Visto da Il modo migliore per ricordare Lucio Dalla è celebrarlo attraverso l’ascolto; le sue canzoni hanno sempre parlato per lui in prima persona con sconcertante sincerità, con drammatica ironia, con profondissimo amore per la vita. della bellezza” parte allo stesso modo, con grandi domande sulla vita (questa volta tra due amanti in un letto), in una dimensione musicalmente più tesa, certo, ma comunque diradata. Poi la passione esplode furiosa quasi a voler coprire i terribili rumori di fondo del mondo, arriva l’amplesso, il sole che non c’è e che ha lasciato posto a un cappello di ghiaccio; poi, con la stanchezza la calma, i battiti della musica che rallentano uniti a quelli dei due cuori, un fischio sereno che sembra lasciare la Foto di Sabrina Ciferri stanza e involarsi tra le prime luci di un’alba alla quale consegnare la nostra fiducia. Temi scottanti e sempre attuali, come la posizione dei preti, Lucio Dalla, sarà sempre l’anno che verrà H o avuto il piacere di scrivere con Lucio una canzone, Rispondimi, contenuta nel bellissimo album Henna e quello sarà sempre il mio personale e intoccabile ricordo. In ogni canzone di Lucio ci sono tutte le sue canzoni. Basta estrarne dal cappello una, per entrare nel suo universo. Ed allora voglio ricordare così Lucio, con la fotografia de “L’anno che verrà” una delle sue canzoni più popolari. Centotredici settimane in classifica la dicono tutta sull’impatto che ebbe questa canzone (contenuta nel disco Lucio Dalla) sulla gente. L’incipit Caro amico ti scrivo è entrato in maniera radicale nel linguaggio comune e le parole di questo testo saranno valide per ogni “anno che verrà”, profetiche, toccanti, universali. Clima epistolare, dunque. Dalla dichiarò di essere stato ispirato dal libro La passeggiata di Robert Walzer, cronaca della passeggiata di un personaggio viennese che mentre si reca da una sua amante vede il mondo crollargli intorno. L’andamento di ballata che gira su accordi elementari conferisce al brano la popolarità di una canzone fado e nel crescendo finale, marchio di fabbrica di Dalla, c’è tutta la disperazione che la malinconia delle strofe nasconde. “Vedi amico mio cosa si deve inventare per poter riderci sopra, per continuare a sperare rimane” il manifesto indelebile di un’Italia dove il potere furbamente preferisce gestire la speranza piuttosto che la riconoscenza della gente. Nel finale Dalla torna strategicamente ad un clima più mo- Infonòpoli derato (altro suo meccanismo di scrittura frequente) per lanciare l’ultimo messaggio, la sintesi dell’intero brano, cioè un’eroica quanto malinconica rassegnazione alla vita e alla disillusione: “L’anno che sta arrivando tra un anno passerà / io mi sto preparando, è questa la novità”. Spesso, a tre quarti, della stesura, secondo una regola che appartiene più al teatro che alla canzone, la canzone dalliana vive la presa di coscienza e il suo snodo, virando verso la crudezza della realtà e la viscerale disperazione, per poi tornare ad una dimensione pacata. Pensiamo a “Futura”, forse la più bella canzone dedicata ai figli. Quella che Melisanda Massei Autunnali su lacanzoneitaliana.it definisce “una palingenesi, all’insegna della poesia, della fantasia, 3 l’educazione alla paura, il potere della televisione, la questione degli omosessuali, la sordità di chi ha la parola, sono esposti con leggerezza e malinconica ironia in questa ballata che consacra il fenomeno Dalla definitivamente. La forza del brano è in questa sua trasversalità; è la canzone di tutti, al di là di qualsiasi schieramento religioso, politico e sociale. Trovo fantastico il titolo: l’articolo determinativo da una parte (l’anno, quell’anno e solo quello) e l’indeterminatezza del tempo dall’altra (che verrà; quando non si sa). In questo ossimoro c’è tutto; c’è la speranza che il prossimo anno sia l’anno, c’è il numero della lotteria su cui punta la gente, che chiama il suo sogno per nome anche se non lo conoscerà mai. Vincenzo Incenzo Visto da Foto di Mario