La percezione - Liceo Stella Maris

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La percezione
La percezione è il processo psichico che opera
la sintesi dei dati sensoriali in forme dotate di
significato . la percezione che corrisponde
all'organizzazione dei dati sensoriali in
un'esperienza complessa ovvero al prodotto
finale di un processo di elaborazione
dell'informazione sensoriale da parte
dell'intero organismo.
Le differenze tra la sensazione e la
percezione ?
La sensazione è rilevata dai recettori sensoriali presenti sul nostro corpo, i
quali traducono gli eventi fisici (come ad esempio una sostanza fredda a
contatto con la nostra pelle) in segnali elettrici. Tale processo viene
definito “trasduzione sensoriale” ed è responsabile del passaggio
dell’informazione dai sistemi sensoriali al cervello. La differenza tra le
varie sensazioni consiste nel tipo di neurone che viene attivato e dalla sua
localizzazione specifica all’interno del cervello. In ogni caso, la sensazione
ha inizio con la stimolazione dei canali sensoriali, presenti sia sulla
superficie interna che esterna dell’organismo. I principali canali sensoriali
sono: udito, vista, tatto, olfatto, gusto, cinestesia, equilibrio e i canali
propriocettivi in generale. Le sensazioni sono uno strumento prezioso per
conoscere l’ambiente che ci circonda e muoverci efficacemente al suo
interno, tuttavia il sistema sensoriale umano è soggetto a certi limiti.
Infatti, per essere percepito, uno stimolo deve raggiungere un’ampiezza di
un certo livello, al di sotto del quale il soggetto non percepisce nulla. Si
parla di “soglia assoluta” per indicare il livello di energia necessario allo
stimolo per essere riconosciuto dal nostro sistema sensoriale.
La percezione indica l’acquisizione dell’informazione sensoriale
proveniente dagli organi senso, i quali fanno da tramite con il mondo
esterno, e l’elaborazione di tale informazione in esperienza
cognitivamente organizzata per il soggetto. In ambito psicologico, la
psicologia della Gestalt ( dal tedesco “gestalt” sta per “forma”) si è
interessata soprattutto al meccanismo della percezione visiva, elaborando
numerose nozioni. Ad esempio, il processo di percezione visiva ha inizio
con la percezione d’insieme di un oggetto o di una figura e solo
successivamente vengono discriminate la varie parti che la compongono;
inoltre, parti di una figura presentate vicine tra loro vengono percepite
come un tutt’uno; altro aspetto interessante, guardando una una scena
visiva, parti di essa ci sembrano ben definiti (figura), mentre il resto ci
appare meno rilevante e non ben definito (sfondo). Queste ed altre teorie
sulla percezione umana sono di grande utilità sia in ambito medico e
scientifico, che in ambiti totalmente differenti come il marketing e la
pubblicità. Non è un caso che certe aziende conservino invariati il logo e la
confezione originaria di certi prodotti, anche a distanza di molti anni dalla
loro creazione: a livello percettivo, il senso di familiarità derivante dalla
ripetuta esposizione alle stesse confezioni fa si che il consumatore sviluppi
fiducia e simpatia verso il prodotto e, di conseguenza, sia anche più
propenso a metterlo nel proprio carrello della spesa
Gli organi di senso
Gli organi di senso sono strutture fisiche
presenti nei corpi degli esseri viventi e del
regno animale che servono essenzialmente a
permetterci di interagire con il mondo
circostante. Essi sono composti da strutture
più o meno complesse specializzate nella
ricezione di stimoli provenienti dall’esterno o
dall’interno, di trasformarli in impulsi nervosi
e infine di trasmetterli al sistema nervoso
centrale.
vista
La vista è uno dei cinque sensi; precisamente,
è quello mediante il quale è possibile
percepire gli stimoli luminosi e, quindi, la
figura, il colore, le misure e la posizione degli
oggetti. Tale percezione avviene per mezzo
degli occhi. Questi organi, sono contenuti in
due cavità del cranio, le orbite oculari ai lati
della radice del naso, disposte
simmetricamente rispetto alla linea mediana
del corpo
udito
L'udito è un sistema estremamente complesso, il
primo dei cinque sensi a svilupparsi nel feto e a
permettere il contatto con il mondo esterno.
