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Convegno
L’ETICA DELLA RESPONSABILITÀ
introduzione di Giovanni Monti
Presidente di Legacoop Ravenna
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Gentili ospiti, cari cooperatori,
con il convegno di questa sera, abbiamo voluto arricchire il numeroso quadro delle
iniziative che come Legacoop dell’Emilia Romagna e di Ravenna, abbiamo svolto in
questi mesi sui temi della progettualità e dei nostri valori identitari.
In questi anni abbiamo molto discusso di noi, dei nostri progetti, dei nostri problemi
piccoli e grandi, dei nostri errori, delle nostre idee per lo sviluppo, delle nostre
proposte per affrontare le problematiche degli associati, ma anche della comunità.
Abbiamo svolto centinaia di incontri ed assemblee, coinvolgendo migliaia di soci e
di persone, ragionando di strategie imprenditoriali, di relazioni con il mercato e con le
politiche nazionali ed europee, rileggendo contemporaneamente i nostri valori
fondanti: la solidarietà, la democrazia, l’equità, l’etica, etc...
Abbiamo cercato di riaffermare i nostri valori confrontandoli e accompagnandoli ai
nuovi, per meglio interpretare le spinte che provengono dalla società; riconfermando
la solidarietà verso i singoli e i più deboli, ma anche proponendo la solidarietà tra i
progetti di impresa per fare sistema.
In un mondo dove tutto cambia e le nostre comunità si interrogano sul futuro, noi
stessi dobbiamo mutare ed aggiornarci per potere evitare il declino, in questo
testimoniando la vitalità e la straordinaria modernità della cooperazione, che sa
ribadire antichi ma mai superati valori e proporne di nuovi corrispondendo ai bisogni
emergenti senza falsi revisionismi, ma assicurando una continua evoluzione, che pur
non rinnegando la propria storia, sa con determinazione accettare le sfide della
modernità.
Per i cooperatori un nuovo valore è progettare il futuro, avendo i conti a posto, senza
mai pensare a realizzare il massimo profitto possibile e progettare con la volontà
d’integrarsi dentro e fuori il Movimento cooperativo.
Su questi e su altri presupposti economici e valoriali abbiamo definito un nostro
autonomo e distintivo progetto per il futuro, collegandolo ai bisogni del territorio e
della gente.
Nei nostri congressi abbiamo approvato questo “progetto” che si basa essenzialmente
sulle seguenti linee:


forte innovazione d’impresa
+ R. e S.
+ internazionalizzazione
+ produttività
+ qualità
+ sostenibilità
forte equità nella distribuzione del reddito tra socio e impresa
per rafforzare il capitale intergenerazionale e contemporaneamente dare
buoni redditi ai nostri associati
2

maggiore volontà d’integrazione progettuale
e valorizzazione di Legacoop come Tavolo d’integrazione progettuale
tra le cooperative e nel territorio

elevare gli investimenti nel sapere e nella qualità
del lavoro dei singoli e delle imprese associate, lavorando per costruire
un progetto di diffusione della cultura cooperativa che aiuti a costruire
una nuova generazione di cooperatori