Vallini Zero in “Una mano per Genova” 20 dicembre 2011 - Genova 105 Stadium Un grande concerto, una serata fantastica ma sopratutto un momento di unione e solidarietà. Questo è stato “Una mano per Genova”, il live aid, organizzato e fortemente voluto da Gino Paoli, per raccogliere fondi a favore della popolazione genovese duramente colpita dall’alluvione del 4 novembre 2011. L’evento che ha avuto una grande risposta di pubblico e di partecipazione, ha visto alternarsi sul palcoscenico numerosi protagonisti della musica e dello spettacolo italiano da Renzo Arbore a Mario Biondi, da Ornella Vanoni a Danilo Rea, da Renato Zero a Giuliano Sangiorgi e ancora Pippo Baudo, Bebbe Grillo, Cristiano De André, Matia Bazar, Michele Maisano, Dado Moroni, Flavio Boltro, Rosario Bonaccorso, Vittorio De Scalzi e Roberto Gatto. Per maggiori informazioni sul progetto www.unamanopergenova.it Infonòpoli 4 Visto da Foto di Mario Va llini “Se stasera siamo qui” Foto di M ario Vallini 06 gennaio 2012 Carrara Padiglione C - Fiera iciotti oberta D Foto di R “Unica 201 2”... Grand i ar tisti, Gr andi amici! 08 maggio 2012 - Roma - Palalottomatica Una serata davvero speciale, in un Palalottomatica pieno in ogni ordine di posto, la prima data del tour di Antonello Venditti “Unica 2012”, non solo il suo concerto ma anche il suo compleanno. Tra i numerosi ospiti presenti, ad applaudirlo ed a festeggiare con lui, anche un grande amico, Renato Zero. Emozionante e coinvolgente il duetto che i due cantanti hanno interpretato nel momento della torta, un classico della canzone romana “La società dei magnaccioni”. Infonòpoli 6 Foto di Andrea Arriga Il 6 gennaio 2012 al padiglione C della Fiera di Carrara erano tremila gli spettatori presenti ad un evento unico e toccante, lo spettacolo di Giorgio Panariello “Se stasera siamo qui” ideato ed organizzato per sostenere le zone della Lunghigiana, devastate dall’alluvione del 25 ottobre 2011. Insieme a Giorgio Panariello hanno preso parte allo show colleghi ed amici di sempre, Renato Zero, Andrea Bocelli, Zucchero, Irene Fornarci, Simona Bencini questi sono solo alcuni nomi tra gli artisti che hanno aderito. Divieto di sosta Conosciamo meglio... La costante attività di ricerca e promozione dell’arte emergente e dei nuovi talenti ci ha portati in questo ultimo anno a conoscere numerosi artisti. Si è cosi arricchita la vetrina musicale dei giovani che entrano a far parte della nostra squadra. In questo numero abbiamo il piacere di presentarvi cinque ragazzi, che con le loro competenze, la loro professionalità e le loro magie stanno riscuotendo un buon successo di pubblico e di critica. Loris Iannamico, Mari Conti, Tiziano Orecchio, Manuel Castro e Valeria, cinque artisti di diverso genere musicale, cantautori ed interpreti che cominciano a guadagnare lo spazio che meritano. Foto di Martina De Luchi O re 22:12, un corridoio abbastanza corto ma decisamente in contrapposizione con la mia grande voglia di tornare a raccontare, a dire “eccomi”; io e la parte più vera e più intensa, la mia musica. Era l’attimo prima di salire sul palco del The Place, l’emozione di tornare ricordava vagamente la mia prima esibizione, scherzavo sempre a mio modo con i ra- Infonòpoli gazzi della band, Santro e Lorenzo sopratutto... “vittime” che fortunatemente seguono e vivono da tempo il sottoscritto. Scherzare è solo uno dei modi che uso per disinnescare il nervosismo e irrobustire il mio coraggio. Sul palco è stato molto più semplice “vivere” o “rivivere”, infondo la vita è così intensamente breve dove 15 canzoni sono vene costanti dell’Anima (Chimica) di ogni uomo. 7 “Anima chimica” non è solo la prima canzone del concerto ma anche il titolo del mio nuovo album. La spiegazione logica di un cambiamento fisico, sonoro e tecnico dei miei brani, un modo “finalmente” libero di “suonare”, come a me piace, un suono rock elettronico leggero, ma sopra spazi diluiti da archi e pad distesi, più vicina al mio vero modo di vivere, decisamente passionale, ma