RELAZIONE WALKING ITALY APRILE 2013 $t01Giorno1$p01 $t03Bolgheri e Castagneto Carducci$p01 $img=438/100/80/s $p00I cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da San Guido un duplice filar.… chi non ha mai letto questi famosissimi versi del Carducci tratti dalla poesia Davanti San Guido? <b>Bolgheri</b>, oltre che per essere stata citata dal grande poeta, per avervi dimorato lui stesso e per il bellissimo viale di cipressi che dalla chiesetta di San Guido porta al paese, e' anche noto perché vi si trova un rifugio faunistico molto famoso e perché e' la patria del marchese Mario Incisa della Rocchetta, l’inventore del Vino Sassicaia, uno dei piu' conosciuti vini del mondo. Prima di entrare in Bolgheri incontriamo il castello, poi la porta urbana sottostante le mura e la chiesa romanica dei Santi Giacomo e Cristoforo. Nella piazzetta al centro del borgo si trova la casa dove e' vissuto per dieci anni (dal 1838 al 1848) Giosue' Carducci, mentre sul lato nord – est della piazza stessa e' stata collocata una statua raffigurante Nonna Lucia, la nonna tanto amata dal poeta. In cima al paese si trova il minuscolo cimitero dove e' sepolta propria Nonna Lucia, detto appunto Cimitero di Nonna Lucia, talmente importante da essere Monumento Nazionale. $WK76 $p01 $img=12236/100/80/s <b>Castagneto Carducci</b> si trova in provincia di Livorno: le sue vicende storiche sono legate a quelle della famiglia dei conti Della Gherardesca. Fino al 1907 Castagneto si chiamava Castagneto Della Gherardesca: in questo anno cambio' il suffisso in Carducci per rendere omaggio al grande poeta, che qui trascorse gli anni della sua giovinezza, morto proprio nel 1907. Nel borgo si trovano il Castello dei Della Gherardesca e la Propositura di San Lorenzo, costruita nel XVI sec., che presenta alcuni affreschi dove sono effigiati i membri piu' importanti della famiglia dei Della Gherardesca. Nella zona di Castagneto viene prodotto il famoso vino Sassicaia, nato grazie alla genialita' del marchese Mario Incisa della Rocchetta. $WK465 $p00 $t01 Giorno 5$p01 $t03Sassetta e Monteverdi Marittimo$p01 $img=12238/100/80/s <b>Sassetta</b> e' un borgo della Val di Cornia: adagiato a 330 m. s.l.m. su un colle da cui si ricava il marmo rosso, presenta il tipico aspetto dei borghi medioevali. All'ingresso del centro storico s'incontra il Palazzo Ramirez de Montalvo, eretto alla fine del XVI secolo sopra i ruderi del distrutto castello degli Orlandi di Sassetta. I Ramirez erano originari della Spagna e si erano trasferiti a corte a Firenze al seguito di Eleonora da Toledo, quando questa ando' in sposa a Cosimo I de' Medici. Divenuti fidati cortigiani del granduca, ricevettero in dono il feudo di Sassetta. Entrati in paese troviamo la chiesa di Sant'Andrea, ristrutturata nel 1625 sotto la signoria di don Garcia Montalvo: la costruzione originale risale XIII secolo. Al suo interno custodisce un fonte battesimale romanico, recante lo stemma degli Orlandi, e un crocifisso reliquario in cristallo di rocca. $WK1035 $p01 $img=12254/100/80/s <b>Monteverdi Marittimo</b> e' un borgo della Val di Cornia, Provincia di Pisa: al toponimo Monteverdi e' stato aggiunto il suffisso Marittimo, che sta ad indicare di Maremma. Sorge a ridosso delle Colline Metallifere ad un'altitudine di 364 m. s.l.m. Le sue origini sono di poco successive alla fondazione dell'abbazia del Monastero di San Pietro in Palazzuolo, avvenuta nel 754: il monastero e' stato poi abbandonato nel XVI secolo. Nel centro storico di Monteverdi si trovano la chiesa di sant'Andrea, d'origine medioevale, ma che ha subito numerosi rimaneggiamenti, con la facciata arricchita da una ceramica robbiana, e l'Oratorio del Santissimo Crocifisso, costruito nel 1751. $WK1036 $p00 $t01Giorno 9$p01 $t03Canneto, Serrazzano, Larderello e Montecerboli$p01 $img=12274/100/180/s <b>Canneto</b> si trova nel Comune di Monteverdi Marittimo ed e' racchiuso da alte mura e torri trasformate in alti caseggiati. Il borgo si snoda su due strade parallele, alle quali s'accede da due antiche porte ricavate alla base di due