I neuroni specchio Introduzione Indice 1 I Neuroni 2 2 Gli atti motori ed il loro scopo 2 3 La scoperta dei neuroni a specchio ed il loro significato 2 4 Capacità di astrazione dei sistemi specchio 4 5 La fluidità dei movimenti 5 6 Come si comprendono le emozioni 5 6.1 La pubblicità . . . . . . . . . . . 6 7 L’AUTISMO e i meccanismi specchio. 6 8 Il professor Giacomo Rizzolati 7 9 Per saperne di più 7 Un dossier di Carlo Vigliani, aggiornato al 08.05.2008 Sono cellule speciali che aiutano a prevedere, comprendere ed imitare quello che fanno, provano e dicono gli altri. In questo dossier si cercherà di chiarire la loro natura, partendo da un intervento del Prof. Rizzolati nella manifestazione Giovedı̀ Scienza 2008 dal titolo ”Lo specchio della mente”. La scoperta dei neuroni specchio, più di ogni altra disciplina ha dato una grossa accelerata allo studio della comprensione delle azioni degli altri. Le neuroscienze hannno offerto, quindi, le e risposte più convincenti, in questi ultimi anni. I Neuroni Specchio sono dotati della particolarità di attivarsi sia quando osserviamo un’azione sia quando la compiamo noi stessi. Questo meccanismo ha numerosi altri risvolti. Studi successivi hanno mostrato che permette anche di capire le intenzioni dietro le azioni altrui, o capire ’emozione. Trovano cosı̀ spiegazione molti dei nostri comportamenti individuali e sociali, ma ciò comporta anche una trasformazione nel modo di intendere percezione, azione e cognizione, dato che lo studio dei neuroni specchio mostra che le aree del cervello deputate all’agire sono in grado anche di percepire e di conoscere. http://www.torinoscienza.it/ c Provincia di Torino ° I neuroni specchio 1 I Neuroni I neuroni, a differenza di altre cellule del corpo, hanno forme diverse. Ma in generale sono formati da un corpo centrale tondeggiante dove si trova il nucleo e il DNA della cellula e due tipi di estensioni: i dendriti e gli assoni. I dendriti si dipartono dal corpo centrale e insieme ad esso ricevono informazioni da altre cellule nervose. Per i segnali in uscita intervengono invece gli assoni. I segnali che i neuroni si scambiano sono sempre degli impulsi elettrici, indipendentemente dallo stimolo che li ha generati: il movimento di un braccio, uno stimolo tattile ecc. Il cervello riconosce le diverse attivazioni in quanto viaggiano in diverse vie nervose. Se due attivazioni sono provocate dalla stessa azione, il cevello capisce che sono dovute alla stessa causa in quanto fra neuroni di sistemi diversi esistono collegamenti che servono ad integrare i segnali in modo da produrre percezioni coerenti e azioni coordinate. L’insieme dei neuroni e dei collegamenti è chiamato sistema nervoso. Che si divide in sistema nervoso centrale (encefalo e il midollo spinale) e periferico (i nervi). 2 Gli atti motori ed il loro scopo Da molti studi condotti, si è scoperto che a parità di movimento, ad esempio, si attivavano nel Un dossier di Carlo Vigliani, aggiornato al 08.05.2008 2 cervello diversi neuroni a seconda dello scopo del movimento stesso. Oppure, a parità di scopo ma movimenti diversi, si attivava lo stesso neurone. La collezione di questi neuroni costituisce il repertorio celebrale degli atti motori, cosı̀ chiamati per distinguerli dai movimenti privi di scopo, cioè che non attivano neuroni motori implicati in azioni dirette ad oggetti. Per accumulo di esperienze, prove ed errori il repertorio degli atti motori si arricchisce senza sosta. Quanto più esso è ricco ed articolato tanto più si è in grado di produrre movimeti ...difficili.... Si provi ad immaginare le dita del pianista che si muovono veloci sul piano. Per effettuare con naturalezza movimenti che per noi sono semplici e quotidiani, come mangiare con la forchetta, occorrono anni di esperienze molteplici e ripetute a partire dalla prima infanzia. Questo meccanismo si potrebbe paragonare ad uno stampo, ad una impronta. Questa impronta celebrale degli atti motori è fatta di circuiti di neuroni la cui complessità di intrecci e ramificazioni si accresce quanto più sono ricche le esperienze dell’individuo. Sono queste che determinano la forma che assumono gli intrecci e le ramificazioni neuronali nei quali sono codificate le azioni. Si forma cosı̀ il repertorio celebrale di quei segmenti di atti motori che ci permettono di spostarci, nutrirci, agire, di funzionare nell’ambiente che ci circonda. 