dopo la rimozione dal cranio, i cervelli sono stati post-fissati per 4 h nella medesima soluzione e in seguito sono stati posti in una soluzione contenente 18% di saccarosio per la criopreservazione. Il giorno seguente sono state tagliate sezioni coronali di 30 μm di spessore con l’utilizzo di un criostato (Leica) che in seguito sono state conservate a -20°C in una soluzione contenente glicerolo 60% (Sigma-Aldrich) in PBS ad alta concentrazione salina (PBS A) (Normal Salina 1.54 M + PO4 Buffer 2x (NaOH 0.2 M, NaH2PO4 0.2 M). In breve, le fettine “free floating”, dopo essere state lavate in una soluzione di PBS 1 M con Triton X-100 0.3%, venivano incubate per 30 min a R.T. in una soluzione permeabilizzante contenente metanolo al 20% in PBS 1 M. In seguito le sezioni sono state trattate per 30 min in una soluzione di blocco contenente 3% (w/v) di BSA con 2% (v/v) di NGS in PBS 1 M + Triton X-100 0,3% e poi venivano incubate O.N. alla temperatura di 4°C con gli specifici anticorpi primari diluiti sempre in soluzione di blocco. Il giorno successivo dopo i lavaggi in PBS 1 M + Triton X-100 0,3%, le sezioni sono state incubate per 1 h a R.T. con gli anticorpi secondari opportuni coniugati con fluorocromi fluorescenti diluiti in PBS 1M Triton X-100 0.3% contenente 1% (w/v) BSA. Per i protocolli di doppia marcatura, le sezioni sono state sottoposte ad un secondo ciclo di colorazione e, infine, dopo un ulteriore lavaggio con PBS 1 M Triton X-100, le fettine venivano lavate in H2O e incubate con HOECHST 2495 per marcare i nuclei cellulari (Sigma-Aldrich, Milano, Italia). Infine le sezioni sono state montate su vetrino e coperte con coprioggetto mediante l’utilizzo del montante vectashield (VECTOR Laboratories, Burlingame, CA, USA). Western blot (WB) Il pellet di neuroni primari mesencefalici è stato lisato utilizzando RIPA buffer (Tris-HCl 50 mM, pH 7.4, NaCl 150 mM, Na deossicolato 0.5%, Na dodecilsolfato 0.1%, EDTA 2 mM, PMSF 0.1 mM, Nethylmaleimide 1 mM, Na Ortovanadato 1 mM, Nonidet P40 1%, NaF 1 mM più un mix completo di inibitori delle proteasi (Roche Diagnostics, Mannheim, Germany)). La concentrazione proteica dei diversi campioni è stata misurata grazie alla metodica di Bradford (Pierce, Rockford, IL). Uguali quantità di proteine (30 μg) sono state caricate e corse su un gel 4-12% Nu-PAGE Novex Bis-Tris (Invitrogen, Milano, Italia), trasferiti su membrane di PVDF (polyvinylidene difluoride) ed esaminati con gli opportuni anticorpi. In seguito sono state eseguite analisi densitometriche delle bande ottenute grazie al software Gel Pro Analyzer versione 6.0 (MediaCybernetics, Bethesda, MD, U.S.A). Tutte le bande ottenute sono state normalizzate utilizzando α-tubulina come controllo del caricamento di una uguale quantità di campioni. Microdialisi verticale e dosaggi in HPLC I topi C57BL/6J, utilizzati come controllo, e C57BL/6J Ola/Hsd, sono stati previamente trattati con analgesico (Carprofen 5 mg/Kg i.p.) e dopo 30 min anestetizzati mediante somministrazione di Tiletamina/Zolazepam (75 mg/Kg i.p.). L’animale anestetizzato veniva fissato su un apparato stereotassico e in seguito la cute della testa veniva incisa lungo la linea mediana in modo da esporre la superficie periostale della calotta cranica. In questo modo era possibile identificare i due punti di riferimento: lambda (punto di incontro fra la sutura sagittale mediana e lamboidea) e bregma (fra la sutura sagittale mediana e quella coronarica). Posizionato il cranio in maniera perfettamente orizzontale, sono state determinate le coordinate spaziali in riferimento al punto bregma : antero-posteriorità (AP), lateralità (L) e altezza (H) (Paxinos and Franklin, 2001). Tramite l’utilizzo di un trapano chirurgico è stato praticato un foro unilaterale a livello dello striato dorsale (AP= -0.62mm; L= -1.6mm). Tramite questo foro era possibile inserire una canula guida all’altezza dello striato dorsale (H= -1.9mm) che veniva fissata alla superficie ossea tramite cemento acrilico dentistico per ottenere una struttura resistente. Dopo aver suturato l’incisione, l’animale veniva stabulato singolarmente in un’apposita stanza post-operatoria. Il giorno seguente all’impianto, la membrana di cuprofano da microdialisi veniva inserita tramite la canula guida e perfusa ad un flusso costante di 2 ul/min, inizialmente con una soluzione di aCSF basale (NaCl 140 mM, CaCl2 1.2 mM, KCl 3 mM, NaH2PO4 0.27 mM, Na2HPO4 1.2 mM MgCl2 1 mM e glucosio 7.2 mM). Sono stati raccolti campioni da 40 ul ciascuno ad intervalli di 20 min in provette contenenti 5 ul di HCl 10 mM per evitare l’ossidazione della DA raccolta. I primi 5 campioni erano rappresentativi del rilascio basale di DA e in seguito la soluzione di perfusione è stata sostituita con aCSF-K+ per indurre la depolarizzazione (NaCl 93 mM, CaCl2 1.2 mM, KCl 50 mM, NaH2PO4 0.27 mM, Na2HPO4 1.2 mM MgCl2 1 mM e glucosio 7.2 mM). Dopo due campioni di lavaggio per eliminare la soluzione di aCSF-K+, la membrana è stata infusa con aCSF addizionato con 1uM del bloccante dei canali Na+ voltaggio-dipendenti tetrodotossina (TTX) per valutare se il segnale misurato corrispondesse a quello inerente alla DA rilasciata e non a quella intracellulare. Gli animali terminata la procedura sono stati sacrificati tramite dislocazione cervicale. I loro cervelli sono stati prelevati, fissati in formalina al 37% per 24h e successivamente è stato verificato il corretto inserimento della membrana da dialisi mediante analisi istologica. Gli eluati raccolti sono stati spediti presso il laboratorio della Prof.ssa Laura della Corte nel dipartimento NEUROFARBA dell’Università degli Studi di Firenze. I dati ottenuti sono stati analizzati tramite il software GraphPad Prism 4 e sono stati ricavati i grafici relativi. Studi di comportamento Il test dell’ “open field” prevedeva l’osservazione e la valutazione del comportamento di topi introdotti in un’arena (misure 50X50X50 cm) le cui pareti erano oscurate. L’attività degli animali introdotti nell’arena è stata visualizzata e registrata grazie ad una telecamera associata ad un software specifico (ANY-MAZE, Stoelting, USA). Ogni singolo animale è stato inserito nell’arena per un periodo di abituazione di 5 min prima di iniziare la fase vera e propria di registrazione. Ogni intervallo di