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Primativo Gabriele
1°B
Operatore Tecnico Commerciale
RICERCA di PUBBLICITA’
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IL MONDO RADIOFONICO
Da sempre la radio esercita un fascino che permane invariato nel tempo, nonostante
l'epoca della multimedialità e delle tecnologie avveniristiche, in quanto conserva
funzioni di intrattenimento, informazione e compagnia, scandisce i nostri ritmi
quotidiani, ci accompagna in casa, in auto, al bar o al lavoro, si insinua sottilmente
nelle nostre attività senza che noi spesso ce ne possiamo rendere conto.
ESEMPI
1. SCENA RADIOFONICA AD EFFETTO TRILLER
Due ragazzi camminano (rumore di scarpe sul pavimento) in una serata buia e
ventosa (descrivono il buio con le parole e si sente il rumore del vento prodotto da un
mixer), il vetro di una finestra si frantuma sull’asfalto (rumore prodotto da un mixer
oppure da tanti piccoli oggetti che vengono gettati a terra contemporaneamente).
I due ragazzi stanno rientrando a casa dopo una serata passata fra amici e mentre
conversano all’improvviso compare un cane che ringhia (rumore del suo correre e del
ringhiare e digrignare i denti, compreso l’ansimare della respirazione prodotto da
apposite persone).
I due ragazzi si spaventano (si percepisce il loro terrore da urla prodotte
improvvisamente).
Per fortuna arriva un uomo (rumore di passi veloce) correndo che chiama
ripetutamente il cane che stava portando a passeggio, ma si è liberato dal guinzaglio
(si sentono i commenti concitati dell’uomo e il rumore del guinzaglio prodotto da un
mazzo di chiavi scosso fra le mani).
I ragazzi si riprendono dallo spavento (rumore di una respirazione che diventa più
regolare e tranquilla)
“Tutto è bene quel che finisce bene”.
2. UNA BARZELLETTA RADIOFONICA
LA VIPERA
Due amici decidono incautamente di fare una passeggiata nel bosco. Ad uno dei due
scappa la pipì. Decide di farla dietro un albero ma, una vipera lo morde proprio sulla
punta del pene. L'amico telefona con il cellulare al dottore e dice:"Pronto,dottore? Il
mio amico è stato morso da una vipera. Cosa bisogna fare?" E il dottore
risponde:"Bisogna succhiare il veleno dalla ferita e poi portare il paziente
all'ospedale." L'amico termina la conversazione con il dottore e l'altro gli chiede:"
Allora? Che ha detto?" e l'altro:" Ha detto che devi morire!".
Primativo Gabriele
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Operatore Tecnico Commerciale
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Nel raccontare una barzelletta via radio per conquistare l’attenzione degli
ascoltatori occorre:
 Intercalare la barzelletta all’interno di un programma che può diventare noioso
 Essere almeno in 2 persone e parlare in alternanza modulando il tono della
voce e dando enfasi al significato, al contenuto. Aggiungere ironia e sarcasmo
 In alcuni casi, non in questo, può essere utile utilizzare una forma dialettale
Creare effetti speciali con rumori o musiche di sottofondo
3. ESEMPIO DI PUBBLICITÀ RADIOFONICA :
INAUGURAZIONE DI UN OUTLET
Voce femminile, (suadente, simpatica, accompagnata da sottofondo musicale):
- A Civitanova Marche apre il nuovo “OUTLET FRUF FRU” di calzature
donna, il nuovo marchio italiano che ha conquistato già l’Europa.Voce maschile (accattivante, invitante, complice della sua compagna):
- Solo scarpe Made in Italy con materie prime di pregio, forme e modelli
all’avanguardia Voce femminile:
- Le calzature donna FRU FRU da ora nel punto vendita diretta a 30 metri dalla
sede di Produzione a Civitanova Marche in via Cavallotti 16 Voce maschile:
- Le belle scarpe italiane, la moda e la qualità ai prezzi migliori sul mercato,
prova anche tu a Civitanova Marche in via Cavallotti 16 nei pressi del passaggio
livello lungo la strada statale 16 Voce femminile:
- Il vero Made in Italy FRU FRU, le calzature che desideri TU!! Il linguaggio radiofonico è un linguaggio che stimola l'immaginazione e la creatività
umana attraverso una girandola di suoni, rumori, silenzi, parole dette e cantate, dove
si producono immagini mentali, che attirano l'attenzione, divertono, illustrano e
seducono l'ascoltatore.
