Mal di pancia: cosa mangio?

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SPECIALISTA IN ENDOCRINOLOGIA
Via Emilia Romagna 3 – 94100 ENNA
Tel.: 0935.531582, Cell:339.4261511
MAL DI PANCIA : COSA MANGIO?
Con il termine “dispepsia” si indica una condizione patologica caratterizzata da
irregolarità della funzione digestiva con dolore e/o fastidio continuo localizzato nella
parte centrale dell’addome appena sopra l’ombelico e appena sotto le costole (questa zona
è detta “epigastrio”). La dispepsia può essere “organica”, nel caso in cui sia causata da
patologie quali esofagite, gastrite, duodenite, pancreatite, epatite e malattie della via
biliare, o “funzionale” nel caso in cui il disturbo non è causato da una malattia.
Nei vari studi che si sono eseguiti non è stata provata una particolare correlazione tra
determinati regimi dietetici e la cura della malattia; tuttavia si suggerisce di non
mangiare ciò che peggiora la condizione di salute e pertanto il consiglio alimentare si basa
sulla sintomatologia prevalente lamentata dal paziente.
Sindrome del colon irritabile
Si tratta di una patologia cronica, caratterizzata da acutizzazione e scomparsa dei
sintomi che possono essere di diversa entità e sono
rappresentati principalmente da dolore addominale,
meteorismo, flatulenza, stipsi e diarrea. Questi
sintomi, più che a una modificata capacità di
movimenti intestinali, sono dovuti ad una anomala
regolazione della relazione tra il sistema nervoso
centrale e il sistema nervoso viscerale alla base della quale possono esserci diverse cause:
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genetiche, psicologiche, sociali, biologiche ed anche situazioni di stress. Tuttavia è bene
sottolineare che la sindrome del colon irritabile è una malattia benigna che non predispone
allo sviluppo di neoplasie e che non necessita di particolari ed approfonditi accertamenti
diagnostici. La terapia, in relazione alla gravità dei sintomi, si basa su modifiche del
regime dietetico da associare eventualmente, nelle forme più gravi, ad una terapia
farmacologica. Importante nella cura di questa malattia è anche il rilassamento, la
neutralizzazione della tensione emotiva e l’individuazione dei fattori di stress e dei
pensieri che aumentano la sensazione di sofferenza (utile può essere, in tal senso,
praticare yoga, ipnosi, terapia cognitivo comportamentale).
Per ciò che concerne il trattamento dietetico è necessario evitare l’assunzione di
latticini e fibre, sia per pazienti con prevalente dolore e meteorismo che per i pazienti
con stipsi e diarrea. Nel caso di pazienti con dolore, gonfiore e diarrea limitare o evitare
latte e alimenti contenenti lattosio, zuccheri ad elevata concentrazione di fruttosio e
sorbitolo, alimenti flatogeni; nel caso di pazienti con stipsi e diarrea è consigliato bere
molta acqua (almeno 1,5l al giorno), verdura cotta o cruda, frutta (preferibilmente lontano
dai pasti) ed in generale alimenti ad elevato contenuto di fibre. Nel caso di diarrea
evitare o limitare elementi a base di latte e latticini.
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Meteorismo/ flatulenza
Meteorismo (distensione addominale), eruttazioni, borborigmi (rumori addominali) e
flatulenza sono i sintomi che possono presentare i soggetti che lamentano eccessiva
presenza di gas nel tratto gastroenterico che ha tre principali origini: la deglutizione
(azoto e ossigeno), le reazioni chimiche che avvengono nello stomaco (anidride carbonica)
e la fermentazione intestinale batterica del colon (idrogeno e metano). Ad eccezione del
gas prodotto a livello gastrico durante la digestione che è impossibile modificare
intervenendo sulle abitudini alimentari, è invece possibile intervenire sull’aria deglutita e
durante la fermentazione intestinale.
Per quanto riguarda l’aria deglutita è noto che le bevande gassate o gli alimenti che
contengono aria nella loro preparazione (ad esempio la panna montata) possono aumentare
l’aria presente nello stomaco e aggravare la sensazione di pienezza; lo stesso avviene
quando si mangiano dolci e cibi appetitosi che aumentano la salivazione e di conseguenza il
numero delle deglutizioni. E’, inoltre, opportuno evitare il fumo, la gomma da masticare, le
conversazioni a tavola e tutto ciò che aumenta la deglutizione.
Nel caso di eccessiva produzione gastrica di gas si dovrebbero evitare i cibi grassi che
prolungano la digestione rallentando lo svuotamento gastrico e provocando il gonfiore
della parte superiore dell’addome e le eruttazioni.
Per evitare, invece, l’eccessiva produzione di gas nel colon è opportuno evitare latte e
formaggi non stagionati, i pasti troppo ricchi di carboidrati semplici (cioè il glucosio, gli
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zuccheri presenti nella frutta, nel latte) che vengono fermentati nel colon dai batteri, i
legumi e gli elementi ad alto contenuto di fibre.
Colelitiasi
La presenza di calcoli nella colecisti (“litiasi“) è una patologia molto diffusa, tra le cui
cause sono da ricordare l’obesità ed
alcune scorrette abitudini alimentari.
La maggior parte dei soggetti con
calcoli alla colecisti non presentano
sintomi;
tuttavia
sono
possibili
sintomi variabili che vanno da lievi
dolori all’addome superiore destro a vere e proprie coliche addominali. In ogni caso è utile
modificare la dieta, limitando l’assunzione di alcuni alimenti che sono ritenuti fattori di
rischio per la litiasi.
Nel caso di alimentazione ipocalorica lo spostamento di colesterolo dai depositi di
grasso, dovuti ad una importante riduzione di apporto calorico, e la conseguente
escrezione con la bile comporta sia la comparsa di calcoli e “fango” biliare che lo sviluppo
di sintomi e di coliche in pazienti che erano già portatori di calcoli biliari.
Nel caso di alimentazione ipercalorica è molto frequente la formazione di calcoli della
colecisti soprattutto nei soggetti più giovani.
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I calcoli della colecisti si sviluppano più facilmente nei soggetti che non fanno colazione
o che bevono solo una tazza di caffé; al contrario fare spuntini e merende si associa a una
minore frequenza della malattia.
E’ consigliabile limitare l’assunzione di uova, cioccolato, cibi grassi e fritti e alcolici.
Uova, cioccolato e cibi grassi possono provocare coliche biliari sia in soggetti con calcoli
sia in quelli senza. Si pensa che gli alcolici a bassa dose possano svolgere un’azione
preventiva alla formazione di calcoli, ma a dosi eccessive si associano a maggiore
frequenza di litiasi della colecisti.
Malattia da reflusso gastroesofageo ed esofagite
Si tratta di malattie i cui sintomo sono il bruciore localizzato dietro lo sterno e il
rigurgito acido che sono causati dall’aumento dei succhi digestivi prodotti dallo stomaco,
da alterata motilità dell’esofago e dello stomaco e da una alterata sensibilità all’acido
della mucosa esofagea. Anche in questo caso, oltre alla terapia farmacologica importante
è:

