QUESTIONI DI PRESCRIZIONE In questa rubrica si pubblica una sintesi dei giudizi sui farmaci di nuova o meno nuova introduzione in Italia, ripresi dalle riviste specializzate “INFORMAZIONI SUI FARMACI”, “DIALOGO SUI FARMACI”, “THE MEDICAL LETTER”, “PRESCRIRE”, “DRUGS AND THERAPEUTICS BULLETIN”, “TREATMENT GUIDELINES”. Guido Giustetto COXIB E TOSSICITÀ CARDIOVASCOLARE Da: INFORMAZIONI SUI FARMACI, 2005, N. 2 In seguito all’emergere di dati che indicavano un possibile aumento del rischio cardiovascolare associato all’uso dei COX-2 inibitori (COXIB), EMEA ed FDA hanno programmato, alla fine dell’anno scorso, una revisione generale dei dati di sicurezza disponibili per questa classe di farmaci. Da una prima analisi, seppur parziale, il Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP - commissione tecnico-scientifica dell’EMEA che si occupa della valutazione dei dati di efficacia e sicurezza dei farmaci per uso umano) ha concluso che le evidenze disponibili confermano un aumento del rischio di eventi avversi cardiovascolari associato all’uso dei COXIB come classe; l’incremento del rischio sembra essere direttamente proporzionale al dosaggio assunto e alla durata del trattamento. In attesa che si concluda la revisione in atto, prevista per il prossimo mese di Aprile 2005, l’EMEA ha deciso di adottare alcune misure restrittive per la prescrizione dei COXIB attualmente commercializzati sul territorio dell’Unione Europea (celecoxib, etoricoxib, parecoxib, valdecoxib e lumiracoxib). N.d.T. Al momento attuale (4/2011) le ultime due molecole non sono in commercio in Italia. 35 • tutti i COXIB sono controindicati nei pazienti con cardiopatia ischemica o ictus; • l’etoricoxib non deve essere prescritto a pazienti con ipertensione non controllata; • i COXIB dovrebbero essere impiegati con cautela nei pazienti con fattori di rischio noti per malattia cardiovascolare (ipertensione, ipercolesterolemia, diabete, fumo di sigaretta) e nei pazienti con arteriopatia periferica; • per quanto riguarda i pazienti già in trattamento con un COXIB, l’eventuale sostituzione con un altro analgesico/antinfiammatorio si dovrà basare sulla storia clinica individuale e dovrà, in ogni caso, essere presa in considerazione nei pazienti che sono andati incontro ad un primo evento cardiovascolare (es. pazienti con un pregresso ictus o TIA o infarto del miocardio); • i COXIB devono essere impiegati al minimo dosaggio efficace per il minor tempo possibile. L’AIFA, di concerto con l’EMEA, ha predisposto una revisione delle schede tecniche e foglietti illustrativi delle specialità contenenti COX-2 inibitori mentre le aziende farmaceutiche provvederanno all’invio ai medici di una Nota informativa per aggiornarli delle nuove limitazioni prescrittive. A completamento/rafforzamento di questa nota informativa riportiamo le 35 conclusioni dell’ultimo numero del Drug and Therapeutic Bulletin (“Il punto sui COXIB”): “L’affermazione che gli inibitori selettivi della COX-2 (coxib) sono, come classe, i FANS “più sicuri” sulla base dei dati attualmente disponibili non è accettabile. Rispetto ai FANS tradizionali, i coxib sembrano causare meno frequentemente sintomi di tipo dispeptico e sono as- novembre settembre aprile 0911 QUESTIONI DI PRESCRIZIONE 36 sociati ad una minore incidenza di ulcere o erosioni degli effetti sfavorevoli a livello dell’apparato digegastroduodenali accertate per via endoscopica. I dati rente ed espongono ad un surplus di rischi gravi e epidemiologici indicano, inoltre, una minore incidenmortali, soprattutto cardiovascolari. Per questi motivi za di sanguinamento gastrointestinale con il celecoxib alcuni coxib, vedi il rofecoxib e il valdecoxib sono stati rispetto ai FANS tradizionali. Tuttavia, gli studi di esito ritirati dal