registrazione (stage) era pari a 2 min e 30 secondi duranti i quali venivano misurati diversi parametri tra cui la distanza percorsa dall’animale espressa in metri (m). Dopo quattro stages basali veniva somministrato il farmaco cocaina (10 mg/Kg i.p.) o GBR-12935 (10 mg/Kg i.p.), e come controllo soluzione salina (NaCl 0.9% i.p.). In seguito si eseguivano altri 10 stages per un totale di 35 min di registrazione. Per valutare l’influenza di α-sin nel processo di rilascio sono stati sottoposti a questo protocollo sperimentali topi di controllo (ceppo C57BL/6J) e null per la proteina (C57BL/6J Ola/Hsd). Microscopia elettronica a trasmissione I neuroni primari mesencefalici sono stati piastrati in dish da 6 cm ø alla concentrazione di 2000000 cell/dish e mantenuti in coltura fino al DIV 11 giorno in cui sono stati fissati. In breve, le cellule sono state incubate per 10 min in glutaraldeide al 2.5% in PBS 0.1 M pH 7.4 e in seguito raccolte con uno scraper. La sospensione è stata centrifugata ( 5 min a 3000 rpm) e il pellet risospeso in glutaraldeide al 1% in PBS 1 M pH 7.4. Dopo un’ulteriore centrifuga il pellet veniva risospeso in PBS 1 M e conservato a 4°C per le diverse applicazioni. Analisi morfometrica I pellet ottenuti venivano incubati con una soluzione di tetrossido di osmio 1% (Electron Microscopy Sciences, Hatfield, PA, USA) fino a quando il pellet non assumeva una colorazione scura e in seguito venivano lavati in PBS 1 M. Grazie ad una serie di incubazioni in una scala di acetoni (70%, 95%, 100%) che permettono la disidratazione completa dei pellet, i campioni venivano inclusi grazie all’utilizzo di una resina apposita (EMbed-812 che sostituisce la Epon-812) (Electron Microscopy Science, Hatfield, PA) secondo la metodica descritta da Luft et al., (1961) addizionata ad un catalizzatore 2,4,6-tris (dimethylaminomethyl) phenol (DMP-30) (Electron microscopi Science, Hatfield, PA). In seguito venivano tagliate sia sezioni semifini (1 µm) e ultrasottili (80 nm) grazie all’utilizzo di un microtomo (Ultracut E, Reichert-Jung, Germania) usando rispettivamente lame di vetro o di diamante (Microstar, USA). Le sezioni semifini erano in seguito contro-colorate con blu di toluidina per valutare le condizioni del pezzo mentre le sezioni ultrasottili ottenute erano montati su retini appositi di nickel e contro colorate con acetato di uranile 3% e con citrato di piompo in modo da rendere visibile la struttura cellulare completa. Immunogold I pellet per questa applicazione non necessitano di venire disidratati completamente perciò i campioni venivano solo incubati con Etanolo al 70%. Questa parziale disidratazione permette di mantenere gli epitopi proteici intatti garantendo un’ottima affinità di legame degli anticorpi di interesse. In seguito i pellet venivano inclusi grazie ad una serie di incubazioni sia con resina pura (resina LR White) (Electron Microscopy Science, Hatfield, PA) e in seguito con la medesima resina addizionata ad un catalizzatore. Il campione ottenuto veniva tagliato in sezioni ultrassotili come per l’analisi morfometrica. Le sezioni venivano lavate con una soluzione TBS 1X + BSA 1% + Tween 10% che era anche utilizzata per preparare tutte le altre soluzioni necessarie. In seguito, le sezioni erano incubate in una soluzione di blocco (NGS diluito 1:5) in cui in seguito venivano diluiti 1:500 gli opportuni anticorpi primari. Dopo una incubazione O.N. a 4°C le sezioni con la soluzione venivano fatte acclimatare per 1 h a R.T.. Dopo un lavaggio con TBS 1X + BSA 1% + Tween 10% i retini venivano incubati con anticorpi secondari coniugati con particelle d’oro per 2 h a 37°C. Dopo aver lavato e fatto asciugare i retini ogni sezione veniva contro colorata con acetato di uranile 3% e con citrato di piompo in modo da rendere visibile la struttura cellulare. RISULTATI La distribuzione del DAT, di Sinapsina I e di Sinapsina III era modulata da α-sin in neuroni mesencefalici primari dopaminergici. La distribuzione del DAT, di Sinapsina I e III è stata valutata nelle colture primarie di neuroni mesencefalici di topi C57BL/6J e C57BL/6J Ola/Hsd null per α-sin (DIV 11) mediante ICC in doppia fluorescenza. Nei neuroni mesencefalici di topi C57BL/6J (FIG.1a) la marcatura per Sinapsina III era molto intensa nei corpi cellulari e nei coni di crescita mentre la sua distribuzione era uniforme e meno intensa nei processi dendritici. Il DAT presentava invece una distribuzione puntiforme più diffusa nei corpi cellulari e nei processi dendritici mentre non era presente nei coni di crescita. Inoltre le due proteine colocalizzavano solo parzialmente a livello dei corpi cellulari (FIG.1a) ma non nei processi come mostrato nel merge. Nei neuroni primari di topi null per α-sin la distribuzione di Sinapsina III era abbastanza uniforme sia nei corpi cellulari che nei processi. Inoltre, in queste cellule, la distribuzione del DAT era molto diversa e non presentava un aspetto puntiforme con una localizzazione non più uniforme a differenza di quanto osservato nei controlli. Inoltre Sinapsina III e DAT colocalizzavano solo parzialmente all’interno dei corpi cellulari come mostrato dal merge (FIG.1a). Risultati ottenuti dal nostro laboratorio hanno dimostrato che insulti quali la GD sono in grado di modificare la distribuzione subcellulare del DAT e di α-sin inducendone la traslocazione in inclusioni intracellulari in neuroni primari dopaminergici (Bellucci et al., 2008). Abbiamo pertanto voluto valutare l’influenza della GD sulla distribuzione subcellulare di Sinapsina III nei neuroni primari dopaminergici di controllo e null per α-sin. La GD influenzava in modo significativo sia la distribuzione di Sinapsina III che quella del DAT nei neuroni primari dopaminergici da topi C57BL/6J (FIG.1a). Infatti la GD induceva una aumentata immunoreattività di Sinapsina III nei processi dendritici DAT-immunopositivi (FIG.1a). Un elevato grado di colocalizzazione di Sinapsina III e DAT era visibile sia nei corpi cellulari che nei processi dendritici (FIG.1a) rispetto alle cellule non sottoposte a GD. Il trattamento di GD invece non modificava la distribuzione di Sinapsina III e del DAT nelle colture primarie da topi null per α-sin (FIG.1a). Sono state ripetute le stesse analisi mediante ICC in doppia fluorescenza su colture