Lince eurasiatica Lynx lynx (Linnaeus, 1758) Codice lista italiana: 110.664.0.001.0 Priorità: 10 RARITÀ GENERALE: valore = 3: Specie reintrodotta. COROLOGIA: valore = 2: La Lince ha un areale esteso in Europa centro-orientale e settentrionale sino alla Siberia. Tranne che in Fennoscandia, l'areale europeo è ampliamente frammentato. FRAGILITÀ: valore = 1: in relazione alla media capacità riproduttiva ed alla elevata capacità di spostamento. CONSISTENZA DEL POPOLAMENTO REGIONALE: valore = 3: Specie soggetta a progetti di reintroduzione nella confinante Svizzera; sporadicamente osservata in alcune aree alpine della regione. SELETTIVITÀ AMBIENTALE: valore = 2: specie abbastanza selettiva, predilige formazioni forestali mature con una buona presenza di ungulati. CRITICITÀ: valore = 1: Il territorio regionale, nel contesto della situazione nazionale, risulta attualmente marginale per la specie. STRATEGIE DI CONSERVAZIONE: Per questa specie sono auspicabili interventi diversificati sia diretti sulle zoocenosi [A] e sull’habitat [B], sia volti all’esecuzione di monitoraggi demografici [C], sia all’educazione ambientale ed all’accettazione di eventuali danni da parte della popolazione umana [D]. TIPOLOGIE DI INTERVENTO: E' possibile ipotizzare interventi di reintroduzione [A1]. Nel caso di questa specie viene consigliata la realizzazione di azioni dirette sull’habitat, in particolare interventi volti all’incremento di disponibilità di ambienti forestali mediante rimboschimenti [Bb1]. Parallelamente dovranno essere adottate misure di monitoraggio sia sullo status attuale delle popolazioni [C1] sia sui fattori che possono influenzarne la eventuale ricomparsa, come la disponibilità di prede [C6]. Una corretta gestione di questa specie, infine, non può esulare dalla pianificazione di strategie rivolte alla sensibilizzazione delle popolazioni umane [D2, D3] ed al risarcimento dei danni causati al bestiame domestico [D1]. COSA NON FARE: Alterazione delle foreste di media montagna ed apertura di piste forestali in aree forestali ben conservate. FATTORI CRITICI: Interazione con l’uomo (abbattimenti illegali). La Lince, insieme al gatto selvatico, è uno dei due soli Felidi europei, ed uno dei carnivori di maggiori dimensioni (peso fino a 25 kg, lunghezza testa corpo 80-130 cm). La sua dieta si basa quasi unicamente su animali selvatici di diverse taglie. La composizione dipende dalla disponibilità di prede: Ungulati di piccola e media taglia, Lagomorfi, Carnivori, Roditori e Galliformi. Un individuo preda in media un piccolo Ungulato alla settimana. In relazione alla bassa densità dei nuclei di Lince gli effetti sull'andamento demografico delle specie preda sono trascurabili. Il suo areale, attualmente continuo solo nella sua porzione settentrionale, si estende in Eurasia dalla tundra-taiga artica ad Ovest fino alle zone alpine e, a Sud-Est, alla boscaglia subdesertica dell'Iran. La Lince si è estinta in gran parte dell'Europa centrale nella prima metà del 1800. Le popolazioni alpine sarebbero scomparse intorno al 1930, per periodi successivi a tale data esistono unicamente rare segnalazioni, non sufficientemente documentate. La Lince autoctona delle Alpi, attualmente estinta, apparteneva alla specie continentale; documenti biologici e iconografici fanno supporre che potesse essere un ecotipo differenziato (denominato talvolta L. l. alpina). Testimonianze di epoca preistorica fanno ritenere possibile che l'Italia Centro-meridionale fosse abitata da una Lince affine alla specie della penisola iberica L. pardina, tuttavia non esistono documenti oggettivi sulla presenza della Lince nella Penisola e in Sicilia nei tempi storici. Dal 1970 sono state attuate varie reintroduzioni della specie nelle Alpi centro-orientali e nei Vosgi francesi, con soggetti provenienti dai Carpazi. A seguito di tali operazioni la sua presenza è stata registrata anche in territorio alpino italiano. La sua presenza è possibile in alcuni parchi regionali lombardi; osservazioni isolate si sono già verificate nell'Alto Garda Bresciano. La Lince predilige in generale gli ambienti forestali da 700 a 2000 m di quota. La presenza di affioramenti e anfratti rocciosi avvantaggia la predazione all'agguato e offre possibilità di rifugio. Attualmente la sua espansione risulta limitata dalla frammentazione degli ambienti forestali e dall'antropizzazione. La disinformazione sull'impatto della Lince sugli Ungulati domestici e selvatici può tuttora innescare fenomeni di bracconaggio. Di abitudini prevalentemente solitarie, le linci si accoppiano fra gennaio ed aprile sebbene nelle popolazioni reintrodotte in Svizzera siano stati regitrati accoppiamenti a fine marzo - inizio aprile. Il territorio di una coppia può variare in modo estremo, tra 2,5 a 1800 chilometri quadrati. In Svizzera una coppia occupa in media 200 chilometri quadrati. Dopo l'accoppiamento, maschio e femmina si separano quasi subito. La gestazione dura 70-74 giorni. Il parto, unico nell'anno, ha luogo in maggio-giugno; vengono partoriti normalmente 2-3 piccoli. Questi nascono ciechi, aprono gli occhi a 16-17 giorni. Le svezzamento avviene tra i 2 e i 5 mesi; i giovani rimangono presso la madre per l’anno successivo. I maschi raggiungono la maturità sessuale a 30 mesi, le femmine a 22. La massima longevità registrata in natura per la specie è di 16 anni. Barbara Chiarenzi Bibliografia AA.VV., 1995. Mammiferi della Svizzera. Birkhauser Verlag, Bern. Bulgarini F., Calvario E., Fraticelli F., Petretti F, Sarrocco S., 1998. Libro rosso degli animali d’Italia - Vertebrati. WWF Italia, Roma. Cagnolaro L., Rosso D., Spagnesi M., Venturi B., 1976. Inchiesta sulla distribuzione del Gatto selvatico in Italia e nel Canton Ticino e Grigioni e del Gatto selvatico sardo in Sardega con notizie sulla lince. Ricerche di Biologia della Selvaggina, 64: 1-109. Mitchell-Jones A.J., Amori G., Bogdanowicz W., Kryštufek B., Reijnders P.J.H., Spitzenberger F., Stubbe M., Thissen J.B.M., Vohralìk V., Zima J., 1999. The Atlas of European Mammals. T. & A.D. Poyser, London. Toschi A., 1965. Fauna d’Italia. Mammalia (Lagomorpha, Rodentia, Carnivora, Ungulata, Cetacea). Editrice Calderini, Bologna.