mercato in Europa e negli USA. La commera lungo termine non hanno dimostrato una riduzione cializzazione di nuove molecole come l’etorecoxib ed significativa nell’incidenza di complicanze maggiori il parecoxib è stata rifiutata dall’FDA statunitense. dell’ulcera (come sanguinamento o perforazione) con In seguito ad una decisione europea, l’Agenzia francelecoxib rispetto ai FANS tradizionali e ad oggi non cese dei prodotti sanitari (Afssaps) ha infine autorizsono disponibili studi analoghi pubblicati per intero zato la vendita sul mercato dell’etoricoxib. che abbiano valutato etoricoxib o valdecoxib. SommiA fronte delle inadempienze delle autorità, tuttavia nistrato sino ad un massimo di 1 anno, il lumiracoxib spetta ai medici curanti informare i pazienti sui rischi (non ancora registrato né in Inghilterra né nel nostro dell’etoricoxib, come degli altri coxib, e di non prePaese, n.d.r.) causa meno frequentemente complicanscriverli. ze delle ulcere rispetto a ibuprofene o naproxene, ma Per aiutare i pazienti nella cura dell’artrosi, l’antidoil numero di pazienti da trattare per evitare un evento lorifico di prima scelta è il paracetamolo, in caso di è elevato e il beneficio si annulla nei pazienti che asinefficacia l’ibuprofen o il naprossene. sumono aspirina a basse dosi come profilassi cardiovascolare. Inoltre, come insegna quanto successo con il rofecoxib, recentemente ritirato dal commercio, la “contropartita” di una migliore tollerabilità gastroinDa: DIALOGO SUI FARMACI, N. 1, 2011 testinale dei coxib potrebbe essere un aumentato riUna recente network meta-analysis pubschio di eventi cardiovascolari gravi. Questo rischio, blicata sul BMJ (Trelle S. et al.: Cardiovascular safety ai dosaggi terapeutici, non è stato adeguatamente of non steroidal anti-inflammatory drugs: network valutato per nessuno dei coxib attualmente commermeta-analysis. BMJ 2011; 342: doi:10.1136/bmj. cializzati. Le condizioni in cui un coxib è il trattamenC7086) sul rischio cardiovascolare di alcuni FANS to di scelta sono poche, posto che ve ne siano. Tutti compresi i coxib in commercio in Italia (celecoxib ed i FANS, inclusi i coxib, andrebbero evitati nei pazienti etoricoxib) ha evidenziato che il principio attivo meno con un rischio elevato di complicanze gastrointestipericoloso dal punto di vista cardiovascolare rimane nali. Può essere rischioso prescrivere un coxib ad un il naprossene. Tale esito era già stato confermato da paziente con rischio cardiovascolare elevato e i coxib precedenti studi di ampie dimensioni. Una metanalisi non presentano alcun vantaggio nei pazienti in prodi 121 RCT aveva infatti evidenziato un aumento di filassi cardiovascolare con aspirina a basse dosi. Gli due volte del rischio di infarto del miocardio con gli antinfiammatori, inclusi i coxib, dovrebbero essere inibitori selettivi della COX-2 rispetto a naprossene... prescritti ai dosaggi minimi efficaci, in accordo con ... Per etoricoxib, la cui autorizzazione all’immissione quanto riportato nelle Avvertenze delle attuali schede in commercio era stata respinta dalla FDA per ben tecniche. Il paziente dovrebbe essere attentamente 3 volte, la “network”metanalisi ha rilevato una difmonitorato e il suo quadro clinico rivalutato ad interferenza statisticamente significativa rispetto a plavalli regolari per evitare di riprescrivere nuovamente il cebo per la mortalità cardiovascolare mentre per gli farmaco se non è necessario. Ogni reazione avversa altri outcome la significatività statistica non è stata che si sospetti correlata al trattamento con un coxibmarzo aprile 09 09 raggiunta. Le stime effettuate dalla “network” medovrebbe essere segnalata all’organismo competente tanalisi dovrebbero essere considerate con cautela in (in Italia, al Responsabile per la farmacovigilanza della quanto si basano su confronti indiretti. Nel caso di struttura sanitaria di appartenenza, che provvede poi etoricoxib, inoltre, la ditta produttrice si è rifiutata di alla trasmissione della segnalazione al Ministero della fornire ulteriori dati, cioè quelli non pubblicati, agli Salute, n.d.r.) mediante l’apposito modulo (Scheda autori della metanalisi. Unica di segnalazione di sospetta reazione avversa in Italia, n.d.r.)”