torri medioevali. Si trova in provincia di Pisa, tra la Val di Cornia e la Val di Cecina, ed e' circondato da boschi e macchia mediterranea. Presenta una particolare forma ellittica e le vie sono tutte intitolate ai re d'Italia. Vi si trova anche l'abitazione di un cugino di Giosue' Carducci, dove lo stesso poeta ha soggiornato. La chiesa parrocchiale e' dedicata a San Lorenzo e risale all'XI secolo, quando era feudo dell'Abbazia di Monteverdi: recentemente al suo interno e' stato ritrovato un crocifisso bronzeo di grande valore storico, che risale al secolo XII. $WK1037 $p01 $img=12338/100/180/s <b>Serrazzano</b> e' una frazione del comune di Pomarance: e' posizionato sopra un colle fra la valle del torrente Trossa e la valle del fiume Cornia. Mantiene inalterato il suo aspetto urbanistico medioevale, con la cinta muraria e le tre porte d'accesso, Porta Volterrana (composta una successione di tre archi), Porta Fiorentina (formata da un arco a tutto sesto) e Porta della Spina (anch'essa con arco a tutto sesto). Suggestiva e' la Piazza della Cisterna, nei cui pressi si trova la chiesa di San Donato, eretta sopra i ruderi di un tempio che i Longobardi avevano dedicato a San Michele Arcangelo. L'edificio religioso e' frutto di varie ricostruzioni, come la facciata, che risale al 1274. $WK1038 $p01 $img=2255/100/80/s <b>Larderello</b> si trova a 390 m s.l.m. al centro della valle denominata Valle del Diavolo perché presenta il fumigante paesaggio dei soffioni con le caratteristiche colonne bianche di vapore, le gigantesche torri di refrigerazione delle centrali elettriche (alte fino a 75 m.) e, soprattutto, la ragnatela delle condutture argentate che copre per centinaia di km. le colline e le vallate. Larderello e' il principale centro italiano per la produzione di acido borico e notevole polo per la produzione di energia elettrica utilizzando l'energia geotermica: e' un piccolo paese interamente di proprieta' dell'ENEL ed e' sorto e si e' ampliato attorno ai pozzi geotermici.$p01 I campi geotermici, localizzati nella fascia tirrenica centro - meridionale della Toscana, sono l'esito di processi geodinamici di tipo compressivo e distensivo succedutisi negli ultimi 30 milioni di anni, comunque si puo' tranquillamente affermare che la notizia dell'esistenza di acque calde in Toscana era noto agli Etruschi e ai Romani, ma, non solo, essi utilizzavano anche l'acido borico presente in queste acque. Gli Etruschi utilizzavano l'acido borico, che si depositava ai bordi dei lagoni naturali, sia per uso farmaceutico sia per la preparazione di smalti. $WK192 $p01 $img=12291/100/80/s <b>Montecerboli</i>, frazione del Comune di Pomarance, domina la Valle del Diavolo, divisa in due parti dal torrente Possera: sul lato nord si trova Montecerboli stesso, borgo d'origine medioevale, sul lato sud Larderello con le sue strutture industriali e il villaggio residenziale. Nei tempi antichi la valle posta ai piedi del paese doveva proprio sembrare infernale, con i vapori che fuoriuscivano dal terreno e le pozze d'acqua che ribollivano: lo stesso toponimo Montecerboli probabilmente deriva da Cerbero (cane posto a guardia dell'inferno), proprio per la sua posizione sulla valle sottostante. A Montecerboli s'incontrano la chiesa romanica di S. Cerbone e l'ex cappella della Madonna delle Grazie (di proprieta' privata) e, subito fuori del paese, la chiesa della Madonna delle Grazie, edificata nel 1958, che custodisce l'immagine duecentesca della Madonna delle Grazie, gia' patrona dell'Alta Val di Cecina. $WK1041 $p00 $t01Giorno 14$p01 $t03San Dalmazio e Pieve di Sillano$p01 $img=12288/100/80/s <b>San Dalmazio</b> e' un antico borgo della Val di Cecina, Comune di Pomarance: si e' sviluppato attorno a un castello dell'XI secolo. Nel 1147 nel borgo venne fondato un monastero di monache benedettine: nel 1511 le suore lo abbandonarono dopo che aveva subito un disastroso incendio. Dell'antico monastero oggi non rimane traccia: e' rimasta la chiesa, di fondazione cinquecentesca, attribuita a Bartolomeo Ammannati, che conserva al suo interno