Villa Beretta - Attivita` Preminenti

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RIABILITAZIONE NEUROLOGICA
Postumi ictus cerebrale
paralisi: il danno cerebrale causa una perdita più o meno completa dei movimenti degli arti del
lato opposto alla lesione cerebrale (emiplegia); dopo una prima fase di paralisi flaccida si ha
una ripresa motoria parziale con residui disturbi rappresentati da attività involontaria di alcuni
gruppi muscolari e debolezza di altri muscoli (emiparesi). Il programma rieducativo consiste nel
prevenire o ridurre i maggiori inconvenienti causati dalla paralisi (rigidità degli arti, retrazioni e
dolori articolari, lesioni cutanee da decubito) e guidare il possibile recupero dei movimenti
controllati che è in rapporto con la sede e l’entità della lesione cerebrale: un primo obiettivo
ragionevole è il recupero delle principali funzioni dell’arto inferiore (stazione eretta prima e
quindi deambulazione), un alto obiettivo più difficile è il recupero funzionale delle attività
dell’arto superiore.
afasia: sono frequenti disturbi del linguaggio, più spesso negli emiplegici destri, caratterizzati
da difficoltà che di solito prevalgono sul versante espressivo (il soggetto non riesce a parlare o
comunque usa frammenti di parole o non riesce a comporre frasi significative) ma che spesso
sono presenti anche sul versante della comprensione (il soggetto non capisce il significato di
frasi semplici). Come succede per i disturbi del movimento si può avere un certo miglioramento
spontaneo nel corso dei primi 15-30 giorni dall’ictus ma poi l’afasia tende a stabilizzarsi; una
precisa valutazione quantitativa e qualitativa dei disturbi del linguaggio, parlato e scritto, è il
punto di partenza per la formulazione di un programma rieducativo mirato che può durare da
qualche mese a qualche anno in funzione delle possibilità di recupero, diverse da caso a caso.
Postumi gravi cerebrolesioni (coma da trauma cranico, da anossia cerebrale)
problemi motori: il quadro è variabile in rapporto con l’entità e la sede del danno cerebrale,
con il tempo trascorso dal trauma, con i tempi del risveglio e lo stato di coscienza. Talora si ha
una emiplegia (come nei postumi di ictus cerebrale) ma spesso la situazione si presenta con
movimenti deboli, lenti e ritardati e le difficoltà motorie possono essere aggravate da retrazioni
articolari e da contrazioni involontarie di gruppi muscolari spastici. Il trattamento consiste nel
prevenire le complicanze (retrazioni, spasticità) e nel guidare progressivamente la ripresa delle
capacità di controllo della postura seduta, della stazione eretta, della deambulazione e delle
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attività degli arti superiori: questi programmi comportano la necessità di partecipazione attiva
del paziente per cui la loro riuscita è legata alla attenuazione dei problemi neuropsicologici che
fanno parte del quadro clinico di questi soggetti.
problemi neuropsicologici: rientrano in questo ambito difficoltà del linguaggio e afasia,
disturbi comportamentali, facile esauribilità attentiva, difficoltà della concentrazione e della
memoria. Il trattamento non può prescindere da una valutazione che richiede la
somministrazione di una batteria complessa di test psicometrici spesso diluiti nell’arco di due o
più giornate a causa della facile affaticabilità ed esauribilità attentiva dei soggetti in esame. Il
trattamento vero e proprio comporta programmi complessi di esercizi mirati ai singoli problemi
evidenziati dai test e si prolunga solitamente per molti mesi, anche dopo la dimissione con
modalità di day-hospital o ambulatorialmente.
problemi respiratori: in fase acuta, sono dovuti al difettoso controllo dell’attività respiratoria
per cui spesso si ricorre a tracheostomia ed a ventilazione meccanica; in fase post-acuta,
essendo ripreso il controllo della ventilazione, restano da gestire residui problemi legati alla
tracheostomia (irritazione delle vie aeree con aumentate secrezioni bronchiali, stenosi tracheali,
granulomi, ritardata chiusura dello stoma tracheale). Il trattamento prevede un costante
controllo del livello di compromissione respiratoria mediante emogasanalisi e monitoraggio della
saturimetria notturna facendo dapprima ricorso alla ventilazione meccanica ed utilizzando
successivamente manovre di fisioterapia respiratoria e broncoaspirazioni.