3 La scoperta dei neuroni a specchio ed il loro significato A volte alcune scoperte vengono fatte quasi per caso. Sta alla sagacia del ricercatore di cogliere la rilevanza della novità giunta inaspettata. In gergo scientifico di dice serendipità. La scoperta dei neuroni a specchio nasce da esperimenti fatti http://www.torinoscienza.it/ c Provincia di Torino ° I neuroni specchio dal prof. Rizzolati all’università di Parma sui neuroni motori. Per un pugno di noccioline In laboratorio quando si fanno esperimenti con macachi ci sono spesso noccioline americane che vengono date in premio oppure come oggetto per compiere delle azioni. Capita che qualche operatore rubi dal contenitore preparato per gli animali qualche nocciolina. In occasione di questi ...furti..., proprio quando l’operatore sta portando alla bocca le noccioline, lo strumento che misura l’attivazione elettrica dei neuroni del cervello del macaco si attiva, nonostante la scimmia non stia interagendo con nessun oggetto. Inizialmente si pensava ad una bizzarria sperimentale. Ma essa si ripeteva troppo sistematicamente. Queste ...anomalie... si ripetevano tutte le volte che il ricercatore compiva davanti al macaco un’azione che l’animale già conosceva per esperienza diretta. Incominciano cosı̀ una serie di esperimenti per capire l’attività dei neuroni della scimmia. In questi esperimenti si scopre che esistono dei neuroni che si attivano sia quando la scimmia compie una certa azione, ad esempio quando con la mano porta alla bocca un acino di uva, sia quando osserva la medesima scena effettuata dallo sperimentatore. Data la loro capacità di attivarsi riflettendo le azioni degli altri, a queste cellule della corteccia premotoria è stato dato il nome di neuroni a specchio. Si tratta di neuroni che si comportano come i neuroni motori, quando si attivano per un’azione propria, mentre mostrano la propria peculiarità quando si attivano in risposta alla stessa azione compiuta da altri. Come i ...cugini... motori anche i neuroni a specchio si attivano ciascuno in modo specifico per una certa azione. Lo scopo dell’azione altrui è quindi il criterio fondamentale in base al quale queste celUn dossier di Carlo Vigliani, aggiornato al 08.05.2008 3 lule nervose possono essere classificate, in analogia con i neuroni motori, in ...neuroni afferrare, lasciare, tenere...... Il significato di questa scoperta: è stato individuato un meccanismo che permette di unire direttamente la descrizione visiva di un ...azione alla sua comprensione ed esecuzione. Il sistema dei neuroni a specchio permette di spiegare semplicemente il problema di come tradurre l’analisi visiva di una azione osservata in qualcosa che l’animale è in grado di comprendere e di utilizzare per agire. Dal punto di vista del sistema neuronale significa che il cervello ha la capacità, attraverso il circuito dei suoi neuroni, di ottenere una descrizione interna di un’azione e di usarla per pianificare comportamenti motori futuri. Questa è una scoperta trasversale, in quanto coinvolge sia la comunità dei filosofi, scienziati cognitivi e neuro-scienziati. Emerge infatti l’idea che per comprendere il comportamento degli altri sia necessario tradurre le loro azioni, quando le osserviamo, nel linguaggio