una terracotta invetriata di scuola robbiana. Il paese si e' ben mantenuto e sono ancora visibili parti delle mura e le porte d'accesso: sono presenti due oratori, quello della Compagnia della Carita' e quello di San Donnino, nel quale era conservato il miracoloso chiodo detto di San Donnino, a cui si attribuiva la miracolosa capacita' di cicatrizzare le ferite. Questo paese ha avuto un ruolo importante nella storia dell'Unita' d'Italia: qui, in casa del dottor Camillo Serafini, si nascose Giuseppe Garibaldi, per quattro giorni, dal 28 agosto al primo settembre 1849, per sfuggire agli Austriaci. $WK1041 $p01 $img=12319/100/80/s La <b>Pieve di San Giovanni Battista si trova a Sillano</b> nel comune di Pomarance, nei pressi del borgo di San Dalmazio, lungo la strada che conduce alla Rocca Sillana. Fu una delle pievi piu' antiche della diocesi di Volterra: gia' citata nel 947,fu abbandonata nel XIV secolo quando la pievania fu trasferita alla chiesa di San Bartolomeo, che si trovava all'interno della Rocca Sillana. Dell'edificio, in stile romanico - gotico, resta integra solo la facciata e un tratto della parete laterale destra, nella quale si nota la base del grande campanile quadrato. La facciata, impreziosita dal cromatismo creato dall'alternanza di marmi bianchi e mattoni rossi, presenta otto archi ciechi a sesto acuto. Davanti alla facciata si erge una quercia dalle dimensioni gigantesche. $WK1042 $p00 $t01Giorno 18$p01 $t03Monte Pisanino (da Orto di Donna)$p01 $img=12179/100/80/s Il <b>monte Pisanino</b>, con i suoi 1946 m. s. l. m., e' la vetta piu' alta delle Apuane ed e' anche una delle piu' difficili da raggiungere. Il Pisanino, con la sua forma piramidale, domina tutta la Garfagnana, mentre dal versante marino non e' quasi mai osservabile in quanto situato su un contrafforte che si protende in direzione dell'Alta valle del Serchio, ragion per cui e' coperto da altre vette apuane. Il monte Pisanino verso sud presenta una costa poco marcata di circa duecento metri, che si congiunge con la Foce dell'Altare, mentre gli altri suoi fianchi sono tutti molto alti, anche piu' di mille metri, e molti ripidi. La vetta e' raggiungibile dal versante sud (attraverso Foce dell'Altare e il Canale delle Rose), dal versante sud - ovest (lungo il canale Sambuco), dal Costolone sud - ovest, dal Canale nord - ovest, dal versate ovest, dalla costola della Bagola Bianca, dal versante nord - ovest della Bagola Bianca, dalla cresta della Forbice, dal versante nord - nord - est (lungo i prati di Pianellaccio), dalla cresta della Mirandola, dal Pilastro sud - est della quota 1673, dal versante est e dalla cresta e versante sud - est. Questo itinerario e' il meno difficile, ma resta comunque molto ostico ed e' raccomandato solo agli escursioni piu' esperti: specialmente nell'attraversamento degli Zucchi di Cardeto c'e' una notevole esposizione. Va quindi prestata massima attenzione, ne', tanto meno, e' da farsi con rischio ghiaccio sul sentiero. La vetta si presenta come una cresta affusolata: sul punto piu' alto si trova una roccia che racchiude un piccolo anfratto, dove si trova il libro di vetta. $WK1033 $p00 Giorno 21$p01 $t03Monte Pizzo d'Uccello (da Orto di Donna)$p01 $img=12197/100/80/s Il monte <b>Pizzo d'Uccello</b> (1781 m. s.l.m.) e' formato da roccia dolomitica: costituisce la piu' ambita meta alpinistica di tutte le Apuane, con la sua parete nord di settecento metri di caduta verticale, con molte vie tracciate. La nord del Pizzo offre emozioni uniche ai rocciatori: fu scalata ufficialmente per la prima volta nel 1927, quando fu tracciata la Via dei Genovesi, proprio perché percorsa dai genovesi Piantanida e Stagno: altra importante via fu quella tracciata nel 1940 da Oppio e Colnaghi e chiamata Via Classica. Dalla vetta del Pizzo il panorama e' immenso e spazia su tutta la Lunigiana, con il vicino Solco di Equi, sulla valle di Vinca, sulla Val Serenaia, sul Sagro e sulla Cresta Garnerone, sul Grondilice e su tante cime delle Alpi Apuane: impressionante e' anche la vista sulla cresta su cui passa la Via Ferrata