Sabrina Mervin: L`islam, fondamenti e dottrine

annuncio pubblicitario
Sabrina Mervin:
L’islam, fondamenti e dottrine
Introduzione


Terminologia:

Comunità di credenti: umma

Ramificazioni o sette: firqa

Fede Mussulmana: shahada

Unico Dio: tawhid

Missiore Profetica: nubuwwa
Caratteri della religione Islamica
o
Orizzonte messanico
o
Importanza Legge Sacra
o
Assenza di una chiesa come istituzione1
o
Centralità della Umma 2 (comunità di credenti)
o
Presenza di una classe sacerdotale di studiosi e interpreti della Legge (Ulema e Faqui)
Capitolo 1: Dalla gahiliyya all‟Islam

Mecca: (la città per eccellenza) luogo in cui Maometto, ebbe le prime rivelazione e cominciò a
predicare.

Yathrib: (la città del profeta) luogo in cui Maometto, raccolse i propri sostenitori e incominciò la
creazione di un nuovo ordine morale, giuridico, politico.
o
La data dell‟emigrazione (higra) del profeta è l‟inizio dell‟era mussulmana:
o
16 luglio 622.
Il tempo dell‟islam

1
Prima della rivelazione dunque eravamo in presenza di uno:
Nel islam non esiste né una chiesa, né un magistero dottrinale unico, come non esiste un‟autorità accentratrice.
2
Umma ossia comunità dei credenti, è modellata sulla ecclesia (assemblea) cristiana, ma anche sulla comunità tribale.
Si basa sulla solidarietà di gurppo nel legame fra i credenti, e i valori guerreschi nell’impegno per la fede.
1
o

stato di ignoranza (arabo del paganesimo) – tanti culti tribali e comunità monoteiste
La rivelazione: è l‟età dell‟oro all‟interno della quale si distinguono 3 fasi:
1. La fase del governo spirituale e politico esercitato dal profeta nella città ideale di
Medina fino alla sua morte (632)
2. La fase del califfato dei quattro “ben guidati”:
1. Abu Bakr
2. Umar
3. Uthman
4. Ali
3. La fase dei salaf (antenati), ovvero i compagni del profeta e le sue successive
generazioni di mussulmani.

Dopo l‟età dell‟oro:
o
L‟islam ha subito degrado e deviazioni, dissensi e divisioni.
L‟Arabia non passò da un paganesimo sfrenato al più compiuto monoteismo. La frattura tra:
-
prima: paganesimo
-
dopo: fedeli guidati dalla legge sacra non fu cosi netta.
o
Dal punto di vista storico: la rivelazioni dell‟islam ha un carattere istantaneo (20 anni)
o
Da un punto di vista economico: qualsiasi cambiamento minacciava la posizione dei custodi dei
luoghi sacri, dunque il loro potere. Minacciava di esaurire la principale fonte di reddito degli abitanti, i
pellegrinaggi.
o
Da un punto di vista sociale: l‟‟avvento dell‟islam fu favorito da:
o
Un malessere che pervadeva le società urbane
o
Una riforma dei costumi e dei valori morali.
La rivelazione (AL-Tanzil)

Tanzil: discesa.
o
In arabo è utilizzato per designare l‟insieme di sequenze rivelatrici.
La storia tradizionale:

Dio fece scendere il Corano3 sugli uomini in tappe successive e tramite il suo inviato Maometto.
o
3
Questo ricevette le sequenze rivelatorie attorno al 610
In arabo Qur’an dal verbo qura’a
2

o
cominciò a renderle pubbliche a partire dal 613
o
e prosegui la predicazione sino alla sua morte nel 632
La rivelazione si manifestò per la prima volta in sonno.
o Quindi Maometto ricevette il primo brano decise di ritirarsi in solitudine/meditazione nella
grotta nel monte Hira.
o
Qui gli sarebbe apparso l‟angelo Gabriele che gli avrebbe ordinato i primi 5 versetti
della Sura del grumo di sangue: il primo brano rivelato.
1 Grida, in nome del tuo Signore, che ha creato,
2 Che ha creato l'uomo da un grumo di sangue!
3 Grida! Perché il tuo Signore è il più generoso;
4 Egli è colui che ha insegnato l‟uso del calamo
5 Ha insegnato all'uomo ciò che non sapeva.
Venne Gabriele mentre dormiva con
uno scritto (Kitab) tra le mani, Leggi!
Benché nulla dimostri che i celebri versetti siano stati i primi rivelati a Maometto, il racconto costituisce una
buona introduzione al Corano.
Il contenuto di questi 5 versetti:
1. Iqra: leggi.
2. Contengono idee di fondo del monoteismo.
a. Si ritrova l‟antitesi ignorare/sapere collegata alla rivelazione. Coloro che sanno e accettano
di sottomettersi a dio, i credenti. Dall‟altra i negatori, che rifiutano la rivelazione.
3. Appello all‟islam; sottomissione vs salvezza all‟unico Dio
Abramismo, Hanifismo, Islam

La differenza tra la religione di Maometto e quella della maggior parte dei mercanti:
1. Rifiuto di associare alla credenza in un dio creatore quella di divinità minori (figlie)
2. Affermava l‟esistenza di un dio unico e onnipotente
3. Rifiutava l‟associazionismo e gli idolatri
4. Promuoveva un culto puro e sincero.
"Egli, Dio, è uno - Dio l'Eterno. - non generò né fu generato - e nessuno Gli è pari" ».
 Maometto non era il solo a professare il monoteismo

o
Definiti Hanif: sono i seguaci dell'originale e autentica religione monoteistica che
fu di Abramo, Il patriarca. L‟antenato degli arabi.
o
Gli Hanif non costituivano un movimento organizzato ma seguivano una
ricerca spirituale, individuale.
Maometto predicava: “ Abramo non era né ebreo, né cristiano: era hanif, dedito interamente a dio e
non era idolatra”.
o
Abramo si era convertito al culto del dio unico
3
o

In ragione di ciò ebrei e cristiani erano invitati ad abbandonare la loro fede per abbracciare la
religione di Maometto
o



Dunque la religione di Maometto non si definiva soltanto in rapporto
all‟hanifismo, ma anche in relazione all‟ebraismo, e al cristianesimo: riferite
anche queste al culto di Abramo
Presentata come la religione di Abramo ovvero la vera religione che fino a
quel momento era stata falsificata.
La rottura con gli Ebrei si inasprisce con il secondo Califfo Umar.
o
Ogni altro monoteismo non-mussulmano (ebrei, cristiani, zoroastriani) doveva
pagare un tributo per il riconoscimento di status d‟ineguaglianza
o
In cambio di alcune garanzia e libertà fondamentali (libertà personale, di culto, di
residenza).
o
Tale istituzione sopravvivrà fino alla fine dell‟impero ottomano.
Maometto continuava a subire le pressioni dei suoi oppositori
-
Pronti ad accettare la rivelazione
-
Pretendevano le prove concrete della potenza del suo dio
Il suo messaggio contrapponeva ai contestatori un atteggiamento che non si basava su argomenti
tangibili bensì:
-
sull‟accettazione,
-
la fede,
-
la sottomissione
L‟islam: non conformazione - infedeli
o
Coloro che negavano i segni divini da quel momento sarebbero stati
o degli infedeli
o
Dopo la morte dello zio Abu Talib, il quale gli garantiva protezione
-
I Banu Hashim4 lo abbandonarono
4
I Banu Hāshim (arabo: i Figli di Hāshim) erano uno dei lignaggi della tribù meccana dei Quraysh ( tribù araba
stanziata a Meccanel VII secolo d. C) L‟attività specifica dei Quraysh erano i traffici carovanieri che collegavano, passando
per Mecca, le coste mediterranee al meridione dell'Arabia, e questo grazie alla buona capacità guerriera della tribù che in
seguito, avrà modo di esprimersi ampiamente in età islamica. Il lignaggio divenne noto perché ad esso appartenne il
profeta dell'Islam Muhammad ma, all'epoca in qui questi visse e operò.
Il nome deriva dal bisnonno del Profeta, il cui vero nome era però 'Amr, a sua volta bisnipote del mitico costitutore della
tribù, Qusayy, che aveva portato i Quraysh a dominare la Mecca e ad organizzare i proficui riti del pellegrinaggio
preislamico, istituendo i riti dell'approvvigionamento e della distribuzione di cibo e bevande ai pellegrini.
Hāshim fu il promotore dell'alleanza (i cui contorni non sono ancora ben chiari) definita dei Mutayyabùn (Profumati), dalla
quale furono esclusi, per motivi a noi ignoti, i suoi fratelli Nawfal e 'Abd Shams (progenitore degli Banu Umayya). Il nome
deriva da una cerimonia che servì a sanzionare l'accordo e che si espresse con l'immersione delle mani dei sottoscrittori
in un recipiente che conteneva essenze profumate di grande valore.
L'aggettivo "hascemita" - che letteralmente indica un'ascendenza che risale fino ad Hāshim ma, cosa assai più
importante, al Profeta - è orgogliosamente ostentato dalla dinastia al potere in Giordania e, fino al 1958, in Iraq.
4

Maometto e i suoi partigiani sarebbero potuti rimanere alla Mecca ma non si
sarebbero potuti imporre.
Maometto decise cosi di esiliarsi a Yathrib (622): l‟egira.
o
L'Ègira (arabo: hijra, "emigrazione") indica il trasferimento, più propriamente, la rottura dei
vincoli tribali che esponeva a gravissimo rischio tutti coloro che a qualsiasi titolo avessero
abbandonato nella Penisola araba il loro gruppo tribale.
o
L'egira per antonomasia è però quella che organizzò lo stesso Maometto da Mecca verso la
città-oasi di Yathrib, poi rinominata Medina (propriamente "Città del Profeta"), non solo a
causa della crescente ostilità dei suoi concittadini che temevano di veder danneggiati i propri
interessi commerciali e vilipesa la propria fede,

ma anche in considerazione del fatto che le tribù di quest'oasi gli offrivano di
assumere un comando super partes nella gestione dei rapporti tra le varie comunità
(cosa che egli fece varando la costituzione di Medina). Un certo numero di fedeli
seguirono Maometto a Medina, divenendo anch'essi membri di quella comunità
(i muhājirūn "coloro che hanno fatto l'Egira").
o
o
Noti nella tradizione come Asnar; gli aiutanti
Di fatto, più che rappresentare una "fuga", l'egira di Maometto sancì la nascita del primo
nucleo di uno Stato islamico.
La fondazione di una comunità nuova

Maometto si stabili a Yathrib + un gruppo di partigiani, emigrati con lui.
o
Fu qui che definì la “costituzione di Medina”
 La Costituzione di Medina chiamata anche Carta di Medina o Rescritto di Medina, fu un
documento stilato dal profeta dell'Islam Maometto verso il 622.
o
Era costituito da un accordo formale tra Maometto e tutte le tribù e i clan maggiormente
significativi della città-oasi di Yathrib, inclusi i musulmani, gli ebrei e i pagani.
o
Il documento fu redatto per metter fine esplicitamente al conflitto intertribale tra i clan
della tribù medinese.
-
o
Per effetto di esso fu individuato un certo numero di diritti e di
responsabilità per la comunità islamica emigrata da Mecca e i
musulmani di Yathrib, per gli israeliti e per i pagani, collocandoli
all'interno
di
una
nuova
struttura
sociale
che
fu
chiamata Umma (Comunità).
La Costituzione fu la pietra miliare del primo Stato islamico della storia. Il Rescritto
stabiliva:
-
la sicurezza della Comunità, le libertà di culto, il ruolo di Medina come
territorio haram, ossia "sacro, inviolabile" (da cui era bandita ogni forma
di violenza e l'uso delle armi), la sicurezza delle donne, stabili rapporti
intertribali all'interno di Medina, un sistema di tasse per sostenere la
5
Comunità nel corso dei conflitti, parametri per regolamentare alleanze
politiche con l'esterno, un sistema per assicurare la protezione dei
singoli, un sistema giudiziario per risolvere le dispute e per
regolamentare il pagamento del prezzo di sangue (il pagamento tra
famiglie o tribù per indennizzare la parte offesa, evitando l'applicazione
del principio biblico e preislamico della legge del taglione).
 Fino ad allora, era il compagno, l‟appartenente alla medesima tribù
o
Successivamente si sarebbe affermato come capo della comunità

Maometto era considerato soprattutto capo spirituale il cui compito principale
consisteva nella costruzione della nuova religione.