con cellule cosparse da veloci esecuzioni melodiche. Il The Place e questa serata hanno raccontato tanto passando dalla Rabbia di Non chiedere al “respiro” di Resiste un se, passando tra le già mature canzoni pubblicate (Solo che, La ricerca). Era difficile trovare un filo conduttore. I musicisti Santro Age, Lorenzo Sebastianelli, Sandro Piras e Giordano Muraglia hanno “raccontato” insieme a me un percorso di vita senza mai perdere il suo filo rigenerante. Nel 2009 vivevo attimi di razionale perdita artistica; avevo Note in Movimento Anima chimica Divieto di sosta M Foto di Stefano Baldacci deri più nascosti”, del soul, “padre di ogni sound, madre di ogni guerra”...fino a sentire, “assordante, l’eco elettronico del ticchettio delle lancette del nostro nuovo mondo”. Senza mai alcun ostacolo nella mente. Senza concetto, distinzione o consapevolezza. La mia voce va semplicemente accolta senza paura, sostiene l’originale cantautrice, ciò che si attenderà di sentire... è il vuoto. Cantante, song-writer e percussionista di origine napoletana, Valeria è una delle più interessanti voci del nuovo panorama musicale. Ha studiato canto e percussio- Valeria, eco di un futuro contemporaneo ni si è esibita come cantante ed attrice sulle navi da crociera, ha collaborato con vari artisti e con il suo producer Franco Fraccastoro, ora è pronto al suo primo progetto solista «Ink», un mix di rock-pop ed elettronica, adrenalinico, immaginifico, maledettamente contagioso. Il suo timbro abbraccia più fonti e le rivomita fuori in una formula nuova e scioccante. Su tutte le piattaforme digitali. Da non perdere. Vincenzo Incenzo Infonòpoli 9 Note in Movimento Lavoro di esordio per una cantautrice fuori dal tempo e dallo spazio. olto al di là dei pensieri illusori, dentro un’emozione rotta da un respiro. E’ così che Valeria definisce il suo mondo sensazionale, volto e propenso alla continua ricerca di “equilibri invisibili” da decifrare e diffondere, che “silenziosi e possenti permeano e governano tutti i fenomeni del nostro tempo”. Canzoni come “Dove non guardi mai”,”Rami al vento”,”Solo il meglio che ho”, “Ora mi fermo qui”, ribadiscono, questa verita’ in varie chiavi e sfumature musicali. Affacciatevi nel suo mondo e scoverete, o riscoprirete, sapori del pop, “mondo etereo di collettiva coscienza”, del rock, “schiavo obbediente dei desi- Divieto di sosta Note in Movimento È stata una delle voci più apprezzate dello spettacolo Fonopoli in scena. M anuel Castro cantante catanese, ha già al suo attivo numerose esperienze musicali live e progetti discografici, inizia professionalmente la sua attività a 17 anni quando entra nel gruppo gospel “Little Book Gospel Choir” di Catania, partecipa a diversi concerti durante i quali, con il suo talento e grazie anche alla sua predisposizione al canto blues, si distingue come solista. La sua passione per la musica e lo spettacolo lo porta a partecipare al musical “Jesus Christ Superstar” di Rice-Weber ed a cura- re la propria formazione artistica frequentando vari seminari tenuti da Rosalba Bentivoglio, Albert Hera e Andrea Rodini. La continua ricerca di occasioni e voglia di confrontarsi nella musica fa si che nel 2007 fonda la “Diamante Sugar Live” una cover band di Zucchero con la quale registra numerose date dal vivo. Tramite l’impegno e la costanza nel proporsi, le sue capacità vengono notate ed arrivano le prime importanti conferme come l’apertura dei concerti di Manuela Villa, Simone Cristicchi e gli Zero Assoluto. Manuel Castro Infonòpoli 10 Note in Movimento Divieto di sosta versi sono stati i concorsi regionali e nazionali a cui ha partecipato, aprendo concerti e spettacoli di elevata caratura artistica: Fichi d’India, Peppe Voltarelli, Nomadi, Eugenio Bennato, Bandabardò, Alessandro Mannarino. Attualmente è impegnato nel suo Primo Album da solista, “Il mondo a testa in giù”. Una raccolta di 7 brani inediti incentrati su un desiderio di capovolgere quella quotidianità divenuta oggettiva e