di Foce Siggioli. Il Pizzo d’Uccello e' la piu' meridionale tra le cime piu' importanti delle Apuane e da qualunque posto la si osservi rivela la sua inconfondibile figura slanciata da vetta alpina, quasi come una piramide triangolare. $WK1034 $p00 $t01Giorno 25$p01 $t03Montagnola Senese: Pieve a Castello, Scorgiano, Marmoraia e Villa di Cetinale$p01 $img=12342/100/80/s L'antica <b>Pieve di Santa Maria a Castello</b> si trova sulla Montagnola Senese, nel Comune di Monteriggioni: la chiesa in origine aveva tre navate, con copertura lignea e conclusa con altrettante absidi. Oggi di quella struttura restano solo la navata centrale e parte della tribuna. La facciata si presenta con forma a capanna e con portale di origine medioevale, sovrastato da un'apertura ad occhio. Un tempo dalla navata laterale destra, passando sotto un arcone gotico, si accedeva al battistero: questo, per lo stato di conservazione e per la sua posizione (di fianco e non di fronte alla chiesa) e' unico del suo genere in Toscana. Tutto il complesso della Pieve e degli edifici annessi, splendidamente restaurati, oggi costituiscono un residence e agriturismo, per cui la chiesa non e' sempre aperta al pubblico. $WK1043 $p01 $img=12348/100/80/s Il borgo di <b>Scorgiano</b> si trova nella Montagnola Senese: passeggiando nei suoi dintorni, frequenti sono gli incontri con caprioli, volpi, istrici, fagiani. La chiesa parrocchiale e' dedicata a Santa Fiora. La cosa curiosa e' che un borgo cosi' piccolo e' compreso in due comuni diversi: la parta nord -est nel Comune di Monteriggioni, la parte sud ovest nel Comune di Casole d'Elsa. Da sempre la Montagnola Senese e' famosa per l'allevamento del maiale di razza cinta senese e Scorgiano e' sempre stato il centro piu' importante di questo tipo di allevamento, tanto che questa attivita' vi viene svolta tuttora. Nei pressi di Scorgiano si trova la Tenuta Bichi - Borghesi, grande 415 ettari, dove si producono vino e olio di eccellente qualita'. $WK1044 $p01 $img=12358/100/80/s La prima testimonianza riguardo la <b>Pieve dei Santi Maria e Gervasio a Marmoraia</b> risale al 1047: costituiva la chiesa di un castello del quale restano tracce, come il muro prospiciente la facciata della pieve stessa. La chiesa ha tre navate ed è conclusa da un'abside semicircolare. Il toponimo Marmoraia trae origine dalla presenza nella zona di cave di marmo giallo, il tipico marmo senese. L'itinerario Walking Italy per Marmoraia non è ancora pronto. $p01 $img=9171/100/80/s La <b>Villa di Cetinale</b> si trova alle pendici della Montagnola Senese, nel Comune di Sovicille: la costruzione e i successivi lavori di ampliamento della Villa e di tutto il complesso ad essa collegato si deve alla nobile famiglia Chigi di Siena, che ha dato alla chiesa il Papa Alessandro VII (Fabio Chigi), soprattutto per merito del nipote del papa, il cardinale Flavio Chigi. Tre fasi contraddistinguono la costruzione del complesso: la prima corrisponde all'edificazione della villa, i suoi annessi e il giardino formale (1676- 1688); la seconda alla realizzazione del parco della Tebaide (1698 - 1705); la terza alla costruzione del Romitorio (1716). L'edificio, a pianta quadrangolare, si sviluppa su tre piani e il suo aspetto e' caratterizzato principalmente dalla doppia scalinata a forbice che si conclude con il grande portale centrale in marmo al primo piano. Il giardino formale, conosciuto come Giardino degli Agrumi, che si sviluppa sul retro della villa, e' composto da aiuole a disegno geometrico bordate da siepi di bosso. Tutte le aiuole sono ornate da pavoni scolpiti nel tasso e da statue. A nord della villa, in un'area boschiva, fu realizzato il Parco della Tebaide, che prende il nome dalla zona desertica dell'alto Egitto abitata nel medioevo dagli eremiti cristiani: vi si sviluppa un tortuoso cammino di penitenza, tra cappelle votive, croci in pietra e numerose sculture di frati in ginocchio. Collegata alla villa, mediante una rapida scalinata scavata nella roccia detta Scala Santa (formata da trecento scalini), si trova il Romitorio. $WK737