I doveri rituali furono stabiliti in maniera sempre più organizzata:
1. La preghiera rituale (salat)
2. La purificazione tramite l‟elemosina (zakat)
3. Il digiuno (sawm)
4. Il pellegrinaggio (hagg)
o
Adattati alle circostanze;
1. La direzione della preghiera, non fu più verso la Ka‟ba della Mecca, ma vs
Gerusalemme
3. Per il digiuno fu ricalcata su quella dei cristiani e degli ebrei, prima di
allontanarsene, fissandola nel mese di ramadan.


Fu instaurato un nuovo ordine morale
o Non si trattava di sconvolgere i costumi e gli usi a cui gli arabi erano legati.
o Maometto definì solo il comportamento corretto, la via che conduceva alla salvezza.
Emanò le norme morali:
 La coesione
 L‟ordine all‟interno della nuova entità formata a Medina
 L‟elaborazione di un sistema giuridico (Maometto profetalegislatore)
Maometto profeta-legislatore e capo politico
o Riuscì a unire le tribù arabe sotto il suo vessillo e istituire uno stato a Medina.
6
Dalla Confederazione tribale allo Stato

Con la “costituzione di Medina” si istituì un‟unità territoriale che sostituì l‟ordine tribale: si
cerarono, le basi di uno stato

Per garantire la vitalità economica: si utilizzò le spedizioni militari e il saccheggio del bottino.
La razzia in uso presso i beduini fu a poco a poco trasformata in Jiad (guerra santa)
o Le prime spedizioni dei seguaci di Maometto furono contro carovane meccane.
o Non riportarono successo
1. Marzo 624 Maometto assunse il comando e si scatenò una battaglia a Badr,
contro un distaccamento meccano. Fu la prima battaglia vera e propria condotta
dai mussulmani: una vittoria.
Costituisce il primo fatto d'arme della storia dell'Islam.
Lo scontro avvenne ai pozzi di Badr, a sud-ovest di una carovana meccana che
dalla Siria stava tornando nella sua città d'origine. I musulmani, oltre 300 uomini
condotti militarmente dallo zio del profeta islamico Maometto si appostarono in
agguato e colsero del tutto impreparata la piccola carovana meccana di un
centinaio di uomini. Maometto aveva infatti fatto insabbiare tutti i pozzi salvo
quello più vicino allo stuolo musulmano appostato in agguato e la disfatta fu
totale per i Meccani.
2. La battaglia di Uhud, scatenata un anno dopo dai meccani per vendicarsi.
 I meccani si alleano con gli Ebrei nell‟assedio a Medina - Fallisce
 Maometto costruì abilmente una trincea che gli consentì di sbarazzare
dell‟opposizione interna medinese.

Il nemico da sottomettere fu designata dalla rivelazione:
 Da un lato gli idolatri, Meccani: eliminati attraverso i saccheggi
 I giudei, che aveva rifiutato di abbracciare l‟islam : a poco a poco si unirono a Maometto

Gennaio 630 Maometto e le sue truppe, senza trovare opposizione entrarono alla Mecca,
che sottomise
o M. aveva unificato le tribù attorno a lui,
o Garantendo sicurezza su ampio territorio e una nuova forma di solidarietà che si
realizzava nello stato di Medina.

Morte di Maometto (632) alcune tribù ruppero il giuramento di fedeltà al successore
o Risultato: tremavano le fondamenta del giovane stato
o Maometto non aveva lascito le istruzioni necessarie per amministralo
 I mussulmani dovevano gestire l‟eredità senza di lui.
I primi ad essere espulsi delle tre grandi tribu ebraiche furono i banu al –nadir
Accusati di aver cercato di uccidere Muhammed
7
Capitolo 2: Il Corano


Nell‟ Islam, Gesù si è fatto libro.
o Il libro per Eccellenza. Il libro santo nella sua globalità e unità.
Il semplice credente conosce solo un Corano: l‟edizione del Corano tende a standardizzarsi
o L‟edizione messa a punto ad Al-Azhar, al Cairo (1924):
cosi detto corano del re fu‟ad
Il testo coranico
 Il Corano (arabo: letteralmente: "la lettura" o "la recitazione salmodiata") è il testo sacro della
religione dell'Islam.
o

Per
i musulmani il
Corano,
rappresenta
il
messaggio rivelato quattordici secoli fa da Dio (Allāh)
a Maometto (in arabo Muhammad)
Il libro del islam è stato sottratto alla
storia e consegnata all‟eternità
Nel X sec. I sunniti stabilirono che il
Il Corano è diviso in 114 capitoli, (detti sūre) a loro volta
corano era increato ma esistente ad
divise in 6236 versetti (detti Āya)
eterno
 Le sure hanno una lunghezza diversa:
possono contenere da 3 a 287 versetti5
 Il versetto è l‟unica unità di base della rivelazione (miracoli)
o Le sure non sono ordinate cronologicamente per data di rivelazione ma grosso modo per
ordine di lunghezza, dalla più lunga alle più brevi (fa eccezione la prima sura, L'Aprente 6, di
soli sette versetti); la sura più lunga è la seconda.
 Anche se per i musulmani esse sono state disposte nell'ordine in cui furono
insegnate al profeta Maometto dall'angelo Gabriele e quindi come il profeta le
avrebbe successivamente recitate ai fedeli durante il mese di ramadan.
 L'ordine non riflette comunque la loro importanza in quanto per i fedeli dell'Islam
esse sono tutte egualmente importanti.
o
Le sure non sarebbero state rivelate per intero, ma a gruppi di versetti poi accorpati
secondo criteri tematici generali e eterogenei.
o
I titoli delle sure sono parole chiave, riferite ad un argomento, elemento specifico o
personaggio.
Le sure sono divise in meccane e medinesi, a seconda del periodo in cui furono rivelate.
1. Le sure meccane sono state rivelate prima dell'emigrazione (Egira)
di Muhammad da Mecca a Medina, più brevi e di contenuto più intenso e immediato
da un punto di vista emotivo.
2. le sure medinesi sono invece quelle successive all'emigrazione. Sono
o
 Qualora il Corano sia invece diviso in 30 porzioni, il termine indicato per ciascuna di esse
è juz (letteralmente "parte").
o Tale ripartizione permette che in ogni giorno del mese sacro di ramadan si possa recitare
un juz, completando così l'intera lettura alla fine di tale mese lunare.
5
La prima sura rivelata è la sura “del grumo di sangue” dove si narra il miracolo della creazione e della scrittura. La
sura della Vacca è la II inserita nel corano ma l’87° rivelata, l’ultimo versetto ad essere rivelato si dice essere stato AlNasr
6
Al Fathaia: sarebbe stata la V ad essere rivelata
8

Il Corano è il messaggio di dio.
o Maometto è l‟interpreta, tramite il quale Grida la rivelazione.

La lingua: è la lingua araba
o Il corano è considerato scritto in arabo puro, senza introduzioni di lingue presistenti
 La arabiyya, la lingua dei poeti.
o Il primo manoscritto, pervenutoci è in uno standard compiuto della lingua araba, fino a quel
momento rimasta a uno stadio di rudimentalità
 Scritto inizialmente con una grafia senza vocali e segni diacritici

Lo stile:
o Eterogeneo a causa dei diversi tempi in cui è stato assemblato
o è prosa assonanza è una musica, pullula di immagini e di metafore.
 Tutte le sure iniziano con un Basmala (in nome di dio)
 Terminano con una rima imperfetta per assonanza, obbiettivo: impararla e
memorizzarla
La differenza di stile nel testo è spiegata nel testo stesso: distinzione tra elementi:
1) Chiari e perentori: dove vi è stato lo sforzo di interpretazione umana Es: sura XXIV (Velo)
2) Allegorici: interpretabili solo da dio Es: Sura il verso della luce

Nel corano troviamo:
o La storia della fondazione dell‟islam (la trascendenza divina, l‟intera creazione, il richiamo al
patto concluso dall‟uomo con Dio onnipotente)
o Regole, norme ai quali i credenti dovranno conformarsi (formule liturgiche….)
o Studi linguistici sulla lingua araba e la sua grammatica
Classificazione delle sure e cronologia della rivelazione

La classificazione tenta di recuperare l‟ordine cronologico della rivelazione (Tazil)
1. Secondo i musulmani il Corano è dettato parola per parola da Allāh, Perciò potevano
basarsi soltanto su racconti che circolavano a partire dalla morte di Maometto.
2. Tali racconti sono chiamati Hadith, riportavano i fatti e le gesta del profeta e dei suoi
seguaci

Gli orientalisti rifiutarono una classificazione degli studiosi musulmani
1. gli hadith non costituivano prove affidabili
2. la sure non è unita dalla rivelazione ma il raggruppamento di differenti sequenze rivelatorie.

I ricercatori europei svilupparono un proprio sistema basato su 3 criteri stabili:
1. Il contenuto del testo
2. Lo stile
3. Le allusioni a eventi noti
Si divise cosi la rivelazione in quattro periodi: 3 meccani e 1 medinese.
o Il tono del periodo meccano è apocalittico
o Il periodo medinese è più misurato.
9
 Gli Hadith sono racconti di parole e gesta del Profeta
o Diffusi da testimoni ritenuti affidabili dalla Comunità
 I suoi famigliari
 I compagni (Asab)
formazione di una catena
 Il mussulmano di II generazione
o Un Hadith può essere definito:
 Sano:
 Buono ma non perfetto
studio relativo al contenuto
 Debole: il testo o la traduzione non va
 Difettoso: non circolano nel diritto mussulmano
o
o
Le I raccolte di tradizioni furono organizzate sulla base della testimonianza (ISNAD)
 Successivamente si affermò il criterio tematico che diede luogo alel opere raccolte
per soggetto (musanaf)
Nei primi 4 secoli sono state assemblate 6 raccolte canoniche - valide per i sunniti
 La raccolta + popolare ha selezionato 40 hadith che si devono conoscere
 La comunità sciita ha propri hadith riconducibili alle testimonianze di Ali e famiglia
Raccolta, recensione e codificazione del Corano

La storia della scrittura e della trasmissione del sapere nella penisola arabica.
o L‟uso della scrittura risale (nei centri urbani dell‟Arabia) al periodo preislamico.
o La poesia era trasmessa oralmente dai poeti stessi o da loro “relatori”.
 Tramandata per iscritto e pubblicata solo per impulso dei califfi omayyadi.
La recitazione di Maometto continuava a essere trasmessa oralmente.
 è tramite l‟oralità e la scrittura che nell‟islam si è effettuata la trasmissione del
sapere religioso fino ai giorni nostri.