imprescindibile e nello stesso tempo gabbia inesorabilmente Loris Iannamico Una delle rivelazioni del nostro spettacolo Fonopoli in scena. Con il suo cilindro e la sua “Se fosse stato” sono davvero numerose le conferme che riceve per il suo talento. Se fosse stato N ato nel Giugno del 1983, mai poteva immaginare di dover convivere con le sette note in testa per tutta la vita... Il suo destino era quello di farle girare, modificare le loro lunghezze, dar loro vita con sospiri e strumenti, insomma fare Musica. A 10 anni, decide di intraprendere lo studio del pianoforte per poter cominciare ad avere libero arbitrio su come la musica, a suo modesto parere, doveva essere concepita. Da li lo studio dei grandi cantautori italiani: l’eleganza e intramontabile raffinatezza del Battisti, l’ermetismo dei testi affascinanti e cerebrali del De Andrè, “la voce che non è voce” dei “Quattro accordi cuciti in croce” del maestro Guccini divennero pane quotidiano del Infonòpoli suo studio giornaliero... E poi ancora Modugno, Graziani, Conte, De Gregori, Dalla, Stadio, The Beatles, Queen, fino ad arrivare ai cantautori moderni come Capossela, Bersani, Silvestri, Gazzè. Nel corso della sua formazione canora, ha avuto modo e fortuna di intraprendere un percorso di studio con la cantante Edda Dell’Orso, voce strumentale di Ennio Morricone, Roberta Petteruti e la cantautrice Chiara Grillo, con la quale tuttora continua lo studio del canto e del cantautorato italiano. Nel corso degli anni, molteplici sono state le collaborazioni e progetti artistici, primo su tutti quello con il gruppo Pop/Rock abruzzese Rifugio 41, ricoprendone il ruolo di voce e autore, questa esperienza lo porta a maturare un gusto artistico-sonoro della musica e delle varie tecniche di registrazione che lo spingono alla realizzazione di un Home Studio. Nel suo percorso musicale, di- 12 invisibile dell’espressione artistica dell’uomo. Il tema del lavoro, del tempo, della società e soprattutto dell’amore divengono il fulcro principale della sua critica con il fine di rivitalizzare la celata capacità umana di gestire tutto ciò che è stato in grado di creare e non esserne gestito. Il suo primo singolo “Che favola sei...?”, rappresenta proprio la tragicità di una storia d’amore morta prima di cominciare, vena tragica espressa però da un ritmo coinvolgente e festoso proprio a dimostrare che tutto può e deve avere l’altra faccia positiva della medaglia. Ed è proprio con questo brano che abbiamo avuto modo di incontrarlo e presentarlo per la prima volta nel 2011 nello spettacolo “Fonopoli in scena”. E se qualcuno dovesse fargli la domanda più banale del mondo : “Perché fai musica?” lui risponderebbe: “Mi piace far canzoni e bere vino... Mi piace far casino.” (F. Guccini) Divieto di sosta Note in Movimento Gentle beauty Album d’esordio per una delle figure più interessanti della nuova frontiera musicale. Mari, un’italiana a Londra U na cantautrice fuori dagli schemi, che silenziosamente si sta facendo strada oltreconfine; uno stile personalissimo, lontano dai codici italiani e proiettato al mondo, con contaminazioni e sonorità mai scontate. Mari se ne è andata a Londra per fare musica, un gesto coraggioso, che sembra appartenere ad artisti di un’altra epoca; ma i risultati le hanno dato ragione. Mari è italiana ma guarda lontano. Laureata in tecniche di comunicazione e marketing musicale, prima del suo album di debutto ha prodotto e presentato il programma alla radio italiana web based “Raz” chiamato “Pick Out”. Il programma è stato pensato per band di trip-hop ed elettronica: Aria, Portishead, Massive Attack, Thievery Corporation, Goldfrapp e Zero 7, uno dei cui membri diventerà suo produttore. Infonòpoli 14 Foto di Claudia Papini Divieto di sosta Teatro in Movimento E' nata a Roma una nuova realtà culturale, il Teatro Millelire. dulabili) il Teatro Millelire ospiterà spettacoli, concerti, esposizioni d’arte e presentazioni di libri. La prima stagione teatrale 2012-2013, a partire dall’11 