L`europa delle grandi potenze cap.20

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L'Europa delle grandi potenze
LA LOTTA PER L'EGEMONIA
I cancelliere tedesco
Otto von Bismarck
esercitò un ruolo decisivo nella
politica estera dell'Europa delle
grandi potenze stipulando nel
1873 il patto dei tre imperatori di Russia, Austria e Germania, qui
raffigurati come burattini nelle
sue mani -, dominando il
congresso di Berlino del 1878 e
stipulando la Triplice alleanza nel
1882. Non sorprenderà quindi che
le immagini satiriche
raffigurassero spesso sovrani e
governanti pronti ad eseguire la
musica imposta dal gran maestro
tedesco nel concerto delle
potenze europee.
Ma la fama di Bismarck come
uomo politico abilissimo datava
dal 1870 quando, con il
telegramma di Ems, era riuscito a
scatenare i sentimenti
antitedeschi dell'opinione pubblica
francese e a costringere
Napoleone 11I a dichiarare guerra
alla Prussia. La sconfitta francese
a Sedan aveva aperto le porte
all'unificazione tedesca e alla
nascita dei Reich sotto
l'egemonia prussiana.
Dopo la tempesta rivoluzionaria del 1848-49, la scena europea continuò
a essere occupata dagli stessi protagonisti che avevano dominato gli equilibri continentali nei decenni successivi al congresso di Vienna: le cinque «grandi potenze» (Francia, Gran Bretagna, Austria, Prussia e Russia, cui dopo il 1861
cercò di aggiungersi l'Italia), ossia da quegli Stati che, per dimensioni, per capacità economica soprattutto per forza militare, potevano esercitare un ruolo attivo negli affari interna-
e
zionali, in una continua competizione per l'egemonia.
" tentativo
Se però, durante l'età della restaurazione e del cosiddetto «concerto euegemonico
ropeo», le rivalità si erano mantenute in termini pacifici, il ventennio
della Francia
1850-70, segnato da ben quattro guerre, fu caratterizzato da un elevato
tasso di conflittualità e di instabilità: instabilità originata soprattutto dal tentativo della Francia di Napoleone III di riaffermare la sua posizione di massima potenza continentale
(sullo
scacchiere mondiale la superiorità inglese era fuori discussione), rovesciando il sistema uscito dal congresso di Vienna e contrapponendosi all'Impero asburgico, che di quel sistema era
il cardine principale.
Ma l'indebolimento dell'Austria ebbe fra le sue conseguenze quella di fa~I~:e:r~:ia
cilitare l'ascesa della potenza prussiana fra i paesi di lingua tedesca. La
e il contrasto
crescita della Prussia e la sua aspirazione a riunire attorno a sé un granfranco-tedesco
de Stato nazionale tedesco costituivano una minaccia intollerabile per la
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Francia, che da oltre due secoli aveva fondato la sua egemonia
A..
continentale
proprio sulla
Carta satirica
degli Stati europei
nel1B70
[Bibliotl1èque
Nationale, Parigi]
I tre imperatori manovrati
dal burattinaio Bismarck
[da "Punch., 20 settembre 1884]
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glossario
13Junker
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parofachiave
il Potenza
esercizi
•• pp. 601-602
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L'Europa delle grandi potenze
1'484
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Nazioni e imperi
debolezza e sulla frammentazione
politica della Gennania:
la strada dell'unità
sava quindi inevitabilmente
attraverso lo scontro con la Francia.
2
tedesca pas- .
li !primat~
della Germania
L'esito di questo scontro.che fu fatale per il Secondo Impero, segnò una':
svolta decisiva nella politica europea, elevando la Germama unita al ruolo di maggiore potenza continentale,
di garante di un nuovo equilibrio e
di fulcro di un sistema di alleanze tutto mirato all'isolamento
della Francia sconfitta. Solo
nell'ultimo
decennio del secolo, questo equilibrio sarebbe entrato in crisi (dopo l'uscita di
scena del suo principale
artefice, il cancelliere
Bismarck), per dare poi luogo a un assetto
fondato non più sull'idea di un «concerto europeo», ma sulla contrapposizione
fra due blocchi di potenze.
Sul piano delle politiche interne, la sconfitta delle correnti democrati_
Gli assetti
cc-radicali nelle rivoluzioni del '48 rallentò, ma non pregiudicò il caminterni
mino dell'Europa
verso forme più avanzate di governo rappresentativo.
Non solo la Gran Bretagna consolidò,
e rese più aperte, le sue istituzioni
liberali, non solo la Francia si ritrasformò
in repubblica
dopo la sconfitta nella guerra con la Prussia, ma
anche regimi a forte vocazione autoritaria
- dall'Impero
di Napoleone
GUIDAAU.!lS1UDIO
III all'Austria degli Asburgo e alla Germania
di Bisrnarck, con l'unica
1. Quali erano le principali potenze europee,
eccezione
della Russia zarista - subirono una qualche
evoluzione nel
all'indomani delle rivoluzioni del 184849?
senso di un maggior peso degli organismi elettivi, di un allargamento
2. Che cosa causò l'lnstabllità del ventennio
rase- 70? 3. Quale Statosi proponeva di co- dell'area degli aventi diritto al voto (dopo il 1870, sia nel Reich tedesco
stituire una grande Germania? 4. Che tipo di
sia nella Repubblica
francese era in vigore il suffragio universale maevoluzione ebbero le istituzioni politiche dei
paesi europei durante la seconda metà delschile) e di una più forte sensibilità nei confronti degli emergenti pro1'800?
blemi sociali,
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Nel linguaggio della diplomazia, sono
definiti potenze quegli Stati che si dimostrano in grado, in virtù della loro forza economica e militare o della loro capacità politica, di essere soggetti attivi, e non solo oggetti, della politica internazionale, di assumere autonomamente impegni ed iniziative senza essere condizionati da vincoli di subordinazione. Si parla poi di grandi potenze
in riferimento a quegli Stati che, in un
dato periodo, acquistano un ruolo egomonico in una detenninata area e sono chiamati per questo ad assumere responsabilità speciali nella conduzione
degli affari internazionali.
