Soft Secrets IT 04-12 Leggere online

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18+ Solo per adulti. Soft Secrets viene pubblicato sei volte all’anno dalla Discover Publisher BV, Paesi Bassi
Numero 4 - 2012
Non è un Paese per sobri
di Giovanna Dark
In fatto di competizioni e classifiche,
l’Italia ha smesso di primeggiare ormai
da tempo immemore. Le ultime soddisfazioni agonistiche le abbiamo avute
oltre 5 anni fa e, a livello internazionale, il nostro belpaese ha perso la
quasi totalità del prestigio che una
storia così ricca e densa ci aveva attribuito. Ma non tutto è perduto e il
popolo italiano può finalmente tornare a festeggiare un primato. Stando
ai risultati delle ricerche dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle
tossicodipendenze (EMCDDA) l’Italia
risulta infatti al primo posto in Europa
per il consumo di cannabis. E questo,
ça va sans dire, ci rende davvero pieni
di orgoglio.
In questa edizione:
Prodigi autofiorenti
›› 10
SE FUMI TI LICENZIO
Arrivano brutte notizie per gli onesti lavoratori
che sono soliti consumare, anche occasionalmente, la cannabis e i suoi derivati. Il lavoratore che fa uso di sostanze stupefacenti, anche
fuori dal luogo di lavoro, può infatti perdere il
posto. Questo è quanto stabilito dalla Suprema
Corte di Cassazione.
››
30
Lo studio – in Italia l’indagine è stata
condotta dall’Istituto di fisiologia
clinica del Consiglio nazionale delle
ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa – ha preso in
esame la popolazione compresa nella
fascia che va dai 15 ai 64 anni e nella
speciale classifica lo Stivale si è guadagnato la medaglia d’oro in Europa
per l’uso di cannabis nell’ultimo anno
(14,3%) e si è attestato al secondo
posto (6,9%), dopo la Spagna (7,6%),
per il ricorso alla canapa nell’ultimo
mese. Ci piazziamo, invece, al terzo
posto, col 32% della popolazione
(ovvero circa un terzo degli italiani)
che ha ammesso di aver consumato
cannabis almeno una volta nella vita;
mentre ai primi posti si trovano la
Danimarca (32,5%) e, ancora una volta,
la Spagna (32,1%). Tutte cifre che
però, nelle singole classifiche (+7,6%,
+3,3%, +8,8%), ci pongono ben al di
sopra delle rispettive medie europee,
un primato che condividiamo solo con
la Spagna, altro paese mediterraneo
Continua a pagina 3
[rendimenti più elevati sono possibili]
Speciale varietà 2012
›› 14
RADIO GROWMED
Alla prima fiera europea sulla canapa medica
erano presenti le principali case di semi del
mondo. In esclusiva per i lettori di Soft Secrets,
un assaggio delle novità che spopolano fra i
growers di tutte le latitudini.
››
32
Venite a visitare il nostro nuovo sito
www.plagron.com ricco di nuovi tutorial e consigli
3
Continua dalla prima pagina
La AutoMazar è un ibrido autofiorente dalla resa notevolmente
alta ottenuto dall’incrocio tra la leggendaria Mazar di Dutch
Passion e una ruderalis/indica. La Mazar è vincitrice di tre premi,
un best seller lodato per la sua potenza, le rese elevate e il gusto
morbido. La AutoMazar produce cime resinose dalle proporzioni
ricche e cresce fino a raggiungere un’altezza di 70-80 cm. La
AutoMazar è una tipica indica, una pianta densa dalla buona
crescita con foglie grandi e rese che vanno dai 50 ai 125 grammi
per pianta. Il miglior risultato fino a oggi è una pianta che ha
prodotto 205 grammi in outdoor nell’Europa del Sud.
È una varietà robusta che è facile da coltivare e garantisce
un buon raccolto all’inizio dell’estate, di qualità superiore
se coltivata in outdoor. La genetica stabile garantisce che
la AutoMazar possa resistere a insetti infestanti e malattie.
Il sapore e l’aroma di questa varietà resinosa sono quelli di
una originale e rustica indica. L’intenso effetto “high” fisico
è davvero piacevole. La AutoMazar è un must per tutti gli
amanti dell’indica, non da ultimo per la sua resa strabiliante.
Molto consigliata.
Genetica:
Mazar x ruderalis/indica
Dal seme al raccolto: 11 settimane
Altezza:
70 – 80 cm.
Effetto:
High fisico
Adatta alla coltivazione sia in indoor sia in outdoor
Foto: Dutch Passion
AutoMazar (100% AutoFem)
ben noto per le abitudini goderecce
ma, rispetto al nostro, ben più permissivo e tollerante nei confronti della
cannabis e dei suoi derivati.
La ricerca ha anche scoperto che
in Europa i consumatori di alcolici
e sostanze psicotrope rimangono
costanti, mentre crescono i fumatori
e gli assuntori di sostanze inalanti,
come solventi e colle. I giovani italiani
registrano in ogni caso consumi sopra
la media europea per quasi tutte le
sostanze. La cannabis rimane comunque la sostanza illegale più sperimentata e amata dagli studenti europei la
cui stragrande maggioranza ammette
di aver provato lo spinello almeno una
volta nella vita. E anche qui l’Italia è
ancora tra le prime dieci nazioni con
il 21% (24% maschi, 18% femmine)
contro il 17% di media. Insomma, pare
proprio che in nostro non sia un Paese
per sobri!
L’aumento del consumo dei derivati
della cannabis a queste percentuali
significa che gli estimatori della marijuana sono arrivati ad avere i numeri
di un vero e proprio elettorato; eppure le istituzioni continuano a remare
contro. L’Italia ha infatti recentemente
ratificato – assieme a Usa, Russia, Gran
Bretagna e Svezia – un documento
programmatico di contrasto alle droghe, ironicamente battezzato “dichiarazione per una politica bilanciata e
umana contro la droga”. Un programma che mira a rafforzare ulteriormente
i controlli – soprattutto in ambienti scolastici – per, cito testualmente,
“proteggere i bambini e i giovani dalla
droga, prevenirne l’uso, interrompere
il ciclo della dipendenza da droghe
attraverso l’offerta di una varietà di
trattamento e servizi sanitari a coloro che soffrono di disturbi da uso di
sostanze stupefacenti mirando ad un
recupero completo”.
In pratica tutto il contrario di quanto
raccomandato dall’Osservatorio europeo dell’EMCDDA che, nel rendere
pubblici i risultati dell’indagine, ha
sollecitato i Paesi europei a misure
positive e non repressive di riduzione del danno, sulla base anche delle
esperienze ormai diffuse e consolidate: dalla Svizzera alla Germania e alla
Spagna, dal Belgio al Portogallo. Dalle
provincie meridionali dell’Olanda –
ormai ex campionessa di tolleranza
– giungono invece i primi segnali dei
mali da proibizionismo. A Maastricht
il turismo sta crollando e stanno spuntando le piazze di spaccio, realtà a
noi ben note ma pressoché inedite a
quelle latitudini. Risultato: polizia iperattiva, celle improvvisamente piene e
vivibilità dei quartieri scesa a livelli di
quasi decadenza. Effetti non collaterali
del proibizionismo, che più vieta, più
genera trasgressione e aumenti nel
consumo. A conti fatti dunque, se in
Italia si fuma più che altrove, dobbiamo ringraziare proprio la legge FiniGiovanardi.
4
LETTERE DAI LETTORI
Lettere dai lettori
Ciao amici di Soft Secrets,
ho il piacere di presentarvi la mia mamy e due dei cloni di Critical Jack a 8 sett. di fioritura. abbiamo usato prodotti organici
Biobizz e Atami, 650w, vasi da 6,5L e una buona dose dei vostri preziosi consigli.
PAOLO E ANNA
Cari amici grazie della foto! I cloni ci piacciono veramente tanto, sono cresciuti tanto da sorreggerli e hanno una fioritura rigogliosa. Ci auguriamo ce ne siano altri e il volume dei vasi ci fa supporre un S.O.G., altrimenti avresti usato un 11 litri, giusto?
Buona stagionatura dalla redazione, la Critical Jack sarà quasi pronta…
p.s.: Quella fogliolina lì in particolare sta benissimo!
Attenzione lettori
italiani!
Cari amici di Soft Secrets,
siamo dei vostri appassionati lettori e vi seguiamo continuamente, grazie ai vostri consigli ho migliorato le mie tecniche
idroponiche. Vi mando le foto della mia pura ganja, cresciuta con lampade da 400W (prima fase neon e lampade a
ioduri metallici poi HPS in fioritura) e a prodotti della GHE.
I semi sono cresciuti per essere forti e rigogliosi, presi dalla
pianura del Black River (Jamaica) dove la ganja forma alberi
di tre metri con un fantastico sapore e un’ottima resa.
Purtroppo il mio missile ha subito un incidente di percorso
con l’albero nell’immagine durante la foto.
Cari amici di Soft Secrets,
ecco a voi le mie Critical + della Dinafem e le Deimos della
Buddha Seeds. Le ho tirate su con amore e sono stato molto
soddisfatto dei risultati ottenuti. Ottimi strains. Speriamo che
piacciano anche a voi, e sopratutto di vincere il primo premio,
visto che la sfida più grossa è stata convincere la mia ragazza a
farsi fotografare. Un abbraccio a tutti.
Cominciamo allora così: GRAZIE DALLA REDAZIONE.
Grazie innanzitutto alla tua ragazza per essersi concessa, grazie
a te per aver inviato la foto in redazione e grazie ancora per
queste piante, anch’esse quasi pronte ormai… Prepara i vasetti!
La prossima volta scrivici qualche dettaglio in più, delle Deimos
così grandi sono molto interessanti e ci piacerebbe sinceramente saperne di più. Probabilmente sono coltivate fuori-suolo?
A presto ragazzi!
Quel missile è mostruoso e in redazione abbiamo l’acquolina in
bocca in tanti! Grazie per la foto che avete inviato, avete usato
una lampada da 400 Watt cambiando il bulbo da MH ad HPS
per avere una fioritura più copiosa e avete fatto bene perchè
la cima ci piace. Soprattutto ci piace la genetica autoctona
Jamaicana, in redazione sappiamo bene quanto siano importanti (e buoni) i ceppi autoctoni, padri di tutte le genetiche
moderne. Se già vi piace il suo sapore allora chissà come sarà
tra qualche mese di vasetto, sicuramente spaziale! La prossima
volta provate ad usare la terra anziché l’idroponica, l’unica difficoltà sta nel trovare il giusto clone straproduttivo alle vostre
condizioni ambientali. In gamba ragazzi!
Volete vincere semi FEMMINIZZATI di
DINAFEM? Mandateci una fotografia della
vostra stanza di coltura o della vostra
miglior pianta di cannabis, dove si veda
chiaramente una copia di Soft Secrets.
DINAFEM vi manderà una confezione da
3 semi femminizzati. Se nella fotografia
dovessero figurare anche la vostra bellissima moglie o ragazza che indossano
un micro bikini sexy o dell’intimo molto
allettante, riceverete una confezione 2 x
3 di semi femminizzati. La fotografia del
mese riceverà una confezione 3 x 3 di semi
femminizzati di prima qualità! Il tutto è un
omaggio di Soft Secrets Europa e DINAFEM!
Mandate le vostre fotografie via e-mail a
[email protected] o mandatele alla nostra
PoBox. Fate attenzione: il materiale verrà
gestito con la massima discrezione. Non
pubblichiamo foto sfocate e non ci piacciono le fotografie di piante in fase vegetativa.
Vogliamo vedere grosse cime e belle donne!
Buona fortuna!
E-mail: [email protected]
6
Salve,
Io e quella zozza della mia compagna abbiamo approntato un piccolo servizio fotografico in presenza della nostra Smile (AK47 e Orange Bud). Coltivazione aeroponica con controller per la regolazione del microclima (temperatura, umidità, CO2), innaffiamento e luce. Sembra dare buoni risultati… Saluti
FICHETTO E FELICITY
Ringraziandovi per la vostra foto cogliamo l’occasione per far notare ai lettori la grandezza delle cime in foto: sembrano prese da un catalogo di una seedbank, sono gigantemente aeroponiche! Scherzi a parte, siamo rimasti a bocca aperta di fronte a queste cime e qualcuno ancora adesso non ci crede. Avete un capolavoro della produzione in mano soprattutto perchè indoor.
Una lezione di coltivazione professionale con centralina di controllo della temperature, dell’umidità e dell’Anidride Carbonica. La CO2 integrata è un fattore chiave nella produzione di masse
florali così grosse. Continuate così, siete mitici!
Ciao cari amici di Soft Secrets.
Vi mando dall’Italia del nord alcune immagini delle mie due piante cresciute sotto 600 watt nel suolo con
terra COMPO, Nutrimenti BIO-BIZZ per la ROCK-BUD e vaso da 6,5 litri. e Green House Nutes ( Mostly Indica
) per la seconda che e’ una WHITE LEMON (Cross fra El Nino x Super Lemon Haze ), vaso da 15 litri,terra ma
avendo esagerato le dosi con il fertilizzante ho fatto appena in tempo a salvarla dalla morte, alcune cime ne
hanno risentito un po’, dovevo usare 10 gr. di Nutes per 10 litri di acqua, invece ho usato 10 gr. per 1 litro!!!
Si vedono le ultime foto delle cime sciolte.
Spero vi piacciano e di ricevere un vostro pensiero...
SIMO
Abbiamo scelto questa per rappresentare la tua fioritura. Sei stato molto tecnico nella scelta del terriccio
e dei nutrienti. Stai usando i fertilizzanti granulari nuovi della stessa casa produttrice dei semi di White
Lemon, purtroppo hai sbagliato con la diluizione ma hai comunque fatto una buona scelta tattica. Di sicuro
non ricapiterà perchè l’esperienza ti permetterà di evitare un errore di distrazione. Se utilizzi un fertilizzante
organico hai meno possibilità di bruciarle se eccedi con le dosi (10:1 è tanto comunque). Il litraggio dei vasi
è ottimale per la WL ma è stato piccolo per la RB, consigliamo almeno 9 litri nel tuo caso. Buone fumata di
gusto e buone coltivazioni man!
7
Grandi... continuate così, grazie a voi cresciamo ogni giorno di più.
Due delle nostre Blueberry e Skywalker quasi a maturazione; che ne
dite per dei neofiti al secondo ciclo?
Fioriti auguri per tutti i grower del mondo!
Grazie mille per averci inviato la vostra foto, i neofiti spesso
hanno timori ad inviare il materiale fotografico e ne vediamo
pochi. Se tutti avessero un secondo ciclo così saremmo una nazione di forestali, ma siete persone ben istruite sulla cultura cannabica quasi certamente. Complimenti anche per la scelta genetica, sono due interessantissimi strain soprattutto per l’aroma
sviluppata da metà fioritura in poi che persiste nei fiori sino al
momento in cui appoggi alle labbra il filtro.
Fioriti auguri anche a voi dalla redazione!
Le mie bambine: Super Kritical e Big Bang!
Super Kritical e Big Bang da catalogo, superfiorite e supersexy!
Il vaso abbondante ha permesso uno sviluppo così grande delle piante, complimenti! Per fortuna hai tolto
le foglie perché stai per raccogliere, altrimenti chissà che inferno di materiale verde!
Buona fioritura signorina!
Caro Soft Secrets.
dopo tanti anni di coltivazione underground,
finalmente mi decido a scrivervi.
Queste sono solo un paio delle mie magnifiche
piante. Mi farebbe molto piacere vedere pubblicate le mie foto, sulla vostra fantastica rivista.
Continuate così siete veramente POWER!!!
Verdissimi saluti da Pesaro.
TH.C.
Carissimo, meno male che ci hai scritto! Ci mancavano tanto in redazione delle cime così belle,
soprattutto nella foto in cui difendi la Tekno hai
in mano una pianta mostruosa, mancherà poco
al raccolto, chissà che densità quei fiori!
Verdi saluti dalla redazione all’uomo con le fioriture più belle e sicuramente gustose della A14,
continua così!
8
FLASH PRODOTTI
Sugar Royal della Plagron
Potente stimolatore biologico
della fioritura
La Plagron ha una vasta offerta di additivi. Questi prodotti UNIVERSAL li puoi utilizzare su tutti i substrati e li puoi combinare con tutti i fertilizzanti della Plagron.
Sugar Royal è uno di questi additivi unici.
Sugar Royal, in precedenza ‘Repro Forte’, è un potente stimolatore biologico della
fioritura. Stimola la produzione di clorofilla e quindi la formazione di zucchero e di
resina. Sugar Royal è costituito da una miscela complessa di vitamine e microelementi.
Garantisce una resa più alta ed è quindi un prodotto ideale per il coltivatore.
BN SOILMIX A-QUALITY
Terriccio trattato
Da anni BIO NOVA offre un eccellente terriccio pre-fertilizzato chiamato BN
Soilmix A-Quality. Questo mix è composta da torba tritata e filtrata, torba
baltica bianca, uno speciale PG mix, calce di magnesio (magnesium lime) e
addittivi specifici.
Questo mix viene commercializzato tramite sacchi di plastica pronti all’uso. I
fertilizzanti inclusi nel terriccio saranno sufficienti per le prime tre settimane,
dopodiché converrà affidarsi a prodotti liquidi quali Soil SuperMix o Hydro
SuperMix (consultare i piani di fertilizzazione per avere più informazioni).
Questo mix è di elevatissima qualità, non coagula tanto rapidamente e può
essere riutilizzato.
Uso
Agitare bene prima dell’uso. Diluire al massimo 2 ml di Sugar Royal in 1 litro d’acqua
(1:500). Innaffiare questa soluzione nutritiva settimanalmente nei pressi della pianta a
partire dalla seconda settimana della fase di crescita fino alla terza settimana della fase
di fioritura. Sugar Royal
è ottenibile in confezioni da 100ml, 250 ml, 500
ml e 1 litro.
Pass it on!
Visita il nostro nuovo
sito web nel quale troverai tutte le informazioni necessarie sia sui
prodotti Plagron che
sulle tecniche di coltivazione più avanzate.
Troverai in maniera
semplice ed intuitiva
tutte le informazioni
riguardanti un singolo
prodotto e quelle ad
esso correlate, utili consigli e le immancabili FAQ. Il sito interattivo permette a
ciascun coltivatore di incontrare gli altri e scambiare le proprie esperienze ed
opinioni sui prodotti Plagron. Esattamente in accordo al significato del nostro
slogan ‘pass it on’. Tieni d’occhio il nostro sito per essere sempre aggiornato sulle
ultime notizie e sviluppi dei nostri prodotti e sul giardinaggio in generale. Non
dimenticare di controllare anche la nostra pagina Facebook per ulteriori trucchi
e consigli. (facebook.com/plagron). Ovviamente puoi contattare anche il nostro
servizio clienti al seguente indirizzo email: [email protected]
Per una distribuzione ottimale dell’acqua nella terra da vaso si raccomanda
l’uso di FreeFlow, un prodotto che abbassa la tensione superficiale dei liquidi e permette un umidificazione omogenea della terra contenuta nei vasi.
Quando si riutilizza BN Soilmix A-Quality si raccomanda di analizzare il
terreno una settimana prima della raccolta, per eventualmente aggiungere
qualche fertilizzante consigliato.Questo assicura un bilanciamento naturale
e la massima produttività della coltivazione.
www.bionova.com
Collaborazione di Dutch Passion
con lo staff CBD!
Dutch Passion collaborerà con lo staff
CBD per produrre alcune versioni ricche di CBD di determinate varietà Dutch
Passion. I semi porteranno a piante di
cannabis normali e femminizzate, con un
rapporto di circa 1:1 fra il THC e il CBD.
Questo lavoro si propone di sostenere
la crescente domanda di marijuana per
uso medico che richiede un elevato contenuto di CBD per contribuire a lenire i
problemi di natura medica.
Lo staff CBD è composto di Howard Marks,
Shantibaba e Jaime di Resin Seeds. Riunire
le competenze e l’esperienza su cannabis
e coltivazione di questo team con quelle
di Dutch Passion consentirà la produzione di alcune nuove varietà importanti. I
livelli di CBD nella marijuana potrebbero
raggiungere il 10% o l’11% con livelli
simili di THC: Dutch Passion lavorerà con
varie cooperative di coltivatori per uso
medico per valutare i risultati di queste
nuove varietà. La ricerca medica riporta
in modo più o meno costante che il DBC
è un potente antinfiammatorio con altri
benefici medici per soggetti con una serie
di disturbi diversi, fra cui riduzione del
dolore legato a tumori, sclerosi multipla,
proprietà antispasmiche e altre applicazioni e disturbi medici. Ogni anno nuove
riviste mediche e nuovi studi dimostrano
la crescente importanza del CBD. Dutch
Passion vuole assolutamente dare un
grosso contributo a chi fa uso medico
della marijuana. Se va tutto bene, le nuove
varietà esclusive Dutch Passion saranno in
vendita alla fine del 2012.
10
IL CANAPAIO
VIAGGIO AL CENTRO DELLO STRAIN PIÙ VELOCE E CONTROVERSO
Prodigi autofiorenti
di Franco Casalone
Da alcuni anni si trovano sul mercato
cannabico nuove varietà di cannabis
dette “autofiorenti”, perchè entrano in
fase di fioritura indipendentemente dal
fotoperiodo (la durata del giorno e della
notte). Normalmente le diverse varietà
di canapa hanno una risposta diversa
alla durata del ciclo luce/buio, ma quasi
tutte hanno una fase di sviluppo vege-
sari ad attivare la formazione di organi
riproduttivi. Un’eccezione a questa regola sono le piante di canapa cosiddette
“ruderalis”, adattate ad un clima freddo
e con estati corte (nord Europa, Russia,
Canada, ma anche Marocco: le marocchine da kif, landrace che si riscontrava comunemente nel Rif prima di 30
anni fa, cominciavano a fiorire all’inizio
nel fotoperiodo) e riproducibile nelle
generazioni successive. Questo proprio
perché è un carattere che garantisce
una più facile sopravvivenza.
Il primo incrocio (commerciale) di
“ruderalis” con indiche dal ciclo molto
breve ha prodotto il primo strain “autofiorente” con una buona psicoattività:
NONOSTANTE GLI INDUBBI VANTAGGI CHE OFFRONO, LE AUTOFIORENTI SONO
COMUNQUE PIANTE DI NON FACILE COLTIVAZIONE
tativo in cui una maggiore durata della
luce favorisce una maggiore fotosintesi
ed una maggiore formazione di materiale vegetale, radici, fusto rami e foglie.
Con l’accorciarsi delle giornate (una
decina di giorni dopo il solstizio d’estate) e l’allungarsi delle notti, le diverse
varietà di canapa iniziano la fioritura. In
genere, notti più lunghe di 10 ore favoriscono l’inizio della fioritura, mentre
periodi di buio più corti impediscono
che la pianta produca gli ormoni neces-
di giugno…), dove devono terminare
la maturazione dei semi nelle migliori
condizioni climatiche per permettere
materiale fertile per potersi riprodurre.
Le vere “ruderalis” hanno un ciclo di vita
breve, da 45 a 90 giorni al massimo,
rimangono piccolissime, senza rami e
con poca resina. Ma hanno un carattere
che le rende vincenti in climi estremi.
