Leggi la Scheda Donne e ragazze

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Lo stato della popolazione nel mondo 2011
“Il mondo a 7 miliardi: le persone, le opportunità”
Rapporto pubblicato da UNFPA, Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione
Edizione italiana a cura di AIDOS – Associazione italiana donne per lo sviluppo
Donne e bambine: empowerment e progressi
Con il loro contributo, sono assicurati progressi su tutti i fronti
In un mondo con 7 miliardi di abitanti è fondamentale promuovere e tutelare i diritti di donne e bambine. Non
possiamo più permetterci di perdere il potenziale di metà della popolazione mondiale. I benefici degli investimenti
per migliorare la condizione di donne, ragazze e bambine vanno ben al di là dei costi, e sono essenziali per
affrontare le sfide che un mondo con 7 miliardi di abitanti pone. Se le donne sono in buona salute, hanno un buon
livello di istruzione e possono partecipare a pieno titolo allo sviluppo delle proprie comunità, sono in grado di
generare benefici per le proprie famiglie, per la società in generale e per i loro rispettivi paesi.
Nonostante tutto ciò sia ampiamente riconosciuto, le donne continuano a subite inaudite violenze e continue
discriminazioni. Continuano a non avere accesso alla proprietà delle terre che coltivano, ai crediti per sviluppare le
proprie imprese, rimangono spesso confinate in impieghi nel settore informale e sono ancora poco numerose tra i
politici e nei posti chiave delle istituzioni governative. I loro ruoli sociali continuano a essere definiti in base a norme
e convenzioni modellate dalla cultura e dalla religione, in base alla differenza di sesso biologica. Ma i ruoli di genere
sono definiti dalle società e dalle culture, sono diversi a seconda del contesto geografico e cambiano nel corso del
tempo.
Migliorare le opportunità di istruzione e assicurare il pieno godimento dei diritti sessuali e riproduttivi non
corrisponde solo a un miglioramento della condizione attuale di donne, ragazze e bambine, ma si traduce anche in
benefici per le generazioni future. La maggior parte del denaro che le donne guadagnano viene infatti speso per
assicurare il sostentamento delle loro famiglie, mandare i figli a scuola, garantire la loro salute. Per questo, investire
nelle donne “ripaga”: in termini di sicurezza nazionale, perché rende più forti le famiglie in caso di crisi, e in termini
di crescita economica, pace e stabilità.
La situazione
 Nel 1979 le Nazioni Unite hanno approvato la Convenzione per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione
contro le donne (CEDAW), un trattato fondamentale per realizzare i diritti umani delle donne e garantire loro
l’uguaglianza rispetto agli uomini in tutto il mondo.
 Leggi e convenzioni sociali spesso negano alle donne il diritto all’istruzione, alla proprietà della terra, all’eredità,
al credito, alla formazione e all’avanzamento di carriera. Le leggi sulla violenza contro le donne restano spesso
sulla carta. Raggiungere l’uguaglianza di genere implica necessariamente il coinvolgimento degli uomini, che
continuano ad avere il potere di decidere sul destino delle donne.
 Nel mondo ci sono 776 milioni di persone analfabete: due terzi di loro sono donne e ragazze. 1
 Le donne svolgono all’incirca i due terzi del lavoro agricolo nel mondo, producendo metà di tutto il cibo del
pianeta, ma guadagnano appena il 10 per cento del reddito mondiale e sono titolari dell’1 per cento delle terre. 2
 Nella conta della popolazione mondiale mancano 134 milioni di donne, a causa della preferenza per i figli
maschi che porta ad aborti selettivi e a trascurare in maniera fatale le figlie neonate. 3
 Nei paesi dell’Africa Sub-Sahariana, le ragazze e le giovani donne tra i 15 e i 24 anni che rischiano di contrarre
il virus HIV sono il doppio dei loro coetanei maschi, in parte a causa della povertà e della fragilità sociale in cui
vivono.4
 Nonostante i sensibili miglioramenti della copertura, le terapie anti-retrovirali per l’HIV/AIDS sono somministrate
solo alla metà delle donne che nel mondo ne hanno bisogno.5
 Circa il 70 per cento delle donne nel mondo ha sperimentato una qualche forma di violenza nel corso della vita. 6
La violenza di genere uccide o fa ammalare altrettante donne di età compresa tra i 15 e i 44 anni di quanto non
faccia il cancro.7
 Oltre 101 milioni di bambini in età scolare non frequentano la scuola: oltre la metà di loro sono bambine. 8
 La principale causa di morte per le donne tra 15 e 49 anni dei paesi in via di sviluppo è la mancanza di salute
nella sfera riproduttiva.9
 Oltre 350.000 donne perdono la vita ogni anno, una ogni 90 secondi, per cause legate alla gravidanza e al
parto. Il 99 per cento circa di queste morti avviene nei paesi in via di sviluppo. 10
Le tendenze
 I 186 paesi che hanno ratificato la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le
donne presentano ogni 4 anni un rapporto sui progressi realizzati per migliorare la condizione di donne e bambine.
