IL SESTANTE

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IL SESTANTE (COSTRUITO IN CASA)
Il sestante è uno strumento per misurare angoli. Può essere considerato come un goniometro: con il
goniometro si può misurare l’angolo tra due linee disegnata su un foglio, con il sestante si può
misurare l’angolo tra le linee che passano tra il tuo punto di osservazione e due punti abbastanza
distanti attorno a te.
Un particolare uso del sestante è misurare gli angoli tra la direzione di un corpo celeste, per esempio
una stella, e il piano orizzontale che passa attraverso l’osservatore. In altre parole, la distanza
angolare tra una stella e l’orizzonte: Questa misura è chiamata “altezza” della stella.
Bisogna notare che il termine “altezza” non ha lo stesso significato dell’altezza sopra il terreno:
l’altezza (di un edificio,di una montagna o di un aereo) è misurata in metri, l’altezza del corpo
celeste è misurata in gradi, primi e secondi.
Ci sono tanti tipi di sestanti. I sestanti marini sono usati per misurare l’altezza del corpo celeste al
mare, dove normalmente si può vedere sia la stella che l’orizzonte. Questa misura è usata, insieme
ad un orologio preciso e una tavola nautica (o un calcolatore) per calcolare la posizione
dell’imbarcazione nel mezzo dell’oceano, dove le stelle sono l’unico riferimento. I sestanti marini
sono degli strumenti di precisione, con specchi , indici e micrometri calibrati, progettati
specificamente per consentire una misura precisa anche sul ponte di una nave sballottata dalle onde.
Anche se sono molto accurati i sestanti marini sono poco utili quando non si può vedere l’orizzonte,
come avviene solitamente in città, dove il bordo inferiore del cielo è generalmente il palazzo di
fronte a noi o i tetti delle case, scuole, uffici più o meno distanti. In questi casi un sestante marino
può essere equipaggiato con un orizzonte artificiale ma questo aumenta la complicazione e il costo.
Un sestante terrestre può sfruttare il fatto che, diversamente dai sestanti marini, può essere usato in
una postazione stabile. Possono essere usati su un tavolo, con un riferimento orizzontale affidabile
e non è necessario che siano piccoli perché non bisogna tenerli con una mano come i sestanti usati
in mare. Il nostro sestante è naturalmente di tipo terrestre: è abbastanza grande, in confronto a
quello marino, e deve essere poggiato su un tavolo. D’altra parte è certamente economico, molto
semplice da costruire e nonostante ciò, ragionevolmente accurato. “Ragionevolmente” significa che
con un po’ di attenzione questo sestante può fornire una misura generalmente entro mezzo grado dal
valore vero, cioè con una accuratezza di più o meno 0,5°. Questa precisione non è probabilmente
sufficiente se occorre stabilire la propria posizione in mare ( questo potrebbe portare ad un errore di
più di 50 km nella stima della posizione) ma è più di quanto generalmente occorre per identificare
una stella o un pianeta, data la sua posizione attesa, in termini di altezza e azimut, in un dato
momento e luogo.
Per semplificare la costruzione questo sestante è abbastanza simile ad antichi strumenti di misura
usati da astronomi e marinai arabi e europei alcuni secoli fa, in particolare il cosiddetto “bastone di
Giacobbe” il quadrante e il Kamal.
COME USARE IL SESTANTE
1) Preparare un tavolo piano e abbastanza più largo della base del sestante.
2) Livellare il tavolo usando una livella a bolla: mettere degli spessori di legno o plastica sotto
le gambe del tavolo per metterlo in piano; controllare l’allineamento in ogni direzione.
Bisogna ricordare che la superficie del tavolo sarà il piano di riferimento orizzontale e
quindi più accurato sarà il livellamento, più precise saranno le misure.
3) Ruotare il sestante in modo che punti approssimativamente alla direzione del corpo celeste.
4) Guardare nello specchio e cercare l’immagine riflessa del corpo celeste.
5) Inquadrare l’immagine del corpo celeste nel primo mirino ( il piccolo foro vicino allo
specchio). Notare che il sestante ha due coppie di mirini, una per le altezze minori di 60° ed
un’altra per le altezze superiori a 60°. Quando si è in dubbio è bene provare prima i mirini
per le altezze inferiori,
6) Muovere il cursore lungo la base del sestante finché l’immagine della stella nello specchio
appare attraverso i mirini.
7) Tenere in posizione il cursore e leggere la misura; per mantenere gli occhi abituati
all’oscurità si può usare una luce rossa a bassa intensità per leggere l’indice. Se sono stati
usati i mirini e le altezze maggiori bisogna ricordare di aggiungere 45° al valore letto.
Questa è l’altezza del corpo celeste.
8) Allineare la bussola con la base del sestante e leggere l’azimut della stella; la precisione di
questa misura è di circa più o meno 5°.
9) Annotare l’altezza, l’azimut e l’ora esatta dell’osservazione ed usare una tabella calcolata
per identificare il corpo celeste.
10) Esempio: a Roma (41° 54’ 24” N, 12° 25’ 12”E ) alle 23,20 del 4 aprile 2011 per un corpo
celeste si misura un’altezza di 32° ed un azimut di 305°; inserendo questi valori nella
pagina web della Marina degli Stati Uniti(http://aa.usno.navy.mil/data/docs/celnavtable.php)
si otterrà una tabella delle stelle più luminose con i loro valori calcolati di altezza e azimut.
Guardando la tabella si vede facilmente che la stella osservata era Capella, la Capretta.
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