L'elemento chiave di questo sistema è l'orecchio,
l'organo che permette di sentire i suoni . Un
suono è un insieme di onde sonore liberate
nell'aria da una sorgente, queste si muovono in
modo lineare e ondulato. L'orecchio riceve e
traduce i suoni in impulsi elettrici che vengono
trasmessi per mezzo di fibre nervose (nervo
acustico), al cervello, dove vengono analizzati ed
interpretati.
olfatto
Olfatto è uno dei sensi specifici e rende possibile, tramite i
chemiocettori, la percezione della concentrazione, della
qualità e dell'identità di molecole volatili e di gas presenti
nell'aria. Tali molecole sono chiamate odoranti. L'olfatto è
connesso in maniera funzionale con il gusto, come si può
dimostrare quando un raffreddore congestiona le vie aeree,
compromettendo la funzione olfattiva e facendo in modo
che i cibi abbiano pressoché tutti lo stesso sapore. È inoltre
connesso con il sistema chemiosensoriale generale o
trigeminale. I tre sensi dell'olfatto, gusto e
chemiosensoriale generale formano il sistema
chemiosensorio. L'olfatto è il più studiato dei tre sistemi
chemiosensoriali.
gusto
Il gusto è uno dei sensi, i cui recettori sono le
gemme gustative presenti nelle papille gustative
della lingua, nel palato molle, nella faringe, nelle
guance e nell'epiglottide. Il gusto dipende dalla
percezione sinergica di cinque gusti
fondamentali: amaro, aspro, dolce, salato e
umani ; alcune ricerche suggeriscono l'esistenza
di un sesto gusto fondamentale associato al
grasso . In senso metaforico, con il termine gusto
si intende inoltre l'insieme dei caratteri estetici
soggettivi di un individuo.
tatto
Il tatto o sensibilità tattile rende l'uomo e gli animali capaci
di rilevare con una straordinaria precisione, la presenza di
stimoli dovuti al contatto della superficie cutanea con
oggetti esterni.
I meccanismi con cui la sensibilità tattile si realizza sono in
buona sostanza uguali in tutti i mammiferi, compreso
l'uomo, al quale più specificatamente si riferiscono i
dettagli di seguito.
Il tatto, malgrado la sua apparente semplicità, è un senso
complesso, oltre che diffuso su un'ampia superficie
corporea. Ogni centimetro quadrato di pelle possiede circa
130 recettori tattili, suddivisi in ben 5 diverse tipologie, che
danno le seguenti sensazioni: freddo, caldo, tatto
variazione di pressione e dolore.
Sensazione: Le celle retiniche dell’occhio
reagiscono ai
contrasti di luce e i contorni di una stanza
arredata
Organizzazione percettiva: L’immagine retinica
di un tavolo
viene rappresentata in termini di grandezza
geometrica,
orientamento, e distanza (percetto)
Identificazione: Si assegna un significato al
percetto. Il
rettangolo percepito “diventa” un tavolo
Automatismo: The Stroop Effect
Nomina IN SILENZIO il colore con cui è scritta la
parola.
Dovrebbe essere facile …..
• BLU
• GIALLO
• ROSSO
• VERDE
Con l’ automatismo, l’Attenzione
selettiva viene meno:
Nello “Stroop Test”, leggere una parola e nominare il
colore sono
due prove o compiti.
Di solito, leggere una parola è così automatico che
diventa quasi
impossibile non farlo.
Quando la parola (es: BLU) è scritta in un diverso
colore (es:
rosso), l’automatismo della lettura rende molto difficile
percepire
ed elaborare selettivamente.
Una persona ha interesse a percepire il mondo esterno
così come esso si presenta, cioè lo stimolo distale.
La percezione comunque deve tener conto e partire dai
dati dello stimolo prossimale.
La percezione è quindi il processo che ci permette di
usare lo stimolo prossimale per capire lo stimolo
distale.
La lettura
è il processo che permette di recuperare e
comprendere informazioni o idee conservate o
immagazzinate in forma scritta. Nell'accezione più
comune, la lettura si riferisce alla decodificazione di
testi prodotti in una lingua e codificati nello scritto per
mezzo di simboli che possono essere percepiti con la
vista, o col tatto (nel caso della scrittura Braille). Altri
tipi di lettura possono non essere basati sul codice
lingua, come nel caso della notazione musicale o dei
pittogrammi. Per analogia, nella scienza
dell'informazione, la lettura è l'acquisizione di dati da
qualche tipo di memoria.
La scrittura
è la rappresentazione grafica della lingua per
mezzo di lettere o altri segni (grafemi). I segni
della scrittura (glifi) denotano sovente suoni o
gruppi di suoni (fonemi). Dopo la tradizione orale,
la scrittura è il primo modo di comunicazione tra i
popoli e il primo mezzo usato per la
conservazione e la trasmissione di dati.
In un senso più ampio, si definisce "scrittura" ogni
mezzo che permette una più facile e più veloce
trasmissione di informazioni, come, per esempio,
la "scrittura" della musica, dell'algebra, ecc
• è il processo che permette di recuperare e
comprendere informazioni o idee conservate o
immagazzinate in forma scritta. Nell'accezione più
comune, la lettura si riferisce alla decodificazione di
testi prodotti in una lingua e codificati nello scritto per
mezzo di simboli che possono essere percepiti con la
vista, o col tatto (nel caso della scrittura Braille). Altri
tipi di lettura possono non essere basati sul codice
lingua, come nel caso della notazione musicale o dei
pittogrammi. Per analogia, nella scienza
dell'informazione, la lettura è l'acquisizione di dati da
qualche tipo di memoria.