Il trattato ha permesso di raggiungere importanti risultati nella prevenzione della tratta di donne e ragazze a fini di
sfruttamento sessuale, nella prevenzione della violenza domestica, nell’accesso all’istruzione, alla formazione, al
diritto di voto. Ha contribuito al miglioramento della salute materna, alla riduzione dei matrimoni precoci e forzati, e
ha portato ad allargare significativamente il diritto delle donne all’eredità e alla proprietà.
 Quasi tutte le morti materne possono essere facilmente prevenute con misure a buon mercato che nei paesi
sviluppati sono date ormai per scontate: dall’accesso all’assistenza ostetrica d’emergenza all’assistenza
professionale al parto, alle cure pre e post natali.
 L’accesso a servizi integrati per la salute riproduttiva, che comprendano la pianificazione familiare insieme
all’assistenza materna e neonatale, può ridurre di oltre il 66 per cento la perdita di produttività legata alla gravidanze
e a eventuali morti premature.
 La costruzione di stereotipi di genere e la discriminazione di genere cominciano fin dall’infanzia: per questo
l’impegno per l’uguaglianza di genere deve iniziare a quell’età, dentro la famiglia e nella scuola.
Per approfondire

Womenwatch – www.un.org/womenwatch - il principale portale per informazioni e risorse sulla promozione
della parità di genere e l’empowerment delle donne nel sistema delle Nazioni Unite.
 Wikigender – www.wikigender.org - progetto del Centro sviluppo dell’Ocse per agevolare gli scambi di
informazioni e migliorare la conoscenza sulle tematiche correlate alla parità di genere in tutto il mondo.
 Il sito UNFPA sull’uguaglianza di genere – www.unfpa.org/gender – mette a disposizione le ultime notizie, le
informazioni sui programmi dell’UNFPA, i link a pubblicazioni sull’uguaglianza di genere e altre informazioni legate
alla strategia complessiva dell’UNFPA per la promozione dell’uguaglianza di genere.
 International Knowledge Network for Women in Politics - http://www.iknowpolitics.org/ - offre alle leader
politiche la possibilità di collegarsi tra loro online al di là di confini geografici, di generazione e di fede religiosa, e
mette a loro disposizione informazioni, competenze e consigli per la loro attività politica.
Note
1. UNFPA e UNICEF, Women’s & Children’s Rights: Making the Connection, New York, 2010, p. 12:
http://www.unfpa.org/webdav/site/global/shared/documents/publications/2011/Women-Children_final.pdf, consultato l’11/4/11.
2. UNICEF, Gender Equality. The Big Picture: http://www.unicef.org/gender/index_bigpicture.html, consultato il 12/4/11.
3. UNDP, Human Development Report 2010, New York, 2010, p. 76: http://www.weforum.org/issues/water, consultato il 20/4/11.
4. UNFPA e UNICEF, op cit., p. 12
5. United Nations, Millennium Development Goals: Gender Equality and Women’s Empowerment – Progress Chart 2010, New York, p. 2:
http://unstats.un.org/unsd/mdg/Resources/Static/Products/Progress2010/MDG%20Report%202010%20%20Gender%20Brochure%20En.pdf,
consultato il 20/4/11
6. UNIFEM, Violence against Women Worldwide, Fact Sheet, New York, 2005, p. 2:
http://www.unifem.org/campaigns/sayno/docs/SayNOunite_FactSheet_VAWworldwide.pdf, consultato il 4/20/11.
7. UNFPA e UNICEF, op cit., p. 12
8. UNFPA e UNICEF, op cit., p. 18
9. The World Bank, Maternal Mortality and Morbidity, Health, Nutrition and Population: Topics:
http://web.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/TOPICS/EXTHEALTHNUTRITIONANDPOPULATION/EXTPRH/0,,contentMDK:20201062~menu
PK:548481~pagePK:148956~piPK:216618~theSitePK:376855,00.html, consultato il 20/4/11.
10 Trends in Maternal Mortality: 1990-2008, WHO, UNICEF, UNFPA, The World Bank, 2010.
http://whqlibdoc.who.int/publications/2010/9789241500265_eng.pdf
11. Singh, S., et al: Adding It Up: The Costs and Benefits of Investing in Family Planning and Maternal and Newborn Health, Guttmacher Institute
e UNFPA, New York, 2009, p. 28: http://www.guttmacher.org/pubs/AddingItUp2009.pdf, consultato il 26/4/11.
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