Comunità Volontari per il Mondo relazione di Giovanna Cipollari - CVM PREMESSA Nell’odierna società, diventata rapidamente multietnica, l’Educazione Interculturale ha la funzione di catalizzare l’attenzione sulle sue attuali profonde trasformazioni. La presenza degli immigrati e la loro coabitazione rappresentano i segni di un cambiamento che richiede la ristrutturazione di un pensiero in grado di superare riduttive visioni autoreferenziali. Esse infatti non forniscono saperi utili alle future generazioni, che hanno bisogno di un nuovo ethos, in cui il principio dell’inclusione, unito al rispetto delle differenze nella loro specificità, diventi il parametro di riferimento. La questione è dunque di natura culturale, perché è proprio la cultura che può offrire gli strumenti per affrontare i cambiamenti epocali in atto. Nel villaggio globale sempre più multietnico e interculturale, la relazione e la corresponsabilità diventano quindi i punti cardine di una nuova visione del mondo. L’inscindibile relazione tra antropologia ed epistemologia, tra visione dell’uomo e saperi funzionali alla costruzione d’identità, chiama in causa la scuola. Saperi frammentari, opachi e disordinati, in cui prevale la contrapposizione cittadino-straniero, amico-nemico, caratterizzano ancora le discipline scolastiche a sostegno dell’antropologia di un uomo insulare, che ha generato soggetti scarsamente capaci di identificarsi negli altri e di interrogarsi rispetto alla Natura. L’antropologia del terzo millennio, per essere adeguata alle dinamiche del cambiamento, deve rifiutare la visione solipsistica etnocentrica e promuovere quella della condivisione, per poter costruire un soggetto relazionale proteso alla coevoluzione interculturale e alla ricomposizione di un’armonia, che includa le differenze e la pluralità degli sguardi. Poiché tale concezione non è innata, va preparata attraverso un progetto educativo, in cui emerge come essenziale il ruolo più propriamente formativo della scuola pubblica. Si tratta di mettere a disposizione e di far circolare materiali metodologici e didattici che evidenzino le contaminazioni con le culture altre e superino il riduzionismo meccanicistico di un positivismo, orientato a esaltare una scienza slegata dall’etica e chiusa in un determinismo deresponsabilizzante. Il nuovo paradigma della Ricerca Universitaria è quello della congiunzione, che mette in luce le interconnessioni sistemiche caratterizzanti i saperi utili alle nuove generazioni, chiamate all’impegno etico della corresponsabilità nella gestione del Bene Comune, la res publica. Solo l’interiorizzazione di questa etica può permette di superare visioni etnocentriche che generano gli atteggiamenti xenofobi e razzisti, caratterizzanti le piazze europee. Sulla spinta di queste riflessioni si è avviato un progetto di revisione culturale del “canone”, elemento fondante le scelte dei programmi scolastici. REVISIONE CULTURALE 1. Storia di un Progetto Le radici storiche del Progetto sono molto lontane nel tempo e derivano da una proposta della Focsiv (Federazione degli organismi cristiani di servizio internazionale volontario) che, negli 198084, istituì un gruppo di studio per elaborare un programma di sperimentazione sull’Educazione allo Sviluppo da attivare nelle scuole. Dalla Commissione, coordinata dal prof. Elio Damiano, docente di Didattica all’Università di Parma, nacque il gruppo ESCI, acronimo di Educazione allo Sviluppo e alla Cooperazione Internazionale, che presentava una definizione di Sviluppo con cui selezionare i contenuti e gli argomenti da veicolare attraverso le discipline scolastiche. Chiusa la prima fase prevalentemente di studio, il gruppo CVM – ESCI (Comunità Volontari per il Mondo) proseguì con la sperimentazione in classe di Unità di Lavoro, documentate nella Collana “Nuove prospettive”. Rivisitato l’acronimo ESCI - che negli anni ’90, in linea con i nuovi orientamenti didattici, divenne 1 Educazione alla Cooperazione, alla Solidarietà e all’Intercultura - il gruppo ESCI-CVM promosse nell’anno scolastico 2000-01 con l’IRRE Marche e l’Istituto di Sociologia della Facoltà d’Economia e Commercio di Ancona, una Ricerca finalizzata a conoscere lo stato dell’arte dell’Educazione Interculturale nella Regione marchigiana. Sulla base dei dati raccolti, in collaborazione con il prof. Elio Damiano, esperto anche di Educazione Interculturale a livello nazionale ed internazionale, si avviò un Progetto pluriennale denominato “Oltre l’etnocentrismo” volto a: 1. analizzare i libri di testo della scuola di base utilizzando criteri e logiche interculturali; 2. revisionare le discipline in chiave interculturale; 3. elaborare matrici curricolari e sperimentare moduli didattici nella scuola di base del Primo Ciclo con l’applicazione di metodologie conformi alle finalità del progetto. 