III Liceo Classico Filosofia Riassunto del programma

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III Liceo Classico
Filosofia
Riassunto del programma
SCUOLA
IONICA
Della scuola di Mileto farmo parte: TALETE, ANASSIMANDRO, ANASSIMENE.
In questo periodo si dà importanza alla ragione e non al mito, è questo il motivo per cui nasce la filosofia Questi 3
filosofi harmo in comune la ricerca dell'archè, cioè il principio da cui nascono tutte le cose.
TALETE
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Talete fu il fondatore della scuola di Mileto, o scuola Ionica. Visse tra la fine del VII secolo e la prima metà del VI
secolo. Oltre che filosofo fu anche uomo politico (spinse i Greci della Ionia ad unirsi in uno stato federativo con
capitale Teo), fu un matematico (tuttora vengono utilizzati i suoi teoremi di geometria), un astronomo (predisse
un'eclissi solare) e anche un fisico (scoprì le proprietà del magnete). Talete dice che l'archè (principio costitutivo) è
l'acqua; sosteneva che la terra stesse sopra l'acqua, questo perché vedeva che il nutrimento di ogni cosa era l'umido e
che persino il caldo si generava e viveva attraverso di esso.
ANASSIMANDRO
Amico e discepolo di Talete, Anassimandro crede che il principio di tutte le cose non possa essere uno dei quattro
elementi fondamentali perché tra loro c'è reciproca opposizione. L'archè è invece infinita e illimitata per poter
essere in grado di dare origine a tutte le cose e viene da lui identificata con l'apeiron (infinito, indefinito), che è in
movimento, è eterno e di natura vorticosa I contrari fondamentali (caldo-freddo) si separano dall'infinito originario.
Il freddo dà origine alla terra, all'aria e all'acqua; il caldo forma la sfera di fuoco che si dispone come una corteccia
intorno all'aria e alla terra La natura di questa sfera produce tanti frammenti circolari (astri) e il fuoco, al loro
interno, filtra da alcuni fori. Quando i fori si ostruiscono si ha il fenomeno dell'eclissi. Per Anassimandro quindi:
- la realtà è costituita da un dualismo di forze: reciproca ingiustizia
- Le cose si sviluppano e poi si dissolvono. vengono e vanno, ritornano nel principio primordiale da cui hanno avuto
ANASSIMENE
Anassimene nacque a Mileto verso la fine del VI sec.a.C. e fu allievo di Anassimandro.
Egli affermava che principio di tutte le cose è l'aria, che è qualcosa di determinato a differenza dell'apeiron predicato
da Anassimandro. Tuttavia anche l'aria è infinita e, non avendo fine, è anche eterna Dall'aria derivano attraverso
condensazione e rarefazione tutti gli altri elementi, cioè terra, acqua e fuoco. Questi elementi hanno qualità contrarie,
cioè caldo e freddo, secco e umido. Inoltre Anassimene affermò anche che l'aria è divina e che da questo Dio
supremo si generano altri dei.
ERACLITO
Filosofo greco nato ad Efeso in Asia Minore all'inizio del V secolo aC. Ebbe rapporti molto stretti con la scuola
ionica, tanto che spesso viene presentato come prosecutore di tale scuola, pur distaccandosene per la sua mentalità
più di metafisico che di scienziato. Scrisse un'opera attorno alla natura della quale ci restano alcuni frammenti in uno
stile oscuro e suggestivo. Anche Eraclito cerca di determinare l'archè e lo identifica nel fuoco, da cui tutto proviene
e a cui tutto ritorna; ma insiste soprattutto nell'affermazione del divenire universale. La realtà è un flusso perenne;
tutto scorre; non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume o meglio non si può toccare più di due volte una
sostanza nello stesso stato; la fissità e la stabilità sono mera apparenza Il fuoco Eracliteo è il simbolo di questa
mobilità e dinamismo. La legge di questo divenire è l'opposizione dei contrari (vita o morte, vecchio o giovane,
sveglio e dormiente ecc.). Il conflitto è infatti la molla dello sviluppo. condizione stessa della vita.
SCUOLA ELEATICA
La scuola Eleatica fiorisce nelle colonie greche dell'Italia meridionale. Essa, a differenza dei pensatori ionici, che
cercavano l'origine d'ogni cosa in un qualche tipo di sostanza (acqua, aria, umido), ipotizzava l'esistenza di un Essere
unico ed immutabile, da cui tutto si genera. Infatti. gli eleatici sostengono che le cose non sono come i sensi e
l'esperienza le manifestano, bensi la ragione le pensa secondo una logica rigorosa
PARMENIDE
Problema centrale del pensiero di Parmenide è la verità. Tra realtà, ragione umana e linguaggio, esiste un'identità,
questi ambiti, pur separati, obbediscono alla stessa legge. Nell'uomo vi sono dunque 2 forme di conoscenza: il
pensiero che è l'unico mezzo che permette di raggiungere la realtà per ciò che veramente è; i sensi che invece si
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