UTILI ALLA PUBBLICITA’ RADIOFONICA
 Sottofondo musicale, le rime, l’alternanza di più voci
 La voce si deve fondere sul prodotto che intende reclamizzare
 Pubblicità riproposta diverse volte durante gli orari più ascoltati e sulle radio
più conosciute
 Ripetizione delle caratteristiche più allettanti (prezzo, marca…)
QUALI SONO I PUNTI DI FORZA DI UNA PUBBLICITÀ RADIOFONICA
RISPETTO AGLI ALTRI MEDIA
Costa poco rispetto alla TV. E’ fruibile in luoghi dove la tv non arriva (in macchina,
in ufficio, in fabbrica, nei locali). Normalmente è più creativa, perché relativamente
Primativo Gabriele
1°B
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svincolata dai clichè classici degli spot TV, ultimamente anche sarcastica, irriverente,
pungente.
LE FIGURE CHE LAVORANO DIETRO LE QUINTE PER LA BUONA
RIUSCITA DI UNO SPOT
C’è un mondo, dietro a ogni spot. Il cliente, l’account, i creativi dell’agenzia, i copy,
la sala di audio produzione, il tecnico del suono, i doppiatori, i musicisti che hanno
composto ed eseguito le basi, l’editing finale.
Negli spot TV entrano in scena anche i registi, i truccatori, chi si occupa delle
scenografie, le locations, le società specializzate in riprese speciali.
Uno spot può venire bellissimo e non far vendere quasi nulla. Può, al contrario,
venire un brutto spot, ma che però fa presa e fa vendere molto.
Primativo Gabriele
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Partendo dall'osservazione di spot pubblicitari, viene qui analizzata la struttura del linguaggio
radiofonico, per indagare, a livello più ampio, il complesso legame che un mezzo di
comunicazione come la radio è in grado di attivare, connettendo virtualmente un centro
emittente a una periferia indistinta.
Il linguaggio radiofonico è un linguaggio che stimola l'immaginazione e la creatività umana
attraverso una girandola di suoni, rumori, silenzi, parole dette e cantate, dove l'analogia e
l'anamorfosi evocano un'iconicità e un rimando ad immagini mentali, che attirano
l'attenzione, divertono, illustrano e seducono l'ascoltatore.
Forse è per questo che la radio esercita un fascino che permane inossidato ancora oggi,
l'epoca della multimedialità e delle tecnologie avveniristiche, in quanto conserva funzioni di
intrattenimento, informazione e compagnia, scandisce i nostri ritmi quotidiani, ci accompagna
in casa, in auto, al bar o al lavoro, si insinua sottilmente nelle nostre attività senza che noi
spesso ce ne possiamo rendere conto.
Partendo da questi presupposti il volume propone una mappa di convenzioni linguistiche
attraverso cui il linguaggio radiofonico regola parole e silenzi, musiche e rumori, ricostruendo
una fenomenologia delle strutture comunicative di base che organizzano quella parte
incidente della comunicazione radiofonica impegnata nella pubblicità.
A livello metodologico le autrici hanno analizzato oltre 300 spot radiofonici trasmessi dalle
radio pubbliche in Italia, dagli esordi fino ai giorni nostri, inquadrandoli e ordinandoli secondo
una dimensione storico-concettuale del mezzo radiofonico e del suo linguaggio, che predilige
un taglio prevalentemente psicologico.
Cristina Cacciari è docente di Psicologia presso la Facoltà di Medicina all'Università di
Modena-Reggio Emilia e di Psicologia del linguaggio e della comunicazione presso la
Facoltà di Lettere (Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione) a Reggio Emilia. Da
anni studia la comprensione del linguaggio, in special modo quello figurato (metafore,
espressioni idiomatiche...), i rapporti fra percezione e linguaggio e i processi comunicativi.