primarie di neuroni mesencefalici da topi C57BL/6J e C57BL/6J Ola/Hsd per valutare Sinapsina I. La distribuzione di Sinapsina I nei neuroni primari dopaminergici da topi C57BL/6J mostrava un aspetto puntiforme localizzato nella membrana cellulare e nei processi dendritici con un alto grado di colocalizzazione con il DAT (FIG.1b). Nei neuroni dopaminergici dei topi C57BL/6J Ola/Hsd la Sinapsina I era distribuita in modo più uniforme e colocalizzava con il DAT sia nei corpi cellulari che nei processi dendritici come mostrato nel merge (FIG.1b). Come osservato per Sinapsina III anche la distribuzione del DAT e di Sinapsina I era influenzata dalla GD nei neuroni primari mesencefalici dopaminergici da topi C57BL/6J (FIG.1b). Nelle cellule sottoposte a GD la Sinapsina I era concentrata in aree più immunoreattive e colocalizzava con il DAT come mostrato nel merge (FIG.1b). Invece nei neuroni primari dopaminergici da topi null per α-sin né la distribuzione di Sinapsina I né quella del DAT erano influenzati dalla GD (FIG.1b). Questi risultati suggeriscono che la modulazione di Sinapsina I e del DAT era α-sin-mediata e che, in seguito alla sua aggregazione, Sinapsina I era presente in inclusioni intracellulari DAT e α-sin immunopositive. Per escludere che le alterazioni nella distribuzione di DAT e Sinapsina III osservate in topi C57BL/6J Ola/Hsd fossero correlate a meccanismi compensatori e non alla semplice mancanza di α-sin è stato eseguito il silenziamento genico di α-sin su colture primarie di neuroni mesencefalici. Inoltre i neuroni sono stati sottoposti a GD per verificare se l’aggregazione di α-sin coincidesse con la perdita di funzione della proteina e pertanto influenzasse la distribuzione di Sinapsina I e III in modo analogo al silenziamento genico della proteina. Il silenziamento genico di α-sin alterava la distribuzione subcellulare di Sinapsina III (FIG.1c), infatti era presente una immunopositività più intensa e compatta se comparata con i neuroni di controllo dove Sinapsina III mostrava una distribuzione puntiforme e colocalizzava parzialmente con α-sin. Il singolo trattamento di GD induceva una compattazione dell’immunoreattività sia di α-sin che di Sinapsina III (FIG.1c). Infine nei neuroni mesencefalici sottoposti sia a silenziamento genico che a GD, la distribuzione di Sinapsina III era compatta similmente ai neuroni silenziati che non sono stati esposti alla GD (FIG.1c). La distribuzione di Sinapsina I nelle cellule trattate con il siRNA (FIG.1d) non era differente dai neuroni di controllo. Invece nelle cellule sottoposte a GD sia α-sin che Sinapsina I mostravano una distribuzione più compatta e densa (FIG.1d) in confronto ai neuroni di controllo. La GD non aveva effetti sulla distribuzione subcellulare di Sinapsina I nei neuroni primari mesencefalici trattati con il siRNA (FIG.1d). Questa evidenza suggerisce che α-sin non modulava significativamente la distribuzione di Sinapsina I in condizioni fisiologiche. Probabilmente l’aggregazione di α-sin è in grado di influenzare la localizzazione di Sinapsina I attraverso meccanismi indiretti. Figura 1: Doppia marcatura in fluorescenza in colture primarie embrionali di neuroni mesencefalici di controllo e sottoposti a GD di topi C57BL/6J e C57BL/6J Ola/Hsd per le seguenti combinazioni di anticorpi: Sinapsina III e DAT (pannello a); Sinapsina I e DAT (pannello b) . Nei pannelli c e d invece è mostrata la doppia marcatura in fluorescenza per Sinapsina III (pannello c) o Sinapsina I (pannello d) associate ad α-sin nelle colture primarie di neuroni mesencefalici trattati con siRNA (C57BL/6J siRNA), sottoposti a GD (C57BL/6J GD) e al siRNA + GD (C57BL/6J siRNA+GD). Barra di calibrazione:60 µm (mostrata nel pannello a). Il silenziamento genico di α-sin e insulti pro-aggreganti inducevano una alterata espressione del DAT, Sinapsina I e Sinapsina III. Tramite WB è stato valutato se il silenziamento del gene per α-sin e la GD alterassero non solo la distribuzione ma anche i livelli del DAT (FIG.2a-c), Sinapsina I (FIG.2a-d) e Sinapsina III (FIG.2ae). Il silenziamento del gene per α-sin, confermato tramite WB (FIG.2a-b), induceva una diminuzione statisticamente significativa dei livelli del DAT (FIG.2c) e un aumento significativo di Sinapsina III (FIG.2e) (ANOVA ad una via con turkey post test: *P< 0.05). La GD induceva un aumento statisticamente significativo dei livelli di Sinapsina III (FIG.2e) e di α-sin (FIG.2b) (ANOVA ad una via con turkey post test: *P< 0.05). Il silenziamento del gene per α-sin seguito dalla GD induceva un aumento statisticamente significativo dei livelli di Sinapsina III (FIG.2e) (ANOVA ad una via con turkey post test: *P< 0.05). Il trattamento di GD, il silenziamento di α-sin e la combinazione di entrambi i trattamenti invece non inducevano alcuna variazione statisticamente significativa nei livelli di Sinapsina I (FIG.2d). I risultati ottenuti confermano che l’aggregazione di α-sin coincideva con la perdita di funzione della proteina la quale induceva alterazioni significative del traffico subcellulare e dei livelli di espressione sia di Sinapsina III che del DAT. I risultati mostrati fino ad ora indicavano che α-sin modulava in modo statisticamente significativo il DAT e Sinapsina III mentre l’effetto su Sinapsina I era dovuto a meccanismi indiretti. Perciò ci siamo focalizzati sull’andamento di DAT e Sinapsina III. Figura 2: WB indicativo dei livelli di α-sin, del DAT, di Sinapsina III e di Sinapsina I in estratti proteici di neuroni mesencefalici di topi C57BL/6J, trattati con siRNA (C57BL/6J siRNA), sottoposti a GD (C57BL/6J GD) e al siRNA + GD (C57BL/6J siRNA+GD) (pannello A). L’immunoblotting per α-tubulina è riportato come controllo per un uguale caricamento dei differenti campioni di proteine. In grafico (pannelli b,c,d,e) sono rappresentati i livelli medi delle quattro proteine. La distribuzione e la densità di DAT e Sinapsina III erano differenti nello striato di topi null per α-sin rispetto ad animali di controllo. Studi di IHC associati ad analisi densitometriche a livello dello striato in topi C57BL/6J e C57BL/6J Ola/Hsd hanno mostrato una ridistribuzione della marcatura relativa al DAT (FIG.3a) e Sinapsina III (FIG.3b). I risultati ottenuti hanno dimostrato una diminuzione statisticamente significativa