. È probabile che uno studio ancora in corso, il PRECISION (Prospective Randomised Evaluation of Celecoxib Integrated Safety versus Ibuprofen and Naproxen) Da: LA REVUE PRESCRIRE, APRILE 2010 renderà disponibile maggiori informazioni. Il bilancio rischi-benefici dei coxib è sfavoFino ad allora, è consigliabile l’utilizzo di naprossene, revole. Paragonati ai FANS classici, i coxib non apporche sembra caratterizzato dal profilo di sicurezza cartano vantaggi in termini d’efficacia o di diminuzione diovascolare migliore. aprile 11 36 QUESTIONI DI PRESCRIZIONE La ricerca Dai in Provincia congressi LA MEDICINA MANUALE VUOLE UNA SAXAGLIPTIN CONFERENZA DI CONSENSO Onglyza ® Bristol-Meyers Squibb/Astrazeneca 28 compresse da 5 mg € 65,16 Indicazioni registrate: Per migliorare il controllo glicemico in pazienti adulti con diabete di tipo 2 in associazione a metformina, ad una sulfanilurea (quando non è appropriato l’uso di metformina) o ad un tiazolidindione (quando è appropriato l’uso di un tiazolidindione) quando l’ipoglicemizzante orale da solo, con la dieta e l’esercizio fisico, non fornisce un adeguato controllo della glicemia. Classe A PHT Continuità Ospedale Territorio. Piano Terapeutico. Monitoraggio Da: INFORMAZIONI SUI FARMACI, N. 5, 2010 Saxagliptin è il terzo inibitore della dipeptidil peptidasi-4 (DPP-4) commercializzato in Italia, dopo sitagliptin (Januvia) e vildagliptin (Galvus). È stato registrato tramite procedura europea centralizzata nel trattamento dei pazienti con diabete di tipo 2 non controllati da metformina, una sulfanilurea o un glitazone. Bloccando la DPP-4, l’enzima che inattiva e degrada le incretine, ormoni rilasciati dall’intestino in risposta al pasto, saxagliptin (come sitagliptin e vildagliptin) potenzia la sintesi e il rilascio di insulina e riduce la produzione di glucagone con conseguente riduzione della glicemia. Somministrato per via orale a digiuno, saxagliptin raggiunge le concentrazioni plasmatiche massime in 2 ore. Dopo metabolizzazione a livello epatico (CYP3A4/5) ad un metabolita attivo che ha potenza dimezzata rispetto al farmaco progenitore, viene eliminato, insieme al metabolita, prevalentemente con le urine (75%) e in misura inferiore con le feci (22%). L’emivita è di 2,5 ore (saxgliptin) e 3,1 ore (metabolita attivo). Nei pazienti con insufficienza renale da moderata a grave (CrCl 50 ml/min) l’esposizione a saxa- gliptin aumenta di 1,5-2 volte; l’RCP del farmaco ne sconsiglia l’uso in questa popolazione. Nei pazienti con diabete di tipo 2 non adeguatamente controllato con una monoterapia ipoglicemizzante (metformina, una sulfanilurea, pioglitazone), saxagliptin non presenta vantaggi in termini di efficacia e tollerabilità rispetto agli altri incretino-mimetici. La riduzione della glicemia è modesta ed è simile a quella prodotta da sitagliptin e vildagliptin; non differenti, per incidenza e tipologia, sembrano gli effetti indesiderati, mentre superiore è il potenziale di interazione con altri farmaci. Per tutti mancano dati sulla prevenzione delle complicanze cardiovascolari del diabete e sulla sicurezza a lungo termine, in particolare sulle conseguenze sul sistema immunitario della inibizione continua della DPP-4. Costo Il trattamento con saxagliptin (5 mg/die) ha un costo annuo di 849 euro, pressoché uguale a