Valentina Micciancio è copywriter e assistente all'Ufficio Ricerca e Sviluppo - Direzione
creativa presso il Gruppo Life & Co.: Comunicazione Marketing Ricerca e Sviluppo, a
Bologna. Laureata al DAMS (Discipline delle Arti Musica e Spettacolo) presso la Facoltà di
Lettere e Filosofia di Bologna e diplomata al Conservatorio di musica, da anni collabora con
la Facoltà di Psicologia della medesima Università, svolgendo ricerca nel settore della
psicolinguistica: comprensione del linguaggio, in special modo quello figurato e i processi
comunicativi, con particolare riferimento al mondo dell'advertising.
Indice:
Introduzione
(La radio e la pubblicità; La nascita della scatola dei suoni; La parola pubblicitaria
via etere; L'avvento della televisione e delle radio private: la scatola dei suoni deve
rinnovarsi?)
Le caratteristiche e la specificità della radio
(La parola via etere: ovvero l'eliminazione dei confini; La radio e il suo linguaggio;
L'arte di parlare a tutti; Il messaggio radiofonico oggi; Dai "radiopionieri"
all'audience: il problema del pubblico)
Creatività e pubblicità: un binomio obbligato?
Primativo Gabriele
1°B
Operatore Tecnico Commerciale
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Ho avuto la fortuna di conoscere Marco de Domenico, uno speaker famoso radiofonico e televisivo,
proprio grazie all’apertura di questo mio blog. E conoscendolo un po, anche attraverso il suo Blog
e ascoltandolo nei vari spot pubblicitari che sono andati on-air, è nata l’idea di un’intervista.
L’idea di fondo era capire cos’è e come funziona un po’ questo mondo, come funzionano le
pubblicità principalmente radiofoniche ma anche televisive, il marketing, il lavoro che c’è dietro…
insomma conoscere la pubblicità vista da chi ci lavora dentro!
Ti lascio quindi all’intervista, spero sia di tuo gradimento. Ti informo che Marco è a disposizione
nel caso volessi fare qualche domanda che ti interessa particolarmente, ma che non è stata fatta.
Buona Lettura!
Da quanto ho capito leggendo il tuo blog, la tua passione/lavoro da speaker è rappresentata
principalmente dalla radio… quando il colpo di fulmine e grazie a cosa?
Non potevo avere più di sei anni, quando mio papà mi regalò una radio. Era una Brionvega
arancione, il famoso modello “cubo”, oggetto di design oggi molto ambito. La conservo ancora, è
qui nella mia sala di incisione, è un po’ la mia stella polare. L’innamoramento per la radio cominciò
allora, e non si è mai fermato. Mio nonno era marconista in Marina, durante la Guerra. Mi ha
trasmesso tanto della sua passione sconfinata per la radiotecnica. A 14 anni mi hanno comprato un
CB, il passo successivo è stato diventare radioamatore. Ero forse il più giovane radioamatore
d’Italia, ho violato ogni legge a riguardo. L’idea che io parlo qui, e la mia voce si sente fino a lì,
ancora oggi mi mette i brividi. La radio è una magia, e la magia non si può spiegare, proprio come
le barzellette.
Hai effettuato anche programmi televisivi in qualità di voce ufficiale: cosa ti hanno trasmesso
queste esperienze e cosa non ha funzionato rispetto alla radio?
Dipende. Sono stato per un anno, nel 2000, una delle voci IN DIRETTA su Italia Uno. Fu
un’esperienza magnifica, per un anno ho trasmesso in diretta in TV esattamente come alla radio. Per
quest’esperienza ringrazio ancora oggi Antonio Visca che allora mi scelse insieme agli altri miei
colleghi. Oggi Antonio edita una rivista che si chiama Telefilm Magazine. Ovviamente io sono la
voce degli spot di TF Magazine che passano in radio e in TV. Sono la voce ufficiale di
Nickelodeon, tv per ragazzi su Sky, canale 604, esercita da MTV. E’ bellissimo, lavoro con loro
oramai da 4 anni, da quando sono partiti. Mi trovo benissimo, a MTV si respira un’aria scanzonata
che a me piace molto. E in realtà funziona tutto benissimo, tv e radio per quanto mi riguarda sono
belle uguale eppure profondamente diverse.
Cosa ti viene richiesto quando effettui spot pubblicitari?
Mi viene richiesto di essere bravo a vendere. Perché il fine primo (e ultimo) è quello.