Il corano fu riunificato quando il profeta era ancora vivo.
o In seguito i quattro califfi proseguirono nell‟opera di raccolta
o Umar: raccolse il corano nel suo insieme e iniziò la fissazione
o Uthman: andrà il merito della sistematizzazione definitiva e della redazione scritta dell'intero
testo coranico (muṣḥaf).
 diresse la redazione del Corano e ne ordinò la divulgazione.
 “I fogli, furono riuniti e ne fu fatto un libro copiato in numerosi esemplari “(653)
La redazione definitiva del corano era ostacolata dalla notazione della lingua araba era carente.
o Il corano era trasmesso con varianti non controllate – ne circolano diverse fino al X sec
Es: Anas Malik riteneva che fosse consentito sostituire parole con sinonimi, l‟importante era
il messaggio. Dunque vi erano differenti letture del corano

Nella prima metà del X secolo Ibn Magahid, vietò l‟uso di letture non canoniche
o Si basò su hadith che sosteneva come il corano fosse stato rivelato in
7 letture.

Ad oggi le discussioni tra gli studiosi di scienze islamiche sulla questione delle letture del corano
sono frequentissime
Versetti Satanici:
- Durante una riunione con i Notabili Meccani, M. citerà versi della
Rivelazione. Nomina 3 divinità del panteon politeisti: questi
versetti saranno abrogati considerati dettati da satana
10
Capitolo 4: il diritto islamico e la sua metodologia



Fonte primaria: la Shari‟a
o
Il corano
o
Hadith
Fonti Secondarie:
o
Ijma – consenso dei giuristi
o
Ada – buon costume
o
Fatwa – precetti legali
o
Ijthiada – interpretazione
Shari‟a è un termine generico utilizzato nel senso di “legge” che indica due diverse dimensioni,
1. una metafisica la sharī‟a, è la Legge di Dio e, in quanto tale, non può essere
conosciuta dagli uomini.

In questo senso, il fiqh, (diritto sacro- la scienza giurisprudenziale),
rappresenta lo sforzo esercitato per individuare la Legge di Dio, e quindi
la letteratura legale prodotta dai giuristi (faqīh)

Oggetto del Fiqh: declinare ed esplicitare l‟insieme delle norme
(giuridiche, sociali e culturali) contenute nella shari‟a
2. una pragmatica.
o
compre tutte le norme e i regolamenti che gestiscono la vita dei mussulmani
 Si applica in tutto il nord africa, sub shara, paesi mediorientali,
o
È lo standard rispetto al quale sono verificate nel corso del tempo, l‟esattezza e la
conformità della vita del credente e della comunità ai dettami divini
o
Regola tanto gli obblighi di fede che ogni aspetto della vita individuale e collettiva della
comunità.
o
Sono due gli insiemi testuali sui quali si fonda la sharia
1. Il Corano: nella sua parte legiferante
2. La sunna: come riportata negli Hadith e interpretata dal fiqh
o
E‟ la normativa rivelata dell‟Islam, un sistema di riferimento fisso e immutabile.

Immutabile ma si produce e sviluppa mediamente la produzione del fiqh (opera dei
giuristi)
11
Le origini del Fiqh


La parola fiqh significava:

comprensione

conoscenza globale della religione
I trattati detti di Fiqh sono:
1. furu (rami): i casi pratici
2. usul (radici): fonti e fondamenti
1) Furu (Rami)
Si dividono in due grandi parti:
a. gli ibadat: obblighi del credente nei confronti di Dio. Le pratiche di culto: la purezza rituale,
le abluzioni, la preghiera, le pratiche funerarie, il digiuno, l‟elemosina, il pellegrinaggio
(Arkan al Islam)
b. i mu‟amalat: obblighi che legano i credenti tra loro. Sono regole che riguardano diritto
commerciale, diritto di proprietà fondiaria…
i. Pratiche al cui interno si ritrovano: interazione sociale, lo statuto personale,
ambito criminale, peccati contro la religione.
ii. Queste si riferiscono a diversi tipi di delitti, dall‟omicidio: pene precise (hadd) a
infrazioni quali il furto o l‟apostasia: pene precisate nelle scritture.
i. Secondo gli Ulema c‟è la possibilità di applicare la pena di
morte sono in 4 casi: Uccisione Mussulmano, Adulterio,
Bestemmia, Apostasia
2) Usual (Radici)
Le Opere di Usual coprono in genere 4 aree di discussione
1.
2.
3.
4.
Le fonti
Le categorie con cui i giuristi giudicano gli atti
Le regole per derivare le norme delle fonti canoniche
L‟ijthiad e le sue regole
Le categorie comprendono 5 gradi che definiscono gli atti





Atti obbligatori
Atti raccomandati
Atti permessi
Atti non raccomandabili
Atti vietati
12

Classificazione delle azioni secondo il Fiqh
a) obbligatoria (fard): es. la preghiera, l‟elemosina. Non compierla merita castigo
b) raccomandabile (mandub): non obbligatoria ma commendevole (opere di carità, preghiere
supererogatorie). Merita ricompensa
c) lecita (halal): si riferisce soprattutto alle norme dietetiche e vestimentarie, dove indica
l‟aderenza alle norme della sharî„a
d) permessa (ja’iz): indifferente dal punto di vista del castigo e del compenso
e) riprovevole (makruh): sconsigliata ma non punibile (es. divorzio, poligamia)
f)
Proibita, illecita (haram): es. consumo di vino, adulterio. Merita castigo
La radice araba h-r-m racchiude le nozioni antitetiche di “sacro, riservato al culto” e
di “maledetto, proibito”
Se ne ricavano dunque termini di significato ambivalente fra questi due
estremi:

Harām = vietato, illecito (opposto ad halāl, lecito)
•
Harīm = lo harem, l’insieme delle donne “riservate” a un solo uomo e
“proibite” a tutti gli altri
•
Mahram = l’insieme degli uomini ai quali una donna può mostrarsi
scoperta, e ai quali le è vietato unirsi in matrimonio
•
Ihrām = lo stato di purità rituale nel quale devono trovarsi i pellegrini
durante lo hajj
Attenzione!! Il fiqh non è totalmente rigido7. Nuove norme potevano comparire:
o

•
commenti ai trattati (sharh)
L‟amministrazione del Fiqh
 I fuqaha‟, che dispensano l‟interpretazione della legge sacra, pur non essendo un gruppo
professionale organizzato né un clero istituzionale, agiscono di fatto come una classe
religiosa e intellettuale, (v. al-Azhar), la cui legittimità ultima resta tuttavia basata – nell‟islam
sunnita – sul consenso della comunità.
7
Il fiqh rifugge dalla “innovazione” (bid’), che violerebbe il principio della perfezione e immutabilità delle Scritture.
Tuttavia, all’inizio della storia dell’islam, ai 4 califfi fu permesso innovare il diritto, così come ciò era stato permesso a
Muhammad. Per esempio, ‘Umar sostituì alla pena coranica della fustigazione per gli adulteri, quella mortale della
lapidazione, e Abu Bakr raddoppiò le frustate previste per il consumo di vino. Dopo di loro, tale facoltà fu di fatto
soppressa fra i sunniti.
13
 Il qâdî assolve funzione di giudice e di notaio con giurisdizione sui musulmani residenti in un
determinato distretto, applicando la legge religiosa soprattutto alle norme dello statuto
personale e proprietario. E‟ spesso dipendente dal potere politico
 Il muftî è il faqîh chiamato a decidere di casi la cui soluzione prospettata dalla legge
religiosa o dal qâdî non è immediatamente evidente, giungendo, grazie all‟ijtihad, a una
fatwa, ossia una “sentenza legale” che ha tuttavia valore vincolante solo per l‟istituzione che
la emette e prevede numerose eccezioni.

la fatwa viene emesse dai giureconsulti: è la risposta fornita da un giurisperito
( faqīh ) su di un quesito presentatogli per sapere se una data fattispecie sia
regolamentata dalla Sharīʿa e quali siano le modalità per applicarne il disposto. In
questo caso il faqīh viene detto Muftī.
 Es: Yushi al Qaradawi
 Ulema sunnita molto controverso. Autore di Ratwe molto discusse
 Ha autorizzato il boicottaggio di prodotti americani

La tradizione islamica ha come obbiettivo garantire l‟unità della umma8
o


eliminando le divergenze più che farle emergere apertamente
Oggi i giuristi musulmani
o
ammettono di prendere in considerazione la diversità delle soluzioni apportate dalle differenti
scuole.
o
Si parla di diritto islamico comparato.
La shari‟a si esprime nelle scuole di fiqh, NON è un blocco omogeneo.
o
Ma è il suo statuto ideale
o
Unità di ispirazione e pluralità di espressione
I metodi sviluppati ammettono divergenze e convergenze a seconda delle scuole.
 Obbligazioni Sciite:
 Tawali: obbligo di amare la famiglia del profeta
 Tabarra: obbligo di odiare e maledire i necimi dello Al –Albayt
8

Halal

Haram
Comunità di fedeli", nel senso di "comunità di musulmani", senza alcun significato etnico-linguistico-culturale.
14

Lo studioso in materia è chiamato faqih (giurista- per i mussulmani: studioso della religione).

Nascita diritto islamico:
1. Non è nato nella società araba beduina
2. ma due secoli dopo la rivelazione in una società arabofona e urbana.
ll Corano contiene nome e prescrizioni anche se saranno erette a principio giuridico (Shari‟a)
dopo.


500 versetti “legiferanti” che parlano di “prescrizioni divine”

il rituale, l‟elemosina, la proprietà, il trattamento degli orfani, l‟eredità, l‟usura, il
matrimonio, il divorzio, l‟adulterio, il futuro, l‟omicidio9

Secondo gli ulamā, la Shariʿa consentirebbe la pena di morte in quattro
casi: omicidio ingiusto di un musulmano, adulterio, bestemmia contro Allah (da parte di
persone di qualunque fede) e apostasia (ridda) ciò nonostante viene invocata
regolarmente per giustificare i casi di condanna a morte per omosessualità in stati come
l'Iran, la Nigeria o l'Arabia Saudita.
Attenzione!! Non si può affermare che il Corano racchiuda un corpus giuridico.
o Maometto si limitò a perorare un nuovo ordine morale non un sistema giuridico compiuto
a) Trasferimento capitale Damasco – Medina: le regole consuetudinarie beduine non furono più
sufficienti per amministrare l‟impero.
b) I giudici compongono le loro prime opere di Fiqh basandosi sulla sunna.
La sunna e quanto costituiva la materia amministrativa giuridica delle province si fusero per produrre
norme di Fiqh.

Origine fiqh: si trova nelle pratiche sulle quali i giuristi locali concordavano, e in
un‟elaborazione concettuale.