difficoltà della deglutizione: come avviene per la respirazione anche il controllo della
deglutizione è compromesso, specialmente nei primi tempi della lesione cerebrale; la nutrizione
del paziente risulta compromessa ed esistono grandi rischi di inalazione del materiale
alimentare nelle vie aeree con successive complicanze respiratorie acute (polmonite ab
ingestis). Il trattamento urgente consiste nell’evitare l’alimentazione per bocca introducendo il
cibo, precedentemente frullato, direttamente nello stomaco attraverso un sondino naso-gastrico
oppure, quando il problema si prolunga, attraverso un sondino che entra direttamente nello
stomaco attraverso la parete addominale (PEG). In rapporto con la ripresa progressiva degli
automatismi della deglutizione ed in funzione dei dati forniti dall’esame clinico e dall’esame
radiologico (videofluoroscopia), un programma progressivo di esercizi rieducativi si attua
riprendendo la somministrazione per bocca di cibi di consistenze diverse.
Spasticità
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Si definisce così l’iperattività di gruppi muscolari degli arti superiori e/o inferiori sottratti al
controllo volontario a seguito di lesioni del sistema nervoso centrale. La spasticità determina
quadri di varia gravità associati a retrazioni muscolari e deformità articolari, alterazioni funzionali
e posturali, difficoltà nelle pratiche assistenziali e dolore. In tal modo sono compromesse le
possibilità di recupero, si perdono autonomie funzionali faticosamente recuperate, aumentano
le difficoltà motorie ed i problemi assistenziali. Il programma riabilitativo mirante a ridurre o
risolvere i danni causati dalla spasticità fa parte dei programmi più generali di trattamento del
paziente emiplegico, cranioleso o mieloleso: presuppone una valutazione clinica e strumentale
precisa cui deve seguire un dettagliato protocollo di trattamento che può comprendere esercizi
fisioterapici, blocchi neuromuscolari selettivi, bendaggi funzionali e splint personalizzati nonché
istruzione dei familiari per una migliore gestione di eventuali problemi assistenziali. Il team
riabilitativo è costituito da medici specialisti, terapisti della riabilitazione, bioingegneri impegnati
nel Laboratorio di Analisi del Movimento.
Lesioni midollari
Le lesioni midollari, per lo più di origine traumatica (incidenti stradali, cadute, attività sportive),
causano paralisi agli arti inferiori (paraplegia) che possono interessare anche i superiori
(tetraplegia) in funzione del livello della lesione vertebrale (lombare, dorsale, cervicale) e del
midollo spinale in essa contenuto. Le conseguenze più comuni, oltre alla paralisi più o meno
estesa, sono difficoltà urinarie (vescica neurologica), difficoltà intestinali e della defecazione,
possibili lesioni cutanee (piaghe da decubito), problemi pressori da alterato funzionamento del
sistema nervoso vegetativo (disreflessia atonoma), problemi respiratori (nelle lesioni del midollo
cervicale). Il trattamento riabilitativo nelle lesioni midollari si propone di prevenire le possibili
complicanze (lesioni da decubito, retrazioni articolari, spasticità, problemi respiratori, infezioni
urinarie e più gravi danni renali, crisi ipertensive….) e recuperare l’autonomia del paziente negli
spostamenti, nella cura personale (pulizia, abbigliamento, nutrizione). A causa della paralisi
degli arti, gli spostamenti sono di solito possibili in carrozzina ma questo presuppone uno
specifico adattamento della carrozzina stessa, un programma di rinforzo degli arti superiori e
l’addestramento all’uso (superamento di dislivelli, passaggi letto-carrozzina e viceversa,
prevenzione di lesioni da decubito…). I problemi sono ancora più complessi nei casi di
tetraplegia per la necessità di definire carrozzine particolari (elettroniche, con sistemi di postura
personalizzati). Del programma rieducativo fa parte l’educazione del paziente all’autogestione
dei problemi relativi alla prevenzione di lesioni da decubito, di crisi ipertensive e di infezioni
delle vie urinarie (pratica autonoma del cateterismo); nel caso di tetraplegici, questa educazione
deve essere allargata ai familiari ed alle persone incaricate dell’assistenza quotidiana al
paziente dopo la sua dimissione dall’ospedale. Il programma di trattamento comprende, oltre
alle problematiche motorie e funzionali, importanti aspetti psicologici, problemi neurourologici,
problemi respiratori nonché la definizione degli ausili necessari per recuperare autonomia e
facilitare il rientro nel contesto socio-familiare di provenienza.