Questo carattere è facilmente trasmissibile anche agli incroci di altre varietà
con la “ruderalis”, facilmente riconoscibile (le piante fioriscono senza cambi
la famosa Lowrider, strain di base per
la creazione della maggior parte delle
varietà autofiorenti oggi sul mercato (ho
sentito anche dire che era stato usato il
leggendario strain degli anni ’80, il Willie
Wonder, di maturazione tanto veloce da
equipararlo ad una autofiorente…).
Le prime generazioni di questo strain
davano piante molto rapide nella maturazione – meno di 2 mesi dal seme al
raccolto – ma con una resa molto bassa:
al massimo 10 grammi di infiorescenze
essiccate e pulite per pianta. Il miglioramento genetico di molti appassionati
ha fatto sì che oggi esistano le “sorelle” autofiorenti di numerose varietà
“grandi” e molte varietà a sé stanti.
Con un piccolo incremento nel tempo
di crescita e maturazione (al massimo
comunque tre mesi in totale) si hanno
rese, per metro quadrato, comparabili
a quelle normali delle varietà “grandi”,
a ciclo molto più lungo. Non è raro
vedere autofiorenti che superano l’etto
di raccolto per pianta. Nella ricerca
di miglioramento, anche il gusto selvaggio dei primi strains è stato cancellato, e l’effetto immediato di tante
autofiorenti può essere decisamente
piacevole, oltre che di solito piuttosto
forte, anche sul piano fisico. Tant’è che
l’ultima Cannabis Cup italiana è stata
vinta proprio da uno strain autofiorente: la Fast Bud di Sweetsseeds.
Queste piante, per la velocità di sviluppo dei vari organi, richiedono cure
diverse da quelle normali, vediamo nel
dettaglio quali sono.
Innanzitutto ricordiamoci che sono
piante dal ciclo molto veloce. Se da
una parte questo comporta una serie di
vantaggi per il coltivatore, dall’altra al
coltivatore stesso è richiesta un’attenzione ed una precisione negli interventi
decisamente maggiori che con varietà a
ciclo normale. Ogni piccolo sbaglio da
parte del coltivatore o problema sofferto da parte della pianta, si tradurrà in
un mancato sviluppo di tutte o di parte
11
delle sue componenti vegetali, e quindi
in un raccolto deludente.
Consideriamo che, a maturazione, le
autofiorenti occupano uno spazio molto
più ristretto di una pianta normale.
Quindi potremo avere molte più piante
nella stessa area: le piante ideali per
un “sea of green”… Se, ad esempio con
strain normali da seme potremo avere
una buona resa con una, fino a 4-5
piante per metro quadrato, con le autofiorenti potremo tranquillamente avere
da 9-16 fino a 25-36 piante al metro
quadrato (dipende dalla grandezza
raggiunta dallo strain usato: più grandi,
meno piante).
Proprio perché non è una necessità
cambiare il ciclo luce/buio e si tende
con questi strains ad avere una durata
della notte costante, le autofiorenti facilitano di molto la possibilità di avere un
raccolto continuo: se spuntano maschi,
se le piante hanno qualunque tipo di
problema, basta sostituirle con nuove e
continuare senza cambiare nulla.
La richiesta di luce è discretamente alta,
non come per una sativa, ma almeno
intorno ai 50-60000 lumen/m² in fioritura. Le ore di luce possono essere costanti, ma in genere si usa un ciclo continuo
di 18 o 16 ore di luce e 6-8 di buio.
Alcuni grower partono con 24 ore di
luce continua, per poi ridurle a 18 in fioritura. Sconsiglio di lasciare le piante per
un periodo superiore ai primi 15 giorni
con un’illuminazione continua, perché
si rischierebbe un accumulo di sostanze
tossiche che le piante dovrebbero poter
eliminare nel periodo di buio. Non serve
molto qui cambiare lampada, dall’MH
all’HPS, in fioritura: le HPS “agro” sono
ideali dall’inizio alla fine del ciclo (dopo
Se outdoor, non scegliete un microclima
troppo umido e non ammassate troppe
piante in poco spazio, non lasciate che
la vegetazione circostante le soffochi
o le copra oscurandole, mantenete il
terreno umido ma non zuppo d’acqua. E
soprattutto non usate nessun prodotto
antimuffa sulle infiorescenze! Eliminate
subito le parti colpite e cercate di allontanare al più presto le piante infette da
quelle sane.
Le autofiorenti, nonostante la piccola
taglia hanno grandi esigenze di terreno
disponibile. Molte di loro, non appena
raggiungono il fondo dei vasi o uno
strato di terreno duro, iniziano la fioritura. Se quindi non si vogliono piante
piccolissime, conviene dar loro da subito una buona possibilità di crescita:
vasi stretti e alti (minimo 15 cm.) per
la semina, con un terriccio specifico da
semina e professionale. Quando le piante saranno all’inizio della fioritura, che si
avrà dopo 20- 30 giorni dall’emergenza
del seme dal terreno, faremo un solo
trapianto: se in vaso con contenitori
da almeno 15 litri (più grandi, fino a 30
litri, garantiranno un maggior raccolto);
se in terra fate una bella buca, profonda
almeno mezzo metro, e riempitela di
terriccio soffice e ben ricco di nutrimenti rapidamente assimilabili.
Siccome sono piante delicate, proprio
per il loro ciclo breve hanno bisogno di
non aver problemi durante tutto il ciclo,
altrimenti questo andrebbe a discapito
di un raccolto soddisfacente. Per questo
è importante usare materiali e prodotti
di sicura efficacia, e non accontentarsi
di quelli che possono avere un costo
minore ma di cui non si è certi della
qualità. Ad esempio, non usate MAI terricci comprati al supermercato, generici
Se vedete le piante diventare di un
verde più scuro, quasi sicuramente staranno per andare in overdose: lavate
subito l’apparato radicale (il terreno)
con abbondante acqua (2-3 volte il volume del vaso) a cui avrete aggiunto una
piccolissima dose di fertilizzante, meno
di ¼ della dose normale.
Una fertirrigazione di acqua e magnesio all’inizio della fioritura “rinfrescherà”
le piante e permetterà loro di poter
PROPRIO PERCHÉ NON È UNA NECESSITÀ CAMBIARE IL CICLO LUCE/BUIO, LE
AUTOFIORENTI FACILITANO DI MOLTO LA POSSIBILITÀ DI AVERE UN RACCOLTO CONTINUO
comunque una decina di giorni con
fluorescenti, per non bruciarle da piccole). Buona norma sarebbe aumentarne
la potenza per la fase di fioritura. Si può
usare il bulbo MH negli ultimi giorni, per
favorire gusti e aromi più dolci.
Se all’aperto, i mesi migliori e che garantiscono le rese maggiori sono quelli con
la maggior
quantità di ore di luce: maggio, giugno,
luglio e agosto. Una buona esposizione,
con almeno 7-8 ore di sole diretto, è
anche indispensabile per una buona
resa. La vicinanza da terra delle sommità
fiorite e delle foglie e la compattezza (in
genere) delle cime, rendono le autofiorenti sensibili alle muffe (botrite e oidio).
Se coltivate in interni, in un ambiente pulito e sterilizzato prima dell’inizio
della coltivazione (e mantenuto pulito durante, ovviamente), una continua
ventilazione, un controllo giornaliero
per evitare ristagni di acqua sotto i vasi
ed il mantenimento di valori di umidità
relativa dell’aria sotto il 50% sono le
prime misure per evitare problemi.
e di bassa qualità rispetto agli stessi in
vendita nei negozi specializzati.
assorbire più potassio ed essere così più
resistenti ad ogni problema.
La richiesta di nutrimenti delle autofiorenti si può paragonare a quella di una
pianta di medie dimensioni, soltanto
che i tempi sono accelerati, e le piante,
se soggette ad una carenza o un’inizio di
overdose non avranno quindi il tempo
di riprendersi e recuperare i loro ritmi
senza grossi problemi. Anche un errore
nel dosaggio dei nutrimenti può far
avere un raccolto insufficiente.
Come sono rapide nel crescere e maturare, le autofiorenti lo sono anche nel
deteriorarsi: se una varietà normale con
una lenta essiccazione ed una concia
ulteriore (processo che può durare mesi)
guadagna in gusto ed aromi, una autofiorente è meglio che sia rapidamente
consumata, altrimenti perderà presto la
sua fragranza ed il gusto tenderà con il
tempo verso l’amaro.
Dopo la prima irrigazione con sola
acqua, cominciate subito a nutrire le
piantine con un concime per la crescita,
e continuate ad usarlo fino alla seconda settimana di fioritura, alternandolo,
dall’inizio della fioritura, ad uno specifico per questa fase, che continuerete ad
usare fino a non più di 15 giorni prima
del raccolto e a cui aggiungerete un
“fine fioritura” per un paio di settimane.
Negli ultimi 15 giorni (anche di più, se
si sa pazientare) si dovrà fornire alle
piante solo acqua, per lavarle da gusti
indesiderati di fertilizzante.
Mi sarebbe piaciuto mostrare alcuni
campioni di analisi di cannabinoidi di
autofiorenti, ma non riesco a trovare
una cromatografia, e non mi posso spostare. Le ditte che le propongono non
ci mostrano mai il contenuto almeno
dei principali cannabinoidi (CBG, CBD,
THC, CBN).
Il CBN, cannabinoide responsabile
dell’effetto “stone”, narcotico e anestetico, prodotto della degradazione
del THC, presente soprattutto negli
hashish invecchiati o ricavati da piante
lasciate seccare al sole, mai presente
nella cannabis fresca, potrebbe essere
presente in piccole quantità in questi
strain. Faccio questa supposizione su
basi empiriche, e mi piacerebbe poter
capire il perché di un effetto piuttosto
comune nelle autofiorenti: se usate in
piccole quantità possono anche essere
stimolanti, ma se usate più massicciamente e per tempi considerevoli
in genere tendono ad appesantire e
portare sonnolenza. Il CBN potrebbe
anche formarsi più rapidamente che
nelle altre varietà di cannabis, vista la
rapida degradazione dei gusti e dei
profumi di questi strains dopo la raccolta. Una ricerca di laboratorio potrebbe spiegare tanti dubbi.
Nonostante gli indubbi vantaggi che
offrono, le autofiorenti sono comunque piante di non facile coltivazione.
Richiedono una attenzione maggiore
e un dosaggio preciso dei lavori e dei
fertilizzanti, sono discretamente sensibili a muffe e patogeni, hanno alte
richieste di terreno e di nutrimenti,
necessitano di una buona ventilazione
e non sempre comunque rendono in
maniera soddisfacente.
In compenso sono molto discrete nelle
dimensioni (molte di loro non nell’odore: si formano molti terpeni volatili
e spesso odorano più delle piante normali), si possono coltivare facilmente in
ogni periodo dell’anno con una attenzione minore rispetto al fotoperiodo (ad
es. d’inverno se davanti ad una finestra
basterà accendere per poche ore una
lampada fluorescente vicino alle piante). Se senza problemi durante lo sviluppo, queste piante garantiscono rese
al metro quadrato simili o superiori alle
consorelle grandi. E sono un’arma in più
contro il proibizionismo!
12
HISTORY CANNABIS
La Canapa, una pianta
d’interesse
La Canapa, conosciuta col nome di
Cannabis sativa, è una pianta che è stata
molto importante fin dall’alba della civilizzazione come fonte di cibo, di fibra tessile
e di principi attivi medicinali. Al giorno
una resina usata al giorno d’oggi come
antidolorifico, broncodilatatore e ovviamente come blando calmante nell’uso
ludico. Per ovvi motivi di interesse economico delle grandi case petrolchimiche
dale contenente un olio tra i più nutritivi
al mondo. 1000 semi pesano dai 15 ai
30 grammi. Il seme dà piante dioiche,
cioè individui maschi ed individui femmine. Alcune varietà autoctone e da fibra
LA CANAPA ERA INFESTANTE IN ITALIA NEI PRIMI ANNI DEL VENTESIMO SECOLO, POI
IL PROIBIZIONISMO INTERVENNE AD ESTINGUERLA DAL NOSTRO AMBIENTE
d’oggi è coltivata su superfici esigue in
quasi tutto il mondo e in quasi tutti i
paesi per gli usi appena descritti. In Italia
è coltivata su pochissimi ettari da società
simili a Canapuglia, che coltiva nel barese,
per uso alimentare o per produrne carta.
Ciò che determinò la scomparsa della
Canapa dall’agricoltura italiana è stata la
concorrenza sleale delle fibre artificiali, derivate dal petrolio. La concorrenza
è sleale perché la partita non si gioca
tra fibre tessili ma sulla demonizzazione
di una pianta che come sottoprodotto di scarto ha una resina contenente
principi attivi molto potenti. Ecco che
dove potrebbe funzionare perfettamente la fibra di Canapa troviamo una fibra
tipo il rayon a sostituire la droga. In
più basti pensare a che faccia fanno gli
italiani medi annusando una canna ed
ecco spiegato perché non siamo più tra
i maggiori produttori mondiali di Canapa
(noi che siamo una lingua di terra dalle
dimensioni ridicole eravamo tra i più
capaci). I peli ghiandolari presenti sulle
foglie e sui fiori della pianta producono
e farmaceutiche il 90% del mondo la
crede una pianta demoniaca capace di
produrre solo droga. Niente di più errato,
ma l’ignoranza è risaputo non ha limiti.
La Canapa infatti era infestante in Italia
nei primi anni del ventesimo secolo, poi il
proibizionismo intervenne ad estinguerla dal nostro ambiente.
Un motivo per rivalutare la Canapa è
la quantità di biomassa prodotta in
così poco tempo e a così basso impatto ambientale, ma è un ragionamento
da agronomi e lo lasciamo qui senza
approfondirlo. La Cannabis sativa è una
pianta erbacea annuale che appartiene
alla famiglia delle Cannabacee. La sua
radice fittonante si approfondisce notevolmente sui terreni adatti, quindi ben
drenati ed arieggiati. Il fusto è eretto,
sottile, alto fino a 4 metri, la cui tendenza
a ramificarsi viene contrastata innalzando la densità di semina. Le foglie sono
palmo-lobate, formate da 7-10 foglioline ineguali, molto allungate, a margine
seghettato. Il seme è un achenio ovoi-
possono essere ermafrodite, ma questo
è un carattere poco ricercato. Il miglior
terreno per la Canapa, che cresce ovunque al pari di un’infestante, è un terreno
fertile, omogeneo, molto profondo e ben
strutturato. Il clima adatto va da quello subtropicale a quello temperato con
eccezionale sensibilità verso le gelate,
tanto che la temperatura di germinazione minima è 15 gradi centigradi. Il
fabbisogno idrico è altissimo soprattutto durante la fioritura e la granigione,
divenenta perciò indispensabile irrigare
nella fase di allungamento degli steli
(stretching) se mancano le precipitazioni.
Nella rotazione colturale è un tipica coltura da rinnovo ed è considerata un
ottimo precedente per il frumento che,
dopo la Canapa, trova ottime condizioni
fisiche, chimiche e di rinettamento delle
malerbe. Le concimazioni predilette sono
quelle organiche e sono anche le più
valorizzate, ma un minerale 150-100-100
kg/ha è un ottimo apporto. La semina si
fa in aprile, 60 kg/ha di seme a file distan-
di CBG
ti 0,15 metri l’una a circa 3 cm di profondità per avere una densità di 150 piante a
metro quadro. Il diserbo chimico o meccanico diviene non necessario vista la
rapidità di accrescimento della Canapa,
talmente rapida da soffocare le infestanti. La raccolta di fibra di Canapa un tempo
era effettuata a mano e seguiva circa
questa tecnica: mietitura, essiccagione in
campo, ammollo per 10 giorni in acqua e
infine separazione delle fibre dal cilindro
centrale detto canapulo. Oggi purtroppo
l’unico utilizzo della Canapa industriale
studiato è per la fabbricazione della carta
e si raccoglie così: falciatura e condizionatura in campo, essiccagione in andane
per alcuni giorni e raccolta con macchine
imballatrici comuni. La produzione per
ettaro di Canapa da carta è tra le 10 e le
15 tonnellate.
Così ne trattano i testi del settore, nulla
viene detto in merito al potere curativo
dei cannabinoidi che sono presenti nel
nostro corpo sotto forma di endocannabinoidi quindi non sono niente di sconosciuto al nostro corpo. Nulla viene detto
della filatura delle fibre tessili di Canapa,
più fresche d’estate e più calde d’inverno
rispetto a qualsiasi altra fibra anche di sintesi. Nulla viene detto della coltivazione di
Canapa alimentare per estrarre l’olio o per
produrre semi vendibili decorticati, ogni
tanto qualche testo riporta informazioni
sull’uso alimentare zootecnico tipo per
i volatili allevati, ma niente sulla qualità
dell’olio per sfamare noi umani.
Voglio ringraziare i signori Bonciarelli ed il
loro libro di testo Coltivazioni erbacee, che
mi ha permesso di trovare delle informazioni in più sulla Canapa, ringrazio inoltre
il Professore che non vuole comparire su
questo onorevole giornale ma che qui
con me ha contribuito a questo articolo. Ma rimango con qualche dubbio…
non è che negli anni abbiamo perso
una parte della nostra cultura? Quanto
la nostra cultura moderna va esportata
nel mondo se ci siamo dimenticati di una
pianta con così tante virtù benefiche? La
Canapa industriale, così per conoscenza,
rende: tessuti per abbigliamento o per
cordame e imballaggi, carta normale
per stampa, materiale da edilizia tipo
mattoni pressati o pannelli isolanti, alimentazione umana come olio o sementi
decorticate da muesli, olio diluente per
solventi o lubrificanti o vernici, sapone
vegetale per l’igiene personale, mangimi per uso zootecnico, biomassa da
energia da introdurre nei digestori per
ottenere biogas, inoltre è un’ottima coltura da rinnovo negli avvicendamenti
aziendali e, ultimo ma più importante,
la Canapa è un ottima fonte di sostanze
medicinali quali i cannabinoidi.
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14
SPECIALE VARIETÀ 2012
12 Haze per tutti i gusti
Apre la selezione la Original Amnesia
di Dinafem. Negli ultimi anni, la febbre dell’Amnesia Haze è arrivata in
Spagna, con un sapore di incenso
dolce che prende molto. Anche in termini visivi ha un buon impatto, per la
bellezza delle sue cime, piene di calici
molto resinosi.
La 2046 di Medical Seeds torna all’essenza delle sative pure, con cime fini,
fioritura lunga, sapore complesso e
psicoattività molto alta. Il suo gusto
presenta una chiara nota di incenso,
legni nobili e toni agrumati. L’effetto è
energizzante e stimolante.
Pyramid Seeds con Lennon ci porta
la sua visione della varietà Jack Herer.
Produttiva e con un tempo di fioritura
breve, mantiene d’altra parte il gusto
della Haze. In outdoor dà esemplari di
grandi dimensioni.
La Neville’s Haze è una delle Haze più
ambite dagli intenditori, anche se dà
molti problemi di coltivazione per la
sua lunga fioritura e le cime sottili. La
Sterling Haze di Nirvana è un incrocio
tra Neville’s Haze e Northern Light, che
permette di rendere più breve la fioritura e più grosse le cime. Con intenzioni simili, Delicious Seeds fa un incrocio
con la Critical, addolcendo il sapore
della Neville e aumentando la sua produzione con la Critical Neville Haze.
Anche la PsicoHaze di Resin Seeds
segue una linea simile, ma in questa
varietà l’incrocio è tra Neville’s Haze
e Amnesia Haze, con cui si cerca di
mantenere la personalità molto Haze.
Il risultato ha sapori di incenso forti e
psicoattività elevata e cerebrale.
In questa stagione Ripper Seeds ci
presenta Ripper Haze, una classica
Haze olandese, con sapore gradevole
e toni agrumati. Tempo di fioritura
medio, con forte effetto psichedelico.
Produce fiori grossi e resinosi.
Positronics con Claustrum rende
omaggio al sapore di incenso della
Haze, con un gusto di legni nobili,
incenso e resina. Alla degustazione
riempie il palato, con un effetto molto
energetico. Si tratta di un ibrido di
Kali Mist, Super Silver Haze e Jack
Herer. Usando esemplari selezionati di
Original Amnesia di Dinafem
Critical Neville Haze di Delicious Seeds
Lennon di Pyramid Seeds
Atomical Haze di Paradise Seeds
queste varietà sono riusciti a ottenere
un risultato finale con una marcata
presenza di Haze, alta psicoattività e
gusto di incenso forte.
La Dutch Haze di Ducth Passion è il
risultato di un programma di selezione
tra tutti i tipi di esemplari Haze, per
ottenere una varietà in grado di mantenere i sapori della vecchia scuola.
Riesce a mantenere questo gusto e la
psicoattività elevata, con un tempo di
fioritura di sole 9 settimane, dando al
contempo una buona produzione.
La Domina Haze di Kannabia Seeds
offre la combinazione di due Haze
di livello, la Super Silver Haze e la
Afrodita (Jack Herer x Black Domina).
Ha una marcata presenza di incenso
a livello di sapore e profumo, ma c’è
anche la indica che apporta dolcezza
al gusto e dà una buona produzione.
Una pianta molto equilibrata e dal
forte effetto.
La Atomical Haze è l’omaggio di
Paradise Seeds alle Haze olandesi di
vecchia scuola e il tempo di fioritura
viene abbreviato. Sapore agrodolce e
Claustrum di Positronics
Ganja Selecta
Haze
Original Amnesia - Dinafem
2046 - Medical Seeds
Lennon - Pyramid Seeds
Sterling Haze - Nirvana
Critical Neville Haze - Delicious Seeds
Psicohaze - Resin Seeds
Ripper Haze - Ripper Seeds
Claustrum - Positronics
Dutch Haze - Dutch Passion
Domina Haze - Kannabia Seeds
Atomical Haze - Paradise Seeds
Romulan Haze - Next Generation Seeds
agrumato, con presenza di legni nobili. Effetto intenso e cerebrale.
Next Generation Seeds ci propone
un altro incrocio con la Super Silver
Haze, in questo caso con la sua famosa
Romulan. La Romulan Haze è potente
e con effetti molto medicinali, produce grandi racemi floreali, molto coperti di resina.
Ripper Haze di Ripper Seeds
Dutch Haze di Dutch Passion
15
SPECIALE VARIETÀ 2012
12 nuove piante per il tuo giardino
Ganja Selecta
White Dragon di Eva Seeds è una delle
novità di alto profilo della stagione.
Potente, ma con una fioritura ultracorta. Si tratta di un incrocio di Afgana di
Northern Light, che dà raccolto generoso
in poco tempo, con sapore afgano ed
effetto rilassante.
+Speed è una delle novità presentate da
Sweet Seeds in questa stagione. Pronta
per il raccolto in sole sette settimane, può
essere classificata come campionessa di
rapidità. Sviluppa cime grandi e molto
cariche di resina, con aromi dolci e fruttati.
Buddha Seeds torna a sorprendere, in
questo caso con la Buddha Purple Kush,
la sua rimasterizzazione delle varietà
viola in versione autofiorente. Raccolto
rapido, ma con un bel color viola che rallegra qualsiasi giardino, oltre a un intenso profumo.
Anche Dinafem punta molto sulle varietà autofiorenti nei suoi nuovi lavori,
come per esempio la Original Amnesia
Auto, versione autofiorente della famosa
Original Amnesia. Autofiorente con sapore Haze e resina estrema.
La versione autofiorente della White
Berry di Paradise Seeds verrà presen-
tata in primavera. White Berry Auto
promette un sapore dolce e terroso, con
fioritura rapida.