dell’immunoreattività del DAT in topi null per α-sin di 12 mesi rispetto a animali di controllo come confermato da analisi sensitometriche (ANOVA a due vie con Bonferroni post test: P<0.05) (FIG.3c) . La presente osservazione è in linea con studi presenti in letteratura che indicano una diminuzione di espressione del DAT in animali null per α-sin (Chadchankar et al., 2011). Inoltre la distribuzione di Sinapsina III era più compatta nello striato di topi C57BL/6J Ola/Hsd di 8 e 12 mesi rispetto ad animali di controllo mentre a 3 mesi la proteina risultava distribuita in modo simile tra i due ceppi (FIG.3b). Questa osservazione è stata confermata da analisi densitometriche (FIG.3d) che hanno dimostrato un aumenta densità di Sinapsina III in topi null per α-sin di 8 e 12 mesi (ANOVA a due vie con Bonferroni post test: P<0.001). Invece animali C57BL/6J Ola/Hsd di 3 mesi non mostravano differenze statisticamente significative nella densità di Sinapsina III rispetto ai controlli (FIG.3d). Figura 3: Doppia marcatura in fluorescenza per α-sin con DAT (pannello a) o Sinapsina III (pannello b) in topi C57BL/6J e C57BL/6J Ola/Hsd di 3 (3mo), 8 (8mo) e 12 mesi (12mo). Barra di calibrazione: 100 µm (mostrate nei pannelli a e b). Inoltre sono riportati i grafici relativi alle analisi quantitative (espresse come % di densità ottica) dell’immunoreattività del DAT (pannello c) e di Sinapsina III (pannello d) nello striato di topi C57BL/6J e C57BL/6J Ola/Hsd. Topi C57BL/6J Ola/Hsd di 12 mesi mostravano una riduzione dei livelli di DA a livello striatale. Grazie ad esperimenti di microdialisi verticale accoppiati a dosaggi in HPLC è stato possibile misurare i livelli striatali di DA nei topi C57BL/6J Ola/Hsd null per α-sin e nei topi di controllo C57BL/6J (FIG.4). Si noti come i livelli di DA rilasciati in seguito a depolarizzazione aumentino rispetto ai livelli basali in entrambi i ceppi indicando un corretta risposta alla depolarizzazione. I livelli medi extracellulari di DA, rilasciata in seguito ad uno stimolo depolarizzante, erano superiori in topi C57BL/6J rispetto ad animali null per α-sin. In entrambi i ceppi il wash out riportava i livelli rilasciati a quelli in condizioni basali e infine il trattamento con TTX spegneva correttamente il segnale. Questi esperimenti dimostravano che l’assenza di α-sin influenzava in modo negativo i meccanismi di rilascio di DA a livello dei terminali pre-sinaptici portando ad una riduzione della funzionalità dei neuroni dopaminergici nigro-striatali. Ciò confermerebbe l’importanza della proteina nei processi di controllo del rilascio vescicolare. Inoltre i livelli medi dei principali metaboliti di DA quali acido diidrossifenilacetico (DOPAC) e acido omovanillico (HVA) erano aumentati, sia in condizioni basali sia dopo uno stimolo depolarizzante, in topi null per la proteina (FIG.4). Questo risultato potrebbe indicare che oltre ai meccanismi di rilascio anche il metabolismo della DA potrebbe subire delle alterazioni in mancanza di α-sin. Figura 4: Livelli extracellulari di DA (nM), DOPAC e HVA (% di variazione) misurati nello striato di topi di controllo C57BL/6J e null per α-sin C57BL/6J Ola/Hsd (in questo grafico nominati come C57BL/6S). I livelli sono stati misurati in condizioni basali (BASALE), in seguito a depolarizzazione indotta da aCSF-K+ (K+ ), durante il wash out (BASALE) e in seguito al trattamento con tetrodotossina 1uM (TTX). I topi null per α-sin mostravano una differente risposta locomotoria al trattamento con cocaina o GBR-12935. Per valutare se le alterazioni osservate nei livelli e nelle distribuzione di DAT e Sinapsina III associate alla mancanza di α-sin, potessero indurre delle alterazioni nella risposta locomotoria a stimolanti specifici abbiamo utilizzo il paradigma dell’ “open field”. Sono stati testati due diversi bloccanti del DAT quali la cocaina e il GBR-12935 in animali di 3-8-12 mesi. La cocaina è stata dimostrata aumentare i livelli extracellulari di DA attraverso un meccanismo indipendente dal semplice blocco del reuptake e che coinvolge la mobilizzazione di un pool di riserva di vescicole contenenti DA che sono sinapsine-dipendenti (Venton et al., 2006). La somministrazione di cocaina in animali di 3 mesi non induceva un aumento significativo della risposta locomotoria in animali null per α-sin (FIG.5) mentre il trattamento di animali di 12 mesi ha dimostrato che il picco di risposta locomotoria acuta di topi C57BL/6J Ola/Hsd era superiore e più duraturo rispetto a quella di topi di controllo (FIG.5). La differente risposta osservata in topi C57BL/6J Ola/Hsd potrebbe essere dovuta alla minore espressione del DAT presente nei topi C57BL/6J Ola/Hsd (dati non mostrati) che porterebbe ad una minore ricaptazione di DA. Inoltre i bassi livelli di DA rilasciata nei topi C57BL/6J Ola/Hsd (come mostrato precedentemente dagli esperimenti di microdialisi) potrebbero aver indotto dei meccanismi di compensazione quali una supersensitività dopaminergica post-sinaptica. Nei topi null per α-sin, il trattamento con cocaina potrebbe inoltre indurre una maggiore risposta locomotoria grazie alla mobilizzazione dei pools vescicolari sinapsina-mediati e questo effetto potrebbe essere superiore in questo ceppo in quanto mostra una maggiore espressione di Sinapsina III. In seguito al blocco del DAT cocaina-mediato, la DA rilasciata si accumulerebbe a livello sinaptico e agirebbe su un numero superiore di recettori dopaminergici presenti nel terminale post-sinaptico. Infine è stata valutata anche la risposta locomotoria acuta al GBR-12935 (FIG.6) che, a differenza della cocaina, blocca in modo selettivo il DAT senza agire sui pools vescicolari. In questo modo è possibile valutare in maniera più precisa l’influenza del trasportatore sui meccanismi sinaptici in assenza di α-sin e l’eventuale coinvolgimento delle sinapsine. In questo caso non erano presenti differenze statisticamente significative in topi C57BL/6J Ola/Hsd rispetto ad animali di controllo (FIG.6). Il blocco selettivo del DAT in associazione ai suoi bassi livelli di espressione potrebbero appiattire la risposta locomotoria al GBR-12935. Quest’ultimo risultato dunque non conferma l’ipotesi di una supersensitività post-sinaptica. In realtà questo è solo un dato preliminare che deve