LUDWIG VAN BEETHOVEN

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LUDWIG VAN BEETHOVEN
Nasce a Bonn nel 1770 da una famiglia di origine fiamminga (Olanda).
Il padre era tenore presso la cappella dell’arcivescovo della città;
fu lui ad indirizzare Ludwig sulla strada della musica.
Prima esecuzione pubblica come pianista all’età di 8 anni.
Problemi di ordine economico e psicologici da parte del padre (alcolizzato) non
favorirono un’esistenza tranquilla a Ludwig, il quale era spesso obbligato a saldare i
conti insoluti, da parte del padre, nelle varie osterie.
Nel 1784 trova lavoro come organista alla corte del principe Maximilian Franz il
quale gli permette di recarsi a Vienna per approfondire gli studi;
incontra anche Haydn, che gli da qualche lezione, ma l’arrivo delle truppe
napoleoniche obbliga l’arcivescovo alla fuga e così il musicista si ritrova senza un
padrone.
Inizia così a farsi conoscere non solo negli ambienti aristocratici (nobili) ma anche in
quelli borghesi (nuova classe nascente).
A 30 anni inizia ad avere i primi disturbi uditivi che lo porteranno alla completa
sordità.
E’ questo un periodo triste della sua esistenza durante il quale pensa anche al suicidio
come ci è dimostrato dal testamento di Heiligenstadt, nel quale il musicista spiega
che solo l’arte e la consapevolezza della sua capacità di compositore, non lo portò
alla morte.
Si ritira dalla società, informa della sua situazione fisica soltanto una cerchia ristretta
di amici con i quali, per dialogare, usa dei “quaderni di conversazione”.
Compone 32 concerti per pianoforte, 9 sinfonie, 1 sinfonia dal titolo “Fidelio” che
non ebbe successo perchè la sera della prima entrarono in Vienna le truppe
napoleoniche.
Dalle sue composizioni traspare la fiducia nell’uomo, la positività per un secolo che
avrebbe portato grandi trasformazioni: politiche, sociali e tecnologiche (Napoleone,
la rivoluzione industriale e le nuove forme di composizione).
Muore a Vienna a 57 anni in completo isolamento e al suo funerale partecipano
25000 persone.
SPIEGAZIONI DELLE SINFONIE
• TERZA SINFONIA DETTA L’EROICA
Dedicata a Napoleone che era visto dal musicista come il liberatore delle
popolazioni oppresse dal dominio austriaco. Quando Napoleone si autoincoronò,
non riconoscendo così la supremazia della chiesa, Beethoven cambiò la dedica
della sinfonia che era: “Al sovvenir di un grande uomo” con la frase “Al ricordo di
un grande uomo” come se Napoleone fosse già morto.
• QUINTA SINFONIA DETTA DEL DESTINO
Se eseguiamo ritmicamente le prime note della sinfonia, ne risulta il bussare alla
porta.
Il musicista vuole comunicare all’uomo che il suo destino è segnato (ricordati che
sei polvere e polvere ritornerai) e che la morte gli cammina accanto e nessuno sa
quando entrerà nella sua vita.
• SINFONIA NUMERO NOVE DETTA DELLA GIOIA
Questa sinfonia contiene al suo interno, nel quarto movimento, un coro che canta
un inno scritto da un poeta tedesco ( Von Schiller). Beethoven, attraverso questo
inno vuole comunicare la positività di un periodo che sta nascendo (1800) pieno di
grandi trasformazioni politiche, sociali ed artistiche (Napoleone, la rivoluzione
industriale e le nuove forma di composizione).
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