World of Seeds ha appena immesso sul
mercato la Northern Lights x Big Bud
Auto. Una autofiorente dalla buona
ramificazione che produce cime coperte di resina. Odore dolce ed effetto
medicinale.
Un’altra novità autofiorente è la Northern
Haze Express di Positronics, in questo
caso un incrocio tra Northern Light e Haze
che offre una pianta autofiorente dalla
buona produzione ma con sfumature sative al gusto.
Pato #1 è la varietà sulla quale ha
lavorato di più Kannabia Seeds negli
ultimi 2 anni. Molto stabile, di statura
medio-alta e con buona produzione di
fiori (rapporto calice-foglia eccellente).
Emana un forte aroma di mango fresco.
Ha un effetto progressivo che induce
stati di euforia e di buon umore. Effetti
molto medicinali.
Ducth Passion ci porta una varietà appositamente studiata per gli edonisti, si
tratta della Dark Delight. Cime dense,
con poche foglie. Fumata ricca di piace-
re, sapore squisito di hashish afgano e
psicoattività a lunga durata.
Concludiamo questa sezione con tre
nuove banche dei semi, che quindi hanno
tutte varietà recenti, anche se in questa
sede presentiamo una sola varietà per
ogni banca.
Fast Seeds nasce con l’intenzione di
creare varietà molto rapide, che diano
quindi prestazioni da autofiorenti, con la
qualità delle genetiche convenzionali. La
Stamina di Fast Seed Bank è produttiva,
con un carattere molto indico ed effetto
fisico. Ha profumo e sapore di frutta
mista, in particolare di pesca, con un
leggero tocco di limone, senza arrivare a
essere agrumata.
Novità
White Dragon - Eva Seeds
+Speed - Sweet Seeds
Buddha Purple Kush - Buddha Seeds
Original Amnesia Auto - Dinafem
Auto White Berry - Paradise Seeds
Northen Light x Big Bud Auto - World of Seeds
Northen Haze Express - Positronics
Pato #1 - Kannabia Seeds
Dark Delight - Ducth Passion
Stamina - Fast Seed Banks
Fresh Diamond - Beta Seeds
Hawaiian Wave - Ripper Seeds
Beta Seeds e Ripper Seeds sono due banche costituite da coltivatori con lunga tradizione, che hanno dato vita alle proprie
banche dopo vari anni di prove sulle loro
varietà preferite. Nel caso di Beta Seeds
parliamo della Fresh Diamond, una pianta
molto fresca ed equilibrata, di quelle che
non ti stufi mai di fumare. Per Ripper Seeds
sottolineiamo la Hawaiian Wave, con
molto carattere di sativa e qualità da vendere. Effetto cerebrale, ma tranquillo, con
un gusto che è un misto di Haze e frutta.
Original Amnesia Auto di Dinafem
Northern Light x Big Bud Auto
di World of Seeds
Buddha Purple Kush di Buddha Seeds
Hawaiian Wave di Ripper Seeds
16
SPECIALE VARIETÀ 2012
12 Skunk per tutti i gusti
Apre la classifica la Kritikal Bilbo di
Genehtik. La famosa Critical Bilbo è un
clone selezionato da una confezione di
Critical Mass di Mr Nice Seedbank. Nella sua
genetica c’è una parte importante di sangue Skunk. Genehtik ha tenuto in grande
considerazione la provenienza Skunk, rafforzata nella Kritikal Bilbo che ci presentano.
Un’altra Skunk classica è la stranota AK47
di Serious Seeds. Cresce con vigore, produce un sapore intenso e il suo effetto è
forte, per questo è la pianta scelta da molti
coltivatori. In un certo qual modo, la AK47
riunisce le caratteristiche di una buona
Skunk: vigore, facilità di coltivazione, odore
forte e grande quantità di cannabinoidi.
Dutch Passion continua a offrire la Orange
Bud dagli anni Ottanta del secolo scorso. Si
può dire che esisteva già persino quando
nacquero le banche dei semi. Varietà con il
100% di genetica Skunk, facile da coltivare,
si sviluppa bene sia in indoor che in outdoor. Cime dure, con pilucchi arancioni e un
buon rivestimento di cristalli.
Royal Queen Seeds ci porta la sua visione
della Skunk con Special Queen. Facile
da coltivare, sopporta le inclemenze del
tempo e sarà pronta per la fine di settembre, dando un raccolto molto saporito,
con sapore dolce e molta resina. Ideale
per i coltivatori che muovono i primi
passi o per chi voglia raggiungere un
raccolto con certezza.
Shoreline di The Devil’s Harvest Seed Co.
è una genetica selezionata in Texas molti
anni fa, a partire da una Sensi Skunk e
poi s’incrocia con un maschio di Oasis di
Dutch Passion. Il risultato è una pianta con
una chiara influenza di Skunk della vecchia scuola, moltissimo odore che anticipa
l’intenso sapore. Facile da coltivare e di
fioritura rapida.
Anche fra le autofiorenti ci sono varietà
con una grande influenza Skunk, come per
esempio la Sweet Skunk Auto, sviluppata
a partire dalla Early Skunk e da una Critical
Auto, mediante un incrocio con l’ibrido
risultante con la Early Skunk due volte.
Risultato: fioritura incredibilmente rapida,
con piante abbondantemente ricoperte di
resine e piene di odore.
Dr Underground ci porta con la King Kong
una pianta di grande influenza Skunk,
sebbene saggiamente miscelata con altre
genetiche di sativa. Il risultato è un’elevatissima produzione, molta resina e fioritura
rapida. L’effetto sale rapidamente ed è piuttosto forte.
Seedmakers recupera una Skunk molto fruttata con la sua Wonder Skunk. Semplicità
di coltivazione, aroma penetrante e grande
tolleranza verso gli errori. Progettata per il
fumatore che vuole riscoprire il piacere di
assaporare una Skunk dolce.
Anche la varietà conosciuta come Cheese
appartiene alla famiglia delle Skunk, in
particolare alle Skunk della vecchia scuola. Positronics con la SuperCheese offre
una versione che conserva molto bene il
carattere originale. Pianta robusta con cime
grandi, intenso odore di formaggio stagionato ed effetti rilassanti.
Next Generation Seeds diffonde la visione
canadese della Skunk con la Island Sweet
Skunk. Varietà potente e così produttiva
che bisogna legare le cime perché non si
dividano. Vigorosa e con predominanza
sativa. Il suo intenso odore la classifica con
chiarezza come una Skunk eccellente.
Ganja Selecta
Skunk
Kritikal Bilbo - Genehtik
Ak47 - Serious Seeds
Orange Bud - Dutch Passion
Special Queen - Royal Queen Seeds
Shoreline - The Devi’s Harvest Seed Co.
Sweet Skunk Auto - Sweet Seeds
King Kong - Dr underground
Wonder Skunk - Seedmakers
SuperCheese - Positronics
Island Sweet Skunk - Next Generation Seeds
Big Skunk - Pure Seeds
Red Dwarf - Buddha Seeds
Un altro buon esempio di Skunk è la Big
Skunk di Pure Seeds. In questo caso la
genetica è ibridata con la Northern Light
per aumentare la produzione. Grande raccolto, molto odore e facile coltivazione.
Chiudiamo questa classifica con una piccola gemma Skunk autofiorente. Si tratta
della Red Dwarf di Buddha Seeds, una
pianta automatica, ma con una genetica
Skunk. Fa pochi rami e forma le cime velocemente. Sapore agrumato, odore intenso
ed effetto fisico.
Sweet Skunk Auto di Sweet Seeds
Island Sweet Skunk di
Kritikal Bilbo di Genehtik
Next Generation Seeds
Orange Bud di Dutch Passion
Detalle de Red Dwarf di Buddha Seeds
Shoreline di The Devil’s Harvest Seed Co.
Wonder Skunk di Seedmakers
18
SPECIALE VARIETÀ 2012
PROCESSO DI COLTURA SELETTIVA DI NUOVE AUTOFIORENTI
Autofiorenti 3G
Per questa nuova stagione 2012 Sweet Seeds ha presentato le sue nuove
varietà autofiorenti di terza generazione. Big Devil XL, Cream Mandarine,
Jack 47 Auto, Sweet Skunk Auto, Mohan Ram Auto, Sweet Special Auto,
Green Poison Auto, Sweet Cheese Auto y +Speed. Nove nuove autofiorenti di ultima generazione che si uniscono alle nove precedenti che erano già
Sweet Seeds
disponibili nel catalogo della stagione 2011.
Le varietà autofiorenti stanno vivendo
negli ultimi anni una vera età dell’oro.
Queste varietà a fioritura automatica,
che fino a pochi anni fa erano disprezzate per la loro bassa psicoattività e il pessimo aroma, hanno attraversato un’evoluzione sorprendente e rapida che le ha
trasformate nelle varietà più popolari
del momento, sia per gli autocoltivatori
che per i breeder.
Ormai nessuno può negare che le piante
autofiorenti rappresentino l’ultima grande rivoluzione genetica che ha vissuto la
Cannabis sativa: quest’ultima rivoluzione
ha sorpreso tutto il mondo della cannabis, in modo particolare per la rapidità
con cui questo tipo di varietà ha migliorato le proprie qualità e per la popolarità
eccezionale che ha raggiunto. La popolarità e il recente successo di queste varietà
si devono a diversi fattori: da un lato alla
loro qualità sempre maggiore e dall’altro
ai tanti svariati che queste varietà offrono
ai coltivatori. Tra i vantaggi che i coltivatori apprezzano in questo tipo di varietà
si può citare principalmente il fatto che
cominciano a fiorire in modo automatico
approssimativamente quando raggiungono la quarta coppia di foglie reali,
ovvero all’incirca 21 giorni dopo che è
avvenuta la germinazione.
Questo permette ai coltivatori outdoor di
ottenere raccolti al di fuori della normale
Big Devil XL
epoca di raccolto, potendo così rifornirsi
in qualsiasi momento dell’anno. Un’altra
caratteristica degna di nota è la rapidità
del ciclo vitale di queste piante, che consente di fare il raccolto appena 2 mesi
dopo la germinazione dei semi. Queste
varietà sono immuni alla contaminazione luminosa e continuano normalmente
la propria fioritura anche se si trovano
sotto la luce dei lampioni o persino in
coltivazioni in indoor con regimi di luce
di 18 ore di luce e 6 ore di buio. Le loro
dimensioni ridotte (60-150 cm) le rendono piante molto discrete, una qualità che
viene molto apprezzata anche da tanti
autocoltivatori.
Autofiorenti di terza
generazione
Le varietà autofiorenti di terza generazione di Sweet Seeds sono il risultato dell’ibridazione dei migliori ceppi
genetici selezionati di autofiorenti di
seconda generazione con cloni d’élite non autofiorenti provenienti dalla
banca di madri di Sweet Seeds. Questa
generazione di autofiorenti produce
piante tanto resinose e aromatiche
quanto quelle prodotte dai loro parenti
non autofiorenti.
Quando parliamo di autofiorenti di terza
generazione, non ci riferiamo a una terza
generazione filiale propriamente detta. Il
salto generazionale viene stabilito ogni
+Speed
volta che si ottiene un salto qualitativo
sufficientemente significativo, in genere
dovuto all’introduzione di nuove varietà non autofiorenti di alta qualità, che
allontana geneticamente i nuovi ceppi
autofiorenti dai loro antenati.
Queste varietà hanno aperto nuovi
orizzonti non solo per i coltivatori, che
ora possono programmare le proprie
autocoltivazioni per ottenere raccolti in
outdoor durante quasi tutto l’anno, ma
hanno aperto nuovi orizzonti anche per i
breeder di cannabis. Con l’arrivo di queste varietà autofiorenti, i breeder di cannabis si sono visti obbligati a tornare alla
coltura selettiva con popolazioni di semi,
dal momento che queste varietà, per la
propria condizione di piante autofiorenti,
non consentono di avere cloni d’élite.
Per la produzione di semi femminizzati
non autofiorenti, il 99% dei breeder
utilizza cloni d’élite e vengono utilizzati
sempre gli stessi cloni d’élite per produrre ogni varietà. Usare sempre gli stessi
progenitori ha i suoi vantaggi, dato che
in questo modo i risultati sono molto
prevedibili e sono sempre gli stessi.
Solo nel caso in cui il breeder trovi
qualche clone d’élite in grado di cedere
migliori caratteri alla discendenza, mantenendo i tratti caratteristici della varietà,
si sostituisce uno dei progenitori; questa non è una situazione frequente. Lo
svantaggio di utilizzare sempre gli stessi
progenitori è il fatto che in questo modo
le popolazioni di semi commerciali non
si evolvono, né in bene né in male, e
mantengono semplicemente costanti le
proprie frequenze geniche per il fatto
che per produrre i semi commerciali si
usano sempre gli stessi antenati.
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Processo di coltura selettiva
I breeder che lavorano con varietà autofiorenti non possono conservare attraverso i cloni i migliori esemplari che trovano e devono lavorare con popolazioni
di semi. Questo obbliga i breeder a un
lavoro costante di selezione dei progenitori, sia per quanto riguarda lo sviluppo del programma di coltura selettiva,
sia ogni volta che si riproducono i semi
commerciali.
In funzione dei progenitori selezionati,
queste popolazioni possono subire derive genetiche in una direzione o in un’altra e in questo modo nei semi commerciali non vengono mantenute costanti
le frequenze geniche. Negli ultimi anni,
queste popolazioni di semi sono state
caratterizzate quindi da una costante
evoluzione. Questo rende il lavoro di
coltura selettiva con queste varietà un
compito molto più appassionante e proprio del breeder, che ha sempre la possibilità di esercitare una pressione selettiva per portare la popolazione di semi
verso i caratteri ideali che sta cercando.
Dal punto di vista di Sweet Seeds, sono
due le ragioni principali che hanno provocato il rapido aumento della qualità
che ha caratterizzato queste varietà, fino
ad arrivare alle attuali piante autofiorenti di terza generazione. In primo luogo,
la condizione citata in precedenza per
cui si è obbligati a lavorare con popolazioni di semi e a selezionare costantemente i progenitori in ogni generazione, un fattore che porta la popolazione
a essere in costante evoluzione verso i
caratteri desiderabili fintanto che esiste
la pressione selettiva del breeder. In
secondo luogo, l’ibridazione dei ceppi
selezionati di semi autofiorenti con i
Green Poison Auto
19
migliori cloni d’élite non autofiorenti, il
risultato di decenni di selezione.
Da quando i breeder hanno iniziato a
rendersi conto dell’immenso potenziale
che aveva la caratteristica autofiorente
di queste piccole varietà, hanno cominciato a incrociare queste varietà dalla
fioritura automatica con i loro migliori
cloni, cercando piante a fioritura automatica, ma di qualità simile alle loro
amate piante madri.
Quando si ibrida una varietà autofiorente con un clone non autofiorente,
il primo obiettivo è fissare nel 100%
della popolazione ibrida il carattere
autofiorente. Questo è relativamente
semplice, dal momento che il carattere
si comporta come se dipendesse da un
solo gene, e mostra inoltre una tipica
eredità mendeliana. Il carattere di autofioritura è recessivo, motivo per cui nella
prima generazione filiale dell’ibrido non
compare nessun individuo autofiorente.
Sarà necessario che questa generazione
si riproduca perché nella sua discendenza si trovi un 25% di individui autofiorenti. Incrociando tra di essi gli individui
autofiorenti ottenuti, si arriva alla terza
generazione filiale con il 100% di individui autofiorenti.
La selezione dei progenitori dei semi
autofiorenti ha luogo in tutte le generazioni e inizia non appena germinano i
semi. Già nella fase in cui le piante sono
giovani vengono eliminate tutte quelle
che presentano malformazioni o qualsiasi tipo di difetto. Durante la crescita
si continua con la selezione dei progenitori, eliminando tutti gli individui che
mostrano caratteri non desiderabili per
i fini che si intende conseguire. Durante
la fioritura si porta avanti l’eliminazione
dei progenitori nei quali si osservano
caratteri che non si desiderano e alla
fine devono rimanere solo i progenitori
più produttivi, aromatici, resinosi e in
generale il gruppo di piante che riunisce i caratteri che più si avvicinano agli
obiettivi ideali prefissati.
incroci sono stati eseguiti in assenza
di maschi, vale a dire che i donatori di
polline sono stati sempre femmine alle
quali è stato invertito il sesso.
Non tutte le varietà di cannabis, né tutti
gli individui all’interno di una varietà,
hanno una buona risposta alla tecnica
di inversione del sesso. Eseguire tutto
il processo con femmine e invertire il
sesso di alcune femmine in ogni generazione per ottenere il polline presenta
un gran vantaggio per il breeder che
vuole ottenere un seme commerciale
autofiorente e femminizzato.
Il vantaggio sta nel fatto che in questo modo ci si assicura che alla fine
del programma di coltura selettiva le
piante dei semi risultanti abbiano una
buona risposta alla tecnica di inversione del sesso, necessaria per produrre
i semi commerciali a fioritura automatica e femminizzati. Se realizzassimo tutto il processo con femmine e
maschi, potremmo arrivare al punto
che quando otteniamo la varietà finale
e vogliamo incrociare alcune femmine
tra di loro per ottenere i semi commerciali autofiorenti e femminizzati, le
femmine non hanno una buona risposta alla tecnica di inversione del sesso,
con il risultato che produrranno poco
polline utile o non ne produrranno
affatto, con conseguenti semi scarsi o
inesistenti. Lavorando per tutto il procedimento con femmine invertite, in
ogni generazione si esercita una pressione selettiva su quei progenitori che
hanno una buona risposta alla tecnica
di inversione del sesso e sono in grado
di produrre polline utile e abbondante, trasmettendo questi caratteri alla
generazione successiva, per cui alla
fine del programma di coltura selettiva
la varietà avrà una una buona risposta
alla tecnica di inversione del sesso.
na ermafrodita che si sia trasformata completamente in maschio e che
potrebbe essere facilmente confusa
con un maschio puro, introducendo
così accidentalmente geni promotori dell’ermafroditismo nella popolazione di semi autofiorenti. Lavorando
solo con femmine questo non potrà
succedere, perché qualunque femmina dovesse cambiare sesso verrebbe
immediatamente individuata.
In questa ultima generazione di semi
autofiorenti di Sweet Seeds, oltre alla
tecnica di ibridazione con cloni d’élite
non autofiorenti, in alcuni di questi ibridi è stato utilizzato anche il reincrocio
con il clone d’élite originale non autofiorente. Questo è stato fatto per fissare
in modo forte l’aroma, il sapore e le qualità desiderabili del clone d’élite nella
popolazione di semi autofiorenti. Ogni
volta che i semi autofiorenti vengono
reincrociati con il clone originale non
autofiorente, nella prima generazione
non compare nessuna pianta autofiorente e bisogna tornare a fissare nel
100% della popolazione la caratteristica
Inoltre, secondo quanto affermano alla
Sweet Seeds, lavorando con maschi
esiste la possibilità di commettere un
errore nella selezione dei progenitori
maschi, selezionando qualche femmi- Mohan Ram
di autofioritura, come abbiamo spiegato
in precedenza. In alcune delle nuove
autofiorenti di Sweet Seeds sono stati
eseguiti fino a due reincroci con il clone
originale non autofiorente.
I risultati ottenuti con queste nuove
autofiorenti hanno sorpreso persino i
breeder di Sweet Seeds. L’altezza media
delle piante è stata aumentata, e in
condizioni ottimali è compresa tra i 60
cm e i 110 cm. In questa generazione
sono comparsi nuovi aromi, fissati in
modo molto forte in tutta la discendenza e fino a ora sconosciuti nelle varietà
di autofiorenti. La qualità degli aromi,
la produzione di resina delle piante e
l’aspetto generale delle stesse alla fine
della fioritura è ormai totalmente somigliante a quella dei loro progenitori
non autofiorenti.
Le varietà autofiorenti sembrano essere
arrivate sulla scena della cannabis per
restare, reclamando il proprio posto,
ben meritato, al Salone della fama delle
varietà di cannabis.
Sweet Skunk Auto
Quando eseguono queste ibridazioni
per introdurre novità dal punto di vista
genetico nelle popolazioni autofiorenti,
alla Sweet Seeds usano in genere come
donatore di polline il clone d’élite non
autofiorente, che in tal caso è sempre una femmina selezionata alla quale
viene invertito il sesso per ottenere fiori
maschili. Come recettori del polline solitamente usano piante femmina della
popolazione autofiorente; questa scelta
è dovuta al fatto che è molto più semplice realizzare la selezione dei progenitori autofiorenti desiderati su piante
con cima femminile rispetto a piante
con cima maschile, soprattutto nella
selezione che viene fatta alla fine del
ciclo vitale dei progenitori.
Anche se in qualche occasione alla
Sweet Seeds nello sviluppo di varietà autofiorenti hanno usato piante
maschio come donatori di polline, nella
maggior parte del loro lavoro con le Jack 47 Auto
varietà a fioritura automatica tutti gli
Sweet Cheese Auto
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21
CANNABIS HERO
CONTINUA L’ODISSEA LEGALE DEL NOSTRO ALFIERE DELLA MEDICAL
La Storia incredibile di Fabrizio
Pellegrini, vol. III
di Carlos Rafael Esposito
Fabrizio Pellegrini è un musicista che vive a Roma. Soffre di sindrome
fibromialgica. La sua storia ci racconta i problemi vissuti dalle persone che si curano con la canapa medica autoprodotta. Lo Stato nel
frattempo, per motivi politici piuttosto che medici, non si adegua alle
necessità dei pazienti (la continuità terapeutica) e così il paziente
stesso, solo, si incarica della propria tutela e persegue tutto ciò che è
in suo potere per migliorare la propria vita.
Sentiamo le parole di Fabrizio, siamo nel 2001 e all’inizio di un lungo
calvario che trasformerà l’ostinato malato in un delinquente.
SSIT: Come andavi avanti per recuperare l’erba di cui avevi bisogno per curarti?
Nel 2001, grazie ad una paziente genovese, Alessandra Viazzi, nasce anche
l’associazione Pazienti Impazienti per la
Cannabis. Nel 2002 il PIC prende campo
e, al Forte Prenestino, dove già si praticava l’auto produzione, l’esistenza stessa
dell’associazione ha ribadito con maggior enfasi la necessità di auto produrre
per scopo terapeutico. Così noi pazienti
potevamo cominciare a rifornirci con una
parte del raccolto che andava ai malati.
SSIT: Quante volte venivi a Roma ? Ti
bastava la scorta?
Venivo come minimo una volta al mese
ad approvvigionarmi. Tieni presente che
il mio fabbisogno mensile varia dai 30 ai
50 grammi e quando erano finite le scorte dovevamo e, ancora oggi, dobbiamo,
provvedere diversamente. Per sostenere
le spese della coltivazione tutti ci assumevamo un costo di partecipazione. Con
quell’investimento si aderisce a un progetto che è poi il mutuo soccorso.
SSIT: Quindi oltre ai tuoi viaggi a Roma
continuavi a coltivare?
Si, nel 2002 decido di insistere per assicurarmi la continuità terapeutica. Intanto il
mercato prendeva una certa piega: quello
che mi riuscivo a procurare non mi bastava ed era di qualità insoddisfacente. Ho
messo 7 piante, una per ogni mese, a scalare. Era la quantità che ritenevo idonea
per il mio fabbisogno.
SSIT: Come valutavi il tuo fabbisogno?
Avevo preso spunto dalle quantità mediche adottate in Canada e Olanda. Ho pensato: “se devo rischiare facendo una cosa
che seppur illecita prevede dei margini di
riduzione del danno conforme alle indicazioni medico terapeutiche, lo faccio”.