essere ripetuto perciò gli esperimenti di open field proseguiranno per confermare i risultati ottenuti. Figura 5: Grafico che rappresenta la distanza totale percorsa da topi C57BL/6J Ola/Hsd e C57BL/6J di 3, 8, 12 mesi. L’esperimento è stato svolto in condizioni basali (periodo di abituazione di 10 min) ed in seguito alla somministrazione di cocaina (10 mg/Kg i.p.) o, come controllo, di soluzione salina (NaCl 0.9% i.p.). Si noti la maggiore risposta dei topi null per α-sin rispetto ai controlli. Figura 6: Grafico che rappresenta la distanza totale percorsa da topi C57BL/6J Ola/Hsd e C57BL/6J di 12 mesi. L’esperimento è stato svolto in condizioni basali (periodo di abituazione di 10 min) ed in seguito alla somministrazione di GBR-12935 (10 mg/Kg i.p.) o, come controllo, di soluzione salina (NaCl 0.9% i.p.). Non era visibile una differenza statisticamente significativa nella risposta locomotoria in seguito a somministrazione di GBR-12935 tra i due ceppi osservati. Risultati preliminari relativi ad esperimenti di microscopia elettronica confermavano la presenza di differenze nell’assetto dei pools vescicolari sinaptici in animali null per α-sin. Per confermare la nostra ipotesi circa una modulazione α-sin mediata nella localizzazione ed espressione di Sinapsina III e dunque nei meccanismi di rilascio vescicolare sono in corso di svolgimento esperimenti di microscopia elettronica tramite la tecnica dell’immunogold e di analisi morfometriche in collaborazione con la Prof.ssa Rita Rezzani e la Dott.ssa Stefania Castrezzati (Sezione di Anatomia, Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali, Università degli Studi di Brescia). Oltre all’analisi di neuroni mesencefalici dopaminergici di controllo relativi ad animali C57BL/6J e C57BL/6J Ola/Hsd, i campioni analizzati comprendono neuroni sottoposti a GD e/o silenziamento per α-sin. Grazie all’utilizzo di tutte queste condizioni sperimentali sarà possibile valutare l’assetto delle vescicole sinaptiche e la reale localizzazione subcellulare delle proteine di interesse in condizioni di controllo e in seguito alla mancanza e/o alla aggregazione di α-sin. I dati preliminari raccolti fino ad ora ci hanno permesso di visualizzare una differenza nella localizzazione di Sinapsina III a livello delle vescicole sinaptiche in topi C57BL/6J Ola/Hsd che mostravano inoltre un diverso assetto dei pools vescicolari (dati non mostrati). Per valutare se questo diverso assetto potesse avere un effetto sulla funzionalità dei neuroni dopaminergici le colture primarie sono state anche trattate con cocaina (10 µM) o GBR-12935 (20 nM) per valutare in modo diretto i meccanismi di rilascio e movimento delle vescicole sfruttando un approccio simile a quello mostrato nel lavoro di Tao-Cheng et al. (2006). DISCUSSIONE I risultati ottenuti mostrano che α-sin è in grado di regolare l’assetto dei terminali pre-sinaptici nei neuroni dopaminergici modulando in maniera diversa l’espressione e la localizzazione subcellulare di due proteine chiave: Sinapsina III e DAT che sono rispettivamente coinvolte nella regolazione dei pool vescicolari e della ricaptazione della DA. Le alterazioni dei livelli di espressione e di distribuzione del DAT, di Sinapsina I e di Sinapsina III sono state osservate sia in colture primarie di neuroni mesencefalici, un buon modello di sviluppo neuronale, sia nel cervello di topi C57BL/6J di controllo e topi null per α-sin C57BL/6J Ola/Hsd. I risultati ottenuti indicano che gli animali null per α-sin mostravano una ridistribuzione ed un aumento statisticamente significativo della densità di Sinapsina III. Allo scopo di escludere che le alterazioni nell’espressione e distribuzione di DAT e Sinapsina III osservate in topi C57BL/6J Ola/Hsd fossero strettamente correlate alla mancanza di α-sin e non ad altri meccanismi compensatori che potrebbero essere presenti in questi animali, è stato eseguito il silenziamento genico di α-sin nelle colture primarie di neuroni mesencefalici. Utilizzando studi di ICC e WB su colture primarie di neuroni mesencefalici in condizioni basali e sottoposti a silenziamento abbiamo potuto osservare che la mancanza di α-sin modificava la distribuzione e l’espressione di Sinapsina III e del DAT, confermando il suo ruolo modulatorio su queste proteine. Per valutare se oltre alla semplice mancanza della proteina anche una sua perdita di funzione potesse regolare Sinapsina III, i neuroni di topi di controllo C57BL/6J sono stati sottoposti a GD, un insulto in grado di aumentare l’espressione e l’aggregazione di α-sin nonché di indurne modificazioni post-traduzionali quali il taglio C-terminale (Bellucci et al., 2008; Bellucci et al., 2011). In seguito all’aggregazione di α-sin in inclusioni DAT-immunopositive a livello dei corpi cellulari e dei processi dendritici, era visibile una ridistribuzione di Sinapsina III. Ciò suggerisce che alterazioni specifiche a carico di queste proteine possono verificarsi nei primi stadi della MP in associazione all’aggregazione e perdita di funzione di α-sin. I risultati ottenuti confrontando le colture neuronali da topi C57BL/6J Ola/Hsd prive di α-sin con le colture neuronali da topi C57BL76J e quelle sottoposte a silenziamento, indicano che α-sin interagiva e modulava l’espressione e la distribuzione subcellulare di Sinapsina III e del DAT nei neuroni dopaminergici. Nelle medesime condizioni sperimentali è stata valutata l’espressione e la distribuzione di Sinapsina I, un membro del proteoma sinaptico di α-sin che di conseguenza potrebbe essere influenzato dalle modificazioni patologiche di quest’ultima. La distribuzione di Sinapsina I non era significativamente alterata dalla mancanza di α-sin. Ciò potrebbe essere dovuto a meccanismi compensatori nei topi C57BL/6J Ola/Hsd oppure ad un effetto indiretto esercitato dalla mancanza di -sin sulla localizzazione subcellulare di Sinapsina I. Inoltre il silenziamento di -sin, a differenza di quanto osservato per DAT e Sinapsina III, non alterava significativamente la localizzazione di Sinapsina I. La Sinapsina I dunque non sembra essere specificatamente implicata nella patofisiologia del deficit dopaminergico. Questa ipotesi è supportata da studi che hanno mostrato che i livelli di Sinapsina I nello striato di pazienti di MP sono comparabili con quelli