settembre, privilegerà testi di autori contemporanei e/o di rottura, ospitando compagnie selezionate di professionisti provenienti da tutta Italia (da Palermo a Pordenone), con spettacoli inediti o già rodati. Tra i nomi presenti in Cartellone ci saranno Lydia Biondi e Jacob Olesen. Un lunedì al mese sarà spazio di sperimentazione e promozione per i nuovi progetti dell’Associazione Culturale Fonòpoli. Il Teatro Millelire apre le porte, accomodatevi dove vi pare! A ll’interno di un antico cortile del ‘900 in via Ruggero di Lauria, 22 – che si potrebbe già definire “Cortile dell’arte” - a pochi passi da Piazzale degli Eroi verso via Candia, nasce, con il patrocinio di Roma Capitale Municipio XVII, il Teatro Millelire con la direzione artistica di Lorenzo De Feo e Antonio Lupi dell’Associazione Millelire, quella musicale di Loriana Lana. Composto da tre sale climatizzate, dai colori intensi con soffitti a volta (il foyer, la caffetteria e la sala teatro con una capienza di circa 90 posti mo- Infonòpoli 16 Alcuni appuntamenti culturali e musicali hanno preso il via già dal 13 giugno. Abbiamo iniziato con piccoli successi teatrali della scorsa stagione come “That’s Amori” e “Coma Profondo” (prosa, video e musica) provenienti dalla rassegna LET del Cometa Off di Roma. La cantante swing Emma Morton, il giovane cantautore Federico Fattinger, i percussionisti dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il jazzista Ettore Zeppegno e il mezzosoprano Alessandra Ragusa sono, invece, solo alcuni dei musicisti ospiti della nuova sala. Carla Fabi Divieto di sosta Parole in movimento Foto di Andrea Arriga Foto di Roberto Passeri Foto di Andrea Arriga La presentazione tua biografia convenzionale, non è un libro tecnico, non segue altra cronologia che quella dei miei impulsi e delle mie emozioni. È un libro aperto, che ospita, oltre alle mie considerazioni, il ricordo di persone che hai amato, artisti con cui hai lavorato, fans, tuoi allievi che ancora oggi ti celebrano. Sono pagine di amore e di speranza, di malinconia e resurrezione. Sono cose che avrei voluto dirti e non ho fatto in tempo. Sono il segnale vivo della tua presenza, della tua purezza e del tuo talento. Sono il racconto di un esempio, per tutti noi, un esempio che ha la forza devastante, tragica, assoluta della vita e la bianca e muta delicatezza di un passo silenzioso sulla neve. Vincenzo Incenzo Attraverso le pagine del libro e gli interventi degli amici sono riaffiorati ricordi aneddoti e racconti di un artista che è rimasta e rimarrà indelebile nei cuori di tutti noi. Durante la presentazione, condotta da Rossella Diaco, oltre l’autore del libro Vincenzo Incenzo, sono intervenuti gli artisti: Benedetta Giovagnini, Tiziano Orecchio, Ivana Pantaleo, Daniele Sidro Sirotti, il maestro Vito Vignola e Valeria. Inoltre a ricordare Valentina, erano presenti Davide Pinelli autore di numerose canzoni, il presidente della Fimi Leopoldo Lombardi la giornalista Gabriella Ciciulla ed il direttore dell’Associazione Fonopoli Maria Pia Fiacchini. Nel corso della serata è intervenuto anche Giacomo Giovagnini che ha presentato i progetti sostenuti e portati avanti dall’Associazione Valentina Giovagnini onlus. Foto di Roberto Passeri Infonòpoli 19 Ciak si gira Foto gentilmente concesse da Multimedia Film Production Fotogrammi in movimento Il regista romano da quasi mezzo secolo è il maggiore esponente del genere horror, tributato talvolta con maggiore entusiasmo all’estero che nel nostro paese. Dario Argento: l’arte del terrore A ffermare che Argento sia semplicemente il Maestro di un genere è assolutamente riduttivo, in quanto molte delle sue opere sono più complesse e sfaccettate di quanto appaia a prima vista. Il suo è un cinema ispirato, crocevia di diverse arti, quali l’opera lirica, la musica, la pittura, che ne approfondisce il senso e che al contempo si pone come un universo di racconti iniziatici e feroci critiche alla società. E’ un regista onirico, per natura simbolico, che