che i nostri neuroni utilizzano quando quelle azioni le compiamo noi. L’idea è stata sempre interessante ma priva di un possibile sostegno biologico. I neuroni a specchio pare che possano assolvere a questa funzione. I neuroni a specchio sono presenti anche nell’uomo. Si è dimostrato però che nell’uomo l’attivazione di tali neuroni è presente anche in quelle azioni cosı̀ dette intransitive, cioè non rivolte ad oggetti. La differenza sostanziale è che http://www.torinoscienza.it/ c Provincia di Torino ° I neuroni specchio l’uomo riesce a dare significato a gesti simbolici (astratti) che fanno parte del suo repertorio comportamentale, rispetto a quello dei primati. 4 Capacità di astrazione dei sistemi specchio Per capire questo grado di astrazione, si sono fatti degli esperimenti facendo ascoltare frasi che descrivevano azioni, effettuate con la mano, la bocca o la gamba. Si è dimostrato che c’è una effettiva attivazione dei settori della corteccia premotoria (la zona del cervello dove nascono i movimenti) specifici per ciascuna azine descritta nelle frasi. I neuroni a specchio attivati sono gli stessi sia guardando l’azione che leggendola. Praticamente questi circuiti sembrano avere un ruolo chiave nel rappresentare mentalmente le azioni, sia che le si osservi, sia che le si evochi mediante una elaborazione linguistica. Il che cosa ed il perché di una azione 4 ma il primo neurone si attiva per l’azione “mangiare” ma non per quella “spostare” e viceversa. Questo accade anche se il macaco osserva lo sperimentatore fare la stessa azione. La cosa interessante è che i neuroni di “prendere per mangiare” o “prendere per spostare” sono già preattivati quando l’azione è appena iniziata, cioè quando si sta solo prendendo. Questo significa che la scimmia conosce già la sua intenzione di mangiare o spostare e che questa intenzione organizza già tutti gli atti motori che compongono una azione. Ed è anche vero quando essa osserva l’esecuzione dell’azione da parte di un altro individuo, nonostante che la prima parte dell’azione stessa sia identica ed indistinguibile nei due scenari. Come fa la scimmia a capire le intenzioni dello sperimentatore? Lo capisce perché simula, anche se automaticamente, l’azione dello sperimentatore. Se questi prende del cibo verosimilmente lo mangerà, se prende un pezzo metallico verosimilmente lo sposterà. A cosa serve capire le azioni degli altri? Anche se una azione è vista solo parzialmente, ma si ha ben chiaro lo scopo, i neuroni a specchio si attivano. Si riesce cioè a generare una immagine mentale dell’azione che si è visto o sentito solo parzialmente. I neuroni a specchio hanno anche la funzione di informare l’osservatore del perché si sta compiendo una azione. Cioè sulle intenzioni. Esempio pratico. Un macaco fa due azioni. Nella prima prende un pezzo di mela e la porta alla bocca per mangiarla. Nella seconda prende un pezzo di mela e la sposta. Si nota sperimentalmente che i neuroni a specchio del macaco che si attivano in queste due situazioni sono diversi e specifici a seconda del contesto. Entrambi i neuroni sono attivati per l’azione di prendere, Un dossier di Carlo Vigliani, aggiornato al 08.05.2008 La distinzione cibo e non cibo, e altri elementi come per esempio aver già visto fare l’azione, fanno attivare i neuroni a specchio di una specifica catena motoria intenzionale. La stessa cosa succede nell’uomo. http://www.torinoscienza.it/ c Provincia di Torino ° I neuroni specchio 5 La fluidità dei movimenti La capacità di ...leggere..., nei movimenti, propri ed altrui, si distacca di molto da una vecchia ipotesi che affermava che il sistema motorio celebrale si limita al controllo dell’esecuzione dei movimenti dei muscoli. L’idea di avere dei neuroni multiuso adatti per ogni tipo di azione sarebbe alla fine antieconomica perché