Si aggiunge il igtihad al-ray (interpretazione)
Un‟attività intellettuale di ragionamento bastata su autorità religiose.
c) Lo studioso di religione che assumono funzioni di giuristi applicano l a dottrina sempre più legata al
Corano e ai hadith.
I seguaci del Hadith svilupparono un corpus di discorsi attribuiti da Maometto
imposero l idea di sunna de profeta
9
Hudud: pene fisse che riguardano infrazioni già biasimate nella società beduina. Il castigo è soprattutto implorare
perdono a dio.
15
Dalla pluralità degli approcci alle quattro scuole giuridiche

Il periodo di formazione del Fiqh è tra il VIII e il XI secolo


Furono scritte opere su rituali pubblici e vita in comune
I quattro fondatori delle scuole di fiqh sunnite.
Solo queste 4 scuole riuscirono a sopravvissute dopo il XIV secolo, alcuni centri studio di Fiqh
persero vitalità non riuscendo a risollevarsi e scomparvero. Non bisogna dimenticare tra queste:
1) Il fiqh zaydita
2) Fiqh gafarita
3) Ribaditi
Nel Sunnismo si distinguono quattro principali scuole giuridico - religiose, le quali si differenziano tra
loro sia
a) per gli strumenti ermeneutici usati
b) per l'interpretazione della Legge Coranica,
c) nella ritualità adottata per il suo rispetto.
1. Abu
Hanifa
(767):
(Kufa, 699 – 765),
è
stato
un
teologo, giurista
e imam arabo
di religione musulmana.
o
Noto come il sommo Imam, arabo: fu il fondatore del hanafismo, la più antica e
importante scuola giuridica sunnita, seguita dal 30% del mondo islamico.
o
La scuola si caratterizza per la sua flessibilità ermeneutica e per il ricorso allo
strumento interpretativo accessorio (ossia il far prevalere, nel dubbio, ciò che
appare buono al dotto giurisperito).
o
Nessuna delle sue opere ci è pervenuta, anche se varie sue parti ci sono giunte
tramite i suoi discepoli.
a. Al-Shaybani (805)
b. Abu Yusuf (789)
o
.
Diffusione: Asia Centrale, Cina, Iraq
2. Malik Anas (795): maggiore rappresentante della scuola di Hadith a Medina.
o
Autore dell‟opera più antica di Fiqh.
o
Il Malikita: si basa sulle tradizioni e gli usi locali dei primi seguaci del Profeta
(Sunna), procedendo per analogia (qiyas) e utilizzando criteri sussidiari quali la
valutazione del bene comune.
o
Diffusione: Maghreb, alto Egitto, Sudano in Africa occidentale e centrale
3. Muhammed Al-Shafi (820): acquisii il proprio sapere religioso prima di stabilirsi al Cairo.
16

attivo in materia giuridica e il suo insegnamento alla fine ha portato alla scuola
Shafi'i di fiqh porta il suo nome.

Shafi'ta: riduce l‟uso dell‟analogia e dà più importanza alla Sunna, ma solo in
quelle parti direttamente risalenti al Profeta.

Diffusione: la scuola shafi‟ita si sviluppo nel Basso Egitto, Medio Oriente,
Yemen, Indonesia.
4. Ahmad Ibn Hanbal (855): fu l‟ultimo di quelli che furono chiamati i 4 “imam”.

è stato un teologo e giureconsulto arabo, musulmano tradizionalista. Fondatore di
una delle quattro grandi scuole giuridiche sunnite (l‟hanbalismo), divenne
l‟ispiratore del wahhabismo,

I suoi discepoli si fecero carico di codificare il Hanbalismo 10

Hanbalita: ribadisce la supremazia dei testi sacri sul ragionamento personale,
e rifiuta l‟analogia come fonte del diritto. Al tempo degli Ottomani viene relegata
alla Penisola arabica, e oggi vi si trova come fondamento del Wahhabismo.
La relativa immutabilità del diritto islamico
Dopo la fase di formazione del Fiqh nel XI secolo (periodo classico) gli storici musulmani hanno a lungo
ritenuto che le porte dell‟igtihad (interpretazione) si fossero chiuse.

Bisognava applicare le quattro scuole canoniche senza rimetterle in discussione

Dedicarsi alla conservazione della dottrina

Sotto forma di commenti (sharh) o Compendi
In effetti dal IX al XIX nessuna
modifica ha riguardato la disciplina
10
Il hanbalismo fu una scuola giuridico-religiosa islamica che all'interno del sunnismo si occupò delle problematiche
connesse alla Legge Coranica. Fu fondato da Ahmad ibn Hanbal (Baghdad, 780-855), il quale si opponeva in modo
radicale a qualunque forma di intromissione della ragione umana - ritenendola arbitrariamente soggettiva nell‟interpretazione delle due fonti primarie dell‟Islam, Corano e Sunna.
17
Capitolo 6: Gli scismi nell‟islam
Differenza tra sciiti e sunniti
 La “grande discordia” si concretizzo inseguito all‟assassinio del califfo Uthman (656).
o
La crisi culminò con la Battaglia di Siffin (657) quando i tre grandi partiti avrebbero dato
origine a:
1) Sunniti
2) Sciiti
3) Kharigiti
o
Ciascuna corrente si sarebbe distinta per:
1) Il califfato
Differenti rami dell‟islam
2) Le radici del diritto islamico e la sua applicazione
Le difficoltà della successione
 L‟origine della divisione risale alla morte del profeta
o
Maometto morì a Medina, dopo aver compiuto il Grande Pellegrinaggio detto anche il
"Pellegrinaggio dell'Addio", senza indicare esplicitamente chi dovesse succedergli alla
guida politica della Umma.
o
Lasciava nove vedove - e una sola figlia vivente, Fatima, andata sposa al cugino del
profeta, Alī b. Abī Ṭālib. Fatima, piegata dal dolore della perdita del padre e logorata da
una vita di sofferenze e fatiche, morì sei mesi più tardi, diventando in breve una delle
figure più rappresentative e venerate della religione islamica.
o
Non avendo lasciato né figli maschi né un testamento: la comunità era senza una linea
guida da seguire


Un famoso hadith, ripreso dalle principali collezioni, dichiara: il profeta non
ha eredi
La comunità istituisce provvisoriamente un califfo (khalîfa = successore, vicario) per guidare la
propria espansione
 I primi 4 califfi (i rashidûn = ben guidati) sono scelti nella famiglia allargata di Muhammad
1) Abû Bakr (632-634)
2)
c
3)
c
4)
c
Umar (634-644)
Uthmân (644-656)
Alî (656-661)
18
1) Gli Ansar11 vs Muhagirun12
Designarono come successore del profeta
Abu Bakr, padre di A’isha (la
moglie preferita di Maometto). Abu Bakr apparteneva alla tribù dei Quraysh
come il profeta. Non era membro della casa.
Vollero nominare un loro uomo
2) Fatima (figlia di Maometto): si arrabbio. Suo marito, Ali doveva essere l‟unico successore del
profeta, nonché cugino del profeta.
o
Infine fu accettata la nomina di Abu Bakr anche da Ali e i suoi sostenitori.

o
il primo califfo dell'Islam dal 632 al 634, epoca in cui la Umma fu impegnata
a combattere varie tribù della Penisola araba che avevano abiurato l'Islam o
che, più semplicemente, avevano deciso di recuperare una loro piena libertà
d'azione.
Prima di morire designò un successore Umar:

fu il secondo califfo islamico. resse la Umma dal 634 al 644.

Sul letto di morte Umar richieste la creazione della shura, in arabo “consiglio”
composto da 6 uomini il cui compito era eleggere il califfo. Uno dei membri
della shura era Uthaman, Ali rimaneva ancora escluso
3) Uthaman è stato il terzo califfo "ortodosso"islamico (644-656).
o
Favori il proprio clan nella distribuzione delle cariche amministrative e creò malcontenti

o
Contro di lui si formò uno schieramento di oppositori che andava dagli egiziani
e dai kufani - scontenti dei loro governatori - ad appartenenti alla sua stessa
famiglia.
Nel 656 contingenti armati provenienti da Kufa costrinsero Uthaman ad accogliere le lamentele
dei suoi sudditi

Dopo un assedio di 40 giorni Uthman accettò, per poi cambiare idea

Uthman si rifiutò di dimettersi
11
Ansār che significa ("Ausiliari") è il termine arabo per indicare gli abitanti di Yathrib/Medina che si convertirono
all'Islam dopo l'arrivo nella loro città del profeta Muhammad. Considerati per eccellenza secondi ai soli Muhājirūn,
gli Ansār costituirono il nerbo militare (ma non altrettanto politico) del primo Islam. Colui che si fece maggiormente
paladino delle loro richieste di non essere in alcun modo discriminati rispetto agli Emigrati fu il quarto califfo 'Alī ibn Abī
Tālib. Fra i movimenti fondamentalistici islamici il termine ha conosciuto nuova fortuna e, come tutti i termini che si
riferiscono al primissimo Islam, è spesso usato per sottolineare una fede e una pratica islamica di alto profilo, per quanto
decisamente autoreferenziale.
12
si indicano i musulmani della primissima ora che, con il loro profeta Maometto, si mossero dalla natia Mecca alla volta
di Yathrib effettuando l'egira. Come tutti coloro che frequentarono il profeta sono inclusi nella categoria dei Compagni,
creando una distinzione con gli Ausiliari (Ansār) di Yathrib che, pure, avevano contribuito in maniera determinante
all'affermazione della prima Umma islamica.
19
o
Un nuovo assedio fu allora portato alla casa del califfo e un manipolo di congiurati penetrò infine
al suo interno e, malgrado un disperato tentativo della moglie di fermare a mani nude le armi
degli assassini,uccise Othmàn.

o
Dell'assassinio - non è possibile identificare con certezza i nomi dei mandanti.
Con la congiura e l'omicidio che ne derivò, si aprì la prima e più grave crisi ( fitna ) all'interno
della Umma islamica, foriera del successivo dissidio, mai più composto, fra Sciismo e Sunnismo,
oltre che della nascita dello scisma kharigita.
4) Ali13 fu proclamato califfo a Medina dai suoi partigiani .
o
Divenne nel 656 il quarto califfo dell'Islam ed è considerato dallo Sciismo il suo primo Imam.

Secondo gli sciiti sarebbe dovuto essere il successore di Maometto, ma fu
preceduto da tre califfi: Abu Bakr (632-634), 'Omar ibn al-Khattàb (634-644)
e 'Othmàn ibn 'Affàn (644-656).
o
Alcuni lo ritenevano responsabile dell‟assassinio di Uthaman
o
Abī Sufyān, in nome del diritto consuetudinario, reclamava si facesse piena luce sulle
circostanze che avevano portato alla morte di Uthmān, suo parente prossimo, e che si
punissero di conseguenza i responsabili del misfatto.