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Malattie
neuromuscolari
Sono
clinica
estendendosi
queste
disponibili
precoce
problemi
associazione
ventilatorie
seconda
motorio
economiche,
motorie
respiratorie
con
idonei
ventilazione
malattie
a
più
malattie
e
residue
facilitare
e
delle
cardiologici,
psicologico,
appariscente
terapie
la
in
(che
prevenzione
ilmotivazione
con
grado
ada
che
malattie
programma
è
vari
ed
meccanica
solitamente
gli
frequente
la
in
interessano
a
distretti
prescrizione
di
grado
spostamenti
prevenire
difficoltà
del
migliorare
edi
èsituazioni
del
delle
la
contesto
di
medico-riabilitativo
pur
ed
non
paralisi
loro
iniziano
guarire
della
sistema
retrazioni
complicanze
aggravandosi
con
invasiva
momento
degli
la
e
la
socio-familiare
qualità
deglutizione)
che
modalità
la
durante
ausili
malattia
nervoso
spesso
articolari,
(attraverso
di
di
evolutivo,
relazione.
(carrozzina,
(retrazioni
vita
diverse;
le
o
ore
e/o
insorge
e
sono
di
e
a
prolungare
muscolatura
di
essere
almeno
delle
diagnosticare
mascherina
dell’età
salvo
sonno)
articolari,
ivescica
punti
fin
sistema
relative
dalla
diretto
eccezioni
bloccarne
dei
ed
la
nascita
pazienti
la
per
scoliosi,
a
di
nasale),
sopravvivenza
possibilità
atrattamento
precocemente
trattarle
trasmissione
postura)
mantenere
cui
non
l’evoluzione;
la
o
esovrapubica
problemi
a
sono
nei
manifestazione
del
tempestivamente
dell’approccio
provvedere
assistenziali
e
primi
delle
loro
le
ancora
dei
ereditaria
le
possibilità
respiratori,
potenziale
anni
la
protesi
malati.
difficoltà
diagnosi
gli
di
ed
in
ausili
vita
A
RIABILITAZIONE
NEURO-URO-GINECOLOGICA
PROCTOLOGICA
Vescica
neurogena:
illesione
livello
meno
(ritenzione).
cerebrale
lesione,
viscere
cervello
fase,
sovradistensioni
salvaguardare
possibile
efficace
con
neurologica,
generale,
molto
l'evoluzione
buon
situazione
spinale)
casi,
vescica
casi
(autocateterismo).
sopra
della
generalmente
maniera
uroriabilitativo
grado
mantenendo
utilizzate
cateterismo
contrattilità
ridurre
basso
coordinata
tecnica
proseguire
superata
vescica
provvedere
funzionamento
importante,
cerebrale,
grave
del
di
la si
delle
rimane
tratto
uno
indipendentemente
per
in
corretta,
svuotarsi
sia
l'uso
comprendono
tratto
comporta
hanno
verificare
spasticità
si
cui
vescicale.Da
sterile.