NeIl'BOO, le grandi potenze erano cinque: Francia, Gran Bretagna, Russia,
Prussia (poi Germania) e Austria. Negli
ultimi decenni del secolo a esse si aggiunsero l'Italia (cui non tutti, per la verità, riconoscevano questo ruolo) e le
nuove potenze extraeuropee, gli Stati
Uniti e il Giappone. Dopo la prima guerra mondiale, l'Austria, non più centro di
un impero, uscì dal novero delle grandi
potenze, e ne furono escluse, ma solo
temporaneamente,
la Germania e la
Russia (che vi sarebbe rientrata come
Unione Sovietica).
Quella di grande potenza è naturatrnente una condizione di fatto, non prevista
dal diritto internazionale, fondato sulla
presunzione di uguaglianza formale fra
tutti i soggetti indipendenti. Eppure essa fu sancita ufficialmente nello statuto delle Nazioni Unite, che implicitamente attribuiva questa qualifica a cino
que Stati (Stati Uniti', Gran Bretagna,
Francia, Russia eCina), designati come
membri permanenti del Consiglio di sicurezza. In realtà, all'indomani del secondo confiitto mondiale, stava già
emergendo un nuovo equilibrio interna-
zionale, basato sull'esistenza di duE!
sole superpotenze (Stati Uniti e Urss)
capaci di far sentire il loro peso sull'assetto dell'intero pianeta e di esercita'
re così una sorta di condominio conflit·
tuale a livello mondiale.
Con la crisi del blocco comunista e la f.
ne dell'Urss (1991), gli scenari mutavano di nuovo. Gli Stati Uniti restavano
l'unica superpotenza
planetaria. Ma
nel frattempo emergevano altre candidate al ruolo di grande potenza (le due
sconfitte della seconda guerra mondiale, la Germania riunificata e il Giappone, la stessa Russia portata a ereditare il ruolo dell'ex Unione Sovietica) e
nuove potenze regionali (ilBrasile e l'Ar·
gentina, la Turchia e l'Iran, l'India e l'Indonesia) pronte a inserirsi in una realtà
internazionale diventata di nuovo fiuida
dopo la fine dell'equilibrio bipolare durata quasi mezzo secolo.
economIa
e finanza)
e a vedere ne tnon
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SIcura per la reahzzazIOne
del bene comun~ di progresso e di pace (celebre è la for~ul~ di
Ma al decantatI propOSI
) contrapponeva
nel Secon o mta guena
Napoleone
III "l'Impero è la pace» di: .
bonapartista
e della sua va. Crimea
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In
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t t re l'assetto europeo
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rtava la FranCIa a con es a
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ZlOne bellrclstIca
Un'eredItà c e po
I ca estera ambIZIosa e aggressIva.
a pn~:l congresso di Vlenna e a ImpegnarSI ~ una PI~;enalr
fu offerta dall'lmprowlso
n~cutlzma occasIone per mIsurare le ~1Uove ~m, IZlOn~e1 novembre 1853, traendo pretesto, a pro11853-54
della questIone d Onente
TurchIa la RUSSIa apn le oshzarsi, ne,
rtodOSSl che VIvevano m
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del
blerni relativi alla tutela del cnstIam o
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SSIdella RUSSIa SUSCItarono a reazIone
[ità contro l'Impero ottomano
:111 mdlzla I ~upcI~~one pubblrca bellrcosa e VIolentemente an.spmto tra l a tra a un o
AlI G 1 Bretagna SI aSSOCIO
governo Ing l ese c lre,
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ottomano
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subito Napoleone
lll, mteress osò
er una ng1da neutra lta
e es
MedIterraneo,
mentre Il governo aus~lac~ ~f:r p ero cu eserCItI alleati sbarcarono
neiia
1854 una flotta angla-francese
penetro ne
forte russa di Sebastopoli
La guerra, a a
'mea e posero l'assedIO alla pIazza
d
e [cfr 193J SI risolse nellunpemso I a d I Crl
rpc di spe IZlOn
.,
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quale parteCIpÒ anche 11 Plemon~e con un c~ un anno e conclusosi nel settembre
18
con
hìssìrno assedIO di Sebastopolr,
Ulato wc
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di
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Nel febbraIO del 1856 un congress d I "I
l
tr hzzaZlOne» e Iv
rigi confermò a «neu a
le navi da guerra di tutti I paesI compresa
potenze europee tenuto a PaNero che restava chiuso alaI
•
I RUSSIa. L'Impero ottomano
a
L'Europa delle grandi potenze
Nazioni e imperi
!{,:{.tP,(ll!rtftij!;.. ,.