I principi organizzativi della
percezione
Ridondanza = Esistono relazioni tra le parti di uno stimolo, e
parti diverse dello stimolo suggeriscono la stessa percezione.
Attenzione = I stimoli ambientali vengono registrati in modo
selettivo
Organizzazione = Le sensazioni non sono isolate, e
percepiamo
“cose”, piuttosto che esperienze sensoriali.
Costanza = Malgrado uno stimolo possa variare in qualche
aspetto, la sua percezione è la stessa.
La ridondanza
Esistono diverse parti in uno stimolo, ad esempio:
I dettagli (le parti) di un volto umano(lo stimolo)
Una persona (lo stimolo) che bussa e chiede sempre permesso
primadi
entrare
Vento forte, fulmini, e tuoni (le parti) prima di un temporale
(lo stimolo)
Le parti tendono ad presentarsi insieme ripetutamente (nel
tempo o spazio)
Impariamo a conoscere queste parti e le loro relazioni
(ridondanza strutturale)
Risultato: Ogni parte tende ad evocare percezioni simili
Attenzione
L'attenzione è un processo cognitivo che permette di selezionare stimoli
ambientali, ignorandone altri. Una metafora spesso usata è quella del
filtro, che lascia passare soltanto gli stimoli rilevanti.
Ha a che fare con il conflitto tra due o più
compiti/situazioni.
La prestazione in un compito comporta effetti sulla
prestazione nell’altro (concetto di interdipendenza)
Ascoltare quello che dicono due persone dietro di noi al
cinema.
Mangiare mentre guardiamo la televisione.
Tanto più i due compiti sono simili (ovvero
richiedono l’impiego delle stesse funzioni cognitive)
e tanto più si avrà una diminuzione della prestazione
Organizzazione
Percettiva
E’ perlopiù il risultato dell’ esperienza (lettere stampate non
significano nulla se non sappiamo leggere)
Sembra comunque esistere un’organizzazione percettiva che
è
universale, ossia trascende esperienza, educazione, e culture
diverse
INNATA – La possibilità che siamo “equipaggiati” a livello di
organi sensoriali e sistema nervoso ad organizzare
percettivamente certi stimoli
Ci sono diversi tipi di organizzazione.
COSTANZA:
Il Senso di Stabilità negli Eventi
Percepiamo una certa stabilità negli stimoli
malgrado
cambiamenti negli stimoli stessi (e dell’immagine
retinica di essi!).
Questo principio può essere applicato a tre
dimensioni di un oggetto:
La Grandezza
La Forma (es: una porta, un quadro)
Il Colore
La costanza di Grandezza
La dimensione di certi oggetti (es: una persona) che
percepiamo rimane più o meno costante malgrado le
informazioni visive (ad esempio l’immagine retinica)
variano moltissimo.
Perché? Due strategie che agiscono in modo automatico:
1. Confronto tra informazione sulla grandezza di un
oggetto con l’informazione sulla sua distanza.
2. Percepiamo gli oggetti in relazione al contesto visivo
nel quale si presentano.
La costanza di forma
È la tendenza ad attribuire agli oggetti la medesima
forma , a dispetto delle diverse forme che si
proiettano nel tempo sulla retina.
Una porta rimane tale anche se la guardiamo da
diverse angolazioni, quindi cambia la forma
geometrica che viene proiettatta sulla retina.
E spiegata dalla prospettiva lineare e dalla densità
microstrutturale che fa sì che l’oggetto, nonostante le
differenti inclinazioni, contiene il medesimo numero di
elementi nelle diverse posizioni
sinestesia
Con il termine "sinestesia" si fa riferimento a quelle situazioni in cui una
stimolazione uditiva, olfattiva, tattile o visiva è percepita come due eventi
sensoriali distinti ma conviventi.
Nella sua forma più blanda è presente in molti individui, basti pensare alle
situazioni in cui il contatto o la presenza di un odore o di un sapore evoca un'altra
reazione sensoriale (la vista della frutta che è percepita anche come sapore), ed è
spesso dovuta al fatto che i nostri sensi, pur essendo autonomi, non agiscono in
maniera del tutto distaccata dagli altri.