Come ti poni con la voce rispetto al brand/prodotto?
La voce si plasma sul prodotto che si vende o sul brand da pubblicizzare. Un bravo doppiatore
pubblicitario ha sempre in mente questa regola fondamentale. Non sarebbe giusto fare di testa
propria, meglio lasciarsi raccontare bene dai creativi a chi si rivolge il prodotto. Il target di
riferimento è importante, sennò è facile sbagliare. Io mi sforzo sempre di sintonizzare la mia voce in
base alla situazione, e di norma mi riesce piuttosto bene. E’ anche una questione di esercizio.
Quanto lo speaker deve essere in sintonia con il marchio e quindi prodotto che pubblicizza?
Solo Tecnica o anche Passione?
Senza passione non accenderei nemmeno il mio impianto audio di registrazione. E’ elemento
imprescindibile, il cardine attorno al quale ruota il mio mondo. La tecnica è importante, perché
senza non si può lavorare. Chi vuole diventare un pittore prima impara le tecniche che occorrono
Primativo Gabriele
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per dipingere, e poi (se si è fortunati) subentra l’intuizione e l’arte. A noi speaker ci chiamano
“artisti”, e io glielo lascio credere volentieri!
Quanta libertà hai nell’interpretazione e nei testi di uno spot?
Dipende. Se incido un piccolo spot diffuso su una radio locale, l’interpretazione e tutto il resto li
gestisco personalmente. Si tratta di produzioni a scarsa diffusione, il cliente di norma non ha
pretese, quindi io faccio tutto. Spesso ne scrivo il testo, lo incido (dopo almeno averlo fatto
approvare) e lo accoppio con le basi musicali. Mi ritengo bravino anche nella parte di tecnico del
suono, mi piace molto.
Sulle produzioni nazionali è tutto diverso, diametralmente opposto. Il doppiatore pubblicitario non
decide quasi nulla, si è pagati (profumatamente) per fare quel che ci si dice di fare. Nelle produzioni
nazionali lo speaker di norma non ha alcun potere sul testo, se non qualche minuscolo,
impercettibile aggiustamento.
Quali sono i punti di forza di una pubblicità radiofonica rispetto agli altri media?
Costa poco rispetto alla TV. E’ fruibile in luoghi dove la tv non arriva (in macchina, in ufficio, in
fabbrica, nei locali). Normalmente è più creativa, perché relativamente svincolata dai clichè classici
degli spot TV, è spesso più paradossale, ultimamente anche sarcastica, irriverente, pungente. Gli
spot radio a me piacciono di più. Ma in franchezza non credo che si venda bene come con la tv.
Quanto agli altri media ora c’è il web, il vero “winner” del 2007, a livello pubblicitario.
E quali sono le debolezze della pubblicità radiofonica?
Secondo me il grado di attenzione all’ascolto è scarsissimo, ma si tratta di una mia opinione
personale.
Eliminando la caratteristica Visiva della televisione, quali altre differenze vi sono tra uno spot
radiofonico ed uno televisivo?
Basterebbe ascoltare uno spot tv, chiudendo gli occhi. E’ completamente diverso per tempi
interpretativi, ma non per le intonazioni, che sono più o meno le stesse. L’audio in tv è un media
assolutamente secondario, le immagini valgono per almeno il 70%. In radio l’audio è l’unico media.
Ti è mai capitato di dover effettuare uno spot in cui il prodotto o marchio non riuscivi proprio
a digerire? Cosa hai fatto per superare questo ostacolo?
Mi è capitato una sola volta, ho pubblicizzato un prodotto che prometteva di far dimagrire
diminuendo la quantità di grassi assorbiti dall’organismo. In voce dicevo che “i tecnici in
laboratorio hanno raddoppiato la dose di neopunzia”. Mi sono vergognato, ho usato la mia voce per
vendere un prodotto che ritengo sia una vera bufala. Ho fatto spendere dei soldi alla gente,
inutilmente. Ma avevo una dozzina di colleghi dietro pronti a farlo al posto mio. E mi sono
convinto.
Oltre al mal di gola, quali sono i pericoli maggiori per uno speaker?