con abilità e raffinatezza mette in scena le sue visioni drammatiche e raccapriccianti in maniera barocca, facendo in modo che la rappresentazione plastica abbia la meglio sul significato effettivo, utilizzando tutti i mezzi forniti dall’imma- gine cinematografica per esprimere il suo universo d’inquietudini. Gli ambienti diventano così spettrali e affollati da un numero eccessivo di elementi oppure totalmente spogli, i costumi e i trucchi rendono estranei i personaggi, il montaggio realizzato per associazione di idee ed immagini, fa in modo che queste irrompano violentemente nel racconto e infine la musica diviene essenziale per la sua funzione drammatica e fantastica. La sua carriera inizia con quella che ricade sotto il nome di “trilogia animale”, perché ogni titolo comprende il nome di uno di essi: L’uccello dalle piume di cristallo, Il gatto a nove code, Quattro mosche di velluto grigio. Più declinati verso il genere giallo che verso l’horImmagine tratta da "Dario Argento" di Vivien Villani - edizioni Gremese Infonòpoli 20 Lavori in Corso 20 e 21 aprile 2012 - Seminario “La canzone in cui viviamo” Storia, analisi, percorsi e strategia per la scrittura e l’interpretazione delle canzoni A l Black Hotel si è riaccensa la magia della musica e delle parole. Il 20 e 21 aprile si è svolta la seconda edizione del seminario di scrittura ed interpretazione delle canzoni curato e tenuto da Vincenzo Incenzo, “La canzone in cui viviamo”. E’ bello assistere alle sinergie che solo la musica riesce a creare, vedere l’intesa che nasce tra un gruppo di ragazzi, di età e provenienza diverse, di percorsi artistici differenti, ma tutti con lo stesso sogno, lo stesso obiettivo, potersi esprimere al meglio attraverso la musica. Dal punto di vista didattico, il seminario ha offerto ai partecipanti una reale occasione di misura e confronto con la costruzione di un brano musicale, prima analizzando la composizione dei testi di grandi canzoni italiane e straniere, poi con esercizi di scrittura individuali e collettivi, fino alle tecniche di interpretazione finale sia dal vivo che in studio di registrazione. “Ci ho messo un po’ a scrivere il mio contributo, causa impegni e causa l’imbarazzo di aver ricevuto così tanto da questa esperienza del seminario, che qualsiasi grazie pare inadeguato per difetto. Non mollate mai, non mollate. Credo che il vostro impegno sia nobile e che l’uomo, l’arte, questa nostra vita così “impastrocchiata” abbia i suoi punti luce, di ossigeno e di emersione grazie anche a condivisioni Parole e musica, che magia! semplici e ricchissime come quella con Vincenzo. Grazie! A Vincenzo il mio Grazie, una piccola parola che però reca in sè un senso di condivisione profondo, intimo e durevole. Grazie per essere, in questi seminari come pure nelle tue creazioni, cellula d’arte viva, cristallina, cosciente, cellulamiccia che ricorda e accorda la melodia che ognuno di noi ha dentro e ha il compito di portare alla luce. Grazie per aver risvegliato e distinto il suono del mio strumento, che a volte perdo nel rumore.” Marta Da Dalt “Il seminario con il grande Vincenzo Incenzo è stato come percorrere il mondo della mente attraverso i sentieri delle emozioni. Non si può descrive- Infonòpoli re ciò che si riesce a ricevere perchè è stato come vivere per 2 giorni immersi in una luce che porta a prendere consapevolezza di se stessi e dei voli che la propria mente riesce a fare. Non finirò mai di ringraziare Vincenzo per avermi iniziata all'arte della scrittura dei miei testi, di avermi resa consapevole che ognuno di noi ha qualcosa di magico da esternare... Il seminario in tre parole? serietà-professionalità-umanità. Grazie al maestro Vincenzo Incenzo ed a tutto lo staff di Fonopoli” Federica Caroppa 22 “Vi ringrazio tantissimo e faccio i migliori complimenti a Fonopoli che ha organizzato il corso. Era tanto tempo che sentivo parlare dell'associazione ed è stato significativo conoscerla attraverso questa occasione. È stata un'esperienza