Erano semi di Super Skunk. Purtroppo
non me le sono godute.
SSIT: Che successe?
La Finanza. Hanno bussato educatamente e poi hanno fatto irruzione. Non mi
hanno messo dentro, ma hanno sequestrato una pipa d’argento e mi hanno
mandato a processo per coltivazione. Da
quel momento però sono partito con la
documentazione medica.
SSIT: Cioè hai iniziato a fornire documentazione che attestava la tua necessità per scopi terapeutici?
Si. Sono stati gli stessi finanzieri che, prendendomi in giro, mi hanno consigliato di
andare dal medico per dimostrare che
ne avevo bisogno per la mia malattia.
Io conoscevo un medico Peter Brunn
Schulte Wissing omeopata, naturopata e
iridologo e gli ho chiesto di visitarmi. Mi
ha fatto la foto dell’iride e mi ha diagnosticato una sindrome neuro vegetativa.
Poi con le constatazioni cliniche ematiche vide l’insorgere di questa patologia
reumatica. Così andai anche a fare una
visita neurologica e poi reumatologica. Da
quel momento cominciai ad accumulare
documenti che dimostravano una comprovata necessità di terapia giornaliera e
continuativa a lungo termine.
SSIT: Il 19 settembre del 2002 il medico Peter Brunn Schulte Wissing scrive
al medico curante di Fabrizio, Bruno
Di Iorio, di valutare la prescrizione
di cannabis e allega una terapia consigliata. Ma il medico non segue il
suggerimento terapeutico...
Il mio medico curante se ne fregava. Così
decido di rimettere le piante un’altra volta.
Nel dicembre del 2003 mi attestano il 35%
di invalidità dal punto di vista lavorativo.
Sempre nel 2003 metto 14 piante e in
luglio mi arrestano. Faccio 3 giorni dentro
e appena sono uscito ho ripiantato, riuscendo finalmente a godermi il frutto del
mio lavoro per un paio di mesi. Nel 2003
intanto esce anche il Bedrocan, infiorescenza stoccata e confezionata sottovuoto, ma il medico curante non ha seguito il
consiglio di prescrizione e non ha preso a
cuore il suggerimento del collega.
SSIT: Cioè il medico non ti prescrive
nemmeno il Bedrocan autorizzato dal
Ministero della Salute olandese e così
tu continui a piantare anno dopo anno,
andando incontro alle conseguenze.
Si e così arriviamo al 2004. Metto 6-7
piante con la tecnica Green house (dietro
vetri velati). Vengo perquisito al parco
dai carabinieri che mi trovano con qualche cima fresca, vengono subito a casa
e mi mettono agli arresti domiciliari per
qualche giorno.
Nel 2005 poi metto la serra indoor con
10 piante e il 15 giugno alle 7.15 arrivano 4 carabinieri. Gli apre mia madre.
Sequestrano piante, neon, terra e mi mettono tre mesi in galera. Per 10 germogli!
Non mi liberavano e non si capiva perché
non mi liberassero. Ho scritto due volte
anche all’arcidiocesi senza avere nessuna
risposta. Per fortuna mentre ero dentro c’è
stata un’interrogazione parlamentare di
Giovanni Russo Spena per me e Giuseppe
Ales e qualche giorno dopo sono uscito.
Ma se non avessero fatto l’interrogazione?
SSIT: Arriviamo al 2006...
Nel 2006 finanzieri in borghese mi ferma-
no appena sceso dal bus con mezzo etto
d’erba fra le palle. Mi hanno fatto fare 3
giorni ai domiciliari e ho una condanna in
appello a un anno.
SSIT: Quando richiedi il Bedrocan per la
prima volta?
Il mio nuovo medico curante, Walter
Palumbo, mi sottoscrive immediatamente la procedura di inoltro della richiesta
di Bedrocan e per il pagamento parte
una petizione per la raccolta dei fondi su
Liberazione. 489 euro per 30 grammi di
medicinale. La richiesta viene controfirmata dal farmacista dell’ospedale di Chieti
e viene mandato il fax al Ministero della
Salute italiano, che deve autorizzare. Se
tutto fila liscio ci vuole un mese e mezzo
prima di ritirare il farmaco. Dopodiché
il farmaco dura un mese e poi sei punto
a capo. Volendo si può fare la richiesta
trimestrale di 90 grammi, ma io sinceramente preferisco l’erba che prende i raggi
del sole e magari che mi coltivo da solo.
SSIT: E così...
Nel 2007 faccio tre piante in outdoor e
quando le ho raccolte a fine ottobre ci ho
ricavato un quantitativo sufficiente per 4
mesi. Quindi a marzo 2008 ho ripiantato.
Nel febbraio cadeva il governo Prodi. E
da qui in poi si sono davvero accaniti selvaggiamente. Il 30 giugno 2008, il giorno
del mio compleanno, il giudice Marina
Valente mi rimanda in carcere per un
mese, mentre avevo l’autorizzazione per
il Bedrocan. Da quella volta sino ad oggi
non ho più ripiantato.
Per contatti:
[email protected]
Appuntamento alla prossima e ultima
puntata.
22
PARADISE SEEDS 2012
Le nuove incredibili e
strabilianti varietà di
Paradise Seeds per il 2012
Vorremmo far sapere a tutti i nostri lettori
che Paradise Seeds ha presentato 6 nuove
grandi varietà.
Due varietà femminizzate che risalgono
alla fine degli anni ‘90 (classiche) e quattro varietà autofiorenti che sono state
selezionate da famosi antenati per la loro
superba genetica.
Le novità assolute di Paradise Seeds sono
la Original White Widow (IBL) e la Original
Cheese (IBL). Certo, i nomi sono
familiari, ma sono diverse... queste sono le classiche originali!
Vengono direttamente dalla
fonte, razze pure che sono
state offerte anni fa dai
breeder a Paradise
Seeds e solo ora condivise con il resto del
Auto Jack
Auto White Berry
Auto Acid
Original Cheese
mondo. Sono materiale eccellente per la
coltura selettiva e sono di gran lunga superiori alla maggior parte delle varietà che
portano questi nomi. Paradise Seeds ha presentato anche quattro nuove varietà
autofiorenti della miglior qualità.
L’epoca in cui le piante autofiorenti
avevano un sapore di fieno o
di ruderalis è finita, almeno
per
le
varietà di
Paradise Seeds. Auto Acid, Auto Jack, Auto
Wappa e Auto White Berry sono tutte
potenti e gustose.
Queste sono piante che diventano forti e
danno abbondanti cime piene di resina.
Grazie alle genetiche eccezionali che
Paradise Seeds ha usato nel programma di coltura selettiva, la soddisfazione
è garantita.
Alla Paradise Seeds sono orgogliosi di
essere in prima linea nella coltura selettiva
23
della cannabis e di aver portato le varietà
autofiorenti al livello successivo.
Le piante autofiorenti iniziano la fioritura a prescindere dalle ore di luce (sole)
che ricevono ogni giorno. Quindi queste
piante possono arrivare a fiorire presto in
outdoor, in 2,5 mesi dalla germinazione.
Sono ideali nelle regioni più fredde per
dare raccolti in estate, tra la fine di luglio
e l’inizio di agosto, quando il sole è ancora
forte. Anche in giugno è possibile iniziare
a far germinare i semi, per poi fare il raccolto in tempo, prima che faccia freddo o
che il clima diventi umido.
In climi più caldi, sarà possibile fare più
raccolti in un solo anno. Nei climi tropicali
sono fantastiche, perché possono essere
coltivate durante tutto l’anno.
In tutte le varietà autofiorenti di Paradise
Seeds c’è una piccola parte di ruderalis
che è responsabile dell’effetto autofiorente. L’arte della coltura selettiva sta nello
scegliere le piante che hanno il gene per
l’autofioritura senza mostrare le qualità
inferiori delle piante di ruderalis. Questo è
possibile solo con una selezione che dura
per diverse generazioni.
Auto Wappa
Buona cannabis a tutti da Paradise Seeds!
Paradise Seeds vince la
Treating Yourself Medical
Cannabis Cup 2012!
La scorsa settimana, Paradise Seeds era a Toronto, in Canada, dove
si è tenuta l’Expo Treating Yourself al Metro Toronto Convention
Center. Quest’anno è stata una grande Expo. Marco Renda aveva
persino organizzato una dimostrazione live di soffiatura del vetro e
come sempre c’erano molti consumatori di cannabis per uso medico
durante questi 3 giorni. È stata predisposta una sala fumatori per i
malati, così non dovevano andare all’esterno per curarsi.
La scorsa settimana, Paradise Seeds era
a Toronto, in Canada, dove si è tenuta
l’Expo Treating Yourself al Metro Toronto
Convention Center. Quest’anno è stata una
grande Expo. Marco Renda aveva persino organizzato una dimostrazione live di
soffiatura del vetro e come sempre c’erano molti consumatori di cannabis per uso
medico durante questi 3 giorni. È stata
predisposta una sala fumatori per i malati,
così non dovevano andare all’esterno per
curarsi.
Si tratta di una vera convention medica con
buone informazioni e ottimi consigli offerti
dagli ospiti, tra i quali avvocati e medici,
oltre a ricercatori scientifici.
È stata la terza partecipazione di Paradise
Seeds all’Expo TY e se la sono goduta
Automical Haze
davvero!
Hanno dato un feedback sulle loro varietà
ai pazienti e ai coltivatori in possesso di
licenza. Molte persone cercano informazioni sulla loro malattia e scoprono che le
pillole che comprano in farmacia spesso
non le aiutano, mentre vedono che dalla
cannabis ottengono un vero beneficio.
Alla Paradise Seeds sono davvero felici di
fare parte di questo movimento e sostengono che si dovrebbero condurre più ricerche
nel campo della cannabis per uso medico.
Per loro è davvero palese che la cannabis
aiuta le persone!
La città di Toronto è fantastica, ci vivono
milioni di persone che in genere sono
gentili e amichevoli. È una città dalle molte
culture, con persone che vengono da ogni
luogo e si adattano piuttosto facilmente.
Sembra che non ci sia crisi al momento, la
città è frizzante e i grattacieli sono magnifici. Ci sono diversi vapour lounge dove le
persone si ritrovano per fumare.
Sono molti gli aspetti che rendono indimenticabile un soggiorno qui, in particolare la gente.
L’ultimo giorno dell’Expo è girata la notizia che Paradise Seeds avrebbe vinto una
Cannabis Cup per la miglior marijuana
nella categoria sativa con l’ultima varietà
di Haze che hanno proposto, la Atomical
Haze. Aveva vinto il primo premio!
La Atomical Haze è stata coltivata a partire
da un seme che Paradise Seeds aveva dato
l’anno prima a un coltivatore locale che
aveva molte belle cime da condividere e da
offrire per far partecipare Paradise Seeds
alla Cannabis Cup. Questa vittoria è un
successo grandissimo per Paradise Seeds.
24
Hemporium
Cose di Canapa,
Vicenza
1
8
S.S. 11 Padana Sup.
Verso Verona, 279
36100 Vicenza
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dal lunedì al venerdì
dalle 15 alle 19.30
sabato dalle 11 alle 19
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ynsalata verde.” (Zingarelly)
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7
26
COLTIVA CON JORGE CERVANTES
Il THC (tetraidrocannabinolo) psicoattivo con un forte effetto sulla mente
si trova nelle foglie, nelle cime e nei
tricomi ghiandolari. La maggior parte
del THC si trova nelle piante femmina
(sinsemilla) all’interno delle ghiandole
di resina o nei tricomi peduncolati sulle
punte dei fiori. I tricomi peduncolati
sembrano piccoli punti con una palla
in cima. Questi tricomi si sviluppano
maggiormente sulle cime e sulle foglie
più piccole. Il THC si concentra maggiormente dove il peduncolo incrocia la
palla della ghiandola di resina.
Raccolto
Bisogna raccogliere quando le piante
raggiungono il picco di maturazione.
Il momento in cui si raccoglie è fondamentale. La finestra temporale relativa al picco di maturazione è di circa
5-7 giorni. La maggior parte dei coltivatori cura le cime raccolte prima di
farle essiccare lentamente e in modo
omogeneo, affinché si conservi il THC.
Dopo l’essiccatura, le cime devono
essere curate affinché si sviluppino
appieno aroma e sapore. Come per un
vino pregiato, l’invecchiamento (con
la cura) migliora gusto e fragranza.
Una volta curate, se immagazzinate
correttamente le cime manterranno
tutte le loro qualità essenziali.
Prima del raccolto
Cambiate la soluzione nutritiva passando
all’acqua corrente nei sistemi a ricircolo idroponico nei 7-10 giorni prima del
raccolto. Continuate a riempire il serbatoio con acqua “pulita” fino al raccolto
o utilizzate una soluzione di risciacquo
seguendo le indicazioni.
Raccolto
Non irrigate 1-2 giorni prima del raccolto,
in modo tale che le piante siano preessiccate al raccolto. Lasciate asciugare il
terreno ma non lasciate avvizzire le piante.
Le grosse foglie delle piante femmina
come la Yumboldt sulla destra e delle
piante maschio contengono meno
ghiandole di resina e meno THC che
ha effetti sulla mente. Il contenuto di
THC che si trova nel gambo e nelle radici è praticamente inesistente. Le piante
maschio, i gambi e le foglie grandi contengono bassi livelli di THC e sono utilizzati maggiormente per produrre hashish,
resina concentrata.
Il raccolto delle foglie
L’odore pungente della marjuana spesso si rivela un problema attorno al
momento del raccolto. Per ridurre l’odore al minimo, tenete l’area di essiccatura e cimatura ben ventilate, in modo
tale che l’odore stesso non rimanga.
Queste aree devono essere fresche, al
di sotto dei 21°C, in modo tale che gli
oli essenziali della cannabis rilascino
pochi odori forti. Un condizionatore
può essere una buona idea per ridurre
al minimo gli odori nelle aree chiuse.
Un filtro al carbonio eliminerà gli odori
nelle aree di essiccatura e cimatura e
tratterà l’aria espulsa.
Irrigate con acqua corrente o con una
soluzione di risciacquo per eliminare
i residui di fertilizzante nel fogliame e
nel terreno. Date acqua corrente alle
piante nei 7-14 giorni prima del raccolto. Assicuratevi che il 10-20 percento dell’acqua sia drenato attraverso il
fondo dei contenitori. Le soluzioni di
risciacquo eliminano i residui di fertilizzante più rapidamente e sono utilizzate
negli ultimi giorni prima del raccolto.
Al momento del raccolto la crescita
e la produzione di THC delle piante
si fermano. Il contenuto di THC non
può aumentare dopo il raccolto. In
realtà diminuisce. La decomposizione
del THC rallenta se si tengono le cime
raccolte lontane da luce e temperature
elevate (al di sopra dei 27°C), se si sta
attenti a gestire il tutto e se l’ambiente
è umido.
Lasciate le piante al buio per 48 ore subito prima del raccolto, in modo tale che si
sviluppi più resina sulle cime.
Come capire quando il fertilizzante incide sul sapore
t-F QVOUF F J CPSEJ EFMMF QJBOUF TPOP
bruciati
t-F GPHMJF TPOP GSBHJMJ BM NPNFOUP EFM
raccolto
t-FDJNFTDSJDDIJPMBOPRVBOEPWFOHPOP
bruciate
t-FDJNFIBOOPVOPEPSFDIJNJDP
t-FDJNFTBOOPEJGFSUJMJ[[BOUF
Eliminate le foglie grandi mentre le piante sono ancora nel terreno. Tagliate o
strappate l’intera foglia o l’intero gambo.
Una volta che si sono formate le foglie
grandi, la potenza del THC ha raggiunto
il picco. Le foglie più piccole attorno
alle cime continuano a sviluppare resina
finché le cime non sono mature. Il picco
della potenza si mantiene finché le foglie
sono sane e verdi. Raccogliete le foglie
gialle e malate ed eliminatele.
27
Raccogliete le piante sinsemilla 6-12
settimane dopo aver indotto la fioritura
con il fotoperiodo 12/12. Raccogliete
quando la produzione di THC ha raggiunto il picco, prima che inizi a diminuire. La maggior parte delle piante
che ricevono la stessa quantità di luce
sono pronte per il raccolto allo stesso
tempo. Le cime inferiori che ricevono
meno luce spesso ci mettono qualche
giorno in più a maturare.
Mettete le foglie in una borsa di carta,
non di plastica. Le borse di carta traspirano e possono essere chiuse ripiegando la parte alta.
In generale, i ceppi di indica e a predominanza indica sono maturi 6-8 settimane dopo l’inizio della fioritura. Troppo
spesso i coltivatori raccolgono troppo
presto perché non vedono l’ora di avere
un raccolto.
Mettete una borsa di carta su ogni pianta
maschio che potrebbe spargere polline
prima di tagliare il gambo principale alla
base. Scuotete la pianta con delicatezza per minimizzare lo spargimento di
polline. Vedi Marijuana Horticulture: The
Indoor/Outdoor Medical Grower’s Bible
per informazioni complete.
Raccolto sinsemilla
Tenete la borsa di carta in un armadio
o in un’area con il 45-55% di umidità e
una temperatura di 18°– 24°C. Aprite la
borsa una o due volte al giorno e giratele foglie in modo tale che quelle umide
si miscelino con quelle secche. Le foglie
saranno asciutte al tocco in 5-7 giorni.
Una volta asciutte, mettete le foglie nel
freezer in modo che siano pronte per
produrre hashish.
Raccolto dei maschi
Raccogliete le piante maschio prima che
spargano il polline. La maggior parte dei
coltivatori le tolgono dalla loro coltura
non appena individuano la pre-fioritura,
verso la fine della fase vegetativa. I fiori
maschio producono sacche di polline
visibili contenenti polline da 2 a 4 settimane dopo che le luce sono impostate
in regime di 12 ore di luce e 12 di buio.
Testate il grado di maturazione eliminando un pezzettino della cima matura.
Mettetelo in un forno a microonde o
in un forno tradizionale. Impostate il
forno a microonde a un basso livello
di potenza e accendetelo a colpi di 10
secondi finché non è sufficientemente
secco da bruciare. Mettete un pezzettino della cima secca in una piccola pipa
e provatelo. Il sapore secco, aspro verrà
dall’essiccatura rapida, ma vi renderete
così conto della potenza.
28
Troppo presto!
A questa cima mancano varie settimane
per essere raccolta. Aspetta almeno 6 settimane prima di testare le cime per il raccolto. Molti coltivatori raccolgono cime
sottopeso prima che si sviluppi il THC
raggiungendo il suo pieno potenziale.
Raccolto precoce
A questa cima manca ancora un paio
di settimane prima del raccolto. I pistilli
sani e ricoperti di pilucchi bianchi stanno
ancora crescendo e la resina comincia ad
accumularsi. Dopo un paio di settimane,
questa cima sarà piena di resina. Le cime
raccolte adesso renderebbero fino al 30%
in meno in termini di peso.
Se raccolte un po’ presto, le piante pure di
sativa pura e a predominanza sativa contengono basse concentrazioni
di cannabinoidi; l’effetto
spesso è più cerebrale e
a impennata. I ceppi di
indica pura e a predominanza indica tendono a
produrre un effetto fisico meno intenso.
Raccolto al picco
La formazione di ghiandole di resina rallenta. I
tricomi iniziano a deteriorarsi più velocemente di
quanto non si sviluppino.
La produzione di THC ha
raggiunto il picco. È ora
il miglior momento per
il raccolto. Raccogliete
quando i livelli di THC
sono al loro picco per raggiungere il massimo effetto. Questo primo piano sui tricomi
mostra cosa cercare quando la pianta ha
raggiunto il picco di maturazione.
è raggiunto quando metà dei pistilli sono
bianchi e l’altra metà è diventata bruna.
Questo test è solo un’indicazione del
picco della potenza.
Raccolto tardivo
Raccogliete dopo il picco di maturazione
per ottenere livelli più alti di CBD rispetto ai
THC per raggiungere un effetto fisico maggiore. I ceppi di Indica, afghani e a predominanza indica raccolti ora producono un
effetto che v’inchioderà maggiormente al
divano. I ceppi di Sativa e a predominanza
sativa raccolti dopo il picco della potenza
portano a un effetto fisico più forte.
I tricomi iniziano a deteriorarsi sempre
più velocemente. Raccogliete adesso per
raggiungere un effetto più forte.
I pistilli bianchi diventano bruno-rossastri mentre le cime continuano a maturare. In alcuni ceppi, il picco della potenza
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30
PUNTO LEGALE
GIRO DI VITE DELLA CASSAZIONE SULL’USO DI DROGHE LEGGERE DA PARTE DEL LAVORATORE
Se fumi ti licenzio
Il mercato del lavoro è indubbiamente
in crisi. La disoccupazione – soprattutto
giovanile – ha toccato quote praticamente mai viste ma, nonostante ciò, il governo tecnico che l’Europa delle banche ci
ha affibbiato non sembra volersi muovere nella direzione dell’inclusione, tutt’altro. L’attacco sferrato all’articolo 18 – e la
conseguente polemica mediatica sul suo
essere uno “specchietto per allodole”– è
stata solo la punta di un iceberg in grado
di affondare quello che resta del nostro
sistema di previdenza sociale e di azzerare le lotte e le conquiste che i sindacati
ottennero quando erano ancora degni di
chiamarsi tali. A livello del dibattito pubblico lo scontro si è acceso in particolare
sui licenziamenti per motivi economici.
La riforma attuata tra le lacrime (di coccodrillo) della ministra Fornero cancella
in questi casi la possibilità del reintegro
per i lavoratori mandati via ingiustamente, che avranno diritto a un semplice
indennizzo. Si tratta di una modifica che
fa scivolare l’Italia a destra della stessa
Germania: il famoso “modello tedesco”
prevede infatti che il giudice possa scegliere fra indennizzo o reintegro in caso
di licenziamento ingiusto sia per motivi
economici che disciplinari.
In questo contesto, di per sé già alquanto
desolante, arrivano altre brutte notizie per
gli onesti lavoratori che sono soliti consumare, anche occasionalmente, la cannabis e i suoi derivati. Il lavoratore che fa
uso di sostanze stupefacenti, anche fuori
e dipendente che fuma gli spinelli. Chi
durante un controllo di polizia dovesse
essere fermato e trovato in possesso di
hashish, infatti, rischia di essere licenziato
per “giusta causa”, ossia senza neanche il
dovuto preavviso e senza alcun indennizzo. Ma andiamo nel dettaglio.
Mario C. dipendente della Unicredit Banca
S.p.A., è stato fermato dalle forze dell’ordine e trovato in possesso di discreti quantitativi di hashish e marijuana. Ciò è avvenuto fuori dall’azienda e l’uomo, peraltro, non
è stato ritenuto responsabile di spaccio
di stupefacenti. La notizia è stata riportata dalla stampa locale e la banca lo ha
licenziato in tronco. Il lavoratore quindi
ha impugnato il licenziamento davanti al
Tribunale di Cagliari, che ha rigettato il
ricorso. In grado di appello la Corte di
Cagliari ha riformato la decisione di primo
grado in quanto ha ritenuto che l’uso di
sostanze stupefacenti al di fuori del rapporto di lavoro, non possa incidere sul vincolo
fiduciario intercorrente fra una banca e un
suo dipendente. I giudici hanno rilevato
il minor disvalore giuridico e sociale della
condotta di semplice detenzione di stupefacenti rispetto a quella di spaccio ed ha
fondato la sua decisione sulla valutazione
– basata sul “fatto notorio” – che l’uso di
hashish e marijuana non comporterebbe assuefazione, non determinerebbe la
modificazione della personalità e avrebbe
un costo modesto, il che comporterebbe
l’inesistenza di pericoli per istituto di credito anche dal punto di vista della salva-
seguenza la sua condotta
non è molto più
ù grave
di quella del dipenendente che viene
trovato, a parità di contesto,
ubriaco, e abbia
acquistato una
massiccia dose
di alcolici.