intermittente
effettuare
nel
la
Le
della
stimolo
generalmente
ha
(iperreflessia
vie
un
ed
urinario
si
una
è
di
la
raccolta
ilurinaria:
un
persone
sacrale
col
comportamento
per
accettabile
raggiungere
canale
localizzano
ile
della
midollare
frequentemente
un
fase
ad
diventare
capacità
per
coordinato
con
centri
serbatoio
La
ricomparsa
Dopo
cateterismo
due
come
lesioni
catetere
della
e
un
dei
impostare
seconda
di
sottoposto
vescica
soprattutto
lo
si
basso
oppure
corretto
che
lo
shock
con
nervosi
reni
svuotamento
indicano
alcuni
associato
qualche
vescica
urina
un
svuotamento
vescicale
oppure
di
che
termina
grado
dalla
dal
ifacilitare
in
malattie
fisso
ilin
(esami
serbatoio
trattenere
residuo
rilasciamento
centri
esoprattutto
dell'attività
quadro
spinale,
grado
situazione
l'encefalo;
in
hanno
anni,
intermittente
livello,
svuotamento
infezioni
della
ilche
ad
ivescica
e
vescica
non
settimana
con
trattamento
di
che
tipiche
delle
disturbi
se
la
dello
da
una
con
di
continenza
regolano
in
per
o
post
di
vescica
fase
in
questo
colpito
chiamato
vescicale
può
necessario
si
cui
funzionalità
lesioni
in
non
casi
l'urina
radici
riflesso
riempirsi
grado
dissinergia
complessa
la
sfintere
instaura
delle
aun
grado
porta
contrattile
che
si
in
minzionale
parte
correlati
della
provocare
seconda
degli
funzione
si
selezionati,
ha
oppure
questi
che
ilprogressivamente;
del
termine
nervose
(esame
assiste
l'espulsione
più
del
(incontinenza)
ildeve
vie
di
midollo
per
l'urina
attraverso
normale
di
fra
l'impulso
"vescica
vescica
è
sfinteri
ma
striato
deve
serbatoio
svuotarsi.
la
adeguato,
midollo
urinarie.
a
ilvita
riempirsi
renale,
casi
alla
lesioni
uno
cateterismo
farmaci
qualche
cosiddetta
vescico
fra
regolazione
del
renale.
non
seri
alla
le
urodinamico,
verso
sacrali,
essere
sacrale
vescica
con
isvuotamento
uretrale.
si
sono
livello
disfunzioni
da
funzionamento
centri
bilanciata"
di
per
spinale
ricomparsa
danni
utilizza
la
che
nefroscintigrafia).
volontaria,
E'
vescicale
shock
ma
svuotarsi.
E'
pressioni
che
In
l'esterno
sfinterica
eseguire
mese
percussione
eala
necessario
integri
autogestito
fondamentale
può
della
hanno
questi
(tratto
che
di
fase
non
neurogena:
e
contrazione
a
intermittente
riducono
neuromuscolare,
svuotare
oppure
sfinteri)
la
livello
e
comportare
dall'insorgenza
controllano
vescicali
videourodinamico)
in
lesione;
si
di
ovvero
tossina
e
all'esterno
(uretra)
più
casi
e
colpito
dell'attività
non
una
gli
E'
che
grado
possono,
ciò
vescica
l'altro.
dell'uretra.
della
necessario
esami
basso
inoltre
colpite
può,
oquando
consente
l'obiettivo
a
lesione
non
la
eliminano
appena
un
rischio
botulinica
vescicale:
in
La
in
di
ilcausate
vescica
ad
evitando
vescica
Le
midollo
da
se
questa
è
serbatoio
un
lo
questa
mandare
che
del
prima
in
al
da
orari
però
contrattile
manovre
svuotamento
non
shock
neurologica
deficit
possibile
per
questa
fine
della
linea
per
Ilmidollo
ictus
mostrano
dopo
in
mezzo
da
prestabiliti
volontaria
la
;quanto
trattata
al
fase
per
oppure
prima
questi
appena
di
ed
in
iessendo
lesione
reni,
in
una
più
di
al
in
evitare
questi
la
fase,
ildi
cui
èe
opiù
la
in
ila
Incontinenza
importante
esclusivamente
l'incontinenza
verifica
ad
urgenza;
resezione
e
causata
collo
deficit
che
le
tipo
informazioni
fattori
difficoltà
aspettative
la
risultati
riguarda
sensibilità.