quello di sitagliptin (100 mg/die) e vildagliptin (50 mg per 2/die) per entrambi pari a 855 euro. aprile 09 marzo 09 37 Farmaco Dose Saxagliptin (Onglyza) Sitagliptin (es Januvia) Vildagliptin (Galvus) Pioglitazone (Actos) Metformina (generico) Glimepride (Amaryl e generici) Insulina glargine (Lantus) 5 mg al giorno 100 mg al giorno 100 mg al giorno 15-45 mg al giorno 1.500-2.000 mg al giorno 2-4 mg al giorno 20-40 UI Da: DIALOGO SUI FARMACI, N. 4, 2010 Saxagliptin è il terzo inibitore del DPP-4 ad entrare in commercio in Italia, dopo sitagliptin e vildagliptin. • I 3 RCT a supporto della sua efficacia, hanno confrontato saxagliptin vs placebo in pazienti già in monoterapia con metformina (n=743), con glibenclamide (n=768) o con glitazoni (n=565). Pur essendo stata dimostrata una differenza statisticamente significati- 37 Costo annuo in € 849 855 855 506-1.277 46-58 28-47 389-778 va rispetto a placebo nella riduzione di HbA1c (end point I), l’effetto di saxagliptin appare modesto. • L’unico studio vs un’altra gliptina, non pubblicato, di 18 settimane (n=710), ha mostrato la non inferiorità di saxagliptin rispetto a sitagliptin, associati a metformina. • Le reazioni avverse si allineano a quanto già evidenziato con sitagliptin e vildagliptin: rischio di infezioni, riduzione della conta leucocitaria, reazioni gastroin- aprile 11 QUESTIONI DI PRESCRIZIONE testinali, cefalea. Merita ulteriori studi, come raccomandato da FDA ed EMA, il profilo di rischio CV. Per le reazioni cutanee gravi osservate negli animali, non è invece stato previsto alcun approfondimento. Il nostro giudizio In mancanza di dati di efficacia a lungo termine, su end point clinicamente rilevanti e di superiorità rispetto a comparator attivi, il valore aggiunto apportato da saxagliptin nella terapia di seconda linea del diabete di tipo 2 appare modesto. Rimangono ancora poco valutati aspetti importanti sulla sicurezza, quali il rischio cardiovascolare e cutaneo. Da: THE MEDICAL LETTER, N. 2, 2010 Il saxagliptin è il secondo inibitore orale della DDP-4 approvato dalla FDA per il trattamento del diabete di tipo 2. Come il sitagliptin, risulta moderatamente efficace nel ridurre i livelli di glucosio ematico, sia utilizzato in monoterapia, sia quando utilizzato in associazione con altri farmaci antidiabetici. La sicurezza a lungo termine dell’inibizione della DPP-4, responsabile della degradazione non solo delle incretine, ma anche delle citochine e di altri peptidi, non è nota. Da: LA REVUE PRESCRIRE, N. 323, 2010 Nei pazienti diabetici di tipo 2, quando la monoterapia con metformina o glibenclamide non è sufficiente, saxagliptin non presenta un bilancio rischi-benefici più favorevole di quello di altre gliptine: diminuzione modesta dell’HbA1c, profilo degli effetti indesiderati meno favorevole, oltretutto con numerose incertezze a lungo termine e numerose interazioni farmacologiche. È meglio ricorrere a strategie più sperimentate, quali la terapia insulinica o rinunciare ad un controllo glicemico stretto. Gruppo di lavoro per QUESTIONI DI PRESCRIZIONE Guido Giustetto................................................................................. Medico di Famiglia Marco Rapellino................................................................................ Medico Ospedaliero Lorenza Ferraro............................................... Responsabile del Serv. Farmaceutico Asl 4 Fiorenza Enrico................................................... Farmacista del Serv. Farmaceutico Asl 4 Emanuela Fiorio.................................................. Farmacista del Serv. Farmaceutico Asl 4 Renzo Agricola.................................................................................... Medico Ospedaliero settembre marzo aprile 11 09 09 38