metodi di protezione contro i contatti indiretti

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METODI DI PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI INDIRETTI
L’obiettivo dei metodi di protezione contro i contatti indiretti per interruzione automatica
dell’alimentazione (protezione attiva) consiste nel cercare di eliminare la tensione che si manifesta
su una massa (contatto indiretto) entro i tempi indicati dalla curva di sicurezza tempo – tensione,
qualora questa risulti pericolosa per la persona.
Il metodo di protezione dai contatti indiretti mediante interruzione automatica dell’alimentazione nei
sistemi TT consiste nella realizzazione di un impianto di terra locale a cui devono essere collegati
tutte le masse e le masse estranee dell’utente tramite apposito conduttore di protezione, coordinando
il valore della resistenza dell’impianto di terra con un interruttore differenziale che apre il circuito in
occasione di un guasto secondo la seguente relazione:
Rt < UST/IN
dove:
 Rt : è il valore della resistenza di terra;
 UST : è il valore della massima tensione di contatto ammissibile (50 V in ambienti ordinari e
25 V per quelli particolari);
 IN : è il valore della corrente differenziale di intervento di un I.D..
Il metodo di protezione dai contatti indiretti mediante interruzione automatica dell’alimentazione nei
sistemi TN consiste nel collegare le masse e le masse estranee dell’utente al conduttore di protezione
(PE) coordinando il valore dell'impedenza dell’anello di guasto, Zg, con le caratteristiche di
intervento dei dispositivi di protezione contro le sovracorrenti del circuito (fusibile, interruttore
automatico o interruttore differenziale), secondo la relazione:
- Zs Ia < U0
dove:
 Zs: è l’impedenza dell’anello di guasto comprendente la sorgente, il conduttore attivo ed il
conduttore di protezione fino al punto di guasto;
 Ia: è il valore di corrente che determina il sicuro intervento del dispositivo di protezione
entro un tempo prefissato;
 U0 : è il valore efficace tra fase e terra.
Se si usa un I.M.T. la Ia corrisponde nella generalità dei casi alla Im (corrente magnetica) mentre se
si usa un I.D. Ia è la IN (corrente differenziale di intervento).
Il metodo di protezione dai contatti indiretti mediante interruzione automatica dell’alimentazione nei
sistemi IT consiste nella realizzazione di un impianto di terra locale a cui devono essere collegati
tutte le masse e le masse estranee dell’utente tramite apposito conduttore di protezione, coordinando
il valore della resistenza dell’impianto di terra RT con i dispositivi di protezione del circuito in modo
che siano soddisfatte le seguenti 2 condizioni:
 RT x Id < UL
 Eliminazione 2° guasto a terra
Dove:
 Id : corrente che si manifesta al primo guasto a terra;
 UL : tensione di contatto a vuoto ammissibile (tensione limite pericolosa per l’uomo);
In un sistema IT in caso di 1° guasto a terra si determina la circolazione di una corrente esigua
limitata principalmente dagli accoppiamenti capacitivi verso terra dei cavi. La tensione di contatto a
vuoto sulla massa è sempre molto piccola per cui la tensione può permanere senza che vi siano
pericoli e senza dover interrompere la continuità di servizio. Per prevenire l’insorgere di un secondo
guasto a terra nei sistemi IT occorre installare un dispositivo di controllo dell’isolamento. in modo
che venga segnalata la presenza del primo guasto a terra e si possa provvedere alla sua eliminazione,
ripristinando l’isolamento.
L’obiettivo dei metodi di protezione contro i contatti indiretti senza interruzione automatica
dell’alimentazione (protezione passiva) consiste nell’impedire il manifestarsi di una tensione
pericolosa sulle parti accessibili di componenti elettrici a seguito di un guasto sull’isolamento
principale. I metodi di protezione contro i contatti indiretti di tipo passivo sono:
 Separazione elettrica;
 locali isolanti;
 equipotenzializzazione del locale non connesso a terra;
 sistemi a bassissima tensione SELV e PELV;
 impiego di componenti di classe II.
Il metodo di protezione per separazione elettrica consiste nell’alimentare i circuiti dell’impianto
utilizzatore tramite un trasformatore di potenza, un G.E. o un UPS e nel collegare tutte le masse e le
masse estranee dell’impianto utilizzatore tra loro vietando il loro collegamento a terra. La CEI 64-8
raccomanda il soddisfacimento delle seguenti condizioni affinché sia possibile applicare il metodo di
protezione dai contatti indiretti per separazione elettrica:
Lt Vn < 100.000 Vm
Lt < 500 m
Vn < 500 V
Dove:
- Lt: è la lunghezza totale del circuito separato;
- Vn: è la sua tensione nominale.
Nel metodo di protezione per separazione elettrica quando si alimentano più utilizzatori, si
determina una situazione di pericolo nel caso di un doppio guasto a terra. Pertanto la CEI 64-8
prescrive che le masse di tutti gli utilizzatori devono essere collegate tra loro mediante un conduttore
equipotenziale, di sezione almeno 6mm2, che converte un doppio guasto a terra in un corto circuito,
e deve essere installato a monte del circuito un dispositivo di protezione contro i corto circuiti.
Il criterio di base del metodo di protezione mediante impiego di locali isolanti è quello di costruire,
tramite l’ambiente stesso, un isolamento supplementare in modo che, pur usando apparecchi di
classe zero si abbia una protezione equivalente a quella che si ottiene con l’impiego di apparecchi di
classe II.
Il criterio del metodo per equipotenzializzazione del locale non connesso a terra consiste nel
collegare fra loro tutte le masse e le masse estranee simultaneamente accessibili con un
collegamento equipotenziale non connesso a terra.
Il metodo dei locali isolanti e dei locali resi equipotenziali e non connessi a terra si può applicare in
solo casi particolari e comunque sempre sotto il controllo di personale addestrato.
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