1. L’analisi dei libri di testo, realizzata negli anni 2003-04 attraverso una Ricerca Azione coordinata dal prof. Agostino Portera, docente di Pedagogia Interculturale e direttore del Dipartimento di Scienze dell’Educazione e del Centro Studi Interculturali dell’Università di Verona, fu finalizzata a: 1) accertare la presenza di stereotipi nei manuali; 2) favorire una Ricerca Formativa dei docenti chiamati a modificare le pratiche d’aula in linea con una sensibilità interculturale; 3) fornire strumenti di riflessione ai curatori dei libri di testo e alle case editrici. Alla ricerca hanno partecipato sessanta docenti delle scuole marchigiane e gli esiti sono documentati nel testo A. Portera - G. Cipollari: Cultura, Culture, Intercultura, Regione Marche, 2004. 2. La revisione delle discipline in chiave interculturale fu avviata con una serie di Seminari a livello regionale e nazionale per sensibilizzare dirigenti scolastici, docenti e ricercatori all’esigenza di una revisione epistemologica delle materie di studio, coerente con la visione di un’Educazione Interculturale intesa come la condizione di una nuova normalità dell’Educazione. I Seminari hanno avuto come relatori docenti universitari impegnati nella Ricerca della dimensione mondialistica dei saperi: in particolare per la storia Antonio Brusa - docente all’Università di Bari, Luigi Cajani docente all’Università di Roma e Maurizio Gusso – presidente dell’Iris (Insegnamento e ricerca interdisciplinare della storia); per l’italiano Armando Gnisci - docente di Letterature comparate all’Università “La Sapienza” di Roma e Remo Ceserani - docente all’Università di Bologna presso il Centro di teoria e storia comparata della letteratura; per la matematica Giorgio Bagni - docente all’Università di Udine, Pierluigi Pizzamiglio - docente all’Università Cattolica Sede di Brescia e Franco Favilli - docente all’Università di Pisa; per la geografia Catia Brunelli - Università di Urbino; per l’Educazione alla cittadinanza, Alessandro Cavalli - docente all’Università di Pavia. 3. L’elaborazione di matrici curricolari è iniziata sulla base di reading, commissionati nel luglio 2003 da CVM e IRRE Marche a docenti e ricercatori universitari - comprensivi di testi relativi a: • scambi e contaminazioni storiche ed attuali fra le culture altre e quella occidentale; • condizioni di Soggetti migranti in transizione identitaria all’interno delle società multiculturali, multietniche, multireligiose in via di costituzione. Analogamente agli esiti delle altre precedenti ricerche, anche quelli relativi a questa fase del progetto sono stati debitamente documentati e depositati negli archivi dell’ex - Irre Marche. Coerentemente con tale approfondimento e queste fonti, lo staff di formatori CVM-IRRE ha poi trasformato i saperi della Ricerca in saperi scolastici per renderli “insegnabili”, costruendo, dapprima un repertorio disciplinare con i concetti “interculturali” estrapolati dai reading, successivamente, un catalogo curricolare con i concetti utilizzabili a scuola. Infine il gruppo di ricerca ha elaborato una prima ipotesi di matrice curricolare in cui i concetti individuati precedentemente sono stati distribuiti lungo l’asse della programmazione educativo-didattica curricolare, prevista dalla scuola italiana. Questa scansione operativa è ancora in fieri ed è tuttora oggetto di monitoraggio attraverso una Ricerca Azione centrata sulla sperimentazione in contesto d’aula di moduli e metodi didattici. Il fine dell’attività di indagine in corso è quello di verificare il rapporto tra teoria e pratica, per 2 comprendere quanto di ciò che si è pensato può veramente realizzarsi, quali siano le modalità attraverso le quali processi empirici possano essere tradotti in prassi accreditate e ripetibili, seppur costantemente passibili di ulteriori e infinite rivisitazioni. Alla luce di siffatte riflessioni si potrà procedere nel tempo alla definizione sempre più rigorosa di una matrice curricolare interculturale spendibile a scuola. Di questo cammino rappresenta una tappa significativa la pubblicazione: “AA.VV., Oltre l’etnocentrismo: i saperi al di là dell’occidente”, ed. Emi, Città di Castello (PG), 2007, Collana “Interculturarsi”. 2. Stato dell’arte Nel corso del 2007 si è verificata una forte convergenza con il MPI che, sia nell’ambito dell’Osservatorio Intercultura sia nel documento “La via italiana per la scuola interculturale e l’integrazione degli alunni stranieri”, evidenzia la necessità di una revisione interculturale dei curricoli. Da qui la nuova denominazione del progetto “La revisione dei curricoli in chiave interculturale a sostegno dell’autonomia scolastica”, alla base dei i tre Seminari Nazionali nelle Marche del 2007, 2008 e 2009, organizzati da CVM in collaborazione con la Piattaforma EAS delle Organizzazioni Non Governative Italiane (ONG). Essi rappresentano tappe molto significative, sia per il confronto aperto a livello di ricerca universitaria