pannolino,
del
generalmente
resistenze
diagnosi
elevata
problema
è
di
vescicale
eccessivamente
favorenti
uretrale
incontinenza
in
dello
da
motorie
trofismo,eventuali
l'incontinenza
concomitanza
della
frequenza
diario
Ilnervosa.
problema
ma
e
una
anamnestiche
sintomo
stesso:
del
e
sfinteriale;
per
anche
(menopausa,
verificare
prostata.
debolezza
nella
non
collo
(deambulazione),
minzionale,
urgenza
deficit
sono
comprendono
consiste
sociale
incontinenza
donna,
minzionale;
a
vescicale
sensibile
post
seguire
di
è
Isuccessivamente
indispensabili
dei
l'incontinenza
a
è
meccanismi
una
della
uno
cicatrici,
èrischiosa
risolvere
più
prostatectomia
ed
meccanismi
questionario
essenziale:
post
in
condizione
stimolo
concomitanza
frequente
l'evoluzione
e
igienico;
una
e
muscolatura
l'incontinenza
del
contrattile;
partum,
deve
recenti
alterazioni
segni
valutazione
ildisturbo
primo
problema.
fisiopatologici
minzionale
per
da
essere
l'incontinenza
occorre
di
nella
di
di
interventi
stipsi,
urgenza
idella
definire
tratto
si
supporto
dei
infiammazione,
vantaggi
autovalutazione)allo
perdita
in
del
di
neurologiche;
può
donna
caso
poi
sintomi
mista
colpi
della
attività
pavimento
riconoscere
L'esame
dell'uretra.
verificare
urgente
misurato
ilE
è
chirurgici
involontaria
di
variano
programma
e
ottenuti
di
correlata
ha
obiettività
ma
da
sospensione
asportazione
in
tosse,
sportiva,
caratteristiche
può
corso
sforzo
clinico
non
pelvico,
forza
l'incontinenza
nei
con
La
con
ilfondamentali
ginecologici
interessare
starnuti,
seconda
ad
tipo
sopprimibile
diagnosi
maschi
di
pelvi
di
varie
si
lavoro
scopo
terapeutico;la
serve
muscolare,
ilcanale
una
urina
verifica
trattamento.
di
da
muscolo
della
perineale
disturbo,
modalità
instabilità
attività
una
non
dopo
sia
di
pesante),
del
che
e
anche
quantificare
o
prostata
da
la
quasi
da
ipermobilità
tipo
solo
e
urologici),
costituisce
classificazione
un
riflessi
sforzo
legamentosi,
spesso
sforzo
fisica;
ed
l'esistenza
per
(test
raccolta
di
intervento
a
della
l'uomo,
a
eventuali
incontinenza
completare
si
quanto
valutare
può
e
del
che
riducono
si
vescica
l'entità
associa
del
un
di
essere
da
di
di
per
idel
Le
tecniche
rieducative,
per
lo
più
associate
fra
loro,
consistono
in:
precisa
dettagli
motivare
rinforzo
uretrale
Elettrostimolazione
inibire
comportamentale
di
comporta
(riabilitatore,
alla
solitamente
qualche
contrazione
controllarla
collaborazione
la
e
anatomici
del
nei
settimana
contrazione
ulteriormente
dettagliata
interventi
pavimento
prostatectomizzati.
realizzato
ginecologo,
volontariamente.
dei
basata
e
muscoli
e
ed
funzionale,
coordinati
funzionali
informazione-educazione
consente
vescicale
con
attiva
pelvico
verso
urologo),
sulla
e
modalità
partecipazione
una
da
essenziali,
di
presa
in
sempre
Questo
Utilizzo
ottenere
parte
caso
partecipazione
terapisti
ambulatoriali,
di
ilvita
di
controllo
dell'equipe
di
complesso
per
coscienza
incontinenza
per
nei
buoni
rinforzare
da
bio-feedback
rassicurare
casi
della
parte
risultati.
volontario
riabilitazione
attiva
con
della
di
specialistica
programma,
persona
incontinenza
della
la
cicli
da
al
frequenza
muscolatura
e
trattamento.
urgenza.
persona
strumentale
di
da
sdrammatizzare
incontinente
sedute
parte
ed
comprendente
diagnostico
infermiere
da
minzionale
incontinente.
