Corriere della Sera (Milano), 11 ottobre 2011

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Corriere della Sera Martedì 11 Ottobre 2011
MI
Cultura
&Tempo libero
Doctor e l’era digitale
Dita von Teese
con Severgnini al Corriere
burlesque cocktail al Cost
Come guru e analista del mondo globale
dell’informazione profetizza l’avvento di un
decennio che sarà noto come l’era delle news
digitali, trasformazione che ha raccontato nel
libro «Newsonomics». Ken Doctor sarà
domani in Sala Buzzati (ore 10.30, via Balzan
3, ingresso con prenotazione a
[email protected] o tel.
02.87.38.77.07). Con Doctor (foto), lo scrittore,
giornalista e blogger Beppe Severgnini. (i.b.)
È la regina indiscussa del burlesque
l’americana Dita von Teese (foto) che ha
rilanciato questo genere di spettacolo come
nuovo fenomeno in tutto il mondo. Stasera
la sexy diva è ospite al Cost (via Speri
angolo via Maroncelli 8, tel.02.62.69.06.31)
per un cocktail party firmato Cointreau:
l’ingresso è solo su invito fino alle 22.30, poi
è aperto anche al pubblico. (l. vin.)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Case editrici Da domani in libreria
il primo titolo della milanese Indiana
Raul Montanari
«Io, in bilico
tra religione
e filosofia»
Ciak si parte
Indiana Editore
è nata da una
iniziativa di
Bernardino
Sassoli de’
Bianchi che
detiene il 60%
della società ed
è partecipata
dalla casa di
produzione
cinematografica e
pubblicitaria
Indiana
Production
(Benedetto
Habib, Fabrizio
Donvito e
Marco Cohen).
Ha sede in via
Argelati 33.
Accetta
manoscritti e
proposte:
www.indianaeditore.com
Il socio Fabrizio Donvito
R
Sfide Bernardino Sassoli de’ Bianchi in ufficio. «Lo so» dice «far libri in Italia non è una buona idea razionale»
Il socio Benedetto Habib
«Comincio con una provocazione»
Sassoli de’ Bianchi: «Un testo del ’700
in difesa del suicidio. Mi prendano
pure per pazzo, ma io voglio vendere»
C
i vuole coraggio a fare l’editore in un Paese che non legge. Ma il coraggio non basta, occorre un pizzico di follia,
per arrivare in libreria — da domani in tutta Italia — con un primo
titolo che suona: «Liberi di morire. Dissertazione filosofica sulla
morte».
Un debutto tosto. «Più tosto di
quello che siamo davvero. È una
provocazione: preferisco che si dica che sono un pazzo piuttosto
che uno che non vuole vendere».
Spiega Bernardino Sassoli de’
Bianchi, un ragazzotto di 41 anni
con la voce profonda e le idee chia-
re, ideatore della milanese Indiana Editore. Aggiunge: «Fare libri
in Italia non è mai una buona idea
dal punto di vista razionale».
C’è un secondo motivo per questo esordio choc, legato al profilo
della casa editrice che vede la partecipazione (al 40%) di Indiana
Production, la casa di produzione,
tra altri, di Gabriele Muccino:
«Con un brand associato al mondo del cinema volevo fosse chiaro
che si tratta di un progetto editoriale puro con una sua identità,
non una vanity press per pubblicare attori e registi». Si punta su temi di cui «si sente sempre più il
bisogno di parlare: filosofia, uso
della tecnologia, scienza e spiritualità». L’apologia del diritto al suicidio di Alberto Radicati di Passerano, un illuminista italiano dimenticato del ’700 che in vita fu bandito e imprigionato per quest’opera,
esce con la prefazione di Giulio
Punti di vista
«Mi occupavo di fondi di
investimento e avrei potuto
continuare: per me la crisi
era remunerativa»
Giorello: «La sua difesa del suicidio — scrive il filosofo — rientra
in una visione al tempo stesso naturalistica e libertaria dell’esistenza» e pone la questione «dell’autonomia delle scelte individuali di
cui oggi abbiamo tanto bisogno».
L’altro titolo di lancio è «Il Cristo zen» di Raul Montanari articolo qui in pagina. Milanese («il cognome è bolognese») Sassoli de’
Bianchi ha una vita che procede
per cicli decennali: «dopo una tesi
su Foucault per dieci anni mi sono occupato di filosofia, prima a
Milano poi a New York». Il decennio successivo l’ha vissuto da manager e consulente strategico in
ambito finanziario: «mi occupavo
di fondi di investimento, avrei potuto continuare»; a fargli cambiare rotta non è stata la crisi («per
me un periodo remunerativo»)
ma un sogno che accarezzava fin
da quando era ragazzo. Oggi ha
un figlio di 9 anni che «va fiero di
un papà che fa l’editore». Tra die-
ci anni? «Qualcuno dice che aprirò una catena di impianti di risalita. Spero, invece, di fare ancora
questo lavoro con soddisfazione».
Dopo i saggi, a gennaio arriva la
narrativa di Indiana con la collana
«Tracce» curata da Matteo B. Bianchi («storie in cui la musica fa da
collante molto lieve»). Tre titoli:
Ago Panini, regista di videoclip,
esordisce con «una storia alla "Almost Famous" di una band nella
Milano negli anni Ottanta»; Enrico Macioci propone «una allegoria grottesca del terremoto dell’Aquila» (con le illustrazioni di
Maurizio Rosenzweig) e, primo
straniero, Douglas A. Martin che
in «Una traccia del mio amore»,
racconta la (vera) storia d’amore
tra «un ragazzo che vuole fare il
poeta e una nota rockstar che non
viene mai nominata ma che è Micheal Stipe».
Severino Colombo
omanziere,
traduttore,
maestro di
scrittura. A
queste facce note
di Raul
Montanari se ne
aggiunge una
inattesa: guru. Il
52enne autore lombardo pubblica
con Indiana «Il Cristo zen», saggio
in equilibrio tra Cristianesimo e
Buddhismo Zen. «Per carità. Non
faccio il guru e non voglio
diventarlo — si schermisce
divertito Montanari. – Rispecchia
un interesse personale. La filosofia
complica, la religione semplifica
ma è una porta per interrogarsi sul
senso della vita». E aggiunge: «Da
scrittore le religioni mi interessano
anche come forma di narrazione».
Il libro ha una genesi lontana. «Il
progetto è nato vent’anni fa con
Luciano Foà di Adelphi, poi è
finito in un cassetto ed è tornato
fuori ora da una conversazione con
Bernardino Sassoli de’ Bianchi».
Da ateo con una formazione
cattolica («nel
titolo, Cristo è
sostantivo, zen
aggettivo»)
individua
costanti che
avvicinano le
parole dei
Vangeli agli
insegnamenti
della religione
dei samurai: il bilanciamento tra
«mondi esteriore e interiore»,
oppure l’importanza «delle
risposte emotive». Conclude: «Al
di là della cultura in cui uno è
nato, ci sono valori primordiali che
ricorrono». Il libro sarà presentato
da Daria Bignardi con Montanari il
prossimo 20 ottobre alla Fnac.
Sulla nascita della nuova casa
editrice Montanari, da docente di
una scuola di scrittura, ha un
consiglio zen per i futuri scrittori:
«Non ha senso proporre una cosa
che un editore non può
pubblicare».
S. Col.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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