'4871
po fu ricostituito un Parlamento bicamerale, dotato peraltro di poteri molto limitati. Nonostante il persistere dei contrasti di nazionalità - che erano stati aggravati dalle vicende del
. '48 _ il potere imperiale poteva contare sul sostegno della maggioranza dei contadini, favoriti dall'abolizione della servitù della gleba, e su quello della Chiesa cattolica, che nel 1855
., "., stipulò un vantaggioso concordato con l'Impero. Appoggiandosi su queste forze, lo Stato sa. i crificò le esigenze della borghesia produttiva (soprattutto quella delle zone più progredite,
come la Boemia e la Lombardia), chiamata a pagare i costi di un imponente apparato arn',' ministrativo e militare, e mancò in sostanza l'appuntamento con lo sviluppo economico deI gli anni 'SO e '60 senza peraltro mantenere, anche a causa delle ripetute sconfitte militari, il
',J", ,',
I
l
nlolo da protagonista della scena europea che aveva prima del '48.
Negli stessi anni la Prussia proponeva con autorità la sua candidatura
, ii
i
•
l
Un'Immagine del film
La carica dei seicento,
1936
/I 25 ottobre de/1854 a
Balaklava, durante la guerra di
Cnmea, una brigata di cavalleria
leggera inglese diede l'assalto
ad alcune pastazioni di artiglieria
russe, attestate in una stretta
valte, l'episodio, rimasto nella
st~ria come -ra carica dei
selc~nto., provocò la morte di
quasr la metà dei cavalieri
inglesi. Quello che aUora apparve
come un gesto di audacia e di
v~lore militare fu in realtà la
dImostrazione che la cavalleria
era stata superata come arma
efficace di sfondamento
All'epoca la -carca dei secento,
fu rappresentata in opere
~en.erariee pittoriche. Oggi che
Il cinema tende a sostituire
le altre espressioni artistiche
presso il grande pubblico, si
pos~on.o vedere due diverse
verslo.nl dell'episodio. la prima,
~a CUIè tratto il fotogramma qui
rrproposto, è un film di Michael
Curtiz del 1936, La can'ca dei
seicento, nel quale viene
e~altat~ la forza dell'impero
b~tannlco; la seconda è un film
~[ !ony Richardson del 1968
lntrtolato I seicento di Balakla
nel quale invece si critica la va,
cr~.del~àpriva di senso del
~[/[tansmo inglese, che
Inutilmente la vita di così tante
persone.
vide garantita la sua integrità e confermata la
.
rru d, Serbia, Moldavia e Valacchia: questi Itirr sovranità nominale sui Principati autononuovo
Stato
di
Romania
La
F'
u
rrn
SI sarebbero uniti nel '59 per fo
. .
.
ranCla non otten
. . l .
It rmare
l'1
sngio svolgendo un ruolo da protagonista al
ne nsu tab concreti, ma accrebbe il suo prestriaca, per l'autono~1ia dei principati danu~i::7.'esso dove si batté, contro l'opposizione auIl sostegno
L appoggio ai movimenti nazio
l'
ai "."'vi~enti
congresso di Vienna rapprese~t~a I c~e lottavano contro l'equilibrio del
naz,ona~,
ca estera del Secondo Irn ero ~ una lfettl~a fondamentale nella polititica fu I alleanza col Piemonte, stipulata nel ~858' ePl,sodlO pm significativo di questa poliGt.IHlAilUIDSTU&rO
.
.
e cu rrunata l'ann
l. Che co~a si int~nde p b
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ra vittoriosa contro l'Austria [cfr 19 3 Iv',' ,1 , o seguente, nella guer2. Quali gruppi sociali fu;~noO~~;;::-~'~t~~:
guerra -la formazione di uno Star . J:, la 1 risultato principale della
~ag~~on; 1 U?3. Chi partecipò alla guerra
Piemonte _ fu ben lontano d'
O nél.ZI~na e italiano sotto la guida del
ea. 4-Che cosa fu stablttt
le
d'
al progetti di Na I
111,che aveva spegressodi Parigidel
'56?
nrto ne onrata I subentrare all'Austria nel
I d'
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sempre divisa.
ruo o I potenza egemone in un'Italia
"2l
""' IL IliECUNC DIEI.L'DRIlIi"5aiO ASBUIi\!GICO
La
restaurazione
centralistica
nell'Impero
aSburgico
lE L'ASCESA ""EllA
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MUSSIA
Dopo le rivoluzioni del '48-49 l'I
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si sulla base del vecchio si t ' issol ro asburgico tentò di riorganizzartr .
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' IVO rarrorzato La
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849, e mai realmente applicat
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costituzione
concessa nel
a, I revocata nel 1851: solo dieci anni do-
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rafforzamento
della Prussia
al-
la guida della nazione tedesca, lidando soprattutto sulla forza trainante
del suo sviluppo industriale e sulla stretta integrazione della sua econo-
mia con quella degli altri Stati germanici, uniti fin dal 1834 in una Lega doganale (ZoIlverein) da cui era invece esclusa l'Austria. Già negli anni 'SO l'industria tedesca si era sviluppata con un ritmo che non aveva uguali in Europa. Questa espansione industriale e la correlativa crescita di una forte borghesia urbana si concentrarono soprattutto nella parte occidentale dello Stato prussia no, cioè nella Renania-Westfalia. Nei territori a est dell'Elba, che
costituivano il nucleo originario del regno degli Hohenzollern, resisteva ancora un'economia prevalentemente
agricola, basata sulla grande proprietà terriera.