In realtà egli reagiva alla propria rimozione dalla carica di
governatore disposta da ʿAlī non appena divenuto Califfo.
o
L'esercito di Alī si scontrò con i seguaci di Abī Sufyān nella Battaglia di Siffin,
sull'Eufrate (657), ma il governatore ribelle, quando si avvide d'essere prossimo alla
sconfitta, si appellò al Corano14 ed Alī, pressato da una parte dei suoi uomini, dovette
acconsentire ad un arbitrato.
o
Questo portò alla nascita del movimento ereticale del kharijismo. I kharigiti
contestavano sia Abi Sufyan reo di essersi ribellato al legittimo Califfo, sia Alī,
reo di aver accettato un arbitrato col ribelle nonostante la certezza dei suoi diritti.
o
La questione fu cosi regolata: Ali conservò il titolo mentre Abi Sufyan conquistò territori
con le armi e gli lascio ad Ali solo la provincia dell‟Iraq.
5. Ali fu assassinato

15
(661) e Abi Sufyan prese definitivamente il potere
Dopo aver combattuto contro i suoi ex-pargigiani dissidenti (Kharigiti). Sarà
assassinato da uno di loro a Najaf, oggi in Iraq.
Fondò Damasco la dinastia omayyade.
13
Cugino e genero del profeta dell'Islam Maometto, avendone sposato la figlia Fāṭima nel 622. Il primo convertito
all‟Islam e, secondo la tradizione shi‟ta l‟erede del califfato spirituale.
14
Si Mu‟awija fece innalzare in cima alle lance delle pagine del Corano per fermare la battaglia.
15
Il suo corpo fu inumato in una località segreta per evitare profanazioni da parte dei suoi nemici. Solo dopo molti anni, al
tempo del califfo al-Rashīd, la sua sepoltura sarebbe stata scoperta a Najaf, nei pressi di Kufa. In seguito a tale
scoperta Najaf, a causa delle grande devozione goduta da Alī nel mondo musulmano in generale e sciita in particolare,
divenne la più importante città santa dello Sciismo, luogo di residenza della massima autorità religiosa sciita d'Iraq e
luogo preferito di sepoltura per milioni di fedeli sciiti (ivi è infatti il più grande cimitero del mondo), mentre per i fedeli
sunniti il luogo preferito rimane Mecca.
20

Quelli che avevano seguito Abi Sufyan :
a) sunniti


teoria: il califfo doveva essere letto o designato ma doveva appartenere alla tribù
dei Quraysh

i sudditi gli dovevano obbedienza indipendentemente dagli errori personali
I partigiani di Ali:
a) sciiti

teoria: il califfo doveva discendere dal profeta o essere “gente di casa”

gli sciiti formarono il secondo grande ramo dell‟islam in seguito si divisero in sette
b) muhakkima + khyarga = il terzo grande gruppo dell‟islam i Kharigiti
Capitolo 7: lo sciismo duo decimano

Il termine “ sciismo” corrisponde più precisamente allo sciismo duo decimano
o


denominazione relativa al numero degli imam venerati.
Sciismo imamita: si riferisce alla teoria dell‟imamato.
o
è una concezione dell‟autorità politica e religiosa distinta da quella dei sunniti
o
fa parte della teologia sciita e presenta implicazioni esoteriche.
E‟ il secondo ramo dell‟islam per numero di adepti, dopo il sunnismo
Gli storici hanno sviluppato diversi approcci allo sciismo duo decimano:
-
Movimento di opposizione al sunnismo
-
Elementi esoterici che avvicinano lo sciismo al sufismo
La formazione del dogma: le quattro tappe decisive
Lo sciismo duo decimano, è stato elaborato in tappe successive.
1) Tappa: la morte del profeta (632)

la questione della sua successione fu all‟origine della più grande divisione all‟interno dell‟Islam.
o
I discepoli di Alī, indicati anche dal Profeta con il termine di sciiti, ritenevano che gli unici
legittimati ad esercitare il potere fosse l'Ahl al-Bayt, la "Gente della Casa" (la famiglia del
Profeta), e che dunque Alī, la loro Guida, fosse l‟unico successore legittimo.
21


Alcuni partigiani di Ali si riunirono in un movimento che allora fu più politico che
religioso, per difendere il diritto a succedere a Maometto.

Essi sostenevano che il ruolo di Imam (guida religiosa) e Califfo (autorità politica)
dovessero cumularsi in un‟unica persona

ma dovettero riconoscere come primo Califfo Abū Bakr.
La disputa sembrò ricomporsi con l‟accesso di Alī al Califfato dopo la morte violenta del 3°
Califfo Uthmān (Egli fu dunque quarto Califfo per i sunniti e primo Imām per gli sciiti).
o
Ma il suo potere fu contestato da Abī Sufyān, governatore omayyade della Siria, che gli si
ribellò apertamente.


Alī fu assassinato
Quest‟ultimo divenne califfo (661) dopo che Ali fu ferito a morte
o
I suoi discepoli riposero allora tutte le loro aspettative sui suoi due figli, al-Ḥasan (iI genero)
e al-Ḥusayn. Ḥasan fu indicato da ʿAlī come suo successore all‟Imamato,

ma fu costretto a sciogliere il suo esercito e accettare un accordo con Al Sufyan,

stipulando però con lui un patto secondo il quale, alla morte di questo, il potere
sarebbe tornato ad al-Ḥasan o, in sua mancanza, a suo fratello al-Ḥusayn.

o
Hasan si ritirò a Medina
Al Sufyan, contravvenendo al patto, nominò suo figlio Yazīd per la successione al Califfato.
Al-Ḥasan nel frattempo era morto, ed al-Ḥusayn, che ne aveva ereditato l‟Imamato, rifiutò
categoricamente di giurare fedeltà a Yazīd

Alla morte di Al Sufyan, Husayn (figlio minore di Ali) partì alla conquista del
potere
2) Tappa: la battaglia di Karbala

il primogenito di cAli, Hasan, si ritira dalla lotta politica per la successione dopo un accordo con gli
Umayyadi
o
suo fratello Husayn si pone alla testa degli shi‟iti in armi contro il potere
umayyade.
o
Le truppe califfali intercettarono al-Ḥusayn a Kerbelā, sulla strada per Kufa,
impedendogli anche l‟accesso all‟acqua dell‟Eufrate.
Al-Ḥusayn, con soli 72 combattenti dovette fronteggiare l'assai maggiore contingente
armato califfale.

Nel 680 a Karbala‟, Husayn venne ucciso con la sua famiglia e i suoi seguaci.
22

Ogni anno i fedeli commemorano la battaglia di Karbala nel corso dei riti di Ashura16.
o
Il martirologio alide è commemorato ogni anno nei primi giorni di muharram, culminanti nel
10, giorno di cashura‟, la maggiore festività shiita (già festa del calendario ebraico).
o
Sono ripercorsi i10 giorni finali della vita di Husayn fino al massacro, rappresentato nella
ta‟ziya, e accompagnato dall‟autoflagellazione dei fedeli con catene e strumenti taglienti.
3) Tappa: Ja‟far Al –Sadiq (765)- noto inseguito come sesto imam


Al-Sadiq è stato il sesto Imam sciita duodecimano, ismailita
o
Jaʿfar al-Sadiq fu grandemente rispettato dai suoi contemporanei, anche non filo-alidi per la
sua grande dottrina tradizionistica e giuridica.
o
Viene considerato il massimo contributore sciita nel campo della Shari'a e fondatore
della "ja'farita" che è la scuola giuridica islamica sciita duodecimana, ismailita.
è considerato
o
l‟iniziatore delle scienze occulte, in particolare dell‟alchimia
o
elaboratore della dottrina centrale dello sciismo duo decimano: nass:
tale dottrina
da fondamento alla designazione
formale dell‟imam da parte del suo predecessore.
o Sviluppò il concetto di taqiyya: che autorizzava il credente a dissimulare la propria fede
quando si trova in pericolo.
4) Tappa: l‟occultamento del dodicesimo imam.

la dottrina dell‟occultazione fu formulata dopo che gli sciiti constatarono l‟assenza di un
successore all‟undicesimo imam: Hasan Al-Askari.
o
Alla morte di Hasan Al-Askari suo figlio e legittimo successore scomparve: L‟imam
Muhammad Al Mahdi entrò in occultamento.

16
la
commemorazione
Il dispotico governo del Califfo, all‟epoca dell‟imam Al‟askarí, aveva deciso di
eliminare con qualsiasi mezzo possibile il successore di questo nobile imam e
porre in tal modo fine all‟imamato e, di conseguenza, alla dottrina sciita.
del martirio
dell'Imām Husayn e
di
72
suoi
partigiani
ad
opera
delle
truppe
del califfo omayyade Yazid. Il centro principale delle celebrazioni sciite è la città di Karbalā' in Iraq, dove si svolge il
pellegrinaggio principale. Centinaia di migliaia di pellegrini, si recano ogni anno nella città di Karbala, dove si trovano le
tombe dell'Imam e dei suoi partigiani, per commemorare il lutto e piangere l'Imam .
23
o
o
L‟undicesimo imam venne perciò messo sotto sorveglianza anche sotto questo aspetto.
Fu questo il motivo per il quale si mantenne il silenzio sulla nascita del dodicesimo Imam.

Dopo il martirio del suo nobile padre entro, per ordine di Dio, in uno stato di
occultamento, chiamato Occultamento Minore, che duro alcuni anni.

Rispondeva alle domande degli Sciiti e risolveva i loro problemi tramite quattro
vicari (ambasciatori) nominati personalmente da lui, che uno dopo l‟altro ebbero
l‟onore di sostituirlo.

Il tempo dell‟occultamento terminò quando l‟imam rivolse un messaggio al quarto
ambasciatore ingiunge dogli di non designare un successore
Alla morte del quarto ambasciatore (941) sopravvenne il tempo dell‟Occultazione
Maggiore; esso dura ormai da circa quattordici secoli.


Con le teorie dell‟imamato, dell‟occultamento e del ritorno gran parte dei fondamenti dottrinali sciiti
era stabilizzata.

Gli studiosi sciiti raddoppiarono l‟impegno sotto i Buyidi
-

17
Stabilirono il corpus di base dei hadith duodecimali
a)
Composto da quattro libri dei tre Huhammad.
b)
Gli hadith trasmettono la sunna e sono composti di un testo (matn) e una
catena di trasmettitori (isnad)
c)
Le catene sono le autorità sciite e fermano a un imam (Al-Sadiq)
Dopo il grande occultamento, gli studiosi duodecimali abbandonarono gli aspetti esoterici della
dottrina
-
17
Da allora i fedeli attendono il ritorno o l‟avvento dell‟imam nascosto, Il Mahdi.
Iniziarono un processo di razionalizzazione
Dinastia buwayhide (934-1055)
24
•
Shi„a settimana
•
Shi„a duodecimana
1. Ali
1. Ali
2. Hasan
2. Hasan
3. Husayn
3. Husayn
4. „Ali Zayn al-Abidin
5. Muhammad al-Baqir
4. „Ali Zayn al-Abidin
6. Ja„far al-Sadiq
5. Muhammad al-Baqir
7. Isma„il b. Ja„far (Mahdi)
6. Ja„far al-Sadiq
7. Musa al-Kazim (F)
8. „Ali al-Rida
9. Muhammad al-Taqi
10. „Ali al-Hadi
11. Hasan al-„Askari
12. Muhammad al-Mahdi
L‟ismailismo, detto sciismo “settimano”

L'Ismailismo è una corrente dell'Islam sciita.
 I suoi membri sono chiamati ismailiti e, talvolta, "settimani" per il fatto di riconoscere come
legittima successione quella del settimo Imam Ismāʿīl, figlio di al-Sadiq.
 Gli ismailiti sono la seconda in ordine di grandezza tra le correnti in cui è diviso
l'islam sciita dopo i duodecimani. Il loro nome deriva dalla convinzione che il
settimo imam fosse Ismāʿīl ibn Jaʿfar e non il fratello minore Mūsā al-Kāẓim la cui legittimità
è invece sostenuta dagli altri sciiti.