forte rispetto dei valori etici

rivisitazione delle regole democratiche e della governance

a Ravenna abbiamo definito 10
progetti intercooperativi e
interterritoriali su:
infrastrutture e logistica, agricoltura e distribuzione, welfare e sociale,
giovani, nuove fonti energetiche, la casa e le politiche della qualità
urbana, la formazione di una nuova leva di cooperatori ed altri ancora.
Un Progetto cooperativo che coniuga intimamente fattori di impresa e di
competitività con la pratica attuazione dei valori che ha cercato anche di rinverdire
l’originario motto di Nullo Baldini: SOLIDARIETÀ ED INTERESSE.
Abbiamo deciso di scegliere la cultura dello sviluppo e della riprogettazione
sistematica, per dare continuità allo sviluppo, senza dimenticare mai i nostri problemi
ed errori, ma partendo dagli importanti risultati economici e sociali delle nostre
cooperative.
Le performance economiche e la crescita sociale è stata rilevante; negli ultimi 10 anni
a livello nazionale nelle grandi cooperative l’occupazione cresceva del 120% mentre
nell’impresa privata cresceva solo del 5%; non dimentichiamo che concretamente la
qualità e la precarietà del lavoro oggi in cooperativa sono mediamente per l’una
migliore e per l‘altra inferiore alla media del sistema territoriale. Sistema territoriale
caratterizzato da un alto livello di qualità della vita, grazie anche al buon governo dei
nostri Enti locali, ma dove l’illegalità e il lavoro nero sono comunque presenti in
modo significativo e ai limiti della sopportabilità di mercato oltrechè sociale in alcuni
settori. Territori dove cominciano ad affacciarsi fenomeni che potrebbero incrinare la
buona coesione sociale raggiunta: cambia la composizione per età, etnia, religione
della società e la precarietà avanza.
L’illegalità impedisce la libera concorrenza e induce la trasgressione. La mancata
integrazione sociale può produrre disordine, paura, egoismo e alimentare chiusure che
le differenze religiose, razziali e culturali sembrano giustificare.
La predicazione non serve, occorre che le regole valgano in modo rigoroso per tutti e
che siano applicate senza inutili “buonismi” o “ ringhiose intolleranze”.
L’integrazione deve essere una scelta e non uno stato subito e malvolentieri
sopportato.
Il lavoro, e l’attività imprenditoriale sono leve, non le sole ovviamente, che possono
favorire l’integrazione. Praticare, come qualcuno fa, scaltre scorciatoie inducendo al
lavoro nero, al sottosalario, allo sfruttamento senza ritegno, può far arrivare a
pericolose rotture sociali.
Come pure la sicurezza sul lavoro, quale tutela della vita e della salute dei lavoratori,
deve essere un impegno etico irrinunciabile che è parte fondante della stessa
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strategia imprenditoriale e in essa della messa in opera di strumenti di salvaguardia e
controllo.
La cooperazione di Legacoop, che agisce in settori dove l’incidenza degli infortuni
sul lavoro è intrinsecamente alta, lancia con questa iniziativa una proposta concreta:
chiediamo al Tavolo dell’economia provinciale di studiare e proporre un “codice
etico territoriale ” che si proponga di aumentare la tutela della sicurezza sul lavoro.
Uno strumento che contribuisca a fare dei nostri territori un punto di riferimento
avanzato e condiviso di garanzie e tutela”.
Nel Gennaio 2007, abbiamo affidato ad una società specializzata, seria ed affidabile,
coordinata dal prof. Feltrin, un’indagine telefonica di circa 1.000 persone in
provincia, sulla percezione da parte dei ravennati del ruolo della cooperazione e di
Legacoop in particolare.
Partendo da questa indagine, il Prof. Pombeni svolgerà la relazione di questo
incontro-tavola rotonda.
Sono emersi risultati positivi (quasi il 70% della popolazione dà un buon giudizio sul
nostro operare) ma che ci inducono a riflettere per quel che riguarda le nuove
generazioni.
Nessun risultato viene mai raggiunto “gratuitamente” e mai il risultato raggiunto una
volta, lo è per sempre, in particolare in questa epoca dove tutto cambia e si
riposiziona rapidamente.
I nostri tempi e le sfide che ci propongono, devono indurci a trasformare le criticità in
potenzialità e ad individuare un alto senso di responsabilità collettiva e individuale.
Siamo di fronte ancora una volta alla moderna coniugazione di etica della
responsabilità”. Occorre cioè dimostrare che etica è anzitutto fare ciò che si
preannuncia come progetto e come valore. Farlo percepire concretamente alla gente.
Etica è quindi per noi coerenza con gli obiettivi proclamati e trasparenza nella
valutazione dei risultati.
La nostra società ha urgenza di colmare un vuoto morale e di valori. C’è necessità di
un impegno di tutti nel rinnovarsi: la politica, le istituzioni, le imprese, le strutture
associative e le organizzazioni sociali in generale.
Le forme di rappresentanza dovranno rinnovarsi.
Tale sforzo deve fondarsi contestualmente su una precisa assunzione di responsabilità
di ciascuna organizzazione e sull’esatta consapevolezza che la ricerca di nuove
soluzioni e assetti deve prevedere un confronto reciproco se si vuole contribuire ad
un’evoluzione equilibrata della società.
Per quanto ci riguarda noi pensiamo che l’etica sia la cerniera tra valori annunciati e
comportamenti concretamente praticati.
Essa è quindi il terreno di verifica, di intima coerenza tra le enunciazioni e i fatti,
altrimenti si esaurisce in una vuota enunciazione di propositi, in un mascheramento
dietro al quale nascondersi per fare gli affari.
Permettetemi di raccontarvi una storiella vera, molto istruttiva:
“due importanti società produttrici di videogiochi (delle quali data la fama