L'abolizione degli ordinamenti feudali non aveva scalfito il potere dei no-
d~~i ~~~ker
bili latifondisti, gli Junker. La stessa legge elettoraleche divideva i cittadini in tre classi in ragione della ca-
l,' \
pacitàcontributiva
e assegnava a ciascuna classe un egual numero di deputati _ rifletteva questo potere, assegnando ai nobili una rappresentanza
sproporzionata alla loro consistenza numerica. Il Parlamento (IAndtag)
previsto dalla Costituzione sopravvissuta alle rivoluzioni del '48, aveva peraltro poteri troppo scarsi per esercitare un vero controllo sull'attività del
governo, responsabile,
come in Austria, solo di fronte al sovrano.
La mancata evoluzione delle istituzioni in senso libeprussiana.
ral-parlamentare e la presenza ai vertici dello Stato di
allo sviluppo
un ceto di aristocratici-proprietari
terrieri non ebbero però sulla società
tedesca gli effetti negativi, per il progresso economico e civile, che ebbero in Russia e nell'Impero asburgico. Al contrario, autoritarismo
politico e conservatorismo
sociale si rivelarono componenti essenziali di quella «via prussiana» allo sviluppo che avrebbe finito col
costituire una sorta di modello, alternativo a quello britannico, per i paesi «secondi arrivati»
sulla via dell'industrializzazione.
Questo accadde anche perché in Germania esistevano elementi di modernità sconosciuti agli altri paesi dell'Europa centro-orientale:
un efficiente sistema di comunicazioni
interne (strade, canali) che facilitava gli scambi commerciali, una
rete ferroviaria relativamente sviluppata, un'alta diffusione dell'istruzione
che poneva la
Prussia all' avanguardia in questo settore e che rappresentò un fattore decisivo per i successi
della Germania nel campo economico come in quello militare. Si capirà allora come il tradizionalismo degli }unker e le aspirazioni nazionali della borghesia finissero col trovare un
terreno di convergenza nella politica di potenza dello Stato prussiano e nel suo necessario
la ,via
complemento,
'àFs:~r~l;
al potere
ovvero lo sviluppo di un'adeguata forza militare.
L'artefice principale di questa politica fi.1 il conte Otto von Bisrnarck, un
tipico rappresentante degli [unker che non aveva mai fatto mistero della sua avversione alla democrazia e alliberalismo.
Nominato primo mi-
I
~.m&t6r
Originariamente il termine -junken era riferito, in Germania, ai figli maschi di famiglie no-bili che, non essendo primogeniti, si dedicavano alla carriera militare. Nell'BOO furono
chiamati Junker i grandi proprietari terrieri
prussleni. Essi formavano un gruppo compatto, fortemente conservatore nelle abitudini e negli orientamenti politici, che esercitava un notevole peso nelìa vita dello Stato:
gli Junker, infatti, costituivano la quasi total~
tè degli ufficiali di carriera e buona parte dei
vertici della burocrazia.
L'Europa
delle
grandi
iB$Jj!h!:')W o·i,.:
potenze
;::: .:jIS9l
Nazioni e imperi
nistro nel 1862 dal re Guglielmo
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liberale della C
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preoccupata soprattutto per i costi economici ;~era,
so comportava, Bismarck decise di i arare l' e esZlOnedel Parlamento e di far approva~ il bilanoPPoslCIOper
d ecreto reale.
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Il co~trast~
Il primo ostacolo sulla via dell'uni_
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ficaz ione era costituito dall'A ustna.
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che, se da un lato era parte di
Impero plu.rinazionale, era anche uno Stato t d esco
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Otto von Bismarck
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Bismarck aveva
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emr del nostro tempo
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I, o e a a enevola neutra. USSla,anche quella di Napoleone 11I che
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a parte ell'Austria si schierarono molti
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germanica s aventatpldalla prospettiva di un assorbimento da pa!e delIa russia.
guerra
Cominciata
"ustr~
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con scarsa fortuna, una parte delle fo
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entre
m Boemia e, il 3 luglio, nella grande~e ~m~eflah, Il nnnovato esercito
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nel giugno 1866, la
soltanto tre settima
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talia impegnava
prussiano penetrav~
una durissima sconfitta. Giocarono a t: a e dei campale di Sadowa, infliggeva agli austriaci
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avore el prussiani la perf tt
CI o, gui ato a zenerale von Moltk
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e a organizzazione dell'eserd
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otate per la prima volta di fucili a ret:
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tiIfO ) , Ia tempestività degli spostarnenti drocanca
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quella del '66, la prima delle numeros o u a a dU~razionale sfruttamento delle ferrovie Fu
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mu a a macchina militare tedesca.
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La fine deila'
Si giunse così, alla fine di agosto alla fi
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Confederazione
non subì mutilazioni territoriali
I ouell ella pace di Praga. L'Austria
germanlca
Ma dovette accettare lo . r I, sa va que a del Veneto ceduto all'Italia
manica, e dunque la fine di ogni sua i Il SClOgIm~nto della vecchia Confederazione ger~
tedeschi situati a nord del fiume 'l'l
n uenza nell Europa centro-settentrionale.