La discendenza:
 Origine Ismailismo:
Morte nel 765, del sesto Imam sciita. Ci furono delle contese che seguirono circa la sua
successione.
a) Al-Ṣādiq (Il Veridico) designò a succedergli il proprio figlio maggiore,
b) Isma‟il il quale però morì alcuni anni prima di lui. La maggioranza della comunità
sciita scelse come settimo Imam l'altro figlio,
c) al-Kāẓim (il Silenzioso).

Un'altra parte, minoritaria, respinse questa decisione e scelse come nuovo
Imam il figlio di Ismā‟īl.
25

Altri ancora - i futuri ismailiti, che non accettavano come vera la morte di
Ismā‟īl - diffusero la credenza che egli si fosse occultato al mondo e che
sarebbe tornato a manifestarsi come il Mahdī.

Benché perseguitati, gli ismailiti continuarono a venerare segretamente il loro Imam,
Durante il califfato fatimide, alla morte dell'Imām al-Mustanṣir bi-llāh nel 1094, il gruppo fatimide si
scisse:

a)
Nizariti
b)
i Mustaliani
L‟ismailismo da grande importanza a 2 fondamentali aspetti:
a) Elemento essoterico: forma di religiosità che non si avvale di riti iniziatori, ed ha pertanto
una valenza pubblica, essendo accessibile alle genti al di fuori di pratiche religiose o di
complessi dottrinari. Spesso è basato su simboli esteriori di cui non si conosce ancora il
significato;
b) Elemento esoterico un termine generale per indicare le dottrine di carattere segreto i cui
insegnamenti sono riservati agli adepti, ai quali è affidata la possibilità della rivelazione
della verità occulta, del significato nascosto.
 Malgrado gli ismailiti si siano divisi in numerosi sottogruppi, il termine è oggi generalmente usato per
indicare i Nizariti, seguaci dell'Aga Khan, che sono la più numerosa delle sette ismailite.
 Gli ismailiti ritengono sia necessario interpretare il Corano al fine di esplicitare il significato
profondo della rivelazione.
Caratteri Fondamentali della Shiia duodecimana



Gli imamiti detti duodecimali
o
costituiscono oggi la maggioranza shicita,
o
riconoscono la serie degli imam alidi fino al 12° imam, Muhammad al-Mahdi, la cui
scomparsa prelude al suo ritorno come messia
Teoria dell‟imamato: il califfato spirituale (Imam) è un raggio di luce proveniente da Allah, che
ha un aspetto visibile (Muhammad e la sua profezia) e uno invisibile ( cAli).
o
La serie dei 14 imam, detti “infallibili” comprende Muhammad e sua figlia Fatima.
o
La successione degli imâm avviene per decreto provvidenziale, mediato dall‟imam in
carica.
Il Corano è stato creato ed ha conosciuto alterazioni e falsificazioni.
26

La nozione di “giustizia divina”
o
comporta quella di “libero arbitrio” per l‟uomo.
o
In assenza dell‟imâm (o califfo), la guida della umma shicita è assunta dalla classe
sacerdotale (i mullah) che finisce per assumere una struttura gerarchica simile a quella di
una chiesa
Specificità teologiche dello sciismo duodecimano
 Tratti comuni Sciismo e Sunnismo:
1. L‟unicità divina (tawhid)
2. La profezia
3. La resurrezione
 Gli sciiti affermano che:
-
il Corano è creato
-
l‟uomo ha la facoltà di scegliere le proprie azioni e dunque né è responsabile
Tratti di differenziazione Sciiti e Sunniti:
1. L’imamato: il termine Imàm indica storicamente il capo della Comunità islamica (Umma) ed è per
questo sinonimo di califfo..
A. Per gli Sciiti: l‟imamato (=stare davanti)
a. riunisce in sé i poteri temporali e spirituali.
b. Sono personaggi sovrumani, emanazioni della luce divina e infallibili



Sono i migliori del loro tempo
I depositari della scienza divina
I guardiani della shar‟ia
c. E‟ considerato la Guida predestinata da Dio a causa dei suoi legami di
sangue e spirituali con Ali ibn Abi Talib, cugino e genero del
profeta Maometto (imam= successore spirituale del profeta)
d. La serie degli imam è limitata a sette (shi‟a settimana o ismailismo) o a
dodici (shi‟a duodecimana 12+M+Fathima)
e. La successione avviene per designazione divina-decreto provvidenziale
(nass) interpretata dal suo predeccesore
f. Il Corano è stato creato ed ha conosciuto alterazione e falsificazioni. Il testo
non è eterno.
g. L‟ultimo califfo di ciascuna serie è andato in “occultamento” e tornerà alla
fine dei tempi prima del Giorno del Giudizio.
27
B. Per i Sunniti: il califfato:
a. ha un valore soprattutto politico anche se è tenuto a difendere l‟islam con il
Jihad
b. deve essere quaryshita, maschio, sano, educato nell‟islam
c. il califfato può essere trasmesso per via ereditaria
d. la classe degli ulema 18 e fuqaha gestisce la vita religiosa della comunità, in
accordo con il potere politico.
i. Imam Sunnita è il direttore della preghiera nella moschea
ii. Designato dai credenti
iii. Non necessariamente dotato di una specifica formazione
religiosa
2. Organizzazione chiese:
A. Per i sunniti non esiste una chiesa o struttura gerarchica.
B. Per gli Sciiti: l‟‟islam sciita è di fatto una chiesa vera e propria con un centro dottrinale
riconosciuto (centro posto in Iraq, che è la culla dello sciismo, sede principale seminari
teologici).

I sacerdoti Sciiti sono i mullah, capi riconosciuti, classe sacerdotale (Mullah)
- I Mullah: sono la classe vicaria degli Imam scomparsi. e interpretano la dottrina
attraverso l‟ijtihad, la quale regge la umma ahiita. Ne deriva l‟istituzione di una vera e
propria “chiesa”.
- Fino al 1979: la Umma viveva all‟interno del cerchio magico
ayatollah.
o
delineato dagli
quelli sunniti (non hanno l aspetto sacerdotale) vestiti in maniera più libera.
3. In assenza di un’autorità religiosa suprema:
A. Per gli Sciiti: in assenza, prevale il quietismo 19 nei riguardi del potere costituito,
autorizzato della dissimulazione. La classe sacerdotale (i mullah), in quanto vicaria
dell‟imam scomparso interpretano la dottrina attraverso l‟ijtihad.
B. Per i Sunniti: non è necessario una guida politica, la comunità si disinteressa del
potere politico e che può essere di qualsiasi tipo.
18
Gli Ulema costituiscono la classe intellettuale-relgiosa dell’Islam. In passato vi hanno fatto parte anche donne.
L’elemento comune è la conoscenza del sapere religioso. La qualifica di ‘alim proviene dal riconoscimento dei credenti
e dagli Ulema.
19
Il quietismo è una dottrina mistica, che ha lo scopo di indicare la strada verso Dio e la perfezione cristiana,
consistente in uno stato di quiete passiva e fiduciosa dell‟anima. Attraverso uno stato continuo di quiete e di unione in
Dio, l'anima raggiunge una specie di indifferenza mistica, fino ad arrivare a negare le pratiche e le liturgie comuni della
religione tradizionale.
28
4. Gli Hadith:
A. Per gli Sciiti: gli Hadith sulla successione ammessi: Maometto affermo che lasciava alla
sua comunità due cose preziose:
1. Il libro santo
2. La propria famiglia gli ahl al-bayt.
3. Per gli sciiti, Maometto voleva designare Ali come successore e ne fu
impedito.
B. Per i Sunniti: Gli Hadith ammessi: Maometto caduto sul letto di morte chiese l‟occorrente
per scrivere: i compagni presenti presero a litigare sull‟opportunità di esaudire la sua
richiesta. Il profeta contrariato li congedò.
Capitolo 8: Teorie e Pratiche del sufismo

Il Sufismo o Tasawwuf è la forma di ricerca mistica tipica della cultura islamica.
= Da Suf (panno di lana grezza) poiché i primi asceti indossavano vestiti di lana.
o
Il sufismo è la scienza della conoscenza diretta di Dio; le sue dottrine e i suoi metodi
sono derivati dal Corano, anche se il sufismo utilizza concetti derivati da fonti tanto greche
come persiane antiche e indù.
o
Si esprime tramite l‟appartenenza a un ordine, oppure con l‟adesione dei credenti a teorie
mistiche
Dai primi asceti ai sufi veri e propri

Nascita:
o Intorno al VIII secolo nell‟Islam inizia a svilupparsi una forma di devozione che
 sostiene un‟interpretazione allegorica delle Scritture
 la necessità di giungere a Dio attraverso pratiche ascetiche.
o dalla deplorazione della decadenza dei costumi, dall‟amore per il guadagno e la
trascuratezza dei confronti dei precetti coranici

I maestri sufi sostengono di aver ricevuto un‟illuminazione, che trasmettono ai seguaci

o
Il misticismo non offre alternative alla dottrina ortodossa
o
Aggiunge una dimensione spirituale ed emotiva
Tra gli ispiratori degli ordini mistici:
1. Hasan Al-Barsi (728) per alcuni ordini è il più antico.
a. Ha iniziato l‟interpretazione spirituale del corano
b. Familiare alle tematiche della pietà, del timor di dio, del desiderio di avvicinarglisi.
2. Abd Allah Mubarak (797) è il primo tentativo di definizione e di riflessione sull‟ascetismo e
l‟adorazione di Dio.
3. Ibn Hanbal (855) il grande trasmettitore di Hadith
a. Traccia la storia attraverso l‟esempio degli antichi profeti, di Maometto
b. Redasse numerose opere tra cui il manuale di educazione spirituale (l‟osservanza
dei diritti di dio)
4. Dhu-l-Nun (860): sufi egiziano
a. Gli viene attribuita l‟introduzione del concetto di conoscenza intima
b. Componeva cersi in cui era espressa la passione per Dio
29
5. Rabi’a al-Adawiyya: una delle pochissime donne che influenzarono la letteratura sufi
6. Al Bistami (874),
a. Inaugurò un‟altra tendenza della mistica che esprimono l‟ebbrezza procurata
dall‟incontro con Dio e l‟annullarsi in lui.
7. Gunayd (910) formulò la dottrina dell’annullamento in dio
a. Adottò un atteggiamento contenuto e lucido, poiché non si lasciò mai vincere
dall‟ebrezza
b. Numerosi ordini si rifecero al suo insegnamento

I fondamentali della mistica dell‟islam erano:
1.
2.
3.
4.
Il corano
Il recitato e meditato
Il modello profetico, al quale bisognava tendere
L‟ascensione celeste del profeta
L‟espansione degli ordinai mistici

Nel XII e XIII secolo a poco a poco si formarono famiglie spirituali che facevano riferimento a un
medesimo maestro.
 Tali famiglie in seguito sarebbero stati gli ordini

il sufismo era penetrato nei circoli degli ulema 20 e cominciava a diffondersi e
diventare popolare.
o Ai grandi ordini bisogna aggiungere le piccole confraternite locali.
 Nel Maghreb, alcuni ordini mistici diedero vita a dinastie di sovrani e alla riforma
totale della società. (XII Secolo)
o La maggior parte degli ordini è sunnita ma esistono cmq ordini sciiti