di soggetti di controllo (Girault et al., 1989). In linea con queste osservazioni i nostri studi di WB non evidenziano effetti significativi sui livelli di Sinapsina I in mancanza di α-sin. In presenza di αsin la localizzazione subcellulare di Sinapsina I è comunque influenzata da insulti quali la GD. Questa evidenza suggerisce che α-sin non modulava la distribuzione di Sinapsina I in condizioni fisiologiche nonostante l’aggregazione di α-sin sia in grado di influenzare la distribuzione di Sinapsina I probabilmente attraverso meccanismi indiretti. A livello delle sinapsi dopaminergiche sembrerebbe invece avere un significato rilevante l’alterazione di Sinapsina III che è l’isoforma maggiormente espressa nei terminali dopaminergici striatali. Infatti similmente al DAT, l’aggregazione patologica di α-sin ne alterava la distribuzione che era più uniforme nei corpi cellulari e nei processi dendritici dei topi C57BL/6J Ola/Hsd rispetto ai controlli, dove presentava una distribuzione più puntiforme. L’aumento dell’espressione di Sinapsina III nelle sinapsi dopaminergiche striatali potrebbe essere associato alla riduzione o alla perdita del rilascio di DA dato che Sinapsina III, come α-sin, è un regolatore negativo di questo processo (Kile et al., 2010). Grazie a studi di microdialisi verticale associati a dosaggi in HPLC abbiamo identificato una riduzione statisticamente significativa dei livelli di DA rilasciata in topi null per α-sin che inoltre mostravano differenti risposte locomotorie in seguito alla somministrazione di cocaina o di GBR12935. In particolare questi animali rispondevano in modo significativo alla somministrazione di cocaina che oltre a bloccare il DAT è in grado di stimolare il rilascio di DA mobilizzando un pool vescicolare di riserva sinapsina-dipendente (Venton et al., 2006). Infatti animali ko per le sinapsine mostrano una riduzione del rilascio di DA-cocaina indotto (Kile et al., 2010). L’aumento di Sinapsina III osservato nei terminali striatali di animali C57BL/6J Ola/Hsd potrebbe dunque essere la causa della loro aumentata risposta al trattamento con cocaina. Inoltre, nonostante la significativa risposta alla cocaina, i topi null per α-sin non mostravano una risposta locomotoria significativamente diversa rispetto ad animali di controllo. Questo risultato potrebbe essere relazionato alla diminuzione dell’espressione di DAT età dipendente in topi C57BL/6J Ola/Hsd che è stata determinata grazie ad esperimenti di IHC e conferma altri risultati presenti in letteratura (Chadchankar et al., 2011) che potrebbe correlare con una riduzione del riciclo di DA. Un’altra possibile causa potrebbe essere l’aumento di Sinapsina III, sempre confermato tramite IHC, che infatti agirebbe come modulatore negativo del rilascio di DA. Inoltre è stato anche identificato un aumento dei livelli dei principali metaboliti della DA quali DOPAC e HVA e ciò potrebbe indicare un aumento del turnover di DA, un fenomeno che è stato precedentemente descritto in animali ko per DAT (Benoit-Marand, 2000). Le alterazioni osservate negli esperimenti di comportamento e di microdialisi ci hanno portato ad ipotizzare delle possibili alterazioni a livello dei pool vescicolari e per valutare ciò sono in corso esperimenti di microscopia elettronica in collaborazione con la Prof.ssa Rita Rezzani e la Dott.ssa Stefania Castrezzati (Sezione di Anatomia, Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali, Università degli Studi di Brescia) per delineare la localizzazione delle vescicole e delle proteine ad esse associate. I dati preliminari ottenuti mostrano delle differenze nell’assetto vescicolare in animali null per α-sin. Tutte queste evidenze supportano l’ipotesi che la patologia sinaptica α-sin-dipendente abbia importanti implicazioni nella patogenesi della MP, poiché potrebbe alterare significativamente i meccanismi di rilascio e riciclo della DA nei neuroni dopaminergici durante lo sviluppo e in età adulta. Infatti, l’aggregazione e la perdita di funzione di α-sin a livello dei terminali sinaptici dopaminergici potrebbero alterare la corretta distribuzione subcellulare e i livelli di espressione di molecole sinaptiche chiave, quali DAT e Sinapsina III e probabilmente in via indiretta anche di Sinapsina I. E’ possibile perciò ipotizzare che mentre in condizioni fisiologiche α-sin modula la localizzazione e la funzionalità di alcuni membri del suo proteoma sinaptico tra cui DAT e Sinapsina III, in seguito al suo accumulo o a modificazioni conformazionali nelle prime fasi della MP che ne inducono l’aggregazione, si potrebbe verificare un’alterazione di questo meccanismo che porterebbe ad una regolazione aberrante delle proteine a lei associate ed al conseguente blocco del rilascio di DA con degenerazione dei terminali sinaptici. BIBLIOGRAFIA Abeliovich A, Schmitz Y, Fariñas I, Choi-Lundberg D, Ho WH, Castillo PE, Shinsky N, Verdugo JM, Armanini M, Ryan A, Hynes M, Phillips H, Sulzer D, Rosenthal A (2000). Mice lacking alphasynuclein display functional deficits in the nigrostriatal dopamine system. Neuron. Jan;25(1):239-52. Bähler M, Greengard P (1987). Synapsin I bundles F-actin in a phosphorylation-dependent manner. Nature. Apr 16-22;326(6114):704-7. Bellucci A, Collo G, Sarnico I, Battistin L, Missale C, Spano PF (2008). Alpha-synuclein aggregation and cell death triggered by energy deprivation and dopamine overload are counteracted by D2/D3 receptor activation. J Neurochem 106(2): 560-577. Bellucci A, Navarria L, Falarti E, Zaltieri M, Bono F, Collo G, Spillantini MG, Missale C, Spano P (2011). Redistribution of DAT/α-synuclein complexes visualized by "in situ" proximity ligation assay in transgenic mice modelling early Parkinson's disease. PLoS One.;6(12):e27959. Bellucci A, Navarria L, Zaltieri M, Missale C, Spano P (2012a). α-Synuclein synaptic pathology and its implications in the development of novel therapeutic approaches to cure Parkinson's disease. Brain Res. Jan 13;1432:95-113. Bellucci A, Zaltieri M, Navarria L, Grigoletto J, Missale C, Spano P (2012b). From α-synuclein to synaptic dysfunctions: new insights into the pathophysiology of Parkinson's disease. Brain Res. Oct 2;1476:183-202. Benfenati F, Valtorta F, Rossi MC, Onofri F, Sihra T, Greengard P (1993). Interactions of synapsin