Gli Stati
d Il G
lV eno entrarono
aE
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e a ermania del Nord presieduta d G l' I ' ar par e I una nuova Confederazione
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a ug le mo I Ouelli s'h ti
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aviera, nrnasero invece indipendenti.
.I la I a su
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rampromesso"
;i:~~~ip~~~~;~;\~~;:~~i
del 1367
verso
~~b:~:i~~aac;;:~~~:
l'area danubiano·balcanica
i~e~~~~od~I~~s:::~~~t:r~~:~
e a cercare una nuova soluzione per il
problema delle nazionalità che convivevano al suo interno. Nel 1867l'Impero
fu diviso in
due Stati, l'uno austriaco, l'altro ungherese (da ora in poi si parlerà infatti di Impero austroungarico), uniti fra loro nella persona del sovrano, ma ciascuno con un proprio Parlamento e un proprio governo, salvo che per i ministeri preposti agli affari di interesse comune
(Esteri, Guerra e Finanze). Col «compromesso» del '67, la dinastia asburgica si accordava
col gruppo nazionale più forte e compatto, ma scontentava soprattutto gli slavi che avrebbero rappresentato
iitrionfo
,,di Bismarck
da allora il pericolo più grave per l'unità dell'Impero.
Il trionfo di Bismarck ebbe immediate ripercussioni anche sulla politica
interna prussiana. Una folta schiera di deputati si staccò dall'opposizione liberale per dar vita a un nuOVOpartito nazional-liberale.
Il 3 settem-
bre 1866, pochi giorni dopo la firma della pace di Praga, il Parlamento
prussiano ratificava
retroattivamente
le spese effettuate fin allora dal governo senza l'approvazione della Camera. Quel voto rappresentò un evento decisivo nella
storia della Germania moderna: con esso la borghesia liberale rinunciò
in pratica a guidare il processo di unificazione nazionale e accettò di collocarsi in una posizione subalterna nei confronti della monarchia e dell'aristocrazia terriera. Diversamente da quanto era accaduto in Gran Bretagna e in Francia, lo storico contrasto fra la corona e gli organi elettivi si
GIllDAAWlSlUDlO
1. Quali gruppi sociali sostennero la restaurazione centralistica in Austria? 2. Quali erano i pmtì di forza dello Stato prussiano?
Che
cosa si intende per _via prussiena- allo sviluppo? 3. Chi erano gli Junker? 4. Chi era
Bismarck? Quali riforme intraprese? 5. Quali .furono .le causee .I.e conseguenze
della
guer'ra,austro-prussiana? 6.Checosa stàblliva li ~compromesso» de118677 '"
risolveva a favore della prima.
''il
LA GUERRA
Lo scontro
con la Francia
FRANCo-PRUSSIANA
E L'UNIFICAZIONE
TEDESCA
Uscita trionfatrice dalla guerra con l'Austria, la Prussia di Bismarck e di
Guglielmo Ipoteva accingersi a realizzare l'ultima fase del suo ambizioso programma: l'unificazione di tutti gli Stati della Confederazione
ger-
manica in un grande Reich tedesco sotto la corona degli Hohenzollern.
L'ultimo ostacolo
sulla via dell'unità era rappresentato dalla Francia di Napoleone IIl, deciso a non consentire ulteriori ingrandimenti alla prussia.
L'occasione per il conflitto fu offerta da una questione dinastica. Nel 1868 il trono di Spagna era rimasto vacante e la corona era stata offerta a un parente del re di Prussia. La prospettiva di un principe tedesco sul trono di Spagna spaventava ovviamente la Francia, che
si sentiva minacciata di accerchiamento.
L'opinione pubblica francese insorse compatta e
la reazione del governo fu fermissima, ai limiti dell'ultimatum.
Bismarck seppe sfruttare
abilmente queste tendenze bellicose, anzi le esasperò rilasciando, all'indomani di un incontro fra Guglielmo l e l'ambasciatore francese, un comunicato stampa formulato in modo volutarnente provocatorio: vi si lasciava intendere che l'ambasciatore era stato messo alla porta dal re. Quel comunicato provocò in Francia, e soprattutto a Parigi, un'ondata di
furore nazionalistico. Il governo e lo stesso imperatore, fin allora esitante, si lasciarono trascinare dalla spinta dell'opinione pubblica e, il 19 luglio 1870, dichiararono
guerra alla
Prussia.
vittoria
della Prussia
La
La Francia affrontò il conflitto in un clima di grande entusiasmo, ma con
scarsa preparazione militare. L'esercito, che pure poteva contare su un
armamento moderno ed efficiente, era nettamente
inferiore a quello
• ·491.]
L'Europa delle grandi potenze
ò le condizioni
Jean-ìoule
Meissonier,
L'assedio
""
La pace
di Francoforte
di Parigi,
187().84
(Musée d'Orsay,
Parigi)
di pace Imposte da BI-
stessa logIca autontana lSpU d' F
coforte firmato Il 10 maggio
marck alla Francia col trattato
Iran
, d
esante In~871 N solo la Francia fu costretta a cornspon ere una p
f
l
on
d'occu azione tedesche sul propno temtono ma a
dennità di guerra e a mantenere truppe
Pd
l Reich l'Alsazia e la Lorena, due prod
d nità ma dovette ce ere a
pagamento
l questa IO e~e 1m' ortanza economica
e strategica
vince di confine dì note~o
p d l
la caduta di Parigi e la perGlJIDAAIl.!lS1UDIO
La disfatta di Sedan, l mvasione
e paese, la Francia molto pIÙ che
1 Perché Napoleone 11I dichiaro guerra alla
p;ussla?