Misticismo e potere politico
o Nei primi secoli dell‟islam, il sufismo si pone spesso in antitesi con il potere politico
 In Asia, le sette mistiche fondano regni (il regno safavide in Iran, XV-XVI sec.) e
sostengono l‟ultima espansione dell‟islam in India.
 In Africa, la pratica delle sette mistiche si lega alla lotta anticoloniale (in
Senegal, Libia e Sudan).
o Furono molti, i motivi di conflitto fra la classe religiosa ortodossa e le tariqat.
 A queste era rimproverato di istituire culti paralleli a quello divino (il culto della
memoria del fondatore e delle figure principali della confraternita, la teoria della
baraka),
 comprensivi di pratiche ascetiche e di visite alle tombe del fondatore, entrambi
proibiti dall‟islam ufficiale.
 Per questo motivo, nei primi secoli dell‟islam, il sufismo fu spesso
perseguitato dal potere politico, su istigazione della classe degli ulema.
o
Oggi gli ordini hanno adottato quasi ovunque un atteggiamento quietista, di
sostanziale appoggio al potere politico, in cambio della libertà di culto e di
associazione.
20
Letteralmente il termine significa "sapienti, dotti, saggi" ma la loro scienza non è quella delle cosiddette scienze esatte
bensì quella, ritenuta dall'Islam più significante, della conoscenza della Volontà di Dio, il più delle volte difficile da
penetrare.
30
 Le Confraternite mistiche (tari qat) = tariqua è la via che conduce alla verità divina.
È una confraternita istituita da un maestro mistico, la cui origine è fatta risalire a Muhammad.
 I sufi si rifanno alla sua vita. Tale relazione verticale è la base negli ordinai sufi.
o Ogni Tariqa ha il suo patrimonio di preghiere e canti
o Fra le pratiche comuni, la rievocazione e la visita al sepolcro del fondatore

La Tariqa Muriiyya in Senegal
o
o
o
Le confraternite hanno favorito la diffusione dell‟islam in Africa, grazie alle pratiche di
devozione sincretiste e allo sviluppo di forti legami di solidarietà fra i membri,
sovrapponibili a quelli tribali.
In Senegal, oltre l‟80% della popolazione è musulmano e di questo il 90% è adepto di
una di queste 3 confraternite: la tijaniyya, la qadiriyya e la muridiyya
La t. muridiyya, fondata alla fine del XIX sec. da Bamba è la più potente grazie alla sua
coesione interna e all‟elaborazione di un‟etica del lavoro rigorosissima, per la quale il
“servizio” è una forma di devozione come la preghiera.
 I membri della confraternita (i talibé) formano vere e proprie cooperative dedite
allo sfruttamento dell‟agricoltura o, nei paesi di emigrazione, a varie attività
imprenditoriali.
 La t. ha grande influenza anche sulla vita politica senegalese
L‟iniziazione
Due sono i modi di affiliazione alla tariqa:
1. Ricevere la baraka;
a. il flusso sacro che il maestro ha ricevuto a sua volta dalla “famiglia iniziatica”, Maometto
2. Farsi iniziare tappa dopo tappa ponendosi sotto l‟autorità del maestro
a. In questo caso di diventa aspiranti murid sulla vita.
 Il novizio deve superare le tappe che la costellano la “via”. Sono di 2 tipi:
1. Hal: stato spirituale che si stabilisce nel suo cuore
2. Manzil o maqam: dimora o stazione spirituale in cui Dio intende farlo sostare un momento.
 In un manuale di sufismo intitolato: I lumi si enunciarono 7 stazioni:
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
Il pentimento
Lo scrupoloso rispetto dalla shari‟a
La rinuncia
La povertà
La pazienza
L‟abbandono in Dio
La soddisfazione
Due secoli dopo, si affermavano che le stazioni erano mille.

Il novizio conduce una lotta contro se stesso per giungere all‟incontro,alla fusione con dio.
o Si lascia guidare sulla via dal suo maestro
o Senza fare domande rimettendo il proprio destino nelle mani della guida
31

Il novizio aspira a trasformarsi nel maestro (obbiettivo da raggiungere)
o Trasformando il suo cuore e la sua anima
o I suoi cambiamenti di stato spirituale sono simboleggiati da segni esterni come il colore
dei suoi abiti.

La cerimonia: si compone di numerosi tipi di rituali
 l‟imposizione del mantello
 il giuramento di fedeltà
 l‟assunzione del patto che ne suggella l‟affiliazione all‟ordine
 la sottomissione al maestro.

Gli obblighi rituali:
o gli viene inculcato il wird (canti) che dovrà ripetere ogni giorno, indipendentemente dalla
preghiera.
o ogni tariqa ha il proprio wird o dhiker (rievocazione). Il dhiker è accompagnato da un
ritmico dondolio della testa e del corpo, a volte accompagnato da strumenti a percussione o
da canti. Si può recitare a voce alta o bassa, seduti o in piedi.

I membri di una tirqa si ritrovano in occasione di rituali collettivi.
o Il più frequente è la seduta di dhikr (ricordo) che si tiene il giovedì sera o alla vigilia delle
feste religiose.

Il culto del santo fondatore dalla tariqa è oggetto di viste individuali alla sua tomba.
o la visita porta i pellegrini a camminare attorno al mausoleo come alla Ka‟ba della Mecca
o In certe confraternite, è implicita l‟equivalenza tra il pellegrinaggio alla Mecca e quello al
statuario del santo locale.
Concludendo

Nell‟islam ufficiale non esiste,
o un culto, un percorso di avvicinamento a Dio,
o ma una “ortoprassi”, ossia l‟insieme di doveri minuziosamente prescritti dalla shari„a, che i
credenti devono assolvere per essere riconosciuti come musulmani.

Nella pratica, esistono diversi livelli di religiosità,
o da quella degli ulema a quella popolare a quella mistica,
o giudicati con gradi diversi di “accettabilità” dalla dottrina ufficiale, nelle diverse epoche (es. la
circoncisione, maschile e femminile; i sepolcri)
32
Capitolo 9: I riformisti, tra reazione e modernismo
Cenni riformisti nel XVIII secolo

Fine del XVIII secolo si diffondono pensatori riformisti
o In India: Al Dihlawi (1762): tentò di compiere una sintesi tra l‟insegnamento islamico e la
conoscenza mistica.
 Ritorno alla purezza dell‟islam originale
 Contro gli abusi del culto dei santi
o Nello Yemen: Muhammad Ali Al-Shawkani (1832): applicò in prima persona le proprie
idee
 Ritorno alle fonti testuali del Corano e hadith.

Movimento Gadidismo: da Gadid, che in arabo significa “nuovo”
o Nascita: in reazione alla politica russa nei confronti della comunità musulmane
 Il movimento conquista l‟Asia centro-meridionale
o Fondatore: Ismail Bey Gasprinsky
o Obbiettivo: organizzare la riforma dell‟insegnamento, per arrivare ad una modernizzazione
delle scuole elementari e delle scuole religiose.
 Il movimento si esteri a tutta la vita culturale e sociale

Movimento Wahhabismo:
o Nascita: non ci sono certezze che si fondi sulla volontà di reazione contro gli attacchi
europei
 Ispirò pensatori musulmani fuori dall‟Arabia principalmente nell‟India del Nord e in
Egitto.
o Fonadatore: Muhammad Abd al-Wahhab: nasce nel 1792 da una famiglia intellettuale di
dotti riformisti.
 Si rifugia a Damasco dove ricerca il sapere. Si mise a predicare le proprie
convinzioni in Arabia ma ben presto fu sconfessato dall‟emiro che governava la
regione.
 Si stabilì a Dir‟iyya, dove riuscii a convincere l‟emiro i Su‟ud ad aderire alle proprie
idee religiose. I due uomini conclusero un patto di fedeltà, mediante il quale si
impegnarono a lottare insieme per l‟islam.
 Dopo numerose vittorie, conquistarono il Regno d‟Arabia saudita.
o Il wahabismo accompagnò la fondazione del primo stato arabo e musulmano
indipendente.
o Obbietvi: tornare alla religione pure dei salaf
 Al libro sacro e alla sunna del profeta
 Regorismo morale
 Esaltavano la nozione di gihad:prima opera da compiere per l‟islam
o Si basavano sulla professione della fede hanbalita classica.
o Si opposte agli scritti di tutti i pensatori sunniti, e attaccò il kharigismo e lo sciismo, e il
sufismo
o
 I primi sviluppi esterni del wahabismo furono in India, con la fondazione di due movimenti:
1. Fondato da Haggi Shari At Allah: incoraggiò la lotta contro i britannici e la ribellione
delle classi sociali sfavorite
2. Ahmad Barelwi condannava il culto dei santi.
 A partire dal 1857 il riformismo indiano si divise in 3 correnti:
1. Un Movimento tradizionalista (1867): scuola di Deoband
2. Una corrente modernista favorevole all‟occidentalizzazione:
33

3. Movimento degli ahl al-hadith definita wahhabita dai suoi detrattori, esaltava la
gihad, respingeva il culto dei santi e si fondava soltanto sul corano e sulla sunna
L‟influenza wahabita si fece sentire anche nell‟India insulare, con il movimento padri
I Riformisti Moderni

Gamal Al-Din detto “Al-Afghani”: persiano sciita duocedimano
o Proclamava idee religiose riformiste, richiamava all‟unità i musulmani per lottare
contro il dominio dell‟Europa.
o Dispensò poco di scritto, era un grande oratore.
o Al Cairo, incontrò Muhammad Abduh (Futuro Mufti d‟Egitto)

Insieme sostenevano che la debolezza nei confronti dell‟Europa era il risultato:
 dell‟indolenza dei suoi pensatori,
 della divisione dei musulmani,
 delle superstizioni in cui credevano e
 delle pratiche sufi cui si dedicavano,
 della loro ignoranza del sapere moderno.
 Rimedi: L‟educazione della società, il ricorso alla ragione, la lotta contro
le innovazioni biasimevoli, l‟esercito dell‟igtihad, e l‟avvicinamento delle
scuole giuridiche, riformare gli studi religiosi superiori, introducendo le
scienze profane e le lingue straniere.

Abd Al-Rahamn Al-Kawakibi, ebbe un impatto considerevole sul pensiero politico
islamico:
o Con il libro “la madre delle città” si raccontava un fittizio congresso in cui si
prospettavano delle riforme necessarie.
o Con il secondo libro “dalla natura dell‟assolutismo” l‟autore stigmatizzava il
dispotismo e raccomandava l‟addozione di una costituzione .