interessante e sto utilizzando diverse cose che ho imparato durante gli incontri per scrivere canzoni nuove. Anche la location scelta per il corso era bella. I miei ringraziamenti soprattutto a Vincenzo Incenzo che ci ha messi tutti a nostro agio, con la sua capacità di cogliere le esigenze caso per caso, insegnando a tutti gli allievi in maniera imparziale e informale così facilitando di gran lunga lo scambio didattico ma anche umano. Osservatorio Fonòpoli Il progetto dell’ICATT di Eboli si fonda su tre punti essenziali: 1) selezione degli utenti; 2) fase di accoglienza e trattamento; 3) fase di dimissione e reinserimento. L’Istituto inviante dovrà attivare un’osservazione tesa a valutare le caratteristiche del soggetto con riferimento: • alla motivazione ad uscire dalla dipendenza dall’alcool e dalle sostanze stupefacenti; • al coinvolgimento con l’ambiente delinquenziale di provenienza; • al grado di compromissione psicofisica; • al contesto familiare. ICATT, l’opportunità di un riscatto passa anche attraverso l’arte C i sono esperienze dalle quali non si torna indietro, porti dell’indifferenza che si lasciano fortunatamente per non attraccare più. Ho conosciuto la realtà delle carceri e la mia vita non può essere la stessa di prima, non per un dovere preocostituito o per un comandamento emanato da un generico dire, ma per un’amicizia del cuore con ragazzi di cui è impossibile cancellare lo sguardo, gli abbracci, la voglia di cantare e stare insieme. Credo ancora di saper riconoscere la verità di un abbraccio. Non entro nel merito delle colpe (io del resto non credo che la cattiveria sia un peccato originale quanto piuttosto una condizione dettata da una situazione) ma lo Stato deve riflettere su un “sistema giustizia” che libera chi può pagarsi gli avvocati e inchioda a dieci anni di carcere preventivo un ragazzo che non può economicamente difendersi e al quale, alla pari dei polli di allevamento, sono concessi sei metri quadri. L’ICATT di Eboli è perla rara dove la forza di chi lo rappresenta e la volontà dei singoli restituiscono dignità, voglia di vivere, dialogo. E spero, da oggi, un nuovo corso di musica e canto, con tutta la mia disponibilità. Conosciamo L’ICATT L’esperienza dell’istituto a custodia attenuata per detenuti tossicodipendenti di Eboli intende raggiungere l’obiettivo di iniziare dal carcere un percorso di recupero che riconduca il detenuto tossicodipendente e alcooldipendente al contesto sociale. In questa struttura viene offerta concretamente al detenuto l’opportunità di maturare ed intra- Infonòpoli prendere una scelta di cambiamento attraverso la presa di coscienza delle proprie difficoltà ma anche delle proprie potenzialità. Tutte le attività trattamentali intramurarie sono finalizzate anche a promuovere occasioni di sensibilizzazione sul territorio rispetto a problematiche legate alla devianza o alle dipendenze. Infatti con cadenza mensile, grazie al lavoro di rete che è stato organizzato nel corso di questi anni, attraverso la formula dei permessi collettivi, è possibile effettuare delle uscite di gruppo. E’ stato pertanto possibile portare all’esterno performance teatrali, spettacoli musicali, partecipare a mostre e fiere, essere presenti ad incontri, dibattiti, tavole rotonde, portare testimonianze, effettuare visite guidate ecc. 26 L’individuazione della fascia di utenza a cui è indirizzato questo progetto deve rispondere ai seguenti requisiti: • età compresa tra i 19 ed i 30 anni; • posizione giuridica: preferibilmente definitivi o quantomeno condannati in primo grado; • pena complessiva non superiore ad anni 4 e non inferiore ad 1 anno; • basso indice di pericolosità sociale; • soggetti preferibilmente alla prima esperienza detentiva; • territorialità: preferibilmente appartenenti alla provincia di Salerno, o comunque campani per consentire interventi mirati sul territorio; • stato psicofisico che non comprometta la piena partecipazione alle attività trattamentali. di Vincenzo Incenzo