La sentenza
numero 6.498
dello scorso 26
aprile, promulgata
ata dalla
sezione lavoro della Corte
di Cassazione, ha però accolto il ricorso presentato
entato dalla
Unicredit e ha decretato
retato il licenziamento del signor
nor C., rubricandolo come atto
tto “per giusta
causa”. Nella sentenza
enza emessa si
legge: “Per stabiliree in concreto l’esistenza di una giusta
a causa di licenziaivestire il carattere
mento, che deve rivestire
ne degli elementi
di grave negazione
essenziali del rapporto
orto di lavoro [...]
re valutare, da un
e fiduciario, occorre
lato la gravità dei fatti addebitati al
lavoratore, dall’altro
ro la proporzionalità tra
tali fatti e la sanzione inflitta, stabilendo se la
lesione dell’elemento fiduciario su cui si basa
la collaborazione del prestatore di lavoro sia
in concreto tale da giustificare o meno la
massima sanzione disciplinare”. In teoria, la
Cassazione afferma che quando in ballo
ci sono giudizi di valore e non di merito –
– si arrogano qui il diritto
di prescindere da quella
che è la logica e l’evidenza scientifica e avvallano l’ipotesi di Unicredit,
secondo cui il dipendente “tossico” potrebbe
ledere gli interessi della
banca, arrivando addirittura a rubare dalle casse
pur di procurarsi “la dose”.
Cose dell’altro mondo!
Fino a qualche tempo fa il discrimine sull’uso di stupefacenti, per
quan
quanto assolutamente lesivo
della privacy, era applicato solo
a dete
determinate categorie di lavoratori: quelli che hanno a che fare
con so
sostanze tossiche ed esplosive, e quelli che invece lavorano
settore dei trasporti stradali,
nel set
marittim
marittimi e dell’aviazione. Questi
dipend
dipendenti possono essere sottoperiodicamente a drug-test
posti p
e, in ca
caso di positività, possono
essere lilicenziati per inadempienza.
Con que
questa sentenza si crea invece
un preced
precedente giurisprudenziale per
cui è possib
possibile applicare queste regole
anche a categorie di salariati che nulla
hanno a che fare con l’incolumità di terzi,
come nel casi riportati sopra. Che questo
sia l’ennesimo favore che le istituzioni, in
questo caso giuridiche, fanno al capitale
può anche essere un’opinione ma il fatto
che grazie a questa sentenza, la merce – in
IL LICENZIAMENTO DIVENTA AUTOMATICAMENTE LEGITTIMO NEL MOMENTO IN CUI VIENE
MENO IL VINCOLO FIDUCIARIO TRA DATORE DI LAVORO E DIPENDENTE CHE FUMA GLI SPINELLI
dal luogo di lavoro, può infatti perdere
il posto. Questo è quanto stabilito dalla
Suprema Corte di Cassazione, secondo la
quale il licenziamento diventa automaticamente legittimo nel momento in cui
viene meno il vincolo fiduciario tra datore
guardia dell’immagine. L’episodio che ha
visto coinvolto il signor C. - ha affermato la
Corte d’Appello - attiene alla sua sfera rigorosamente privata. L’episodio è accaduto
infatti in piena estate, in zona di mare e
nella notte tra sabato e domenica, di con-
come qui il fatto di ritenere la cannabis una
droga pesante e non leggera, in ottemperanza (purtroppo) alla Fini-Giovanardi –,
questi diventano decisivi agli occhi dell’organo giudicante. In pratica i giudici della
suprema Corte – come spessissimo accade
questo caso il denaro di Unicredit – sia
considerata una persona giuridica in grado
di essere lesa dallo stile di vita di un dipendente è certamente la dimostrazione che i
diritti inerenti al lavoro si stanno lentamente estinguendo.
31
INTERNET
Cannabis.info apre i cancelli
al mondo
Con il nuovissimo sito Cannabis.info, l’editore Discover di Soft
Secrets ha aperto i cancelli online al mondo intero. Non c’è da
meravigliarsi in effetti, dato che la società è un leader mondiale
di mercato nel campo della stampa settoriale sulla cannabis, con ubriachi che guidano delle Lada… come
delle bellissime signorine in versione pianpubblicazioni edite in dieci lingue diverse in tre continenti. Con così ta e umana.
tante lingue e nazionalità, il rischio di confusione linguistica stile
Secrets TV
Babilonia è onnipresente, ma gli autori sono riusciti in maniera Soft
Un sito della cannabis senza un forum non
ammirevole a creare un portale snello e di facile comprensione, è immaginabile. Il forum di Cannabis.info
potrebbe diventare il punto d’incontro più
accessibile da ogni punto del mondo. Cannabissimo!
Mentre a prima vista, la homepage di
Cannabis.info sembra estremamente semplice, forse troppo, il sito contiene molte
caratteristiche meno ovvie. Cannabis.info
è molto ambizioso, con maggior attenzione sul servizio e sull’informazione rispetto
a quanto non avvenga per gli interessi
meramente commerciali. Oltre ai fan e agli
appassionati di cannabis, Cannabis.info è
anche il miglior portale per il resto del
mondo, per tutti gli imprenditori internazionali del mondo della cannabis. Mentre la
maggior parte delle società conserva gelosamente i propri rapporti commerciali, qui
si ha pieno accesso a tutti gli imprenditori,
raccolti nell’internazionale Highlife Guide.
Altro che social media! Centinaia di società del settore della cannabis in 15 Paesi
europei possono essere trovate in ordine
alfabetico e per tipo d’impresa, ma anche
in mappa personalizzata su Google Maps.
Morale verde
Il fatto che Discover metta le edizioni
attuali direttamente online è piuttosto
ardito per un editore. Questo permette ai
lettori che non fruiscono di una distribuzione locale di leggere le edizioni attuali
online nella propria lingua. Possono essere anche scaricate e stampate. Questo vi
permette di rimanere informati, anche
se vivete in una capanna sui monti Tatra.
Questa opzione vale per tutte le edizioni
internazionali di Soft Secrets e Highlife.
Con un nome come Cannabis.info ci si può
naturalmente aspettare informazioni ed è
proprio quello che si troverà. Un sacco d’informazioni! Informazioni quotidiane, come
le notizie legate al mondo della cannabis
che arrivano da tutto il mondo, ma anche
le informazioni di cui c’è bisogno per poter
praticare il proprio hobby. C’è un’intera
biblioteca a vostra disposizione in cui potete fare ricerche mirate per trovare la risposta alle vostre domande, anche questo,
naturalmente in tutte le lingue. Contenuto
di elevata qualità, che comprende articoli e
materiale scritto da autori noti come Jorge
Cervantes ed Ed Rosenthal, è garanzia di
costante aggiornamento. Ovviamente
Cannabis.info segue anche l’attualità nel
mondo della marijuana medica.
Una delle sezioni che spopolano di più fra
i lettori è quella delle Mogli dei Lettori Soft
Secrets, in cui le mogli e/o le ragazze dei
lettori si spogliano per ottenere dei semi in
omaggio. I visitatori online possono votare
queste signorine dalla morale verde attraverso un punteggio a stelle da 1 stella (NO)
a 10 stelle (SEXY) che indica quanto siano
sexy queste signorine della cannabis, di cui
purtroppo spessissimo non si vede il viso.
Un altro aspetto positivo delle Mogli dei
Lettori è che mostra che in Polonia ci sono
molto più che i soliti cliché di muratori
importante al mondo in cui i lettori possono parlare di tutti gli aspetti della cultura
della cannabis con il resto del mondo. Il
forum internazionale raccoglie gli argomenti in lingua inglese; chi non parla inglese può divertirsi in olandese nei forum
nazionali. Non è bello che la tenda di coltura della vostra stanza degli ospiti possa
essere ammirata, per esempio, a Miami? E
chi lo sa, quel lettore potrebbe avere anche
u
un suggerimento ideale per rendere la
vvostra tenda ancora più produttiva. È interrattivo al massimo.
Cannabis.info vi indirizza inoltre verso Soft
Secrets TV, un canale YouTube con cui le
possibilità dell’universo digitale sono ancora più potenziate. Vengono trattati vari
argomenti in interessanti video in formato
gestibile con tutorial molto chiari e mini
report su vari argomenti, come per esempio i dilemmi di un paziente tedesco che fa
uso medico della marijuana o un’intervista
con Howard Marks di AKA Mr Nice.
Se c’è una cosa che i dati precedenti dimostrano, è che il mondo è nostro da Discover
(scoprire). Ma l’aspetto davvero incredibile
è che la tiratura totale con cui Discover diffonde il suo messaggio verde nel mondo
è di 1.500,000 copie in dieci lingue diverse. Sarebbero sufficienti per costruire una
Torre di Babele abbastanza grande...
» http://www.cannabis.info
32
AVVENIMENTI
LA FREQUENZA DIRETTA CON LE PRINCIPALI CASE DEL SEME
Radio Growmed
Alla prima fiera europea sulla canapa medica erano presenti le principali case di semi del mondo. In esclusiva per i lettori di Soft Secrets,
un assaggio delle novità che spopolano fra i growers di tutte le latitudini. Ecco a voi radio Growmed e i suoi ospiti...
“Buongiorno cari coltivatori italiani
sono Luc, fondatore di Paradise seeds.
Dal 1994 i nostri semi sono venduti
in tutto il mondo, le nostre varietà
sono stabili, potenti e davvero di buon
gusto. Al momento, oltre ai veri classici
old school come Sensi Star, Nebula,
Dutch Dragon, Bella Donna, che non
italiani. Le automatiche come la Low
Rider sono piante per tutti, chiunque
in qualsiasi condizione le può coltivare
senza bisogno di attrezzature complicate. Le varietà Grass o Matic: Maxi Gom,
Auto AK, Sugar Gom e Auto Mass, sono
le prime piante automatiche di grande
dimensione e di buona qualità con le
per comprendere i vantaggi delle autofiorenti che si adattano specialmente ai
paesi con clima mediterraneo. I vantaggi
sono la piccola dimensione e il breve
periodo per ottenere il raccolto, fattori
che diminuiscono i rischi e permettono
di raccogliere nel periodo migliore come
luglio e agosto. Come ricerca e sviluppo
siamo concentrati nella qualità, sapore,
potenza e produzione, fattori che stanno
migliorando continuamente tanto che, al
momento, le autofiorenti possono competere con le non autofiorenti.”
Tocca a Ludo di Seed of Life: “Dal 2004
lavoriamo con genetiche regolari di
DALLE AUTOFIORENTI ALLE MEDICINALI, TUTTE LE NOVITÀ SUL PARCO SEMI DELLE
MIGLIORI CASE PRODUTTRICI. DIRETTAMENTE DALLA FIERA DI VALENCIA.
passano mai di moda, abbiamo sviluppato altre piante già famose per la
loro qualità: White Berry, Wappa, Ice
Cream, Acid. Tutte le nostre varietà
sono femminilizzate. Abbiamo anche
due Haze, Atomical Haze e Delahaze,
il cui periodo di fioritura è più lungo,
ma vi consiglio di aspettare anche perché in outdoor potrete raccogliere fino
a un chilo per pianta e in indoor vi
regaleranno una tremenda quantità di
delizioso raccolto. Per l’estate abbiamo sviluppato delle autofiorenti come
Pandora, Vertigo, Automaria e presto
arriveranno 3 nuove qualità.”
Cambiamo frequenza ed eccoci a Carlos
di Sweetseeds: “Le varietà che vanno
di più in Italia sono la Cream Caramel
(femminilizzata e automatica) e la Big
Devil di grande dimensione e produzione, dall’aroma dolce e dalle cime dure.
Eccovi un consiglio: non piantate mai le
autofiorenti dal principio nel substrato
definitivo, sono preferibili 2/3 trapianti
a seconda della grandezza della pianta.
Questo si fa perché se si pianta direttamente nell’ultimo vaso le radici restano
bagnate per il troppo umido e non si
sviluppano per mancanza di areazione, generando poi piante piccole e con
meno produzione. Utilizzate quindi gli
stimolanti di radici nella maggior parte
di vita della pianta. Dopo la Spagna, l’Italia è il paese dove lavoriamo di più e per
questo siamo felicissimi anche per la Fast
Bud che, alla scorsa Cannabis Cup del
Forte Prenestino, ha vinto concorrendo
in tutte le categorie”.
Eccoci ora a Roberto di Grass o Matic:
“Dopo aver aperto un growshop in Italia
nel 1999 questa è la realizzazione del
mio sogno. Il mio lavoro è quello di
offrire uno strumento che faciliti l’autoproduzione e che possa agevolare gli
quali si è fatto il salto rispetto alla Low
Rider. Vorrei ringraziare i grower italiani
e assicurargli che continuiamo a lavorare duro per migliorare i nostri prodotti.
L’ultima novità è che siamo parte del CBD
Crew per lo sviluppo di qualità autofiorenti 100% medicinali.”
E non poteva certo mancare Entela di
Hemp Passion: “Dal nord al sud gli Italiani
sono adorabili. Al momento lavoriamo
tanto con le autofiorenti in particolare
con la Diva e con il Diavolo di Delicious
Seeds (genetiche molto rapide). La Diva
45 giorni e non sgarra, come un treno
tedesco, e il Diavolo in 50/55 giorni con
un raccolto di ottima qualità. Come
World of Seeds, in Italia, oltre alle famose
qualità autofiorenti, è molto richiesta la
nostra Medical collection e in particolare
la Northern Light per Big Bud femminilizzata, adesso anche in versione autofiorente molto alta e molto produttiva.
Samsara è il banco più giovane e, devo
dire, che sino ad oggi ci ha dato molte
soddisfazioni. Volevo di nuovo salutare
gli amici Italiani e dirgli che li adoro con
tutto il cuore.”
Si continua con il breeder di Dinafem:
“Siamo stati i primi in Spagna a cominciare con i semi femminilizzati e siamo
molto contenti perché vendiamo in tutti
i paesi del mondo dove si vendono semi.
Abbiamo sempre lavorato in due direzioni, qualità e prezzo, e questo ha fatto
si che tanta gente abbia cominciato ad
apprezzare il nostro lavoro. A breve ci
sarà White Widow autofiorente, Cheese
auto, White Cheese auto, Moby dick auto,
Amnesia auto, Haze 2.0 auto. Nelle nuove
autofiorenti la qualità è salita, per questo
consigliamo di provarle a chi non conosce le automatiche. Per noi l’Italia è un
paese laboratorio, la repressione dei piccoli coltivatori è molto forte, ed è perfetta
autofiorenti. Nel 2007 abbiamo femminilizzato la prima autofiorente in Europa
e forse del pianeta. Nel 2009 nasce Seed
of Life. Le nostre piante sono apprezzate
dai clienti di 3 continenti. Un ringraziamento particolare ai lettori di Soft
Secrets e a tutti quelli che ci apprezzano
in Italia e che ci hanno aiutato a raggiungere gli attuali livelli internazionali.
Qui a Growmed stiamo presentando ai
visitatori Hindiana (Big Low per Hindu
Kush) grandi dimensioni, cime compatte e molto resinose, 80% indica che
vuole ricalcare le orme dell’originale
Hindu Kush.”
Last but not least Boy di Royal Queen
Seeds: “La nostra compagnia ha cominciato 5 anni fa e oggi siamo una delle
principali compagnie europee. Siamo
una compagnia che non guarda ai concorrenti, ma preferisce concentrarsi sui
propri clienti, sono loro infatti che giudicano la qualità del nostro lavoro. Le
automatiche stanno spopolando in tutto
il mondo e anche noi ci siamo fatti trovare pronti con la Norther Light Automatic
da 150 a 200 grammi di raccolto. Qui
a Growmed abbiamo presentanto 3
nuove varietà medicinali: Royal Medic,
Dance world e Royal Highness, nel futuro
potranno soddisfare le esigenze di molte
persone dal punto di vista della crescita, del sapore e degli effetti. Chi ordina
dal nostro sito troverà degli interessanti
sconti per la vendita online.”
Ecco la frequenza diretta con le principali
case del seme. Appuntamento all’anno
prossimo anche da radio Growmed!
33
GROWING
Guida alla coltivazione outdoor
parte II
Cari lettori, trovandoci ormai nel mese di luglio e quindi in piena estate, siamo vicini all’inizio della fioritura della
nostra amata pianta. In questa seconda parte della guida alla coltivazione outdoor, cercherò di darvi le nozioni
basilari che vi permetteranno di portare avanti con successo il vostro ciclo di crescita e di arrivare al momento del
raccolto, con delle piante al massimo del loro potenziale. Il lasso di tempo che va da luglio ad ottobre è quello
che richiede una maggiore attenzione dato che dovremo compiere numerose operazioni molto importanti quali:
estirpare i maschi, somministrare la giusta quantità d’acqua, prevenire le muffe. Il caldo torrido che colpisce il
nostro paese in questi mesi, gioca anch’esso un ruolo importante considerando che causa la disidratazione del
terreno e la conseguente mancanza d’acqua. Dando le giuste attenzioni alle nostre piante e innaffiandole con
di Carlo Erba
regolarità riusciremo sicuramente a centrare l’obbiettivo del raccolto.
Fase di fioritura della Cannabis
Come spiegavo nel numero precedente,
la cannabis è una pianta sensibile al fotoperiodo che entra in fioritura quando le
giornate iniziano ad accorciarsi. Nel nostro
Nel periodo che va da fine giugno a fine
luglio bisognerà quindi osservare con
maggior attenzione le nostre bambine
per cercare i pre-fiori, indice di orientamento sessuale. Di solito poi gli esemplari
mentre cala la richiesta di azoto, massima
nella fase vegetativa. Sono molto importanti per la formazione dei frutti, anche il calcio
e il magnesio e tutti i micro-nutrimenti che
si rendono necessari per il metabolismo
ASPETTARE SEMPRE A RACCOGLIERE, FINCHÉ LA PIANTA NON HA ESPRESSO TUTTE LE SUE
POTENZIALITÀ: L’ERBA RISULTERÀ PIÙ POTENTE E CON UN EFFETTO PIÙ DURATURO
emisfero questo momento coincide con il
solstizio d’estate che avviene circa il 21 di
giugno. Questo è il giorno con il maggior
numero di ore di luce di tutto l’anno, per
fare un esempio a Bologna quest’anno
il ventuno giugno ci saranno circa sedici
ore e venti minuti di distanza tra alba e
tramonto. Da questo momento in poi le
giornate inizieranno ad accorciarsi, prima
lentamente, poi sempre più velocemente
fino ad arrivare al 21 settembre, equinozio
d’autunno, ad una giornata con dodici
ore di buio e dodici di luce. Chiaramente
dall’equinozio in poi le giornate continueranno ad accorciarsi fino al 21 dicembre
dove, nella notte di Santa Lucia, avremo la
nottata più lunga dell’anno. Tralasciando
le sative tropicali, abituate ad avere quasi
sempre la ratio giorno notte 12/12 e che
entrano in fioritura molto tardi, quasi tutti
gli ibridi che possiamo coltivare in Italia
mostreranno i pre-fiori entro metà/fine
luglio. La genetica ha una grossa influenza
sul momento nel quale inizierà la fioritura;
io consiglio sempre di utilizzare ibridi a
prevalenza indica che inizieranno a fiorire
tendenzialmente molto prima.
Alcune testimonianze poi raccontano di
talee figlie della stessa madre, che posizionate in location più ombreggiate rispetto
ad altre, entravano in fioritura leggermente prima. Tutto ciò andrà però a discapito
della qualità e del peso complessivo delle
cime: vale infatti sempre la regola che più
ore di esposizione diretta equivalgono
ad un raccolto più pesante. Ovviamente
piante esposte maggiormente alla luce
del sole, dovranno essere innaffiate con
maggior regolarità, dato che il loro fabbisogno idrico aumenta in maniera proporzionale alla temperatura che è più alta
dove il sole “batte di più”. Soprattutto se le
nostre figliole sono esposte a sud, la quantità d’acqua da fornire nei mesi di luglio e
agosto sarà molto elevata.
maschili rivelano il sesso qualche giorno
prima rispetto ai corrispettivi femminili,
con un po’ d’attenzione quindi sarà quasi
impossibile commettere degli errori! A
ben dire, un occhio esperto è in grado di
riconoscere anche prima le piante maschili e quelle femminili. In molte varietà di
cannabis i pre-fiori infatti, spesso localizzati al penultimo o al terzultimo internodo, sono ben evidenti già dopo un mese
e mezzo di crescita vegetativa. Questo
perché la pianta manifesta dei segni di
maturità sessuale, come se volesse dire “
beh io sono pronta, ho una buona struttura, sono abbastanza forte e sana per iniziare a produrre succulenti cime resinose”.
La fioritura della cannabis avviene in
maniera molto esplosiva: le piante si riempono inizialmente di moltissimi calici dai
quali spuntano due bianchi (o rosa ma
è molto raro) pistilli che in natura servirebbero a “raccattare” il polline rilasciato
nell’aria dalle piante maschili. Quando la
formazione di nuovi calici inizia a rallentare entriamo nella fase della maturazione
e della maggior produzione di resina. La
maggior parte delle varietà sul mercato,
inizieranno a produrre resina già dalla
quarta settimana di fioritura e continueranno a produrla fino all’ultimo giorno
di vita. I calici non fecondati dal polline
maschile, continuano a gonfiarsi aumentando la loro dimensione fino a quattro o
cinque volte rispetto alla loro misura originale. Non smetto mai di ricordare a chi si
affaccia al mondo del growing che il peso
delle cime raddoppia nelle ultime due o
tre settimane di maturazione. Consiglio
sempre di aspettare finché la pianta non
ha espresso tutte le sue potenzialità dato
che anche l’erba risulterà più potente e
con un effetto maggiormente duraturo.
Per quanto riguarda il fabbisogno nutritivo
delle piante, nella fase di fioritura, c’è una
grandissima necessità di fosforo e potassio
della pianta stessa. Una delle migliori fonti
organiche di potassio e fosforo è il guano
di pipistrello: attenzione però, dato che è
molto concentrato potrebbe causare un
eccesso di sali nel substrato danneggiando
le vostre amate piante. Mano a mano che
le cime continuano a gonfiarsi, i pistilli
cambiano colore e si seccano fino a cadere
da soli, le foglie principali cominciano ad
ingiallire e ci avviciniamo finalmente al
tanto desiderato raccolto!
Il raccolto
La regola che spesso sento circolare tra
appassionati del genere è che bisogna
raccogliere quando il 70 % dei pistilli sono
arancione, regola dal mio punto di vista
non condivisibile. Io ad esempio consiglio
di raccogliere quando la maggior parte
dei pistilli sono già caduti: l’esperienza mi
insegna che avrò un raccolto più pesante,
più resinoso e soprattutto con un effetto
molto potente e duraturo. Chi avrà ragione? Per non sbagliare basta munirsi di un
piccolo microscopio che ci permetta di
vedere il colore dei tricomi, i quali possono essere trasparenti, opachi o ambrati.