Più indicativo di un'effettiva presenza di sinestesia è il caso in cui il percepire uno
stimolo provoca una reazione netta e propria di un altro senso (ad esempio la
vista). Per "forma pura" si intende la sinestesia che si manifesta automaticamente
come fenomeno percettivo e non cognitivo. Il fenomeno è volontario al punto che
il sinesteta puro, vedendo i suoni e sentendo i colori, può riuscire a trarre
vantaggio da queste contaminazioni sensoriali, per esempio un compositore che
ha sfruttato proprio questa sua capacità è stato Olivier Messiaen. Un altro è stato il
pittore e musicista lituano, Mikalojus Konstantinas Čiurlionis). Si presenta a volte
nelle persone mancine, o in concomitanza con
L’Illusione di Ponzo
La linea posta in corrispondenza del vertice di un triangolo viene percepita più lunga di quella posta al centro
della figura, pur essendo di uguali dimensioni.
Perché questo avviene?
Guardiamo la figura a sinistra: abbiamo una rappresentazione prospettica in cui sono disegnate delle linee
rette che convergono verso un punto.
Se prendiamo due rette convergenti e due segmenti orizzontali della stessa lunghezza posti su di esse, questi
ci appaiono collocati su due piani differenti; in particolare quello più distante ci appare più grande. La
stessa cosa accade se poniamo degli oggetti di dimensioni identiche in una rappresentazione spaziale
tridimensionale: quello più vicino al punto di convergenza delle linee è visto più grande.
Questo errore di interpretazione percettiva dipende dal fatto che il cervello riconosce l'oggetto
apparentemente più distante come posto su un piano sbagliato.
Nella localizzazione spaziale normale, infatti, un oggetto distante sottende sulla retina un angolo visivo
minore rispetto ad uno posto a distanza più ravvicinata e pertanto è visto più piccolo.
Il cervello quindi ha memorizzato che la dimensione reale di un oggetto distante è maggiore di come appare.
Nel caso del disegno in alto le immagini che si formano sulla retina sono identiche, essendo gli oggetti
obiettivamente delle stesse dimensioni; ma siccome sono visti in visione prospettica la memoria
cognitiva elabora in maniera errata la percezione di quello che sembra essere più distante rendendolo
automaticamente di dimensioni maggiori.
Max werthemer
Queste leggi sono chiamate anche leggi della "figura-sfondo" o "leggi di
raggruppamento" in quanto favoriscono il "mettere assieme, il creare un
tutto percettivo" di elementi che in realtà sono separati, proprio a causa di
questo fatto spesso queste leggi “creano” quelle che noi chiamiamo
illusioni ottiche. Queste derivano proprio dal fatto che le leggi della
“figura-sfondo” fanno in modo che il nostro cervello, di un oggetto, non
percepisca le singole parti,ma solamente l’insieme. Proprio questo
collegare i diversi elementi costitutivi dell’oggetto considerato crea
l’illusione. Infatti i diversi elementi, non creerebbero in noi questa visione
“errata” della realtà se osservati singolarmente, ma solo in quanto
percepiti insieme al contesto nel quale sono inseriti. In questo caso,
secondo le leggi della psicologia della Gestalt, noi vediamo l’oggetto
inserito nella totalità percependo quindi l’illusione.
Esse inoltre sono da considerarsi le basi di ogni atto percettivo il cui
compito consiste nel decodificare le informazioni che pervengono dal
mondo esterno, organizzandole secondo strutture significative.
Max werthemer
legge della vicinanza: in base ad essa
all’interno di una scena visiva, gli elementi più
vicini tra loro verranno percepiti come un
tutto.
Max werthemer
• legge della chiusura: afferma che siamo
predisposti a fornire le informazioni mancanti
per chiudere una figura e distinguerla dal suo
fondo. Dunque i margini chiusi o che tendono
ad unirsi si impongono come unità figurale su
quelli aperti
Max werthemer
• legge della somiglianza: stabilisce che gli
elementi che appaiono identici o quanto
meno si assomigliano, vengono percepiti
assieme.
Max werthemer
• legge della continuità di direzione: una serie
di elementi posti uno di seguito all’altro , in
una determinata direzione vengono percepiti
come costituenti un’unità figurale propria.
Max werthemer
• legge della buona forma: dice che figure
diverse quando si uniscono , finiscono per
avere ciascuna la propria forma, anche se
questa in realtà non compare
Max werthemer
• l’esperienza passata: anche l’esperienza passata favorisce
l’organizzazione strutturale di figure a noi familiari . Osserviamo ad
esempio la figura del "profilo della vecchia e della donna giovane".
Che la vede per la prima volta, è probabile che giunga per caso alla
scelta della struttura figurale: giovane o vecchia. La scelta è
determinata dal punto su cui si fissa lo sguardo: la linea che
congiunge naso e orecchio per la giovane, e quella che congiunge
naso e bocca per la vecchia. Se invece viene presentata prima una
delle due figure, l’esperienza già fatta influirà sicuramente sulla
scelta successiva
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