20 sterilizzazione File - e

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STERILIZZAZIONE
E
DISINFEZIONE
DISINFEZIONE
Procedimento che si prefigge
l’uccisione dei microrganismi
patogeni, inclusi i virus presenti
in un oggetto o in un ambiente.
STERILIZZAZIONE
Procedimento in grado di
uccidere tutti i microrganismi,
patogeni e non, e di inattivare
tutti i virus, presenti in un
oggetto o in un ambiente.
DISINFETTANTI

DENATURANTI LE PROTEINE




OSSIDANTI DEI GRUPPI SH


PER COMBINAZIONE CON SH (Ag, Hg)
PER ALCHILAZIONE DI VARI GRUPPI (aldeidi, ossido di
etilene)
PER ALTRI MECCANISMI (alcooli, fenoli, acidi, basi)
PEROSSIDI, PERMANGANATI, IPOCLORITO, COMPOSTI
IODATI
ATTIVI SULLE MEMBRANE



SOLUBILIZZANTI (alcooli)
TENSIOATTIVI (composti ammonio quaternario)
ALTRI MECCANISMI (clorexidina)
Caratteristiche di un buon disinfettante






Spettro d’azione esteso
Attività germicida.
Attività anche in presenza di sostanze
organiche (sangue, urine, feci, pus).
Maneggevolezza
Attività rapida e persistente (1-10
minuti).
Assenza di tossicità acuta e cronica
Caratteristiche di un buon disinfettante
Non corrosivo
 Non irritante (mucose, cute)
 Non sensibilizzante
 Assenza di resistenza
 Stabile per diluizioni e tempi d’uso
 Costo ragionevole

Aspetti critici della disinfezione

Temperatura: ottimale (20°-37°C)



bassa riduce attività,
alta può inattivare alcuni disinfettanti
Concentrazione: deve essere
adeguata e standard (> MIC) per
evitare selezione di ceppi resistenti
Sterilizzazione

MEZZI FISICI




Calore
Radiazioni
Filtrazione
MEZZI CHIMICI


Liquidi
Gas
Calore


Agisce alterando le strutture macromolecolari dei
microrganismi (principalmente proteine e lipidi)
mediante processi di ossidazione e
denaturazione
Sensibilità dei microorganismi dipendente da
struttura delle macromolecole (> numero legami
ad alta energia > resistenza



Virus nudi >energia = >resistenza
Virus con pericapside <energia = <resistenza
Spore = molti legami S-S = elevata resistenza
Sterilizzazione mediante calore
Tre forme diverse:
Incenerimento o fiamma diretta
 Calore secco
 Calore umido

Incenerimento


Detta anche combustione diretta
E’ un procedimento distruttivo che viene
quindi applicato solo per materiali "a
perdere" (ambiente ospedaliero) e nella
prevenzione della diffusione di epidemie.
Usata per oggetti contaminati, quali bendaggi, carcasse
di animali infetti e rifiuti provenienti da reparti di malattie
infettive
Fiamma diretta


Esposizione alla
fiamma prodotta da
un becco bunsen per
la sterilizzazione
delle anse e delle
spatole (semina
campioni
microbiologici)
La fiamma crea un
cono di sterilità che
permette il lavoro in
asepsi
Calore secco
AGENTE STERILIZZANTE: ARIA
CALDA (CATTIVO CONDUTTORE DI
CALORE E SCARSO POTERE
PENETRANTE)
PROCEDURA: 180-200°C x 60’-90’
LIMITI: NON SI POSSONO
STERILIZZARE MATERIALI UMIDI,
LIQUIDI E PLASTICHERIA
SI USANO STUFE CON
VENTILAZIONE AD ARIA
FORZATA (CONVEZIONE)
DETTE FORNI PASTEUR
APPLICAZIONI: STERILIZZAZIONE
DELLA VETRERIA (INDISPENSABILE)
E DI STRUMENTI METALLICI
Calore umido



