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testi dipinti

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1- NEL NEGOZIO DI CAPPELLI
In questa opera è rappresentata una giovane donna che esamina un copricapo,tenendolo fra le mani.i tratti
del contorno delle figure non sono bene definiti a causa del uso di pastelli a cera.
2- LE BALLERINE
Le opere con le ballerine di Degas sono un po’ come la danza stessa, un’arte che sembra in apparenza
semplice e che si esaurisce nel tempo di uno spettacolo ma che richiede settimane di preparazione e anni di
lavoro per plasmare il corpo.
Spontaneità e naturalezza sono le caratteristiche delle opere con le ballerine di Degas, tanto che sembrano
delle fotografie scattate per cogliere uno dei mille attimi possibili della lezione.
4- ATTESA
Qui rappresenta l'attesa prima di un'audizione oppure di uno spettacolo e utilizza prospettive inusuali per
cogliere istanti di vita. L' attesa è un esempio empatico, che raffigura una ballerina accompagnata dalla
sua accompagnatrice , piegata in apparenza per massaggiare il piede, ma il cui linguaggio del corpo indica
una persona tormentata dall'anticipazione prima che salga sul palco. Lo sfondo è formato da una grande
varietà di arance, marroni e neri, mentre la donna più giovane è ritratta in toni rosa, blu e crema che
sottolineano la sua morbidezza rispetto alla severità della donna più anziana. Il lavoro è eseguito con una
miscela innovativa di tratti sottili e tratti più duri.
5- ASSENZIO
Lei è una povera prostituta, mentre lui è un corpulento barbone parigino, dall'aria burbera e volgare. I
personaggi sembrano lontanissimi fra loro, con lo sguardo perso nel vuoto, annebbiato dalla moltitudine di
tristi pensieri. Rappresentano due solitari che non si incontrano, nemmeno con lo sguardo. È proprio l'alcol
l'unica compagnia di cui essi dispongono. Degas abbandona il punto di vista frontale e ricorre a un impianto
prospettico a zig-zag. Degas delinea l'impianto prospettico del dipinto con rigore quasi scientifico, e lo
organizza in modo chi osserva il dipinto, seguendo gli allineamenti dei tavolini, si possa introdurre nella
scena e giungere con lo sguardo presso i due alcolizzati.
6- STIRATRICI
l’obiettivo di quelle opere è quello di illustrare il popolo e i massacranti mestieri che compie per
guadagnarsi da vivere. troviamo due stiratrici. La prima impugna una bottiglia di vino e sbadiglia
sonoramente, reclinando il capo e accompagnando il movimento con la mano. La seconda è intenta al
lavoro, e ha le braccia tese sul ferro da stiro, che muove sulla biancheria usando tutta la pesantezza del
proprio corpo. Altri pochi elementi – una stufa, la biancheria sullo sfondo appesa ad asciugare, una piccola
ciotola dell’acqua – completano in maniera efficace l'illustrazione di questo significativo episodio
quotidiano.
7- LA TINOZZA
In quest'opera il pennello di Degas occhieggia nell'interno di un'abitazione privata, dove una giovane e
fragile donna è raffigurata chinata di spalle mentre si lava il collo: è completamente svestita, ma elude
l'oscenità e, anzi, restituisce un'impressione di delicatezza e pudicizia. Sotto i suoi piedi vi è infine la tinozza
di ferro che dà il nome al dipinto. Anche in questo dipinto decide audacemente di falsare la prospettiva
ricorrendo alla tecnica dello “strapiombo”. Nella porzione destra della scena, infatti, interviene una
mensola biancastra sulla quale è disposta l'oggettistica da bagno, che nel suo complesso va a costituire uno
splendido brano di natura morta. L'inserimento della mensola genera una morbida cesura dello spazio
pittorico e giustifica la rappresentazione dall'alto dell'attività della donna, della quale maschera così il volto.