Rieducazione
della
che
perineale
sforzo
Lavoro
o
si
verbale
persona
per
prolungano
e
la
professionali
terapeutico,
e
muscolare
dello
conoscere
situazione,
medici
oppure
della
Viene
per
incontinente.
sfintere
obiettivare
possibilità
per
per
di
isi
oltre
per
Incontinenza
fecale:
fortemente
negli
alcuni
anziani
tipi
di
invalidante
incontinenza:
e
nei
disabili
per
si
definisce
questo
gli
evidenti
problema
come
riflessi
l'incapacità
accentua
sulla
di
il
affettiva
trattenere
bisogno
e
di
lavorativa
a
assistenza.
volontà
le
di
feci;
chi
Si
distinguono
ne
è
un
è
colpito
disturbo
edi
Incontinenza
anale
da
sforzo:
tosse
compensato
o
starnuti,
da
un
in
caso
adeguato
dunque
aumento
la
di
perdita
un
repentino
riflesso
di
feci
della
aumento
si
verifica
pressione
della
durante
nel
pressione
sforzi
fisici,
anale.
addominale
con
i
colpi
non
di
urgenza: sfintere
secondi.
anale
esterno
non
riesce
a
si
contrastare
verifica
quando
la
spinta
lo
stimolo
propulsiva
alla
rettale
defecazione
se
non
è
per
urgente
pochi
e
lo
totale:
continua
oppure
La
radiologico-ecografico
delle
sofferenza
circa
tecniche
elettrostimolazione,
diagnosi
le
pressioni
in
abitudini
di
un
ed
rinforzo
feci.
si
deficit
alle
basa
e
Spesso
alimentari
della
abitudini
muscolare
della
su:
biofeedback).
Il
trattamento
sensibilità
morfo
anamnesi
la
contrazione
causa
alimentari,
(che
gli
funzionale
e
sfinteri
se
ano
del
generale
riabilitativo
miglioramento
scorrette
rettale
sfinterica
esame
anali
(defecografia,
con
(interno
(manometria),
possono
obiettivo
si
consiste
da
particolare
basa
della
sofferenza
ed
su
essere
ecografia
perineale
in
sensibilità
esterno)
un
una
elettromiografia
riguardo
approccio
concausa
dei
lesione
risultano
anorettale),
e
nervi
rettoanale(chinesiterapia,
ano
alla
muscolare
rieducativo
che
rettale,
del
funzione
deficitari
regolano
nei
disturbo)
studio
studio
casi
sfinterica
gastro
e
con
funzionale
di
correttivo
tale
e
sospetta
su
perdita
attività.
anale
Stipsi:
due
con
ogni
possono
intestinale
muscolatura
modo
fecale
(schedadel
indicazione
defecazione
riabilitazione
ambulatoriali
incontinenza
canale
tempo
difficoltà
giorni
età
paradosso
(stipsi
e' un
ma
distinguere
diario)
la
di
del
intestinale
nei
è
(correzione
pelvica
settimana
transito
ostruttiva).
proctologica,
e
o
e
disturbo
più
colon
con
stipsi
richiede
soggetti
oltre
(dissinergia
frequente
dolore
ed
invece
due
intestinale,
ostruttiva.
che
ed
diffusissimo
o
una
motivazione
con
La
di
a
meno;
tipi
su
a
analogamente
disfunzioni
abitudini
diagnosi
di
di
causa
in
stipsi
esami
di
)
rilasciarsi
tipo
età
ostacolando
stipsi,
le
la
ostruttiva
avanzata
persone
anorettale,
manometria
di
che
strumentali
scorrette)
e
del
feci
una
del
partecipazione
consiste
fisiologicamente
tipo
talora
a
pavimento
di
che
quella
il
cronica
e
tipo
di
passaggio
legata
nel
e
stipsi
quali
anorettale.
