L`otosclerosi

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Otologia.it | Centro medico di otorinolaringoiatria e chirurgia plastica facciale | L'otosclerosi
Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Febbraio 2009 15:03
Che cos’è l’otosclerosi?
L’otosclerosi è una malattia dell’orecchio interno nella quale si formano dei microscopici focolai
di ossificazione (otospongiosi nella prima fase, otosclerosi nella seconda). Il termine otosclerosi
deriva dal greco "duro" (scler-o) e "orecchio" (oto).
Uno dei punti di ossificazine più frequente è quello a livello della parte anteriore della platina
della staffa (il più piccolo degli ossicini dell’orecchio) che ne determina la progressiva fissità. La
fissità della staffa è la principale causa della perdita uditiva che si verifica nell’otosclerosi.
Da cosa è causata l’otosclerosi?
Si ritiene che circa il 60% delle otosclerosi sano di origine genetica ed è infatti facile riscontrare
una familiarità. Chi ha un genitore con otosclersi ha un 25% circa di probabilità di soffrirne,
percentuale che sale al 50% se entrambi i genitori ne soffrono. Colpisce più frequentemente le
donne e tipicamente si aggrava dopo una gravidanza a testimonianza di una influenza
ormonale sul decorso della malattia.
Con quali sintomi si manifesta?
Il sintomo più frequente è una progressiva diminuzione dell’udito che può accompagnarsi con
l’insorgere di un acufene (ronzio, fischio, sibilo nell’orecchio) o delle lievi vertigini soggettive.
Come si diagnostica?
L’aspetto dell’orecchio è il più delle volte normale e la diagnosi si base sull’esame audiometrico
che può dimostrare una ipoacusia trasmissiva, mista o più raramente neurosensoriale e
sull’esame impedenzometrico che dimostra l’assenza dei riflessi stapediali dovuta alla fissità
della staffa. Nei casi di ipoacusia mista o neurosensoriale la tomografia computerizzata può
dimostrare una demineralizzazione dell’osso che costituisce l’orecchio interno (capsula otica).
La diagnosi di certezza è comunque intraoperatoria.
Come si cura?
Nelle fasi iniziali quando l’ipoacusia è lieve ci si astiene da terapie chirurgiche mentre può
essere utile una terapia medica a base di fluoro che rallenta la progressioe della malattia (pare
determinando una rapida trasformazione dei focolai di otospongiosi in otosclerosi). Quando si è
oramai instaurata una ipoacusia trasmissiva di entità tale da determinare una difficoltà uditiva
nell’orecchio interessato è indicato un intervento di stapedotomia o di stapedectomia.
Nella stapedotomia si pratica un foro nella platina stapediale e si sostituisce la restante parte
della staffa con una protesi. Nella stapedectomia si sostituisce l’intera staffa con una protesi.
Quest’ultimo intervento può determinare una sintomatologia vertiginosa intra e post operatoria
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molto più frequentemente che il primo, che oggi si preferisce.
Il successo in termini di buon ripristino della funzione uditiva è oggi, in mani esperte, superiore
al 90%.
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