a scapito della fluidità del movimento. Per eseguire una azione, ci sono tanti modi possibili. Perché si scelgono proprio quei movimenti anziché altri? Il criterio è proprio l’intenzione (che come detto è codificato in percorsi neuronali specifici) e quindi i movimenti più idonei e i più probabili in un dato contesto, con lo scopo di produrre in maniera fluida l’azione necessaria a produrre un particolare obiettivo piuttosto che un altro. Quindi, l’obiettivo di ciascuna azione si trova codificato in catene di neuroni che, attivandosi in modo sequenziale permettono di raggiungere lo scopo di un movimento in modo fluido. I neuroni a specchio costituiscono un repertorio celebrale di atti motori che è tanto più ricco, quanto più le esperienze sono molteplici e variegate. E se guardo una azione che non è nel mio repertorio neuronale? Se ad esempio facciamo osservare ad un uomo l’atto di mangiare del cibo, si attiva il percorso dei neuroni a specchio collegato all’atto del mangiare. Ma se gli si fa vedere ad un uomo una azione che non è propria del suo bagaglio, come ad esempio l’abbaiare di un cane non si attiverà nessun circuito neuUn dossier di Carlo Vigliani, aggiornato al 08.05.2008 5 ronale, in quanto non è nel bagaglio dell’uomo ...abbaiare... 6 Come si emozioni comprendono le Come fanno gli esseri umani a comprendere le emozioni degli altri? Due sono i modi principali. Se vediamo una persona commossa possiamo immaginare il sentimento che quella persona sta provando attraverso una deduzione razionale che non ci fa vivere la medesima sensazione; oppure lo stato emotivo della persona può trovare corrispondenza diretta nell’osservatore: egli prova la stessa emozione della persona osservata. Si parla cosı̀ di empatia. Recentemente è stato dimostrato che l’osservazione di un’emozione in un’altra persona può determinare l’attivazione della stessa regione corticale che è attivata quando l’osservatore prova quella emozione direttamente. Lo si è dimostrato con la reazione al disgusto. Essa è una emozione forte ed utile alla sopravvivenza perché indica che una cosa assaggiata o annusata potrebbe essere pericolosa. Le regioni attivate sia nel caso di annusare in prima persona delle sostanze mal odoranti che ...vedere... annusare le stesse sostanze, si sono rivelate identiche. Tale meccanismo è molto simile a quello della comprensione di azioni e intenzioni: è un meccanismo specchio. Anche altre azioni sociali pare che attivino gli stessi meccanismi specchio: http://www.torinoscienza.it/ c Provincia di Torino ° I neuroni specchio il dolore, l’imbarazzo, l’umiliazione. Il nostro sistema nervoso è quindi in grado di attivare un meccanismo specchio capace di ritrovare e attivare una sorta di stampo emotivo nella nostra corteccia celebrale. 6.1 è la loro incapacità di costruire una teoria della mente degli altri. La pubblicità Alcuni ricercatori dell’università della California hanno voluto provare a misurare l’impatto emotivo delle pubblicità. A volontari è stata mostrata una serie di spot televisivi in onda durante la finale del Super Bowl (finale di football americano), dove gli inserzionisti spendono milioni di dollari per gli spazi pubblicitari. I risultati hanno dimostrato che alcuni spot hanno attivato la stessa area neuronale osservata per l’empatia delle emozioni altrui. Questo filone di esperimenti, anche se ancora primordi, potrebbero permettere di valutare gli effetti emotivi di una pubblicità, di un film... 7 6 L’AUTISMO e i meccanismi specchio. L’autismo è una malattia dello sviluppo che causa l’incapacità di entrare in contatto con le persone e di affrontare i problemi della vita. Inizia nella prima infanzia e i sintomi sono: tendenza a stare per conto proprio e mancanza di comunicazione con gli altri, difficoltà a capire che gli altri hanno emozioni e