Anche qui si tratta di punti di vista: io opto
per un 60-70% di tricomi ambrati ed il
restante opachi, altri preferiscono diverse
proporzioni ma è questione di gusti!
Tutte queste disquisizioni sono perfette se
ci troviamo in indoor, un ambiente controllato dove ci sostituiamo a Madre Natura per
decidere il clima e le stagioni. In outdoor
però è Madre Natura a prendere le decisioni
al posto nostro e quindi saremo influenzati
nella scelta del momento del raccolto dalle
condizioni climatiche. Il mese di ottobre
e quello di novembre per gli esemplari a
tarda maturazione, possono essere dei mesi
molto insidiosi: pioggia, vento, nebbia e le
prime gelate incombono sulle nostre cime
fiorite. Bisogna ricordare che le piante non
vanno mai tagliate dopo la pioggia, bisogna sempre aspettare che il sole spunti e
asciughi le nostre cime, sperando nel contempo di non incorrere in muffe di alcun
tipo. Perchè la botrite faccia il suo corso
servono almeno 15 ore di pioggia e 15 gradi
di temperatura (regola del 15/15), solo cosi
l’agente patogeno riuscirà ad infettare le
nostre cime. Ad ogni modo rimuovete il
prima possibile qualunque parte di pianta
infetta, la botrite è contagiosa!!
Non pensate nemmeno per un istante di
fumare cime ammuffite dato che possono
arrecare gravi danni ai polmoni. L’unico
modo con il quale si abbattono i rischi è
quello di utilizzare le cime colpite dalla
muffa per ricavarne dell’hashish o dell’olio
usando come solvente l’alcool oppure il
butano. Alcuni sostengono che si possono
utilizzare anche per fare dell’Ice-O-Lator
ma io non sono molto d’accordo, dato che
le spore della muffa dovrebbero sopravvivere anche a bassa temperatura e a contatto con l’acqua.
Se le nostre piante si trovano in un ambiente protetto, come un giardino oppure una
34
terrazza, potremmo anche evitare di raccogliere ai primi segni di ostilità climatica;
potremo ad esempio coprire le piante con
un telo per proteggerle dalle grandinate o
dalle forti piogge. Se le piante sono in vaso
poi, sarà ancora più semplice spostarle
per collocarle dentro casa fino a quando
le condizioni metereologiche torneranno
nuovamente favorevoli. Per le piante che
si trovano in guerrilla invece, consiglio di
accontentarsi di raccogliere qualche giorno
prima, piuttosto che rischiare di perdere
i frutti di un duro lavoro per colpa della
muffa o di grandi temporali.
Cura delle cime
a formare dell’ottimo trim dal quale ricavare dell’hashish di qualità, a prescindere
dal tipo di estrazione che andremo ad
utilizzare. Una volta pulite le cime, bisogna
appenderle a testa in giù e rigorosamente
al buio, dato che la luce è il primo agente
esogeno che degrada il THC. L’ambiente
di essiccazione deve registrare un’umidità
relativa intorno al 50% e deve avere una
temperatura costante compresa tra i 18 e i
20 gradi centigradi oltre che possedere una
buona ventilazione. Dopo una ventina di
giorni circa, provate a prendere un rametto
e spezzarlo: se si rompe in maniera netta
le cime sono pronte per essere rifilate e
deposte all’interno di vasi di vetro ermetici.
Dopo il raccolto inizia la fase più delicata
dell’intero ciclo di crescita della pianta: la
pulizia delle cime, l’essiccazione e la successiva concia. Pulire le cime dalle foglie,
separare tutto il materiale e mettere ad
essiccare i fiori comporta un grosso dispendio di energia ed una grande perdita di
tempo. Se avete la fortuna di disporre di
un discreto numero di piante e volete evitare una grossa mole di lavoro, consiglio di
piantare esemplari con periodi di maturazione differente in modo da poter ripartire
il lavoro nel tempo. Il miglior modo di lavorare è quello di separare i rami della pianta
e pulirli prima dalle foglie più grandi, passando via via alle più piccole e cariche di
resina. Consiglio di raccogliere soprattutto
le foglioline più piccole visto che andranno
Una volta collocate le cime all’interno dei
vasi di vetro inizia la fase della concia “accelerata”. Normalmente la concia infatti ha
tempi molto lunghi, usando la tecnica dei
vasi di vetro si riesce ad ottenere una maturazione simile in un tempo molto più breve.
I vasi vanno riempiti totalmente, non dev’esserci molta aria a disposizione all’interno del
contenitore. Nei primi giorni i vasi andranno
aperti più volte al giorno per qualche minuto, cosi permettendo alle cime di far evaporare l’umidità in eccesso. Con il passare
del tempo i vasi andranno aperti sempre di
meno fino ad arrivare ad avere un prodotto
conciato quasi alla perfezione. La cannabis
ben conservata all’interno di contenitori di
vetro, continua a maturare nel tempo: il
sapore cambia molto dato che gli amidi
diventano zuccheri e i terpeni si esprimono
al massimo del loro potenziale. Dal mio
punto di vista, le cime raggiungono il loro
massimo splendore dopo sei mesi di barattolo; trascorso un tempo simile la fumata
cambierà totalmente rispetto ai primi fiori
che avete assaggiato.
Conclusioni
Arrivati al termine di questa piccola guida
per la coltivazione outsider, è giunto il
momento di trarre qualche conclusione
in merito.
La coltivazione outdoor è probabilmente la
migliore scelta per chi può portarla avanti
in condizioni di sicurezza: le piante daranno un maggior raccolto e anche le cime
saranno di una qualità più elevata rispetto
alle stesse coltivate sotto le lampade arti-
ficiali, dato che niente può battere il sole!
Coltivare all’esterno, nel nostro paese, è
sicuramente possibile a tutte le latitudini,
questo perché disponiamo di un clima
ottimo che ci permette di arrivare con
serenità fino al mese di novembre. Bisogna
chiaramente prendere alcune precauzioni,
dato che all’esterno non disponiamo di un
ambiente controllato come nella coltivazione outdoor ma ne varrà sicuramente la
pena visto che potremo mettere le mani su
enormi cime resinose!
In conclusione mi sento di dirvi di non
esitare a coltivare la vostra migliore amica
all’aperto: con un po’ d’amore e qualche
attenzione, sarà capace di regalarvi enormi soddisfazioni ed un raccolto capace di
soddisfare il vostro fabbisogno personale
fino all’anno venturo, rimanendo indipendenti dal mercato criminale.
35
MEDICAL CANNABIS
Marijuana VS
Emicrania
di Davide Calabria
L’emicrania è costituita da mal di testa
ripetitivi e pulsanti, presenta anche sintomi di nausea, vomito, sensibilità alla luce
e può essere debilitante per 3-4 giorni.
Alcune persone possono percepire l’aurea
prima dell’inizio del mal di testa, caratterizzata da un insieme di disturbi alla vista,
al linguaggio e dalla perdita di forze.
Potrebbe essere determinata da fattori
genetici, ma anche ambientali. La causa
certa è sconosciuta alla medicina ufficiale,
industrialmente. Può sorgere per stress,
ma anche per stimoli sensoriali, come il
riverbero del sole, le luci intense, i rumori forti o gli odori sgradevoli, come quelli
di vernici o solventi.
Il jet lag, un sonno insufficiente o eccessivo, piuttosto che un’attività fisica troppo
intensa, incluso il sesso, sono altri fattori
scatenanti. Non ultimo, l’emicrania può
scaturire da cambiamenti di tempo o della
pressione atmosferica, piuttosto che per
effetti collaterali. Se il paziente ha una
cattiva risposta anche a questi farmaci,
passa a una terapia di profilassi, con il
Fluxarten, per esempio, volta a prevenire
gli episodi cefalalgici. In caso d’ulteriore risposta negativa alla cura tocca alla
somministrazione di antidepressivi come
il Cipralex, iniziando con l’assunzione per
un paio di mesi, con tutte le conseguenze
collaterali del caso.
Tutto ciò, a danno dell’ignaro paziente,
L’EMICRANIA E ALTRE CONDIZIONI RESISTENTI AL TRATTAMENTO
FARMACOLOGICO ALLOPATICO, SONO DETERMINATE DA UNA CARENZA CLINICA DI
ENDOCANNABINOIDI
ma si ipotizza che abbia a che vedere con
una dilatazione/costrizione, a livello di
cervello, dei vasi sanguigni.
l’assunzione di alcuni farmaci o dall’inalazione di tabacco.
Generalmente i primi sintomi iniziano con
la pubertà, colpisce persone sotto i 50
anni, 3-4 volte più le donne degli uomini.
In molte donne scaturisce dalla variazione
degli ormoni femminili durante il ciclo
mestruale, la gravidanza, la menopausa o
assumendo contraccettivi orali.
Come risulta dalla relazione di consulenza tecnica al caso di Davide Corda
(che vedremo in seguito) eseguita da
Gian Luigi Gessa, professore emerito e
neuropsicofarmacologo all’Università
degli studi di Cagliari, uno dei massimi
esperti di cannabis (hashish, marijuana,
THC) in Italia, i primi farmaci prescritti dal
medico quando sente parlare di mal di
testa sono: Aulin, Brexin, Orudis e Aspirina.
Questi farmaci possono essere sufficienti
a placare un mal di testa, ma in molti
pazienti non riescono nel loro intento,
tanto meno con l’emicrania.
L’emicrania può presentarsi anche per
l’aver saltato i pasti o l’aver mangiato
velocemente. Restando in tema culinario, tra i cibi, sono particolarmente
nocive le bevande alcoliche, birra, vino,
caffeina, cioccolato, gli alimenti salati
e soprattutto quelli troppo elaborati
Quando i farmaci appena nominati non
funzionano, generalmente i medici passano alla prescrizione di farmaci più potenti,
come Amotrex e Maxalt, da assumere al
bisogno. Non prevengono la crisi, ma ne
attenuano il dolore e sono efficaci solo
nel 30% dei casi, mentre il 60% riscontra
Ne soffre il 10% della popolazione (circa
6,5 milioni di persone in Italia), una
grande fetta di potenziali acquirenti
decisamente appetibile per le grandi
case farmaceutiche.
convinto di essere in buone mani, quando
invece potrebbe essere prescritta, come
farmaco di prima linea, la miracolosa marijuana.
Occasionalmente, infatti, ai pazienti capita di provare la cannabis, anche semplicemente inalandola come fumo, e di
sperimentare una riduzione del dolore
e un sonno rigenerante e confortevole.
Alcuni di questi pazienti, anche a causa
della leggera dipendenza procurata dalla
cannabis, a volte incappano in consumo
regolare, sperimentando così una diminuzione della frequenza delle crisi emicraniche. Oltre a ridurre le crisi, un consumo regolare di cannabis, ovviamente
soggettivo, è in grado di ridurre anche
la sintomatologia neurovegetativa che
accompagna l’emicrania: nausea, vomito,
perdita dell’appetito, disturbi digestivi,
lacrimazione e palpitazione, per esempio.
Anche con la cannabis, ad ogni modo,
qualcuno, soprattuto chi alle prime armi,
prova degli effetti collaterali severi, per
quanto naturali: episodi psicotici (in chi
sono già latenti), ansia, panico, deficit
delle funzioni cognitive e psicomotorie.
Con l’utilizzo coscienzioso di questa singola medicina olistica molti pigliano,
comunque, due piccioni con una fava:
diminuiscono i dolori in caso di cefalea e si
riduce la frequenza d’attacchi emicranici.
D’altra parte, fino a prima della proibizione, la cannabis era il farmaco d’elezione
per l’emicrania. Sebbene, come per ogni
farmaco vegetale, non esistano studi che
ne certificano l’efficacia, questo rimedio è
stato utilizzato per millenni contro l’emicrania. Testato da milioni di nostri antenati, è quindi un farmaco sicurissimo.
La cannabis fu levata dalle sostanze prescrivibili della farmacopea degli Stati Uniti
e dell’Europa nel 1941, in seguito alla
sua resa illegale nel 1937, e il Journal of
American Medical Association sostenne,
un anno dopo, che la marijuana fosse più
efficace dell’ergotina, il farmaco classico
utilizzato per la cefalea.
Nell’800, una delle indicazioni principali
per la quale veniva prescritta la cannabis
era proprio il mal di testa, così come
oggi in California e Germania. Non a
caso, William Osler (1949-1919), il medico
canadese definito il padre della medicina
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moderna, sosteneva circa l’emicrania: “La
cannabis indica è probabilmente il rimedio che da maggiori soddisfazioni”.
A quei tempi la cannabis era prescritta
accompagnata dall’assoluto riposo, così
come oggi, naturalmente, fanno anche
molti soggetti emicranici che, dopo averla
assunta, si mettono a letto, al buio, aspettando passino i dolori.
Il motivo per cui la cannabis funziona è
molto semplice, ma conosciuto solo in
qualche università. Come accennato negli
scorsi articoli, nel 1992 è stato scoperto
che il corpo umano produce marijuana
endogena (cannabinoidi prodotti internamente dal corpo, chiamati Anandamide,
beatitudine in sanscrito) per i suoi recetto-
maturità. Una volta ottenuto il diploma
l’anno successivo, non s’iscrisse all’Università, convinto che il problema non gli avrebbe permesso di portare a termine gli studi.
Nel 1990, durante l’estate, andò a far visita
a dei parenti in Svizzera, dove il consumo
di cannabis è ben conosciuto, da molto
tempo, e accettato dalla società civile. In
terra elvetica conobbe un ragazzo, amico
di suo cugino, con il suo stesso problema, che gli raccontò, appunto, di trovare
beneficio e sollievo nell’utilizzo di marijuana. Davide però non prese la cosa molto
seriamente, anche perché, a quell’epoca,
aveva provato solo una volta uno spinello,
a 17 anni, ad una festa di Capodanno, ma
era pure stato male, avendo in precedenza bevuto dell’alcol. Durante la perma-
altre 3 crisi e ogni volta riprovò a fumare,
con lo stesso risultato positivo. Oltre a
placare il male alla testa, la cannabis diminuiva in modo notevole anche la nausea,
il vomito e il dolore agli occhi che accompagnavano l’emicrania.
Una volta tornato in Italia, Davide iniziò
ad informarsi sulla cannabis terapeutica,
per scoprire una vasta documentazione
in merito. Purtroppo, però, non esisteva la
possibilità di curarsi legalmente, così decise di provare l’auto-medicazione, acquistando, a suo rischio, hashish e marijuana
nelle piazze del mercato delle droghe.
Con il tempo e l’uso regolare della sostanza diminuì pure la frequenza della crisi,
da circa un episodio a settimana, ad uno
al mese. Grazie alla cannabis, quindi, il
CALCOLANDO CHE QUALCHE PIANTINA PUÒ ESSERE COLTIVATA OUTDOOR, CON UN
INVESTIMENTO DI 50 EURO, QUANTI SOLDI POTREBBERO RISPARMIARE I PAZIENTI?
ri (denominati CB), molti dei quali presenti
nel cervello oltre, che nel resto del corpo.
Nel cervello, i recettori dei cannabinoidi
sono localizzati nelle aree dedicate alla
nocicezione, il processo sensoriale che
rileva e convoglia i segnali del dolore. In
particolare i recettori sono nella zona grigia pariacqueduttale, ritenuta responsabile dell’insorgenza della crisi emicranica.
Ebbene, Ethan Russo, dell’Università di
Washington, probabilmente la maggiore autorità al mondo su questo argomento, in una sua ricerca pubblicata su
Neuroendocrinoly Letters, sostiene come
l’emicrania, la fibromialgia, la sindrome
dell’intestino irritabile e altre condizioni
resistenti al trattamento farmacologico allopatico, sono determinate da una
carenza clinica di endocannabinoidi (CECD,
Clinical endocannabinoid deficiency) nel
corpo. In pratica, ai recettori del cervello
non arrivano gli endocannabinoidi anandamide e ciò provoca il mal di testa.
Per un esempio pratico, vediamo ora, in
seguito a un’intervista, il caso di Davide
Corda, instancabile webmaster dell’Ascia
(Associazione Sensibilizzazione Canapa
Autoprodotta in Italia), sui siti internet
antiproibizionisti www.legalizziamolacanapa.org e www.ascia-web.org.
Davide ha iniziato a soffrire di forti mal
di testa all’età di sedici anni e sotto prescrizione medica ha assunto i vari farmaci sopracitati. Purtroppo, Davide è anche
fabico, una malattia ereditaria che provoca
la distruzione dei globuli rossi, e si scatena
quando il soggetto mangia o inala i vapori
di fave, piselli, altri vegetali o alcuni farmaci:
antipiretici e analgesici, antimalarici, sulfamidici, salicilici e alcuni chemioterapici,
per esempio. A causa del favismo, possono prescrivergli solo farmaci dall’effetto
blando, perché quelli ad alta intensità gli
provocano ulteriori problemi. Con il tempo,
però, i farmaci perdono la loro efficacia e
pertanto lasciano persistere i dolori. Davide
ha continuato così fino al diploma, ma nel
frattempo aumentava la frequenza delle
crisi di dolore. Per questo motivo non fu in
grado di prepararsi sufficientemente bene
per gli esami e, nel 1989, fu bocciato alla
nenza dai parenti, per oltre un mese, gli
venne una prima crisi acuta di fortissimo
mal di testa e assunse i classici medicinali
che portava sempre con se, ovunque,
esattamente come chi ha una malattia a
vita. Al presentarsi del dolore, prese 2-3
capsule, ben oltre la posologia, per sentire
un leggero effetto positivo sul dolore,
che però rimaneva persistente. Proprio
durante la crisi, si presentò l’amico del
cugino, che lo invitò a fumare una canna.
Dopo lo scetticismo iniziale, Davide decise
che il dolore provato era troppo forte e,
pronto a tutto purché passasse, decise di
sperimentare quella che poi per lui divenne la cannabis terapia. Bastarono pochi
istanti perché la canna facesse effetto e
Davide iniziò ad avvertire una riduzione
del dolore, più di quanto avessero fatto i
farmaci in precedenza. Subito dopo sentì
il bisogno di sdraiarsi al buio, in silenzio, e
si addormentò con fin troppa facilità. Al
risveglio, il dolore era molto sottile, quasi
scomparso. Il nuovo-antico farmaco aveva
fatto effetto. Nel periodo in Svizzera ebbe
suo problema di salute si è notevolmente
ridotto, un quarto del male rispetto a
prima, e in caso di attacco d’emicrania
sapeva pure di poter contare su un farmaco eccezionale come quello offerto dalla
natura. Consumandola alla sera, prima
di coricarsi, non avvertiva nemmeno gli
effetti collaterali della cannabis ed aveva
eliminato pure quelli derivati dall’assunzione di medicine: bruciori allo stomaco, all’intestino e diarrea, per esempio,
che paradossalmente lo costringevano a
prendere altri farmaci, per contrastare gli
effetti collaterali degli antidolorifici.
Seppur illegalmente, quindi, Davide continua la sua cura preferita, ritrovando lentamente il senso della vita. L’auto-cura
andava talmente bene che decise di non
rivolgersi più ai medici. Sentiva d’aver trovato la sua medicina, con la quale poteva
vivere bene. Decise quindi di riprendere gli studi e s’iscrisse all’Università, per
poi conseguire, nel 1999, con successo,
l’abilitazione all’Albo dei Consulenti del
Lavoro. Entrato nel mondo del lavoro,
iniziò come ragioniere, nello studio dove
svolse il praticantato, per poi finire nell’azienda in cui lavora tuttora. Con qualche
risparmio a disposizione, iniziò a fumare
con ancor più regolarità al rientro dal
lavoro, all’incirca un grammo e mezzo di
sostanza grezza al giorno, notando un
ulteriore diminuzione della frequenza dei
mal di testa. Purtroppo, però, non è sempre facile trovare la cannabis, quindi, ogni
tanto, sceglieva d’ acquistare una scorta di
sicurezza per prevenire eventuali mancanze, spendere meno soldi e recarsi meno
nei luoghi di spaccio. Sfortunatamente
per lui, un giorno venne beccato dalle
forze dell’ordine con la sua medicina e
subì dei guai giudiziari. Fortunatamente,
grazie anche alla relazione tecnica del professor Gessa, la sentenza ha visto Davide
completamente assolto. Giustizia è quindi
fatta, anche perché i poliziotti che avevano arrestato Corda, sono poi finiti dietro le
sbarre per ricettazione di droga.
La cannabis, quindi, ha mostrato più efficenza di tutte le altre pastiglie, e questo
è uno dei motivi per cui le case farmaceutiche, contro l’etica, non spingono per la
sua legalizzazione.
Qual’è quindi il vero farmaco? Calcolando
che qualche piantina può essere coltivata outdoor, con un investimento di 50
euro, quanti soldi potrebbero risparmiare i pazienti? In termini di prescrizione,
essendo l’emicrania legata a una mancanza di endocannabinoidi nel corpo, un
valido rimedio è costituito da una dieta
a base di cibo biologico, con l’apporto di
omega 3, presente nel pesce, ma abbondanti anche nel ricco olio di semi di canapa. Oltre agli omega 3, anche l’attività
fisica, non troppo intensa, è un valido
propulsore degli endocannabinoidi. Se
ciò non bastasse … CANNABIS!
Per maggiori informazioni contattare
l’Associazione Medical Cannabis
(www.medicalcannabis.it).
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38
GROWING
La tecnologia
nel growing
Coltivare significa crescere un essere
vivente vegetale, in maniera differente
a seconda delle varie scuole di pensiero
al mondo, per poter godere di una sua
funzione o di un suo prodotto. Come
tutti gli esseri viventi anche le piante hanno un metabolismo fisiologico,
cioè una serie di reazioni biochimiche
volte a mantenerle in vita. Anche noi
umani abbiamo un metabolismo, mangiamo per fornire energia e mattoncini
proprio a queste reazioni biochimiche
ed espelliamo sottoprodotti nelle varie
forme. Viene da sé capire l’importanza
di una corretta alimentazione e di una
regolare attività fisica al fine di vivere
meglio. Con i corretti input il nostro
fisico riesce a star unito, sano e reattivo.
Ugualmente per analogia, nonostante
non debbano correre per dimagrire,
anche i vegetali hanno bisogno dei
corretti input per vivere sani. Gli input
di cui necessitano le piante nel giusto
habitat di crescita sono: una nutrizione adeguata di acqua e nutrienti, una
dose di energia luminosa sufficiente
allo svolgimento della fotosintesi clo-
decenni fa. Quante informazioni si trovano in rete e quanto veloce si aggiorna
il sapere comune grazie ad internet! Ma
torniamo indietro nel tempo, quando
solo pochi audaci leggevano libri pirata
e provavano le prime selezioni artificiali.
Si racconta che allora l’unica fonte di
luce adatta fossero i neon, una sorgente
di luce con poca penetrazione e uno
spettro buono. Pensate quant’era difficile negli anni settanta avere un prodotto
come quelli che troviamo nei coffeeshop di Amsterdam o nei Cannabis club
di Barcellona. Ovviamente non avevano ancora quelle genetiche migliorate
che abbiamo noi oggi a disposizione, ma chissà che selezione avrebbero potuto fare i breeders se avessero
avuto da sempre le nostre conoscenze
e disponibilità.