2.
Dove
e
quando
fu proclamata ~
dita dell'Alsazia-Lorena
rappr~!S;ntarono ~:r propria umiliazione nazionascita dell'Impero tedesco? 3. Come ?
una sconfitta militare. SI tratto l una rnili ione _ il cosiddetto «revanreatizzè l'unificazione degli Stati tedesChi\4. Che cosa Significa la parola eevansc
d 'd . d' . rare a questa urru IaZI
nale: Il eSI eno l npa
I
.'
't
avrebbe condizionato per quasmo-?
,
d lf
se revane le nvmci aSCIsma», a rlanlcepolitiea fra~cese e l'intero equilibrio europeo.
SI mezzo seco o a
In Questo dipinto
il pittore Jean-louis
Meissonier esatta
il sacrificio
e il patriottismo
dell'esercito
francese durante
l'assedio di Parigi
condotto dai
prusslanì dal
settembre
"La
1870
al gennaio 1871.
l'immagine
femminile al centro
della tela, simbolo
della Francia, con
sguardo fiero,
nonostante la
sconfitta appena
subita a Sedan,
esalta il valore
dei difensori
di Parigi.
5
LA COMUNE
DI PARIGI
l Francia dovette affrontare una drammatica
Nella pnrnavera del 1871 a d 11
fitta In parte lezata alle tensIOnI
t
sata a a scorm
,
e
CrISIinterna, m par e cau
t d I '48 avevano portato alla luce
della cap. a e
politiche e SOCIalIche glI avverumen l e ff care Dopo Sedan era stato
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e che vent'anni di regime onapar IS
na Cuardia naZIOnale e a decretare a me
il popolo della capitale a insorgere. a cosntuire u
""
La'
prussia no sia per il numero degli effettivi sia per l'organizzazione.
Come nel '66, le truppe
comandate dal generale von Moltke si mossero con grande rapidità in base a un preciso piano strategico. Il 10 settembre, mentre metà dell'esercito francese era costretta ad attestarsi
nella fortezza di Metz, l'altra metà venne accerchiata a Sedan, presso il confine col Belgio,
e costretta ad arrendersi. Lo stesso imperatore cadde prigioniero dei tedeschi. Pochi giorni
dopo, nella capitale ormai minacciata dai prussiani, si formava un governo provvisorio composto in buona parte da repubblicani. Invano il ministro della Guerra Léon Gambetta, fuggito con un pallone aerostatico da Parigi assediata, tentò di rianimare la resistenza organizzando la leva in massa nelle province e mobilitando il popolo contro gli invasori (in questa
occasione intervenne in difesa della Francia democratica anche un corpo di volontari italiano comandato da Garibaldi). Dopo una serie di sconfitte il governo fu costretto a chiedere
l'armistizio, che fu firmato il 28 gennaio 1871.
v;;=~
Frattanto le vittorie prussiane avevano fatto cadere le residue resistenze
degli Stati tedeschi indipendenti nei confronti dell'unificazione.
Il 9 dicembre 1870 fu proclamato l'Impero tedesco e il 18 gennaio 1871 nella reggia di Versailles, luogo-simbolo della potenza dei re di Francia, Guglielmo I fu incoronato imperatore tedesco (Deutscher Kaiser). Si evitò di usare la formula «imperatore di
Germania» per non urtare i particolarismi dei vecchi Stati, che avrebbero conservato nel
nuovo Impero (Reich) ampie autonomie. Ciò non toglieva nulla al carattere autoritario della procedura con cui si era giunti all'unità: un'unità calata dall'alto, attuata, in seguito a
una guerra combattuta fuori dai confini nazionali, soprattutto per l'iniziativa di uno statista geniale e dispotico, mai ratificata da un plebiscito o da una qualsiasi forma di consultazione popolare.
tedesca
It
rovo \
I
Incendio di Parigi
fra i124. n 25
maggio 1871.
(Musée Camavalet.
Pangi)
Nel maggio del
1871 a Parigi
infuria la battaglia
fra i sostenitori
della COmune
rtvoluzionaria e il
governo moderato.
Per bloccare
l'avanzata delle
truppe governative i
-comcn ardiappiccano incendi.
soprattutto lungo le
barricate che
rischiano di essere
aggirate, e
.
demoliscono alcuni
monumenti pubblici.
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I
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L'Europa delle grandi potenz.e
Nazioni e imperi
Ccmuue
La parola -Cornune- (in francese sostantivo
femminile) non aveva in origine altro signifìcatoche Quello. usuale, di organo attraverso
il Quale i cittadini si autogovemano. Ma il termine, soprattutto in Francia, richiamava alla
mente l'immagine della prima Comune, quella giacobina del 1793-94 che, sia pure perun
solo anno, aveva goduto di un'enorme autorità su tutto il paese. Anche la Comune del
1871 assunse subito i tratti di un'esperienza profondamente rivoluzionaria, awiando il
più radicale esperimento di democrazia diretta mai tentato in Europa.