I with phospholipids: possible role in synaptic vesicle clustering and in the maintenance of bilayer structures. J Cell Biol. Dec;123(6 Pt 2):1845-55. Benoit-Marand M, Jaber M, Gonon F (2000). Release and elimination of dopamine in vivo in mice lacking the dopamine transporter: functional consequences. Eur J Neurosci. Aug;12(8):2985-92. Betz WJ, Bewick GS (1993). Optical monitoring of transmitter release and synaptic vesicle recycling at the frog neuromuscular junction. J Physiol. Jan;460:287-309. Bogen IL, Boulland JL, Mariussen E, Wright MS, Fonnum F, Kao HT, Walaas SI (2006). Absence of synapsin I and II is accompanied by decreases in vesicular transport of specific neurotransmitters. J Neurochem. Mar;96(5):1458-66. Cesca F, Baldelli P, Valtorta F, Benfenati F (2010).The synapsins: key actors of synapse function and plasticity. Prog Neurobiol. Aug;91(4):313-48. Chadchankar H, Ihalainen J, Tanila H, Yavich L (2011). Decreased reuptake of dopamine in the dorsal striatum in the absence of α-synuclein. Brain Res. Mar 25;1382:37-44. Chadchankar H, Ihalainen J, Tanila H, Yavich L (2012). Methylphenidate modifies overflow and presynaptic compartmentalization of dopamine via an α-synuclein-dependent mechanism. J Pharmacol Exp Ther. May;341(2):484-92. Feng J, Chi P, Blanpied TA, Xu Y, Magarinos AM, Ferreira A, Takahashi RH, Kao HT, McEwen BS, Ryan TA, Augustine GJ, Greengard P (2002). Regulation of neurotransmitter release by synapsin III. J Neurosci. Jun 1;22(11):4372-80. Ferreira A, Kao HT, Feng J, Rapoport M, Greengard P (2000). Synapsin III: developmental expression, subcellular localization, and role in axon formation. J Neurosci. May 15;20(10):3736-44. Fornasiero EF, Raimondi A, Guarnieri FC, Orlando M, Fesce R, Benfenati F, Valtorta F (2012). Synapsins contribute to the dynamic spatial organization of synaptic vesicles in an activitydependent manner. J Neurosci. Aug 29;32(35):12214-27. Garcia-Reitböck P, Anichtchik O, Bellucci A, Iovino M, Ballini C, Fineberg E, Ghetti B, Della Corte L, Spano P, Tofaris GK, Goedert M, Spillantini MG (2010). SNARE protein redistribution and synaptic failure in a transgenic mouse model of Parkinson's disease. Brain. Jul;133(Pt 7):2032-44. Girault JA, Raisman-Vozari R, Agid Y, Greengard P (1989). Striatal phosphoproteins in Parkinson disease and progressive supranuclear palsy. Proc Natl Acad Sci U S A. Apr;86(7):2493-7. Greengard P, Valtorta F, Czernik AJ, Benfenati F (1993). Synaptic vesicle phosphoproteins and regulation of synaptic function. Science. Feb 5;259(5096):780-5. Kile BM, Guillot TS, Venton BJ, Wetsel WC, Augustine GJ, Wightman RM (2010). Synapsins differentially control dopamine and serotonin release.J Neurosci. Jul 21;30(29):9762-70. Liu CW, Giasson BI, Lewis KA, Lee VM, Demartino GN, Thomas PJ (2005). A precipitating role for truncated alpha-synuclein and the proteasome in alpha-synuclein aggregation: implications for pathogenesis of Parkinson disease. J Biol Chem 280: 22670-22678. Luft JH (1961). Improvements in epoxy resin embedding methods. J Biophys Biochem Cytol. Feb;9:409-14. Lundblad M, Decressac M, Mattsson B, Björklund A (2012). Impaired neurotransmission caused by overexpression of α-synuclein in nigral dopamine neurons. Proc Natl Acad Sci U S A. Feb 28;109(9):3213-9. Maiya R, Ponomarev I, Linse KD, Harris RA, Mayfield RD (2007). Defining the dopamine transporter proteome by convergent biochemical and in silico analyses. Genes Brain BehavFeb;6(1):97-106. Paxinos and Franklin (2001). The Mouse Brain in Stereotaxic Coordinates, Second Edition, New York, Elsevier. Perrin RJ, Payton JE, Barnett DH, Wraight CL, Woods WS, Ye L, George JM (2003). Epitope mapping and specificity of the anti-alpha-synuclein monoclonal antibody Syn-1 in mouse brain and cultured cell lines. Neurosci Lett. Oct 2;349(2):133-5. Pieribone VA, Porton B, Rendon B, Feng J, Greengard P, Kao HT (2002). Expression of synapsin III in nerve terminals and neurogenic regions of the adult brain.J Comp Neurol. Dec 9;454(2):105-14. Polymeropoulos MH, Lavedan C, Leroy E, Ide SE, Dehejia A, Dutra A, Pike B, Root H, Rubenstein J, Boyer R,Stenroos ES, Chandrasekharappa S, Athanassiadou A, Papapetropoulos T, Johnson WG, Lazzarini AM, Duvoisin RC, Di Iorio G, Golbe LI, Nussbaum RL (1997). Mutation in the alphasynuclein gene identified in families with Parkinson’s disease. Science 276: 2045-2047. Porton B, Wetsel WC, Kao HT (2011). Synapsin III: role in neuronal plasticity and disease. Semin Cell Dev Biol. Jun;22(4):416-24. Prasad K, Beach TG, Hedreen J, Richfield EK (2012). Critical role of truncated α-synuclein and aggregates in Parkinson's disease and incidental Lewy body disease. Brain Pathol. Nov;22(6):81125. Schiebler W, Jahn R, Doucet JP, Rothlein J, Greengard P (1986). Characterization of synapsin I binding to small synaptic vesicles.J Biol Chem. Jun 25;261(18):8383-90. Sharma M, Burré J, Südhof TC (2011). CSPα promotes SNARE-complex assembly by chaperoning SNAP-25 during synaptic activity. Nat Cell Biol. 2011 Jan;13(1):30-9. Singleton AB, Farrer M, Johnson J, Singleton A, Hague S, Kachergus J, Hulihan M, Peuralinna T, Dutra A, Nussbaum R, Lincoln S, Crawley A, Hanson M, Maraganore D, Adler C, Cookson MR, Muenter M, Baptista M, Miller D, Blancato J, Hardy J, Gwinn-Hardy K (2003). Alpha-Synuclein locus triplication causes Parkinson’s disease. Science 302: 841. Smith WW, Margolis RL, Li X, Troncoso JC, Lee MK, Dawson VL, Dawson TM, Iwatsubo T, Ross CA (2005). Alpha-synuclein phosphorylation enhances eosinophilic cytoplasmic inclusion formation in SH-SY5Y cells. J Neurosci 25: 5544-5552. Specht CG, Schoepfer R (2001). Deletion of the alpha-synuclein locus in a subpopulation of C57BL/6J inbred mice. BMC Neurosci 2: 11. Spillantini MG, Crowther RA, Jakes R, Hasegawa M, Goedert M (1998). Alpha-Synuclein in filamentous inclusions of Lewy bodies from Parkinson's disease and dementia with lewy bodies. Proc Natl Acad Sci U S A. May 26;95(11):6469-73. Stefani G, Onofri F, Valtorta F, Vaccaro P, Greengard P, Benfenati F (1997). Kinetic analysis of the phosphorylation-dependent interactions of synapsin I with rat brain synaptic vesicles. J Physiol. Nov 1;504 ( Pt 3):501-15. Stoica G, Lungu G, Bjorklund NL, Taglialatela G, Zhang X, Chiu V, Hill HH, Schenk JO, Murray I (2012). Potential