Ora la maggior parte dei growers utilizzano lampade HPS per la fioritura, cioè illuminano con bulbi ad alta
pressione di sodio, un’ottima fonte di
Lumen per una fioritura copiosa. Non
esisterebbe l’idea di growing indoor
se non esistessero le lampade ad alta
cartongessisti delle growbox su misura,
ma non è così facile per tutti costruire
spazi solidi ben coibentati con le giuste aperture del diametro corretto e
soprattutto capaci di resistere ad una
coltivazione. Chiunque può avere in 10
minuti il suo spazio di coltivazione e
può addirittura controllarne l’aria grazie agli estrattori, un’altra tecnologia
ora largamente utilizzata per il ricircolo
dell’aria negli spazi chiusi e per regolarne l’umidità agendo sul flusso. Un
estrattore serve per il ricambio dell’aria,
condizione necessaria per una corretta
respirazione degli esseri viventi: provate
voi a tenere un uomo sotto una campana di vetro e quando esaurirà l’ossigeno
morirà. Ugualmente sarà lo sviluppo dei
nostri vegetali in un armadio. Outdoor
questo non è mai stato un problema in
quanto si coltiva all’aria aperta e il vento
contribuisce a ricambiare l’aria attorno
alle parti aeree della pianta si capisce
così l’importanza di una corrente d’aria
nuova nella growbox.
Rimanendo in tema indoor voglio introdurre le colture fuori suolo. Premetto
QUESTE NUOVE TECNOLOGIE, OLTRE AD AGGIUNGERE INFORMAZIONI SU CIÒ CHE
SAPPIAMO SULLE PIANTE, CI DANNO RESE IMPENSABILI SINO A POCHI ANNI FA
rofilliana e dell’aria ricca di ossigeno e
anidride carbonica per poter finalizzare
il loro sforzo metabolico. Nello scorso
secolo la scienza ha fatto numerosi
progressi in tutti i campi, nell’agronomia sono state introdotte nuove pratiche colturali grazie all’utilizzo delle
nuove tecnologie; queste nuove tecnologie, oltre ad aggiungere informazioni
su ciò che sappiamo sulle piante, ci
danno rese impensabili sino a pochi
anni fa. Quindi ora riusciamo a fornire
grandi rese in aree dove è impensabile
coltivare, qualche volta a scapito della
qualità e con qualche compromesso.
energia, o perlomeno credo sarebbe
una pratica molto poco diffusa. Negli
ultimi due anni vanno diffondendosi
gli utilizzatori di lampade a led. La
lampada a led è una piastra di tanti piccoli diodi, da pochissimi watt ciascuno,
del giusto colore. L’inconveniente di
questa tecnologia è la scarsa penetrazione dei led, ma con uno Scr.O.G.
ben misurato si possono raccogliere
cime decenti anche quando la temperatura fuori supera i 30 gradi centigradi.
Finalmente una soluzione per coltivare
indoor anche ad agosto mentre fuori
l’asfalto scioglie come il gelato.
Il grower appassionato della Canapa
ha trovato legittimità con internet.
Ovunque nel mondo vi sia la corrente
e la connessione si possono incontrare
altri coltivatori e col tempo, volendo, ci
si riconosce in una comunità: una comunità purtroppo di criminali per legge, di
persone costrette a nascondersi dietro
a connessioni sicure per poter avere
meno paranoie, parlando di una pianta
che avevamo in natura sino a pochi
Le growbox smontabili e rimontabili
in soli 10 minuti sono state un’altra
innovazione utilissima che ha avvicinato
molte persone alla coltivazione indoor,
comode anche solo per semplicità o
per pigrizia e facili da montare: proprio
alla portata di tutti. Un armadio chiuso perfettamente, leggero ma robusto
e con le giuste aperture per operare
in semplicità. Nulla più. Non me ne
vogliano i carpentieri dell’indoor né i
che nulla è stato scoperto, già in antichità sono riportati giardini in acqua
perciò è stato solamente studiato e
semplificato, grazie alle leggi della
chimica e della fisica, il concetto. Il
nostro giardino imperiale indoor dove
le piante vivono in una condizione di
metabolismo accelerato grazie al fatto
che le radici prosperano in una soluzione acquosa con nutrienti di pronta
assimilazione. La nutrizione minerale
ha reso possibile la coltivazione fuorisuolo ovunque, anche al chiuso.
Altra tecnologia a grande diffusione sono i fertilizzanti minerali per la
Canapa disponibili in commercio presso qualsiasi growshop. “Meno male che
hanno inventato i fertilizzanti di sintesi”
direbbe qualcuno, io non sono della
stessa scuola, ma per completezza esaminerò i prodotti. Probabilmente questa è una scoperta che definisco “comoda”, cioè rende disponibile ai più la
coltivazione indoor. Coltivare è sempre
stato fatto da migliaia di anni e senza i
prodotti a pronta assimilazione per col-
di CBG
ture fuori suolo. Tant’è che ora è in forte
crescita la richiesta sul mercato dei fermentati organici liquidi per la coltura
biologica della Canapa in terra. Il fertilizzante minerale assicura delle rese di
poco più elevate, in termini di quantità,
rispetto alla nutrizione organica che
però rimane la migliore in termini di
qualità. Con la nutrizione minerale si
possono somministrare sali minerali
e sostanze nutritive in vegetativa ed
ecco che usiamo un fertilizzante ad
alto titolo di azoto oppure in fioritura
e allora usiamo un fertilizzante ad alto
titolo di fosforo e potassio. Esistono in
commercio dei nuovi prodotti granulari
per la nutrizione delle piante in vendita
in prodotto unico, così che basti una
sola spesa per assicurare alla pianta
tutti gli input nutrizionali necessari ad
un’ottima resa. Una volta si sarebbe
dovuto andare, giustamente sostengo
io, dal contadino a chiedere dello stallatico maturo o del compost di lombrico mentre adesso con una bustina di
sali da sciogliere in 100 litri otteniamo
la medesima resa.
Ho accennato di selezione genetica e
non voglio più discorrere di fertilizzanti
perché ricadrei nel gusto personale.
Il miglioramento genetico che hanno
subito le varietà maggiormente coltivate di Canapa è tutto dovuto ai pionieri
del breeding che negli ultimi trentaquaranta anni hanno portato la nostra
idea di infiorescenza secca alle cime
presenti sui migliori cataloghi di case
del seme. Per convincersi della veridicità dell’enorme mole di lavoro svolto da
costoro basta cercare su google “High
Times 1977” e cliccare sul primo risultato riportante le top 40 buds del 1977 –
una selezione dei migliori 40 strains al
mondo – per rendersi conto dell’enorme differenza nella forma delle cime.
Ora abbiamo campioni del peso di cinquanta grammi di cui quarantotto sono
fiori mentre allora i campioni presentavano un rapporto fiori/foglie ben più
39
basso. La tecnologia genetica ancora
una volta al servizio dei coltivatori.
Adesso abbiamo anche i semi confettati,
cioè sementi di genetiche selezionate in
quanto altamente produttive ricoperti di
una pasta di diversi colori composta da
un anti-patogeno e da uno stimolatore
radicale per proteggere il seme ed al contempo per identificare meglio i diversi
strain. Adesso molti laboratori di genetisti
hanno un gascromatografo per selezionare gli esemplari con una produttività qualitativa media più alta tra la popolazione.
Le scoperte hanno contribuito certamente alla razionalizzazione a alla diffusione
le cose belle sono destinate a trovare una fine, la tecnologia ha portato
anche qualche problema per gli appassionati del genere. Se fino a qualche
anno fa era pensabile coltivare sulle
aree demaniali, oltretutto senza destare gran scandalo, ora vi sono turnazioni di controllo e sfalci programmati
per contenere le infestanti generiche
(la Canapa è molto competitiva, ciò
la rende una potenziale infestante).
Lo stato si organizza schierandosi da
una parte e i growers sono costretti
ad allontanarsi per schierarsi dall’altra. Un piccolo passo con un grande
risvolto sociale. La tecnologia al servi-
Un altro sistema di ricerca ed individuazione di coltivazioni illecite in
alcuni stati europei sono gli elicotteri
con telecamere HD, ad alta definizione,
spesso equipaggiati con sistemi di controllo della radiazione tipo eco-scanner.
E siccome dal satellite possono controllare la superficie agricola utilizzata penso possano anche individuare
spot di vegetazione particolarmente
poco occultati. Qualche ardito coltivatore cittadino si spinge sul terrazzo
o sul balcone ma purtroppo il cielo
dei grandi centri cittadini è percorso
spesso da elicotteri di qualsiasi tipo,
così da diventare un’avventura tipo una
IL PROGRESSO DELLE CONOSCENZE HA PORTATO I GROWERS A UNA REALTÀ
PARADOSSALE DOVE VI SONO ESPERTI COSTRETTI A VIVERE COME DEI CRIMINALI
della coltivazione domestica grazie alla
possibilità di avere buoni input anche in
un armadio. Purtroppo non la insegnano
più nelle scuole ma verrà un giorno in cui
sarà legittimata anche la degustazione
moderata di infiorescenze femminili essiccate di Canapa. Se fosse un argomento di
studio valutato correttamente ci sarebbero tanti laboratori farmaceutici con i
loro orti canaposi per scopi di ricerca e ci
sarebbero sicuramente tante aree agricole
coltivate a Canapa per tutti gli usi di cui
l’uomo è beneficiario.
Le innovazioni sono tante e quasi tutte
a favore del growing. Ma, siccome tutte
zio del proibizionismo si è tramutata
in maggior controllo su tutte le aree
agricole. Le forze dell’ordine in alcuni
paesi hanno a disposizione delle telecamere anti bracconaggio, che le qualifica
come dotate di sensore di movimento,
ergo una volta trovata una piantagione
intervengono i tecnici ad installare una
telecamera anti-frodo. Nel momento in
cui il coltivatore si reca sul luogo per, ad
esempio, irrigare le piante viene filmato
e segnalato wireless. Un’arma contro i
bracconieri e contro i guerrilla gardener
sfortunati. I Guerrilleros per definizione
non si arrendono mai, mi suggeriscono
degli amici spagnoli su skype.
sorta di guerriglia urbana. Spesso un
aero club nelle vicinanze porta curiosi
nelle proprie pertinenze e non sempre i
moto veleggiatori della domenica sono
persone discrete. Un telo anti grandine
può aiutare, insieme a un buon impianto di rampicanti, a creare un buon
ambiente di coltura indiscreto.
In Spagna molti Cannabis club lamentano una difficoltà a produrre sufficiente materiale per i propri soci senza
sforare i limiti imposti dal contratto di
fornitura energetica. Significa che se
per accontentare tutti i soci sfori dalla
fascia di energia dovuta vengono a
citofonarti e ti chiedono chiarimenti. In altri paesi non esistono forme
di telecontrollo sul contatore, in altri
ancora il telecontrollo serve solo per
verificare l’assorbimento anomalo,
in quanto molto maggiore, di una
minoranza di utenze ed un’eventuale
evasione fiscale nel caso di un’azienda in nero. Di norma un coltivatore
hobbystico non ha di che preoccuparsi
data la scarsa potenza delle proprie
lampade. Un coltivatore commerciale
deve per forza risiedere in un paese
dove la legge lo consenta ma soprattutto deve essere in possesso di un’apposita autorizzazione. In alcuni paesi
europei è tollerata una piccola produzione di Canapa ad uso personale,
reminiscenza di un passato dove le
erbe officinali venivano coltivate in
famiglia. In Italia è illegale qualsiasi
forma di Canapa, né un germoglio né
una pianta né un clone, solamente
i semi in quanto materiale genetico
embrionale (in realtà in quanto sprovvisti di principi attivi utili).
Il progresso delle conoscenze ha portato i growers a una realtà paradossale
dove vi sono esperti del calibro di
professori universitari costretti a vivere
come dei criminali, dove gli infermi
non possono per legge curarsi con una
pianta e dove si viene ancora arrestati
per uno spinello. Quanto vale allora
la nostra cultura se per legge non c’è
accesso ad una risorsa naturale? La
tecnologia non è figlia dell’ignoranza.
40
BOOK REVIEW
Miss Marijuana
di Enrico Fletzer
Peter Paul Zahl nato a Friburgo nel
1944 è scomparso lo scorso gennaio a
Sant’Antonio, dove abitava in Jamaica,
una delle parti più tranquille ed incontaminate dell’isola. Ed è anche per
omaggiare un grande scrittore ed amico
della canapa che la Socrates di Roma
ha deciso di pubblicare in questi giorni
il suo romanzo Miss Mary Juana, uscito
inizialmente con il titolo Cannabis, erba
diabolica in seguito ritenuto dall’autore
poco consono ad indicare il rapporto
sentimentale dei giamaicani con questa
pianta. Anche perché la canapa non è
nazionale. Fraser ricorda un po’ anche
Ananzi, figura mitica degli Ashanti,
un popolo dell’Africa occidentale che,
caratterizzato da grande pigrizia, ricorreva a trucchi e stratagemmi spesso
ironici per sopravvivere e, con l’astuzia,
vinceva i più forti e potenti.
Ma è tutto il romanzo che costituisce un
vivido affresco e una esaltazione acutissima delle popolazioni giamaicane.
Soprattutto delle donne, la vera forza
dell’isola, alla base di quella zona grigia dell’economia informale costituita
maroon, gli schiavi neri che rifugiatisi
all’interno dell’isola che furono definitivamente esonerati dal pagamento delle
imposte dalla Gran Bretagna essendo
impossibili da domare.
Miss Mary Juana racconta quindi
“dall’interno” la realtà di un Paese che
secondo i dettami dell’economia globale non dovrebbe avere una propria
economia. Al di là delle sue implicazioni sociali e religiose, anche in Jamaica
la kallie è un prodotto locale che dà
da vivere ai contadini ma non concede
MISS MARY JUANA RACCONTA “DALL’INTERNO” LA REALTÀ DI UN PAESE CHE SECONDO
I DETTAMI DELL’ECONOMIA GLOBALE NON DOVREBBE AVERE UNA PROPRIA ECONOMIA.
certo quella sostanza infernale descritta
dalle politiche proibizioniste e a cui allude il titolo originale.
Tipografo, pittore e poeta rivoluzionario, Peter Paul Zahl è stato un intellettuale decisamente turbolento. Le opere
di Zahl sono state tradotte in Francia,
Danimarca, Grecia, Olanda e Giappone.
Fondatore del Gruppo 61 di Dortmund
e vincitore di numerosi premi letterari,
Zahl divenne membro attivo del movimento dell’opposizione extraparlamentare che dopo il 1968 si era opposta alle
leggi di emergenza. Nel 1972 fu arrestato in circostanze poco chiare dopo
uno scontro con le forze dell’ordine.
Inizialmente fu condannato a una lieve
pena detentiva per eccesso di legittima
difesa, un’altra sentenza lo condannò a
14 anni di reclusione per “lesioni gravi
e resistenza violenta alle forze dell’ordine”. Dopo dieci anni di prigione e molti
viaggi in Italia, Seychelles e Grenada,
Peter Paul Zahl aveva definitivamente
lasciato l’Europa. Con una giovinezza
passata dunque tra la DDR del blocco
sovietico e la Germania Ovest delle
proteste studentesche e della RAF, Zahl
rappresenta uno dei grandi scrittori
maledetti del nostro tempo. E anche
in questa preziosissima riedizione, la
sua biografia fa spesso capolino formando un’opera con una trama ai limiti
della fantascienza che attraversa tutto
il coloratissimo universo umano dell’isola. Fino all’happy ending, con la temporanea sconfitta dei proibizionisti e
del loro malefico piano.
La storia ha come protagonista l’investigatore privato Aubrey Fraser, un
grande elogiatore dell’ozio che non
crede che gli americani siano mai stati
sulla Luna e che indica tra i suoi nemici gli scorpioni, gli squali, la Regina
d’Inghilterra, le Chiese ed il capitale.
Ascolta Marley, fuma ganja e vorrebbe fare di “Redemption Song” l’ inno
da venditori di prodotti artigianali, gli
higglers. Questi sono per lo più di sesso
femminile e costituiscono anche il nerbo
di una grande cultura di emancipazione, nata ai tempi della rivoluzione dei
alcuna rendita a chi gestisce il mercato mafioso. Ed è per questo che per i
potenti le piantagioni devono essere
distrutte e la kaya confiscata. Gira che
ti rigira è sempre il Nanny – la banco-
nota giamaicana da 500 su cui (ironia
della sorte) è raffigurata l’effige della
donna che guidò la vittoriosa lotta di
liberazione degli schiavi neri – che fa
girare il mondo.
Ma poi se ben si guarda, si scopre
tra le righe una ricostruzione storica
del passato coloniale da cui si evince come la sostanza con più impatto sociale negativo nella storia della
colonizzazione sia stata lo zucchero,
causa principale della deportazione di
centinaia di milioni di uomini e donne
dai paesi dell’Africa.
Peter-Paul Zahl si era rifugiato in
Jamaica dopo una vita turbolenta tra
Germania Est ed Ovest e dopo un tentativo fallimentare di stabilirsi nella
isola di Grenada. Da allora Zahl ha dedicato i suoi romanzi più belli alla cultura
e all’economia giamaicana. Addirittura
alla sua cucina, con molti riferimenti –
presenti anche nel testo – che vanno
dalla predilezione degli abitanti per
l’ackee, una pianta africana con spicchi
gialli che vengono bolliti e saltati in
padella con il baccalà e che vengono serviti a colazione. Per non parlare
degli strani cho-cho che sono dei frutti
somiglianti alle pere e che vengono
consumati cotti. O l’immancabile jelly
pork, carne marinata e grigliata. Ma
sono le varietà d’erba che troneggiano
nel testo come la Kallye, la Kaya o la
celeberrima Collie-tree. Per non parlare
dei parafernalia come il cushum-peng,
la pipa con cui si fuma l’erba o il chalice,
la pipa di legno o di vetro.
Chissà che con questo libro non si avvii
anche in Italia una riscoperta di un
autore talmente importante che la sua
opera i Felici rappresenta un capolavoro della letteratura tedesca secondo
gli standard universalmente riconosciuti, anche dai suoi più feroci critici.
Miss Mary Juana ha infatti il grande
pregio di presentare un dettagliatissimo glossario che aiuta a comprendere
soprattutto cosa significhino espressioni piuttosto triviali, generalmente
usate a sproposito. Anche perché, con
la amata cultura rasta, il vecchio Peter
Paul Zahl aveva avuto toni piuttosto
critici ma anche punti di contatto evidenti. Proprio come i protagonisti del
libro che si uniscono per indagare su
un delitto e per bloccare l’ingerenza
della DEA. Sulle tracce degli assassini,
si troveranno ad attraversare l’intera
isola, in un viaggio denso di situazioni
imprevedibili e personaggi emblematici: Valerie e Latoya, bellezze nere misteriose e sensuali; Rass Lick, rasta riflessivo e spirituale che coltiva la Kaya;
Henderson, pericoloso gangster che
controlla il mercato della cocaina; Billy
Chang, boss cinese-giamaicano ossessionato da una sola cosa, vendicare la
morte del figlio.
Un romanzo corale dunque, complesso
nella sua eterogeneità, ma in cui la
protagonista assoluta rimane la nostra
Mary Jane: diva assoluta di una terra
allo stesso meravigliosa e difficile,
com’è la Jamaica.
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INTERVIEW
QUANDO LO STEREOTIPO NON È QUELLO CHE TI ASPETTI
L’altra faccia del narcotraffico
Il mese scorso il Corriere della Sera ha pubblicato un’intervista a Laura d’Urbino, magistrato del tribunale dei minori di Brescia, in cui veniva
denunciata la precocità con cui gli adolescenti si avvicinano al mondo dello spaccio. Stando al pm, sono sempre più i ragazzini italiani che per
“pagarsi il vizio” si immettono nel mercato nero degli stupefacenti, al contrario dei coetanei stranieri che invece spesso lo fanno per “vivere o
semplicemente per avere un pasto in più al giorno”. In questo numero parleremo proprio di questo stereotipo, facendo quattro chiacchiere con
di Giovanna Dark
Y., un ragazzo marocchino che pur non avendo mai fumato uno spinello, vende hashish da quasi 10 anni.
SSIT: Iniziamo con la domanda di rito,
anche se leggermente leghista. Da
quanti anni sei Italia e perchè hai scelto proprio il nostro paese per la tua
nuova vita?
Sono arrivato qui 16 anni fa, assieme ai
miei genitori e ai miei due fratelli. Però
non eravamo di quelli che fanno “il viaggio della speranza”. A Casablanca mio
padre era ingegnere ma non riusciva a
trovare il lavoro per cui aveva studiato.
Non morivamo di fame, ma con tre
figli e un solo stipendio non si viveva
neanche da pasha. Quindi, come tanti
in Italia fanno anche adesso, mio papà
ci ha portati qua credendo di farcela a
fare l’ingegnere.
SSIT: Raccontaci bene com’è andata.
Allora come dicevo siamo arrivati nel
1999, in un paese piccolo del nord Italia.
Li c’era già un cugino di mia mamma
e per i primi tempi siamo stati da lui,
aspettando che mio papà trovasse un
lavoro. A me e ai miei fratelli ci hanno
subito spedito a scuola ma non parlavamo una parola di italiano e i compagni
erano dei veri stronzi, a parte qualcuno
a cui forse facevamo pena. Quando mio
padre ha trovato posto come operaio
in una ditta di prefabbricati ci siamo
trasferiti in una casa nostra, ma poco
dopo mia mamma è rimasta incinta di
mia sorella e i problemi sono iniziati di
nuovo, perchè adesso di bocche ce n’e-
Si la mia famiglia c’ha la sfiga addosso!
(ride) Sul subito mio papà aveva anche
trovato da lavorare ma mi ricordo che
l’affitto dell’appartamento era carissimo
e per la prima volta in vita nostra abbiamo provato cosa voleva dire la fame. Io
andavo ancora a scuola, avevo finito le
medie – dopo che mi avevano bocciato
due volte – ma avevo deciso di continuare in un istituto tecnico anche perchè
ero il primo figlio e mio padre voleva che
facessi l’università come l’aveva fatta lui.
Non voleva che andassi a lavorare, mi
ricordo che mi diceva sempre “O studi,
o lavori. Meglio una cosa fatta bene che
due fatte male”. Sta di fatto che dopo un
po’ ci hanno sfrattato dall’appartamento
LA GENTE CHE CERCA DA FUMARE SA DOVE DEVE ANDARE E SA CHI DEVE CERCARE,
QUINDI NON HO MAI FATTO FATICA AD AVERE DEI CLIENTI
SSIT: Dal tono in cui lo dici, intuisco
che tuo padre non ce l’abbia fatta a
coronare il suo sogno professionale.
Certo nel 1996 non c’era la crisi che
c’è ora e nemmeno quell’obbrobrio
legislativo che è la Bossi-Fini... Ma non
immaginavate che al vostro arrivo l’accoglienza non sarebbe stata proprio
delle migliori?
Sai, in Marocco la nostra era considerata
una famiglia per bene e i miei non avevano idea che in Italia c’era un partito
chiamato Lega Nord...
rano cinque e lo stipendio era sempre
uno, perchè mia mamma, come tante
donne, doveva comunque stare a casa
dietro ai figli e non poteva lavorare.
SSIT: Vi siete trasferiti quindi a
Bologna, una città più grande che,
almeno in teoria, avrebbe dovuto
offrirvi molte più opportunità. Ma non
anche in questa occasione non è purtroppo andata come speravate, non
è vero?
e grazie ad alcuni ragazzi di un gruppo politico siamo entrati una delle case
vuote del comune e l’abbiamo occupata.
Dentro però siamo rimasti poco perchè
la polizia è venuta a cacciarci e per una
settimana abbiamo dormito in macchina.