Gli altri dettagli che completano il pastello ribadiscono invece l'indigenza della donna: il pavimento, infatti,
è logoro e malandato, e la stessa donna si sta lavando in una tinozza, non potendosi evidentemente
permettere una vasca da bagno. Sullo sfondo si scorge infine un letto sfatto.
8- GOVANI SPARTANI CHE SI ESERCITANO
Il dipinto coglie un gioco sintonizzato di lancio e accettazione della sfida che coinvolge un gruppo di ragazze
e di ragazzi. A sinistra troviamo quattro giovani donne spartane, dai tratti lievemente androgini, colte
mentre incitano i ragazzi alla lotta sfida con un «contegno più parigino che spartano»: i loro gesti, infatti,
non sono per nulla aggressivi, bensì si impaginano con un'armonia e un ritmo che ricordano le movenze
delle ballerine, le grandi protagoniste dei dipinti degassiani a venire. I ragazzi, delegati nella parte destra del
dipinto, presentano tratti dolcemente effeminati e raccolgono la sfida. Sullo sfondo, infine, troviamo le
madri dei lottatori, che osservano divertite il certame.
In quest'opera Degas favorisce un andamento paratattico, rapido e concitato, che con la sua simmetria
sembra quasi riallacciarsi al rigore della pittura neoclassica, e dirige una sapiente coreografia, dove alla
serrata coesione del gruppo delle ragazze viene contrapposta la formazione tutt'altro che compatta dei
ragazzi. Notevole anche l'impianto compositivo dell'opera, il cui centro focale è fissato esattamente sul
palmo della mano della giovane spartana che lancia la sfida, la quale sembra quasi «gelidificata» in primo
piano. Nonostante il chiaro intento didascalico dell'opera, che si propone l'ammaestramento morale con il
ricorso a illustri esempi del passato, Degas asciuga la retorica della «grande maniera» accademica e non
ricorre a inventio particolari per fissare i contenuti dell'opera in stereotipi precisi. Quest'operazione di
azzeramento dei referenti storici è così intensa che il riferimento a Sparta sopravvive nel solo titolo: l'opera
sembra quasi raffigurare una semplice lotta tra giovani senza tempo.[5]
Riprendendo il commento della critica d'arte Giovanna Rocchi, i nudi «sono trattati in maniera naturalistica
e i volti non sono il frutto della ripetizione di un tipo fisionomico, ma sono ritratti eseguiti sul modello,
ognuno dei quali si definisce in una differente espressione». Già durante gli anni giovanili Degas era già
sensibile alle istanze del realismo, pur essendo ancora fortemente legato agli studi sui primitivi condotti in
Italia (dei quali ripropone la sensibilità cromatica). In quest'opera l'artista cerca di riproporre i due
elementi, quello classicheggiante e quello realistico, in una fusione che tuttavia è subito oggetto di scherno
dalla critica del tempo, prodiga di insulti verso il graffiante realismo di quelle «ossute monelle di periferia»
(in riferimento alle spartane).
DEGAS
Edgar Degas (Parigi 1834 – Parigi 1917) è stato uno dei più grandi artisti
francesi. Conosciuto come “il pittore delle ballerine”, è stato anche scultore e
disegnatore, tecnica nella quale eccelleva. Viene annoverato tra gli esponenti di
spicco dell’Impressionismo. Si formò alla Scuola di Belle Arti di Parigi che
frequentò per soli sei mesi, dopodiché intraprese un viaggio in Italia dal 1856 al
860 per arricchire le sue conoscenze artistiche. Sarà l’amicizia con Manet,
incontrato al Louvre nel 1861 a convincerlo ad entrare a far parte del gruppo
degli impressionisti. Pur partecipando a numerose mostre con gli impressionisti,
Degas non amava dipingere en plein air, come facevano i suoi colleghi.
Degas amava ritrarre soggetti femminili: ballerine (soprattutto), lavandaie,
sarte.
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