AGENTE STERILIZZANTE: VAPORE ACQUEO AD
ELEVATA TEMPERATURA (BUONA CONDUCIBILITA’
TERMICA E ELEVATO POTERE PENETRANTE =
>EFFICIENZA)
Viene utilizzato nelle seguenti forme:
Sterilizzazione frazionata
Vapore fluente
Vapore sotto pressione
Sterilizzazione frazionata
Tindalizzazione:
Utilizza T≤100°C
Si applica ai liquidi che risentono
della sterilizzazione ad alte
temperature
I materiali da sterilizzare vengono
portati alla temperatura di 80°C100°C per 30-60min per 3 giorni
consecutivi.
Durante l’intervallo, incubazione a
30-35°C per consentire la
germinazione delle spore, uccise
poi dal successivo trattamento
termico.
Vapore fluente
Si utilizza una caldaia cilindrica, detta
"pentola di Koch", nella quale si pone sul
fondo l'acqua e, al di sopra, un ripiano
forato sul quale si dispongono i materiali
da sterilizzare
Il vapore ottenuto dall'ebollizione (100°C)
salendo verso l'alto viene così a contatto
con gli oggetti e fuoriesce poi da un foro
praticato nel coperchio.
Vapore sotto pressione
Si utilizzano
apparecchi detti
Autoclavi, simili alla
pentola di Koch ma
con coperchio a
tenuta, in modo
che in essi possa
aumentare la
pressione.
Vapore sotto pressione
AGENTE STERILIZZANTE: VAPORE SATURO SOTTO PRESSIONE
PROCEDURA: CICLI DIFFERENTI IN BASE AL MATERIALE IL PIU’
FREQUENTE E’: 121°C X 15’ (= PRESSIONE +1atm)
LIMITI: NON SI POSSONO STERILIZZARE MATERIALI CHE TEMONO
L’UMIDITA’ (POLVERI, CARTA)
APPLICAZIONI: INDISPENSABILE PER LA STERILIZZAZIONE DEI
LIQUIDI
FASI:
•Rimozione aria dalla camera
•Saturazione camera con vapore
•Raggiungimento temperatura
•Sterilizzazione per tempo stabilito
•Rimozione vapore
Radiazioni
Energia liberata da radiazioni è in grado
di alterare la funzionalità delle
macromolecole fondamentali
Si possono utilizzare radiazioni non
ionizzanti (es. Raggi UV, Microonde) e
radiazioni ionizzanti (Raggi X, Raggi )
Raggi UV
DOSI NECESSARIE PER MICRORGANISMI COMUNI







Frazione UV-C (=200-280nm)
altera stuttura del DNA
Prodotta da lampade a vapori
di mercurio rarefatti
Scarso potere di penetrazione
(rifrazione e diffrazione)
Massimo rendimento a 20°
Attivi su M.tuberculosis
Utile per: Controllo della
contaminazione aria, piani
d’appoggio
Attività limitata a superfici
direttamente esposte a breve
distanza dalla fonte (controllo
sterilità cappe)
MICROORGANISMO
Dose (mJ/cm2)
Bacillus subtilis
(spore)
12.0
Clostridium tetani
4.9
Legionella
pneumophila
2.04
Pseudomonas
aeruginosa
5.5
Streptococcus faecalis
4.5
Hepatitis A virus
11.0
Hepatitis Poliovirus
12.0
Saccharomyces
cerevisiae
6.0
Infectious pancreatic
necrosis
60.0
Radiazioni U.V.
Raggi gamma




Radiazioni ionizzanti prodotte generalmente con 60Co
Alto potere di penetrazione
Sterilizzazione di materiale monouso (siringhe, cateteri, fili di
sutura, ecc. ) già confezionati in buste di plastica impermeabili ai
microrganismi
Viene effettuata solo in particolari strutture
1:pannello di controllo
2: acceleratore
3:camera di irraggiamento
4: nastro trasportatore
Sterilizzazione per filtrazione




Si usa per sostanze
termolabili in fase liquide
o gassosa
Il filtro presenta una
porosità che permette di
trattenere tutti i
microorganismi (0,2μm)
Spesso usate batterie
filtranti a porosità
decrescente
La dimensione dei pori
dei filtri non consente di
eliminare virus
Sterilizzazione chimica



Formaldeide: per superfici, oggetti o locali
(gas irritante, tossico,poco penetrante)
Ozono: fortemente ossidante, altera molti
materiali, adatto per il materiale chirurgico
Ossido di etilene: per materiali termolabili
(PVC, polietilene, alcune gomme); può
formare miscele esplosive con l’aria
Gas-plasma


E’ il quarto stato della materia, risultato dell’azione di un
forte campo energetico sulla materia gassosa che viene
disgregata producendo particelle instabili (ioni, atomi,
radicali liberi neutri) altamente reattive.
Le tecniche utilizzate sono due:




Vapore di perossido d’idrogeno con gas-plasma di perossido
d’idrogeno;
Vapore di ac. Paracetico/perossido d’idrogeno con gas-plasma di
idrogeno, ossigeno ed argon
Il ciclo opera ad una temp. di 37°-44°C per 75 minuti,
compresa areazione finale.
Ha sostituito l’ossido di etilene.
CONTROLLI DI STERILITA’
CONTROLLI FISICI
Verifica parametri con strumenti di misurazione
(termometro, manometri, spie luminose, registratore)
I più importanti tra i controlli sono (UNI EN 285):
 Vuoto test che verifica la perfetta tenuta della camera di
sterilizzazione ,
 il test di Bowie e Dick per la verifica della rimozione
dell’aria e della penetrazione del vapore.
 la prova di umidità residua per verificare la formazione
eccessiva di umidità nel materiale e quindi non sicurezza
di avvenuta sterilizzazione.

CONTROLLI DI STERILITA’
CONTROLLI CHIMICI
 Impiego di sostanze (inchiostri , cere)
che, applicate su supporto di carta,
reagiscono a stimoli fisici (calore,
pressione, umidità), modificandone il
colore e/o la consistenza.
CONTROLLI DI STERILITA’
CONTROLLI BIOLOGICI


Valutano la capacità dell’autoclave di
inattivare i microrganismi presenti nelle
confezioni (normativa UNI EN 285)
Si utilizzano spore altamente resistenti
al calore, la cui mancata sopravvivenza
è indice che il processo di sterilizzazione
è avvenuto
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