molto
soffrono
nella
su
colico,
sesso
urologica,
tecniche
e
la
si
pelvico
ad
riduzione
attiva
si
dure.
colonscopia,
basa
legata
alterazioni
basa
femminile.
nella
di
all'atto
Il
stipsi
La
da
di
su
trattamento
;
viene
su
in
ampolla
ad
biofeedback
stipsi
parte
della
una
quest'ultima
della
un
riferiscono
una
effettuata
motorie
Schematicamente
vero
corretta
la
può
evacuazione
della
defecazione
alterazione
defecografia,
rettale
riabilitativo
e
riguardare
persona
proprio
del
anorettale.
inoltre
e
con
situazione
del
mirata
tratto
contenuto
sedute
della
spontanea
training
,
di
sofferente
si
trova
persone
lo
terminale
evacuare
anamnesi
si
contrae
studio
La
motilità
la
alla
di
a
in
RIABILITAZIONE
RESPIRATORIA
Bronchite
broncopneumopatie
la
funzionalità
mancanza
eliminazione
l’evoluzione
trattamento
tali
mobilizzazione
esercizi
corporea.
problemi
emogasanalisi
verificare
muscolatura
da
consentire
di
respiratori
l’esistenza
Queste
cronica,
ricondizionamento
di
respiratoria
sono
di
di
fiato,
questo
per
respiratoria
toracica,
anidride
rappresentate
un
modalità
enfisema,
documentare
scarsa
con
croniche
uso
ulteriori
quadro
compromessa:
spirometria
carbonica.
continuo
ossigenazione
rilasciamento
lavora
di
peggioramenti
asma
per
trattamento
ostruttive,
cronico
da
i
contrastare
valori
in
dell’ossigeno
La
bronchiale.
ossigenoterapia
per
condizioni
verso
riabilitazione
le
quantificare
dei
la
muscolare
(specie
presuppongono
conseguenze
meccanica
gas
della
l’insufficienza
l’indebolimento
In
difficili,
respiratori
terapeutico),
durante
funzione
queste
respiratoria
(a
flussi
di
respiratoria
le
dosi
sono
disostruzione
vie
condizioni
uno
e
respiratoria
una
respiratoria
nel
adeguate
volumi
aeree
diffuso
da
date
sforzo)
sangue,
diagnostica
si
esercizi
propone
è
da
sono
di
patologiche,
alterata
della
al
aria
ed
catarro
acuta:
delle
durante
studio
bisogno
in
respiratori
insufficiente
ventilata,
muscolatura
accurata
parte
di
vie
con
le
contrastare
bronchiale,
del
la
aeree,
basi
torace
e
indicate
ostruite
notte.
sonno
con
di
dei
del
da
modalità
irrigidito,
per
e
come
la
Postumi
di
chirurgia
toracica
o
addominale
Dopo
respiratoria
nella
Un
bronchiali
mobilità
di
funzionalità
broncopneumopatici,
chirurgia
trattamento
tosse:
interventi
generale
e
più
può
possono
respiratoria
ad
impegnativa
aumentare
fisioterapico
chirurgici
causare
e
dell’autonomia
quindi
affetti
già
difficoltà
che
gli
limitata
da
insorgere
(chirurgia
respiratorio
scambi
interessano
altre
sia
nelle
prima
patologie
nell’inspirazione
respiratori
complicanze
polmonare,
mirante
attività
dell’intervento
torace
limitanti
quotidiane
può
a
o
cardiaca,
facilitare
addome,
infiammatorie
andare
la
profonda
chirurgico
mobilità
e
l’espettorazione
vertebrale….)
in
la
risulta
parallelo
compromessa
che
toracica…)
a
(soggetti
particolarmente
carico
nell’espirazione
con
di
e
delle
anziani,
il
in
bronchi
meccanica
recupero
soggetti
secrezioni
utile
forzata
e
polmoni.
con
della
nei
e
casi
Disturbi
respiratori
nel
sonno
Nel
(ostruzione
dello
funzione
riscontra
rappresentati
stanchezza,
associare
con
(che
dei
sangue.
