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Storia elettricità

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L’elettricità
La storia dell’elettricità
Le prime osservazioni sull’elettricità risalgono all’antichità: l’ambra, strofinata, attraeva
particelle. Elettricità, infatti, deriva dalla parola greca élektron che significa “ambra”.
Lo studio scientifico dell’elettricità ebbe però inizio con il fisico inglese William Gilbert
(1544-1603): egli affermò che la forza di attrazione dell’ambra era dovuta a un fenomeno
diverso dal magnetismo, che chiamò elettricità. Egli osservò che anche altri materiali
avevano la stessa proprietà di attrarre corpuscoli e sostenne che questa attrazione fosse
dovuta a un fluido emanato dai corpi elettrizzati.
Nel 1700 Benjamin Franklin, l’inventore del parafulmine, ipotizzò che l’elettricità fosse
un fluido distribuito in tutti i corpi e che per effetto dello strofinio parte di esso potesse
passare da un corpo all’altro.
Alla fine del XVIII secolo si cercò di descrivere i fenomeni elettrici anche dal punto di
vista quantitativo. Fu così che il fisico francese Charles de Coulomb formulò la legge che
consentiva di misurare la quantità di fluido elettrico. Dal suo nome deriva il coulomb,
l’unità di misura della carica elettrica.
Alessandro Volta mostra la sua
pila a Napoleone, in un dipinto
ottocentesco.
In Italia, il medico Luigi Galvani (1737-1798) e il fisico Alessandro Volta (1745-1827)
spostarono l’attenzione su aspetti dell’elettricità naturali, ossia non indotti dallo
strofinio; il primo studiando i fenomeni elettrici negli animali, il secondo nei metalli.
Nel 1799 Volta costruì il primo generatore di energia elettrica continua, la pila.
Agli studi del fisico francese André
Marie Ampère (1775-1836) e del
chimico inglese Michael Faraday
(1791-1867) si deve la teorizzazione
dell’elettromagnetismo e del fenomeno
dell’induzione.
La teoria dell’elettromagnetismo,
formulata da James Maxwell e
confermata da Heinrich Hertz, spostò
l’attenzione sulla struttura microscopica
della materia. Nel 1897, il fisico
inglese Joseph J. Thompson dimostrò
l’esistenza nell’atomo di particelle
cariche elettricamente, gli elettroni.
Nel 1898 il fisico tedesco Wilhelm Wien
dimostrò l’esistenza dei protoni.
APPROFONDIMENTO - La storia dell’elettricità
1
© Istituto Italiano Edizioni Atlas
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