role of α-synuclein in neurodegeneration: studies in a rat animal model. J Neurochem. Aug;122(4):812-22. Tao-Cheng JH (2006). Activity-related redistribution of presynaptic proteins at the active zone. Neuroscience. Sep 1;141(3):1217-24. Tofaris GK, Razzaq A, Ghetti B, Lilley KS, Spillantini MG (2003). Ubiquitination of alpha-synuclein in Lewy bodies is a pathological event not associated with impairment of proteasome function. J Biol Chem 278: 44405-44411. Uversky VN, Yamin G, Munishkina LA, Karymov MA, Millett IS, Doniach S, Lyubchenko YL, Fink AL (2005). Effects of nitration on the structure and aggregation of alpha-synuclein. Brain Res Mol Brain Res 134(1): 84-102. Vasileva M, Horstmann H, Geumann C, Gitler D, Kuner T (2012). Synapsin-dependent reserve pool of synaptic vesicles supports replenishment of the readily releasable pool under intense synaptic transmission. Eur J Neurosci. Oct;36(8):3005-20. Venton BJ, Seipel AT, Phillips PE, Wetsel WC, Gitler D, Greengard P, Augustine GJ, Wightman RM (2006). Cocaine increases dopamine release by mobilization of a synapsin-dependent reserve pool. J Neurosci. Mar 22;26(12):3206-9. Weinreb PH, Zhen W, Poon AW, Conway KA, Lansbury PT Jr (1996). NACP, a protein implicated in Alzheimer's disease and learning, is natively unfolded. Biochemistry. Oct 29;35(43):13709-15. Yavich L, Tanila H, Vepsäläinen S, Jäkälä P (2004). Role of alpha-synuclein in presynaptic dopamine recruitment. J Neurosci. Dec 8;24(49):11165-70. Elenco delle pubblicazioni: Bellucci A., Fiorentini C., Zaltieri M., Missale C., Spano PF. The “in situ” proximity ligation assay to probe protein-protein interactions in intact tissues. To be published in the Book “Methods in Molecular Biology”, Issue Exocytosis and Endocytosis, Second Edition, edited by Andrei Ivanov, Springer Science Humana Press, in press. Zaltieri M., Spano PF., Missale C., Bellucci A. The proximity ligation assay: an high throughput technique for protein analysis in neuroscience. To be published in the Book “Neural Stem Cell Research” edited by Kaur Navjot and Mohan Vemury. Wiley Blackwell, Hoboken, NJ, USA, in press. Bellucci A., Zaltieri M., Navarria L., Grigoletto J., Missale C. and Spano PF. From alphasynuclein to synaptic dysfunctions: new insights into the pathophysiology of Parkinson's disease. Brain Res, 2012 Oct 2;1476:183-202. doi: 10.1016/j.brainres.2012.04.014. Epub 2012 Apr 17. Bellucci A., Navarria L., Zaltieri M., Missale C. and Spano PF. Alpha-synuclein synaptic pathology and its implications in the development of novel therapeutic approaches to cure Parkinson's disease. Brain Res. 2012 Jan 13;1432:95-113. Bellucci A., Navarria L., Falarti E., Zaltieri M., Missale C., Spillantini MG. and Spano PF. Redistribution of DAT/α-synuclein complexes visualized by "in situ" proximity ligation assay in transgenic mice modelling early Parkinson's disease. PLoS One. 2011;6(12):e27959. Bellucci A., Navarria L., Zaltieri M., Falarti E., Bodei S., Sigala S., Battistin L., Spillantini MG., Missale C. and Spano PF.Induction of the unfolded protein response by alpha-synuclein in experimental model of Parkinson’s disease. Journal of Neurochemistry 2011 Feb;116(4):588605. Abstracts presentati a congressi nazionali e internazionali durante il secondo anno del corso di dottorato in Neuroscienze: 1) Alpha-synuclein regulates dopaminergic synapse arrangement and functionality by modulating synapsin III and the dopamine transporter. Michela Zaltieri1, Jessica Grigoletto1, Laura Navarria1, Cristina Missale1, PierFranco Spano1,2 and Arianna Bellucci1 1 Division of Pharmacology, Department of Molecular and Translational Medicine and National Institute of Neuroscience, University of Brescia, Brescia, Italy; 2 IRCCS S. Camillo Hospital, Venice, Italy Dopamine 2013, Alghero, Italy, May 24-28, 2013. 2) Reciprocal modulation of alpha-synuclein, synapsins and dopamine transporter in developing and mature dopaminergic neurons. Grigoletto J.1, Zaltieri M. 1, Navarria L. 1, Missale C. 1, Spano PF. 1,2 and Bellucci A. 1 1 Division of Pharmacology, Department of Molecular and Translational Medicine and National Institute of Neuroscience, University of Brescia, Brescia, Italy; 2 IRCCS S. Camillo Hospital, Venice, Italy 11th AD/PD, International Conference on Alzheimer’s and Parkinson’s Diseases. Florence, Italy, March 6-10, 2013. Elenco delle lezioni-seminari frequentati durante il secondo anno del corso di dottorato in Neuroscienze: Brescia, 23 Novembre 2012 , Dr. Antal Rot: “Pathophysiological role of atypical chemokine receptors” Brescia, 05 Dicembre 2012, Dr. Roberto Ronca: “Long-pentraxin 3 (PTX3) as a natural antiangiogenic, antitumor agent” Brescia, 18 Dicembre 2012, Dr. Stefano Pluchino: “Studying the therapeutic plasticity of neural stem cells at nanoscale” Brescia, 23 Gennaio 2013, Dr. Gabriele Candiani “Non-viral gene delivery: a “ménage à trois” among nucleic acids,materials, and the biological environment” Brescia, 7 Febbraio 2013, Dr. Mark Slevin “Epigenetic mechanisms for the control of angiogenesis” Brescia, 15 Aprile 2013, Dott. Luca Mollica: “NMR-spectroscopy and computer simulations of biomolecules: an essential handshake between two disciplines” Brescia, 31 Maggio 2013, Prof.Bruce Yu: “Development of Novel Imaging Agents and Biomaterials” Brescia, 20 Giugno 2013, Dott.ssa Emanuela Gobbi, sez Biotecnologie unità agroalimentare, Università degli Studi di Brescia: “Dalla micologia alle nanotecnologie” Brescia, 2 Luglio 2013, Prof. Nader G Abraham: “Heme oxygenase: discovery and clinical significance in diabetes and cardiovascular disease" Brescia, 19 settembre 2013, Dr Peter Vanhoutte, Universitè Pierre et Marie Curie: “Dopamine-glutamate receptor interplay modulates striatal signaling and responses to cocaine” Elenco dei corsi/aggiornamenti frequentati durante il secondo anno del corso di dottorato in neuroscienze: Brescia, 9-10/20-21 Maggio 2013, Prof. Adrian Wallwork: “Corso di inglese scientifico”. Brescia, 2-6 Settembre 2013, Prof. Angelo Varni, Prof. Fabrizio Benacchi, Prof. Marco Roccetti, Marco Zanichelli “Summer School: Comunicare la scienza.” Brescia, 16, 18, 20, (23, 25 in corso) Settembre 2013, Prof. Elisabetta Ceretti, Prof. Claudio Giardini, Dr. Antonio Fiorentino: “Design of experiments-DOE.”