6
LA SVOLTA DEL 1870 E L'IEQUILlB1!i!O BISMARCI<IANO
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Eppure, nonostante queste mq
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o per pOI a arzarsi ar
nisola balcanica e I
e, I errane , , ' Ocade li ultimi decenni del secolo [cfr, 22],
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lSmarc.
he aveva come scoli sistema
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ro eo e costruì un sistema di alleanze c,
'
bismarckiano
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con l'Austria-Ungheria, con la RUSSIae con l Iralamento diplomallco. A questo fine SIalle
,
bb mai awicinata alla Francia, sia per la
lia, contando sul fatto che l'Inghilterra non SIsare e,
er la rivalità che opponeva le due
sua riluttanza a impegnarsi sul contmente europeo, Sia p
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Le due Franco
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•
il patto d<:i tre
imperaton
del Nord.
,
..
Fulcro iniziale del sIstema bisrnarckiano fu il patto dei tre imperatori, stipulato nel 1873 fra Germa-
l'
I
L'isolamento
della Comune
I.
l-
nia Austria-Ungheria e Russia: un patto ,difensIVOche
si fondava soprattutto sulla solidarietà dinastica fra le
tre monarchie autoritarie e aveva per ~b,ettivo palese
la tutela degli equilibri conservato n ali interno del Sl7goli Stati. L'alleanza aveva però un punto debole: a
' ' l'là' fra Austria e Russia nella .'penisola balvece h la nva l
canica, dove le popolazioni
I
Il
C:-IJIi}A.4!.!..OsroCIO
1. Quali furono gli effetti dell'occupazione tedesca in Francia? 2. ChI era Adolphe
Thiers? 3. Che cosa fu la Comune di Parigi?
Come si concluse?
!
!
I
\,,,,
r
slave erano m perenne n-
bellione contro il dominio ottomano.
,
"
,,"'
Fra il 1875 e il 1876 il governo turLa criS!
co represse con grande spargimenbalcaDlca
to di sangue una serie di nvolte
e la guerra
, '
.
russo-turca
scoppiate in Bosma, m Erzegovma
Il'
' ..
Nazioni e imperi
l'Europa
e in Bulgaria. Nella primavera del'!71. Russia, grande protettrice dei popoli slavi, dichiarò
guerra alla Turchia e la sconfisse dopo una guerra durata quasi un anno, imponendole una
pace quanto mal onerosa, che In pratica avrebbe sancito l'egemonia russa dei Balcani. Come era awenuto nel 1854 [cfr. 20 ..2]. questa prospettiva allarmò le altre potenze europee.
~ustna-Unghen<1 e Gran Bretagna, In particolare, minacciarono di intervenire contro la Rus~
sia.
A qllest~ punto fu Bismarck a prendere l'iniziativa, indossando le vesti
del mediatore. Un congresso delle potenze europee fu convocato a Berdel 1873
lino nell' estate del 78. Si giunse così a un accordo che limitava notevol.
mente i vant~ggi ottenuti dalla Russia, pur ridisegnando radicalmente gli equilibri della penisola balcanica. La .Bu~ana ottenne I mdlpendenza,
ma entro confini assai più ristretti rispetto a quelli stabiliti l anno precedente. La Bosnia e l'Erzegovina furono dichiarate auto~ome, ma affidate m «amministrazione temporanea» all'Austria. La Cran Bretagna ottenne
l Isola di CIpro, m posizione strategica per il controllo del canale di Suez [cfr. 22.4J. La Fran.
era ebbe mano libera per una eventuale espansione in Tunisia. In questo modo Bismarck
non solo indirizzava verso obiettivi extraeuropei le velleità espansionistiche della Francia,
ma creava le premesse per un contrasto con l'Italia.
tutto dell'industria
O<"~' .
Le ~~ove forze
politIche
Il ~ongresso
/ contrasti
Scongiurato il pericolo di un conflitto, Bismarck cercò di ricucire l'alleanza con l'Austria e la Russia. Ci riuscì nel 1881, quando fu rinnovato il
patto dei tre imperatori. Un anno dopo l'edificio fu completato con la stipulazione della Triplice alleanza, che inseriva nel sistema bismarckiano
j
1-
mantenendo ferma \ alleanza con l'Impero asburgico, stipulò con la RusSIa, all'msaputa dell'Austria, il cosiddetto trattato di controassicurazione,una specie di patto di non aggressioneche
impeJnava i d~e centraenti a restare neutrali in caso di conflitto dell'uno o dell'altro con una terza potenza. Fu questo l'ultimo, e spericolato, capolavoro diplomatico di
Bismarck, La sua caduta, di lì a tre anni, avrebbe decretato anche la fine
del suo sistema di alleanze.
L'IMPERO TIE/lliESCO
Il nuovo
Reich
C~n 40 mi~i~ni di abitanti, una vasta disponibilità di materie prime,
.
. .
. un economia In continua crescita, un esercito di provata efficienza e un
sisterna di istruzione altrettanto qualificato, il nuovo Stato tedesco nato dalla vittoria sulla
Francia si presentava come la maggiore potenza continentale
europea. Dal punto di vista
istituzionale, ti Reich ereditava la struttura della vecchia Confederazione germanica: era infatti dIVISOm venttcmque Stati - alcuni vastissimi, come la Prussia, altri piccoli o piccolissimi -: con propn goverm e parlamenti, che avevano però funzioni prevalentemente arnrninistrative. La grande politica era di competenza del governo centrale, presieduto da un cancelliere responsabile di fronte all'imperatore. Il potere legislativo era esercitato da una camera elettiva (Rezchstag) eletta a suffragio universale e da un Consiglio federale (Bundesrat)
composto da rappresentanti dei singoli Stati. Come nella russica preunitaria, il Parlamento
I
495
pesante e della cerealicoltura.