incapacità di capire quando gli altri le manifestano. A volte hanno capacità verbali limitate e possono manifestare un interesse ossessivo per un tema o un gesto ripetuto. I più autorevoli studiosi dell’argomento sono giunti alla conclusione che una delle maggiori anomalie degli individui autistici Un dossier di Carlo Vigliani, aggiornato al 08.05.2008 Esisterebbero nel nostro cervello circuiti che ci permettono di formulare ipotesi sofisticate sul funzionamento del cervello altrui, utili per fare previsioni sul comportamento degli altri. Da qui il collegamento coi meccanismi specchio. Ci si è chiesti se queste anomalie non derivassero da un mal funzionamento dei neuroni a specchio. Si è visto effettivamente che mettendo a confronto un gruppo di individui sani ed autistici, in tutti e due i gruppi c’era l’attivazione dei neuroni a specchio se entrambi facevano l’azione di prendere una palla, mentre non c’era questa attivazione se gli autistici ...vedevano... fare la stessa azione in un filmato. Si stanno cosı̀ aprendo nuove prospettive di diagnosi e terapia dell’autismo. La diagnosi potrebbe venire in una fase più precoce. Permettendo di incominciare le terapie prima della comparsa dei sintomi principali, importante in quanto le terapie perdono via via di efficacia più è il ritardo del loro inizio. L’alterazione dei meccanismi a specchio però non spiega tutte le manifestazioni dell’autismo: l’ipersensibilità a certi suoni, tendenza ad evitare il contatto oculare, o movimenti ripetitivi che implicano probabilmente disfunzioni in meccanismi cerebrali differenti. Si è cercato di dare a ciò una spiegazione con la teoria della ...mappa delle emozioni... elaborata da alcuni scinenziati della fondazione ...Cure autism now.... Secondo loro c’è una disfunzione di un’area del cervello che serve a smistare tutti gli input sensoriali e attivare le reazioni conseguenti, attinte appunto dalla mappa delle emozioni. Probabilmente nelle persone affette da autismo ad un certo stimolo sensoriale ...smistato... corhttp://www.torinoscienza.it/ c Provincia di Torino ° I neuroni specchio risponde una reazione emotiva non calibrata rispetto allo stimolo. 8 Il professor Giacomo Rizzolati Nato a Kiev, Ucraina è laureato in Medicina e Chirurgia a Padova, specialista in Neurologia, dirige il dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Parma. Accademico dei Lincei e membro onorario dell’American Academy of Arts and Sciences e dell’Accademia di Francia, i suoi studi sulle basi biologiche dell’azione hanno rivoluzionato il panorama delle scienze cognitive. 7 Giacomo Rizzolati, Leonardo Fogassi, Vittorio Gallese, Specchi della Mente, Le Scienze 2006 Eric R Kandel et al, Principi di Neuroscienze, CEA, 2003 Vilayanur S. Ramachandran, Che cosa sappiamo della mente, Mondadori, 2004 Hans Asperger, Bizzarri Isolati e intelligenti, Centro Studi Erickson, 2003 (sull’autismo) Tra i riconoscimenti ottenuti segnaliamo il Premio della Società italiana di neurofisiologia, il premio Golgi per la Fisiologia, Accademia dei Lincei, 1982, il George Miller Award for Cognitive Science, Mc Donnell Foundation, Washington 1999, il Premio Feltrinelli per la Medicina 2000 dell’Accademia dei Lincei, il Premio Herlitzka per la Fisiologia 2005 dell’Accademia delle Scienze di Torino, il Premio Grawmeyer 2007 per la Psicologia e il Premio IPSEN 2007 per le Neuroscienze. Ha ricevuto la Laurea Honoris Causa dall’Università Claude Bernard di Lione nel 1999 e dall’Università di San Pietroburgo nel 2006. [fonte giovedı̀ scienza] 9 Per saperne di più Di seguito alcuni testi sull’argomento. Giacomo Rizzolati, Corrado Sinigaglia, So quel che fai. Il cervello che agisce e i neuroni a specchio, Cortina, 2006 Un dossier di Carlo Vigliani, aggiornato al 08.05.2008 http://www.torinoscienza.it/ c Provincia di Torino °