mondiale omettiamo di citarne i nomi) si trovarono pressoché nello stesso periodo
di fronte alla proposta di due videogiochi assai simili nella trama ed entrambi
caratterizzati da un’inaudita violenza. Una delle società, rifiutò di produrlo, l’altra
invece decise di procedere.
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Il risultato fu che il videogioco ebbe un enorme successo e la società che si era
rifiutata di produrlo registrò un calo verticale delle vendite. Nel Consiglio di
Amministrazione della stessa si sviluppò un acceso dibattito, del quale non dirò
l’esito”.
La domanda è: se ognuno di noi fosse stato membro del Consiglio, che posizione
avrebbe assunto? Ovviamente l’alternativa era tra confermare la scelta del
management, prendendo atto delle perdite di mercato con le inevitabili conseguenze
sui dividendi, oppure contestare le scelte stesse e sostituire i dirigenti.
Una bella domanda!!! La coerenza etica ha un costo se concretamente praticata.
Le nuove sfide nel mondo e nei territori si vincono con maggiore integrazione,
organizzazione, sistema e cultura. Affrontando le nuove povertà: la precarietà da non
confondere con l’opportuna flessibilità, la scarsa diffusione della cultura rispetto
all’Europa, il nuovo individualismo, la frammentazione sociale e politica, la diffusa
inefficienza, la disuguaglianza.
Riconosciamo alla politica un ruolo essenziale; per affrontare il futuro occorre rifarsi
all’alto senso della missione politica e alla sua capacità di darsi un progetto per il
futuro.
Condividiamo il disegno programmatico del Governo Prodi ma non comprendiamo la
frammentazione delle posizioni per realizzarlo.
Qualche esempio: bene il risanamento, l’equità della tassazione, le liberalizzazioni;
male l’indulto (vissuto come nuova insicurezza da molti cittadini), la continua
litigiosità fra i Ministri, la frenata sugli investimenti infrastrutturali, la scarsa ricerca
in alcuni comparti delle soluzioni di discontinuità capaci di creare alternative credibili
ad uno “status quo” oramai insostenibile.
Spesso prevale un insensato spirito di parte rispetto alla coalizione, per garantire una
presunta visibilità dei singoli partiti, che nel concreto agli occhi dei cittadini, sempre
più insofferenti e smarriti, si traduce nella consapevolezza della precarietà e della
confusione.
Anche in questo caso è indispensabile “uno scatto etico”, la coerenza verso lo spirito
di coalizione rispetto alle singole esigenze.
Si ha spesso l’impressione che le varie forze politiche trasformino le loro opinioni in
valori irrinunciabili dimenticando che essi, i valori della coalizione, lo sono
solamente se condivisi da tutte le sue componenti.
Sarebbe il caso di pensare a quello che unisce, senza enfatizzare un malinteso senso
della diversità, che inevitabilmente conduce alla divaricazione e alla distinzione.
Occorre evitare che il qualunquismo prenda ulteriore piede, portando la
rappresentanza politica a rischi seri di ulteriore perdita di credibilità.
La positiva riforma del Paese impostata in questo ultimo anno rischia il naufragio; per
evitare ciò occorre uno spirito istituzionale molto più consistente, senza confusioni tra
Governo e opposizione ma anche senza gravi, inutili ed oziose divaricazioni anche
sulle questioni di interesse nazionale.
In tal senso condividiamo pienamente lo spirito delle parole pronunciate in occasione
della festa del 2 Giugno dal Presidente Napolitano.
Bene le politiche regionali rivolte al sociale, all’innovazione tecnologica e la nuova
legge sulla cooperazione.
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Questa sera, abbiamo voluto creare, come Legacoop regionale e di Ravenna,
un’ulteriore occasione di confronto sull’etica e il suo coniugarsi con il senso della
responsabilità.
Lo facciamo ad un anno e mezzo dalla vicenda Unipol, a quattro anni dalla crisi della
Cooperativa Costruttori di Argenta, in pieno caso Coopservice.
Queste situazioni ci hanno fatto riflettere, assumere decisioni concrete di solidarietà,
allontanare dirigenti di primo piano che hanno agito eticamente in modo errato e
deprecabile.
Abbiamo dato un concreto segnale per la tutela del patrimonio intergenerazionale mai
divisibile tra i soci ed ancor peggio, tra una parte dei soci; è il caso della Coopservice
di Reggio Emilia.
Tutto ciò però, non può farci dimenticare
ottenuti e praticati.
risultati, progetti, idee e valori
Finisco ringraziando tutti voi e i nostri ospiti avanzando tre proposte da realizzarsi
concretamente e, per meglio leggere i bisogni delle nuove generazioni:
prima proposta
a fianco dello sportello per la promozione dell’imprenditorialità autogestita in
cooperativa, creare un gruppo “GIOVANI E PARI OPPORTUNITÀ” , costituito da giovani
sotto i 35 anni provenienti sia dalle cooperative associate che dai sistemi associativi,
sindacali e scolastici;
seconda proposta
costituire, su nomina della Direzione, una commissione etica composta al 50% da
persone appartenenti al movimento cooperativo e per il restante 50% da persone
provenienti dall’esterno, curando le pluralità culturale e istituzionale, coordinato da
una persona di prestigio e di indiscussa moralità, del nostro territorio;
terza proposta
il codice di comportamento già approvato dalle singole cooperative ravennati che
vincola le cooperative stesse a fornire dati economici patrimoniali, precise
informazioni sulla governance e anche codici etici cooperativi.
In tal senso, il Consiglio di Presidenza funzionerà come “Foro interno” che valuterà la
buona applicazione di tali codici onde evitare che essi si trasformino in proclami che
rimangono solo sulla carta.
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