IL PRURITO NEL CANE

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IL PRURITO NEL CANE Sempre più la “bestia nera” dei nostri animali è il prurito persistente o stagionale, associato o meno a caduta del pelo, arrossamenti, eczemi e tanto altro. Ovviamente esistono patologie infettive e infestive specifiche che causano malattie della pelle ma molto spesso il cibo, l’ambiente (pollini, polveri e sostanze chimiche) e i comuni parassiti cutanei sono le principali cause scatenanti cosi come i lavaggi troppo frequenti (farli ogni 10‐15 giorni è troppo), il tipo di shampoo utilizzato, i deodoranti non idonei, e poi ancora una prolungata esposizione al sole, gli indumenti e addirittura i collari in cuoio. In questi casi, trovare la cura è il compito del veterinario ma seguire semplici regole preventive è il vostro!! Lavare il proprio cane è quello che tutti fanno quando si gratta e se a volte questa è la scelta giusta molto più spesso è quella sbagliata perché la sporcizia non è quasi mai la causa più del prurito. Mangiare sano è la prima regola e, ricordate, sempre la stessa pappa. Cambiare e alternare i gusti e le marche può complicare molto il lavoro del veterinario nell’individuare condizioni dipendenti dall’alimentazione. La prima decisione è se rivolgersi ad un’alimentazione casalinga o ad una industriale. Nel dieta casalinga è meglio provvedere personalmente alla preparazione del pasto per il vostro cane, evitando sughi e condimenti. Nella dieta industriale è essenziale acquistare prodotti di qualità, escludendo i prodotti di fascia bassa veduti nei supermercati. Esistono, ormai, molte marche con un elevato rapporto qualità/prezzo che, anche se sono più costosi, garantiscono un miglior stato di salute e un risparmio consistente per le cure conseguenti a non corretta alimentazione. La seconda regola, e non per ordine di importanza, è fare i trattamenti per le pulci e le zecche in modo metodico e costante tutti i mesi dell’anno. I prodotti spot‐on (quelli in fialette da mettere sul collo‐dorso) sono gli unici che garantiscono un’efficacia persistente piuttosto che quelli in soluzione spray che servono per eliminare parassiti vivi nel momento in cui si scorgono sull’animale o per terra ed i collari che sono ormai in disuso avendo dimostrato gravi limiti di efficacia. Il vademecum dell’animalista provetto prevede al massimo un bagno al mese utilizzando il sapone di Marsiglia per igiene personale (la vecchia maniera a volte è ancora la migliore) o shampoo dedicati, e anche in questo caso utilizzate sempre lo stesso prodotto anche a costo di chiedere al vostro toelettatore di utilizzarne uno specifico, magari portandovelo dietro al momento del bagno. Il consiglio è di stabilire a priori le date dei bagni e dei trattamenti antiparassitari in modo da applicare questi ultimi a 3‐4 giorni dai primi e inderogabilmente ogni 25‐30 giorni. Potete lavare il cane anche ogni 2, 3 o 4 mesi ma non potete permettervi di saltare il trattamento antiparassitario perché in questa “legge della giungla” i più piccoli sono i più forti e spesso la lotta è impari soprattutto perché il clima mite delle nostre zone non incoraggia solo i turisti a venirci a trovare anche d’inverno… Le ultime raccomandazioni in fatto di toelettatura sono rivolte alle signore che amano il cane che profuma e a chi non ama “sporcarsi le mani” con le applicazioni spot‐on: non usate deodoranti del marito e non fate fare il trattamento antiparassitario spot‐on dal toelettatore subito dopo il bagno perché non funziona! E allora, regole rigide ma funzionali nelle abitudini e nelle prevenzioni, un rapporto stretto col vostro veterinario di fiducia e tanto divertimento e affetto: questa è l’amalgama migliore per non vedere il nostro “migliore amico” grattarsi. Dr. Davide Ravera, chiedi maggiori informazioni Dermatologia, Ospedale Veterinario San Remo
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