.
.
La forma accentrata e autoritaria del potere e la schiacciante preponderanza deeli interessi conservatori nella gestione dello Stato non impedirono tuttavia, il manifestarsi di una vivace dialettica politica. Anzi pro-
«prussianesimo}}
/I Kulturkampf
ti
accentratore.
"
.
.
La lotta di Bismarck contro I cattolici, pomposamente
defìmta Kulturkampf(ossia "battaglia per la civiltà » ) ebbe la sua acme negli anni 1872-
75, quando il overno del Reich emanò una serie di misure volte nonsolo ad affermare II carattere laico dello Stato (obbligo del matnrnoruo CIVIle, abol izione d, ogm controllo religioso sull'insegnamento),
ma anche a porre sotto sorveglianza l'attività del clero cattolico, La
battaglia scatenata da Bismarck ebbe però l'effetto di stimolare l'org,ogito e l.a co~pattezza
dei cattolici tedeschi, che, sotto la guida di un leader di grandI capacità, Ludwig Wmdthorst,
riuscirono nel giro di pochi anni a raddoppiare la loro rappresentanza parlamentare (nelle
jl
r
d
••
rio in Cerrnania si svilupparono prima che altrove nuovi e forti movimenti politici di massa, Alle tradizionali formazioni liberali e conservatrici che avevano dominato la scena parlamentare in Prussia negli anni '60 (il Partito conservatore, espressione degli [unker, il Partito nazional-liberale,
che rappresentava la borghesia industriale e commerciale, ,I piccolo
raggruppamento degli intellettuali liberal-progressisti) si aggiunse, nel 1871, Il Centro, partito di dichiarata ispirazione cattolica. Nel 1875, dall'accordo fra la corrente rnarxista e quella che si ispirava all'insegnamento
di Lassalle [cfr. 16.5]. nacque al congresso dì Cotha Il
Partito socialdemocratico
tedesco (Spd). Mentre la socialdemocrazia traeva la sua forza dalla massiccia adesione operaia, il Centro poggiava su una base sociale piuttosto composita,
formata per lo più da agricoltori e ceti medi urbani e reclutata in gran parte negli Stati cattolici (soprattutto in Baviera), di cui esprimeva le esigenze autonomlstJche,
minacciate dal
.,
anche l'Italia [cfr. 23.8J. Ma, nel 1885-86, una serie di contrasti che avevano per oggetto le vicende inteme del regno di Bulgaria, conteso fra l'influenza russa e quella austriaca, fece nemergere la tensione fra i due imperi e mise in crisi, stavolta definitivamente, Il patto del tre Imperatori. Bisr:'arck scelse allora la strada degli accordi bilaterali:
GUIDAAI..!.QSTtJIlto
1.. Che cosa si intende per «outìca di pctenzas? 2. Qual era l'obiettivo principale della
politica diplomatica di Bismarck? 3. Da chi
fu stipulato il patto dei tre imperatori?
Qual
era il suo limite principale? 4. Che cosa fu
sancito nel congresso di Berlino del 18781
5. Perché Germania e Russia stipularono il
trattato di controassicurazione?
"
aveva limitate possibilità di condizionare il potere esecutivo~ concentrato nelle mani dell'irnperatore e del cancelliere. Come in Prussia, il blocco sO,cmle dommante era COStttUlt~ da
una solida alleanza fra il mondo industriale e bancano e I anstocrazia ternera e militare: un
blocco che fu rinsaldato dalla politica protezionista adottata da Bismarck, a vantaggio soprat-
di Berlino
a~stro-russi.
e "tratta~o dI
~~~~oasslcura-
delle grandi potenze
elezioni del 1878 ottennero quasi cento seggi). Bismarck fu indotto, così, ad attenuare le misure anticattoliche e più tardi (1887) a varare una nuova legislazione ecclesiastica, molto più moderata della precedente.
, .>
a.è ieggi
eccezionali
La ritirata, che in pratica segnava
Bismarck gioca strategicamente col papa
Nella partita a scacchi rappresentata in questa stampa Bism~r~k
è in contrapposizione con papa Pio IX. Il riferiment~ e alla pO!ltlca
anticlericale (Kulturkamp~ attuata da 8ismarck fra 111872 e Il
1875.
il fallimento del Kulturkampf, fu
imposta al cancelliere dalla neces-
sità di fronteggiare la nuova e temibile minaccia che
veniva dall'ascesa della socialdemocrazia.
Cià nel
1878, traendo pretesto da due attentati falliti contro
l'imperatore,
il governo varò una serie di provvedimenti eccezional i specificamente rivolti contro il movimento socialdemocratico.
Le «leggi contro le tendenze sovvertitrici» ponevano gravi limitazioni alla libertà di stampa e di riunione e dichiaravano illegali
tutte le associazioni «aventi lo scopo di provocare il rovesciamento dell'ordinamento
statale o sociale esistente», costringendo così la socialdemocrazia
a una
condizione di semic1andestinità.
,
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