Ilrespiratori
indicazioni
di
utilizzazione.
trattamento
un
rumori
sonno
registrazioni
involontariamente
stimolo
apparecchio
Sulla
un
alle
respiratori
nel
possono
chirurgiche
per
delle
aumento
riduzione
nervoso
da
è
sonno,
base
prove
ridurre
in
In
dell’attività
vie
rapporto
di
associazione
di
verificarsi
di
aeree
ventilazione
(russamento),
si
al
dell’anidride
ilquesti
di
(per
funzionalità
si
superficiale,
peso
può
respiro
memoria
verificano
per
alle
togliere
encefalografica,
impostarne
dati
(quando
pericolose
esempio
cause
per
alla
si
(a
ecause
carbonica
respiratoria
ostacoli
ridotta
delle
nel
pressione
attenzione,
frequenti
ridotta
ed
si
sonno),
ilin
tratti
riduzioni
alla
variazioni
trattamento
attività
bronchitici
ossigenazione
al
definire
dell’elettromiografia
(ipercapnia).
gravità
di
risvegli,
passaggio
positiva
(spirometria,
dei
sonnolenza
soggetti
dei
dell’ossigenazione
di
movimenti
dei
le
cronici
centri
ossigeno
etorpore
continua)
caratteristiche
successivamente
disturbi:
obesi)
dipaziente
Ineuromuscolari,
nel
disturbi
nervosi
aria
diurna.
emogasanalisi)
o mattutino
anche
respiratori
sangue
eenelle
con
si
relativa
sull’impiego
anidride
basa
conseguenti
che
Per
precisi
per
in
vie
eaventi
arterioso
russatori;
la
controllano
epiù
aeree)
ai
di
cause
verificarne
mal
gravità
carbonica
diagnosi
movimenti
torace
lo
parametri
raramente
durante
di
studio
diverse
(ipossiemia)
e
sono
testa,
dei
riduzione
più
occorre
questa
addome,
nel
l’efficacia.
disturbi
del
spesso
iluna
oculari
di
senso
su
sonno
sonno
sidi
su
Ventilazione
meccanica
In
ventilazione
l’impiego
diagnosi
disponibilità
relativamente
(cioè
boccaglio
difficoltà
russamento).
apparecchiatura
valutazione
organizzative
ragionevole
diverse
non
respiratorie
evitale).
di
per
o
situazioni
conoscenze
una
precisa
e
di
meccanica
In
tracheostomia)
econtenuto.
adeguata
apparecchiature
assistenziali
‘protesi’
funzione
maschera
esonno
per
del
di
nel
modalità
insufficienza
quadro
dei
può
alle
sonno
ventilatoria
La
dei
facciale
meccanismi
contribuire
difficoltà
ventilazione
del
problemi
attraverso
da
clinico,
valide,
di
suo
ventilazione:
èpossono
respiratoria
si
contesto
prevalentemente
respiratorie
presentati
sta
delle
portatili,
a
causali
una
diverse
meccanica
migliorare
diffondendo
necessità
mascherina
familiare
per
anche
dell’insufficienza
cronica
(malattie
si
del
uso
possono
decisamente
domiciliare,
singolo.
in
del
a
indicata
allo
domiciliare
l’impiego
causa
questi
nasale
scopo
avere
per
delle
casi
o,
respiratoria
attuabile
di
le
dipiù
soluzioni
ed
uso
e
un
condizioni
occorre
indicare
migliorate
delle
raramente,
apparecchio
notturno
in
possibilità
disturbi
effettuare
modo
diverse
euna
un
per
del
possibilità
costo
in
soluzione
mediante
paziente:
ile
non
soggetti
ostruttivi,
di
fatto
per
invasivo
tipo
della
dicon
un
di
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