Con Rashid Rida, il riformismo ebbe una svolta:
o era la fase di costituzione del sistema dottrinale. Movimento che propugnava la
necessità di tornare alle dottrine dei salaf per rigenerare l‟islam.
o Con il tempo si allontanò dalla dinastia hashimita per aderire al wahabismo.
o Alla sua morte: i riformisti erano presenti un po‟ ovunque nel mondo musulmano
ed erano state poste le basi di tutte le tendenze del movimento.
34
I DELITTI E LE PENE
I DELITTI CAPITALI NELL‟ISLAM
Definiti Hudud, sono indicati in un hadith, e corrispondono ai delitti contro la religione:
1. Adulterio (100 frustrate e lapidazione)
2. Consumo bevande alcoliche (40-80 frustate)
3. Furto e rapina (taglio di mano o piede)
4. Apostasia reato più grave (pena capitale)
Omicidio: non figura tra i crimini punibili. Raccomandata la compensazione (diyya) è vietato per
mussulmani uccidere altri musulmani, ma se succede è giusto pretendere il prezzo del sangue
(compensazione monetaria)
Oggi il principale delitto è la volontà di cambiare religione. Chi nasce nell‟islam deve restare
nell‟islam.
 I DELITTI E LE PENE
Diritto penale ha un differente funzionamento.

Hudud: (in arabo “limiti”) sono i castighi predeterminati. Sono castighi che sono stati predeterminati
nella shar‟ia della sunna e riguardano:

Furto rapina

Fornicazione

Consumo alcol

Aplologia

La calugna: accusa ingiusta a qualcuno, si può essere puniti con la stessa
pena.
Vengono applicati rarissimamente, si sfugge da qst pene tranne per quei paesi integralisti, la
Nigeria, l‟Iran, Sudan, Arabi Saudita altrimenti quasi sempre i tribunali cercano degli espedienti.
Il diritto islamico ha sempre voluto evitare gli hudud, l‟accusa deve essere supportata da 4
persone. Ma in realtà il diritto islamico inserisce anche nozioni come la shubha, ipotizzando la
buona fede di chi ha commesso il crimine credendo di compiere un‟azione simile e permessa
La moratoria sugli hudud: bisogna sospendere gli hudud ma non è stata accolta perché
non è possibile sospendere qst pratiche.

Taz‟ir: pene corporali per reati minori, o anche per delitti capitali con attenuanti

Quisas, (l‟omicidio): da una parte la legge del taglione, (la vecchia legge beduina) se pero si uccide
un mussulmano la famiglia dell‟ucciso ha il diritto
o

di chiedere la uccisione per il mandante.
Diyya: si paga un risarcimento in base a un tariffario che cambia da paese a paese.
35
I RAPPORTI FRA UOMO E DONNA NELLA TRADIZIONE ISLAMICA
 NEL CAPO DELL‟EREDITA‟ : la donna eredità la metà dell‟uomo.
o
anche se non c‟è un erede maschio (l‟altra metà va alla comunità o alle fondazioni)
o
Nel diritto di famiglia tunisino la parità per la divisione all‟eredità è estesa anche alle
donne
 NEL MATRIMONIO la disuguaglianza è patetica.
o
Il marito è autorizzato ha battere la donna.
o
La donna ha la potestà solo sui figli fino a 10 anni.
o
Deve accettare la poligamia del marito. In alcuni paesi
Marocco o Tunisia
o
Un uomo può sposare una non mussulmana, il contrario è vietato
o
Il divorzio può essere sempre chiesto dal uomo, non dalla donna.
è rifiutata come ad esempio in
 VIOLENZA CONIUGALE
o
Le percosse sono nelle categorie: “Lecito ma non consigliabili” meglio di no.

o
L‟entità delle percosse non deve lasciare il segno
Vice Versa i diritti waabita non mettono limiti.
 IL DIVORZIO (Talaq) rinunzia


Il diritto sunnite
affermano che basta che un uomo pronunci per 3 volte “ti divorzio” e tale
diventa realtà (anche senza testimoni se non la moglie).
o
Dopo il divorzio l‟uomo torna ad essere non-muhram (mettere il velo)
Il diritto sciita
o

o
non prevede il divorzio facile ma afferma la necessità di testimoni per rendere
effettivo il divorzio.
Sia per il diritto sunnita che sciita la donna dovrà osservare un periodo di astensione dai
rapporti fisici („idda)
Diritto modernista: In paesi come la Giordania, la Tunisia, l‟Egitto le donne possono intraprendere
una causa di divorzio senza motivi di forza maggiore e contro volere del marito. La donna dovrà
restituire il mahr (la dote) per “riscattarsi”.
- Secondo molti questa innovazione è illecita, va contro alla shari‟a.
36
 LA MUT‟A (matrimonio temporaneo)
È solo nel modo sciita21, è usata per giovani iraniani senza dover ricorrere ai castighi.


Contratto davanti alla legge. E‟ una delle maggiori differente tra sunnismo e
sciismo. Si utilizza per:
o
Spostarsi senza essere sposati
o
Convivere senza avere rapporti fisici
I giuristi considerano preferibile trasformare la Mut‟a in matrimonio
o
Meno diritti per le donne.
 INCESTO
Mohamed nel Corano: parla di incesto tranne per il fatto che qst sia esteso in una parentela molto
più ampia rispetto alla nostra. Ha lo stesso tipo di valore antropologico.
o
o
La sura della luce stabilisce quali siano gli uomini permessi (ai quali la donna può mostrare
il proprio viso ma che non può sposare). Una donna può mostrarsi a viso scoperto solo ai
suoi mahram

Padre, nonno, bisnonno, zio, prozio, fratello, nipote.

Mahram acquisiti: suocero, genero, cognato
La sura XXIV stabilisce il comandamento del velo (testo ambigua )
LA SURA E IL VELO ISLAMICO
o
Hijab è il vocabolo generico
Ce ne sono di diversi tipi:

Khimar e Chador (qst ultimo è termine iraniano):
forma circolare copre spalle e capo.

Al Amira e Shayla è il piu alla moda il Shayla è
una sciarpa semi trasparente

Niqad è oggetto di sentenza perfino in gb dove si
è tentando di vietarlo.
Il velo è sempre stato visto come un simbolo di limitazione
della donna

21
Regima Pahlevi: iran
Nel modo sunnita uomo e donna possono stare insieme solo se sposati
37
FENOMENO DELLA RE-ISLAMAZIONE

1980 Sadat modifica la costituzione Egiziana, su pressione dei religiosi:
a. Rintroducendo la Shari‟a come fonte principale di diritto
i.
Il caso di Nasr Abu Zayd
Si trovò agli inizi degli anni „90 del XX s. al centro di polemiche accese per aver considerato il
Corano come opera letteraria e storica, e averne studiato l’aspetto retorico e allegorico.
Nel 1995, fu per questo denunziato al tribunale islamico della hisba (deputato al controllo
dell‟osservanza dei principi islamici), condannato per apostasia.
Il caso mostrò le contraddizioni inerenti alla convivenza di un diritto laico e di uno islamico in Egitto. Il
delitto di apostasia, riconosciuto dal tribunale di hisba, è estraneo al codice penale egiziano, infrange
i diritti riconosciuti dalla Costituzione mentre il diritto civile lo riconosce solo a condizioni di fatto
irrealizzabili. Nell‟interpretazione favorevole di questo caso, l‟apostasia non sussiste per il
presupposto che l‟islam è la “religione naturale” (fitra) nella quale si nasce e che l‟imputato non l‟ha
mai apertamente rinnegata

1956 il governo Tunisino approva la riforma che istituisce il divorzio e l‟eredità, oltre ad abolire la
poligamia (e nelle disposizione successive accetta il divorzio femminile Khul‟)

IRAN (Art 2 della costituzione iraniana)
Fu approvata all‟indomani della rivoluzione con un vero e proprio colpo di mano di Khomenei
che esautorò il comitato misto e impose la sua costituzione che era completamente religiosa.
L‟art 2 ricalca il credo sciita
1. credenza dell‟unicità di Dio
2. credenza della rilevazione divina
3. credenza nell‟aldilà
4. giustizia divina
5. imamato shiita duodecimano
6. ijtihad ininterrotto dei fuqaha che ne posseggono le necessaire qualifiche esercitano in
base al Corano e alla sunna
ISLAM E DIRITTI UMANI
1. La dichiarazione dei diritti dell‟uomo del 1948 è stata criticata perché troppo legata a tradizioni
giudaico-cristiane.
2. La dichiarazione dei diritti umani del Cairo 1990 presentata dalla Conferenza Islamica
(completamente diretta dell‟Arabia saudita ) proponeva una dichiarazione articolata in modo da
sembrare un testo occidentale (in realtà espediente retorico della omissione)

Es: l‟art 10 relativo all‟apostasia: secondo la tradizione, l‟islam è la vera
natura dell‟uomo (anche dei non –mussulmani), nel articolo la libertà di
scelta di religione non viene menzionata.
38

Il diritto alla vita è riconosciuto: tranne nei casi in cui la shari‟a consenta
di sopprimerla (pena di morte)

La donna ha “pari dignità” rispetto all‟uomo: ma non eguali diritti
Islam non gli considera affatto, l‟uomo ha diritto di essere schiavo di Dio.
 Nella tradizione islamica non c‟è una questione di libertà individuali
o
Sui diritti umani è legata al rispetto delle norme scialitiche come garanzia della
dignità individuale, piuttosto che sull‟ampliamento delle libertà individuali.
 Alcune dei paesi islamici come l‟Arabia si rifiutava di firmare gli accordi internazionali in quanto i
diritti umani non erano compatibili con la shari‟a (in parte qst problema riguarda gli hudud, la
gestione della liberta di culto e di dare pene capitali per questa sfera).

39
ISLAM SUNNITA (Quadro riassuntivo)
Dogmi e pratiche fondamentali
• Il Credo (‘aqîda):
• Unicità di Dio
• Angeli
• Profezia e Scritture
• Giorno del Giudizio
• Predestinazione
Pratiche obbligatorie (arkân al-islâm)
• Professione di fede (shahâda)
• Preghiera (salât)
• Elemosina (zakât)
• Digiuno del ramadân (sawm)
• Pellegrinaggio (hajj)
La Legge sacra (sharî‘a) e la sua giurisprudenza (fiqh)
Le fonti primarie (i testi):
• Corano
• Sunna (raccolta negli hadîth)
Le fonti secondarie (i metodi)
• Precedenti legali e tradizioni locali
• Sforzo interpretativo (ijtihâd)
• Analogia (qiyâs)
• Opinione personale (ra’y)
• Imitazione della tradizione (taqlîd)
• Consenso della comunità (ijmâ‘)
Le 4 scuole giuridiche (madhhab)
• Malikita
• Hanifita
•
•
Shafi‘ita
Hanbalita
ISLAM SCIITA (Quadro riassuntivo)
Dogmi e pratiche fondamentali
• Il Credo (‘aqîda):
• Unicità di Dio
• Profezia e Scritture
• Giorno del Giudizio
• Imamato
• Giustizia divina (libero arbitrio)
Shia settimana
• Muhammad e Fatima + 7 imam
(ghayba)
Pratiche obbligatorie (arkân al-islâm)
• Professione di fede (shahâda)
• Preghiera (salât)
• Elemosina (zakât)
• Digiuno del ramadân (sawm)
• Pellegrinaggio (hajj)
• Jihad
• al-amr bi l-ma‘ruf wa l-nahy an al munkar
• al-tawalli
• al-tabarra’
Legge sacra (shari‘a) e fiqh ja‘farita
(ijtihad)
• Mut‘a
• Taqiyya
• Wilayat al-faqih
Shia duodecimana
• Muhammad e Fatima + 12 imam
(ghayba)
Schemi di Selena & Stefano
ilcaffebianco.jimdo.com
40
Scarica
Random flashcards
blukids

2 Carte mariolucibello

creare flashcard