SSIT: E’ stato in quel momento che hai
sentito che dovevi fare qualcosa per la
tua famiglia?
Si, l’ho fatto soprattutto per mia mamma
e per la mia sorella piccola, che da quan-
do era nata non era mai stata un attimo
in pace. Poi mi faceva davvero incazzare
che mio papà si faceva un culo così e noi
eravamo sempre alla fame. Io ero il più
grande e avevo già 15 anni, mi sentivo
un uomo.
SSIT: Quindi raccontaci come hai pensato di sbarcare il lunario.
Allora, avevo provato a cercare un lavoro
da fare la sera, tipo portare le pizze ma
per quello serviva il motorino e io non
ce l’avevo. Per portare in giro i volantini
bisognava andare di mattina e io ero a
scuola, come cameriere non mi volevano
e di lavorare in un bar non se ne parlava.
Poi niente, a scuola di roba ne girava un
bel po’. Allora non c’erano tutti questi
problemi e la gente si faceva le canne
in giardino a ricreazione come se niente
fosse, e anche i miei amici lo facevano,
quindi ho pensato di chiedere a loro.
SSIT: Un classico! La prima canna a
scuola e poi è tutta una strada in discesa...
No, ti sbagli! Io non ho mai toccato
quella roba l’ho sempre e solo venduta.
Non fumo nemmeno le sigarette, costano troppo...
SSIT: Ok, ammetto di essere decisamente spiazzata. Fino ad ora non mi
43
era mai capitato di incontrare uno
“spacciatore salutista”! Ma c’è sempre una prima volta, perciò spiegaci
meglio di cosa si tratta. Ha per caso a
che fare con la tua religione o è una
semplice scelta di vita?
Sono musulmano ma non sono uno di
quelli che pregano dalla mattina alla sera
o che se la donna non ha il velo s’incazzano. Sono religioso e quindi cerco di
rispettare quello che dice la legge del
mio Dio. E poi sono uno che risparmia
sempre e il fumo è un vizio che costa.
SSIT: E tu infatti devi saperlo bene!
Torniamo appunto a come hai cominciato a fare questo “mestiere”. Dicevi che
sei venuto a contatto con questa realtà
all’interno del tuo istituto scolastico...
Si, i miei amici fumavano praticamente
tutti e già a 15-16 anni avevano il loro
giro per pagarsi quello che si fumavano
e altre cose, tipo il motorino, lo stereo...
deve cercare, quindi non ho mai fatto
fatica ad avere dei clienti. Anche perchè
con la gente che non conosci e che ha
fretta di chiudere e andare via non stai
tanto a trattare sul prezzo e quindi il
gioco lo faccio sempre io. Si gioca solo
con le mie regole.
SSIT: Da allora sei rimasto sempre su
quantitativi piccoli o hai allargato il
giro? Mi spiego: continui a vendere
bustine da pochi grammi o sei passato
al gradino successivo, trattando etti o
addirittura kili?
No sulla vendita no. Non conviene. Sia
perchè se ti trovano con tutta quella roba
addosso ti mettono dentro, e con un
immigrato buttano la chiave! Sia perchè
le cose grosse costano troppo e non le
puoi far pagare tanto. Io sono 10 anni
che faccio sempre così: compro massimo
500 grammi, li divido in buste piccole da
massimo 5 grammi e poi le vendo a mini-
che chiedo di solito, e poi vado via subito.
Non voglio che si ricordino di me e che
poi tornino di nuovo.
Poi ci sono altre volte che invece lo faccio
col gusto. Quando ho davanti quelli che
si credono tutti loro e che si vede che
sono pieni di soldi e viziati. Vengono da
me perchè sono disperati e non trovano
niente, così io gli do delle schifezze e
gliele faccio pagare un sacco. Una volta
ho fatto pagare 200 euro un pugno di
origano! Sono bastardo lo so! (ride)
SSIT: Quanti soldi netti riesci a fare in
un mese?
Quando va bene anche 3000 euro, quando va male sono comunque 1000 euro.
SSIT: Hai detto di non aver mai abbandonato la strada, di preferire un commercio rapido e senza complicazioni di sorta con la persona che ti si
LAVORARE PER STRADA HA UN SACCO DI RISCHI IN PIÙ CHE LAVORARE A CASA MA
IO NON HO MAI POTUTO FARE ALTRO QUINDI HO IMPARATO A FARMI FURBO
Certi riuscivano a portarsi a casa anche
100 euro la settimana e quindi mi sono
convinto che se facevo le cose per bene
e senza farmi scoprire potevo fare finta di
avere un vero lavoro e dare davvero una
mano alla mia famiglia. Ho cominciato
con poco, 10 grammi. Me li aveva dati un
amico, senza voler essere pagato subito
anche perchè io 50 euro non ce li avevo
proprio in tasca! Da quelli ho ricavato il
doppio e da subito ho visto che la cosa
poteva essere davvero buona per me.
SSIT: Un rincaro del 50% è decisamente redditizio! Ma chi erano i tuoi clienti? Non erano certo amici tuoi...
No infatti. Non ho mai voluto vendere niente agli amici perchè poi escono
sempre problemi. “Me lo dai, poi te lo
pago”, “Mi fai lo sconto amicizia”, gente
che pensa di potere chiamare a qualsiasi
ora e rompere... No, no, io sono sempre
rimasto sulla strada. La gente che cerca
da fumare sa dove deve andare e sa chi
mo 6 euro se è fumo e minimo 10 euro se
è erba. Con quello che tiro su una parte
la tengo per prendere altra roba e l’altra
parte la tengo per me.
SSIT: Hai mai tirato qualche “pacco”?
A dire la verità si, mi è capitato.
SSIT: Raccontaci com’è andata...
Delle volte mi trovo davanti dei bambini
delle medie che mi vengono a chiedere
del fumo. Ma secondo me sono troppo piccoli per fumare qualsiasi cosa e
io sono un tipo che ascolta molto la
coscienza... Non voglio pensare che per
colpa mia possono iniziare a prendere
una abitudine brutta, che magari loro
non capiscono, né lo sanno fare. Questi
vogliono fumare per provare e io non
voglio essere quello che li fa iniziare.
Quindi quando succede così, prendo dei
pezzi di corteccia e glieli do in fretta, mi
faccio dare pochi soldi, meno di quelli
suo posto non lo molla più per paura di
perdere i clienti. In tanti anni mi sono
reso conto che un posto vale l’altro e che
in giro c’è davvero un sacco di gente che
vuole fumare, a qualsiasi ora di qualsiasi
giorno. Poi giro sempre con poca roba
in tasca, sempre ben nascosta. E anche i
soldi li nascondo bene. Le due volte che
mi hanno beccato non mi hanno fatto
niente proprio perchè in tasca avevo due
canne, mi hanno fatto solo l’amministrativa. Ma è stato anni fa, prima della legge
che c’è adesso e io ero anche più piccolo
e meno furbo.
SSIT: Ora infatti la sanzione sarebbe
stata molto più dura. Non prenderla
male, ma non credi che la tua condizione legale – quella di essere schedato come “immigrato” e di essere
legato al permesso di soggiorno –
potrebbe rappresentare un’aggravante nel caso in cui ti dovessero
cogliere in flagrante?
Non ci voglio pensare, perchè mi fa solo
incazzare. Ho 24 anni e 13 li ho passati
qua in Italia: ormai sono più italiano che
marocchino! Poi con la paura addosso,
non si va da nessuna parte.
trova davanti. La domanda è quindi
d’obbligo: come hai fatto a non farti
mai beccare? Lavorando in strada sei
molto più esposto e in più le cosiddette “zone di spaccio” sono facilmente
individuabili sia dai clienti che dalle
forze dell’ordine...
Hai ragione, è vero. Lavorare per strada
ha un sacco di rischi in più che lavorare
a casa ma io non ho mai potuto fare
altro quindi ho imparato a farmi furbo,
a non fare cazzate e soprattutto a farmi
i fatti miei. E fino a adesso mi è andata
sempre bene.
SSIT: Sono sicura che molti tra i nostri
lettori sarebbero felici di sapere qualcuno dei tuoi trucchi...
Intanto non vado mai a comprare la roba
dalla stessa persona. In quasi 10 anni
mi sono fatto i miei contatti e ognuno
di questi lo vedo massimo due volte
all’anno. Poi continuo a girare: non sono
uno di quelli che quando ha trovato il
Via Uberto Ranieri 2a
06019 Umbertide PG
(difronte parcheggio stazione)
Tel 392 2009743
email [email protected]
44
GROW
CHI BEN COMINCIA È A METÀ DELL’OPERA
La Fase Vegetativa
Introduzione
Molto spesso i coltivatori alle prime armi
sottovalutano l’importanza della fase vegetativa pensando che, un’attenzione maggiore durante la fioritura, sia sufficiente per
realizzare ottimi risultati. Questa idea non
corrisponde al vero: la fase di vegetazione
risulta fondamentale per permettere alla
pianta di svilupparsi nel migliore dei modi
e raggiungere la maturità sessuale, premesse fondamentali per assistere ad una
fioritura abbondante ,sana e resinosa. Per
portare a termine una fase vegetativa di
successo, bisognerà seguire alcune semplici ma fondamentali indicazioni
1)Scegliere la giusta fonte di
luce
Risulta essenziale per ottenere il massimo
dalle nostre piante scegliere adeguatamente il tipo di fonte luminosa da utilizzare. In commercio infatti si trovano numerose tipologie di lampade che potrebbero
fare al nostro caso ma non tutte si traducono negli stessi risultati. Adatte a questo
periodo sono infatti sia le luci fluorescenti
che quelle ad alta pressione, ma anche
i LED, ultima comparsa nel mercato, si
rivelano molto efficienti. Tra queste, nonostante i led abbiano la maggiore emissione
di lumens per watt utilizzato e le fluore-
ca, assumeranno un’ aspetto cespuglioso e
molto ramificato; cresceranno inoltre molto
velocemente a differenza di una crescita
più lenta riscontrabile con l’utilizzo di altre
fonti luminose. Ad ogni modo le lampade
CFL e soprattutto quelle a LED sono in
grado di dare risultati sorprendenti anche
in considerazione del minor costo da sostenere in bolletta. Per quanto riguarda le
lampade a scarica, oltre a quelle agli ioduri
metallici (MH), vengono indicate per la fase
vegetativa anche quelle ai vapori di sodio
(HPS) nella variante Agro. Queste lampade,
specifiche per la fioritura, contengono una
maggior percentuale di spettro blu rispetto
alle HPS e permettono una buona crescita
vegetativa, mai equiparabile però a quella
realizzabile con l’utilizzo delle MH. Quindi
il primo consiglio da seguire è quello di
fornirci di 2 fonti di illuminazione differenti:
una per la vegetativa e una per la fioritura
scegliendo in base alle proprie esigenze e
considerando che per un buon sviluppo la
pianta necessita di almeno 25000/30000
lumen per mq .
pianta il giusto apporto e ricambio d’aria
( ideale sarebbe avere una proporzione
entrata/uscita 1:4), senza i quali le piante
non potrebbero effettuare la fotosintesi
e crescere, fondamentali e rilevanti sono
i parametri di temperatura ed umidità. La
temperatura nella quale la cannabis cresce
rientra nella sfera compresa tra i 10 e i 32
gradi centigradi, sotto o sopra dei quali
subisce un arresto; temperatura ideale per
la crescita invece è quella compresa tra i
24 e i 26 gradi. In questa fascia la cannabis
cresce veloce e rigogliosa. Perché la crescita abbia tali caratteristiche necessità però
del sostegno di un’umidità adeguata, che
per il periodo vegetativo necessita di un
valore collocabile nella fascia 60%/75%. Per
quanto riguarda poi l’escursione termica
la cannabis cresce velocemente c’è una
differenza tra giorno e notte compresa tra
i 3 e gli 8 gradi. Ovviamente piante da un
pool genetico prevalentemente sativa, che
originariamente si ritrovano all’equatore,
saranno più avverse all’escursione termica
rispetto a delle indiche che portano tratti
genetici afgani o nepalesi,le quali coltivate
da sempre in alta quota sono abituate a
giorni caldi e notti molto fredde.
3) Rendere disponibili i nutrimenti e regolare il PH
Altro aspetto da considerare è come nutrire la nostra pianta. Nella fase in esame
c’è una grandissima richiesta di azoto il
quale risulta necessario sia per la vera
terreni sembrano più forti, più massicce e
meno avverse agli sbalzi termici.
Attendere i giorni necessari per
la maturità sessuale
2) Creare le migliori condizioni
ambientali
scenti forniscano il 100% di luce adatta alla
fotosintesi, le lampade agli ioduri metallici
sono ancora quelle che danno i risultati
migliori. Le piante sotto una lampada di
questo tipo, salvo le influenze della geneti-
una formula di fertilizzazione adeguata e
completa. Altro fattore importantissimo
è la regolazione del ph il quale deve essere bilanciato per il buon assorbimento
di tutti i nutrimenti. Il range ottimale è
intorno al punto neutro. Esattamente per
la coltivazione in terra risulta perfetta la
fascia 6.3-7 mentre per quella idroponica
ottimali sembrano i valori ricompresi tra
5.8 e 6.5. Ultimamente alcune aziende
sul mercato offrono anche dei prodotti
a base di micorrize, funghi simbionti che
creano un legame di scambio nutritivo
con la pianta e permettono di farla crescere meglio: piante che crescono in questi
Per crescere al meglio la cannabis necessita
di condizioni ambientali favorevoli al suo
sviluppo. Queste condizioni sono diverse a
seconda che ci si trovi nella fase vegetativa
o in quella di fioritura. Premettendo che
il coltivatore deve innanzitutto dare alla
e propria crescita della pianta che per
attivarne il metabolismo. Carenze di azoto
in questa fase comporteranno sicuramente una fioritura poco sostanziosa, invero
un eccesso causerà un ritardo nella fioritura stessa. L’azoto dovrà quindi essere somministrato in maniera massiccia
nella prima fase di vegetazione per poi
essere diminuito con l’avvicinarsi della
fioritura. Anche il potassio e il fosforo, gli
altri 2 macroelementi necessari per lo
sviluppo, giocano il proprio ruolo in questo periodo, ma assumeranno maggiore
importanza lungo il periodo di fioritura.
Oltre a questi tre elementi la pianta necessita anche di tutta una serie di microelementi necessari al suo sviluppo quali:
ferro,boro,manganese,zinco e anche di
altri quali calcio magnesio ecc. Per questo
è consigliabile affidarsi ad una delle tante
ditte specializzate nel settore per trovare
Tralasciando problemi di spazio che
potrebbero influenzare la durata del
periodo vegetativo, ideale sarebbe attendere almeno 3/5 settimane prima di passare alla fioritura, periodo che nella maggioranza dei casi sarà sufficiente per far
comparire i primi segnali relativi al sesso
della pianta. Ovviamente si intende come
inizio della fase vegetativa il momento in
cui la pianta sarà al secondo palco di foglie
oltre ai cotiledoni, la fase precedente nella
manualistica viene detta “di emergenza” e
dura all’incirca 10-14 giorni. In questa fase
le giovani pianticelle sono molto delicate
e sarà opportuno mantenere la fonte di
luce, soprattutto se si tratta di una lampada a scarica, molto distante da esse
per avvicinarla in maniera graduale con
l’aumentare delle dimensioni. Dopo aver
atteso il tempo necessario ( 2 settimane
di emergenza più altre 3 /5 di crescita) saremo pronti per entrare in fioritura
nel migliore dei modi. Tempi superiori ai
2 mesi di vegetazione sono sconsigliati
perché alla lunga porterebbero ad una
perdita di vigore alla pianta e potrebbero
manifestarsi problemi nella fioritura come
il nanismo delle cime.
Carlo Erba
45
SPECIALE VARIETÀ 2012
MEDICAL CANNABIS BIKE TOUR
In bicicletta per la ricerca sulla
cannabis per uso medico
Attività sportive e buone cause sono un abbinamento molto popolare. siamo venuti a sapere che era di forza
Dopo 100 chilometri volevo tirarL’esempio più famoso è l’Alpe d’Huez in Francia, un evento in cui sei cinque.
mi indietro, ero davvero esausto”. Come
ciclisti amatoriali salgono la famigerata Alpe d’Huez per raccogliere per i partecipanti dell’Alpe d’Huez, però,
fondi a favore della ricerca sul cancro. Soffrire per alleviare la sofferenza rinuciare non è una alternativa possibile
nel Medical Cannabis Bike Tour.
altrui. Due ciclisti amanti della cannabis hanno avuto la brillante idea di
applicare un concetto simile alla cannabis per uso medico. Il risultato è Fare pubblicità alla cannabis
le magliette
stato il primo Medical Cannabis Bike Tour della durata di tre giorni, che con
Nonostante le sofferenze, l’avventura li ha
si è svolto alla fine di aprile in contemporanea con la fiera della canna- lasciati con il desiderio di fare di più. Luc:
bis GrowMed in Spagna. La nascita di una gloriosa tradizione ciclistica. “Il prossimo anno vogliamo organizzare
L’edizione pilota del Medical Cannabis Bike
Tour è iniziata in modo molto modesto,
con due soli partecipanti, che d’altro canto
erano anche gli unici sponsor. Matej, della
ditta slovena produttrice di cartine Snail,
ha avuto il ruolo di leader, mentre l’uomo
di punta di Paradise Seeds, Luc, si è accontentato di stargli dietro – anche a una
buona distanza. Vi sareste potuti aspettare
che il direttore di una società che commercia semi con grande successo avrebbe
montato una fiammante bici ultraleggera
in carbonio, ma avreste avuto una bella
sorpresa. L’uomo di punta della Paradise
non aveva nemmeno una bicicletta da
corsa, ma piuttosto qualcosa di più simile a
una bici per il tempo libero. Una decrepita
Gazelle degli anni ‘80, che aveva comprato
per 50 euro. “Il sellino è costato più di tutta
la bici!”, ride Luc. Da quasi principiante, Luc
sapeva a malapena in che cosa si era cac-
ciato. Ha affermato di essersi “molto allenato” a casa. Ma, come si è scoperto, un’ora di
bicicletta qualche volta alla settimana nella
zona pianeggiante attorno a casa sua non
era certo la preparazione idale per coprire
una distanza di 400 km in tre giorni. Certo
non in Spagna, dove in aprile spesso fa un
caldo soffocante e dove è praticamente
impossibile trovare una superficie piana.
Dire che Luc ha lottato è un eufemismo... è
stata una tortura. Il compagno di squadra
Matej era meglio preparato e ha aggiunto
anche una tappa di 170 km ad Alicante
il giorno dopo il tour. Non sono stati i
temuti pendii spagnoli che hanno quasi
annientato i due uomini, perché ce ne sono
stati pochi lungo la rotta pianeggiante che
seguiva la costa. Luc: “La quantità di vento
contrario che abbiamo avuto per 400 km
non era certo irrilevante. Soffiava così
forte da formare creste sul mare e poi
un altro tour, puntiamo ad avere quaranta
partecipanti. Molte persone hanno già
comunicato di voler partecipare, quindi è
chiaro che l’interesse non manca...”.
Lo scopo del tour è raccogliere fondi per la
ricerca sull’efficacia della cannabis nel trattamento del cancro. Per trovare un proget-
degli sponsor, e potremmo anche mettere
una foglia di cannabis sui nostri caschetti.
Così faremo vedere che i consumatori di
cannabis non sono solo persone apatiche
che se ne stanno sedute a casa propria a
fumarsi una canna, ma persone che sanno
anche sostenere una causa”.
Non è intenzione del Medical Cannabis
Bike Tour ancorarsi in terra spagnola. “Per
quanto riguarda la location tutte le possibilità restano aperte. D’altra parte, l’idea
è quella di far coincidere il tour con una
fiera della cannabis che si tenga in contemporanea in una città europea”. Il sito
web che presto sarà messo online vi terrà
informati di tutte le opzioni e i programmi.
Luc riesce già a immaginarsi come sarà. “In
tutti i paesi toccati dal tour ai margini della
IL SELLINO È COSTATO PIÙ DI TUTTA LA BICI!
to adatto a questo scopo, è stata contattata la IACM (International Association for
Cannabinoid Medicines, associazione internazionale per la cannabis come medicina). Non
c’è ancora nulla di stabilito, ma l’immaginazione di Luc corre già a tutta velocità. “Una
delle idee è la possibilità di avere degli sponsor che paghino al chilometro. Più sono i
ciclisti che partecipano, maggiore sarà la
somma raccolta. I partecipanti indosseranno una maglietta con la pubblicità dei nomi
strada ci saranno persone che salutano.
Ci saranno moto a fare da scorta e un elicottero e, certamente, la polizia chiuderà
le strade per noi”. Come un vero ciclista,
Luc omette di rispondere all’inevitabile
domanda sulla possibilità che il doping
possa comportare una distorsione della
competizione in questo tour. “E tu che cosa
ne pensi?”, chiede con un sorriso malizioso.
www.medicalcannabis-biketour.org/
46
SHOP REVIEW / INDICE PUBBLICITÀ
Dream Planet,
Cagliari
Nel capoluogo di una delle regioni più
selvagge del paese esiste il pianeta dei
sogni. Dream Planet di Paolo Piga, si trova
a Cagliari, nel quartiere San Benedetto
dal 2003. Pierpaolo, il responsabile del
negozio, gestisce un angolo davvero interessante per tutti gli appassionati di grow
e per chi cerca un posto dove poter trovare tutto il necessario per partire con le
propria avventura dal pollice verde.
Ma come è nata questa esperienza? Lo
chiediamo direttamente a Pierpa..
Il negozio è principalmente un grow shop,
ma vendiamo anche head. Abbiamo
grande esperienza nel settore. Sin dall’inizio il lavoro si è dimostrato interessante e
infatti si è creato subito un giro di clienti.
Siamo sempre stati appassionati e, man
mano, per merito dell’approccio onesto
e professionale (grazie anche al contatto
con la gente e alla nostra volontà di non
vendere per forza, ma cercando di capire
la disponibilità economica e gli interessi
dei clienti) siamo cresciuti, reinvestendo
gli incassi per avere più merce a disposizione immediata per i clienti.
Quanto è importante la crescita del
cliente?
La crescita è fondamentale. Posso dirti
che anche io sono cresciuto informandomi visto che, sopratutto per vendere determinati prodotti, bisogna prima
conoscerli al meglio per dare al cliente
un’informazione corretta. Ho dovuto studiare molto approfondendo i miei interessi di quando ero ragazzino, infatti la
passione c’è sempre stata.
Qual’è la tua soddisfazione più grande?
Mi piace quando le persone sono contente. E la maggior parte dei clienti ritornano
soddisfatti. Cerchiamo di ragionare con
tutti per fargli crescere in modo che il
cliente stesso possa imparare dalla propria esperienza.
Punti di forza?
Sicuramente onestà, prezzi buoni anche
se comparati con i prezzi online e tanta
professionalità.
Dream Planet si trova in Via Bellini n.
9b a Cagliari e vi aspetta dal Lunedì
al Venerdì dalle 11. alle 13 e dalle 16
alle 20.30.
Per informazioni: 328-1689980
email: [email protected]
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Campo di Canapa
Canapaio Ducale
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L’imperdibile SSIT 5/2012
esce il 14 settembre 2012
Soft Secrets Italia è pubblicato da:
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Jose Maria, Carlo Vinci, Giovanna Dark, Davide
Calabria, Carlos Rafael Esposito, Carlo Erba,
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Traduzioni: Valefizz
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