MATTIA MORIGI 2E

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SINTESI STORICA : I COMUNI
Intorno all’anno Mille, nelle campagne, cominciano a crearsi le eccedenze che poi vengono
vendute nelle fiere e nei mercati, organizzati o nei centri abbandonati nell’ Alto Medioevo o in
nuovi centri creati appositamente, che iniziano a popolarsi.
Più tardi furono fondati piccoli borghi fuori dalle città. Le città si formano dove anticamente erano
poste le vecchie città romane. I borghi erano abitati dalla popolazione proveniente dalla campagna
e quando il borgo comincia ad espandersi si verifica un vero e proprio aumento demografico.
All’interno del Comune i lavori erano quelli legati alla vita economica come l’armaiolo, artigiano
,maestro, medico…
A mano a mano che le specializzazioni aumentano, gli artigiani cominciano ad unirsi in
corporazioni chiamate anche arti, divise per settore. Le corporazioni erano delle associazioni di
autodifesa degli iscritti e al tempo stesso di controllo del loro comportamento. Per mantenere
l’ordine vengono istituite delle norne (regole) da rispettare.
Il controllo delle città comunali dipendeva dall’arengo, l’assemblea dei cittadini come nell’ antica
Atene di tanti anni prima. L’arengo eleggeva due consoli che si controllavano l’uno con l’altro. Se
non riuscivano a prendere una decisione concreta questa era presa dal podestà, una persona
“forestiera” che quindi non era condizionata da nessuno. Nei comuni la forma di governo era
democratica come nella lontana Atene. Più tardi però il governo delle città dipende dal papa e
dall’imperatore, sempre in lotta tra di loro per possedere il potere universale. Pipino, al suo
tempo, aveva donato al papa il Patrimonio di San Pietro e lo aveva reso un papa-re, e a sua volta il
papa, con l’unzione ,lo aveva reso un re-sacerdote, quindi era lecito che entrambi potevano
possedere il potere universale, dato dall’unione del potere spirituale e quello temporale. Il potere
spirituale era eterno e celeste e dava il controllo sui sacramenti e sulle anime, mentre il potere
temporale delimitato e terreno dava il controllo sulle terre, uomini e tutte quelle cose temporali e
terrene. Il potere universale, lo poteva detenere quindi, sia il papa che l’imperatore. Nel 1075
Gregorio VII emanò il Dictatus papae secondo il quale il Papato doveva detenere il potere
universale. A questo rispose Enrico IV nominando un antipapa (un secondo papa che considera il
primo illegittimo). Dopo una serie di risposte uno contro l’altro, scoppiarono le Lotte per le
investiture in cui la città si divise in due fazioni : i ghibellini (sostenitori dell’imperatore) e i guelfi
(sostenitori del papa).Queste lotte ebbero una pausa solo nel 1122 con il Trattato di Worms. Più
tardi, nel 1155 salì al trono Federico I di Svevia detto Barbarossa e nel 1152 comincia una furiosa
lotta tra Comuni e Impero che si conclude solo dopo la battaglia di Legnano (1176) e la pace di
Costanza (1183) che sancisce la vittoria dei Comuni e un’ulteriore perdita di potere da parte
dell’Impero.
Mattia Morigi 2E
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