internazionale, sia per la documentazione della Ricerca - Azione svolta da scuole e ONG tuttora in atto, sia - infine - per la attivazione di numerosi laboratori di Educazione Interculturale tra scuola e territorio. Attualmente la Ricerca - Azione è realizzata da una rete di scuole marchigiane; ma negli anni, tuttavia, sono andate via via aumentando le realtà scolastiche interessate al progetto e, attualmente, la proposta in atto coinvolge un’ampia parte del territorio nazionale (Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Sardegna, Lazio, Abruzzo). I Ricercatori Armando Gnisci dell’Università la Sapienza di Roma per italiano, Antonio Brusa dell’Università di Bari per storia, Franco Favilli dell’Università di Pisa per matematica, Elena Camino dell’Università di Torino per scienze, Catia Brunelli dell’Università di Urbino per geografia, Franco Pasquino dell’Università di Bologna per educazione alla cittadinanza, stanno svolgendo seminari di formazione per docenti che, accompagnati da Formatori ANSAS-CVM, traducono in pratiche d’aula le proposte provenienti dal mondo della Ricerca. I Ricercatori, nella piena consapevolezza dei limiti degli attuali libri di testo circolanti nella scuola italiana, sono stati invitati alla: riflessione su pluralismo, laicità e complessità nella cultura scolastica, partendo dalla ricostruzione socio-genetica e psico-genetica dei saperi, riesaminati nelle loro origini e trasformazioni. (Che tipo di sapere è stato? Con quali metodologie si è costituito? Con quali altri saperi si è associato? Come è cambiato nel tempo? Che influenze ha esercitato?); revisione disciplinare alla luce delle nuove conquiste del pensiero a livello di Ricerca mondiale; produzione di testi e materiali (pagine antologiche, dispense, saggi scientifici…) che evidenzino le interdipendenze, le coevoluzioni, le contaminazioni e le mutualità migranti presenti nella cultura mondiale, superando una logica di divisione e contrapposizione di culture secondo una matrice etnocentrica; accompagnamento nella Ricerca Azione condotta da docenti impegnati nella sperimentazione dei nuovi materiali in contesto d’aula; completamento di testi e/o materiali prodotti dalla Ricerca con supporto di commento e di bibliografia argomentata. 3. Prospettive La Ricerca - Azione continuerà nei prossimi anni attraverso la metodologia ormai consolidato di una rete operativa che collega Docenti Universitari, impegnati nell’elaborazione di materiali inediti 3 legati alla revisione epistemologica delle discipline, Formatori, in qualità di tutor in grado di accompagnare tutta la sperimentazione come elementi di collegamento tra Ricerca Universitaria e Scuola di base, Insegnanti in Servizio, i docenti partecipanti alla ricerca operativa sostenuti dallo Staff di Formatori e dagli Esperti disciplinaristi dell’Università. La valutazione dell’intero progetto verrà affidata a Consulenti esterni. Contemporaneamente occorrerà operare su quattro aree: a. La ricerca andrà perseguita nella produzione dei saperi sia in ambito universitario sia tra i docenti della scuola di base. Se non si svilupperà una ricerca scientifica dotata in se stessa di respiro interculturale, mancherà la condizione prima per una didattica e per un cammino educativo in tal senso. Bisognerà quindi fare il punto sullo stato dello sviluppo dei saperi considerati in chiave interculturale. b. Si dovrà pensare alla questione dei processi di formazione dei futuri insegnanti, facendo fiorire l'approccio interculturale come elemento naturale e fondamentale del loro sapere e della loro preparazione. c. Essenziale sarà la cura nei percorsi di aggiornamento e di formazione permanente dei docenti in servizio. Tali percorsi avranno successo, se saranno a loro volta autentici itinerari di ricerca e non semplici occasioni di informazioni aggiuntive, che lasciano inalterata e rigida la "struttura" dell'atteggiamento didattico abituale. d. Si dovranno approfondire forme, implicazioni, opportunità e difficoltà della didattica interculturale, considerandone tutti gli elementi: la relazione educativa, i processi cognitivi, la strutturazione di tempi e spazi, i libri di testo e così via. È evidente che servirà un approccio integrato, che li consideri insieme pur nella loro diversità, individuandone sia le linee avanzate sia i punti più critici nella scuola italiana attuale e del futuro. Le direttrici verso cui muoversi resteranno quelle di un progetto che mira a favorire la collaborazione tra Università, Scuole di base, Enti di formazione Ong e Territorio, coordinati da un Comitato Scientifico di Ricercatori Universitari, Formatori, Docenti, Responsabili delle politiche culturali del territorio locale e nazionale, per focalizzare sempre meglio la questione del “canone”, come fondamento per le nuove generazioni di una cultura dell’ascolto, del dialogo e della corresponsabilità. Roma, 11.03.2010 4