connuoviocchi

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C O N N U OV I O C C H I
Ma proprio in quei giardini che conservano intatta l’escalation di trovate stupefacenti, riconosciamo un intento che va oltre al semplice meravigliare. Il “bosco sacro” di Bomarzo, chiamato anche il “parco dei mostri”, nei dintorni di Viterbo.
Qui, per ordine del conte Orsini, si costruì appunto nel ‘500 uno strano parco, pieno di statue che
raffigurano mostri o creature mitologiche delle
più inquietanti. Eppure in filigrana alle trovate che
a ogni angolo stupiscono il visitatore si legge un
percorso iniziatico, la certezza che la direzione da
prendere non è casuale ma segnata dalle tappe di
un viaggio che da qualche parte deve portare. E
se il viaggio iniziatico non era una novità (si veda
il parco di Pratolino, a Firenze) e Bomarzo non è
certo un unicum, proprio nel “bosco sacro” sembra d’intravedere una volontà particolare legata
all’iniziazione: non solo ingresso nella vita, ma
addirittura tirocinio per saper accettare la meraviglia. Non è scontato. Noi, oggi, siamo quasi soffocati dalla marea digitale, da una specie di cataratta
del 3D. Anche nelle città l’illuminazione elettrica è
defluita in una inconsistenza di led e sovrimpressioni. Il nostro è un tempo liquido, non ci piove,
e ci sguazziamo come in un’eterna notte uterina.
Così, proiettate sul planetario della placenta, vediamo immagini stupefacenti e tridimensionali,
ma forse non riusciamo a stupirci più di niente e a
provare la tanto decantata meraviglia. L’incanto è
stato digerito nella grande abbuffata del banchetto postmoderno. Adesso c’è rimasto un vuoto di
apprendistato. Parchi come quello di Bomarzo ci
permettono di riflettere non solo su quanto fosse
“artificiosa” un’epoca come il Rinascimento, ma
c’insegnano che la semplice armonia dell’universo è il più difficile trucco dei maghi.
Bibliografia essenziale
EUGENIO BATTISTI, Iconologia ed ecologia del giardino e del paesaggio, Firenze, Olschki, 2004.
ALESSANDRO TAGLIOLINI, Storia del giardino italiano, Firenze, La
Casa Usher, 1988.
CRISTINA ACIDINI LUCHINAT, Alle origini del giardino europeo: il
Quattrocento a Firenze e in Europa, in Giardini. L’arte del verde
attraverso i secoli, Firenze, Giunti, 2005.
GIORGIO GALLETTI, TESSA MATTEINI, Tra Rinascimento e Maniera: il
giardino nel Cinquecento, in Giardini. L’arte del verde attraverso
i secoli, Firenze, Giunti, 2005.
MARIE LUISE GOTHEIN, Storia dell’arte dei giardini, edizione italiana a cura di MASSIMO DE VICO FALLANI e MARIO BENCIVENNI, vol. I,
Firenze, Olschki, 2006.
Per una rapida ricognizione on-line si suggerisce
http://it.wikipedia.org/wiki/Giardino
http://www.lavorincasa.it/architetto/news.php?news_id=982
http://www.ambientece.arti.beniculturali.it/soprintendenza/
didattica/2006-07/Giardini/Cenni%20di%20storia%20
dei%20giardini.htm
n. 135 maggio/giugno 2010
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