Oltre ai rischi di tutti (fratture, patologie in generale) i maggiori pericoli per uno speaker sono
proprio quelli tipici dell’apparato fonatorio e respiratorio. Bronchite, tracheite, tonsillite. Poi anche
problemi legati ai denti, e alla perfetta articolazione della mandibola. Tutto deve essere super ok!
Che differenze ci sono tra le aziende che tendono a pubblicizzarsi maggiormente per radio
rispetto a quelle che puntano alla tv?
La pubblicità in radio costa un decimo. Chi non si può permettere la tv, farà senz’altro la radio.
Molti marchi fanno entrambe le campagne, oltre alla stampa, le affissioni e internet.
Primativo Gabriele
1°B
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Quale è stato lo spot migliore e quello peggiore che hai fatto?
Forse il più bello è in radio, fatto l’anno scorso per Ikea. Quel giorno ero in forma, ho recitato da
Dio. Il peggiore… forse il Fiat dello scorso luglio per il lancio della Nuova Fiat 500. Avevo una
pessima voce quel giorno, e avevamo una fretta pazzesca, l’auto stava per essere lanciata.
Come viene selezionata una voce per una determinato spot?
Si fa un casting voci, per capire quale ha la timbrica e le intenzioni più adatte per affrontare il testo
scritto dal copy. E’ un lavoro di selezioni piuttosto lungo e laborioso, ora semplificato dalle
moderne tecniche digitali. Comunque contano moltissimo le pubbliche relazioni. Farsi vedere, farsi
sentire, esserci. Ho colleghi bravissimi a promuoversi e mediocri al microfono. E viceversa!
Quali e quante figure lavorano dietro le quinte di uno spot? E quali secondo te quelle più
importanti per la buona riuscita di uno spot?
C’è un mondo, dietro a ogni spot. Il cliente, l’account, i creativi dell’agenzia, i copy, la sala di audio
produzione, il tecnico del suono, i doppiatori, i musicisti che hanno composto ed eseguito le basi,
l’editing finale. E parliamo di spot radio. Perché per gli spot TV entrano in scena anche i registi, i
truccatori, chi si occupa delle scenografie, le locations, le società specializzate in riprese speciali,
tipo le riprese di prodotto (Latte che entra nella scodella al rallenty per lo spot di un biscotto) e
quant’altro. Che cosa caratterizzi la buona riuscita di uno spot, di preciso non saprei. Nel senso che
uno spot può venire bellissimo e non far vendere quasi nulla. Può (al contrario) venire un brutto
spot, ma che però fa presa e fa vendere molto. Personalmente giudico un bello spot, uno spot che
“esce dal coro”, e si fa notare. Anche se si tratta di uno scoiattolo affetto da flatulenza molesta!
Hai mai realizzato uno spot da solo?
Regolarmente, ogni giorno. Incido almeno una dozzina di spot locali, presso il mio personale studio
di doppiaggio. Scrivo i testi, li incido, li assemblo con le musiche, li rendo “radio friendly” con
effetti speciali e finalizzazione dell’audio, e li invio ai miei clienti.
Grazie alle tecnologie e alle connessioni sempre più veloci, in rete sono nate moltissime web
radio, e quelle off-line si sono messe a mandare on-line le loro trasmissioni: cosa ne pensi e
quale futuro ci dobbiamo aspettare?
Le web radio per me sono il futuro, l’assoluto e unico futuro possibile per la radio. Ogni anno le
radio spendono milioni di euro per dare corrente a qualche migliaio di ponti radio. Un’assurdità, sia
in termini di costi che di consumo energetico. Altro che la benzina nelle automobili, per generare
tutta quella corrente si bruciano tonnellate di petrolio. La web radio è pulita e intelligente, va solo
dove la gente desidera ascoltarla. In un prossimo futuro anche in macchina, grazie a internet mobile
in banda larga. Un unico neo linguistico: io non le chiamerei più “radio”, visto che il concetto di
“radio” come forma d’onda che scivola nell’etere, non esisterebbe più!
Quale tra radio, televisione, stampa, si sta tecnologicamente evolvendo più velocemente?
La stampa è immobile o quasi per sua definizione. Fra radio e tv, si tende a sperimentare di più in
radio, meno mezzi, meno soldi. Quindi io credo che la radio sia ad oggi il media che si evolve più
rapidamente. Poco sopra parliamo di web radio, non a caso.
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