correggere il soprappeso che è associato a ad un eccessivo deposito di grasso
addominale che determina un aumento della pressione interna dell’addome
comprimendo lo stomaco e favorendo il reflusso.

Eliminare il fumo di sigaretta che può aumentare sia la secrezione gastrica che la
frequenza degli episodi di reflusso, rilasciando lo sfintere tra esofago e stomaco.
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Lo sfintere esofageo inferiore è una struttura ad anello che funge da barriera
contro il reflusso di acido proveniente dallo stomaco nell’esofago.

Limitare o non assumere tè, caffé, spezie e aromi che possono aumentare sia la
secrezione degli acidi sia la motilità intestinale comportando un aumento della
sintomatologia dolorosa; menta, cioccolato e alcol, analogamente a quanto succede
con il fumo di sigaretta, diminuisce la pressione dello sfintere esofageo inferiore.
Talvolta anche l’assunzione di bevande gassate, causando eruttazioni, può favorire
il reflusso di acido nell’esofago. E’ consigliato limitare o non assumere cibi grassi e
fritti che rallentano lo svuotamento gastrico soprattutto per quei soggetti che
hanno una digestione lenta e dolore epigastrico (ossia localizzato in quella parte
della pancia compresa tra le arcate costali) e le spremute di agrumi e succo di
pomodoro che possono provocare dolore o bruciore in corrispondenza dell’esofago.

Alzare la testata al letto per ridurre la frequenza e l’intensità degli episodi di
reflusso, in associazione alla terapia farmacologica.

Non indossare indumenti stretti (pantaloni e cinture) che possono aumentare la
pressione a livello dell’addome comprimendo lo stomaco e favorendo il reflusso.

Non coricarsi subito dopo pranzo/cena perché è in questo momento che avvengono
più frequentemente gli episodi di reflusso.
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Consigli dietetici in base alla patologia gastroenterica
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Alimenti con elevato contenuto di fibre (che rallentano lo svuotamento gastrico)
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